APICOLTURA di MONTAGNA
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1 PAOLO FONTANA & VALERIA MALAGNINI Fondazione Edmund Mach, Centro Trasferimento Tecnologico APICOLTURA di MONTAGNA TERZA LEZIONE ROVERETO - GIOVEDÌ 14/03/2013 PROGRAMMA DEL CORSO Argomento Data Argomento Data Biologia dell ape mellifera e della colonia Le razze dell ape mellifera L arnia razionale e cenni di storia dell apicoltura. Valore ecologico ed agronomico dell apicoltura giovedì 14/02/13 h 19,00-22,00 I prodotti dell alveare Produzione di miele, polline, propoli, pappa reale e cera giovedì 11/04/13 h 19,00-22,00 Attrezzature apistiche Il calendario dell apiario La registrazione e la gestione dei dati dell apiario Risveglio e ripresa primaverile. La sciamatura. Il raccolto. La preparazione all inverno L invernamento giovedì 28/02/13 h 19,00-22,00 Visita ad un apiario Lezione pratica di traslarvo Pratica di costituzione nuclei Marcatura delle regina Valutazione dell infestazione da Varroa sabato 13/04/13 h 9,00-13,00 La Varroa Biologia della Varroa Virosi e Varroa Pratiche apistiche contro la Varroa Sostanze acaricide contro la Varroa giovedì 14/03/13 h 19,00-22,00 Produzione di api regine e selezione Produzione di nuclei Il pacco d api Giovedì 02/05/13 h 19,00-22,00 Malattie delle api (ad esclusione della Varroa) Sintomi Modalità di controllo giovedì 28/03/13 h 19,00-22,00 Adempimenti Burocratici dell apicoltura. Il regolamento attuativo legge provinciale sull apicoltura Sicurezza alimentare e gestione igienico sanitaria nella produzione e lavorazione del miele giovedì 16/05/13 h 19,00-22,00 1
2 VARROA DESTRUCTOR COME LA VARROA HA MODIFICATO L APICOLTURA Moria di moltissime colonie Scomparsa degli alverai selvatici Generale indebolimento delle colonie Riduzione delle produzioni Necessità di fare trattamenti IMPOVERIMENTO GENETICIO PROBLEMI PER L APICOLTURA 2
3 ORIGINE Fino a poco tempo fa la Varroa destructor veniva confusa con una specie di acaro molto simile, la Varroa jacobsoni. Entrambe le specie infestano l'ape mellifera asiatica (Apis cerana). La specie di acaro originariamente descritta come Varroa jacobsoni da Anthonid Cornelis Oudemans nel 1904 fa parte dello stesso complesso di specie, ma non è la stessa che effettuò il passaggio sull'apis mellifera. Tale passaggio probabilmente avvenne per la prima volta nelle Filippine nei primi Anni '60. Solo dopo che l'apis mellifera fu importata nelle Filippine venne a stretto contatto con l'apis cerana, e quindi la Varroa divenne parassita anche dell'apis mellifera. Fino al 2000, gli scienziati non erano d'accordo sull'identificare la Varroa destructor come una specie separata. Nel 2005 si scoprì che gli unici acari Varroa che possono riprodursi nelle colonie, tra gli almeno 5-6 genotipi identificati da Anderson e Trueman, delle Apis mellifera sono i genotipo della Corea e del Giappone/Thailandia della Varroa destructor. La Varroa jacobsoni è un parassita del tutto benigno dell'apis cerana. Nel sudest asiatico vivono altre due specie di Varroa: Varroa rindereri e Varroa underwoodi, entrambe parassite di Apis cerana, ma senza causare grossi danni. 3
4 SOLO I GENOTIPI K e J DI VARROA DESTRUCTOR SONO PER ORA DANNOSI SU APIS MELLIFERA, MA GLI ALTRI GENOTIPI INDIVIDUATI POSSONO COSTITUIRE UNA NUOVA MINACCIA APIARIO DI APIS CERANA IN VIETNAM 4
5 DIFFUSIONE NO LA COMPARSA DEL PROBLEMA VARROA Primi anni 60 Giappone, URSS Europa dell'est 1971 Brasile fine anni 70 Sud America 1981 Italia (il 16 giugno viene individuata per la prima volta in un alveare di Staranzano, Goriziano) 1982 Francia 1984 Svizzera, Spagna, Italia 1987 USA 1989 Canada 1992 Inghilterra 2000 Nuova Zelanda (Isola del Nord) 2006 Nuova Zelanda (Isola del Sud) 2007 Hawaii 5
6 PERDITE ANNUALI DI COLONIE DI API MELLIFERE DOVUTE A VARROA MORFOLOGIA 6
7 STADI DI SVILUPPO DI VARROA 7
8 VARROA ADULTA SU PUPA DI APE OPERAIA 8
9 CICLO BIOLOGICO CICLO BIOLOGICO 9
10 D S D S D LA DIFFUSIONE DEL PARASSITA 10
11 Quando un'ape, con femmina di Varroa foretica, si avvicina ad una cella, l'acaro lascia l'ape per scendere in una cella vicina, entra nella cella, va sulla larva in qualche secondo, poi scivola lentamente tra la larva e la parete della cella. Questo processo dura 65 secondi. 1 PRIMA CHE LA CELLETTA SIA OPERCOLATA LA VARROA FEMMINA STRISCIA TRA LA LARVA ED IL FONDO DELLA CELLETTA 2 QUANDO LA CELLETTA È OPERCOLATA E TUTTO IL CIBO DELLA LARVA È CONSUMATO LA VARROA È LIBERA E COMINCIA A NUTRIRSI DELL EMOLINFA DELLA PREPUPA LA VARROA DEPONE IL PRIMO UOVO (MASCHIO), 60 ORE DOPO L OPERCOLATURA, E POI LE ALTRE UOVA (TUTTE FEMINE) OGNI 30 ORE. 4 LE FECI DEGLI ACARI SI ACCUMULANO NELLA CELLETTA 5 GLI ACARI CONTINUANO A SVILUPPARSI E A NUTRIRSI SELL APE TRASFERENDO VIRUS 6 GLI ACCOPPIAMENTI TRA ACARI INIZIANO NELLA CELLETTA 7 LE FEMMINE ADULTE DI VARROA EMERGONO DALLA CELLETTA MENTRE IL MASCHIO E GLI IMMATURI MUOIONO NELLA CELLETTA NNNNNNNNNN 11
12 SVILUPPO DELLA COVATA GIORNO SVILUPPO DELLA VARROA La regina depone l uovo FASE DI UOVO FASE DI LARVA COVATA APERTA FASE DI PUPA La Varroa depone 4 uova nella celletta di covata 1 uovo 2,5 giorni dopo 2 uovo dopo 1,25 giorni 3 uovo dopo 1,25 giorni 4 uovo dopo 1,25 giorni COVATA OPERCOLATA Sviluppo fino a maturità sessuale: Femmine da 7 a 8 giorni Maschi da 6 a 7 giorni Danni alla covata Nasce l ape operaia Gli acari emergono con l ape o muoiono FUCO OPERAIA Femmina dulta Maschio Adulto Uovo Protoninfa Femmina Deutoninfa Maschio Deutoninfa 12
13 CICLO BIOLOGICO Periodo di rischio: si deve scegliere se produrre un po di miele in più o salvare le api tttt SINTOMI 13
