RELAZIONE GEOLOGICA E GEOTECNICA
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- Erica Ceccarelli
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1 CASADIO & CO. studio tecnico associato Via V.Veneto 1/bis FORLI Tel: P.I RELAZIONE GEOLOGICA E GEOTECNICA Committente: Marcegaglia S.p.A. divisione di Forlì DATA: 03/07/2012 Il geologo REALIZZAZIONE DI UN NUOVO INSEDIAMENTO PRODUTTIVO IN VIA E. MATTEI IN COMUNE DI FORLIMPOPOLI MARIO CASADIO
2 RELAZIONE GEOLOGICA E GEOTECNICA PER LA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO INSEDIAMENTO PRODUTTIVO IN VIA E. MATTEI IN COMUNE DI FORLIMPOPOLI SOMMARIO Premessa... 3 Normativa di riferimento... 3 Descrizione dell intervento... 4 Morfologia e geologia del territorio... 4 Idrologia e idrogeologia... 6 Indagine sismica... 6 Elementi di progettazione antisismica in base all OPCM n /3/2003 e successive modifiche e integrazioni Condizioni topografiche Indagine geoelettrica Configurazione delle misure Strumentazione ed elaborazione dati Proprietà elettriche del suolo Risultati Verifica sulla liquefazione delle sabbie Prove penetrometriche statiche CPT (cone penetration test) Calcolo dei valori caratteristici dei terreni Calcolo portanza e cedimenti di fondazioni superficiali Carico limite di fondazioni su terreni Cedimenti edometrici Verifica del carico limite Tabella dati micropali Coefficiente di sottofondazione bowles (1982) Conclusioni Pag. 2
3 PREMESSA La presente relazione geologica e geotecnica è stata commissionata allo scrivente allo scopo di verificare le condizioni idrogeologiche e geotecniche di un'area sulla quale sarà realizzato un ampliamento dello stabilimento MARCEGAGLIA di Via E. Mattei in Comune di Forlimpopoli. Geograficamente l area è inserita nel foglio n della carta tecnica regionale. Lo studio è finalizzato anche alla ricerca dei parametri che consentono la classificazione sismica del terreno, a tale scopo sono state programmate le seguenti indagini: Esecuzione di n. 5 prove penetrometriche statiche Rilievi sismici Indagini geoelettriche Ricerca bibliografica. Alla presente relazione sono allegati: planimetria area d intervento con ubicazione prove a scala 1:5.000 grafici penetrometrici statici grafico penetrometrico statico eseguito dal dott. Tomidei sezioni geoelettrica carta geologica alla scala 1: NORMATIVA DI RIFERIMENTO Relativamente alla parte geologica, si fa riferimento alle seguenti normative: - Decreto Ministeriale Testo Unitario - Norme Tecniche per le Costruzioni - Istruzioni per l applicazione delle Norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio Circolare 2 febbraio Pericolosità sismica e Criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale. - Allegato al voto n. 36 del Eurocodice 8 (1998) - Indicazioni progettuali per la resistenza fisica delle strutture - Parte 5: Fondazioni, strutture di contenimento ed aspetti geotecnici (stesura finale 2003) - Eurocodice 7.1 (1997) - Progettazione geotecnica Parte I : Regole Generali. - UNI Pag. 3
4 - Eurocodice 7.2 (2002) - Progettazione geotecnica Parte II : Progettazione assistita da prove di laboratorio (2002). UNI - Eurocodice 7.3 (2002) - Progettazione geotecnica Parte II : Progettazione assistita con prove in sito(2002). UNI DESCRIZIONE DELL INTERVENTO L intervento oggetto di questa relazione consiste nella realizzazione di un edificio produttivo in fregio a quello esistente e che avrà forma planimetrica sub-rettangolare con lati massimi di 475,0 m di lunghezza per 114,0 m di larghezza e sarà costituito da un unico piano fuori terra. Le strutture dell edificio in metallo poggeranno su fondazioni a plinto conformi alla normativa sismica vigente ma dotate di pali. MORFOLOGIA E GEOLOGIA DEL TERRITORIO La zona qui studiata è posta a circa 25 m s.l.m., morfologicamente si presenta subpianeggiante e delimitata a nord est dall edificio esistente e su tutti gli altri lati da confini di proprietà. Geologicamente i terreni fanno parte dei depositi alluvionali olocenici del Fiume Ronco costituiti da terreni a grana fine appartenenti alla facies di pianura a aventi natura coesiva. Infatti litologicamente il sottosuolo è costituito da un alternanza di livelli argillosi e limosi da plastici a molto compatti. La profondità di tali sedimenti è superiore ai 170 metri (pozzo III villa Selva) sotto tale deposito è rintracciabile il substrato pleistocenico argilloso-marnoso. La stratigrafia dell area è stata ottenuta dalle prove penetrometriche eseguite e può essere così schematizzabile: Prova 1 da a Descrizione (m) (m) terreno vegetale argilla sabbiosa compatta argilla molto compatta argilla compatta argilla molto compatta argilla compatta Pag. 4
5 Prova 2 da a Descrizione (m) (m) terreno vegetale argilla sabbiosa compatta argilla compatta argilla molto compatta argilla compatta Prova 3 da a Descrizione (m) (m) terreno vegetale argilla limosa compatta argilla limosa molto compatta argilla compatta Prova 4 da a Descrizione (m) (m) terreno vegetale argilla limosa compatta argilla limosa molto compatta argilla limosa compatta argilla limosa molto compatta argilla compatta argilla limosa molto compatta argilla compatta argilla molto compatta Prova 5 da a Descrizione (m) (m) terreno vegetale sabbia med. densa argilla compatta argilla limosa molto compatta argilla plastica Pag. 5
6 IDROLOGIA E IDROGEOLOGIA L elemento idrografico principale è costituito dal Fiume Ronco e secondariamente troviamo lo Scolo Ausa Vecchia che scorre a pochi metri dall area in esame. Idrologicamente le acque superficiali sono regimate dai fossi di scolo ad uso agricolo infatti all interno del lotto è presente un fosso parzialmente interrato (si vedano sezioni geoelettriche) Dalle prove effettuate nel maggio-giugno 2012 e precedentemente dal dott. Tomidei nel gennaio 2005 la falda è stata rintracciata a profondità diverse. Mentre nel gennaio 2005 fu trovata a profondità variabile da 2,0 m a 4,9 m nelle prove più recenti è stata trovata a profondità variabile tra di 2,05 m e 2,25 m dal piano campagna. Questo acquifero sarà condizionato dalla piovosità stagionale quando si avrà un ravvenamento massimo durante i periodi con precipitazioni più abbondanti e un suo abbassamento durante i periodi più secchi. INDAGINE SISMICA Prova HVSR All interno dell area di studio è stato condotto il rilievo dei microtremori con il tromografo digitale Tromino, per verificare le caratteristiche sismiche e stratigrafiche del terreno. Lo strumento utilizzato registra il rumore sismico ambientale presente nella superficie terrestre e generato da fenomeni atmosferici, dall attività antropica e dall attività dinamica terrestre. I microtremori sono rappresentati da oscillazioni molto piccole (accelerazioni dell ordine di m/s 2 ), che, attraversando strati con caratteristiche differenti (in termini di densità e velocità di propagazione delle onde), subiscono fenomeni di rifrazione, riflessione, attenuazione e altri. Questi fenomeni sono tali per cui un onda che viaggia all interno di un mezzo e viene riflessa da una superficie di discontinuità interferisce con le onde incidenti, sommandosi e raggiungendo le ampiezze massime quando la lunghezza d onda incidente λ è pari a 4 volte lo spessore h dello strato (condizione di risonanza): Relativamente alle onde S: f r VS1 = 4h fr rappresenta la frequenza fondamentale dello strato, ossia la frequenza cui corrispondono le maggiori accelerazioni sismiche. Pag. 6
