Dispositivi di manovra e protezione (Scheda)
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- Angelo Righi
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1 DISPOSITIVI DI MANOVRA E PROTEZIONE Principali norme di riferimento: o CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua o CEI 32-1 Fusibili a tensione non superiore a V per corrente alternata e a V per corrente continua o CEI Apparecchiatura a bassa tensione - Interruttori di manovra, sezionatori, interruttori di manovra-sezionatori e unità combinate con fusibili o CEI 17-5 Apparecchiature a bassa tensione - Interruttori automatici o CEI 23-3/1 Interruttori automatici per la dalle sovracorrenti per impianti domestici e similari o CEI Interruttori differenziali senza sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari o CEI Interruttori differenziali con sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari o CEI CT - Apparecchiature a bassa tensione - Regole generali Principali disposizioni legislative: o Legge 46/90 "Norme per la sicurezza degli impianti"; o DPR 6 dicembre 1991 n. 447 Regolamento di attuazione della Legge 5 marzo 1990 n. 46, in materia di sicurezza degli impianti o Legge 01/03/68 n. 186 Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni ed impianti elettrici ed elettronici A seconda del tipo di utilizzo gli interruttori sono oggetto di diversi fascicoli normativi. Di seguito verranno specificate le definizioni indicate dalle relative Norme di riferimento. Interruttore di manovra (meccanico) (Norma CEI 17-11) - Apparecchio meccanico di manovra destinato a stabilire, portare e interrompere correnti in condizioni normali di circuito, comprese eventuali condizioni specificate di sovraccarico in servizio ordinario, così come a portare per una durata specificata correnti in condizioni anormali di circuito, come ad esempio quelle di corto circuito.
2 Interruttore di manovra - sezionatore (Norma CEI 17-11) Interruttore di manovra che, nella posizione di aperto, soddisfa alle prescrizioni della distanza di sezionamento specificate per un sezionatore. Sezionatore (Norma CEI 17-11) - Dispositivo di manovra meccanico rispondente alle prescrizioni specificate per la funzione di sezionamento quando si trova in posizione di aperto. Unità combinata con fusibili (Norma CEI 17-11) - Unità ottenuta montando in combinazione, secondo le istruzioni del costruttore, un dispositivo meccanico di manovra e uno o più fusibili. Interruttore di manovra con fusibile (Norma CEI 17-11) - Interruttore di manovra nel quale uno o più poli presentano un fusibile montato in serie a formare una unità combinata. Interruttore di manovra-fusibile (Norma CEI 17-11) - Un interruttore di manovra dove il contatto mobile è costituito da una cartuccia fusibile o un portacartuccia con cartuccia fusibile. Sezionatore con fusibile (Norma CEI 17-11) - Unità combinata formata da un sezionatore e un fusibile in serie ad uno o più poli. Sezionatore-fusibile (Norma CEI 17-11) - Un sezionatore nel quale il contatto mobile è costituito da una cartuccia fusibile o un porta-cartuccia con cartuccia fusibile. Interruttore di manovra-sezionatore con fusibile (Norma CEI 17-11) - unità combinata formata da un interruttore di manovra-sezionatore nel quale uno o più poli hanno un fusibile in serie. Interruttore di manovra-sezionatore-fusibile (Norma CEI 17-11) - Interruttore di manovra-sezionatore nel quale il contatto mobile e costituito da una cartuccia fusibile o un porta-cartuccia con cartuccia fusibile. Interruttore automatico (meccanico) (Norma CEI 17-5) Apparecchio meccanico di manovra capace di stabilire, portare e interrompere correnti in condizioni normali del circuito ed inoltre di stabilire, portare per una durata specificata e interrompere automaticamente correnti in condizioni anormali specificate del circuito, ad esempio quelle di corto circuito.
