- 7 - ATTIVITA OPERATIVA
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- Luigi Valeri
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1 - 7 - ATTIVITA OPERATIVA Nel 2016 sono state arrestate 1106 persone (tra cui 7 latitanti comuni, 1 inserito nell elenco dei latitanti di massima pericolosità - FAZZALARI Ernesto - e 1 inserito nell elenco dei latitanti pericolosi PELLE Antonio) e denunciate in stato di libertà altre 4061 persone. Riguardo il contrasto alla coltivazione illegale della canapa indiana le operazioni di servizio hanno permesso di: rinvenire 52 piantagioni per un totale di piante di cannabis, arrestare 48 persone in flagranza di reato e segnalarne 10 a piede libero. Nell ambito dell attività di aggressione dei patrimoni illeciti, nell anno 2016 sono stati eseguiti sequestri e/o confische di beni per un valore complessivo di 127,5 milioni di euro. Significativi sono stati i risultati ottenuti con le indagini concluse: SAGGIO COMPAGNO 2, ACERO BIS, REGGIOLAND, COLOMBIANI D ASPROMONTE, GUARDIANO, BADGE EXPRESS, REGHION, MAMMASANTISSIMA, REALE 6, RICATTO, VELENO, CONFINE 2, IONIO-TIRRENO SEX, NEXUM, LEX, SANSONE, ECOSISTEMA. I provvedimenti restrittivi scaturiti dalle varie attività investigative condotte dai reparti dell Arma dei Carabinieri, coordinati dalla D.D.A. di Reggio Calabria, hanno permesso di confermare e rafforzare le risultanze dell operazione CRIMINE che ha delineato l esistenza della organizzazione ndrangheta avente base strategica nella provincia di Reggio Calabria, con attive ramificazioni sia nel nord Italia, in particolare in Lombardia, sia all estero, dove è stato replicato il modello organizzativo calabrese da parte di
2 - 8 - quelle articolazioni che risultano dipendenti dai vertici decisionali presenti nel territorio reggino e che costituiscono centro propulsore dell intero sodalizio mafioso. L organizzazione ricomprende un vertice, denominato Provincia, riferimento dei responsabili dei tre Mandamenti (Tirrenico, del Centro e Jonico), all interno dei quali risultano operative le Locali di ndrangheta, organizzate sempre su base territoriale. L ordine gerarchico all interno della struttura mafiosa, che garantisce alle singole cosche anche ampi margini di autonomia, è assicurato dai tradizionali gradi e cariche operative nei diversi livelli dell organizzazione. Le attività illecite sono riconducibili a tre filoni principali: le strutture e l operatività dell organizzazione mafiosa, l illecito arricchimento e il riciclaggio di denaro e il condizionamento della vita economico-imprenditoriale nei territori di riferimento. L attualità investigativa conferma la struttura unitaria e della ndrangheta e l operatività di organismi di vertice.
3 - 9 - OPERAZIONI DI RILIEVO L anno 2016 scandito mese per mese dalle operazioni di servizio dell Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria impegnati a tutto campo contro la criminalità Presso le Case Circondariali di Reggio Calabria, Palmi, Vibo Valentia, Torino e Voghera, i Carabinieri notificavano l ordinanza applicativa di provvedimento coercitivo, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria - Ufficio del G.I.P., a carico di 29 persone. L autorità giudiziaria, concordando con le risultanze investigative raccolte dalla Compagnia di Taurianova e che già avevano dato luogo al decreto di fermo di indiziato di delitto eseguito il , emetteva un provvedimento restrittivo ritenendo i soggetti appartenenti ad un sodalizio mafioso dedito alle estorsioni e alla compravendita di armi e droga. Contestualmente veniva eseguito un decreto di sequestro preventivo inerente beni immobili, rapporti bancari, quote societarie ed attività commerciali appartenenti a cinque indagati (Operazione SAGGIO COMPAGNO - SEGUITO ) In San Luca (RC), i Carabinieri davano esecuzione al decreto, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di STRANGIO Francesco, nato a Locri (RC) il , residente a San Luca, ritenuto contiguo alla ndrina STRANGIO alias Barbaro e GIAMPAOLO alias Russello, con cui veniva disposto il sequestro e la confisca di un autovettura. La richiesta di emissione del provvedimento trae origine dalla pericolosità sociale dello STRANGIO e dalla sproporzione emersa tra i redditi dichiarati dallo stesso e dalla moglie ed il relativo tenore di vita Nell ambito della provincia di Reggio Calabria e di quelle di Verbania, Vibo Valentia, Cosenza, Catanzaro, Firenze e Chieti, i Carabinieri traevano in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione G.I.P. - G.U.P., 18 persone appartenenti e contigue alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata locale di Cinquefrondi, composta dalle cosche LADINI, PETULLA e FORIGLIO, operante prevalentemente in Cinquefrondi (RC)