7 Utilizzando la formula sopra esposta si evince che conoscendo la profondità di una discontinuità (trovata nelle prove penetrometriche) e la frequenza fondamentale del terreno in superficie (fornita dal tromografo) è possibile risalire alla velocità delle onde S del terreno. Una volta ricavato il valore di Vs, è possibile ricostruire la stratigrafia dell area e l andamento delle discontinuità, se presenti. La tecnica HVSR consiste nella valutazione dei rapporti spettrali tra le componenti orizzontali e verticali del moto ed è in grado di fornire in buona approssimazione il contenuto in frequenza del segnale dei microtremori. Si riportano di seguito i grafici ottenuti nei punti di rilievo: Prova 1 HORIZONTAL TO VERTICAL SPECTRAL RATIO SINGLE COMPONENT SPECTRA La linea rossa corrisponde al rapporto spettrale H/V misurato, mentre quella blu è stata calcolata tramite una procedura matematica di inversione di un profilo stratigrafico mostrato in seguito. Pag. 7
8 EXPERIMENTAL vs. SYNTHETIC H/V Depth at the bottom of Thickness [m] Vs [m/s] Poisson ratio the layer [m] inf. inf Vs( )=218m/s Pag. 8
9 Prova 2 HORIZONTAL TO VERTICAL SPECTRAL RATIO SINGLE COMPONENT SPECTRA La linea rossa corrisponde al rapporto spettrale H/V misurato, mentre quella blu è stata calcolata tramite una procedura matematica di inversione di un profilo stratigrafico mostrato in seguito. EXPERIMENTAL vs. SYNTHETIC H/V Pag. 9
10 Depth at the bottom of Thickness [m] Vs [m/s] Poisson ratio the layer [m] inf. inf Vs( )=230m/s Dai due rilievi sismici emerse una sostanziale omogeneità dei grafici e una lieve differenza delle velocità. I picchi a frequenza superiore ai 10 Hz riguardano variazioni delle velocità Vs sugli strati superficiali mentre il picco a 1,6 Hz corrisponde al tetto di uno strato ghiaioso posto a profondità di ciurca m. Prova ReMi L analisi dei microtremori viene effettuata utilizzando la strumentazione classica per la prospezione sismica a rifrazione (a geofono singolo) disposta sul terreno con array lineare, da 12 a 48 geofoni; per ottenere una buona risoluzione in termine di frequenza, oltre ad utilizzare geofoni con bassa frequenza di risonanza (4-14 Hz raccomandati), è indispensabile allungare il tempo di registrazione (15-30s) rispetto alla sismica a rifrazione tradizionale. L uso di un sismografo digitale con elevata dinamica consente di dimezzare la frequenza utile campionabile rispetto a quella nominale dei geofoni impiegati. Pag. 10
11 Si possono così registrare onde di superficie il cui contenuto in frequenza copre un range da 25-30Hz fino a 2 Hz che, in condizioni ottimali, offre una dettagliata ricostruzione dell andamento delle Vs relativamente ai primi cento metri di profondità. L elaborazione del segnale consiste nell operare una trasformata bidimensionale slownessfrequency (p-f) che analizza l energia di propagazione del rumore in entrambe le direzioni della linea sismica e nel rappresentarne lo spettro di potenza su un grafico p-f. A questo punto l operatore, in maniera arbitraria ed in base all esperienza, esegue un picking attribuendo ad un certo numero di punti una o più slowness (p o 1/velocità di fase) per alcune frequenze. Tali valori vengono in seguito plottati su un diagramma periodovelocità di fase per l analisi della curva di dispersione e l ottimizzazione di un modello diretto. Dalla prova ReMi si vedono orizzonti ad alte velocità che corrispondono ai moti superiori, ed un orizzonte a velocità più basse, che rappresenta la velocità reale delle onde S nel terreno. Lo stendimento conferma le velocità ricavate con il tomografo. ELEMENTI DI PROGETTAZIONE ANTISISMICA IN BASE ALL OPCM N /3/2003 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI La nuova normativa in materia sismica impone un approccio più attento relativamente alle azioni indotte da eventi sismici di particolare entità, agenti sulla struttura degli edifici. Tali eventi sismici sono in primo luogo descritti in termini di accelerazione di picco su sottosuolo rigido (PGA), valore proposto in base alla nuova classificazione sismica nazionale, che distribuisce i vari comuni del territorio nazionale in 4 categorie. Pag. 11
12 Procedendo con le azioni di progetto si passa poi ai cosiddetti effetti di sito, che modificano l azione sismica di partenza, in base alla litologia dei depositi attraversati dalle onde sismiche prima di pervenire all edificio di progetto. Le varie tipologie di sottosuolo sono discriminate sulla base delle velocità di propagazione delle onde S e sono state raggruppate in categorie. Il valore indicativo di tali velocità è definito dalla media pesata su uno spessore di 30 m delle velocità misurate v s,30. In alternativa si utilizzano dei parametri corrispondenti, meno significativi, rappresentati dal valore della coesione non drenata c u o del numero di colpi NSPT. Qui di seguito è mostrata la tabella di identificazione dei tipi di sottosuolo: A B C D E S1 S2 Descrizione del profilo stratigrafico Formazioni litoidi o suoli omogenei molto rigidi Caratterizzati da V s30 > 800 m/s, comprendenti eventuali strati di alterazione superficiale di spessore massimo pari a 5 m Depositi di sabbie o ghiaie molto addensate o argille molto consistenti Con spessori di diverse decine di metri, caratterizzati da un graduale miglioramento delle proprietà meccaniche con la profondità e da valori di V s30 compresi tra 360 e 800 m/s (oppure resistenza penetrometrica N SPT > 50, o coesione non drenata c u > 250 kpa) Depositi di sabbie o ghiaie mediamente addensate o argille di media consistenza Con spessori variabili da diverse decine a centinaia di metri, caratterizzati da valori di V s30 compresi tra 180 e 360 m/s (15 < N SPT < 50, 70 < c u < 250 kpa) Depositi di terreni granulari da sciolti a poco addensati oppure coesivi da poco a mediamente consistenti Caratterizzati da valori di V s30 < 180 m/s (N SPT < 15, c u < 70 kpa) Profili di terreno costituiti da strati superficiali alluvionali Con valori di V s30 simili a quelli dei tipi C o D e spessore compreso tra 5 e 20 m, giacenti su di un substrato di materiale più rigido con V s30 > 800 m/s Depositi costituiti da, o che includono, uno strato spesso almeno 10 m di argille/limi di bassa consistenza, con elevato indice di plasticità (PI > 40) e contenuto d acqua, caratterizzati da valori di V s30 < 100 m/s (10 < c u < 20 kpa) Depositi di terreni soggetti a liquefazione, di argille sensitive, o qualsiasi altra categoria di terreno non classificabile nei tipi precedenti Dai risultati delle prove penetrometriche e delle prove sismiche, il terreno di studio ricade all interno della classe C. CONDIZIONI TOPOGRAFICHE La normativa prevede le seguenti categorie topografiche Categoria Caratteristiche della superficie topografica T1 Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i 15 T2 Pendii con inclinazione media i > 15 T3 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media 15 i 30 T4 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media i > 30 Pag. 12