3 Simboli grafici degli interruttori di manovra, sezionatori, interruttori di manovrasezionatori e unità combinate con fusibili Interruttore automatico di sovracorrente per usi domestici e similari (Norme CEI 23-3) - Apparecchio meccanico d interruzione destinato a connettere all alimentazione un circuito ed a disconnetterlo, mediante operazione manuale, o ad aprire il circuito automaticamente, quando la corrente superi un valore predeterminato. Interruttore differenziale per uso domestico e similare (Norme CEI 23-18) Dispositivo meccanico destinato a connettere e a disconnettere un circuito all alimentazione, mediante operazione manuale, e ad aprire il circuito automaticamente quando la corrente differenziale supera un valore predeterminato. Interruttore differenziale con sganciatori di sovracorrente per uso domestico e similare Norme CEI 23-8) Interruttore differenziale... con sganciatori di sovracorrente incorporati capaci di provocare automaticamente l apertura del circuito principale quando la corrente superi un valore predeterminato. Combinazione di interruttore differenziale e dispositivo di contro i corto circuiti (Norma CEI 23-18) Insieme formato da un interruttore differenziale senza sganciatori di sovracorrente e da un dispositivo di contro i corto circuiti (dispositivo associato). Nel seguito si usa per brevità il termine combinazione....
4 Interruttori automatici Gli interruttori automatici sono dispositivi adatti alla contro le sovracorrenti dei conduttori. Sono dotati di due tipi di sganciatori, uno dedicato alla contro il sovraccarico (sganciatore termico generalmente con bimetallo per intervento differito), l altro alla contro il corto circuito (sganciatore elettromagnetico per l'intervento istantaneo). La chiusura dell interruttore è generalmente effettuata manualmente per mezzo di una leva che determina la chiusura dei contatti, la ricarica di una molla, che accumula l energia necessaria alla manovra di apertura, e l'aggancio di un dispositivo che permette di mantenere, in condizioni di normale funzionamento, in equilibrio stabile i meccanismi di apertura dell interruttore. Il dispositivo di sgancio interviene in presenza di un sovraccarico (in questo caso è il bimetallo che si flette agendo sul dispositivo di sgancio) o di un cortocircuito (in questo caso è l'elettromagnete che si eccita ed agisce sul dispositivo di sgancio). Interruttore magnetotermico
5 Gli interruttori automatici possono essere classificati secondo: o Il modo di comando del meccanismo di azionamento: manovra manuale dipendente - la forza della manovra dipende solo dall azione dell operatore in quanto l operazione è effettuata applicando direttamente energia manuale; manovra manuale indipendente la forza della manovra è indipendente dall azione dell operatore. L energia necessaria trae origine da potenza manuale, accumulata e liberata in una operazione continua; manovra ad energia accumulata L operazione viene effettuata mediante energia accumulata. La manovra si distingue per il modo di accumulare l energia (molle, pesi ecc), dall origine dell energia (manuale, elettrica ecc) e dalla maniera di liberare l energia (manualmente, elettricamente ecc.). o Il tipo di impiego: Per uso domestico o similare - sono utilizzabili da persone non necessariamente addestrate per un uso in ambito domestico ma anche per un uso industriale; Per uso industriale utilizzabili da personale addestrato. o Il mezzo di estinzione dell arco, interruzione in aria; interruzione nel vuoto; interruzione nel gas. o Le caratteristiche costruttive: Modulari - di dimensioni standard sono impiegati principalmente negli impianti civili e nel terziario ma anche in ambiente industriale per i circuiti terminali; Scatolati sono racchiusi in involucri di plastica ad uso prevalentemente industriale, possono essere in esecuzione fissa, sezionabile ed estraibile; Aperti sono caratterizzati da elevate correnti nominali e per questo utilizzati per la di trasformatori o di linee di distribuzione con elevate correnti o I tempi di intervento su corto circuito:
6 Rapidi si ottiene l interruzione al primo o al secondo passaggio della corrente per lo zero; Limitatori limitano l energia specifica passante; Selettivi l intervento è ritardato per permettere la selettività rispetto alle protezioni a valle. o Il numero di poli: Unipolari; Bipolari; Tripolari; Quadripolari. o l idoneità alla funzione di sezionamento: adatto alla funzione di sezionamento; non adatto alla funzione di sezionamento. o la manutenzione prevista: previsti per manutenzione sistematica; non richiedenti manutenzione. o secondo il modo di installazione: fissi; rimovibili; estraibili. o secondo il modo di installazione: fissi; rimovibili; estraibili.