4 ed Anoia (RC) e con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale, ritenute responsabili di associazione a delinquere di tipo mafioso, finalizzata principalmente al traffico di armi e di sostanze stupefacenti, nonché dei reati estorsione, detenzione abusiva di armi, ricettazione, favoreggiamento personale, danneggiamento seguito da incendio, introduzione di monete falsificate, detenzione di sostanze stupefacenti, nonché violazioni delle disposizioni per il controllo delle armi, tutti aggravati dal metodo mafioso (Operazione SAGGIO COMPAGNO 2 ) In Roccella Jonica (RC), i Carabinieri procedevano al sequestro, in esecuzione di decreto applicativo di misura di prevenzione patrimoniale emesso dalla Sezione Penale - Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di FRASCA Domenico, nato a Roccella Jonica (RC) il , ivi residente, ritenuto contiguo alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca MAZZAFERRO, operante nel comune di Gioiosa Jonica. Il provvedimento, scaturito da una proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sulla scorta delle risultanze investigative acquisite dall Arma che hanno consentito di accertare illecite accumulazioni patrimoniali, riguarda beni per un valore complessivo di circa ,00 di euro, consistenti in 3 unità immobiliari, 3 società operanti nella settore dell edilizia, 3 veicoli industriali, 1 motociclo, svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari, polizze assicurative In Sant Ilario dello Jonio (RC), i Carabinieri procedevano al sequestro ai fini di confisca, in esecuzione di ordinanza emessa dalla Seconda Sezione Penale della Corte di Appello di Reggio Calabria, nei confronti di STRANGIO Antonio, nato a San Luca (RC) il , ivi residente, ritenuto appartenente alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca STRANGIO alias jancu, operante nel comune di San Luca (RC). Il provvedimento, scaturito dalle risultanze investigative patrimoniali dell Arma, riguarda un unità immobiliare ubicata in Sant Ilario dello Jonio (RC) del valore stimato in euro ,00 circa In Taurianova (RC), i Carabinieri procedevano al sequestro, in esecuzione di decreto applicativo di misura di prevenzione
5 patrimoniale emesso dalla Sezione Penale - Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di MAIO Michele, nato a Taurianova (RC) il , ivi residente, ritenuto appartenente alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca MAIO, operante nella frazione San Martino del comune di Taurianova (RC). Il provvedimento, scaturito da una proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sulla scorta delle risultanze investigative patrimoniali acquisite dall Arma che hanno consentito accertare illecite accumulazioni patrimoniali, riguarda beni per un valore complessivo di circa ,00 euro, consistenti in 2 unità immobiliari, 1 società operante nel commercio al dettaglio di carni, svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari, polizze assicurative In Gioiosa Ionica (RC), i Carabinieri eseguivano il decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 6 indagati, organici alla locale della ndrangheta di Gioiosa Jonica e zone limitrofe, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura ed esercizio abusivo del credito, con l aggravante del metodo mafioso. Analogo provvedimento veniva eseguito dalla locale Guardia di Finanza nei confronti di ulteriori 28 indagati residenti nei comuni di Siderno e Gioiosa Ionica, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di estorsione, usura e esercizio abusivo del credito, con l aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento di fermo si basa sui riscontri effettuati dal ROS in ordine alle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia concernenti la struttura della ndrangheta di Gioiosa Ionica (RC), che hanno corroborato le autonome risultanze investigative della G.D.F. di Locri riguardanti un vasto giro di usura, in parte riconducibile al citato sodalizio mafioso, emerso a seguito della denuncia di un imprenditore di gioiosa jonica, vittima di usura e divenuto testimone di giustizia (Operazione ACERO BIS - TYPOGRAPHIC ) In Reggio Calabria, Palmi (RC) e Gioiosa Jonica (RC), i Carabinieri davano esecuzione alle ordinanze di non convalida di fermo e contestuale applicazione della misura cautelare di custodia in carcere, emessi dall Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Locri (RC),
6 nei confronti di 6 persone già sottoposte a fermo di indiziato di delitto il (Operazione ACERO BIS - seguito ) In Reggio Calabria, i Carabinieri eseguivano un ordinanza di applicazione di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, a carico di 7 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, esercizio di una casa di prostituzione e altre condotte di sfruttamento e favoreggiamento. Il provvedimento discende dalle risultanze investigative emerse nel corso di una laboriosa attività d indagine che ha consentito di individuare la costituzione e l organizzazione di un associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nonché alla gestione di una casa di prostituzione ubicata in questa via Reggio Campi II Tronco, sede di un circolo privato denominato REGGIOLAND, privo di autorizzazioni comunali, ove si consumavano le prestazioni sessuali a pagamento. Contestualmente, venivano notificati 5 provvedimenti di obbligo di presentazione alla P.G. (Operazione REGGIOLAND ) In Taurianova (RC) e Oppido Mamertina (RC), i carabinieri eseguivano un sequestro di beni, in esecuzione di decreto applicativo misura di prevenzione patrimoniale, emesso dalla Sezione Penale - Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti degli eredi di MERLINO Gaetano, nato a Taurianova (RC) il , deceduto, in vita ritenuto - all esito dell operazione TUTTO IN FAMIGLIA - appartenente alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca MAIO, operante nella frazione San Martino del comune di Taurianova (RC). Il provvedimento, scaturito da una proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sulla scorta delle risultanze investigative patrimoniali di quest Arma che hanno consentito di accertare illecite accumulazioni patrimoniali, ha riguardato beni per un valore complessivo di circa ,00 euro, consistenti in 2 terreni ubicati in Taurianova (RC) e Oppido Mamertina (RC), svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari, polizze assicurative In Roccella Jonica (RC), i Carabinieri procedevano al sequestro, in esecuzione di decreto applicativo di misura di prevenzione patrimoniale emesso dalla Sezione Penale - Misure di Prevenzione