14 SINTOMI 14 "!
15 SINTOMI SULLA COVATA ANCHE LA MANCANZA DI POLLINE ATTORNO ALLA COVATA PUÒ DARE UNA INDICAZIONE 15
16 EFFETTI PATOGENI VARROA E VIRUS DELLE API L infestazione da Varroa deprime il sistema immunitario e aumenta la suscettibilità a patologie Secondarie La Varroa trasmette attivamente patogeni virali, anche se le modalità di trasmissione e le interazioni fra virus e vettore sono ancora largamente sconosciute La trasmissione dei virus avviene anche fra acari, con modalità non ancora documentate in modo convincente 16
17 VIRUS DELLE API Dicistroviridae genus Cripavirus Black Queen Cell Virus (BQCV) Acute Bee Paralysis Virus (ABPV) Israeli acute Bee Paralysis Virus (IAPV) Kashmir Bee Virus (KBV) Cloudy Wing Virus (CWV) genus Iflavirus Sacbrood Virus (SBV) Deformed Wing Virus (DWV) Kakugo Virus (KV) Varroa Destructor Virus-1 (VDV) Altri virus Arkansas Bee Virus (ABV) Bee Virus X (BVX) Bee Virus Y (BVY) Egypt Bee Virus (EGV) Slow Bee Paralysis Virus (SPV) Chronic Bee Paralysis Virus (CBPV) virus della cella reale nera virus della paralisi acuta virus della paralisi acuta di Istraele virus del kashmir virus delle ali offuscate virus della covata a sacco virus delle ali deformi virus di Kalugo virus 1 della Varroa virus dell Arkansas virus X virus Y virus dell Egitto virus della paralisi lenta virus della paralisi cronica VIRUS DELLE API Quasi tutti i virus delle api sono sferici-ovoidali, nm di diametro, difficilmente distinguibili su base morfologica Genoma a RNA singolo filamento positivo, che viene iniettato nelle cellule dove esprime proteine strutturali e funzionali alla replicazione Trasmissione sia orizzontale che verticale, attraverso la linea germinale I virus delle api infettano tutti gli stadi di sviluppo e la maggior parte di essi persiste in condizioni di infezione latente, spesso asintomatica Solo alcuni virus possono essere diagnosticati facilmente sulla base dei sintomi caratteristici indotti Molti virus delle api causano infezioni latenti o inapparenti Diversi fattori di stress, biotici o abiotici, possono innescare fenomeni di intensa replicazione virale e la transizione a malattia conclamata Spesso le infezioni virali hanno un comportamento insidioso, con danni lievi o protratti nel tempo, che talvolta rimangono inosservati La maggior parte dei virus è in grado di accorciare la vita delle api, ma in condizioni di non stress il loro impatto può essere trascurabile o transitorio 17
18 VIRUS DELLA PARALISI ACUTA Acute Bee Paralysis Virus (ABPV) Sintomatologia: mortalità e paralisi delle api adulte, mortalità della covata (simile alla Peste Europea). riduzione della longevità delle api adulte e alterazioni a carico del comportamento che si traducono soprattutto in un difetto nell accudimento della covata. Trasmissione: tramite varroa, attraverso l alimentazione delle larve Andamento della patologia: infezione latente durante l estate Si manifesta poi a fine estate ed in autunno in associazione con l infestazione di Varroa Controllo: mantenimento della varroa a bassi livelli VIRUS DELLA PARALISI CRONICA Chronic Bee Paralysis Virus (CBPV) Sintomatologia: Mal della foresta: le api perdono la capacità di volare e si muovono tremolanti e senza finalità apparente davanti all arnia, raggruppandosi spesso sui fili d erba o sul predellino, dove muoiono. Si possono notare anche soggetti con addome gonfio, ali allargate a K e feci diarroiche. Mal nero: le api appaiono nere a causa della perdita dei peli e delle setole. In questo caso non perdono la capacità di volare, ma sono di dimensioni più piccole delle altre; passato qualche giorno dalla comparsa dei primi sintomi, vengono a morte dopo aver presentato evidenti tremori. Trasmissione: per via orale e verticale (dalla regina alla progenie) Andamento della patologia: solitamente presente allo stato latente o inapparente, diviene manifesta in situazioni di sovraffollamento dell alveare, in associazione a carenze delle risorse nettifere, condizioni climatiche avverse, errori di management ecc.. ed inoltre è quasi sempre associata a varroasi. Controllo: rimozione di favi infetti, il cambio della regina razionali piani di controllo della varroa 18
19 VIRUS DELLE ALI DEFORMI Deformed Wing Virus (DWV) Sintomatologia: malformazione delle ali, dimensioni ridotte delle api adulte e morte della covata nelle cellette Trasmissione: Varroa Molto diffuso, può causare infezioni latenti Andamento della patologia: Vengono colpite le larve durante il loro sviluppo, che riescono a sfarfallare dando origine ad api adulte che hanno una breve durata di vita Controllo: Mantenimento di un basso livello di varroa VIRUS DELLA COVATA A SACCO Sacbrood Virus (SBV) Sintomatologia: covata irregolare Trasmissione: nutrizione larvale Andamento della patologia: Le larve infette non si impupano. All interno del tegumento si forma del liquido. La pelle trattiene il liquido e la larva sollevata assume l aspetto di un sacchetto. Infine la larva secca e forma una scaglia nera. Generalmente l incidenza della malattia rimane bassa e tende a risolversi durante il corso della stagione. Le api adulte scoprono le larve malate e le rimuovono prima che diventino infette. I virus che restano nelle scaglie perdono rapidamente la loro infettività. Controllo: distruzione della covata infetta e sostituzione della regina 19
20 CONTROLLO DELLA VARROA STRATEGIE ATTUALI TECNICHE APISTICHE PRODOTTI ACARICIDI RESISTENZA DELL APE STRATEGIA IN SVILUPPO NEMICI NATURALI DELLA VARROA? STRATEGIE FUTURE? MECCANISMI DI RESISTENZA DELL'APE ALLA VARROA Comportamento di pulizia tra api Conosciuto con il nome di auto-spulciamento (grooming in inglese). Le api parassitizzate vengono ripulite delle varroe da altre api per mezzo delle mandibole. QUESTO COMPORTAMENTO NON è STATO ANCORA BEN VERIFICATO Comportamento di pulizia a livello della covata Questo comportamento consiste nella rimozione più o meno rapida, da parte delle api pulitrici, della covata parassitizzata, sia essa morta o semplicemente ammalata. Le api hanno avrebbero la possibilità di individuare la covata anormale sotto l'opercolo. QUESTO COMPORTAMENTO NON è STATO ANCORA BEN VERIFICATO Periodo di impupamento dell ape più breve In tal modo nascerebbe un numero minore di acari. ANCHE QUESTO MECCANISMO PARE ALQUANTO IMPROBABILE TUTTAVIA CI SONO ALCUNI DATI CHE POSSONO SUGGERIRE SVILUPPI FUTURI 20