7 Principali grandezze nominali degli interruttori automatici o interruttori per usi domestici e similari (CEI 23-3/1) Tensione nominale di impiego ( U e ) - valore di tensione, assegnato dal costruttore, al quale sono riferite le prestazioni dell interruttore con particolare riferimento particolarmente alla prestazione in corto-circuito. Ad uno stesso interruttore possono essere assegnate diverse tensioni nominali e diversi poteri di cortocircuito nominali. I valori normali sono: 230 V per interruttori unipolari e bipolari; 230/400 V per interruttori unipolari; 400 V per interruttori bipolari, tripolari e quadripolari. Tensione nominale d isolamento ( U i ) - valore di tensione, assegnato dal costruttore, al di riferimento per le prove dielettriche e le distanze superficiali. Quando non specificato, la coincide con il valore della massima tensione nominale dell interruttore. Corrente nominale l n - Corrente assegnata dal costruttore che l interruttore è destinato a portare in servizio ininterrotto ad una determinata temperatura ambiente della quale occorre tener conto per la dei cavi contro il sovraccarico se diversa da quella di riferimento specificata (30 C). Valori preferenziali della corrente nominale sono: A. Corrente convenzionale di non intervento ( I nf ) - valore di corrente riferito alla corrente nominale che non provoca l intervento dell interruttore per un determinato tempo. La corrente convenzionale di non intervento è 1.13 volte la corrente nominale con tempi t >1 ora per I n <63 A e t>2 ore per I n >63 A. Corrente convenzionale di intervento ( I f ) - valore di corrente riferito alla corrente nominale che determina l intervento del dispositivo in un determinato tempo. La corrente convenzionale di intervento è 1.45 volte la corrente nominale con tempi con tempi t <1 ora per I n <63 A e t<2 ore per I n >63 A.
8 Corrente nominale I nf I f Tempo convenzionale t(h) I r <63 1,13I n 1,45I n 1 I r >63 1,13I n 1,45I n 2 Classi di energia specifica passante (I 2 t) Gli interruttori di tipo B e C con corrente nominale fino a 32 A compreso e potere di cortocircuito di 3000, 6000 e A, possono essere classificati, sulla base dell energia specifica lasciata passare (I 2 t), in tre classi: 1, 2 e 3: Potere nominale di corto circuito Classi di energia limitata I n ka I 2 t max (A 2 s) I 2 t max (A 2 s) I 2 t max (A 2 s) Tipo B-C Tipo B Tipo C Tipo B Tipo C <16 A Limiti non specificati <16 A < 32 A Corrente di intervento istantaneo minimo valore di corrente che provoca l intervento istantaneo del relè magnetico. In relazione al valore di corrente di intervento istantaneo le norme individuano tre tipi di interruttori: B,C e D. Caratteristica di intervento esprimono il comportamento dell interruttore nei confronti di una sovracorrente. Le zone della caratteristica tempo/corrente (caratteristiche di intervento riferite ad un preciso valore della temperatura ambiente) di un interruttore sono definite dalle norme e fornite
9 dai costruttori sottoforma di curve. Le correnti sono normalmente espresse come multipli della corrente nominale I n e le caratteristiche possono essere rappresentate con due curve che tengono conto della tolleranza di costruzione o in alcuni modelli mediante un unica curva indicante i valori medi. Le caratteristiche tempo-corrente normalizzate sono di tre tipi indicate con le lettere B, C e D e si differenziano fra loro per la corrente di intervento istantaneo: Tipo Limiti della corrente di intervento Applicazioni Inferiore Superiore tipiche B 3I n 5I n Per circuiti con basse correnti di spunto C 5I n 10I n Circuito ohmicoinduttivi con medie correnti di spunto D 10I n 20I n Circuiti con elevate correnti di spunto
10 Le tre caratteristiche tempo-corrente B, C e B Potere di cortocircuito è il valore efficace della corrente presunta che l interruttore è in grado di stabilire, di condurre ed interrompere in determinate condizioni. Si distingue in: Potere di cortocircuito estremo (I cn ) corrisponde al potere di cortocircuito nominale e rappresenta la più elevata corrente di guasto che il dispositivo è in grado di stabilire ed interrompere, secondo una prestabilita sequenza di aperture e chiusure, senza danneggiarsi irreparabilmente e mantenendo l idoneità a: sopportare la tensione del circuito, effettuare la contro i sovraccarichi, manovrare sia in fase di chiusura sia di apertura (anche se viene a mancare la possibilità di portare con continuità la sua corrente nominale). Valori normalizzati di I cn sono: 1,5 3-4, ka. Potere di cortocircuito di servizio (I cs ) - la più elevata corrente di guasto che l interruttore può stabilire ed interrompere, secondo una determinata sequenza di operazioni di apertura e chiusura, mantenendo i requisiti relativi al potere di interruzione estremo e al servizio ordinario. L interruttore deve essere ancora in grado di portare con continuità la propria corrente nominale.
