I pilastri della TPM
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- Fabriciano Rossetti
- 9 anni fa
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1 I pilastri della TPM Miglioramento specifico Manutenzione preventiva Set-up impianti Manutenzione autonoma Formazione Sicurezza e ambiente
2 Nuove esigenze FARE PEZZI NON E PIU SUFFICIENTE : occorre che l operatore acquisisca capacità : LE AZIENDE CRESCONO CON LE PERSONE > SCOPRIRE LE ANOMALIE > RISOLVERE LE ANOMALIE > DEFINIRE LE CONDIZIONI OTTIMALI DI FUNZIONAMENTO > MANTENERE LE CONDIZIONI OTTIMALI DI FUNZIONAMENTO
3 Perché manutenzione autonoma? Coloro che operano sulle linee sono quelli che colgono meglio di chiunque altro le informazioni sullo stato di salute degli impianti e possono prevenire, di conseguenza, il guasto Inoltre senza il loro coinvolgimento nessuna attività di manutenzione e miglioramento può avere successo duraturo
4 In cosa consiste? TRASFERIMENTO AGLI OPERATORI DI PRODUZIONE DI FUNZIONI ELEMENTARI DI MANUTENZIONE SUPERARE LA DICOTOMIA DEL : IO PRODUCO, TU RIPARI
5 E l attività di manutenzione svolta da ogni operatore..per prendersi cura personalmente delle sue macchine. Attraverso: Pulizie Lubrificazione Ingranaggi Serraggi Ispezioni Piccole riparazioni Sostituzione di componenti Esecuzione di set-up Scoperta precoce delle anomalie
6 Come operare? ATTRAVERSO IL COINVOLGIMENTO DI TUTTE LE PROFESSIONALITA OPERANTI NELLO STABILIMENTO TEAM DI LAVORO
7 Nuovo profilo dell operatore Conduttore-manutentore E in grado di prendersi cura della macchina a lui affidata, svolgendo, oltre alla normale attività di conduzione, anche piccoli interventi di manutenzione. Nuovo ruolo del manutentore Manutentore d area polivalente Allarga le proprie conoscenze e competenze ed è in grado di valutare gli effetti che l attività manutentiva ha sul processo produttivo (ad es. per quanto concerne la qualità del prodotto).
8 La crescita dell operatore Prima Non dialoga con gli altri Esecutore di un compito Rifiuta le innovazioni Non si pone domande Si sente una comparsa Non fa autocritica Dopo Partecipa e collabora Polivalente e polifunzionale Considera l innovazione come un opportunità di crescita professionale Pone domande e pretende delle risposte Vuole essere protagonista Si mette in discussione e rispetta le idee degli altri
9 Per essere operatori abili occorre avere Capacità di diagnosi Capacità di definire degli standard operativi Capacità di gestire il mantenimento degli impianti Capacità di ricercare le cause degli inconvenienti
10 7 STEP della manutenzione autonoma Step 1 - pulizia iniziale Step 2 - contromisure Step 3 - standard Step 4 - ispezione generale Step 5 - ispezione autonoma Step 6 - mantenimento Step 7 - gestione autonoma
11 La manutenzione autonoma Step 1- pulizia iniziale Applicare le 5 S 5 S 1. SEIRI Separare, Ordinare 2. SEITON Sistemare, Organizzare 3. SEISO Sgrassare, Pulire 4. SEIKETSU Standardizzare, Mantenere 5. SHITSUKE Seguire le regole
12 5 S Attività 1: SEPARARE Finalità: Azioni: Eliminare dal posto di lavoro il superfluo e ordinare le cose necessarie Distinguere tutto ciò che serve da ciò che non serve
13 5 S Attività 2: ORGANIZZARE Finalità: Azioni: Ricercare le modalità di collocazione delle cose in modo da soddisfare sicurezza, qualità, efficienza. Ideare e/o procurare i sistemi di collocazione (armadi, contenitori, ecc.); Delimitare ed identificare gli spazi; Identificare e disporre gli oggetti per una facile ed immediata reperibilità;
14 5 S L organizzazione dei materiali, attrezzature,... impatta sulla sicurezza del posto di lavoro. Sicurezza!
15 5 S Attività 3: PULIRE Finalità: Azioni: Tenere pulito il posto di lavoro Dopo la pulizia iniziale, eliminare le fonti dello sporco, (polvere, sfridi, carte, cicche ecc.) rendendo la postazione di lavoro perfettamente pulita.
16 5 S Attività 4: STANDARDIZZARE Finalità: Definire le attività che servono a mantenere nel tempo le condizioni di organizzazione, ordine e pulizia Azioni: Adottare misure di Controllo a Vista, adottare piani di pulizia e ispezione, adottare check-list di autovalutazione
17 5 S Attività 5: MANTENERE Finalità: Garantire il mantenimento dello stato raggiunto e rendere le prime 3 S pratica quotidiana Azioni: Insegnare, motivare, assistere, presidiare
18 Livelli della Visual Factory : la piramide di controllo 6 Prevenire le anomalie 5 Riconoscere le anomalie 4 Segnalare le anomalie 3 Predisporre standard nei posti di lavoro 2 Condividere gli standard definiti 1 0 Condividere informazioni e risultati nelle attività di controllo Organizzazione - Ordine - Pulizia del posto di lavoro L Azienda
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