VOUCHER UNIVERSALE PER I SERVIZI
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- Evelina Gennara Bettini
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1 C E N S I S VOUCHER UNIVERSALE PER I SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA FAMIGLIA La ricerca del Censis Sintesi Roma, 11 giugno 2014
2 Il Censis ha sviluppato un modello per stimare l impatto economico e sull occupazione della proposta di legge per l istituzione del Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia. Il modello di stima degli oneri per la spesa pubblica derivanti dall introduzione del voucher universale riguarda il primo anno di introduzione e l impatto a regime a cinque anni dall avvio (gli effetti del provvedimento relativi al numero di beneficiari, all emersione del lavoro irregolare e all occupazione aggiuntiva si dispiegano gradualmente nel tempo). Gli oneri per lo Stato sono pari al saldo fra i minori introiti tributari (oneri stimati per l introduzione del voucher meno oneri da detrazioni/deduzioni già esistenti per la stessa tipologia di servizi) e le maggiori entrate per effetto dei: - benefici diretti (emersione del lavoro irregolare, nuova occupazione, minor impiego dell Aspi); - benefici indiretti (occupazione in altri settori, Iva su consumi familiari, imposte su utili d impresa). Per il primo anno il costo per lo Stato ammonterebbe a circa 1,3 miliardi di euro. Tale costo si riduce a circa 640 milioni di euro grazie ai benefici diretti, in particolare per il maggior gettito fiscale determinato dall emersione del lavoro non regolare (305 milioni di euro). Gli oneri si riducono ulteriormente a 273 milioni di euro in considerazione dei benefici indiretti: gettito fiscale derivante dall occupazione attivata in settori collegati (128 milioni di euro) e per l Iva sui consumi aggiuntivi delle famiglie e dei lavoratori (187 milioni di euro) per l utilizzo del minor onere tributario per acquisti. È considerata anche la disponibilità dei fondi strutturali europei per un importo indicativo di 470 milioni di euro per misure utilizzabili per la promozione dell occupazione femminile e la realizzazione di servizi di cura per l infanzia e la non autosufficienza. Il sistema a regime avrebbe un costo di circa 3,6 miliardi di euro, che si riduce a 1,9 miliardi tenuto conto dei benefici diretti e a 700mila euro se si considerano anche quelli indiretti. Secondo questa ricerca, dopo cinque anni la platea di famiglie in grado di accedere ai servizi socio-assistenziali crescerà di 482mila, in coerenza con gli accresciuti bisogni di assistenza connessi con l invecchiamento della popolazione. I lavoratori beneficiari del welfare aziendale saliranno da FONDAZIONE CENSIS 1
3 127mila a 858mila, con enormi vantaggi sia per i dipendenti che per la produttività aziendale (fig. 1). Fig. 1 - Impatto del voucher sulla domanda di servizi da parte delle famiglie (v.a. in migliaia) Fonte: elaborazioni e stime Censis su dati vari Si stima che l emersione del lavoro irregolare nel periodo di messa a regime raggiungerà le 326mila unità, mentre l occupazione aggiuntiva è valutabile in 315mila nuovi occupati fra diretti (assistenza domiciliare) e indiretti (settori collegati) (fig. 2). FONDAZIONE CENSIS 2
4 Fig. 2 - Nuovi occupati e lavoratori emersi ogni anno, nei primi cinque anni dall introduzione del voucher (v.a. in migliaia) Fonte: stime Censis La proposta di legge, che s ispira al modello dei Chèque emploi service universel (Cesu) francesi adattandoli alle caratteristiche del nostro sistema di welfare e del nostro mercato dei servizi alla persona, si propone quattro obiettivi principali che hanno importanti riflessi sul mercato del lavoro: a) favorire la costruzione di un sistema di servizi alla persona e alla famiglia di qualità e con costi sostenibili che faciliti la conciliazione tra vita privata e lavoro al fine di contribuire alla crescita dell occupazione femminile; b) rendere sostenibile un moderno sistema di welfare aziendale, familiare e pubblico a favore dell infanzia e delle persone non autosufficienti basato sul principio