11 Il rapporto fra I cs e I cn deve essere il seguente: I cn <6kA Da 6 a 10 ka >10 ka k 1 0,75 (1) 0,5 (2) (I cs /I cn ) (1) Valore minimo di I cs 6 ka (2) Valore minimo di I cs 7,5 ka Dati di targa gli interruttori ad uso domestico o similare devono riportare una targa con indicato in modo indelebile: Marchio o nome del costruttore e tipo di apparecchio; Tensione nominale; Potere di cortocircuito; Corrente nominale e, in relazione alle caratteristiche di intervento, il simbolo B, C, D; Frequenza nominale; Temperatura ambiente se diversa da 30 C; Eventuale classe di limitazione dell energia specifica passante. o Interruttori per uso industriale (CEI 17-5) tensione nominale d impiego (U e ) tensione di riferimento per le prestazioni dell interruttore; corrente convenzionale termica in aria libera (I th ) valore di corrente, riferita ad un servizio di otto ore, che l interruttore può portare ininterrottamente, in aria libera senza involucro, tranne quello fornito dal costruttore, ad una temperatura ambiente specificata, senza superare le sovratemperature stabilite dalla norma.
12 corrente nominale (I n ) è il massimo valore di corrente che l interruttore può portare in servizio ininterrotto ed è uguale alla corrente termica convenzionale in aria libera (I th ); categoria di utilizzo - in relazione alla loro attitudine alla selettività cronometrica su corto circuito si suddividono in due categorie: categoria A - non specificamente previsti per la selettività di cortocircuito; categoria B - specificamente previsti per la selettività in condizioni di cortocircuito. potere nominale di interruzione in cortocircuito - massimo valore di corrente che l interruttore è in grado di interrompere in determinate condizioni. Devono essere dichiarati i seguenti valori: potere di interruzione nominale estremo in cortocircuito (I cu ) potere di interruzione nominale di servizio in cortocircuito (I cs ) i valori normalizzati del rapporto I cs /I cu sono 0,25 0,5 0,75 1 per la categoria di utilizzo A e 0,5 0,75 1 per la categoria di utilizzo B; potere di chiusura nominale in cortocircuito (I cm ) Valore di corrente che l interruttore in chiusura, in condizioni di cortocircuito, è in grado di stabilire; il potere di chiusura nominale in cortocircuito è espresso come il massimo picco della corrente presunta. In corrente alternata, il potere nominale di chiusura di cortocircuito di un interruttore non deve essere inferiore al suo potere di interruzione di cortocircuito estremo, moltiplicato per un fattore compreso fra 1,5 e 2,2 relativamente al valore del potere di interruzione. corrente regolata degli sganciatori di massima corrente è il valore di corrente a cui si riferiscono le condizioni di funzionamento dello sganciatore. Negli interruttori muniti di sganciatori regolabili viene indicato il campo di regolazione della corrente regolata mentre negli interruttori non regolabili il solo valore della corrente regolata. Caratteristica I 2 t di un interruttore solitamente viene fornita sotto forma di curva e rappresenta i massimi valori di I 2 t relativi alla durata massima di interruzione in funzione della corrente presunta (valore efficace della componente simmetrica per i circuiti per corrente alternata) fino al massimo valore della corrente presunta corrispondente al potere di interruzione nominale e alla tensione associata. ritardo degli sganciatori: sganciatori con ritardo indipendente dalla sovracorrente - Il tempo di ritardo di questi sganciatori è indipendente dalla sovracorrente e può essere in alcuni tipi di interruttori regolabile entro un intervallo di tempo prefissato. sganciatori di sovracorrente a tempo inverso - Il tempo di ritardo di questi sganciatori dipende dal valore della sovracorrente. Le caratteristiche tempo/corrente sono fornite in forma di curve dal costruttore.
