Ecco arriva il Carnevale Progetto continuità rivolto ai bambini della Scuola dell infanzia e della classe I di Scuola primaria del plesso di Molina Docenti: Traversi Elvira, Iacontino Antonio e Vitale Anna Teresa Il progetto continuità Ecco arriva il Carnevale, è stato proposto ai bambini della Scuola dell infanzia e della classe I di Scuola primaria per favorire scambi relazionali tra alunni di diversi ordini di scuola e mantenere viva la tradizione del Carnevale attraverso la conoscenza delle caratteriste di maschere tradizionali. I bambini hanno memorizzato canzoncine, filastrocche, poesie e brevi recite sul Carnevale, facendo riferimento alle principali maschere italiane. Si sono, inoltre, divertiti a realizzare le maschere protagoniste con l utilizzo di materiali di riciclo, tempere, colla, ecc. Infine è stato costruito un piccolo teatrino da utilizzare per la festa finale, durante la quale i bambini si sono esibiti diventando dei piccoli attori pronti a divertirsi tutti insieme. I bambini della Scuola dell infanzia sono pronti e stanno aspettando i loro amici della classe I di Scuola primaria. Ecco che arrivano sono proprio loro: gli alunni della classe I di Scuola primaria
Possiamo iniziare lo spettacolo tutti pronti, si canta Siam le maschere delle espressioni e rappresentare vogliamo le nostre emozioni. Siamo molto espressive, alcune allegre, altre tristi ma tutte assai giulive. Vogliamo partecipare alla festa di Carnevale perché, si sa, ogni scherzo vale! Quindi a voi ci presentiamo così come noi siamo. Sono di prugna la mascherina, son sempre gentile e carina ho la polpa succosa, la buccia scura e a me niente fa paura. Ecco arrivo io: son la maschera di una foglia e di giocare ho una gran voglia balliamo e giochiamo tutti insieme stretti stretti per fare a tutti scherzetti e dispetti! Maschere ed espressioni Son la maschera fragolina molto allegra e birichina sono dolce e assai gustosa mi diverto per ogni cosa! Io son la mela tonda tonda sempre felice e gioconda se mi mangi ogni giorno tolgo il medico di torno! Tarantella, tarantella tarantella di Pulcinella. Pulcinella era povero in canna e viveva in una capanna senza porta e senza tetto e la paglia era il suo letto. Tarantella di Pulcinella In quel letto dormivano in otto: cinque figli, la moglie e il suo gatto e siccome si sentiva un po stretto tutte le notti scendeva dal letto; faceva due passi sulla riva del mare e con la canna provava a pescare: ma guardava sempre la luna e poi diceva: Son senza fortuna! Se almeno un pesce non mi porti stanotte, Pulcinella, ti giuro, domani son botte! Tarantella, tarantella tarantella di Pulcinella.
Ora recitiamo poesie e filastrocche.. Una poesia per Arlecchino Per fare un vestito ad Arlecchino ci mise una toppa Meneghino, ne mise un altra Pulcinella, una Gianduia, una Brighella. Pantalone, vecchio pidocchio, ci mise uno strappo sul ginocchio, e Stenterello, largo di mano qualche macchia di vino toscano. Colombina che lo cucì fece un vestito stretto così. Arlecchino lo mise lo stesso ma ci stava un tantino perplesso. Disse allora Balanzone, bolognese dottorone: Ti assicuro e te lo giuro che ti andrà bene il mese venturo se osserverai la mia ricetta: un giorno digiuno e l altro bolletta! Arlecchino Ecco a voi un burattino che ama assai fare prodezze. Ha un vestito tutto pezze, verdi, blu, rosso rubino. Si esibisce in un teatrino, dice un sacco di sciocchezze. Dopo molte capriole ogni muscolo gli duole, ma se vede un bel bambino svelto, svelto fa un inchino.
