Luce e apparecchi illuminanti
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- Romolo Battista Bossi
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1 7 Gli apparecchi illuminanti costituiscono l involucro che contiene la sorgente luminosa hanno la funzione di distribuire il flusso luminoso in maniera opportuna e di proteggere la sorgente stessa. Sono utili inoltre a evitare l abbagliamento. Lezioni di illuminotecnica Luce e apparecchi illuminanti Per indirizzare la luce sfruttano i fenomeni della riflessione, rifrazione e diffusione e sono rispettivamente indicati come: diffusori: hanno come obiettivo diffondere la luce emessa dalle lampade uniformando la luminanza nelle varie direzioni e quindi riducendo anche le possibilità di abbagliamento. Sono realizzati in genere in materiali translucidi. riflettori: orientano secondo direzioni ben determinate la luce emessa dalle sorgenti luminose. Si utilizzano materiali con riflessione di tipo speculare. rifrattori: costituiti da un involucro di materiale trasparente che per rifrazione diffonde la radiazione luminosa. Esempio tipico sono le plafoniere in materiale plastico con superficie composta da piccoli prismi piramidali. riflettori: concentrano il flusso luminoso in un cono più o meno ampio mascherando la sorgente. Orientano secondo direzioni ben determinate la luce emessa dalle sorgenti luminose. Si utilizzano materiali con riflessione di tipo speculare.
2 Riflettori a elevata efficienza rendimento 69,5 % rendimento 81,0 % alluminio ad alta riflettenza PVD (Phisical Vapor Deposition) vernici con elevato potere di diffusione per contenere le luminanze diffusori: hanno come obiettivo diffondere la luce emessa dalle lampade uniformando la luminanza nelle varie direzioni e quindi riducendo anche le possibilità di abbagliamento. Sono realizzati in genere in materiali traslucidi. Scelta degli apparecchi illuminanti Fra le principali caratteristiche utili per la scelta del tipo di apparecchio illuminante: rifrattori: costituiti da un involucro di materiale trasparente che per rifrazione diffonde la radiazione luminosa. Esempio tipico sono le plafoniere in materiale plastico con superficie composta da piccoli prismi piramidali. Curva fotometrica: che descrive le caratteristiche illuminotecniche dell apparecchio Rendimento ottico: che descrive le caratteristiche ottiche dell apparecchio Indice di protezione: rispetto ai contatti accidentali e alla penetrazione al loro interno di polvere e umidità Intensità luminosa massima Imax: valore massimo dell intensità tra quelle nelle diverse direzioni del fascio emesso dall apparecchio. E espressa in candele e riferita a un flusso luminoso di 1000 lm Apertura del fascio luminoso: il fascio può essere più o meno ampio in funzione del tipo di sistema ottico adottato e della posizione della sorgente.
3 Curva fotometrica Gli apparecchi si possono scegliere osservando le curve fornite dalle case costruttrici che descrivono, su un piano, la distribuzione dell intensità luminosa. Le curve sono di solito rappresentate sotto forma di diagrammi polari. I diagrammi polari sono dei grafici riportati su una porzione di piano, con un centro (l'origine), e un asse di riferimento che parte dal centro. Qualsiasi punto del piano può essere individuato semplicemente indicando l'angolo rispetto all'asse di riferimento e la distanza dall'origine. Per facilitare la lettura di queste misure, di solito sui diagrammi polari vengono riportati dei cerchi concentrici attorno all'origine e dei raggi uscenti dall'origine che dividono il piano in spicchi. La curva fotometrica non è altro che una sezione del solido fotometrico. Solido di emissione Il modo di distribuire la luce nello spazio viene descritto dal solido di emissione. Indica l intensità di emissione nelle diverse direzioni. E possibile utilizzare una rappresentazione sul piano dell emissione. A seconda della simmetria si utilizzeranno uno o più piani. Diagrammi polari
4 Apertura del fascio Descrive quanto concentrato è il fascio di luce prodotto dall apparecchio. E l angolo entro il quale l intensità si riduce al 50% del suo massimo in genere rilevato lungo l asse. In alcuni casi si utilizza la riduzione fino al 10%. Si parla di lampade spot con apertura fino a 20, lampade flood con aperture maggiore di 40 Tipologie di illuminazione Tipologie di illuminazione Distribuzione del flusso luminoso categorie di emissione % di lumen diretti verso l alto (verso il soffitto) % di lumens diretti verso il basso (sul piano di lavoro) diffusa semi-indiretta diretta semi-diretta indiretta
5 Apparecchi e curve, curve e spettro
6 L'intensità si misura in candele: dunque le curve servono per leggere dei valori in candele. Molto spesso, tuttavia, le curve non vengono espresse in valore assoluto, ma in candele/ klumen. Le curve espresse in cd/klm (candele per kilolumen), esprimono quante candele vengono emesse per ogni 1000 lumen di flusso della lampada. Per ottenere il valore assoluto bisogna moltiplicare il valore letto sulla curva per il flusso della lampada diviso Esempio: Lampada utilizzata = 5400 lm Valore letto sulla curva = 250 cd/klm Valore assoluto reale = 250 x (5400/1000) = 250 x 5,4 = 1350 cd L'unità di misura adoperata (cd oppure cd/klm) è sempre riportata sui grafici delle curve: occorre fare molta attenzione a non confondere e non confrontare valori assoluti (cd) con valori relativi (cd/klm). Alcuni produttori Guzzini Knobel AG Osram Philips Regent Targetti Tulux Viabizzuno Zumtobel Gli impianti e le sorgenti artificiali di luce Gli impianti di illuminazione servono a sopperire alla carenza di illuminamento naturale trasformando energia elettrica in luce. E possibile individuare 4 tipi di componenti che determinano le prestazioni dell impianto: la lampada: preposta alla conversione di energia elettrica in flusso luminoso l apparecchio illuminante: ha la funzione di distribuire tale flusso in maniera opportuna e di proteggere la lampada stessa Gli elementi meccanici di sostegno o di ancoraggio del sistema La rete di distribuzione dell energia elettrica comprendente quadri elettrici, comandi, gestione e controllo Prandina
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