13 INDAGINE GEOELETTRICA L esplorazione geoelettrica consiste nella determinazione sperimentale del parametro della resistività apparente. Tale parametro è definito da un sistema composto da coppie di elettrodi. Una prima coppia (elettrodi energizzanti) immette corrente elettrica nel sottosuolo ed una seconda (elettrodi riceventi) ne misura la differenza di potenziale. Da tale applicazione è possibile studiare e mettere in evidenza i contrasti di resistività esistenti tra diverse litologie, fornendo così informazioni sulla presenza di discontinuità strutturali (faglie, superfici di scorrimento,...), presenza e andamento della falda acquifera, presenza di strutture interrate (muri...), individuazione di fenomeni di inquinamento (perdita percolato, sversamenti, ecc.) Tali anomalie si riflettono in una deflessione delle linee di corrente che vengono riconosciute come disomogeneità. Le misure geoelettriche tomografiche presentano il vantaggio di poter ottenere, nelle aree da indagare, una copertura estensiva e rapida alla necessaria profondità di indagine, fornendo indicazioni sul comportamento elettrico dei materiali interessati ed utilizzare questa informazione per mirare o integrare indagini puntuali dirette quali sondaggi e prove geognostiche allo scopo di estendere sensibilmente la conoscenza della stratigrafia di terreni in aree soggette a caratterizzazione ambientale e geotecnica. La tecnica di acquisizione 3D, permette poi di indagare zone non del tutto accessibili superficialmente, consentendo di ricostruire i valori di resistività e/o caricabilità nel sottosuolo ad esempio al di sotto di aree edificate. Configurazione delle misure I sistemi di misura più recenti permettono di acquisire dati utilizzando più elettrodi emittenti e riceventi (16, 24, 32, 48 ecc.) mediante stendimenti superficiali con spaziatura tra gli elettrodi a diverse distanze in funzione della profondità che si deve raggiungere. E così possibile ottenere un numero molto alto di combinazioni, indagando quindi non più solo lungo una verticale, ma lungo tutta una sezione ottenendo un informazione bidimensionale o anche tridimensionale. Le attività di acquisizione dati riguardano la misura dei valori di potenziale e di corrente necessari per il calcolo della resistività elettrica e della caricabilità (polarizzazione indotta), che vengono restituite e interpretate secondo immagini tomografiche bidimensionali e tridimensionali. Pag. 13
14 Tale ricostruzioni in 2-3 dimensioni sono possibili grazie a software di calcolo che creano un modello (detto tomografia ) del sito mediante algoritmi di inversione. In questa indagine è stato utilizzato il software di elaborazione ERTLAB (Geostudi Astier s.r.l.). Per le ricostruzioni bidimensionali le più usate sono lo schema Wenner, dipolo-dipolo, Wenner-Schlumberger, polo-dipolo. Sia il sistema quadripolo di Wenner che quello di Schlumberger prevede i quattro elettrodi allineati di cui i due più esterni sono quelli trasmettitori; i due sistemi si differenziano per le diverse distanze fra gli elettrodi. In questi sistemi i valori ricavati sono molto puliti in quanto poco influenzati dal rumore di fondo. Il polo-dipolo è il metodo che indaga la profondità maggiore a parità di condizioni. I due trasmettitori sono costituiti, da uno remoto (polo) che viene posizionato ad una distanza pari almeno a 5 volte la lunghezza dello stendi mento e da uno variabile sulla sequenza, mentre i due ricevitori sono posti sempre sulla sequenza tra i due trasmettitori. Quando la sequenza ha una configurazione diversa dalla sezione (sequenze a L, a U a GRECA, ecc.), questo metodo restituisce una ricostruzione in 3D. Strumentazione ed elaborazione dati Per l esecuzione dei profili si utilizzano opportuni cavi multiconduttori a elettrodi; ogni elettrodo viene infisso nello strato superficiale per una profondità media di cm dal piano campagna. La strumentazione che viene adottata (Syscal R1 a commutazione concentrata, prodotto da IRIS Instruments, Francia), permette di eseguire misure di alta precisione, con correnti indotte fino ad oltre 2 Ampere, con automatica compensazione del potenziale spontaneo (caduta di tensione esistente tra due poli in assenza di trasmissione, e spesso fortemente variabile nel breve tempo). L elaborazione 2D e 3D delle misure di campagna è prodotta con software proprietario, a discretizzazione FEM (elementi finiti), correzione topografica, procedura di inversione robusta con possibile inserimento di vincoli complessi; tale software è capace di ricostruire la distribuzione di resistività reale in due e tre dimensioni, (Morelli G., 1996). Proprietà elettriche del suolo La resistività elettrica è la grandezza che misura la difficoltà che ha la corrente elettrica ad attraversare i materiali. Tale caratteristica dipende da vari fattori (descritti in seguito) e quindi può essere utile per verificare variazioni di tali caratteristiche. Pag. 14
15 La resistività è la difficoltà opposta da una porzione standard di materiale al passaggio della corrente elettrica. La resistività è un parametro variabile non solo da conduttore a conduttore ma anche nel medesimo conduttore a seconda della sua temperatura. In generale nelle rocce la resistività diminuisce all aumentare della temperatura. La resistività delle rocce e dei suoli dipende principalmente dalla presenza di acqua nei pori. Macrofessure o cavità laddove è presente l aria hanno un comportamento elettrico nullo, in cui la resistività tende a valori altissimi. La resistività delle rocce dipende anche dalla tessitura cioè dalla disposizione, forma e dimensione dei granuli che la compongono e dai vuoti riempiti di acqua. La resistività dei sedimenti è controllata principalmente dai seguenti fattori: grado di saturazione dei pori, porosità, salinità del fluido, se presente nei pori, temperatura, eventuale presenza di sostanze organiche (idrocarburi, solventi, ecc.), presenza di argilla, presenza di minerali particolari (ad esempio le miche), grado di compattazione. Nella tabella sottostante si elencano le resistività di alcune rocce (ohm*m): ROCCE SEDIMENTARIE RESISTIVITA CALCARE ARGILLA SUOLO COPERTURA SUOLO ARGILLOSO SUOLO SABBIOSO GHIAIA SABBIA SABBIE E GHIAIE SABBIA SCIOLTA CONGLOMERATI CALCARI MARNOSI ARENARIA DOLOMIE Pag. 15
