Fattori di rischio cardiovascolare
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- Ricardo Lolli
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1 Passi 200/2010 Azienda Sanitaria di Grosseto Interventi di prevenzione Fattori di rischio cardiovascolare Ipertensione e ipercolesterolemia sono tra i principali fattori di rischio, per le cardiopatie ischemiche e le malattie cerebrovascolari, su cui è possibile intervenire con efficacia con azioni su fattori modificabili, come l alimentazione, l obesità e l inattività fisica, oltre che con interventi farmacologici. Per esempio, un abbassamento del 10 della colesterolemia totale può ridurre la probabilità di morire di una malattia cardiovascolare del 20 e una diminuzione del 2 può dimezzare il rischio di infarto miocardio. L identificazione precoce delle persone ipertese e ipercolesterolemiche tramite controlli regolari costituisce un intervento efficace di prevenzione individuale e di comunità. Ipertensione Colesterolo L 81, degli intervistati riferisce di essersi sottoposto a misurazione della pressione arteriosa negli ultimi due anni, il 9 più di due anni fa e il 9 riferisce che non gli è stata mai misurata o non lo ricorda. Il 18, delle persone a cui è stata misurata la pressione riferisce di essere iperteso; in particolare, tra i 0 e i 69 anni, il 31 riferisce di essere iperteso. Il 2 degli intervistati riferisce di essersi sottoposto a misurazione colesterolemia negli ultimi 12 mesi; 1 fra 1 e 2 anni; il 9 più di due anni fa e il 26 riferisce che non gli è stata mai misurata o non lo ricorda. Il 28,2 delle persone a cui è stata misurata la colesterolemia riporta elevati livelli di colesterolo; in particolare, tra i 0 e i 69 anni, il 36 riferisce di essere ipercolesterolemico 81, mai più di due anni meno di due anni 12 mesi uno-due anni più di 2 anni mai 1
2 IPERTESI 18, Le persone ipertese dichiarano di aver ricevuto il consiglio da parte di un operatore sanitario di ridurre il consumo di sale (8), controllare o ridurre il proprio peso corporeo (3) o svolgere attività fisica (0). Il 6 degli ipertesi riferisce di essere in trattamento farmacologico. IPERCOLESTEROLEMICI 28,2 Le persone con colesterolo alto dichiarano di aver ricevuto il consiglio da parte di un operatore sanitario di ridurre il consumo di carne e formaggi (81), controllare o ridurre il proprio peso corporeo (63) o svolgere attività fisica (6), di consumare più frutta e verdura (68). Il 2 degli intervistati riferisce di essere in trattamento farmacologico. trattamento farmacologico ridurre il consumo di sale perdita/controllo del peso attività fisica regolare 0,6 8,4 3,2 M inor consum o carne/form aggi Attività fisica re golare Pe rdita/controllo del pes o Più consum o di frutta/ve rdura Trattam ento farm acologico Nella ASL 9 solo il 4.3 degli intervistati nella fascia 3-69 anni ha riferito di aver avuto il calcolo del punteggio di rischio cardiovascolare; Nella Regione Toscana nel 2010, la percentuale di persone controllate negli ultimi due anni è pari al 6.; nel Pool di ASL è pari al Calcolo del rischio cardiovascolare La carta e il punteggio individuale del rischio cardiovascolare sono strumenti semplici e obiettivi utilizzabili dal medico per stimare la probabilità che il proprio paziente ha di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi. I Piani della Prevenzione nazionale e regionale ne promuovono una sempre maggior diffusione anche mediante l organizzazione di iniziative di formazione rivolte ai medici di medicina generale. Nella determinazione del punteggio si utilizzano i valori di sei fattori principali (sesso, presenza di diabete, abitudine al fumo, età, valori di pressione arteriosa sistolica e colesterolemia) allo scopo di pervenire ad un valore numerico rappresentativo del livello di rischio del paziente: il calcolo del punteggio può essere ripetuto nel tempo, consentendo di valutare variazioni del livello di rischio legate agli effetti di specifiche terapie farmacologiche o a variazioni apportate agli stili di vita. Il calcolo del rischio cardiovascolare è inoltre un importante strumento per la comunicazione del rischio individuale al paziente, anche allo scopo di promuovere la modifica di abitudini di vita scorrette. 2
