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Transcript:

1.a tappa : preparazione al Battesimo Chiediamo il Battesimo di nostro figlio 1. una scelta responsabile Parrocchia di S. Ambrogio - Via G. Di Vittorio, 23 - Mignanego (GE)

Coloro che li sentivano raccontare si facevano pensierosi e tra le altre cose dicevano: «Che cosa diventerà mai questo bambino?». (Vangelo di Luca 1,66) chiedendo il Battesimo per vostro figlio voi compite un grande gesto. Il Battesimo non è semplicemente una cerimonia tradizionale, anche se questa è la più grande delle tradizioni. Né qualcosa di carino, ma in fondo trascurabile, come la marca dei pannolini o del passeggino. E non è neanche solo un modo di far festa anche se questo è davvero un magnifico momento di festa. Non è neanche un gesto privato che riguardi soltanto voi o i parenti più stretti. Riguarda tutta la comunità parrocchiale che si stringe idealmente intorno a voi e al vostro bambino: per dirvi chiaramente che non siete soli in questa scelta. Per questo siete invitati ad una serie di incontri con le persone della vostra comunità cristiana, con il sacerdote e con altri genitori che, come voi, chiedono il Battesimo per i loro figli. Le occasioni per incontrarsi con altri credenti per riflettere insieme sul significato della nostra fede sono rare, e perciò preziose. Per tutto questo vi diciamo di cuore il nostro grazie. «Ogni volta che si celebra il Battesimo è festa per tutta la Chiesa e non soltanto per i parenti. La celebrazione del rito battesimale esprime la gioia della risurrezione. La comunità cristiana quel giorno può dire: abbiamo acquistato un figlio; la nostra comunità avrà un futuro. Questo coinvolgimento ecclesiale spiega la preferenza che viene data alla celebrazione comunitaria del Battesimo e nel tempo pasquale» (Catechismo dei bambini, n. 78).

Abbiamo il diritto di imporgli il Battesimo? * Che cosa diremo a nostro figlio quando in seguito ci chiederà perché l'abbiamo fatto battezzare? * Battezzare un bambino, non significa imporgli un orientamento, un cammino, l'entrata in una casa che egli non conosce? Non è togliergli un po' della sua libertà futura? È facile rispondere a queste domande. Dobbiamo notare per prima cosa che di fatto i genitori impongono molte cose ai loro figli. Impongono l'ambiente di vita, la lingua, tutta una cultura, le loro persone stesse. Come potrebbe essere altrimenti? È quindi del tutto naturale che i genitori cristiani desiderino una vita di fede per i loro figli. Alcuni lo esprimono chiaramente: «La fede cristiana è fondamentale nella nostra vita. Pensiamo che sia nostro dovere fare tutto quello che è possibile per comunicarla ai nostri figli. Perciò abbiamo fatto per essi la scelta di educarli nella religione cattolica». Anche il non fare battezzare il proprio figlio è prendere una decisione! Se i genitori non hanno la fede, se pensano che essere cristiani non sia un bene, se credono che il Battesimo sia inutile... è più onesto non chiedere nulla alla Chiesa. Se si trovano in una situazione di ricerca o di relativa indifferenza, il Battesimo del loro bambino li può aiutare a riprendere coscienza dell'importanza della fede. Si cresce insieme, genitori e figli. Anche nella fede. Per molti genitori il Battesimo dei figli è l'occasione per ricominciare a crescere nella fede.

LA COMUNITA' CRISTIANA È ACCANTO AI GENITORI Il Catechismo dei bambini afferma: «Il Battesimo introduce gli uomini nella famiglia di Dio e li unisce gli uni gli altri con un vincolo misterioso, ma reale, che fa di loro un popolo. È il popolo di Dio, la Chiesa. Per questa certezza, fin dai primi secoli, nella Chiesa si è sentito il bisogno di non privare i bambini di questo segno efficace dell'amore preveniente del Padre. Così in Dio viene offerta ad ogni bambino una paternità e, nella Chiesa, una famiglia. Di questo amore il Battesimo dei bambini è un segno efficace. Questo amore non conosce confini: ad esso la Chiesa affida anche i bambini non battezzati. I genitori stessi trovano nel proprio Battesimo il fondamento della dignità e del compito di sposi e genitori. Nel Battesimo il Signore li ha chiamati, non solo a vivere secondo il Vangelo, ma anche a compiere una missione in mezzo al suo popolo. In forza di questa missione, la gioia e la responsabilità di dare alla luce un figlio non consistono solo nell'accoglierlo ed educarlo amorevolmente, ma anche nel chiedere per lui il segno efficace dell'adozione divina: adozione di un Padre, il cui amore paterno-materno va infinitamente al di là di ogni modello umano» (Catechismo dei bambini, nn. 69-70). il dono più bello Questi sono i giorni dei regali. Il primo dono l'avete fatto voi: è la vita che avete dato al vostro bambino, un miracolo che è sbocciato sotto i vostri occhi. La decisione che avete preso è la più impegnativa che la mente umana possa immaginare. Decidere di avere un figlio è una cosa bellissima ma anche una grande responsabilità.