7 del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di FRASCA Domenico, nato a Roccella Jonica (RC) il , ivi residente, ritenuto contiguo alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca MAZZAFERRO, operante nel comune di Gioiosa Jonica. Il provvedimento, scaturito dalle ulteriori indagini patrimoniali svolte dall Arma a carico del FRASCA, già destinatario del sequestro eseguito il , riguarda beni per un valore complessivo di circa ,00 euro, consistenti in 1 società operante nel settore edile e relativo patrimonio aziendale, 2 terreni siti in Roccella Jonica (RC), 2 conti correnti intestati alla società in sequestro In provincia di Reggio Calabria e Vibo Valentia, i Carabinieri eseguivano i provvedimenti cautelari, emessi dall Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria (RC), nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell operazione denominata convenzionalmente ACERO-BIS. Analogo provvedimento veniva eseguito dalla Guardia di Finanza del Gruppo di Locri (RC) nei confronti di ulteriori 22 indagati. Tutti i destinatari dei provvedimenti restrittivi sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura ed esercizio abusivo del credito, con l aggravante del metodo mafioso (Operazione ACERO BIS - TYPOGRAPHIC - SEGUITO ) In Taurianova (RC), Varapodio (RC) e Rizziconi (RC), i Carabinieri procedevano al sequestro, in esecuzione di decreto applicativo di misura di prevenzione patrimoniale emesso dalla Sezione Penale - Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di PANUCCIO Giuseppe, nato a Taurianova (RC) il , ivi residente, ritenuto appartenente alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca MAIO, operante nella frazione San Martino del comune di Taurianova (RC). Il provvedimento, scaturito da una proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sulla scorta delle risultanze investigative patrimoniali acquisite dall Arma che hanno consentito di accertare illecite accumulazioni patrimoniali, riguarda beni per un valore complessivo di circa ,00 euro, consistenti in 9 tra unità immobiliari e terreni ubicati in Taurianova (RC), Varapodio (RC) e Rizziconi (RC), 1 impresa operante nella coltivazione di agrumi, svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari, polizze assicurative.
8 In questa provincia, i Carabinieri eseguivano due ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Tribunale di Locri - Ufficio G.I.P. e dal Tribunale di Palmi - Ufficio G.I.P., a carico di complessive 27 persone (di cui 4 sottoposti all obbligo di presentazione alla P.G.), ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di detenzione, porto e traffico di armi clandestine, traffico illecito di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina e marijuana nonché di furti venatori e caccia di frodo. E stato notificato contestualmente un avviso di conclusione delle indagini (ex art. 415 bis c.p.p.), emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, nei confronti di 3 soggetti minorenni indagati per analoghi reati. L operazione concretizza le investigazioni, avviate dal settembre 2013 dai militari della dipendente Compagnia di Bianco, per contrastare le citate attività illecite, che hanno già consentito di trarre in arresto in flagranza di reato 15 persone e sequestrare ingenti quantitativi di armi e sostanze stupefacenti (Operazione COLOMBIANI D ASPROMONTE ) In Ardore (RC), i Carabinieri davano esecuzione al decreto di sequestro beni, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di VARACALLI Giuseppe, nato ad Ardore il , ivi residente, condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso, con cui veniva disposto il sequestro di un autovettura, conti correnti, buoni fruttiferi, libretti di deposito, polizze di investimento, dossier titoli per un valore complessivo di oltre ,00. La richiesta del provvedimento trae origine dalla pericolosità sociale del VARACALLI e dalla sproporzione emersa tra i redditi dichiarati dallo stesso, dalla moglie e dal nucleo familiare ed il relativo tenore di vita A conclusione dell attività investigativa sugli illeciti percepimenti di erogazioni comunitarie, i Carabinieri davano esecuzione a decreto di sequestro preventivo per equivalente, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palmi (RC), nei confronti di due indagati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, poiché presentavano ad AG.E.A. (AGenzia per le Erogazioni in Agricoltura), domande uniche di pagamento su superfici in realtà condotte da altra persona ed abbinando tali terreni a titoli ottenuti fraudolentemente attraverso una fittizia ed inesistente produzione
