PER IL BIOGAS IN ITALIA
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- Eugenio Fabiani
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1 FONTI ENERGETICHE 38 Prospettive a tutto gas di SERGIO PICCININI * In Italia EurObserv ER stima per il 007 una produzione di biogas di 406, ktep (circa 4,7 TWh); di questa, oltre l 8% è ottenuta dal recupero di biogas dalle discariche per rifiuti urbani, mentre il Gse, per il 007, riporta una produzione lorda di energia elettrica da biogas di,4 TWh, di cui circa l 86% è ottenuta nello stesso modo. Nell ambito di un progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, il Crpa (Centro ricerche produzioni animali) ha svolto un censimento degli impianti di digestione anaerobica operativi in Italia nel settore zootecnico e agroindustriale, per creare un archivio capace di fornire un quadro completo della dimensione del settore e delle caratteristiche degli impianti. Il settore è in forte espansione, sia dal punto di vista della costruzione di nuovi impianti, sia della costituzione di nuove ditte o nuovi ambiti di impresa. All ottobre 007 sono stati rilevati 8 impianti di biogas che operano con effluenti zootecnici, colture energetiche, residui organici, PER IL BIOGAS IN ITALIA LA SITUAZIONE E LE PROSPETTIVE SONO FAVOREVOLI reflui dell agro-industria e la frazione organica dei rifiuti urbani e in questo numero sono compresi anche gli impianti in attesa di autorizzazione e in costruzione. La maggior parte degli impianti censiti opera con effluenti zootecnici, scarti agricoli, residui agroindustriali e colture energetiche. Gli impianti in attività che utilizzano effluenti zootecnici sono e rispetto al 999, questo numero è aumentato di circa 43 unità (+60%) e di 78 unità (+08%) se si considerano anche quelli attualmente in fase di realizzazione: ciò conferma il forte impulso che la digestione anaerobica sta avendo nel nostro Paese. Nord in prima linea Le aree più interessate risultano essere quelle in cui è presente una maggiore concentrazione di allevamenti zootecnici come la Lombardia, l Emilia-Romagna e il Veneto; alcuni impianti si stanno pure sviluppando in zone in cui sono prodotte quantità significative di scarti e sottoprodotti organici del comparto agro-industriale da utilizzare in co-digestione, anche come soluzione gestionale al recupero di questi scarti. La quantità di impianti presente in Provincia di Bolzano è sicuramente influenzata dalla vicinanza con l Austria e la Germania, oltre che dalla forte politica di incentivazione dell amministrazione provinciale. Il numero di impianti risulta invece decisamente più contenuto nel Centro e nel Sud dell Italia. Dal censimento risulta consistente la presenza di impianti che utilizzano solo liquame suino; alcuni di questi rappresentano la generazione di impianti di biogas semplificati realizzati principalmente a inizio degli anni Novanta sovrapponendo una copertura di materiale plastico a una vasca e/o laguna di stoccaggio dei liquami. Successivamente, anche in Italia si è mostrato interesse alla co-digestione dei liquami zootecnici in miscela a biomasse, come colture energetiche e scarti organici. Relativamente alla tipologia di reattori prevale decisamente quella della vasca a pareti verticali miscelata e coibentata (Cstr = Completely Stirred Tank Reactor), nella maggior parte dei casi realizzata in cemento armato. Il reattore a flusso orizzontale a pistone (Pfr = Plug Flow Reactor) risulta prevalente soprattutto dove vengono trattati i liquami suini da soli. Il volume dei digestori è nella maggior parte dei casi compreso tra.000 e.000 m 3 e il tempo di ritenzione idraulica prevalente è tra 6 e giorni. Riguardo la temperatura maggiormente utilizzata - negli impianti nei quali è stato rilevato tale dato - è compresa tra 30 e 40 C (mesofilia). Inoltre sono stati rilevati otto impianti che lavorano con temperature superiori a 0 C (termofilia). Per quanto riguarda l utilizzo del biogas, negli impianti per effluenti zootecnici prevale la cogenera- NOVEMBRE/DICEMBRE 008