13 caratteristiche di intervento per sovraccarico Le caratteristiche di intervento per sovraccarichi di lunga durata sono indicati nella tabella seguente. Se le caratteristiche di intervento dello sganciatore di sovraccarico soddisfano le prescrizioni riportate nella seguente tabella anziché la corrente regolata può essere indicata la sola corrente nominale (I n ). Corrente regolata (I r ) Non intervento Intervento Temperatura di riferimento ( C) I nf t(h) I f t(h) I r <63 1,05I r >1 1,3I r <1 I r >63 1,05I r >2 1,3I r <2 30 C + 2 C Corrente nominale ammissibile di breve durata (I cw ) è il valore, assegnato dal costruttore, della corrente sopportabile da un interruttore per un breve tempo alle condizioni di impiego specificate. I valori minimi sono: per correnti nominali uguali o inferiori a 2,5 ka, il più grande dei due valori fra 12I n o 5 ka per correnti nominali superiori a 2,5 ka, 30 ka Dati di targa su ogni interruttore deve essere riportato in modo indelebile: il nome del costruttore: la tensione di isolamento e di impiego; la corrente nominale; i poteri di interruzione I cu e I cs ; idoneità al sezionamento; la categoria di utilizzo A o B. Fusibili I fusibili sono dispositivi di contro le sovracorrenti costruiti secondo le prescrizioni formulate dal Comitato Tecnico 32 del CEI. Costruttivamente possono presentarsi di forma cilindrica, a coltello o a tappo e sono inseriti in basi portafusibili che devono essere dimensionate per la massima corrente nominale del fusibile che possono
14 accogliere. I fusibili presentano dei vantaggi rispetto agli interruttori automatici ma anche alcuni svantaggi: Vantaggi - elevato potere di interruzione; - bassi tempi di intervento; - costi limitati. Svantaggi - in caso di intervento non è assicurata la contemporanea interruzione di tutte le fasi del circuito; - tempi di ripristino elevati. Le Norme individuano due tipi di fusibili per bassa tensione (<1kV): Fusibili per uso da parte di persone addestrate - generalmente per applicazioni di tipo industriale); Fusibili per uso da parte di persone non addestrate - generalmente per applicazioni di tipo domestico o similare ma utilizzabili anche in ambito industriale. La Norma CEI 32-1 in particolare si occupa dei seguenti tipi di fusibili: Fusibili per uso generale gg per la dei conduttori dal sovraccarico e dal cortocircuito (utilizzati anche per la dei motori quando possono sopportare le correnti di spunto), è in grado di interrompere le correnti comprese fra il valore minimo di fusione e il potere di interruzione nominale; Fusibili per la dei motori gm utilizzato per la dei motori è in grado di interrompere le correnti comprese fra il valore minimo di fusione e il potere di interruzione nominale; Fusibili ad uso combinato per la dei motori am è utilizzato per la dei motori (in particolare quando si è in presenza di elevate correnti di spunto)in combinazione con un dispositivo di contro i sovraccarichi perché è in grado di interrompere solo le correnti comprese fra un particolare valore di sovracorrente e il potere di interruzione nominale. Le correnti inferiori costituiscono un sovraccarico che deve essere interrotto ad esempio con una combinazione contattore-relé termico opportunamente coordinata. Significato delle sigle di designazione - La prima lettera deve indicare il campo di interruzione: cartucce g (cartuccia con potere di interruzione a pieno campo); cartucce a (cartuccia con potere di interruzione a campo ridotto);
15 La seconda lettera deve indicare la categoria di utilizzazione; questa lettera identifica con precisione le caratteristiche tempo-corrente, i tempi e le correnti convenzionali, le porte. Per esempio: gg indica cartucce con potere di interruzione a pieno campo per uso generale; gm indica cartucce con potere di interruzione a pieno campo per la dei circuiti motore; am indica cartucce con potere di interruzione a campo ridotto per la dei circuiti motore; Grandezze nominali caratteristiche dei fusibili Tensione nominale U n valore massimo di tensione che può essere applicata al fusibile. I valori normali sono: V per applicazioni domestiche e similari e V per applicazioni industriali. Potere di interruzione - Valore massimo di corrente che una cartuccia è in grado di interrompere in condizioni d uso specificate. Corrente nominale ( I n ) - Valore di corrente che la cartuccia può portare, in condizioni specificate, in modo continuo senza fondersi. Valori normali, in ampere, della corrente nominale della cartuccia sono: Corrente convenzionale di non fusione ( I nf ) - Massimo valore di corrente che la cartuccia è in grado di sopportare per un tempo determinato senza fondersi. Corrente convenzionale di fusione ( I f ) - Minimo valore di corrente che determina la fusione della cartuccia entro un tempo specificato. Correnti convenzionali dei fusibili gg (Norma CEI 32-1) Corrente nominale Tempo convenzionale Correnti convenzionali
