Vantaggi e criticità dei processi partecipativi
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- Federica Baldi
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1 Vantaggi e criticità dei processi partecipativi
2 Questo materiale didattico è stato realizzato da Formez PA nel Progetto PerformancePA, Ambito A Linea 1, in convenzione con il Dipartimento della Funzione Pubblica, organismo intermedio del Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema (PON GAS), Asse E Capacità istituzionale. Il PON GAS è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo ed è a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Autore: Laura Manconi Creatore: Formez PA Diritti: Dipartimento della Funzione Pubblica Data: Ottobre 2015 Pag. 2
3 Vantaggi e criticità dei processi partecipativi In questa prima lezione del percorso sulla partecipazione vedremo come le pratiche partecipative rientrano all'interno di un modello generale di evoluzione della governance, cioè delle modalità attraverso le quali le istituzioni attuano le proprie politiche. Vedremo anche quando è opportuno attivare un processo decisionale partecipato, quali sono i principali vantaggi e criticità connesse a queste pratiche. Nel ciclo di definizione delle politiche pubbliche, nel modo quindi attraverso il quale la pubblica amministrazione prende le proprie decisioni, sono sempre più frequenti le modalità e gli strumenti attraverso i quali i cittadini sono inclusi all'interno del processo decisionale, possono contribuire in varie forme attraverso diversi livelli di intensità di coinvolgimento al processo decisionale. I processi partecipativi quindi rispondono a un'esigenza della pubblica amministrazione di avere all'interno del processo decisionale tutti i soggetti interessati. Le pratiche partecipative sono nuove modalità quindi di confronto di apertura di cooperazione tra i cittadini e la pubblica amministrazione. L'obiettivo è quello di arrivare ad avere decisioni migliori, più efficaci. Quali sono però i principali vantaggi, quando conviene attivare un processo partecipativo, con quali obiettivi. L'obiettivo principale è quello di migliorare attraverso la collaborazione, la partecipazione dei cittadini, le politiche pubbliche. Un secondo vantaggio è quello di poter consolidare attraverso queste nuove modalità di confronto le relazioni tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Quali sono le occasioni nelle quali conviene, è opportuno attivare dei processi partecipativi. Nei casi per esempio in cui la decisione rischia di produrre degli effetti negativi perché ha un impatto importante sulla vita delle persone. E' questo per esempio il caso degli interventi che riguardano il territorio, i grandi interventi tipo infrastrutturale, decisioni che cambiano in maniera importante la qualità della vita delle persone. In generale è opportuno, si può pensare di attivare delle pratiche partecipative quando non si è in grado di prendere una decisione da soli, quando il tema per la sua complessità, per la sua rilevanza richiede la cooperazione tra il soggetto, l'istituzione che lo propone e i cittadini o in generale tutti i soggetti che all'interno di quel territorio sono interessati da quella decisione. Ci sono poi delle occasioni nelle quali la pubblica amministrazione, perché ha necessità di attuare provvedimenti che richiedono per obblighi derivanti dalla normativa di settore, la Pag. 3
4 partecipazione dei cittadini, perché ha necessità di avere ulteriori informazioni, mancano delle conoscenze specifiche al suo interno, le politiche devono essere co-prodotte perché arrivano delle indicazioni in questo senso, per esempio attraverso le politiche realizzate dall'unione Europea nei diversi stati membri. In tutti questi casi è opportuno anzi è spesso necessario e richiesto dalla normativa attivare delle pratiche di tipo partecipativo. Le esperienze di partecipazione che vengono realizzate in Italia che sono appunto legate o a iniziative autonome da parte di un'amministrazione o derivanti da obblighi di legge non comportano però la delega del potere decisionale. La decisione finale spetta sempre, è sempre in capo all'amministrazione che ha promosso il processo che però attraverso modalità di tipo partecipativo e collaborativo assume un impegno formale nei confronti dei cittadini rispetto agli esiti della consultazione, in che modo i contributi che sono arrivati attraverso il processo di partecipazione verranno utilizzati e considerati ai fini della decisione finale. Quali sono però le criticità, quali sono le occasioni nelle quali non è opportuno attivare un processo partecipativo. In generale in tutti quei casi in cui c'è una scarsa disponibilità al dialogo, manca un esperienza all'interno dell'amministrazione che la propone di gestire progetti di tipo partecipato, lavori di gruppo nei quali si deve avere un'attenzione all'ascolto e al dialogo e in tutti quei casi in cui c'è una resistenza al cambiamento in cui la struttura organizzativa all'interno del soggetto che dovrebbe farsi promotore dell'iniziativa è poco compatibile con le logiche della partecipazione. Può essere critico attivare dei processi partecipativi quando i tempi tecnico istituzionali che occorre rispettare per prendere la decisione, per adottare un progetto, per realizzare un intervento, non sono compatibili con i tempi della partecipazione, che sono tempi medio lunghi e richiedono un'attenta attività di pianificazione. In generale non è opportuno attivare dei processi partecipativi quando c'è una asimmetria informativa, quando il tema oggetto di discussione richiede delle competenze specifiche, quando ci sono in generale dei problemi di comunicazione dovuti alla percezione, a linguaggi diversi tra il soggetto che promuove e gli attori coinvolti. In generale non è opportuno pensare a processi partecipativi quando mancano le risorse e le competenze all'interno dell'organizzazione per intraprendere il percorso e quando non c'è disponibilità verso il coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale. Quando funzionano le pratiche partecipative, quando sono particolarmente efficaci? In tutti Pag. 4
5 quei casi in cui sono chiari i termini della controversia, in tutti quei casi in cui i temi in discussione sono interessanti e comprensibili e vicini ai cittadini. Per questo motivo una delle pratiche partecipative più diffuse e utilizzate è quella dei bilanci partecipativi, una pratica attraverso la quale i cittadini sono chiamati dall ente competente a partecipare nella decisione su come verranno utilizzate le risorse finanziare a disposizione di un territorio. Quali possono essere gli elementi di successo, quelli dei quali tenere conto quando si decide di pianificare un'iniziativa di partecipazione? Il primo elemento è sicuramente avere chiari gli obiettivi e le finalità del processo che si vuole realizzare. Un secondo elemento importante è l'apertura al dialogo, la disponibilità da parte del soggetto che propone, ad ascoltare a porsi in una modalità di dialogo e di relazione con i soggetti sul territorio che sono interessati dal processo partecipativo. Un altro elemento fondamentale del quale occorre tenete conto è avere disponibilità di risorse adeguate, sia finanziarie che umane, per potere progettare, condurre e gestire il processo sino alla presa di decisione finale. Pag. 5
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