21 VARROA E API AFRICANIZZATE Due terzi delle Varroe sono entrate nella covata delle api europee, e un terzo è rimasto in fase foretica. Invece, solamente un terzo di Varroe è entrata nella covata di api africanizzate e due terzi sono rimaste foretiche. Sembra dunque che la covata di api europee sia due volte più attrattiva per la Varroa rispetto alla covata di api africanizzate. MESSICO API EUROPEE API AFRICANIZZATE LE API DI PRIMORSKY Negli Stati Uniti api di tipo russo (Primorsky) mostrano un alto livello di resistenza alla Varroa (Rinderer e al 2001). Anche nelle condizioni europee le api Primorsky mostrano un livello di infestazione inferiore. Un numero significativamente maggiore di acari fra quelli raccolti morti sul fondo dell'alveare mostra danni fisici. Tuttavia le api di Primorsky risultano decisamente meno produttive e anche nettamente più aggressive. PRIMORSKY Api mellifere circa 150 anni fa sono state trasferite dal Caucaso ai territori di Primorsky 21
22 APE DI PRIMORSKY APE REGINA DI APE DI PRIMORSKY 22
23 QUANDO INIZIARE LA LOTTA ALLA VARROA La Varroa è il più grave problema dell apicoltura contemporanea. Si devono adottare tutte le strategie possibili per combattere questo parassita. Normalmente la lotta alla Varroa ha inizio dopo l ultimo raccolto. Generalmente ciò avviene alle basse quote a fine giugno e più in alto ad inizio luglio. In alcune annate ed in alcuni apiari questo momento può essere già troppo tardi. Occorre quindi monitorare il grado di infestazione anche durante il raccolto. Oltre all uso di prodotti naturali o di sintesi si devono adottare tecniche apistiche idonee (blocco di covata, eliminazione covata, etc ) METODI DI MONITORAGGIO DELLA VARROA CADUTA: Naturale Post-trattamento INFESTAZIONE DELLA COVATA INFESTAZIONE API ADULTE 23
24 CADUTA NATURALE UTILIZZARE IL CASSETTINO SPALMATO DI VASELINA FILANTE PER EVITARE ASPORTAZIONE DA PARTE DI FORMICHE EFFETTUARE SOLO IN PRESENZA DI COVATA MONITORARE PER ALMENO 4 GIORNI PERIODI DA MONITORARE GIUGNO: MAX 3 ACARI/GIORNO AGOSTO: MAX 15 ACARI/GIORNO SETTEMBRE: MAX 1 ACARI/GIORNO VARROAGRAMMA: ELABORATO DA UN APICOLTORE IN PROVINCIA DI SALERNO Ci sono molte ricette e tabelle, ma molto spesso le cadute naturali sono poco indicative. 24
25 VALUTAZIONE DELL INFESTAZIONE DELLA COVATA Gli stadi larvali di operaie e fuchi devono essere prelevate da due favi di covata recentemente opercolata. Si devono estrarre larve da 4 gruppi di 50 cellette ciascuno scelti casualmente sui favi stessi (per un totale di 200 cellette). In entrambi i casi la stima della popolazione di acari attraverso l'esame delle api adulte e stadi larvali, è un metodo molto preciso. Si valuta la percentuale di cellette con Varroa Nella covata un livello di infestazione inferiore al 5% indica una infestazione contenuta. Un livello del 25% o più di covata infestata indica una grave infestazione, che richiede un trattamento immediato. 25
26 D D M # 26
27 METODO DELLO ZUCCHERO A VELO SULL ARNIA Si somministrano 100 grammi di zucchero a velo per famiglia e, osservando il cassettino (già dopo alcuni minuti ma la conta va fatta il giorno dopo), ci si può rendere conto dell'infestazione. Infatti, la sua efficacia si aggira intorno al 4% della popolazione totale di Varroa presente nella famiglia. Nelle colonie dove cadono più di acari con lo zucchero, è necessario intervenire subito contro la Varroa, meglio se con un blocco di covata o l asportazione. Lo zucchero al velo può essere somministrato con un comune setaccio per dolci. Se lo zucchero si spolvera direttamente sopra i favi, poi va ulteriormente distribuito con una comune spazzola da apicoltore per dirigerlo negli spazi tra i telaini; in alternativa, ma l operazione richiede più tempo, si può spolverare ogni singola facciata dei favi estraendoli dall'arnia uno per volta. Con questa seconda metodologia, sicuramente tutte le api sono investite dallo zucchero e la caduta di Varroa è maggiore. In America ci sono apicoltori che dicono di riuscire a tener sotto controllo la Varroa soltanto ripetendo 5 o 6 volte questo trattamento. Probabilmente in zone fredde dove ci sono pochi cicli di covata, questo può essere possibile; in situazioni normali, da solo non funziona. METODO TEDESCO DELLO ZUCCHERO A VELO In Germania effettuano la conta delle Varroe sulle api adulte col metodo dello zucchero a velo, questo permette ad ogni apicoltore di avere una idea abbastanza chiara dell infestazione da Varroa durante tutta la stagione, al fine di non trovarsi impreparato. 1) Prelevare un campioni di api dalla periferia della colonia (circa 50 g di api) riempiendo un flacone da 120 ml. 2) Versare le api in un barattolo da 750 ml con fondo in rete. 3) Aggiungere 35 g di zucchero a velo attraverso la rete 4) Rimescolare api e zucchero per 3 minuti. 5) Scuotere energicamente lo zucchero sopra un colino sottile per 1 minuto. 6) Rimettere le api nella colonia 7) Contare le Varroe nel colino 8) Calcolare il livello di infestazione 27
28 Prelevare un campioni di api dalla periferia della colonia (circa 50 g di api) riempiendo un flacone da 120 ml. Versare le api in un barattolo da 750 ml con fondo in rete. 28
29 Aggiungere 35 g di zucchero a velo attraverso la rete Rimescolare api e zucchero per 3 minuti. Scuotere energicamente lo zucchero sopra un colino sottile per 1 minuto. 29
30 Rimettere le api nella colonia Contare le Varroe nel colino 30
31 Soglia stabilita su 50 g di api: L$%&' $'()' *))*+,-* '%'C&. C'C in pericolo (per ora) Trattamento necessario presto Soglia superata, trattamento immediato < 5 < 10 < > 25 Calcolare il livello di infestazione SCHEDA RACCOLTA DATI 31
32 TECNICHE APISTICHE PER IL CONTROLLO DELLA VARROA Telaino trappola di covata maschile Blocco della Covata Eliminazione della covata opercolata Tecnica del Pacco d api Sostituzione della regina UTILI SOLO PER CONTROLLO VARROA UTILI ANCHE PER LA MOLTIPLICAZIONE DELLE COLONIE REGINE GIOVANI DEPONGONO MENO COVATA MASCHILE LE TECNICHE APISTICHE SONO FONDAMENTALI MA NON SI PUÒ FARE A MENO DI UTILIZZARE PRODOTTI AD AZIONE ACARICIDA. CALENDARIO DI UTILIZZO DELLE TECNICHE APISTICHE PER IL CONTROLLO DELLA VARROA 32
33 TELAINO TRAPPOLA Questa tecnica sfrutta il principio della preferenza che hanno le varroe adulte di riprodursi all'interno delle celle di covata maschile. Infatti il rapporto esistente tra varroe che preferiscono covata maschile invece di quella femminile è di 8 a 1. Un telaino da nido senza armatura e con 5 cm di foglio cereo a celle femminili saldati nella parte superiore viene inserito, fin dalla ripresa primaverile,in prossimità della zona di covata. Dopo 10/12 giorni dall'introduzione si asporta la covata da fuco. L'operazione d'intrappolamento delle varroe nella covata da fuco si esaurisce quando all'interno della famiglia si interrompono le attività di costruzione e di allevamento dei maschi. TELAINO CAMPERO: variante al telaino trappola detto anche telaino indicatore a tre settori (TIT 3). É un telaino da nido diviso in tre settori verticali da due listarelle; dopo otto giorni si ritaglia la prima sezione di favo, dopo altri sette giorni si ritaglia la seconda porzione di favo che possiede già numerose celle di covata maschile. Alla terza settimana si taglia il terzo settore e così si entra nel ciclo di asportazione di covata maschile. 33
34 34 "!
