Emergenza Leishmaniosi in Italia
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- Arnoldo Bianchini
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1 Ozzano Emilia, 23 novembre 2012 SORVEGLIANZA DELLA LEISHMANIOSI IN EMILIA-ROMAGNA Emergenza Leishmaniosi in Italia Raffaella Baldelli & Giovanni Poglayen Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie
2 Progetto europeo VBORNET, in concerto con l ECDC di Stoccolma, coordinato in Italia dall Istituto Superiore di Sanità di Roma Distribuzione della Lcan: casi autoctoni per Comune
3 Leishmaniosi canina Metazoonosi protozoaria ad eziologia complessa (zimodemi) che nel cane, serbatoio epidemiologico dell infezione, si identifica con una immunopatologia cronica ingravescente, parassitologicamente incurabile
4 Le Leishmaniosi endemiche in 5 continenti, 88 paesi, soprattutto in quelli più poveri 12 milioni di casi con un incidenza annuale di 1,5-2 milioni di casi di Leishmaniosi Cutanea e casi di Leishmaniosi Viscerale
5 agente eziologico ordine Kinetoplastida famigliatrypanosomatidae genere Leishmania L evoluzione del genere Leishmania descritta dall analisi dei polimorfismi genetici L. tropica L. infantum L. donovani L. major L. braziliensis L. aethiopica L. guyanensis L. amazonensis L. mexicana
6 L associazione specifica PARASSITA-SERBATOIO-VETTORE e la rispettiva MALATTIA UMANA distribuite in un dato TERRITORIO contribuiscono alla definizione di: ENTITA NOSOGEOGRAFICA DI LEISHMANIOSI
7 Entità nosogeografiche di LEISHMANIOSI VISCERALE LV antroponotica (Leishmania donovani) LV zoonotica (Leishmania infantum sin.: L. chagasi)? 250, ,000 Incidenza di casi annui
8 in Italia Leishmania infantum responsabile di: Leishmaniosi viscerale zoonoticadell uomo (LVZ) Leishmaniosi cutanea sporadica dell uomo (LCS) Leishmaniosi generalizzata del cane (Lcan Lcan)
9 Il polimorfismo di Leishmania infantum e relazioni con l ospite mammifero I PRINCIPALI ZIMODEMI IN ITALIA L. infantum MON-1 CANE UOMO (LV) UOMO (LC) MON-72 MON-24 MON-111 MON-136 UOMO (HIV/LV)
10 ciclo biologico parassita dixeno vettore biologico I Gli promastigoti amastigoti Sono Sono presenti presenti nel nell apparato sistema dei fagociti digerente mononucleati del flebotomo (SFM) infettante
11 ciclo biologico parassita dixeno ospite vettore vertebrato biologico I Gli promastigoti amastigoti Sono Sono presenti presenti nel nell apparato sistema dei fagociti digerente mononucleati del flebotomo (SFM) infettante
12 TRASFORMAZIONE IN PROMASTIGOTE vettore serbatoio OSPITE OCCASIONALE TRASFORMAZIONE IN AMASTIGOTE
13 epidemiologia:il vettore Il flebotomo insetti ematofagi 2-3 mm, giallo pallido o ruggine habitat: spaccature della terra, muri in pietra, cumuli di rami e foglie, cantine, stalle, grotte velocità 1m/sec (zanzara 3 m/sec) ciclo di sviluppo durata = 7-8 settimane T=20-25 C 17 ore luce, 7 ore buio UR= 95% attività notturna su qualsiasi mammifero
14 epidemiologia:il vettore Phlebotomus (7 specie) 2 provati VETTORE PROVATO: La sua distribuzione coincide con quella della leishmaniosi dimostrata la sua antropofilia/zoofilia trovato infetto con i medesimi zimodemi riscontrati nei mammiferi provato sperimentalmente in grado di trasmettere l infezione P. perniciosus e P. perfiliewi vettori provati in Italia
15 epidemiologia:il vettore P. perniciosus vettore principale e più efficiente presente in aree urbane, periurbanee rurali ed in ambienti domestici, peridomestici e selvatici Sino a m s.l.m. Specie esofilica ed esofaga P. neglectus presente tradizionalmente a sud recentemente riscontrato in focolai del nord Italia vettore provato nella ex Jugoslavia e in Grecia P. perfiliewi vettore meno efficiente preferisce habitat peridomestico essenzialmente zoofilo si infetta con < frequenza dal cane presente a sud della pianura padana P. ariasi riscontrato in focolai piemontesi vettore provato in Francia
16 epidemiologia:il serbatoio ruolo di serbatoio se: isolamento della specie di Leishmania prevalenza di infezione elevata lunga permanenza del parassita (malattia cronica) fonte trofica per il vettore parassita localizzato in siti accessibili al vettore Cane = serbatoio: soddisfa tutti i requisiti inoltre. popolazione ampia e largamente distribuita infettante per il vettore anche in assenza di sintomatologia e dopo terapia
17 epidemiologia:ospiti altri mammiferi ospiti ratto e topo gatto volpe lupo furetto non competente occasionale serbatoio selvatico?
18 Leishmaniosi canina Focolai segnalati fino al 1983
19 Leishmaniosi canina Territori ad endemia stabile individuati fino al 1993
20 Negli anni novanta Prevalenze tra 1.7% e 48% Incidenza annuale 9,5% Leishmaniosi canina
21 Sporadici casi autoctoni di Lcanin altre aree P. perniciosus e P. neglectus AO-1 LV TO-2 VB-1 VA-1 LC-1 LC BS-2 BS-1 TN-1 LV VR-1 TV-1 TO-1 TO-3 AT-1 CN-1 AL-1 LV AL-2 PV-2 PC-1 PV-1 MO-1/RE-1 LV BO-2 BO-1 RA-1 BO-3 FC-1 LV RN-1 RSM
22 2009 Ph. perfiliewi Ph. perniciosus focolai casi autoctoni
23 2009
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25 Leishmaniosi canina: diagnosi L accurata identificazione di una infezione da Leishmanianel cane ha una duplice funzione: prerequisito per la gestione del caso clinicoda parte del veterinario, in quanto l infezione è potenzialmente fataleper l animale (= paziente) misura epidemiologicaper la sorveglianza e il controllo della leishmaniosi viscerale umana, in quanto il cane è il principale serbatoio della malattia
26 Leishmaniosi canina: diagnosi metodi diretti e indiretti Esame microscopico e colturale dell aspirato da linfonodo (LN) e di midollo osseo (MO) scarsa sensibilità Polymerasechainreaction(PCR)su diversi substrati (LN, MO, buffycoat,cute, tampone oculare) sensibilità variabile a seconda del substrato e dello stadio d infezione Sierologia IFI gold standard (OIE, 2012)
27 Implicazioni epidemiologiche: Anche cani clinicamente sani (ma sieropositivi!!!) possono essere infettanti per il vettore Gruppo clinico N. di cani Titolo IFI N. di cani infettanti % di infezione Asintomatico (62%) Oligosintomatico (89%) Polisintomatico (100%)
28 emergenza Lcan vs emergenza LVZ Dagli anni 90 al 2000 trend in aumento (up to200 casi/anno) Focolaio epidemico in Campania (up to 70 casi/anno) Casi Attualmente trend in calo, principalmente nelle aree storiche < 100 casinotificati negli ultimi anni (< 20 casi in Campania) Incidenza in aumento nelle aree di recente endemia? in Emilia-Romagna 10 casi nel 2010
29 Raffaella Baldelli Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie
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