Epidemiologia e controllo della. Leishmaniosi canina
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- Marcellina Baldini
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1 Epidemiologia e controllo della leishmaniosi canina Raffaella Baldelli Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie Alma Mater Studiorum Università di Bologna Leishmaniosi canina Metazoonosi protozoaria ad eziologia complessa (zimodemi) che nel cane, serbatoio epidemiologico dell infezione, si identifica con una immunopatologia cronica ingravescente, parassitologicamente incurabile 1
2 Le Leishmaniosi endemiche in 5 continenti, 88 paesi, soprattutto in quelli più poveri 12 milioni di casi umani con un incidenza annuale di 1,5-2 milioni di casi di Leishmaniosi Cutanea e casi di Leishmaniosi Viscerale agente eziologico ordine Kinetoplastida famigliatrypanosomatidae genere Leishmania L evoluzione del genere Leishmania descritta dall analisi dei polimorfismi genetici L. tropica L. infantum L. donovani L. major L. braziliensis L. aethiopica L. guyanensis L. amazonensis L. mexicana 2
3 in Italia Leishmania infantum responsabile di: Leishmaniosi viscerale zoonoticadell uomo (LVZ) Leishmaniosi cutanea sporadica dell uomo (LCS) Leishmaniosi generalizzata del cane (Lcan Lcan) Il polimorfismo di Leishmania infantum e relazioni con l ospite mammifero I PRINCIPALI ZIMODEMI IN ITALIA L. infantum MON-1 CANE UOMO (LV) UOMO (LC) MON-72 MON-24 MON-111 MON-136 UOMO (HIV/LV) 3
4 ciclo biologico parassita dixeno ospite vettore vertebrato biologico I Gli promastigoti amastigoti Sono presenti nell apparato sistema dei fagociti digerente mononucleati del flebotomoinfettante (SFM) dell ospite vertebrato TRASFORMAZIONE IN PROMASTIGOTE vettore serbatoio OSPITE OCCASIONALE TRASFORMAZIONE IN AMASTIGOTE 4
5 epidemiologia: il vettore Il flebotomo insetti ematofagi 2-3 mm, giallo pallido o ruggine habitat: spaccature della terra, muri in pietra, cumuli di rami e foglie, cantine, stalle, grotte velocità 1m/sec (zanzara 3 m/sec) ciclo di sviluppo durata = 7-8 settimane T=20-25 C 17 ore luce, 7 ore buio UR= 95% attività notturna su qualsiasi mammifero epidemiologia: il vettore Phlebotomus (7 specie) 2 provati VETTORE PROVATO: La sua distribuzione coincide con quella della leishmaniosi dimostrata la sua antropofilia/zoofilia trovato infetto con i medesimi zimodemi riscontrati nei mammiferi provato sperimentalmente in grado di trasmettere l infezione P. perniciosus e P. perfiliewi vettori provati in Italia 5
6 epidemiologia: il vettore P. perniciosusvettore principale e più efficiente presente in aree urbane, periurbanee rurali ed in ambienti domestici, peridomestici e selvatici Sino a m s.l.m. Specie esofilica ed esofaga P. neglectus presente tradizionalmente a sud recentemente riscontrato in focolai del nord Italia vettore provato nella ex Jugoslavia e in Grecia P. perfiliewi vettore meno efficiente preferisce habitat peridomestico essenzialmente zoofilo si infetta con < frequenza dal cane presente a sud della pianura padana P. ariasi riscontrato in focolai piemontesi vettore provato in Francia epidemiologia: il serbatoio ruolo di serbatoio se: isolamento della specie di Leishmania prevalenza di infezione elevata lunga permanenza del parassita (malattia cronica) fonte trofica per il vettore parassita localizzato in siti accessibili al vettore Cane principale serbatoio: soddisfa tutti i requisiti inoltre. popolazione ampia e largamente distribuita infettante per il vettore anche in assenza di sintomatologia e dopo terapia 6
7 epidemiologia: ospiti altri mammiferi ospiti ratto e topo gatto volpe lupo furetto non competente occasionale serbatoio selvatico? Focolai segnalati fino al 1983 Leishmaniosi canina 7
8 Territori ad endemia stabile individuati fino al 1993 Leishmaniosi canina La situazione oggi Prevalenze tra 1.7% e 48% Incidenza annuale 9,5% Leishmaniosi canina 8