35 BLOCCO DELLA COVATA Il blocco della covata è una tecnica molto efficace ma deve essere eseguita in modo preciso. Ci sono diverse modalità di confinamento della regina. La durata del blocco è variabile nelle varie modalità ed anche i trattamenti abbinati possono essere fatti in tempi diversi. Bisogna applicare un metodo preciso e seguirlo alla lettera. 35
36 BLOCCO DI COVATA CON FAVO ORIZZONTALE Questo metodo permette: - alla regina di continuare la deposizione sullo stesso favo, - alle api di non subire shock per la mancanza di covata, - alla covata di essere presente con i loro ferormoni - alla regina il controllo di tutto l alveare, con la sua presenza, - di non manipolare la regina, che rimane sul favo sul quale si trova con risparmio di tempo e lavoro - di non usare materiali diversi da quelli che sono gia in possesso dell apicoltore, con notevoli risparmi economici,. - unico impegno è la costruzione di una sola apposita cornice ( ma volendo è possibile girare il coprifavi evitando la costruzione della cornice) - di recuperare il favo infestato dalla Varroa qualora il favo prelevato fosse ancora in buono stato COME SI PROCEDE 1) Si preleva il telaino sul quale c è la regina 2) Si poggia sul nido l escludiregina 3) Si pone la cornice sul nido sopra l esludiregina e vi si alloggia il telaino con la regina appoggiandolo ai chiodi delle scalanatura 4) Si apre e si preleva il telaino, dopo circa 19 giorni, meglio qualche giorno prima piuttosto che una cella aperta con la varroa. 5) Si scuotono le api con la regina che si trovano sul favo nel nido 6) Si pulisce il favo che sarà pieno di covata infestata dalla Varroa, ed in seguito sarà rimesso all interno del nido. 7) Dopo qualche giorno 3-4 la regina avrà iniziato la deposizione e si dovrà fare un trattamento antivarroa. 36
37 La cornice deve essere alta cm, e avrà due scanalature per alloggiarvi il telaino, a metà della scanalatura un chiodo permetterà di tenere sollevato il telaino e permettere alla regina la deposizione anche sul lato inferiore D 37
38 I/ 12/3I45 6 I4 / PENDENZA 38
39 OTTIMALE 39 "!
40 COME OTTENERE NUOVE COLONIE PRIVE DI VARROA? Trattamento degli sciami naturali prima dell opercolatura della covata. Rimozione della covata, formazione di nuclei orfani e trattamento contro la Varroa prima che la nuova regina abbia prodotto covata orpecolata. Inserimento della nuova regina in nuclei orfani solo dopo 2 settimane (si lasciano costruire le celle reali e si eliminano dopo 10 gg) e si tratta il nucleo prima dell opercolatura della nuova covata. Utilizzando il sistema del pacco d api: in questo modo si hanno i vantaggi di tutti i metodi precedenti: Si sfrutta l energia sciamatoria di api messe a sciame. Si ottengono nuclei perfettamente puliti. Si ha un rinnovamento dei telaini con riduzione di altre patologie. Non si deprime l ovideposizione delle regine, anzi la si sfrutta. LA TECNICA DEL PACO D API MOLTIPLICAZIONE DELLE COLONIE E PULIZIA TOTALE DALLA VARROA: DUE OBBIETTIVI RAGGIUNGIBILI ALLO STESSO TEMPO FAMIGLIA ORIGINARIA REGINA NUOVA Autoprodotta dalla colonia Regina fecondata Regina vergine Cella reale REGINA VECCHIA = + QUESTO METODO È STATO MESSO A PUNTO DAL DR. FRANCO GATTI E DALL APICOLTORE GIULIANO MORA 40
41 PARTENDO DA UN CERTO NUMERO DI COLONIE, QUESTO PUÒ ESSERE RADDOPPIATO, MANTENUTO COSTANTE O ACCRESCIUTO A PIACERE RIASULTATO MASSIMO 4 NUOVE COLONIE CON REGINE VECCHIE, PACCO D API E CERA NUOVA 4 FAMIGLIE ORIGINARIE CON NUOVE REGINE ESEMPIO: 4 FAMIGLIE ORIGINARIE RIASULTATO INTERMEDIO RIASULTATO MINIMO 4 FAMIGLIE ORIGINARIE CON REGINE VECCHIE MA PARTE DI CERA NUOVA IL METODO NEL SUO INSIEME FAMIGLIA ORIGINARIA NUOVA COLONIA CON REGINA VECCHIA, 5 FOGLI CEREI E PACCO D API EVENTUALE TRATTAM. VARROA (APISTAN) FAM. ORIGINARIA ORFANA CON TUTTI I TELAINI E COVATA TRATTAMENTO CONTRO LA VARROA ENTRO 8 GIORNI COSTR. CELLE REALI SVIL. REGINA DISTR. CELLE REALI NASC. REGINA NUOVA COLONIA SANIFICATA INS. REGINA FECONDATA (CONSERV. COLONIA) FECON. REGINA RIUNIONE TRATTAM. VARROA O9;<=>= FUCO REGINA CICLO BIOLOGICO DELL APE DOMESTICA 41
42 COME SI PROCEDE TECNICAMENTE L OPERAZIONE PUO ESSERE SVOLTA ANCHE SU COLONIE CON ANCORA IL MELARIO (IN QUESTO CASO È PIÙ FACILE INDIVIDUARE LA REGINE). INFATTI LE API PRELEVATE SONO PREVALENTEMENTE API GIOVANI E NON BOTTINATRICI. IN TAL CASO NON SI PUO INSERIRE SUBITO LA STRISCIA DI APISTAN MA SOLO DOPO AVER TOLTO I MELARI. MATERIALE OCCORRENTE (PER OGNI COLONIA DA SANIFICARE) Imbuto per pacchi d api (anche autocostruito) Gabbia per pacchi d ape Una arnia vuota 5 telaini con foglio cereo Un nutritore a tasca (o altro nutritore molto capiente + diaframma) 5-6 litri di nutrimento liquido Un prendisciami leggero Una gabbietta per regine con candito Uno spruzzino con nutrimento liquido diluito in acqua (Due strisce di Apistan) Acido Ossalico COME SI PROCEDE TECNICAMENTE (NUOVA COLONIA) LE OPERAZIONI PASSO PER PASSO (PRIMO GIORNO) Collocare presso l arnia il prendisciami vuoto Individuare la regina nella colonia Trasferirla con il telaino in cui si trova nel prendisciami e chiuderlo Estrarre i 5-6 telaini più popolosi uno a uno, spruzzarli e sbattere le api dentro la gabbia per pacchi mediante l imbuto. Chiudere la gabbia. Estrarre nuovamente dal prendisciami il telaino con la regina e trasferirla con alcune api nella gabbietta per regine con candito. Inserire il telaino dove stava la regina nell arnia originaria. Inserire eventualmente nell arnia originaria due strisce di Apistan Inserire il pacco d api nella nuova arnia (con porticina chiusa) alla destra dei 5 telaini nuovi e del nutritore a tasca (pieno) o del diaframma. Inserire la gabbietta con la regina tra i telaini. Aprire il pacco d api e chiudere la soffitta dell arnia. Trasferire l arnia in luogo fresco. 42