9 di olio, sottoponendo a sequestro conti correnti, depositi titoli, beni immobili siti in Polistena e Cinquefrondi per un valore complessivo di ,36, nonché di 12 titoli AG.E.A. del valore di , In Sinopoli (RC), San Procopio (RC) e Lanciano (CH), i Carabinieri davano esecuzione a ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione G.I.P. - G.U.P., a carico di 4 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso - cosca ALVARO di Sinopoli ramo carni i cani - ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento restrittivo scaturisce da articolata attività d indagine che ha permesso, attraverso l acquisizione di puntuali riscontri alle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia e da alcune vittime di attività estorsive, di far luce sul sistema della guardiania nei confronti di proprietari terrieri, in alcuni casi costretti anche a vendere i propri fondi a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato. Nella circostanza, sono stati sottoposti a sequestro preventivo i fondi illecitamente sottratti, ritenuti prodotto di attività estorsiva, per una superficie complessiva di oltre 55 ettari e un valore stimato di ,00 circa (Operazione GUARDIANO ) In Reggio Calabria e Motta San Giovanni (RC), i Carabinieri procedevano al sequestro di beni, in esecuzione di decreto emesso dalla Corte d Appello - Prima Sezione Penale di Reggio Calabria, nei confronti di FRANCO Giovanni, nato a Reggio Calabria il , e relativo nucleo familiare, tra cui il figlio Paolo, nato a Reggio Calabria il I predetti, ritenuti appartenenti alla locale di ndrangheta operante nella frazione Pellaro di Reggio Calabria, sono stati entrambi tratti in arresto, il , per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti nell ambito dell operazione c.d. Chalonero, inoltre, FRANCO Paolo è stato sottoposto, il u.s. nell ambito dell operazione c.d. Antibes, a fermo di indiziato del delitto per associazione di tipo mafioso. Il provvedimento, scaturito dalle risultanze investigative patrimoniali dell Arma che hanno consentito accertare illecite accumulazioni patrimoniali, riguarda beni per un valore complessivo di circa ,00 euro, consistenti in quote della società Lido Sogno - s.a.s. di Paolo Franco, quote della società Fratelli Franco Group - Società
10 Cooperativa Agricola, impresa individuale Franco Demetrio (bar), prodotti finanziari riconducibili ai patrimoni aziendali In Rosarno (RC), i Carabinieri procedevano al sequestro, in esecuzione di decreto applicativo di misura di prevenzione patrimoniale emesso dalla Sezione Penale - Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di CACCIOLA Domenico, nato a Rosarno (RC) il , ivi residente, ritenuto appartenente alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca CACCIOLA operante in Rosarno (RC), e del relativo nucleo familiare. Il provvedimento, scaturito da una proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sulla scorta delle risultanze investigative patrimoniali acquisite dall Arma che hanno consentito di accertare illecite accumulazioni patrimoniali, riguarda beni per un valore complessivo di circa ,00 euro, consistenti in 2 fabbricati e 2 terreni ubicati in Rosarno (RC), svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari, polizze assicurative riconducibili In Melito di Porto Salvo (RC) e Montebello Jonico (RC), i Carabinieri davano esecuzione a decreto applicativo di misura di prevenzione patrimoniale, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione, a carico di MINNITI Fortunato, nato a Reggio di Calabria il , residente a Montebello Jonico - frazione Saline, sottoponendo a sequestro beni per un valore complessivo di ,00, consistenti in un fabbricato sito a Melito di Porto Salvo, conto corrente e deposito a risparmio, accesi presso le Poste Italiane. Il provvedimento veniva emesso in seguito a proposta avanzata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sulla scorta delle risultanze investigative patrimoniali condotte dall Arma, che accertavano la sproporzione fra reddito dichiarato e patrimonio In Molochio (RC) frazione Monte Trepitò, i Carabinieri, in esecuzione di ordine di carcerazione a seguito di condanna all ergastolo per i reati di associazione di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione abusiva di armi ed altro, traevano in arresto FAZZALARI Ernesto, nato a Taurianova (RC) il , ritenuto elemento di vertice della omonima articolazione territoriale della ndrangheta operante prevalentemente in Taurianova, Amato e San Martino di Taurianova e con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale,
11 latitante di massima pericolosità inserito nel programma speciale di ricerca, irreperibile dal giugno Il prevenuto, all esito di attività d indagine, veniva individuato all interno di un abitazione in complesso di caseggiati a ridosso di impervia area aspromontana. A seguito di perquisizione veniva rinvenuta una pistola beretta, con matricola punzonata, in ottimo stato e perfettamente efficiente, due caricatori e complessivi 19 proiettili. Nel medesimo contesto veniva altresì tratta in arresto ZAGARI Rosa, nata a Taurianova (RC) il , in flagranza dei reati di procurata inosservanza di pena, detenzione illegale di armi e ricettazione in concorso In Palmi (RC), Oppido Mamertina (RC), Varapodio (RC), Taurianova (RC) e Rimini (RN), i Carabinieri davano esecuzione all ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi, nei confronti di 24 soggetti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di concorso in false attestazioni, con