16 MARNA QUARZITE ACQUE RESISTIVITA Di mare < 0,2 Pura Naturale Con 20% di sale (NaCl) 0,001 MATERIALI INQUINANTI RESISTIVITA Rifiuti domestici Fanghi industriali Plume contaminato da rifiuti domestici 1-10 Olio esausto Il metodo della polarizzazione indotta (IP) si applica contemporaneamente al metodo della Risultati I due stendimenti hanno consentito di elaborare due sezioni geologiche (allegate) che mostrano una variazione della resistività dai 8 ai 30 Ohm ma in gran parte tra gli 8 e i 20 Ohm nel campo quindi delle argille e argille-limose. L indagine aveva la finalità di localizzare eventuali anomalie che infatti sono emerse in vari punti: 1. anomalie a nord dell edificio nella sezione 1 che si ritrova anche nella sezione 2 costituite da un fosso tombinato verso nord e probabilmente da un fossetto chiuso a sud nella sezione 2. Sono identificabili all inizio e alla fine delle sezioni con punti di maggiore resistività colorati in rosso. VERIFICA SULLA LIQUEFAZIONE DELLE SABBIE La liquefazione delle sabbie è un processo che può avvenire durante un evento sismico: essa nasce dall incremento della pressione dell'acqua interstiziale ( u ) durante sollecitazioni di tipo ciclico. Se tale aumento è tale da eguagliare la pressione litostatica totale ( σ ), si ha l'annullamento della resistenza al taglio ( τ ), secondo la seguente relazione: Pag. 16
17 τ = ( σ u) tg ϕ Da studi statistici si è verificato che il fuso granulometrico a rischio possiede un D 50 compreso tra 0,25 e 0,45 mm. Poiché la liquefazione si verifica in condizioni in cui le sabbie presentano una composizione granulometrica piuttosto uniforme, si escludono dalla verifica i casi in cui si presentano livelli sabbiosi di spessore uguale o inferiore ai 60 cm, che rappresentano intercalazioni all interno di strati coesivi. Sono inoltre esclusi i depositi presenti ad una profondità superiore a 15 m, in quanto il carico litostatico è talmente elevato da non poter essere raggiunto dalla pressione neutra. Nel nostro caso dalle prove non stati trovati strati di sabbia immersi in falda fino alla profondità di 15,0 m per cui i terreni in oggetto non sono liquefacibili. PROVE PENETROMETRICHE STATICHE CPT (CONE PENETRATION TEST) PROVE CPT : METODOLOGIA DELL' INDAGINE La prova penetrometrica statica CPT (di tipo meccanico) consiste essenzialmente nella misura della resistenza alla penetrazione di una punta meccanica di dimensioni e caratteristiche standardizzate, infissa nel terreno a velocità costante (v = 2 cm / sec ± 0,5 cm / sec ). La penetrazione viene effettuata tramite un dispositivo di spinta (martinetto idraulico), opportunamente ancorato al suolo con coppie di coclee ad infissione, che agisce su una batteria doppia di aste (aste coassiali esterne cave e interne piene), alla cui estremità è collegata la punta. Lo sforzo necessario per l'infissione è misurato per mezzo di manometri, collegati al martinetto mediante una testa di misura idraulica. La punta conica (del tipo telescopico) è dotata di un manicotto sovrastante, per la misura dell'attrito laterale : punta / manicotto tipo "Begemann". Le dimensioni della punta / manicotto sono standardizzate, e precisamente : - diametro Punta Conica meccanica = 35,7 mm - area di punta Ap = 10 cm 2 - angolo di apertura del cono α = 60 - superficie laterale del manicotto Am = 150 cm 2 Sulla batteria di aste esterne può essere installato un anello allargatore per diminuire l'attrito sulle aste, facilitandone l'infissione. Pag. 17
18 REGISTRAZIONE DATI. Una cella di carico, che rileva gli sforzi di infissione, è montata all'interno di un'unità rimovibile, chiamata "selettore", che preme alternativamente sull'asta interna e su quella esterna. Durante la fase di spinta le aste sono azionate automaticamente da un comando idraulico. L'operatore deve solamente controllare i movimenti di spinta per l'infissione delle aste. I valori acquisiti dalla cella di carico sono visualizzati sul display di una Sistema Acquisizione Automatico (qualora presente) o sui manometri. Le letture di campagna (che possono essere rilevate dal sistema di acquisizione sia in Kg che in Kg/cm 2 ) durante l infissione sono le seguenti: Lettura alla punta LP = prima lettura di campagna durante l infissione relativa all infissione della sola punta Lettura laterale LT = seconda lettura di campagna relativa all infissione della punta+manicotto Lettura totale LLTT = terza lettura di campagna relativa all infissione delle aste esterne (tale lettura non sempre viene rilevata in quanto non è influente metodologicamente ai fini interpretativi). METODOLOGIA DI ELABORAZIONE I dati rilevati della prova sono quindi una coppia di valori per ogni intervallo di lettura costituiti da LP (Lettura alla punta) e LT (Lettura della punta + manicotto), le relative resistenze vengono quindi desunte per differenza, inoltre la resistenza laterale viene conteggiata 20 cm sotto (alla quota della prima lettura della punta). Trasferiti i dati ad un PC vengono elaborati da un programma di calcolo STATIC PROBING della GeoStru La resistenze specifiche Qc (Resistenza alla punta RP ) e Ql (Resistenza Laterale RL o fs attrito laterale specifico che considera la superficie del manicotto di frizione) vengono desunte tramite opportune costanti e sulla base dei valori specifici dell area di base della punta e dell area del manicotto di frizione laterale tenendo in debito conto che: Ap = l area punta (base del cono punta tipo Begemann ) = 10 cm 2 Am = area del manicotto di frizione = 150 cm 2 Ct = costante di trasformazione =10 La loro elaborazione, interpretazione e visualizzazione grafica consente di catalogare e parametrizzare il suolo attraversato con un immagine in continuo, che permette anche di Pag. 18
