FASCE DI ECOTONO MARGINALE
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- Cosimo Raimondi
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1 COMMITTENTE: Bosco del Rugareto Comune di Cislago Piazza E. Toti, Cislago (VA) TITOLO: INTEGRAZIONE ALLO STUDIO FITOSOCIOLOGICO STUDIO INTEGERIVO FASCE DI ECOTONO MARGINALE REDTORE: Dottore Agronomo Andrea Tovaglieri Via delle Vignazze Golasecca (VA) - ITALY tel fax Data : 15 ottobre 2009 Aggiornamenti: Protocollo: Studio Fitosociologico 2009/0020
2 INDICE 1. Premessa Introduzione Le reti ecologiche Individuazione di zone ecotonali nel P.L.I.S Costituzione e miglioramento delle fasce di ecotono Considerazioni...11 Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 2/11
3 1. Premessa Nell ambito dello studio fitosociologico del P.L.I.S. del Bosco del Rugareto, commissionato dal Comune di Cislago P.zza E. Toti n. 1, allo scrivente dottore agronomo Andrea Tovaglieri, iscritto all Ordine dei dottori agronomi e forestali di Varese al n. 88, si è voluto integrare il rilievo fitosociologico con la determinazione nelle zone critiche del P.L.I.S. di fasce di ecotono e successive proposte di interventi mirati alla costituzione o al miglioramento di reti ecologiche con lo scopo di incrementare e valorizzare la biodiversità, le risorse e gli habitat. 2. Introduzione Uno degli aspetti caratteristici del P.L.I.S. Bosco del Rugareto è il contesto nel quale è compreso. Sono tanti i fattori che segnano il territorio condizionandone la stabilità ed il possibile sviluppo. La pressione antropica nei suoi vari aspetti ha un ruolo fondamentale nell equilibrio generale del parco. Gli abitati a ridosso del parco, le aree coltivate a contatto con le zone boscate, le vie di comunicazione tra i vari comuni, le grosse vie di comunicazione presenti e future (ferrovia ed autostrada) sono elementi da monitorare costantemente per evitare che compormettano la funzionalità del parco. Tale pressione ha come conseguenza il notevole impoverimento delle aree marginali, un interfaccia protettiva indispensabile tra la campagna ed il bosco. Queste fasce di ecotono marginale, ovvero di passaggio fra una zona a copertura arborea e un area aperta, sono barriere naturali, ad esempio, contro trattamenti fitosanitari, contro il disturbo delle attività umane o possono fungere come frngivento a protezione delle colture stesse. Il loro notevole valore ecologico, e conseguentemente anche faunistico, si manifesta con un significativo aumento di specie in queste fasce di transizione. Questa complessità vegetazionale svolge un ruolo protettivo nei confronti di habitat e specie animali attirandone la presenza e permettendogli di trovare in queste aree zone adeguate di alimentazione e di riproduzione. Le specie ecologicamente più specializzate tendono a scomparire in favore di specie più competitive. Tutto ciò provoca una forte riduzione della componente vegetale e una rapida scomparsa di associazioni erbacee, endemismi e piante da fiore geofite per cui in generale si assiste ad una semplificazione floristica e vegetazionale delle aree pastorali non più utilizzate. Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 3/11
4 In un territorio così frazionato e sfruttato diventa fondamentale, per la tutela di ecosistemi ricchi e funzionali, la predisposizione di fasce cuscinetto tra le tipologie vegetali e di reti ecologiche adeguate. 3. Le reti ecologiche Le reti ecologiche costituiscono uno strumento importante per la conservazione della natura e la pianificazione territoriale in contesti dove l impronta dell uomo è molto marcata. Nel caso del P.L.I.S. Bosco del Rugareto, la conservazione della biodiversità necessita una struttura spaziale di ecosistemi coerente. Teoria ed esperienze empiriche delle reti ecologiche offrono un contesto per il disegno e la progettazione di tali strutture spaziali Inoltre, le reti ecologiche possono permettere di superare la contraddizione tra la conservazione (ovvero, mantenere le caratteristiche naturali di un ambiente o di un area nel tempo e nello spazio) e lo sviluppo, che comporta invece cambiamenti dell uso del suolo. Questo è possibile dal momento che le reti ecologiche possono cambiare struttura senza perdere il loro potenziale in termini di conservazione. Per tutte queste ragioni, le reti ecologiche diventano strumenti in grado di facilitare le decisioni degli Enti gestori, evidenziando quali debbano essere gli obiettivi da raggiungere per quanto riguarda la conservazione della natura, e aiutano a focalizzare l attenzione sulla scala spaziale più efficacie per la conservazione. Il disegno di rete include le seguenti categorie di elementi: AREA SORGENTE: queste aree coincidono con le aree del P.L.I.S. ad elevata valenza naturalistica. Tali aree rappresentano i serbatoi di biodiversità per l intero territorio e la loro importanza va oltre quella del singolo sito: da essi possono infatti uscire individui delle diverse specie faunistiche e botaniche che possono raggiungere altri siti, dove le popolazioni sono più ridotte, oppure estinte, e garantire quindi, in un caso, la sopravvivenza della popolazione e, nell altro, la ricostituzione della popolazione locale. CORRIDOIO PRIMARIO: elemento di connessione di primaria importanza. Lo scambio di individui che avviene lungo tali direttrici è probabilmente fondamentale per il mantenimento di meta-popolazioni vitali di molte specie. Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 4/11