16 (l n ) (h) (A) I n < <I n < <I n < <I n 4 (I nf ) (I f ) 1,25 I n 1,6 I n Potenza dissipata da una cartuccia - Potenza dissipata da una cartuccia quando è percorsa dalla corrente nominale. I 2 t (integrale di Joule) valore massimo di energia lasciata passare dal fusibile durante il tempo di intervento. Caratteristiche tempo-corrente è la curva che fornisce il tempo di pre-arco o il tempo di funzionamento in funzione della corrente presunta, in condizioni specificate. Per i fusibili am le caratteristiche di intervento sono normalmente rappresentate in multipli della corrente nominale (in funzione del rapporto I/I n
17 Fusibili gg Fusibili am
18 Interruttori di manovra Un interruttore di manovra è un apparecchio in grado di stabilire, portare ed interrompere correnti di normale funzionamento. Non è capace di interrompere le correnti di cortocircuito ma è in grado di sopportarle per un tempo specificato di 1s. Deve quindi essere prevista una da corto circuito che può essere ottenuta indifferentemente mediante interruttore automatico o fusibili. L interruttore di manovra può essere utilizzato come sezionatore se sono rispettate le prescrizioni previste per tale funzione: in posizione di aperto deve presentare fra i contatti fissi e mobili una distanza conforme ai dettati normativi; la condizione di aperto deve essere visibile all esterno oppure indicata in modo inequivocabile da apposito dispositivo meccanico (ad esempio la posizione della leva di comando) Le grandezze caratteristiche più importanti di un interruttore di manovra sono: Tensione nominale di impiego ( U e ) - tensione di riferimento per le prestazioni dell interruttore; Tensione nominale di isolamento ( U i ) - valore di tensione al quale sono riferite le prove di isolamento, le distanze in aria e superficiali. In nessun caso il massimo valore di tensione nominale di impiego può essere superiore al valore della tensione nominale di isolamento. Tensione nominale di tenuta a impulso ( U imp ) - valore di picco di una tensione a impulso di prescritta forma e polarità che l apparecchio può sopportare senza guasti in determinate condizioni di prova Corrente convenzionale termica in aria libera ( l th ) - è il valore massimo della corrente che l apparecchio può portare ininterrottamente senza subire riscaldamenti anomali. Il valore della corrente convenzionale termica in aria libera deve essere almeno uguale al massimo valore della corrente nominale di impiego dell apparecchio senza involucro nel servizio di otto ore. Correnti nominali di impiego ( I e ) - la corrente di impiego di un apparecchio dichiarata dal costruttore che tiene conto della tensione nominale di impiego, della frequenza nominale, del tipo di servizio della categoria di utilizzazione ed eventualmente del tipo di involucro. Potere di chiusura nominale è il valore di corrente che l apparecchio stesso può stabilire in condizioni di chiusura specificate. Dipende dalle categorie di utilizzazione. Corrente nominale ammissibile di breve durata ( I cw ) - valore di corrente, dichiarato dal costruttore, che l apparecchio può portare senza danneggiamenti per un certo tempo (1s se non diversamente dichiarato) senza subire danni.
19 Potere di chiusura nominale in cortocircuito ( I cm ) - è il massimo valore di picco della corrente che l apparecchio è in grado di stabilire in determinate condizioni su cortocircuito senza subire danni. Potere nominale di interruzione in cortocircuito ( I cn ) - è il massimo valore di picco della corrente che l apparecchio è in grado di interrompere in determinate condizioni su cortocircuito senza subire danni. Corrente nominale condizionale di cortocircuito - è il valore della corrente di cortocircuito presunta che l apparecchio, protetto da un adeguato dispositivo di contro il cortocircuito (SCPD - interruttore automatico o fusibili) indicato dal costruttore può sopportare senza danneggiarsi. Il dispositivo di contro il cortocircuito interno o esterno da associare all apparecchio e il massimo valore della corrente di cortocircuito presunta per la quale l associazione è idonea, alla tensione di impiego dichiarata, deve essere dichiarato dal costruttore stesso. Categoria di utilizzazione - definisce l applicazione per la quale è previsto un determinato tipo di interruttore ed è caratterizzata da una o più delle seguenti condizioni di servizio: corrente; tensione; fattore di potenza; prestazioni in cortocircuito; selettività; altre eventuali condizioni di servizio.