19 avere un raffronto sulle consistenze dei vari livelli attraversati e una correlazione diretta con sondaggi geognostici per la caratterizzazione stratigrafica. La sonda penetrometrica permette inoltre di riconoscere abbastanza precisamente lo spessore delle coltri sul substrato, la quota di eventuali falde e superfici di rottura sui pendii, e la consistenza in generale del terreno. L utilizzo dei dati dovrà comunque essere trattato con spirito critico e possibilmente, dopo esperienze geologiche acquisite in zona. I dati di uscita principali sono RP (Resistenza alla punta) e RL (Resistenza laterale o fs, attrito laterale specifico che considera la superficie del manicotto di frizione) che il programma calcola automaticamente; inoltre viene calcolato il Rapporto RP/RL (Rapporto Begemann 1965) e il Rapporto RL/RP (Rapporto Schmertmann 1978 FR %- ). I valori sono calcolati con queste formule: Qc (RP) = (LP x Ct) / 10 cm ² Resistenza alla punta Ql (RL) ( fs) = [(LT LP) x Ct] / 150 cm ² Resistenza laterale Qc (RP) = Lettura alla punta LP x Costante di Trasformazione Ct / Superficie Punta Ap Ql (RL) ( fs) = Lettura laterale LT- Lettura alla punta LP x Costante di Trasformazione Ct / Am area del manicotto di frizione N.B. Ap = 10 cm 2 e Am = 150 cm 2 la resistenza laterale viene conteggiata 20 cm sotto (alla quota della prima lettura della punta) CORRELAZIONI Scegliendo il tipo di interpretazione litologica (consigliata o meno a seconda del tipo di penetrometro utilizzato) si ha in automatico la stratigrafia con il passo dello strumento ed interpolazione automatica degli strati. Il programma esegue inoltre il grafico (per i vari autori) Profondità/Valutazioni litologiche, per visualizzare in maniera diretta l andamento delle litologie presenti lungo la verticale indagata. INTERPRETAZIONI LITOLOGICHE ( Autori di riferimento) Schmertmann1978 ( consigliato per CPT) L utilizzo della stratigrafia dovrà comunque essere trattato con spirito critico e possibilmente, dopo esperienze geologiche acquisite in zona. CORRELAZIONI GEOTECNICHE Scegliendo il tipo di interpretazione litologica si ha in automatico la stratigrafia con il passo dello strumento ed interpolazione automatica degli strati. Pag. 19
20 Ad ogni strato mediato il programma calcola la Qc media, la fs media, il peso di volume naturale medio, il comportamento geotecnico (coesivo, incoerente o coesivo-incoerente), ed applica una texture. TERRENI INCOERENTI Angolo di Attrito Angolo di Attrito (Caquot) - per sabbie N.C. e S.C. non cementate e per prof. > 2 mt. in terreni saturi o > 1 mt. non saturi Densità relativa (%) Densità Relativa (Jamiolkowski 1985) Modulo di Young Modulo di Young (ISOPT ) Ey (50) - per sabbie OC sovraconsolidate e SC Modulo Edometrico Modulo Edometrico (Mitchell & Gardner 1975) valido per sabbie Peso di Volume Gamma Peso di Volume Gamma (Meyerhof) - Peso di Volume Gamma saturo (Meyerhof ) - Modulo di deformazione di taglio Imai & Tonouchi (1982) elaborazione valida soprattutto per sabbie e per tensioni litostatiche comprese tra 0,5-4,0 kg/cmq. Fattori di compressibilità Ramo di carico C ( autori vari) Ramo di carico medio Crm (autori vari) OCR - Grado di Sovraconsolidazione Grado di Sovraconsolidazione OCR (Piacentini-Righi Inacos 1978) MODULO DI REAZIONE Ko (Kulhawy Maine, 1990). CORRELAZIONE NSPT Meardi Meigh 1972 TERRENI COESIVI Coesione Non Drenata Coesione non drenata (Baligh ed altri ) in tale elaborazione occorre inserire il valore di Nk (generalmente 20) Modulo Edometrico-Confinato Metodo generale del modulo edometrico. Peso di Volume Gamma Peso di Volume terreni coesivi (t/mq) (Meyerhof) Peso di Volume saturo terreni coesivi (t/mq) (Meyerhof) Pag. 20
21 Modulo di deformazione di taglio Imai & Tonouchi (1982) OCR Grado di Sovraconsolidazione OCR (Piacentini-Righi Inacos 1978) Permeabilità Coefficiente di Permeabilità K (Piacentini-Righi, 1988). Committente: Marcegaglia Strumento utilizzato: PAGANI TG 63 (200 kn) Prova eseguita in data: 13/06/2012 Profondità prova: mt Località: Forlimpopoli Profondità (m) Lettura punta Lettura laterale PROVA Nr.1 qc fs qc/fs Begemann fs/qcx100 (Schmertman n) Pag. 21
22 Prof. Strato (m) qc Media fs Media Gamma Medio (t/m³) Descrizione terreno vegetale Argille sabbiose e limose Argilla inorganica molto compatta Argille organiche e terreni misti Argilla inorganica molto compatta Argilla inorganica compatta STIMA PARAMETRI GEOTECNICI Nr: Prof: Tipo: Numero progressivo strato Profondità strato (m) C: Coesivo. I: Incoerente. CI: Coesivo-Incoerente Pag. 22
23 Cu: Coesione non drenata Eu: Modulo di defomazione non drenato Mo: Modulo Edometrico G: Modulo di deformazione a taglio OCR: Grado di sovraconsolidazione Puv: Peso unità di volume (t/m³) PuvS: Peso unità di volume saturo (t/m³) Dr: Densità relativa (%) Fi: Angolo di resistenza al taglio ( ) Ey: Modulo di Young Vs: Velocità onde di taglio (m/s) Nr.Prof. Tipo Cu Eu Mo G OCR Puv PuvS Dr Fi Ey Vs C > CI C C C C Committente: Marcegaglia Strumento utilizzato: PAGANI TG 63 (200 kn) Prova eseguita in data: 13/06/2012 Profondità prova: mt Località: Forlimpopoli Profondità (m) Lettura punta Lettura laterale PROVA Nr.2 qc fs qc/fs Begemann fs/qcx100 (Schmertman n) Pag. 23
24 Prof. Strato (m) qc Media fs Media Gamma Medio (t/m³) Descrizione terreno vegetale Pag. 24
25 Argille sabbiose e limose Argilla inorganica compatta Argilla inorganica molto compatta Argille arganiche e terreni misti STIMA PARAMETRI GEOTECNICI Nr: Numero progressivo strato Prof: Profondità strato (m) Tipo: C: Coesivo. I: Incoerente. CI: Coesivo-Incoerente Cu: Coesione non drenata Eu: Modulo di defomazione non drenato Mo: Modulo Edometrico G: Modulo di deformazione a taglio OCR: Grado di sovraconsolidazione Puv: Peso unità di volume (t/m³) PuvS: Peso unità di volume saturo (t/m³) Dr: Densità relativa (%) Fi: Angolo di resistenza al taglio ( ) Ey: Modulo di Young Vs: Velocità onde di taglio (m/s) Nr. Prof. Tipo Cu Eu Mo G OCR Puv PuvS Dr Fi Ey Vs CI > CI > C > C CI Committente: Marcegaglia Strumento utilizzato: PAGANI TG 63 (200 kn) Prova eseguita in data: 06/05/2012 Profondità prova: mt Località: Forlimpopoli Profondità (m) Lettura punta Lettura laterale PROVA Nr.3 qc fs qc/fs Begemann fs/qcx100 (Schmertman n) Pag. 25
26 Pag. 26
27 Prof. Strato (m) qc Media fs Media Gamma Medio (t/m³) Descrizione Argille organiche e terreni misti Argilla inorganica compatta Argilla inorganica molto compatta Argilla inorganica compatta STIMA PARAMETRI GEOTECNICI Nr: Numero progressivo strato Prof: Profondità strato (m) Tipo: C: Coesivo. I: Incoerente. CI: Coesivo-Incoerente Cu: Coesione non drenata Eu: Modulo di defomazione non drenato Mo: Modulo Edometrico G: Modulo di deformazione a taglio OCR: Grado di sovraconsolidazione Puv: Peso unità di volume (t/m³) PuvS: Peso unità di volume saturo (t/m³) Dr: Densità relativa (%) Fi: Angolo di resistenza al taglio ( ) Ey: Modulo di Young Vs: Velocità onde di taglio (m/s) Nr. Prof. Tipo Cu Eu Mo G OCR Puv PuvS Dr Fi Ey Vs C > C C C Committente: Marcegaglia Strumento utilizzato: PAGANI TG 63 (200 kn) Prova eseguita in data: 06/05/2012 Profondità prova: mt Località: Forlimpopoli Profondità (m) Lettura punta Lettura laterale PROVA Nr.4 qc fs qc/fs Begemann fs/qcx100 (Schmertman n) Pag. 27
28 Pag. 28