9 AO-1 TO-2 VB-1 VA-1 LV LC-1 LC BS-2 BS-1 TN-1 LV VR-1 TV-1 TO-1 TO-3 AT-1 CN-1 AL-1 LV AL-2 PV-2 PC-1 PV-1 MO-1/RE-1 LV BO-2 BO-1 BO-3 RA-1 FC-1 LV RN-1 RSM P. perfiliewi P. perniciosus focolai casi autoctoni 9
10 Leishmaniosi viscerale zoonotica in Italia Casi sporadici all interno delle aree focolaio di Lcan Focolaio epidemico in Campania (up to70 casi/anno) Dagli anni 90 al 2000 trend in aumento (up to200 casi/anno) Riemergenza della Leishmaniosi viscerale umana in Italia Casi fonte ISS 10
11 Leishmaniosi viscerale in Italia e in Campania N. di casi Campania Italia fonte ISS Leishmaniosi viscerale zoonotica in Italia Attualmente trend in calo, principalmente nelle aree storiche ~ 100 casi/anno notificati dal 2006 al 2008 ~ 20 casi in Campania Sembrano invece aumentare i casi nelle aree di recente endemia in Emilia-Romagna 4-5 casi/anno ( ); 15 casi nel
12 Distribuzione della LC sporadica da Leishmania infantum dermotropa nel Mediterraneo zimodemi dermotropi di L. infantum cane probabile serbatoio dal 2000 trend in aumento: da casi a > 40 casi annui (2005: 73) in Emilia-Romagna 6-7 casi/anno Leishmaniosi canina: controllo controllo del serbatoio canino anche ai fini del controllo della malattia umana (linee guida, Rapporti ISTISAN 12/2004) Il termine controllo, nella sua accezione epidemiologica significa: riduzione della prevalenzadi una malattia ad un livello tale da non farla considerare un importante problema sanitario (Toma etal., 1999). obbiettivo del controllo è il contenimento della malattia attraverso una significativa riduzione della sua diffusione ad individui recettivi. 12
13 Leishmaniosi canina: controllo Soppressione di massa dei cani infetti non accettata eticamente, inefficace, molto costosa. Eutanasia in casi particolari Finora nessun vaccino si è dimostrato completamente efficace in termini di prevenzione dell infezione e della malattia Terapia parassitologicamente poco efficace cani sottoposti a ripetuti cicli di terapia possono rimanere infettanti per il vettore però favorita la risposta immunitaria cellulo-mediata (shift Th2/Th1) riduzione carica parassitariaper breve periodo serbatoio potenzialmente meno attivo Leishmaniosi canina: controllo per alcuni regimi farmacologici dimostrata netta riduzione di infettività nei confronti dei flebotomi vettoridurante e nei primi mesi successivi al trattamento con l esclusione del ciclo di terapia a seguito della prima diagnosi, i successivi cicli di terapia vanno intrapresi durante i mesi immediatamente precedenti la trasmissione riduzione della diffusione 13
14 Leishmaniosi canina: controllo Controllo del vettore inapplicabile per impatto ambientale degli insetticidi ad azione residua, difficoltà di bonifica ambientale, indisponibilità di mezzi di lotta biologica Misure antivettoriali per il controllo della trasmissione Protezione individuale dell animale non infetto Contenimento del potenziale infettante da parte dell animale infetto Leishmaniosi canina: controllo Misure antivettoriali per il controllo della trasmissione applicate a tutti gli animali, infetti e potenzialmente infettanti per il vettore, e non infetti, presenti in area endemica nel periodo di attività dei flebotomi, tenendo in considerazione le variazioni climatiche stagionali e latitudinali nelle varie aree d Italia 14
15 Effetto anti-feeding Protezione individuale Effetto insetticida Protezione di massa sano infetto Progetto regionale per la realizzazione di un sistema di Sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori in Emilia-Romagna Sorveglianza della leishmaniosi in Emilia-Romagna Progetto triennale: Reiterato ed implementato per il triennio