43 COME SI PROCEDE TECNICAMENTE (NUOVA COLONIA) SECONDO GIORNO Trasferire la nuova arnia con il pacco in un apiario ad almeno 1,5 km da quello originario ed aprire la porticina QUARTO GIORNO Nella nuova arnia: Verificare il fabbisogno di nutrimento e togliere la gabbia del pacco d api. SESTO GIORNO Nella nuova arnia: verificare la liberazione della regina e l eventuale deposizione e aggiungere ancora nutrimento. OTTAVO GIORNO Nella nuova arnia: verificare l eventuale deposizione da parte della regina, lo stato di lavorazione dei fogli cerei (eventualmente aggiungere ancora nutrimento) e trattare la nuova colonia contro la Varroa. COME SI PROCEDE TECNICAMENTE (COLONIA ORIGINARIA) PRIMO CASO: NON SI VUOLE AUMENTARE IL NUMERO DELLE COLONIE DECIMO-TREDICESIMO GIORNO Distruzione celle reali VENTIQUATTRESIMO GIORNO Trattamento con Acido Ossalico della colonia originaria. VENTISEIESIMO GIORNO Trasferire la nuova colonia con la vecchia regina al posto della colonia originaria. Prelevare i telaini migliori (con le loro api) della colonia originaria e inserirli nella nuova arnia. Sbattere tutte le api rimaste nei telaini eccedenti nella nuova arnia. Immagazzinare la vecchia arnia e i telaini eccedenti. 43
44 COME SI PROCEDE TECNICAMENTE (COLONIA ORIGINARIA) SECONDO CASO: SI VUOLE RADDOPPIARE IL NUMERO DELLE COLONIE CON REGINA AUTOPRODOTTA DECIMO-TREDICESIMO GIORNO Verifica della costruzione delle celle reali; distruzione delle celle in eccesso tranne le due migliori VENTESIMO GIORNO Verifica della nascita e della fecondazione della nuova regina VENTIQUATTRESIMO GIORNO Verifica della fecondazione, della deposizione e trattamento con Acido Ossalico. COME SI PROCEDE TECNICAMENTE (COLONIA ORIGINARIA) SECONDO CASO: SI VUOLE RADDOPPIARE IL NUMERO DELLE COLONIE CON REGINA FECONDA ACQUISTATA O PRODOTTA SEPARATAMENTE DECIMO GIORNO Distruzione delle celle reali. VENTIDUESIMO GIORNO Inserimento della nuova regina. VENTOTTESIMO GIORNO Verifica dell accettazione della nuova regina, della deposizione e trattamento con Acido Ossalico. 44
45 INDIVIDUARE LA REGINA NELLA COLONIA TRASFERIRLA CON IL TELAINO IN CUI SI TROVA NEL PRENDISCIAMI E CHIUDERLO 45
46 ESTRARRE UNO A UNO I 5-6 TELAINI PIÙ POPOLOSI, SPRUZZARLI E SBATTERE LE API DENTRO LA GABBIA PER PACCHI MEDIANTE L IMBUTO 46
47 IL PACCO D API DI CIRCA 1,5 KG TRASFERIRE LA REGINA CON ALCUNE API NELLA GABBIETTA TAPPATA CON CANDITO 47
48 INSERIRE IL TELAINO DOVE STAVA LA REGINA NELL ARNIA ORIGINARIA RIMOZIONE DELLA COVATA OPERCOLATA La rimozione della covata opercolata è una tecnica molto efficace per eliminare drasticamente la Varroa dalle colonie in produzione. Si applica subito dopo l ultima raccolta di miele, ma anche prima in casi di grave infestazione. Le colonie in questo modo vengono risanate, trattandole con Acido ossalico in assenza di covata opercolata. La covata opercolata asportata può essere eliminata (mettendo i favi nella sceratrice o mediante getto d acqua) oppure utilizzata per produrre nuovi nuclei. Questi nuclei devono essere trasferiti in un apiario isolato. In caso di grave infestazione i nuclei ottenuti con la covata asportata hanno una bassa probabilità di sopravvivenza. I nuovi nuclei ottenuti vanno lascati orfani fino alla nascita di tutte la covata, trattati e poi si inserisce una nuova regina o si lascia quella eventualmente prodotta dalle api. 48
49 LA TECNICA DELLA RIMOZIONE DELLA COVATA PERMETTE ALL APICOLTORE DI RAGGIUNGERE ALLO STESSO TEMPO DIVERSI OBBIETTIVI: Controllo molto efficace e semplice della Varroa nel trattamento estivo. Costituzione di nuove colonie. Produzione di nuove regine. Rinnovamento dei telaini nelle colonie originarie. Riduzione dell affollamento dell alveare dopo la rimozione dei melari. Riduzione dei fenomeni di saccheggio estivo. Sincronizzazione degli interventi. RIMOZIONE DELLA COVATA Abbinata alla rimozione dei melari questa tecnica permette di evitare l affollamento nelle colonie, spesso causa scatenante di varie patologie. Si ha un ottima pulizia dalla Varroa nelle colonie originarie e poi nei nuovi nuclei. Si ha un buon ricambio di telaini con riduzione delle malattie nell alveare. Si producono nuove regine che se valide possono essere usate per sostituire quelle vecchie nelle colonie originarie. Posso aumentare il numero di colonie, ma riunendo i nuclei, dopo il trattamento alle colonie originarie, posso mantenere costante la consistenza dell apiario. Riduco gli interventi e ne massimizzo l efficacia. 49