29 Prof. Strato (m) qc Media fs Media Gamma Medio (t/m³) Descrizione Argille organiche e terreni misti Argilla inorganica compatta Argilla inorganica molto compatta Argille sabbiose e limose Argilla inorganica compatta Argille sabbiose e limose STIMA PARAMETRI GEOTECNICI Nr: Numero progressivo strato Prof: Profondità strato (m) Tipo: C: Coesivo. I: Incoerente. CI: Coesivo-Incoerente Cu: Coesione non drenata Eu: Modulo di defomazione non drenato Mo: Modulo Edometrico G: Modulo di deformazione a taglio OCR: Grado di sovraconsolidazione Puv: Peso unità di volume (t/m³) PuvS: Peso unità di volume saturo (t/m³) Dr: Densità relativa (%) Fi: Angolo di resistenza al taglio ( ) Ey: Modulo di Young Vs: Velocità onde di taglio (m/s) Nr. Prof. Tipo Cu Eu Mo G OCR Puv PuvS Dr Fi Ey Vs C > C > C CI C CI Pag. 29
30 PROVA Nr.5 Committente: Marcegaglia Strumento utilizzato: PAGANI TG 63 (200 kn) Prova eseguita in data: 06/05/2012 Profondità prova: mt Località: Forlimpopoli Profondità (m) Lettura punta Lettura laterale qc fs qc/fs Begemann fs/qcx100 (Schmertman n) Pag. 30
31 Prof. Strato (m) qc Media fs Media Gamma Medio (t/m³) Descrizione Argille organiche e terreni misti Sabbie Argille inorganiche di media consistenza Argilla inorganica molto compatta Terre Limo sabbiose - Sabbie Arg. - Limi Argilla inorganica molto compatta STIMA PARAMETRI GEOTECNICI Nr: Numero progressivo strato Prof: Profondità strato (m) Tipo: C: Coesivo. I: Incoerente. CI: Coesivo-Incoerente Cu: Coesione non drenata Eu: Modulo di defomazione non drenato Mo: Modulo Edometrico G: Modulo di deformazione a taglio OCR: Grado di sovraconsolidazione Puv: Peso unità di volume (t/m³) PuvS: Peso unità di volume saturo (t/m³) Dr: Densità relativa (%) Fi: Angolo di resistenza al taglio ( ) Pag. 31
32 Ey: Vs: Modulo di Young Velocità onde di taglio (m/s) Nr. Prof. Tipo Cu Eu Mo G OCR Puv PuvS Dr Fi Ey Vs C > I > I C CI C CALCOLO DEI VALORI CARATTERISTICI DEI TERRENI Il calcolo dei valori caratteristici è stato eseguito utilizzando il software CVSOIL che consente di elaborare i dati forniti dalle prove e ricavare il 5 percentile da una curva statistica con distribuzione standard. Le seguenti tabelle riassumono i dati ottenuti che saranno poi utilizzati nel calcolo della portanza e dei cedimenti. Prova 1 Angolo di resistenza al taglio [ ] Coesione drenata Coesione non drenata Modulo di compressibilità edometrica Modulo di Young Peso di volume naturale [kn/mc] Peso di volume saturo [kn/mc] terreno vegetale Argille sabbiose e limose Argilla inorganica molto compatta Argille organiche e terreni misti Argilla inorganica molto compatta Argilla inorganica compatta Prova 2 Angolo di resistenza al taglio [ ] Coesione drenata Coesione non drenata Modulo di compressibilità edometrica Modulo di Young Peso di volume naturale [kn/mc] Peso di volume saturo [kn/mc] terreno vegetale Argille sabbiose e limose Argilla inorganica compatta Pag. 32
33 Argilla inorganica molto compatta Argille arganiche e terreni misti Prova 3 Angolo di resistenza al taglio [ ] Coesione drenata Coesione non drenata Modulo di compressibilità edometrica Modulo di Young Peso di volume naturale [kn/mc] Peso di volume saturo [kn/mc] Argille organiche e terreni misti Argilla inorganica compatta Argilla inorganica molto compatta Argilla inorganica compatta Prova 4 Argille organiche e terreni misti Argilla inorganica compatta Argilla inorganica molto compatta Argille sabbiose e limose Argilla inorganica compatta Argille sabbiose e limose Angolo di resistenza al taglio [ ] Coesione drenata Coesione non drenata Modulo di compressibilità edometrica Modulo di Young Peso di volume naturale [kn/mc] Peso di volume saturo [kn/mc] Prova 5 Angolo di resistenza al taglio [ ] Coesione drenata Coesione non drenata Modulo di compressibilità edometrica Modulo di Young Peso di volume naturale [kn/mc] Peso di volume saturo [kn/mc] Argille organiche e terreni misti Sabbie Argille inorganiche di media consistenza Argilla inorganica molto compatta Pag. 33
34 Terre Limo sabbiose - Sabbie Arg. - Limi Argilla inorganica molto compatta CALCOLO PORTANZA E CEDIMENTI DI FONDAZIONI SUPERFICIALI NORMATIVE DI RIFERIMENTO Norme tecniche per le Costruzioni 2008 Norme tecniche per le costruzioni D.M. 14 gennaio Eurocodice 7 Progettazione geotecnica Parte 1: Regole generali. Eurocodice 8 Indicazioni progettuali per la resistenza sismica delle strutture - Parte 5: Fondazioni, strutture di contenimento ed aspetti geotecnici. CARICO LIMITE DI FONDAZIONI SU TERRENI Il carico limite di una fondazione superficiale può essere definito con riferimento a quel valore del carico, maggiore del precedente, per il quale il fenomeno di rottura si è esteso ad un ampio volume del suolo (metodo di Prandtl e successivi). All'atto della rottura si verifica la plasticizzazione del materiale racchiuso fra la superficie limite del semispazio e la superficie GFBCD. Nel triangolo AEB la rottura avviene secondo due famiglie di segmenti rettilinei ed inclinati di 45 + ϕ/2 rispetto all'orizzontale. Nelle zone ABF e EBC la rottura si produce lungo due famiglie di linee, l'una costituita da segmenti rettilinei passanti rispettivamente per i punti A ed E e l'altra da archi di de famiglie di spirali logaritmiche. I poli di queste sono i punti A ed E. Nei triangoli AFG e ECD la rottura avviene su segmenti inclinati di ±(45 + ϕ/2 ) rispetto alla verticale. 2b G A E D F B C Pag. 34
35 Formula Brich-Hansen (EC 7 EC 8) Affinché una fondazione possa resistere il carico di progetto con sicurezza nei riguardi della rottura generale, per tutte le combinazioni di carico relative allo SLU (stato limite ultimo), deve essere soddisfatta la seguente disuguaglianza: Vd Rd Dove Vd è il carico di progetto allo SLU, normale alla base della fondazione, comprendente anche il peso della fondazione stessa; mentre Rd è il carico limite di progetto della fondazione nei confronti di carichi normali, tenendo conto anche dell effetto di carichi inclinati o eccentrici. Nella valutazione analitica del carico limite di progetto Rd si devono considerare le situazioni a breve e a lungo termine nei terreni a grana fine. Il carico limite di progetto in condizioni non drenate si calcola come: R/A = (2 + π) cu sc ic +q Dove: A = B L area della fondazione efficace di progetto, intesa, in caso di carico eccentrico, come l area ridotta al cui centro viene applicata la risultante del carico. cu Coesione non drenata. q pressione litostatica totale sul piano di posa. sc Fattore di forma sc = 1 + 0,2 (B /L ) per fondazioni rettangolari sc = 1,2 per fondazioni quadrate o circolari. ic Fattore correttivo per l inclinazione del carico dovuta ad un carico H. ( + 1 H / A' ) ic = 0,5 1 c u Per le condizioni drenate il carico limite di progetto è calcolato come segue. dove: N N N q c γ = e = = π tan ϕ ' tan 2 R/A = c Nc sc ic + q Nq sq iq + 0,5 γ B Nγ sγ iγ ( 45 + φ' / 2) ( Nq 1) cotφ' 1.5( N 1) tanφ' q Fattori di forma s q s q ( B' / L' ) senφ' = 1+ per forma rettangolare = 1+ senφ' per forma quadrata o circolare ( B' / L' ) sγ = 1 0,3 per forma rettangolare s = 0,7 γ per forma quadrata o circolare s ( s N 1) /( N 1) c = q q q per forma rettangolare, quadrata o circolare. Pag. 35
