Le principali differenze contabili internazionali
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- Valentina Chiesa
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1 Università degli Studi di Trieste Ragioneria Generale ed Applicata (corso magistrale) Modulo di Ragioneria Internazionale Le principali differenze contabili internazionali di 1
2 Le aree critiche per l armonizzazione Le principali aree nelle quali si riscontrano differenze nei sistemi contabili dei diversi Paesi sono: a. Iscrizione in bilancio e valutazione di strumenti finanziari (inclusi i derivati), svalutazioni per perdite di valore, fondi per rischi, obbligazioni di natura previdenziale, imposte sul reddito; b. Aggregazioni aziendali (Business Combinations) c. Informazioni su segmenti di mercato e su transazioni con parti correlate. 2
3 Spese di ricerca e sviluppo La scelta in genere è tra capitalizzazione e imputazione a conto economico nell anno in cui si sostengono. In alcuni Paesi (USA e Germania, in particolare), le spese di R&S non sono capitalizzabili in nessuna circostanza. Più spesso, i principi contabili ammettono la capitalizzazione se si soddisfano determinate condizioni (Italia, Francia). In alcuni casi la capitalizzazione è consentita solo per i costi di sviluppo e non per quelli di ricerca (UK, Canada, IFRS). 3
4 Attività materiali immobilizzate Le differenze contabili riguardano: 1) le aliquote di ammortamento da applicare; 2) il valore di iscrizione in bilancio di questi investimenti. Esistono molti criteri per l ammortamento: a quote costanti, a quote decrescenti, basati sui ricavi, sum-of-the-years digits, e altri. In alcuni Paesi le aliquote usate devono coincidere con quelle fiscali (Germania, Giappone). In altri, pur non essendoci alcun obbligo, è prassi comune l uso di aliquote fiscali nel bilancio d esercizio (Italia). Infine, le immobilizzazioni possono essere iscritte al costo storico (rettificato) o al valore corrente (fair value). 4
5 Rimanenze Nell ambito di un sistema contabile a valori storici, le rimanenze possono essere valutate con l ausilio di diverse ipotesi di flusso: LIFO, FIFO o costo medio ponderato. Il LIFO è considerato una scelta prudente per la determinazione del reddito, mentre determina valutazioni nello stato patrimoniale che potrebbero risultare molto lontane dai valori correnti (riserva LIFO). Determina inoltre un vantaggio fiscale. In genere il LIFO è ammesso, ma è usato molto solo negli USA (e in Italia), mentre in altri Paesi è più raro. Per lo IASB il LIFO è inammissibile. Il FIFO riflette più fedelmente il flusso fisico delle rimanenze ed è accettato in tutti i Paesi. 5
6 Leasing Il leasing finanziario è un finanziamento per l acquisto di un bene, che rimane formalmente di proprietà della società che concede il leasing sino a quando non viene pagato il riscatto. Secondo alcuni principi contabili, il bene preso in leasing deve essere inserito nello stato patrimoniale del locatario ed ammortizzato (Australia, Canada, Paesi Bassi, UK, USA e IFRS). Altrove (Italia, Giappone) prevale la forma giuridica sulla sostanza economica dell operazione ed il bene rimane nel bilancio del locatore. Le due opzioni producono effetti notevoli sul grado di indebitamento, sul reddito operativo, sul ROI e su altri indicatori. 6
7 Pensioni In alcuni Paesi le aziende forniscono una copertura previdenziale ai loro dipendenti. Il problema contabile sta nella scelta tra il riconoscimento di un costo e di una passività nel corso della vita lavorativa del dipendente o la rilevazione di un onere solamente al momento della pensione. Il primo metodo genera problemi di stima, che devono basarsi su ipotesi di tipo attuariale. In Italia esiste il Fondo TFR, che non è stimato su base attuariale, ma nell ipotesi che tutti i dipendenti di dimettano contemporaneamente alla data di bilancio. In Canada, Germania, Paesi Bassi, UK, USA e anche secondo lo IASB le passività pensionistiche devono essere stimate su base attuariale. 7
8 Fusioni, acquisizioni e avviamento Il problema è quello della valutazione del patrimonio dell impresa acquisita o incorporata: valore corrente (purchase method) oppure valore di bilancio (pooling of interests method). Il pooling of interests era preferito dalle imprese perché non dava origine ad avviamento e a maggior valore dei cespiti, che poi dovevano essere ammortizzati. Il purchase method fornisce informazioni che si ritiene siano più rilevanti per gli investitori, perché riflette i valori di una transazione di mercato. Gli USA nel 2001 hanno eliminato il pooling of interests e hanno abolito l ammortamento dell avviamento. Lo IASB ha preso nel 2004 le stesse decisioni (IFRS 3). 8
9 Perdite di valore delle attività Secondo gli US GAAP, la perdita di valore si determina confrontando il valore di carico di un bene con il suo fair value, misurato dal presumibile valore di realizzazione. Secondo gli IFRS (e gli UK GAAP), la perdita di valore si determina confrontando il valore di carico con il maggiore tra il presumibile valore di realizzazione e il valore d uso. Il valore d uso è dato dal valore attuale dei flussi di cassa futuri prodotti dall attività. Sebbene il concetto di perdita di valore sia lo stesso in tutto il mondo, ci sono differenze notevoli nella determinazione dell importo della perdita e nel momento del suo riconoscimento. 9
10 Strumenti finanziari derivati Poiché spesso il costo storico degli strumenti derivati è nullo o insignificante, i sistemi contabili a valori storici in genere ignorano questa categoria di strumenti finanziari ( operazioni fuori bilancio ). È il caso dell Italia. In un sistema misto (valori correnti/storici) i derivati devono essere riconosciuti come attività o passività e stimati al fair value (US GAAP, IFRS). Inoltre, i derivati utilizzati in operazioni di copertura dal rischio generano ulteriori problemi contabili, affrontati in maniera diversa dai principi contabili di diversi Paesi (hedge accounting). 10
11 Il fair value «The price that would be received to sell an asset or paid to transfer a liability in an orderly transaction between market participants at the measurement date» (IFRS 13) Tre livelli qualitativi di oggettività: Livello 1 - prezzi che si formano in un mercato attivo Livello 2 - input osservabili ma diversi dal livello 1: prezzi per elementi patrimoniali simili, o che si formano in mercati non attivi; altri input e informazioni «corroborati» dal mercato. Livello 3 - input non osservabili, per es. stime di flussi finanziari, della loro probabilità e della loro collocazione temporale. 11
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