5 CORRIDOIO SECONDARIO: altre direttrici di connessione ecologica. Verosimilmente, la loro importanza è leggermente meno critica rispetto a quella dei corridoi primari. Tuttavia, la loro esistenza e il loro mantenimento devono essere considerati necessari alla funzionalità del disegno di rete ecologica. VARCO: restringimento degli habitat naturali o semi-naturali che comporta un rischio di interruzione della continuità ecologica tra ambienti o tessere di ambienti. La funzionalità dei sistemi verdi, in ogni condizione ambientale, è quindi fortemente dipendente dalla connettività ecologica: più i sistemi sono connessi, meglio riescono a svolgere le funzioni, o viceversa: più è elevata la frammentazione, la dispersione, minori sono i benefici. La conservazione (la ricostruzione) della connettività ecologica può essere basata sostanzialmente su due sistemi: a) sistema idrologico dei corsi d acqua; b) il sistema agroforestale delle siepi/filari Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 5/11
6 4. Individuazione di zone ecotonali nel P.L.I.S. Sono state evidenziate nelle planimetrie allegate allo studio fitosociologico (Tavola 4 Carta di sintesi e nella Tavola 5 Indirizzi gestionali ) le zone sensibili che necessitano di fasce di ecotono e di corridoi ecologici. Figura 1 Estratto della Tavola 4 con evidente le aree sensibili del P.L.I.S. Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 6/11
7 Fasce di ecotono Figura 2 Estratto della Tavola 5 con evidente in verde le possibili fasce ecotonali. Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 7/11
8 5. Costituzione e miglioramento delle fasce di ecotono Nella progettazione o nell adeguamento di fasce di ecotono tra l urbanizzato ed i complessi boscati del P.L.I.S., si riterrebbe utile creare aree seminaturali aperte e/o cespugliate poiché i livelli di biodiversità riscontrabili nei robinieti governati a ceduo e negli abbondanti boschi misti di latifoglie (robinieti misti) sono generalmente bassi ma incrementabili aumentando le fasce di transizione ecosistemica (a condizione di controllare l invasione di specie alloctone); nell ambito del parco le situazioni di carenza ecosistemica sono da ricondursi anche alla povertà di radure piuttosto che alla presenza di bosco; nel caso di utilizzo di specie arboree, arbustive e/o erbacee, andranno impiegate assenze autoctone e coerenti con il locale assetto fitoclimatico. Interessante ed auspicabile è la creazione di corridoi biotici (green belt) di connessione tra aree eccessivamente isolate rispetto ad altri habitat; per le zone separate da grosse vie di scorrimento sarebbe utile la predisposizione di sottopassi per la fauna, eventualmente accompagnati, ove possibile, dalla creazione di siepi e filari ai margini dell arteria stradale. Un caso concreto è la zona industriale che collega Gorla Minore a Cislago dove l attuale fascia di congiunzione tra le due porzioni di bosco appare eccessivamente limitata e con poche prospettive future visto il piano di espansione dell area estrattiva Eg5. Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 8/11
9 Al momento della pianificazione sono molteplici i fattori da tenere in considerazione. Ad esempio l origine della fascia ecotonale: di nuova costituzione o fasce esistenti rigenerate o migliorate. La struttura finale: verticale a più strati (arboreo, arbustivo, erbaceo) o una fascia continua e monoplana. Nella Figura 3 sono raffigurati alcuni esempi di possibili strutture di fasce, barriere o siepi ecotonali. Figura 3 Esempi di possibili strutture di fasce e siepi ecotonali Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 9/11
10 Il tipo di funzione finale: protettiva, fitodepurativa, frangivento o con altre peculiarità da decidersi in fase di progettazione. In base all origine ed all uso ne deriva anche il tipo di gestione, ad esempio: a) Fascia o siepe potata di soli arbusti; b) Fascia a sviluppo libero; c) Piccolo fascia arbustiva semi-naturale; d) Grande fascia plurifilare libera. Figura 4- esempi di fasce di ecotono con diverse esigenze e diversa gestione Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 10/11
11 6. Considerazioni Quanto sopra esposto invita ad una riflessione circa la necessità di migliorare e costituire quelle zone marginali, critiche e sensibili che, con una adeguata progettazione, si arricchirebbero di biodiversità e di quel valore naturalistico che il parco sta progressivamente perdendo. Il sistema di reti ecologiche specifiche infatti riveste un ruolo chiave nella gestione di un ambiente semi-naturale come quello del P.L.I.S. Bosco del Rugareto. Fasce di ecotono, siepi, corridoi biotici sono un elememto chiave per la funzionalità del paesaggio a mosaico verso il quale il parco sta evolvendo. La creazione di micro-habitat in armonica combinazione di unità sistemiche elementari strutturalmente e/o funzionalmente integrate e tali da configurare una rete di relazioni (scambi di energia, materia, organismi viventi) specificamente definibile, sito-specifica, in equilibrio dinamico con l ambiente, diventa un esigenza per il futuro di un territorio così sfruttato. Dottore Agronomo Andrea Tovaglieri Uffici e Laboratori: Via delle Vignazze, GOLASECCA (VA) - ITALY 11/11
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