36 Fattori inclinazione risultante dovuta ad un carico orizzontale H parallelo a L iq = iγ = 1- H / (V + A c cotφ ) ic = (iq Nq -1) / ( Nq 1) Fattori inclinazione risultante dovuta ad un carico orizzontale H parallelo a B 3 iq = [ 1 0,7H /( V + A' c' cot φ' )] i i γ c = = [ 1 H /( V + A' c' cot φ' )] ( i N 1) /( N 1) q q q 3 Oltre ai fattori correttivi di cui sopra sono considerati quelli complementari della profondità del piano di posa e dell inclinazione del piano di posa e del piano campagna (Hansen). FATTORI CORRETTIVI SISMICI: PAOLUCCI E PECKER Per tener conto degli effetti inerziali indotti dal sisma sulla determinazione del qlim vengono introdotti i fattori correttivi z: z z z q c γ kh = 1 tgφ = 1 0,32 k = z q 0,35 h Dove Kh è il coefficiente sismico orizzontale. Calcolo coefficienti sismici Le NTC 2008 calcolano i coefficienti Kh e Kv in dipendenza di vari fattori: Kh = β (amax/g) Kv=±0,5 Kh β = coefficiente di riduzione accelerazione massima attesa al sito; amax = accelerazione orizzontale massima attesa al sito; g = accelerazione di gravità; Tutti i fattori presenti nelle precedenti formule dipendono dall accelerazione massima attesa sul sito di riferimento rigido e dalle caratteristiche geomorfologiche del territorio. amax = SS ST ag SS (effetto di amplificazione stratigrafica): 0.90 Ss 1.80; è funzione di F0 (Fattore massimo di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale) e della categoria di suolo (A, B, C, D, E). ST (effetto di amplificazione topografica) per fondazioni in prossimità di pendi. Il valore di ST varia con il variare delle quattro categorie topografiche introdotte: Pag. 36
37 T1 (ST = 1.0) T2 (ST = 1.20) T3(ST =1.20) T4(ST = 1.40). Questi valori sono calcolati come funzione del punto in cui si trova il sito oggetto di analisi. Il parametro di entrata per il calcolo è il tempo di ritorno dell evento sismico che è valutato come segue: TR=-VR/ln(1-PVR) Con VR vita di riferimento della costruzione e PVR probabilità di superamento, nella vita di riferimento, associata allo stato limite considerato. La vita di riferimento dipende dalla vita nominale della costruzione e dalla classe d uso della costruzione (in linea con quanto previsto al punto delle NTC). In ogni caso VR dovrà essere maggiore o uguale a 35 anni. Per l'applicazione dell'eurocodice 8 (progettazione geotecnica in campo sismico) il coefficiente sismico orizzontale viene così definito: Kh = agr γi S / (g) agr : accelerazione di picco di riferimento su suolo rigido affiorante, γi: fattore di importanza, S: soil factor e dipende dal tipo di terreno (da A ad E). ag = agr γi è la design ground acceleration on type A ground. Il coefficiente sismico verticale Kv è definito in funzione di Kh, e vale: Kv = ± 0.5 Kh CEDIMENTI EDOMETRICI Il calcolo dei cedimenti con l approccio edometrico consente di valutare un cedimento di consolidazione di tipo monodimensionale, prodotto dalle tensioni indotte da un carico applicato in condizioni di espansione laterale impedita. Pertanto la stima effettuata con questo metodo va considerata come empirica, piuttosto che teorica. Tuttavia la semplicità d uso e la facilità di controllare l influenza dei vari parametri che intervengono nel calcolo, ne fanno un metodo molto diffuso. L approccio edometrico nel calcolo dei cedimenti passa essenzialmente attraverso due fasi: il calcolo delle tensioni verticali indotte alle varie profondità con l applicazione della teoria dell elasticità; la valutazione dei parametri di compressibilità attraverso la prova edometrica. In riferimento ai risultati della prova edometrica, il cedimento è valutato come: σ ' + σ log 0 v Η = Η RR v 0 σ ' v0 Pag. 37
38 se si tratta di un terreno sovraconsolidato (OCR>1), ossia se l incremento di tensione dovuto all applicazione del carico non fa superare la pressione di preconsolidazione σ p σ + σ ' ( v v 0 <σ p). Se invece il terreno è normalconsolidato ( compressione e il cedimento è valutato come: σ ' + σ log 0 v Η = Η CR v 0 σ ' v0 σ ' v0 =σ p) le deformazioni avvengono nel tratto di dove: RR Rapporto di ricompressione; CR Rapporto di compressione; H0 spessore iniziale dello strato; σ v0 tensione verticale efficace prima dell applicazione del carico. σv incremento di tensione verticale dovuto all applicazione del carico. In alternativa ai parametri RR e CR si fa riferimento al modulo edometrico M; in tal caso però occorre scegliere opportunamente il valore del modulo da utilizzare, tenendo conto dell intervallo tensionale ( σ + σ ' v0 v ) significativo per il problema in esame. L applicazione corretta di questo tipo di approccio richiede: la suddivisione degli strati compressibili in una serie di piccoli strati di modesto spessore (< 2.00 m); la stima del modulo edometrico nell ambito di ciascuno strato; il calcolo del cedimento come somma dei contributi valutati per ogni piccolo strato in cui è stato suddiviso il banco compressibile. Molti usano le espressioni sopra riportate per il calcolo del cedimento di consolidazione tanto per le argille quanto per le sabbie di granulometria da fina a media, perché il modulo di elasticità impiegato è ricavato direttamente da prove di consolidazione. Tuttavia, per terreni a grana più grossa le dimensioni dei provini edometrici sono poco significative del comportamento globale dello strato e, per le sabbie, risulta preferibile impiegare prove penetrometriche statiche e dinamiche. Cedimento secondario Il cedimento secondario è calcolato facendo riferimento alla relazione: T Η s = Ηc Cα log T 100 in cui: Pag. 38
39 Hc è l altezza dello strato in fase di consolidazione; Cα è il coefficiente di consolidazione secondaria come pendenza nel tratto secondario della curva cedimento-logaritmo tempo; T tempo in cui si vuole il cedimento secondario; T100 tempo necessario all esaurimento del processo di consolidazione primaria. VERIFICA DEL CARICO LIMITE DATI GENERALI ====================================================== Azione sismica NTC 2008 Larghezza fondazione 4.0 m Lunghezza fondazione 4.0 m Profondità piano di posa 1.2 m Altezza di incastro 0.5 m Profondità falda 2.25 ====================================================== SISMA ====================================================== Accelerazione massima (ag/g) Effetto sismico secondo NTC(C ) Fattore di struttura [q] 3 Periodo fondamentale vibrazione [T] 0.25 Coefficiente intensità sismico terreno [Khk] Coefficiente intensità sismico struttura [Khi] ====================================================== Coefficienti sismici [N.T.C.] ====================================================== Dati generali Tipo opera: 2 - Opere ordinarie Classe d'uso: Classe II Vita nominale: 50.0 [anni] Vita di riferimento: 50.0 [anni] Parametri sismici su sito di riferimento Categoria sottosuolo: Categoria topografica: C T1 Pag. 39