2 39 FONTI ENERGETICHE TABELLA zione; solo in otto impianti - tra quelli per i quali si è ricevuta l informazione, ma il numero probabilmente è superiore - in genere annessi a caseifici per la produzione di Grana Padano o Parmigiano-Reggiano, il biogas viene bruciato direttamente in caldaia per la sola produzione di calore. Dei 4 impianti che trattano effluenti zootecnici, scarti agricoli e agro-industriali e colture energetiche, la maggior parte hanno una potenza elettrica installata inferiore a 00 kwe e 4 maggiore di MWe, per un totale di circa 49 MWe installati, negli impianti per cui il dato è disponibile. Sono stati rilevati sette impianti di trattamento della frazione organica pre-selezionata da raccolta differenziata (Forsu), da sola o in miscela con fanghi di depurazione, e due impianti che effettuano il trattamento della frazione organica da selezione meccanica in miscela con fanghi di depurazione. Tra gli impianti che utilizzano effluenti zootecnici ci sono anche altri quattro impianti che trattano Forsu insieme a liquami, pollina, fanghi agro-industriali e colture energetiche. Relativamente agli impianti di digestione anaerobica per la stabilizzazione dei fanghi di depurazione civile e industriale - realizzati per lo più all interno di grossi impianti urbani di depurazione delle acque reflue civili e industriali - sulla base di un precedente censimento (Gerli A., Merzagora W., 000) si stimano più di 0 impianti di grandi dimensioni. Notevole pure il recupero dalle discariche per rifiuti urbani, che grazie a circa 83 impianti operativi e circa 97 MWe installati (dati Gse al 3//007) rappresenta, per ora, la principale fonte di biogas da biomasse. Per NUMERO DI IMPIANTI PER TIPOLOGIA DI SUBSTRATO TIPOLOGIA DI SUBSTRATO TRATTATO IMPIANTI (N.) solo liquame suino 44 solo liquame bovino 38 liquame suino + liquame bovino liquame bovino e/o suino e/o pollina + scarti organici + colture energetiche 3 liquame bovino e/o suino e/o pollina + colture energetiche 0 colture energetiche e/o scarti organici 9 pollina + scarti organici e/o colture energetiche 3 TOTALE 4 TABELLA RIPARTIZIONE REGIONALE DEGLI IMPIANTI DI BIOGAS PER CATEGORIA REGIONE EFFLUENTI FANGHI DI REFLUI FORSU + TOTALE ZOOTECNICI DEPURAZIONE AGRO- FANGHI DI + SCARTI ORGANICI CIVILE () INDUSTRIALI DEPURAZIONE + COLTURE ENERGETICHE () LOMBARDIA EMILIA-ROMAGNA TRENTINO-ALTO-ADIGE VENETO PIEMONTE TOSCANA 0 3 PUGLIA 0 0 CAMPANIA SARDEGNA MARCHE LAZIO LIGURIA FRIULI-VENEZIA GIULIA UMBRIA BASILICATA ABRUZZO 0 0 VALLE D AOSTA CALABRIA SICILIA TOTALE () Scarti organici: scarti agro-industriali e Forsu () Fonte Gerli A., Merzagora W. (000) (non sono riportati gli impianti di recupero di biogas dalle discariche dei rifiuti urbani) completare la panoramica, in tabella e in figura è riportato il numero di impianti di biogas per Regione e per categoria comprensivo di quelli che non trattano matrici di origine agricola o agro-industriale; sono comunque esclusi gli impianti di recupero del biogas dalle discariche dei rifiuti urbani. NOVEMBRE/DICEMBRE 008
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4 4 FONTI ENERGETICHE Le azioni di sviluppo Dalla possibilità di trasformare le biomasse dedicate e di scarto in energia (biogas) e in fertilizzanti, contribuendo a ridurre l inquinamento, deriva l utilità anche in Italia di: favorire la realizzazione di impianti di biogas negli allevamenti zootecnici. Interessante è l utilizzo del biogas per cogenerazione. Degna di attenzione è anche la possibilità di digerire, assieme agli effluenti zootecnici, le colture energetiche, come mais e sorgo zuccherino, i residui colturali e i sottoprodotti dell agroindustria, aumentando la resa energetica; potenziare e razionalizzare i digestori anaerobici dei fanghi derivanti dalla depurazione di acque reflue civili, favorendo la codigestione anche di liquami zootecnici e scarti organici agroindustriali; attivare progetti di codigestione anaerobica di queste biomasse assieme ai liquami zootecnici e/o ai fanghi di depurazione; visto il crescente problema della collocazione degli scarti di macellazione e gli indirizzi contenuti nel regolamento CE 774/00 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, avviare la codigestione di liquami zootecnici, scarti di macellazione pretrattati e altre biomasse; facilitare l integrazione dei processi anaerobici e aerobici nel trattamento delle biomasse e dei rifiuti organici, sia nella costruzione di nuovi impianti che nel