3 L identificazione precoce delle persone con ipertensione e/o ipercolesterolemia grazie a controlli regolari (specie sopra i 6/40 anni) costituisce un intervento efficace di prevenzione individuale e di comunità: circa una persona su 10 non ha mai misurato la pressione arteriosa e quasi una su tre non è mai stata sottoposta alla misurazione del livello di colesterolo nel sangue. Le Linee Guida internazionali raccomandano la misurazione della pressione arteriosa al di sopra dei 18 anni con periodicità non superiore a due anni nei soggetti normotesi e ad un anno in quelli con valori borderline (pressione sistolica di mmhg e/o diastolica di 80-90). Un ruolo determinante per individuare precocemente e trattare adeguatamente i soggetti ipertesi e/o ipercolesterolemici può essere svolto dai Medici di Medicina Generale. La terapia farmacologia non deve essere considerata sostitutiva dell adozione di stili di vita corretti: in molti casi i valori di pressione arteriosa e/o del colesterolo nel sangue possono essere controllati semplicemente svolgendo attività fisica regolare e/o seguendo una dieta appropriata. 3
4 Gli screening organizzati I programmi organizzati si confermano correlati ad una maggior adesione; lettera di invito, consiglio dell operatore sanitario e campagne informative (ancor più se associati come avviene all interno dei programmi di screening) sono gli strumenti più efficaci: più della metà delle persone intervistate li giudica infatti molto importanti per l esecuzione dei controlli. Lo screening del tumore al collo dell utero Nella ASL 9, circa l 84 delle donne intervistate di 2-64 anni ha riferito di aver effettuato un Pap-test preventivo (in assenza di segni e sintomi) nel corso degli ultimi tre anni, come raccomandato dalle linee guida internazionali e nazionali. La copertura stimata è superiore sia al livello di copertura ritenuto accettabile (6) sia al livello desiderabile (80) dalle indicazioni nazionali. Ultim o anno Da 1 a 3 anni >3 anni Mai fatto Lettera AUSL Campagna informativa Consiglio medico Rispetto all ultimo Pap-test preventivo effettuato: - il 46 delle donne di 2-64 anni ha riferito l effettuazione nell ultimo anno - il 29 da uno a tre anni - il 9 da più di tre anni Il delle donne ha riferito di non aver mai eseguito un Pap-test preventivo. Il 68 delle donne intervistate di 2-64 ha riferito di aver ricevuto una lettera di invito dall AUSL (era il 63 nel 2008) Le motivazioni riferite sono: penso di non averne bisogno 36 il di aver visto o sentito una campagna informativa di promozione del Pap-test già operata/motivi sanitari nessuno me lo ha consigliato 8 14 il 63 di aver ricevuto il consiglio da un operatore sanitario di effettuare con periodicità il Pap-test. mi sento imbarazzata ho paura dei risultati è difficile prenotare l'esame 1 è fastidioso/doloroso 3 altro Il carcinoma del collo dell utero a livello mondiale è il secondo tumore maligno della donna, con circa nuovi casi stimati all anno, l 80 dei quali nei Paesi in via di sviluppo. Nei Paesi con programmi di screening organizzati si è assistito negli ultimi decenni a un importante decremento di incidenza della neoplasia e della mortalità. La non effettuazione dell esame pare associata ad una molteplicità di fattori, tra cui la non corretta percezione del rischio (36) sembra giocare il ruolo determinante. 4