20 Interruttori differenziali L interruttore differenziale è un dispositivo sensibile alle correnti di dispersione verso terra ovvero alla somma vettoriale delle correnti (uguale a zero in condizioni di normale funzionamento) che scorrono nei conduttori attivi di un circuito. In caso di guasto a terra il risultato della somma vettoriale (corrente differenziale) non è più uguale a zero ed è rilevato dal dispositivo differenziale che a particolari condizioni può intervenire. Con la differenziale si può effettuare una : contro i contatti indiretti; addizionale contro i contatti diretti; contro gli incendi provocati dagli effetti termici dovuti a correnti di dispersione verso terra. In alcuni particolari casi la differenziale può risultare inefficace per: contatto diretto contemporaneo con due fasi; contatto contemporaneo con due masse accidentalmente in tensione ma senza dispersioni verso terra; presenza di componenti continue; nei circuiti trifase, contatto con una fase e presenza, sugli altri due conduttori, di correnti di dispersione di valore inferiore alla soglia di intervento del dispositivo differenziale. La somma vettoriale delle correnti può risultare di valore pericoloso per la persona ma insufficiente a fare intervenire la differenziale. Le grandezze caratteristiche più importanti di un interruttore differenziale sono: corrente nominale (I n ) Corrente che l interruttore è destinato a portare in servizio ininterrotto. Valori normalizzati sono: A; corrente differenziale nominale d intervento I dn minimo valore di corrente differenziale per il quale l interruttore deve intervenire in condizioni specificate. Valori normalizzati di I dn sono: 0,010 0,030 0,1 0,3 0,5 A ; corrente differenziale nominale di non intervento I dn0 il massimo valore di corrente differenziale che non provoca l intervento dell interruttore in condizioni specificate. L interruttore non interviene per I dn0 =0,5I dn, può intervenire per valori compresi fra I dn0 e I dn, interviene sicuramente per valori superiori a I dn tensione nominale d impiego (U e ) è il valore di tensione, assegnato dal costruttore, al quale sono riferite le prestazioni dell apparecchio;
21 frequenza nominale - è la frequenza di esercizio alla quale si riferiscono i valori delle altre caratteristiche; potere di chiusura e d interruzione nominale I m - Valore efficace della componente alternata della corrente presunta, assegnato dal costruttore, che un interruttore differenziale può stabilire, portare ed interrompere in condizioni specificate. Il valore minimo del potere nominale di chiusura e di interruzione I m è 10 I n oppure 500 A, scegliendo il valore più elevato; potere di chiusura e d interruzione differenziale nominale I dm - massimo valore della corrente differenziale che il dispositivo può stabilire, portare ed interrompere in condizioni specificate. Il valore minimo del potere nominale di chiusura e di interruzione I dm è 10 I n oppure 500 A, scegliendo il valore più elevato. Valori normali sono: A; ritardo d apertura in base al ritardo di apertura i dispositivi differenziali si distinguono in: tipo generale (G) privo di ritardo intenzionale tipo selettivo (S) con ritardo intenzionale per esigenze di selettività comportamento in presenza di correnti differenziali pulsanti e continue in base alla sensibilità alle correnti pulsanti e continue i dispositivi differenziali si suddividono in: tipo AC che rileva solo correnti di guasto alternate sinusoidali tipo A il cui sgancio è assicurato sia per correnti di guasto alternate sinusoidali sia per correnti unidirezionali differenziali pulsanti tipo B che intervengono anche con correnti di guasto con componenti unidirezionali continue corrente condizionale di cortocircuito I nc - valore massimo della corrente di cortocircuito presunta che l interruttore differenziale senza sganciatori di cortocircuito incorporati, ma combinato con un adeguato dispositivo di di cortocircuito (denominato SCPD) installato in serie, è in grado di stabilire ed interrompere in determinate condizioni d uso e di comportamento. corrente condizionale di cortocircuito differenziale I dc - valore della componente alternata della corrente presunta differenziale che l interruttore senza sganciatori di cortocircuito incorporati, ma protetto da un adatto SCPD posto in serie, può sopportare in condizioni specificate di uso e di comportamento. Gli interruttori differenziali devono indicare almeno i seguenti dati di targa: corrente nominale; tensione nominale; corrente nominale differenziale; tipo (AC, A, B).
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