della sussidiarietà che mobiliti risorse anche private; c) promuovere la crescita dell occupazione regolare e di maggiore qualità nel comparto degli household services; d) far emergere il lavoro nero così diffuso in questo settore, anche per recuperare risorse aggiuntive e maggior gettito fiscale e contributivo. Occorre tenere presente a questo proposito che in Italia su circa 1,7 milioni di lavoratori domestici, il 50% è costituito da non regolari. La proposta di legge introduce agevolazioni fiscali innanzitutto a favore delle famiglie che utilizzano il Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia elencati nell allegato A. FONDAZIONE CENSIS 3
5 L agevolazione fiscale prevista nella proposta di legge tiene conto che in Italia il costo del lavoro per un collaboratore familiare assunto regolarmente è superiore di circa un terzo a quello assunto in nero, perché alla retribuzione netta occorre aggiungere la tredicesima, i contributi sociali, il Tfr e le ferie. Di conseguenza, si propone sia per le colf che per le badanti, cosi come per l acquisto di servizi erogati da strutture pubbliche o private solo se pagati con il voucher, una detrazione fiscale pari al 33% degli oneri sostenuti dal contribuente, per un importo massimo che va da 6 mila a 8 mila euro in relazione alla presenza di bambini e di persone disabili o di anziani non autosufficienti. Si prevede anche la corresponsione di un assegno per gli incapienti. Per quanto riguarda i voucher erogati dalle imprese a favore dei propri dipendenti, non si prevede alcuna norma aggiuntiva, ma s interviene semplicemente stabilendo che le agevolazioni fiscali già previste a favore delle misure di welfare aziendale si applicano anche quando i benefit sono erogati dal datore di lavoro attraverso il Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia. Il sistema del Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia definito con questa proposta di legge si basa sostanzialmente su tre pilastri, ciascuno dei quali contribuisce in diversa misura a ridurre il costo dei servizi per la famiglia attraverso un unico titolo di credito: 1. le famiglie che acquistano a costo agevolato i servizi; 2. le imprese che erogano a costi agevolati prestazioni di welfare aziendale ai propri dipendenti o le banche in favore dei propri clienti; 3. le amministrazioni regionali e locali che erogano servizi alla persona a favore di persone bisognose e svantaggiate o servizi di conciliazione ai destinatari delle politiche del lavoro attraverso i servizi pubblici e privati del lavoro. Il flusso per l utilizzazione del voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia è relativamente semplice, così come il ruolo dei soggetti della filiera definito dalla proposta di legge: i voucher emessi dalle società concessionarie sono acquistati dalle famiglie o sono ricevuti dai dipendenti delle imprese e dai destinatari dei servizi di protezione sociale, per acquistare servizi di cura dei bambini, degli anziani non autosufficienti o delle persone con disabilità (fig. 3). FONDAZIONE CENSIS 4
6 I voucher possono essere finanziati o cofinanziati dalle imprese per servizi a favore dei propri dipendenti nell ambito delle misure di welfare aziendale, dalle banche e assicurazioni a favore dei propri clienti, dalle amministrazioni regionali e locali per l erogazione delle prestazioni sociali o dagli operatori pubblici e privati per i servizi di conciliazione a favore delle donne coinvolte in percorsi di ricollocamento. I servizi sono resi da lavoratori, imprese, asili nido, centri per anziani o associazioni e organizzazioni del terzo settore e di volontariato accreditati. I voucher vengono pagati alle imprese, organizzazioni e associazioni che hanno reso le prestazioni, da parte delle società emettitrici, mentre i dipendenti (collaboratori domestici e assistenti personali) possono riscuotere i voucher presso istituti bancari convenzionati. Fig. 3 - I tre pilastri del voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia FONDAZIONE CENSIS 5
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