5 Lo screening del tumore della mammella Nella ASL 9 circa il 6.4 delle donne intervistate di 0-69 anni ha riferito di aver effettuato una Mammografia preventiva (in assenza di segni e sintomi) nel corso degli ultimi due anni, come raccomandato dalle linee guida internazionali e nazionali..la copertura stimata è superiore sia al livello di copertura ritenuto accettabile (60) sia al livello desiderabile (). In particolare l effettuazione della Mammografia nei tempi raccomandati è risultata più alta nelle donne: - nella fascia 0-9 anni - nelle donne coniugate o conviventi. Il 6 delle donne intervistate di 0-69 anni ha riferito di aver ricevuto una lettera di invito dall AUSL il ha riferito di aver visto o sentito una campagna informativa il 68 ha riferito di aver ricevuto il consiglio di un operatore sanitario di effettuare con periodicità la Mammografia. Lettera AUSL Cam pagna inform ativa 6 Consiglio 68 Ultim o anno 42 Nessuna azione 2 da 1 a 2 anni >2 anni M ai fatto Il 24 delle donne di 0-69 anni non è risultata coperta per quanto riguarda la diagnosi precoce del tumore della mammella perché: penso di non averne bisogno L età media alla prima Mammografia preventiva è risultata essere 46 anni. Nella fascia pre-screening (40-49 anni), il 6. delle donne ha riferito di aver effettuato una Mammografia preventiva almeno una volta nella vita. L età media della prima Mammografia è 40.2 anni. nessuno me lo ha consigliato è difficile prenotare l'esame ho paura dei risultati è fastidioso/doloroso già operata/motivi sanitari mi sento imbarazzata 2 altro Nei Paesi industrializzati il carcinoma mammario è al primo posto tra i tumori maligni della popolazione femminile sia per incidenza sia per mortalità. In Italia rappresenta la neoplasia più frequente nelle donne, con oltre nuovi casi all anno (pari ad un tasso d incidenza di 12 casi ogni donne) e decessi all anno. Nella ASL 9 la copertura stimata nelle donne di 0-69 anni relativa all effettuazione della Mammografia (6.4) raggiunge i valori consigliati; il sistema PASSI informa sulla copertura complessiva in questa popolazione, comprensiva sia delle donne che hanno effettuato l esame all interno dei programmi di screening organizzati (9) sia della quota di adesione spontanea (16.6), in questo screening molto meno rilevante rispetto a quello della cervice uterina (24). La non effettuazione dell esame pare associata ad una molteplicità di fattori, tra cui una non corretta percezione del rischio sembra giocare il ruolo principale (43).
6 Lo screening del tumore del colonretto Ricerca sangue occulto Colonscopia Rispetto all ultima ricerca di sangue occulto: - il 31 ha riferito l effettuazione nell ultimo anno - il 14 da uno a due anni - il 1 da più di due anni ultimo anno da 1 a 2 anni da più di 2 anni mai eseguito ultimo anno da 1 a anni da a 10 anni da più di 10 anni Rispetto all ultima colonscopia: - il 2 ha riferito l effettuazione nell ultimo anno - il 2 da uno a cinque anni - il 0. da cinque a dieci anni - il 0. da più di dieci anni. mai eseguito Il 92 non ha riferito di non aver mai eseguito il test. Nella ASL 9: - il 6 delle persone intervistate di 0-69 anni ha riferito di aver ricevuto una lettera di invito dall ASL - il 39 ha riferito di aver visto o sentito una campagna informativa - il 4 ha riferito di aver ricevuto il consiglio da un operatore sanitario di effettuare con periodicità lo screening colorettale. Il 4 ha riferito di non aver mai eseguito un test per la ricerca di sangue occulto a scopo preventivo. Lettera AUSL 6 Campagna informativa 39 Consiglio medico 4 nessuna azione penso di non averne bisogno nessuno me lo ha consigliato ho paura dei risultati altro non hoavuto tempo non ho ricevuto la convocazione per pigrizia Nella ASL 9 il 2. delle persone di 0-69 anni non è risultata coperta per quanto riguarda la diagnosi precoce del tumore colorettale, non avendo mai effettuato né la ricerca di sangue occulto né la colonscopia. La non effettuazione dell esame sembra associata ad una molteplicità di fattori, tra cui una non corretta percezione del rischio sembra giocare il ruolo principale: il 43 ritiene infatti di non averne bisogno, ma c è un 23 che non riferisce alcun consiglio. già operato/motivi sanitari I tumori del colon-retto sono al terzo posto per incidenza tra gli uomini e al secondo per le donne, facendo registrare nuovi casi l anno nella popolazione maschile e in quella femminile. I principali test di screening per la diagnosi in pazienti asintomatici sono la ricerca di sangue occulto nelle feci e la colonscopia; questi esami sono in grado di diagnosticare più del 0 di tumore negli stadi più precoci, quando maggiori sono le probabilità di guarigione.il Piano Nazionale di Prevenzione propone come strategia di screening per le neoplasie colorettali la ricerca del sangue occulto nelle feci nelle persone nella fascia 0-69anni con frequenza biennale. 6