modalità fraudolenta, della presenza in servizio e truffa aggravata e continuata in danno dell Ente Pubblico di appartenenza, nello specifico il Comune di Oppido Mamertina. In particolare, l attività investigativa, supportata da attività tecniche e di riscontro, consentiva di acclarare come gli stessi facessero risultare fittiziamente, mediante artifizi e raggiri (consistiti nella fraudolenta timbratura dei cartellini delle presenze giornaliere), la loro presenza nei rispettivi uffici senza che di fatto fossero effettivamente presenti (Operazione BADGE EXPRESS ) In Reggio Calabria, Roma, Milano, Brescia e Crotone, i Carabinieri davano esecuzione a provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 10 soggetti indagati a vario titolo per concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata, corruzione per un atto contrario ai doveri d ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini permettevano di acclarare l esistenza di un comitato d affari capace di gestire la macchina amministrativa comunale nell interesse della ndrangheta, che riusciva ad orientare, aggirando ed eludendo la normativa antimafia, la concessione di appalti multimilionari in favore di holding imprenditoriali riconducibili alla ndrangheta. Contestualmente si
12 procedeva al sequestro preventivo di 15 società, con relativo patrimonio aziendale o quote societarie, e di due esercizi pubblici ritenuti riconducibili ad alcuni degli indagati, per un valore economico complessivo stimato in circa (Operazione REGHION ) In Reggio Calabria, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale davano esecuzione ad una ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 5 soggetti tutti ritenuti responsabili a vario titolo del delitto di partecipazione all associazione mafiosa unitaria denominata ndrangheta: - DE STEFANO Giorgio, nato a Reggio Calabria il , avvocato, già detenuto per altra causa; - ROMEO Paolo, nato a Reggio Calabria il , avvocato, già detenuto per altra causa; - SARRA Alberto, nato a Reggio Calabria il , ex Consigliere e Assessore della Regione Calabria, avvocato; - CHIRICO Francesco, nato a Pace del Mela (ME) il , ex funzionario del Comune di Reggio Calabria e della Regione Calabria; - CARIDI Antonio Stefano, nato a Reggio Calabria il , senatore in quota al gruppo Grandi Autonomie e Libertà, membro delle Commissioni Parlamentari per l Industria, Commercio, Turismo e per le Questioni Regionali. Il provvedimento cautelare costituiva l esito di un articolato impegno investigativo condotto dal R.O.S. - in prosecuzione di pregresse acquisizioni investigative e giudiziarie - finalizzato a completare la ricostruzione della struttura della ndrangheta nelle sue componenti soggettive ed oggettive apicali, nonché a definire le modalità di interazione dell organizzazione sia con ambiti della società civile - con particolare riferimento alle infiltrazioni/condizionamenti di pubblica amministrazione, economia e politica - che con le altre similari strutture mafiose. Le complesse indagini permettevano di stabilire, per la prima volta e novellando le pregresse conoscenze, che la ndrangheta si è dotata di un apparato criminale caratterizzato dalla presenza di una struttura direttiva occulta - ideata dagli esponenti della cosca DE STEFANO di Reggio Calabria - definita SANTA, di cui fanno stabilmente parte, quali componenti apicali, gli arrestati.
13 Dagli approfondimenti eseguiti sul fronte politico, emergeva che gli arrestati avevano avuto un ruolo determinante per la elezione del Sindaco del capoluogo e del Presidente della Provincia di Reggio Calabria, nonché nella formazione dei rispettivi organi di governo secondo un programma che, oltre a garantire loro il potere di interferire sul regolare funzionamento dei due enti, prevedeva - in chiave prospettica - anche l infiltrazione degli organi di governo regionale sino al Parlamento Nazionale ed Europeo (Operazione MAMMA SANTISSIMA ) e Il , in Reggio Calabria, i Carabinieri davano esecuzione a ordinanze di applicazione misure cautelari, emesse dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione G.I.P. - G.U.P., nei confronti di 8 soggetti già sottoposti a Fermo del P.M. in data Il , in San Ferdinando (RC) e Anzio (RM), i Carabinieri davano esecuzione a ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione G.I.P., a seguito di trasmissione atti per incompetenza territoriale dai Tribunali di Palmi (RC) e Velletri (RM), nei confronti di due soggetti già sottoposti a Fermo del P.M. in data I predetti risultano indagati, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata, corruzione per un atto contrario ai doveri d ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata dal metodo mafioso (Operazione REGHION ) In provincia di Reggio Calabria, Viterbo e Vibo Valentia, i Carabinieri del Reparto Anticrimine e del Comando Provinciale, unitamente al GICO della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, davano esecuzione - in prosecuzione delle operazioni REALE 1, 3 e 6 - ad un ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di: - ARENA Domenico, nato a Rosarno (RC) il , ivi residente; - PESCE Vincenzo, nato a Rosarno (RC) il , già detenuto presso la Casa Circondariale di Viterbo per altra causa; - STRANGIO Francesco, nato a San Luca il , già detenuto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia per altra causa.