50 RIMOZIONE DELLA COVATA: GIORNO 1 La prima operazione da svolgere è l individuazione della regina. Se non la troviamo ma abbiamo la sicurezza che ci sia (presenza di uova in piedi, api tranquille, no celle reali..) possiamo prelevare ugualmente i telaini di covata, in tal caso però tutte le api dovranno essere sbattute nell arnia. Con i telaini di covata prelevati si costituiscono dei nuclei (con 5-6 telaini) di cui almeno 2-3 coperti di api e meglio se ottenuti mescolando telaini di vari alveari. È fondamentale eliminare eventuali celle reali già presenti. In questo modo si ottengono nuclei più bilanciati per api ma anche per Varroa. Ogni nucleo deve avere anche larve giovani o uova e api giovani per l allevamento della nuova regina. I telaini con uova e larve giovani vanno posti al centro. Verificare e bilanciare anche la presenza di scorte nei telaini di covata. RIMOZIONE DELLA COVATA: GIORNO 1 Quando si prelevano i telaini di covata dalla colonia vanno tolti i telaini con prevalente covata opercolata. Nei telaini con piccole rose di covata opercolata o con cellette di covata opercolata isolate, queste vanno distrutte con la leva o la forchettina disoprecolatrice, lasciando la covata aperta nell arnia. Questo è fondamentale per evitare la soppressione della regina da parte delle operaie rimaste. LA SOSTITUZIONE DEI TELAINI PRELEVATI DEVE ESSERE PROPORZIONATA ALLA POPOLOSITÀ DELLA COLONIA, TENENDO PRESENTE IL NUMERO DI MELARI. Ad esempio, ad una colonia con tre melari e 7 telaini di covata rimossi possono essere forniti anche 6-7 telaini (4-5 con foglio cereo ed il resto costruiti). 50
51 RIMOZIONE DELLA COVATA: GIORNO PFHJBKA COVATA JRFBEJ APISCAMPO UKJWBJPPJ RIMOZIONE DELLA COVATA: GIORNO 1 CON I TELAINI DI COVATA PRELEVATI SI COSTITUISCONO DEI NUCLEI (CON 5-6 TELAINI) DI CUI ALMENO 2-3 COPERTI DI API E MEGLIO SE OTTENUTI MESCOLANDO TELAINI DI VARI ALVEARI. 51
52 RIMOZIONE DELLA COVATA: GIORNO JRK I NUCLEI VANNO COSTITUITI CON 5-6 TELAINI DI COVATA DI CUI ALMENO 2-3 COPERTI DI API. SE NEI TELAINI DI COVATA C è UNA CORANA DI MIELE E SE L AMBIENTE OFFRE FIORI O MELATA NON SERVE NUTRIRE I NUCLEI FINCHE NON CI SARA NUOVA COVATA. POICHÉ NASCERANNO MOLTE API GIOVANI INVECE DEL DIAFRAMMA METTERE UN TELAINO CON FOGLIO CEREO È FONDAMENTALE ELIMINARE EVENTUALI CELLE REALI GIÀ PRESENTI. RIMOZIONE DELLA COVATA: GIORNO 1 I NUCLEI COSÌ OTTENUTI VANNO ALLONTANATI E POSTI IN UN APIARIO ISOLATO, PERCHÉ SARANNO TRATTATI CONTRO LA VARROA SOLO DOPO ALCUNE SETTIMANE 52
53 RIMOZIONE DELLA COVATA: GIORNO PFHJBKA COVATA JRFBEJ APISCAMPO UKJWBJPPJ RIMOZIONE DEI MELARI, DELL APISCAMPO E TRATTAMENTO CON ACIDO OSSALICO GOCCIOLATO RIMOZIONE DELLA COVATA Nei giorni successivi al trattamento con Ossalico si dovrà controllare la caduta di Varroa e verificare la ripresa della deposizione da parte dell ape regina. Al fine di facilitare la costruzione dei fogli cerei è opportuno nutrire le colonie in questa fase. I nuclei prodotti con la covata, specialmente se forniti di qualche scorta, non vanno nutriti, infatti hanno pochissima covata da allevare. Tenderanno ad accumulare scorte fino alla fecondazione della regina. IL TRATTAMENTO AI NUCLEI VA FATTO NON PRIMA DI 24 GIORNI DALLA LORO COSTITUZIONE E PRIMA DELL OPERCOLATURA DELLA NUOVA COVATA DELLA REGINA DI SOSTITUZIONE. 53
54 Quattro giorni dopo lx YZ[\]\^_]Z`a ba] `^Yla] [Xcadda opportuno fare un controllo delle celle reali pczbz\\ae fa Yalla che risultassero già chiuse in tale controllo devono essere eliminateg lx[y]x`bz ]`haya i^alla ]` jzckx_]z`ae m^a[\z pacyhé le celle chiuse in fretta sono partite da larve già di 3 giorni e non danno in genere buone regine. In questo controllo si possono inoltre fornire celle ai nuclei che non le hanno prodotte spostando un telaino con celle da nuclei dove queste sono state prodotte su più di un favo. RIMOZIONE DELLA COVATA Nei nuclei costituiti con la covata asportata, si possono inserire delle regine selezionate anche autoprodotte. Si possono inserire delle celle reali mature dopo aver distrutto quelle prodotte nei nuclei, avendo l accortezza di inserirle non prima del 12 giorno dalla costituzione dei nuclei. Il traslarvo deve essere fatto lo stesso giorno della formazione dei nuclei. Più facile è la sostituzione delle regine già fecondate con altre selezionate o autoprodotte. In questo caso si sopprime la regina non desiderata, la si pone sopra i telaini esterni e si inserisce la gabbietta con la nuova regina fecondata. La regina da sostituire può anche essere mantenuta in vita per una settimana, per sicurezza, tenendola dentro una gabbietta con le accompagnatrici. 54
55 RIMOZIONE DELLA COVATA I nuclei che per diversi motivi non si sono fatti una regina o la cui regina è andata persa nei voli di fecondazione, vanno trattati comunque con ossalico e poi devono essere sciolti, distribuendo i loro telaini ai nuclei vicini (dopo averli travasati in arnie). Bisogna essere certi però che non ci siano vergini. Per questo motivo conviene disporre i nuclei a distanza tale da permettere sempre il loro travaso in arnie senza spostamenti. Dopo le prime settimane di deposizione delle nuove regine posso valutarne il valore, scegliendo quelle da conservare e quelle da sopprimere. IN QUESTO MODO POSSO USARE LE NUOVE REGINE PER SOSTITUIRE LE REGINE DELLE COLONIE ORIGINARIE ED I TELAINI PER RINFORZARE I NUCLEI RIMASTI O LE ALTRE COLONIE. RIMOZIONE DELLA COVATA: un esempio concreto Apiario originario costituto al 10 luglio da 25 alveari e 5 nuclei. Sono stati rimossi 137 telaini di covata. Sono stati costituiti 23 nuclei (tutti da 6 e uno da 5 telaini). Tutti e 23 i nuclei hanno prodotto una regina ma solo 18 l hanno portata a fecondazione. Tutti sono stati trattati con ossalico dopo 25 giorni. Nei 5 nuclei orfani è stato inserito un telaino con covata giovane per dare la possibilità di fare una nuova regina. A metà agosto due nuclei orfani sono stati leggermente saccheggiati e quindi sciolti distribuendo i telaini ai nuclei vicini, nel frattempo travasati in arnie. 55