potenziamento di impianti già esistenti quali, per esempio, gli oltre 00 impianti di compostaggio di media e grossa taglia già operanti in Pianura Padana nelle vicinanze dei siti di produzione di scarti organici agroindustriali e di effluenti zootecnici; favorire l utilizzo del biogas, dopo purificazione a metano al 9-98% - l anidride carbonica recuperata è a sua volta FIGURA 6 un gas tecnico richiesto dal mercato -, per autotrazione e immissione nella rete di distribuzione del gas naturale; ciò dovrebbe essere incentivato in particolare nelle Regioni padane dove la rete dei metanodotti è capillarmente diffusa ed è già esteso l uso del metano per autotrazione. Nel corso degli ultimi dieci anni la digestione anaerobica si è diffusa in molti Paesi europei, tra cui anche l Italia. Questi impianti vengono realizzati non solo allo scopo di recuperare energia rinnovabile, il biogas, ma anche per controllare le emissioni maleodoranti e per stabilizzare le biomasse prima del loro utilizzo agronomico. RIPARTIZIONE REGIONALE DEGLI IMPIANTI DI BIOGAS OPERATIVI E/O IN CORSO DI REALIZZAZIONE IN ITALIA (306), A ESCLUSIONE DEGLI IMPIANTI DI RECUPERO DEL BIOGAS DA DISCARICA DEI RIFIUTI URBANI impianti: Effluenti zootecnici + scarti organici + colture energetiche impianti: Fanghi di depurazione civile - 9 impianti: Forsu - impianti: Reflui agro-industriali NOVEMBRE/DICEMBRE 008
5 FONTI ENERGETICHE 4 In Italia la normativa sugli incentivi all autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (certificati verdi) ha suscitato un rinnovato interesse verso gli impianti di biogas. Un ulteriore impulso può venire dall evoluzione della politica ambientale, che riguarda pure il settore della valorizzazione energetica delle biomasse, attivatosi a seguito della Conferenza di Kyoto sulla riduzione dell inquinamento atmosferico da gas serra. Inoltre, possono accentuare l attenzione sul recupero del biogas anche il regolamento CE 774/00 sui sottoprodotti di origine animale, che individua la digestione anaerobica e il compostaggio come i due processi biologici che ne consentono la valorizzazione energetica e il riciclo come fertilizzanti, e la nuova Politica agricola comunitaria (Pac), che incentiva le colture energetiche. Il coincidere di problematiche quali l effetto serra, la valorizzazione degli scarti organici, la richiesta di maggior contributo di energie rinnovabili sta quindi facendo emergere nuove opportunità che il mondo agricolo potrebbe essere interessato a cogliere. In particolare, il settore zootecnico può rappresentare la forza motrice per lo sviluppo su larga scala della digestione anaerobica, come già sta avvenendo in Germania, Danimarca, Svezia e Austria. Gli incentivi in tal senso sono molti: un miglioramento della sostenibilità ambientale degli allevamenti, un integrazione di reddito dall energia verde, una riduzione dei problemi ambientali legati alle emissioni in atmosfera e agli odori, una migliore utilizzazione agronomica degli elementi fertilizzanti presenti nei liquami. Da ciò deriva l utilità di potenziare e di razionalizzare i sistemi che sfruttano processi di co-digestione anaerobica di biomasse di varia natura. Affinché le opportunità possano essere pienamente colte, però, è necessario che la realizzazione di impianti di biogas, l allacciamento alla rete elettrica nazionale e l utilizzazione delle varie matrici sottostiano a procedure autorizzative più chiare e percorribili di quelle attualmente in vigore; inoltre, deve essere assicurato l utilizzo agronomico del digestato anche quando si co-digeriscono liquami zootecnici con colture energetiche e scarti organici selezionati. Importante è anche il contributo che la digestione anaerobica può fornire per l autosostentamento energetico di impianti di trattamento finalizzati alla riduzione del carico azotato dei liquami zootecnici prodotti in Zone Vulnerabili ai sensi della Direttiva Nitrati. Infine, la realizzazione di impianti di biogas può avere buone prospettive se si favorisce l utilizzo del biogas, dopo purificazione a metano al 9-98%, per l autotrazione e l immissione nella rete di distribuzione del gas naturale. * CRPA - Centro Ricerche Produzioni Animali, Reggio Emilia,
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