14 I primi due esponenti di vertice dell articolazione territoriale della ndrangheta denominata cosca PESCE ed il terzo di quella denominata STRANGIO jancu, rispettivamente operanti in Rosarno (RC) e San Luca (RC). L attività investigativa consentiva di accertare che, in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria del 28 e 29 marzo 2010, il politico Santi ZAPPALA, nato a Bagnara Calabra (RC) il , in cambio della promessa di voti di cui all art. 416 ter CP, aveva erogato la somma di oltre che alle cosche BARBARO di Platì (RC), COMMISSO di Siderno (RC), GRECO di Calanna (RC), Gallico di Palmi (RC) e BELLOCCO/CACCIOLA di Rosarno (RC) - anche in favore delle indicate cosche PESCE e STRANGIO jancu (Operazione REALE 6 ) In Messina, Reggio di Calabria e Melito di Porto Salvo (RC), i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo davano esecuzione alle ordinanze di applicazione di misura cautelare emesse dal Tribunale - Sezione G.I.P. di Reggio Calabria e dal Tribunale per i Minorenni - Sezione G.I.P. di Reggio Calabria, a carico di 8 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di favoreggiamento personale, lesioni personali aggravate, detenzione di materiale pedopornografico, atti sessuali con minore, violenza sessuale di gruppo, atti persecutori. Le indagini permettevano di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei prefati che, tra l ottobre 2013 ed il marzo 2015, in più circostanze, avrebbero abusato di una ragazza infraquattordicenne dietro minaccia di divulgare materiale pedopornografico che la riguardava, nonché di possibili ritorsioni nei confronti suoi e dei familiari (Operazione RICATTO ) In Seminara (RC), frazione S. Anna, i Carabinieri della Compagni di Palmi, collaborati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, traevano in arresto PELLE Antonio cl. 1988, residente in Benestare (RC), ricercato inserito nell elenco dei latitanti pericolosi, ritenuto elemento di vertice della omonima articolazione territoriale della ndrangheta operante nella provincia di Reggio Calabria. PELLE era latitante dal maggio 2012 allorquando si sottraeva all ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma - Ufficio G.I.P. per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, inoltre sul conto veniva emesso mandato di cattura ambito Schengen per gli stessi fatti reato e un ulteriore ordinanza di custodia cautelare
15 in carcere emessa nel gennaio 2015 dal Tribunale di Roma - Ufficio G.I.P. per violazioni della normativa sugli stupefacenti. Nel medesimo contesto veniva altresì tratto in arresto, per il reato di favoreggiamento personale, PENNA Antonino cl. 1968, residente in Genova, proprietario dell abitazione ove dimorava il latitante In Crema (CR), Montecatini Terme (PT) e Firenze, i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro (RC) davano esecuzione all ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione G.I.P., a carico di tre persone ritenute responsabili, in concorso tra loro, di reiterati atti persecutori e continue richieste estorsive, aggravate dalla metodologia mafiosa, nei confronti del titolare di una farmacia di Rosarno (Operazione VELENO ) Nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Roma e Firenze, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri, coadiuvati dallo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Calabria e dall 8 N.E.C. di Vibo Valentia, in esecuzione dell ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, traevano in arresto 14 persone appartenenti alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca RUGA, attiva a Monasterace (RC) e comuni limitrofi, tutti indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, omicidio in concorso, favoreggiamento personale in concorso, intestazione fittizia di beni, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi in concorso, violenza privata e danneggiamento in concorso, rapina, lesioni personali in concorso, spaccio di stupefacenti. L indagine consentiva di documentare l organigramma della citata cosca RUGA, individuandone l esponente di vertice in RUGA Giuseppe Cosimo cl. 1951, fare emergere la violenza criminale del sodalizio ed il grado di assoggettamento e sottomissione in cui si trovava a vivere la popolazione del luogo, accertare come la suddetta organizzazione criminale fosse particolarmente attiva nel campo delle estorsioni in danno di persone del posto, anche attraverso la commissione di delitti contro il patrimonio e la persona, nonché nell attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina. Nel medesimo contesto veniva sottoposta a sequestro preventivo un attività commerciale con relativo patrimonio aziendale, per un
16 valore economico stimato in circa ,00 euro (Operazione CONFINE 2 ) In Gioia Tauro (RC), i Carabinieri delle Compagnie di Gioia Tauro e Bianco, in esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in regime domiciliare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Palmi, traevano in arresto 5 persone ritenute responsabili, a vario di titolo, dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e gestione di casa di lenocinio. L attività d indagine consentiva di documentare l esistenza di un collaudato sistema di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione attraverso la gestione di quattro immobili, adibiti a case di prostituzione, dove venivano fatte ruotare un consistente numero di persone dedite al meretricio. Nel medesimo contesto si procedeva altresì al sequestro preventivo di 4 appartamenti, per un valore complessivo stimato di circa euro ,00 (Operazione IONIO-TIRRENO SEX ) In Melito di Porto Salvo (RC), San Lorenzo (RC), Lomazzo (CO) e Guidonia Montecelio (RM), i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, in esecuzione al provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sottoponevano a fermo di indiziato di delitto 5 persone ritenute responsabili di concorso in associazione di tipo mafioso, estorsione. Le indagini permettevano di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei prefati che, appartenenti e/o contermini alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca PAVIGLIANITI egemone nei comuni di Bagaladi (RC), San Lorenzo e Condofuri (RC), con ramificazioni nel comasco, avvalendosi del metodo mafioso e della forza intimidatrice da questo derivante, avrebbero posto in essere diverse estorsioni e tentativi di estorsione ai danni di un azienda attiva nel settore della grande distribuzione di alimentari ed uno stabilimento balneare, siti nella frazione Marina del comune di San Lorenzo (Operazione NEXUM ) In Reggio Calabria (RC), i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Reggio Calabria eseguivano un decreto di sequestro, emesso dalla Sezione Penale - Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di SGRÒ Francesco cl. 1966, ritenuto appartenente alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca SERRAINO
17 operante in Reggio Calabria. Il provvedimento, scaturito da una proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria sulla scorta delle risultanze investigative patrimoniali di quest Arma che consentivano di accertare illecite accumulazioni patrimoniali per un valore complessivo di circa ,00 euro, consistenti in una unità immobiliare ad uso abitativo e svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari, polizze assicurative Nella provincia di Reggio Calabria ed in quelle di Roma, Milano, Vibo Valentia, Cagliari, Pavia, Como, Monza-Brianza e Varese, i Carabinieri della Compagnia di Gioia tauro, collaborati dallo Squadrone Cacciatori Calabria, dalla Compagnia Speciale e dal Nucleo Cinofili del GOC di Vibo Valentia, nonché dall 8 Elinucleo, sottoponevano a fermo di indiziato di delitto, in esecuzione al decreto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria - Direzione Distrettuale Antimafia, 41 persone appartenenti e contigue alla ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata locale di Laureana di Borrello, composta dalle cosche CHINDAMO - FERRENTINO e LAMARI operante prevalentemente in Laureana di Borrello (RC) e comuni limitrofi, con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale, ritenute responsabili di associazione di tipo mafioso, finalizzata principalmente al traffico di sostanze stupefacenti, nonché dei reati concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di diverse armi da fuoco anche da guerra e clandestine, concorso in intestazione fittizia di beni, concorso in reati in materia di sostanze stupefacenti, concorso in danneggiamenti, concorso in estorsione, frode sportiva, tutti aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, che si sono avvalse anche delle propalazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, consentivano di delineare gli assetti dell organizzazione criminale nonché di acclarare l appartenenza degli indagati, anche con ruoli di vertice, ricostruire l attività della cosca che, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, era finalizzata al controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona mediante il compimento di una serie indeterminata di delitti in materia di armi, contro il patrimonio, la vita e l incolumità individuale, in materia di commercio di sostanze stupefacenti, documentare i condizionamenti dell ordinario andamento delle
18 istituzioni comunali, provare la plurima intestazione fittizia di numerose attività commerciali, accertare l infiltrazione della famiglia LAMARI nella gestione della Polisportiva Laureanese inserita nel campionato di promozione, girone B, con episodi di combine dei risultati di almeno due incontri di calcio. Contestualmente veniva eseguito il sequestro preventivo di beni immobili e attività imprenditoriali riconducibili ad alcuni degli indagati per un valore stimato di oltre 30 milioni di euro (Operazione LEX ) Nell ambito della provincia di Reggio Calabria, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale, collaborati dallo Squadrone Cacciatori Calabria e 8 Elinucleo, sottoponevano a fermo di indiziato di delitto, in esecuzione al decreto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria - Direzione Distrettuale Antimafia, 26 persone appartenenti e contigue alla organizzazione mafiosa unitaria ndrangheta nelle articolazioni territoriali denominate cosca CONDELLO operante in Reggio Calabria ed in altre parti del territorio nazionale, cosca BUDA - IMERTI, collegata alla predetta cosca CONDELLO, operante in Villa S.Giovanni (RC) e Fiumara (RC) ed in altre parti del territorio nazionale, cosca ZITO - BERTUCA operante in Villa S.Giovanni (RC) e Fiumara (RC) ed in altre parti del territorio nazionale, cosca GARONFALO operante in Campo Calabro (RC) ed in altre parti del territorio nazionale, ritenute responsabili di associazione di tipo mafioso, concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo e da guerra rese clandestine, concorso in trasferimento fraudolento di valori, concorso in danneggiamenti, concorso in estorsione, concorso in procurata inosservanza di pena aggravata, concorso in favoreggiamento personale, concorso in minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, avviate dal ROS e dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Reggio Calabria, consentivano individuare la rete di favoreggiatori del latitante CONDELLO Domenico inteso u pacciu, inserito nell elenco dei latitanti di massima pericolosità a livello nazionale, tratto in arresto il , che gli garantiva la latitanza per oltre 20 anni, delineare gli assetti organizzativi delle indicate cosche, individuando per ciascuna il vertice decisionale e le componenti operative dedite alla commissione delle attività estorsioni ed al compimento di atti minatori finalizzati a generare il clima di