56 RIMOZIONE DELLA COVATA: un esempio concreto I nuclei che avevano ottenuto una regina fecondata si sono sviluppati molto rapidamente. Di quelli inizialmente orfani solo uno è stato recuperato. Anche l inserimento di una regina fecondata non ha dato esito negli altri. Quindi conviene sciogliere i nuclei che da subito non hanno prodotto una regina fecondata. A metà ottobre dei 23 nuclei originari la situazione è questa: 19 colonie, di cui 12 travasate in arnie e con 8-10 telaini. Dopo la fecondazione della regina i nuclei/arnie sono stati nutriti 3 volte (1 kg a colonia). RIMOZIONE DELLA COVATA: un esempio concreto Delle 30 colonie originarie nessuna ha cambiato regina (solo una colonia è sciamata dopo la rimozione: lo sciame è stato recuperato e trattato e la colonia ha sostituito la regina che si è fecondata). Anche nelle colonie in cui la regina non si era vista e tutte le api erano state sbattute non si è avuto nessun problema per la regina. Le colonie hanno costruito quasi tutti i telaini con foglio cereo forniti, quelli poco costruiti sono stati rimossi a fine agosto, iniziando il restringimento pre-invernamento. Le colonie sono tutte sane, calmissime e sono state nutrite 3 volte con 1 kg di nutrimento liquido. Nelle colonie originarie e nei nuclei costituiti con la covata non si sono registrati sintomi di alcun tipo. Non si sono registrati casi di saccheggio se non nei due nuclei orfani. 56
57 RIMOZIONE DELLA COVATA: UN ASPETTO CRITICO Se dal momento della messa in atto della rimozione della covata al trattamento invernale di pulizia non si applica alcuna altra strategia contro la Varroa e non si controlla il grado di infestazione si possono avere delle cadute molto elevate dopo il trattamento finale. I nuclei formati con la covata rimossa potrebbero anche presentare una situazione migliore, visto che sono stati trattati quasi un mese dopo. Cosa sui può fare tra la rimozione della covata e il trattamento invernale: Utilizzare da agosto, prodotti a lento rilascio: Apistan, Apivar In casi di forte reinfestazione ed in ambienti adatti si potrebbe fare una seconda rimozione a settembre, cui seguirà la riunione dei nuclei e delle colonie originarie. Una soluzione ideale non è ancora stata individuata e le ipotesi sono molte. Quello che si sta cercando di studiare va nella direzione di una drastica riduzione di acaricidi di sintesi e quindi un Formico in gel a lento rilascio, se autorizzato, potrebbe essere ragionevole. LA RIMOZIONE DELLA COVATA PERMETTE DI OTTENERE UN OTTIMA PULIZIA DALLA VARROA ED ALLO STESSO TEMPO DI PREDISPORRE LE COLONIE E L APIARIO NEL SUO INSIEME AD UN INVERNAMENTO OTTIMALE. Infatti si ottengono: 1. Pulizia dalla Varroa 2. Rinnovamento telaini 3. Ridistribuzione scorte e bilanciamento colonie. 4. Rinnovamento regine. 5. Predisposizione di nuovi nuclei di sicurezza. + OK 57
58 USO DI PRODOTTI AD AZIONE ACARICIDA I prodotti ad azione acaricida utilizzati in apicoltura sono molti, ma solo alcuni sono permessi dalla legislazione italiana: D.L.vo 6 aprile 2006, n. 193 Attuazione della direttiva 2004/28/CE recante un codice comunitario dei medicinali veterinari Art. 69 E vietato somministrare agli animali sostanze farmacologicamente attive se non in FORMA DI MEDICINALI VETERINARI AUTORIZZATI Nella G.U. n.144 del 21/06/08 è stata pubblicata dal Ministero della Salute Autorizzazione al mantenimento del regime di dispensazione senza obbligo di ricetta veterinaria per alcuni medicinali veterinari Apiguard, ApilifeVar, Apistan, Thymovar Api-Bioxal dal 03/01/2012 Tutti i trattamenti devono essere registrati sul registro del farmaco a parte che uno produca per autoconsumo TUTTI I TRATTAMENTI DEVONO ESSERE REGISTRATI SU UN APPOSITO REGISTRO TRATTAMENTI. PER CHI PRODUCE PER AUTOCONSUMO NON È OBBLIGATORIO noqrsuvw uosxw yu quantità usata z{ w wq roqrvr}}{ qwy fornitore del medicinale/nutrimento Tale registro a pagine prenumerate e vidimato dalla ASL deve essere conservato per almeno 5 anni dall ultima registrazione insieme ad eventuali RICETTE e alla DOCUMENTAZIONE D ACQUISTO 58
59 LINEE GUIDA PER L APICOLTURA 2008 Fondazione Edmund Mach, Questa pubblicazione rappresenta un aggiornamento all edizione del maggio 2002 alla luce della nuova normativa comunitaria sulla sicurezza alimentare. I nuovi Regolamenti comunitari in materia di igiene hanno infatti introdotto importanti fattori di innovazione per garantire un elevato livello di tutela della salute pubblica in tutta la Comunità europea. Il concetto alla base del nuovo quadro legislativo è che la sicurezza alimentare deve essere garantita lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione del prodotto e che il produttore è il principale responsabile della salubrità dell alimento. Il testo è scaricabile gratuitamente in versione pdf al seguente link: I PRODOTTI AD AZIONE ACARICIDA PERMESSI DALLA LEGISLAZIONE ITALIANA: Acido ossalico: Timolo: Fluvalinate: Amitraz: Apibioxal Apilife VAR Thymovar Apiguard Apistan Apivar AMMESSI IN APICOLTURA BIOLOGICA NON AMMESSI IN APICOLTURA BIOLOGICA (Acido formico): Nessun prodotto registrato fino ad oggi ma sta per essere registrato un prodotto in gel di produzione canadese 59