E per finire si recita I due fannulloni Arlecchino: Siamo qui! Pulcinella: Sotto le coperte! Balanzone: Perché non avete chiuso la porta? Arlecchino: Io ho la polmonite. Uh, uh! Pulcinella: E io l appendicite. Balanzone: Bene, bene. Sono arrivato al momento giusto. Prendo i ferri e in quattro e quattr otto Arlecchino: I ferri? Aiuto! Pulcinella: I ferri? Si salvi chi può! Narratore: Arlecchino e Pulcinella sono a letto. Fa molto freddo e un colpo di vento ad un tratto spalanca la porta. Arlecchino: Per favore, chiudi la porta. Pulcinella: Già E un favore che volevo chiederti anche io. Arlecchino: Ma io mi sento male. Devo avere la polmonite. Pulcinella: Mi alzerei subito, subito, ma ho un gran mal di testa, quattordici geloni e l appendicite. Narratore: Il vento soffia alla porta: uh! uh! Arlecchino e Pulcinella ficcano il capo sotto le coperte. Intanto entra il dottor Balanzone. Balanzone: Perbacco! Mai visto gente che dorme con la porta aperta con questo freddo. Ma dove sono i padroni? Narratore: E i due poltroncelli saltano dal letto e scappano a gambe levate. Gli occhiali di Arlecchino Arlecchino: Come faccio a sapere che mi scrive questa lettera? E che cosa ci sarà scritto?... Io non so leggere. Andrò a farmela leggere da Pantalone. Arlecchino: Sono venuto per chiederti un favore. Per piacere, mi leggi questa lettera? Pantalone: Aspetta un momento. Per leggerla devo mettere gli occhiali. Ecco fatto, dunque Caro Arlecchino, Colombina ci ha invitati a casa sua a festeggiare il Carnevale. Verrò a prenderti stasera, alle nove. Cari saluti Brighella. Hai capito, Arlecchino? Arlecchino: Si, si e grazie mille, Pantalone. Pantalone: Corri a prepararti per stasera e buon divertimento! Ciao, Arlecchino. Arlecchino: Ciao, Pantalone!...Adesso che ho capito come si fa, andrò dal dottor Balanzone a farmi dare un paio di occhiali, così potrò leggere da solo. Arlecchino: Buongiorno, dottore! Balanzone: Oh, chi si vede! Buongiorno, Arlecchino. Che cosa vuoi?
Arlecchino: Vorrei un paio di occhiali per leggere. Balanzone: Ti accontento subito. Prova questi e leggi questo giornale. Arlecchino: Ma questi occhiali mi fanno girare la testa: vedo tutto a macchie nere Balanzone: Vuol dire che sono troppo forti. Prova questi. Vanno bene? Arlecchino: Peggio ancora, non riesco a vedere nulla: è come se fossi nella nebbia Balanzone: Allora prova questi: dovrebbero essere perfetti. Arlecchino: Si con questi vedo benissimo. C è solamente una cosa. Non riesco a leggere quello che è scritto sul giornale. Sa, vedo soltanto tanti e tanti segnetti neri. Balanzone: Ma dimmi un po Arlecchino, tu sai leggere? Arlecchino: Dottore, se avessi saputo leggere non sarei venuto da lei a farmi dare un paio di occhiali. Non le pare? Balanzone: Brutto ignorante Esci immediatamente di qui! Gli occhiali che ti servono si trovano solamente a scuola, asino! Bugie di Carnevale Brighella: Avevo lasciato sul tavolo un bel torrone, ma è sparito! Ehi, Arlecchino, ma che guancia gonfia! Che ti succede? Arlecchino: Un terribile mal di denti. Ah, ah! Brighella: Un momento fa stavi bene, però! Arlecchino: Improvvisamente ho sentito un gran male e il dente si è gonfiato. Brighella: Il dente? Vorrai dire la guancia! Arlecchino: Si: la guancia destra! Brighella: Ma non è la sinistra?...a proposito: c era qui un pezzo di torrone avvelenato per il topi Arlecchino: Avvelenato?...Aiutooo! Il finto sordo Arlecchino: Oh, come sono stanco, non ho voglia di fare nulla! Pantalone: Arlecchino! Arlecchino: Uh, è già qui! Mi fingerò sordo! Pantalone: Arlecchino, va subito a prendermi la medicina. Arlecchino: Come, devo andare in cucina? Pantalone: Ma che cucina! Devi andare a prendermi la medicina in farmacia!
Arlecchino: Quale Lucia! Non ne conosco io di Lucie! Pantalone: Ma che dici, Lucia! Sei diventato matto? Arlecchino: Il gatto? Questa è bella! Pantalone: Matto! Arlecchino: No, non sono matto! Mi sono venuti gli orecchioni e sono diventato sordo! Pantalone: Che cosa? Arlecchino: No, non la rosa! Sordo! Pantalone: Ah, sei diventato sordo, eh? Ora prenderò il bastone e ti farò guarire io! Arlecchino: No, aiuto! Vado subito in farmacia!