19 intimidazione diffuso nella popolazione, ricostruire le asfissianti attività estorsive poste in essere dalla cosche in danno di operatori economici della zona operanti nel settore edile e movimento terra, provare la plurima intestazione fittizia di attività commerciali operanti nel settore della somministrazione al minuto di bevande ed alimenti, accertare la disponibilità, in capo alle predette cosche, di armi comuni da sparo e da guerra. Contestualmente veniva eseguito il sequestro preventivo di attività imprenditoriali e di rapporti bancari e depositi postali riconducibili ad alcuni degli indagati (Operazione SANSONE ) Nell ambito della provincia di Reggio Calabria, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale, collaborati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e 8 Elinucleo, davano esecuzione ai provvedimenti cautelari, emessi dall Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria (RC) a carico di complessivi 33 soggetti appartenenti e contigui alle articolazioni territoriali della ndrangheta denominate cosca CONDELLO e BUDA - IMERTI operanti in Reggio Calabria, Villa S. Giovanni (RC), Fiumara (RC) ed in altre parti del territorio nazionale, indagati per associazione di tipo mafioso, concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo e da guerra rese clandestine, concorso in trasferimento fraudolento di valori, concorso in danneggiamenti, concorso in estorsione, concorso in procurata inosservanza di pena aggravata, concorso in favoreggiamento personale, concorso in minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso. I provvedimenti cautelari venivano emessi quale convalida del fermo di indiziato di delitto eseguito il nonché a carico di ulteriori soggetti indagati. Contestualmente veniva eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di una clinica riabilitativa del valore economico stimato in ,00, ricadente sotto il controllo della consorteria BUDA IMERTI, le cui prestazioni sanitarie erano strumentalizzate al fine di far accedere gli affiliati a trattamenti penitenziari meno afflittivi della detenzione carceraria (Operazione SANSONE 2 ) Nelle province di Reggio Calabria, Milano, Pavia e Cremona e presso le Case Circondariali di Vibo Valentia, Nuoro, Spoleto (PG), Tolmezzo (UD), Cagliari, Melfi (PZ) e Frosinone, i Carabinieri del Comando Provinciale davano esecuzione a 4 ordinanze di applicazione di misure cautelari, emesse dal
20 Tribunale di Reggio Calabria - Sezione G.I.P. - G.U.P., nei confronti di 42 indagati ritenuti appartenenti al sodalizio ndranghetista nella sua articolazione territoriale denominata locale di Laureana di Borrello - formata dalle famiglie FERRENTINO-CHINDAMO e LAMARI - operante in quella municipalità e nei comuni limitrofi. I provvedimenti cautelari giungevano al termine di ulteriore attività istruttoria sviluppata dalla D.D.A. reggina a seguito dei fermi di indiziato di delitto eseguiti il (Operazione LEX ) In Ardore (RC), i Carabinieri dell Aliquota Operativa della Compagnia di Locri davano esecuzione al decreto di sequestro beni, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di VARACALLI Giuseppe cl. 1953, condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso. Il sequestro ha riguardato un conto corrente per un importo complessivo di euro ,12. La richiesta del provvedimento in argomento, traeva origine dalla pericolosità sociale del VARACALLI e dalla sproporzione emersa tra i redditi dichiarati dallo stesso, dalla moglie e dal nucleo familiare ed il relativo tenore di vita In provincia di Reggio Calabria, Roma, Ascoli Piceno e Urbania (PU), i Carabinieri del Comando Provinciale davano esecuzione a un provvedimento cautelare, emesso dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 18 indagati localmente legati ad ambienti dell imprenditoria, della pubblica amministrazione e della ndrangheta nelle sue articolazioni territoriali denominate cosca IAMONTE e cosca PAVIGLIANITI. Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Reggio Calabria, sviluppate quale approfondimento delle risultanze assunte nell ambito delle operazioni ADA e ULTIMA SPIAGGIA, consentivano di acquisire elementi probatori sul conto di imprenditori attivi nel settore della raccolta rifiuti, i quali, forti del sostegno derivante dalla criminalità organizzata locale e avvalendosi della collaborazione di liberi professionisti e della compiacenza di funzionari e amministratori pubblici, hanno condizionato il regolare svolgimento di gare d appalto in alcuni comuni del basso jonio reggino, in una sorta di circolare rapporto a tre tra pubblica amministrazione, imprenditoria e cosca mafiosa, evidenziare come la cosca PAVIGLIANITI abbia esercitato la propria influenza anche
21 sulle elezioni comunali del 2014 di San Lorenzo (RC). Contestualmente venivano notificati avvisi di garanzia nei confronti di altri 4 indagati (Operazione ECOSISTEMA ) In Gioia Tauro (RC), i Carabinieri del R.O.S. notificavano un decreto emesso dal Tribunale di Reggio Calabria - Sez. M.P., con il quale veniva disposta la confisca dei beni immobili, patrimonio aziendale e disponibilità finanziarie, il tutto già posto a sequestro di prevenzione in data nell ambito dell operazione MEDITERRANEO. Il valore complessivo dei beni sottoposti a confisca è pari ad euro ,00 circa.
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