60 QUANDO INTERVENIRE TRATTAMENTO PRIMAVERILE: Recenti ricerche canadesi dimostrano che fino a marzo il 75% della Varroa non entra nella covata. In questa fase potrebbe risultare utile fare un trattamento se si ha il dubbio che il trattamento invernale sia stato non del tutto efficace. Potrebbe bastare un acido ossalico gocciolato o un intervento più prolungato con APIVAR. Le metodiche e l efficacia dei trattamenti primaverili sono però da verificare e mettere a punto. Un trattamento primaverile dovrebbe essere fatto entro marzo. TRATTAMENTO ESTIVO: Il trattamento estivo è considerato un trattamento tampone, che consenta cioè alle colonie di sopravvivere e di produrre api sane fino all intervento invernale. L efficacia del trattamento estivo può essere ottimale solo se abbinato ad una delle tecniche apistiche. Il trattamento estivo deve iniziare prima possibile e comunque non oltre la metà di luglio. TRATTAMENTO INVERNALE: è il trattamento di pulizia e ha la massima efficacia se effettuato in assenza di covata. Occorre quindi attendere il più possibile (se il grado di infestazione lo permette) o utilizzare magari prodotti a lento rilascio come l APIVAR. QUANDO INTERVENIRE ~ ƒ 0 gen feb mar apr mag giu lug ago 60
61 TIPOLOGIA DI INTERVENTI Trattamento in PRESENZA COVATA Si agisce solo su fase foretica!!! La maggior parte delle varroe è al sicuro.nella celletta. Usare un principio attivo che perduri fino a che l ultima varroa non è uscita dall ultima celletta opercolata subito prima del trattamento Trattamenti in ASSENZA DI COVATA Situazione ideale: In assenza di covata tutta la varroa è in fase foretica e sensibile al trattamento Naturale (autunno inverno) Artificiale (indotta con ingabbiamento regina o rimozione covata opercolata) TRATTAMENTO IN PRESENZA DI COVATA 61
62 Apilife VAR Principi attivi oli essenziali: timolo, eucaliptolo, mentolo, canfora Dose di impiego: 1 tav./sett./arnia per 3 settimane Pregi TRATTAMENTO ESTIVO Eseguire il trattamento in assenza di melario Difetti Facilità d impiego Efficacia No resistenza Non tossico Non inquinante Efficacia dipendente dalle temperature Possibilità di saccheggi Precauzioni: eseguire il trattamento alla sera in presenza di alte temperature. Il giorno prima del trattamento abituare le api all odore inserendo un pezzetto della tavoletta Thymovar Eseguire il trattamento in assenza di melario Principi attivo: timolo (15 g) Dose di impiego: 1 spugna divisa in tre parti per 21 giorni, per 2 volte Pregi TRATTAMENTO ESTIVO Difetti Facilità d impiego Efficacia No resistenza Non tossico Non residui Difficoltà di reperimento Precauzioni: efficacia legata all evaporazione e quindi alle temperature 62
63 Apiguard Principi attivo: timolo (12,5 g in 50 g di gel) Dose di impiego: 1 contenitore per 14 giorni, per 2 volte Pregi TRATTAMENTO ESTIVO Eseguire il trattamento in assenza di melario Difetti Facilità d impiego Efficacia No resistenza Non tossico Non residui Efficacia dipendente dalla temperatura Precauzioni: temperatura di almeno 15 C durante il trattamento e non superiori a 30 C; Non usare su famiglie deboli Pregi Apistan TRATTAMENTO ESTIVO Eseguire il trattamento in assenza di melario Principi attivo: Fluvalinate Dose di impiego: 2 strisce per 6-10 settimane Difetti Facilità d impiego Efficacia variabile Diffusa resistenza Non tossico Residui (cera) Efficacia non sicura Precauzioni: dove il prodotto è stato molto utilizzato si osserva una efficacia molto bassa o non sicura 63
64 TRATTAMENTO IN ASSENZA DI COVATA Api-Bioxal TRATTAMENTO PRIMAVERILE, ESTIVO E AUTUNNALE Eseguire il trattamento in assenza di melario Principi attivi: 88,6 g Acido Ossalico Biidrato su 100 g tot. Pregi Facilità d impiego Efficacia No resistenza Non tossico Non inquinante Difetti Efficacia dipendente dal grado di umidità Precauzioni: Trattamenti ripetuti possono danneggiare le api 64
65 Modo di utilizzo di Api-Bioxal Gocciolamento: Sciogliere il contenuto della confezione nel quantitativo di sciroppo indicato nella confezione (acqua e saccarosio in rapporto 1:1, preparato come in tabella. Versare 5 cc di prodotto per ogni telaino abitato, versandolo negli spazi tra i telaini o trasversalmente ad essi. Api-Bioxal Totale sciroppo Zucchero acqua Busta 35 g 0,5 l 308,6 g 308,6 ml Busta 175 g 2,5 l 1543,2 g 1543,2 ml Busta 350 g 5,0 l 3086,4 g 3086,4 ml Sublimazione: Versare 2,3 g di Api-Bioxal nell apparecchio sublimatore rispettando le indicazioni del produttore. Dopo ogni utilizzo raffreddare e ripulire l apparecchio da ogni eventuale residuo. Apivar TRATTAMENTO PRIMAVERILE (ESTIVO) E INVERNALE Eseguire il trattamento in assenza di melario Principi attivo: Amitraz Dose di impiego: 2 strisce per settimane Pregi Facilità d impiego Efficacia in assenza di covata No resistenza Non tossico Residui (miele) Difetti Ricetta medico veterinaria Precauzioni: questo prodotto viene spesso utilizzato come l Apistan ma la sua efficacia appare elevata in assenza di covata. Può essere abbinato ad un blocco della covata ed in questo caso può essere inserito all ingabbiamento della regina. 65
66 IN CONCLUSIONE Oltre al danno diretto la Varroa trasmette e favorisce lo sviluppo di virosi. Si deve sempre monitorare il grado di infestazione nelle colonie. Le tecniche apistiche contro la Varroa sono indispensabili. Per i trattamenti bisogna utilizzare solo prodotti consentiti. Bisogna utilizzare i prodotti secondo le esatte modalità d uso. Non bisogna mai sacrificare la salute delle colonie per un po di miele in più. La Varroa è un problema da tenere sempre presente durante tutta la stagione apistica. PAOLO FONTANA & VALERIA MALAGNINI Fondazione Edmund Mach Centro Trasferimento Tecnologico ˆ Š Œ Ž Š Œ 66
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