40 S.L. Stato limite TR Tempo ritorno [anni] ag [m/s²] F0 [-] TC* [sec] S.L.O S.L.D S.L.V S.L.C Coefficienti sismici orizzontali e verticali Opera: Opere di sostegno S.L. Stato limite amax [m/s²] beta [-] kh [-] kv [sec] S.L.O S.L.D S.L.V S.L.C Nr. Carichi di progetto agenti sulla fondazione Nome Pressione N combinazio normale di [kn] ne progetto Mx [kn m] My [kn m] [kn/m²] 1 A1+M1+R Progetto 2 Sisma Progetto 3 S.L.E Servizio 4 S.L.D Servizio Hx [kn] Hy [kn] Tipo Nr Sisma + Coeff. parziali parametri geotecnici terreno + Resistenze Correzione Tangente Coesione Coesione Peso Unità Sismica angolo di efficace non volume in Peso unità volume Coef. Rid. Capacità Coef.Rid.C apacità Pag. 40
41 resistenza al taglio drenata fondazione copertura portante verticale portante orizzontale 1 No Si No No CARICO LIMITE FONDAZIONE COMBINAZIONE A1+M1+R3 Autore: Brinch - Hansen 1970 Carico limite [Qult] Resistenza di progetto[rd] Tensione [Ed] Fattore sicurezza [Fs=Qult/Ed] 3.0 Condizione di verifica [Ed<=Rd] kn/m² kn/m² kn/m² Verificata A1+M1+R3 Autore: Brinch - Hansen 1970 (Condizione non drenata) ====================================================== Fattore [Nq] 1.0 Fattore [Nc] 5.14 Fattore [Ng] 0.0 Fattore forma [Sc] 1.2 Fattore profondità [Dc] 1.12 Fattore inclinazione carichi [Ic] 1.0 Fattore correzione sismico inerziale [zq] 1.0 Fattore correzione sismico inerziale [zg] 1.0 Fattore correzione sismico inerziale [zc] 1.0 ====================================================== Carico limite Resistenza di progetto Condizione di verifica [Ed<=Rd] kn/m² kn/m² Verificata ====================================================== Sisma Autore: Brinch - Hansen 1970 (Condizione non drenata) ====================================================== Fattore [Nq] 1.0 Fattore [Nc] 5.14 Fattore [Ng] 0.0 Fattore forma [Sc] 1.2 Fattore profondità [Dc] 1.12 Pag. 41
42 Fattore inclinazione carichi [Ic] 1.0 Fattore correzione sismico inerziale [zq] 1.0 Fattore correzione sismico inerziale [zg] 1.0 Fattore correzione sismico inerziale [zc] 1.0 ====================================================== Carico limite kn/m² Resistenza di progetto kn/m² Condizione di verifica [Ed<=Rd] Verificata ====================================================== CEDIMENTI PER OGNI STRATO *Cedimento edometrico calcolato con: Metodo consolidazione monodimensionale di Terzaghi Pressione normale di progetto 73.0 kn/m² Cedimento dopo T anni 15.0 Cedimento totale 5.38 cm Z: Profondità media dello strato; Dp: Incremento di tensione; Wc: Cedimento di consolidazione; Ws:Cedimento secondario (deformazioni viscose); Wt: Cedimento totale. Strato Z (m) Tensione (kn/m²) Dp (kn/m²) Metodo Wc (cm) Ws (cm) Wt (cm) Edometrico Edometrico Edometrico Data la bassa portanza del terreno e i cedimenti elevati si è deciso di ridurre la dimensione del plinto ed eseguire fondazioni profonde. Pag. 42
43 TABELLA DATI MICROPALI Qualora si ritenesse opportuno realizzare al di sotto dei plinti delle fondazioni profonde su pali, occorrerà tenere presenti i seguenti parametri geotecnici: Angolo di resistenza al taglio [ ] Coesione drenata Coesione non drenata Modulo di compressibilità edometrica Modulo di Young Peso di volume naturale [kn/mc] Peso di volume saturo [kn/mc] Argille organiche e terreni misti Argilla inorganica compatta Argilla inorganica molto compatta Argilla inorganica compatta I pali avranno un diametro di 80 cm e andranno impostati all interno dello strato di argilla inorganica molto compatta evidenziato in tabella. COEFFICIENTE DI SOTTOFONDAZIONE BOWLES (1982) Il coefficiente di sottofondo è il rapporto tra il carico applicato e il cedimento conseguente nell ipotesi di un terreno ideale elastico. Tale modulo dipende sia dal tipo di terreno sia dalle condizioni di carico. Valori indicativi per il coefficiente sono forniti dalla bibliografia: Terreni argillosi (qu > 800 kpa) : K1 > [KN/mc] (200 < qu < 400 kpa) : K1 = [KN/mc] (qu < 200 kpa) : K1 = [KN/mc] Dove per qu si intende il valore della pressione che produce un cedimento di 2,54 cm. Terreni sabbiosi Terreno con sabbia sciolta : K1 = [KN/mc] Terreno con sabbia media : K1 = [KN/mc] Terreno con sabbia densa : K1 = [KN/mc] Terreno con sabbia densa mediamente argillosa : K1 = [KN/mc] Terreno con sabbia densa mediamente siltosa : K1 = [KN/mc] Pag. 43
44 CONCLUSIONI L intervento oggetto di questa relazione consiste nella realizzazione di un insediamento produttivo. Geologicamente i terreni fanno parte dei depositi alluvionali olocenici del Fiume Ronco costituiti da terreni a grana fine. Nell area la falda è stata misurata nel tempo a profondità variabili tra 2,05 m e 4,9 m dal piano campagna attuale. Dal punto di vista sismico il terreno appartiene alla classe C. Nella presente relazione si considera l approccio 2 descritto nelle NTA 2008 i cui risultati sono qui di seguito riassunti: Tipo fondazione lunghezza-larghezza (m) Profondità piano di posa (m) Carico limite Rd (KN/m²) Carico d esercizio Cedimenti (cm) SLU (KN/m²) (KN/m²) Plinto 4,0 x 4,0 1,2 168,5 73,2 100,0 5,38 Da quanto sopra accertato, l intervento è realizzabile anche con fondazioni a plinto, ma è consigliabile l uso di fondazioni profonde sia per aumentare il carico portante sia per ridurre la possibilità di cedimenti. Si consiglia di: 1. eseguire correttamente le fogne e i sistemi drenanti le acque meteoriche; 2. effettuare i getti fondali in periodi stagionali favorevoli; 3. allontanare velocemente il terreno di risulta; 4. valutare durante gli scavi fondali la profondità fondale corretta, ed eventualmente approfondire tali scavi sino a raggiungere terreno idoneo. Qualora durante gli scavi fondali emergessero situazioni anomale non previste dal presente studio quali, terreno molle o di riporto, si prega di avvisare il sottoscritto il quale dopo sopralluogo deciderà sugli eventuali interventi da eseguire. Casadio Mario Pag. 44
Geo Probing - PROVE PENETROMETRICHE STATICHE - RAPPORTO ED ELABORAZIONE DEI VALORI MISURATI DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
Geo Probing di Francesco Becattini Telefono cellulare: 347.6434222 Sede: Strada Perugia - Ponte Valleceppi, n 96 06135 Ponte Valleceppi (PG) Telefono e Fax: 075.5928321 e-mail: [email protected]
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