16 Sorveglianza della leishmaniosi in Emilia-Romagna 1. Sorveglianza nei canili regionali monitoraggio sierologico ed entomologico 4 classi di rischio, sulla base della presenza/ assenza del vettore e/o di cani infetti diverse azioni PRESENZA FLEBOTOMO PRESENZA CANI INFETTI CLASSE 1 Sorveglianza passiva su tutti i cani. Monitoraggio nuove introduzioni. Controllo cani sentinella. Trattamento individuale dei cani positivi Trattamento con antivettoriali di tutti i cani ASSENZA CANI INFETTI CLASSE 3 Sorveglianza passiva su tutti i cani. Monitoraggio nuove introduzioni. Controllo su cani sentinella. ASSENZA FLEBOTOMO CLASSE 2 Sorveglianza passiva su tutti i cani. Monitoraggio nuove introduzioni. Sorveglianza entomologica. Trattamento individuale dei cani positivi CLASSE 4 Sorveglianza passiva su tutti i cani. Monitoraggio nuove introduzioni. Sorveglianza entomologica. 1. Sorveglianza nei canili regionali Nel corso del triennio tutti i 73 canili monitoraggio sierologico su campioni: positività del 2,4% P > 4 % in canili di aree a focolaio stabile monitoraggio entomologico in 71 canili: nel 51% presenza del vettore: P. perfiliewi e P. perniciosus 16
17 Distribuzione dei canili sul territorio regionale ed esito dei monitoraggi sierologici ed entomologici, 2010 Sorveglianza della leishmaniosi in Emilia-Romagna 2. Sorveglianza passiva sui cani di proprietà in collaborazione con i medici veterinari clinici segnalazione dei casi accertati o sospetti prescrizioni al proprietario di cane infetto informazione ai proprietari di cani obiettivo conoscitivo-epidemiologico mappe di rischio 17
18 2. Sorveglianza passiva sui cani di proprietà Nel casi : 43 segnalazioni da LL.PP. + 8 conferme di sospetto diagnostico Provincia di residenza del cane totale Georiferiti Non indicata sintomatologia Bologna Forlì Parma Pesaro-Urbino* Reggio Emilia Rimini Non indicata 1 1 Totale Casi incidenti segnalati da LP in Emilia Romagna.2010 * segnalato da veterinario operante in provincia di Rimini No Si Esiti per Lcan Sintomatologia totale non esaminato (siero emolitico, dubbio Neg. Pos. alterato ) Si No Non indicata Totale Riepilogo dei prelievi su sospetti Distribuzione dei casi incidenti segnalati da veterinari LLPP sul territorio regionale,
19 Sorveglianza della leishmaniosi in Emilia-Romagna 3. Piano di controllo veterinario a seguito di caso umano autoctono al fine di: -conoscere l effettiva circolazione dell infezione nel territorio in relazione al caso -favorire l adozione di misure di prevenzione e controllo dell infezione per i cani residenti valutazione della situazione epidemiologica locale identificazione della zona di sorveglianza definizione del livello di rischio per l area azioni diverse in assenza di segnalazioni di casi di Lcan in presenza di segnalazioni di casi di Lcan 3. Piano di controllo veterinario a seguito di caso umano autoctono Dic casi umani 7 probabili autoctoni Sorveglianza attiva su 73 cani di proprietà nel raggio di 300 m Sorveglianza sierologica a seguito di casi umani di Leishmanniosi. Emilia-Romagna, cani esaminati Provincia POS DUB non esaminato N di Comune di residenza TOT (IFI (IFI NEG (siero emolitico, residenza >1:80) 1:40-1:80) alterato ) 1 RN Rimini BO Bologna 3 FC Mercato Saraceno 4 BO Bologna BO Sasso Marconi BO Bazzano RE Albinea BO Casalfiumanese RM Roma 10 BO Imola FC Sarsina 12 PR Fontanellato 13 BO Budrio 14 BO Loiano 15 BO Pianoro 16 RE Baiso Totale testati diverse volte anche con esito dubbio; ult imo esito neg (PCR neg) Sorveglianza entomologica in assenza di dati sul vettore Sorveglianza entomologica a seguito di casi umani di Leishmnaiosi. Emilia-Romagna, 2010 Provincia Numero di N di Comune di residenza catture Esito specie residenza effettuate 1 RN Rimini 2 BO Bologna 8 N 3 FC Mercato Saraceno 1 N 4 BO Bologna 4 N 5 BO Sasso Marconi 4 N 6 BO Bazzano 7 P P. perfiliewi 5 7 RE Albinea 7 P P. perfiliewi, 16 - P. perniciosus 23 8 BO Casalfiumanese 2 N 9 RM Roma 10 BO Imola 3 P P. perfiliewi FC Sarsina 1 P P. perfiliewi PR Fontanellato 13 BO Budrio 14 BO Loiano 15 BO Pianoro 16 RE Baiso Totale 37 19
20 Distribuzione dei casi umani registrati sul territorio regionale,
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