7 Le vaccinazioni La vaccinazione antirosolia I vaccini hanno cambiato la storia della medicina e si sono affermati come strumento fondamentale per la riduzione della mortalità e morbosità, modificando profondamente l epidemiologia delle malattie infettive. Secondo quanto riferito dalle donne intervistate di anni, il 9.4 è immune alla rosolia o per aver praticato la vaccinazione (3.1) o per copertura naturale, rilevata dal rubeotest positivo (22.3). II 3.3 è invece sicuramente suscettibile, in quanto non vaccinate e con rubeotest negativo. Nelle donne in cui lo stato immunitario non è conosciuto (40.6), lo si considera presuntivamente come negativo. La percentuale di donne vaccinate decresce con l età ,30 suscettibili vaccinate rubeo test pos La rosolia è una malattia benigna dell età infantile che, se contratta da una donna in gravidanza, può essere causa di aborto spontaneo, feti nati morti o con gravi malformazioni fetali (sindrome della rosolia congenita). La strategia che si è mostrata più efficace per raggiungere questo obiettivo consiste nel vaccinare tutti i bambini nel secondo anno di età (coperture al 2011 ASL 9: 9) e nell individuare con un esame (rubeotest) le donne in età fertile ancora suscettibili, a cui somministrare il vaccino. Obiettivo principale dei programmi vaccinali contro la rosolia è, pertanto, la prevenzione dell infezione nelle donne in gravidanza. Si ritiene che, per eliminare la rosolia congenita, la percentuale di donne in età fertile immuni alla malattia dovrebbe essere superiore al 9 (coperture al 2011 ASL 9 adolescenti al 16 anno: 8). La percentuale di donne in età fertile, che sono - certamente o presuntivamente suscettibili alla rosolia è risultata ancora molto alta. Per raggiungere l obiettivo di eliminazione della rosolia congenita, è necessario pianificare un programma d intervento finalizzato all identificazione sistematica e all immunizzazione delle donne suscettibili, prevedendo il coinvolgimento e la collaborazione di varie figure professionali: medici di famiglia, pediatri, ginecologi, ostetriche.
8 La vaccinazione antinfluenzale Il 14 delle persone intervistate, di età fra i anni riferisce di essersi vaccinato nelle campagne dal 200 al ,00 La percentuale di soggetti vaccinati è più alta: - fra i 0-64 anni - nelle donne - nei soggetti con basso livello di istruzione Fra le persone intervistate con almeno una patologia cronica risulta essersi vaccinato solo il anni con patologia > 6 anni La copertura vaccinale degli over 6 dai Flussi vaccinali ordinari risulta essere di 63. L influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica a causa dell elevata contagiosità e delle possibili gravi complicanze nei soggetti a rischio (anziani e portatori di patologie croniche), che hanno forti ripercussioni sanitarie ed economiche (mortalità, ospedalizzazioni ecc). Per ridurre morbosità e complicanze dell influenza è necessario ottenere elevate coperture vaccinali delle categorie a rischio. Seguendo le indicazioni emanate annualmente dal Ministero della salute (obiettivo di copertura minima fissato al ), negli ultimi anni è stato possibile vaccinare la maggior parte degli ultrasessantaquattrenni. Tra le persone con meno di 6 anni affette da patologie croniche, tuttavia, la copertura stimata è risultata essere ancora largamente insufficiente.. A cura di Maria Di Cunto Coordinatore Aziendale PASSI ASL 9 Si ringraziano: Giorgio Garofalo, Franca Mazzoli Marradi, Rossella Cecconi, Emanuela Balocchini Tutte le Intervistatrici PASSI ASL 9 Paola Baldelli Manuela Bassetti Maria Gloria Bertini Carla Gemignani Elisabetta Pretolani Carla Radi 8
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