Avete detto ad una persona che non esisteva: «Adesso tu esisti, perché io lo voglio». Riuscite ad immaginare qualcosa di più grande? All'inizio della Creazione Dio dice: «Facciamo l'uomo: sia simile a noi, sia la nostra immagine». Proprio in questo, l'uomo è più che mai simile a Dio: quando dona la vita. Questo è il dono di Dio: la vita. La vita è tutto quello che abbiamo. Ma Dio ha voluto per gli uomini qualcosa di infinitamente più grande: la vita eterna. Il giorno della nascita non è l'inizio del conto alla rovescia verso la morte: è l'inizio di un bellissimo cammino verso la felicità eterna. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma chiaramente: «Il Battesimo è il sigillo della vita eterna. Il fedele che avrà custodito il sigillo sino alla fine, ossia che sarà rimasto fedele alle esigenze del proprio Battesimo, potrà morire nel segno della fede, con la fede del proprio Battesimo, nell'attesa della beata visione di Dio - consumazione della fede - e nella speranza della risurrezione». Nel momento del Battesimo, Dio si china sul vostro bambino e dice: «Questi è il mio figlio che amo teneramente». Chiedendo il Battesimo per il proprio bambino, i genitori vogliono per lui il sigillo della vita eterna, vogliono che cresca nella fede, quindi si impegnano a farlo crescere in quella speranza radicale che garantisce la più sicura delle felicità. E soprattutto la forza di vivere con una meta che va al di là di tutti i possibili orizzonti materiali. È come donare al proprio bambino una bussola, che segni sempre la direzione della salvezza. Perché l'uomo non perda mai la direzione, Dio gli dona la fede. Ma come ha donato al vostro bambino la vita attraverso voi così attraverso voi vuole donargli la fede. La fede è sempre donata come un seme piccolo piccolo: chiedendo il Battesimo per il vostro bambino voi vi dite disposti a contribuire perché questo seme cresca insieme a vostro figlio. Il vostro bambino con la sola sua presenza vi invita a pensare a Dio. Anche molti genitori che hanno lasciato impallidire la loro fede chiedono il Battesimo per il loro bambino. In fondo Dio continua ad invitare i suoi figli anche così.

Una questione di fede Prima del Battesimo, genitori e padrini devono, in un certo senso, rendere conto della loro fede davanti alla comunità. Il sacerdote porrà loro alcune domande semplici nella formulazione, ma impegnative per la vita. Chiederà, per esempio: Voi credete in Dio, nostro Padre, creatore del cielo e della terra? Credete in Gesù Cristo, nostro Sal uatore? Credete nello Spirito Santo, nella Chiesa, nella vita eterna? Il Battesimo non è una celebrazione come tante. Non sarà mai più ripetuto nella vita. È un'occasione unica per riflettere sulla responsabilità di pronunciare il nostro solenne «Credo». Proprio questa responsabilità, forse, ci riempie di dubbi. È anche questo un piccolo segno dell'appello di Dio e della sua Chiesa che continuano a cercarci. Riflettiamo insieme, cerchiamo insieme delle risposte. Ci sentiamo di rispondere sinceramente: «Credo»? Che cosa significa per noi avere fede? Provate autentici sentimenti di stupore, gratitudine, entusiasmo pensando agli aspetti religiosi della vostra vita? Perché dopo duernila anni di cristianesimo, nel mondo c'è ancora tanta ingiustizia, crudeltà, disperazione? Il Battesimo non serve a nulla? La fede non cambia la vita? Se noi genitori dubitiamo per primi della nostra fede, ha ancora senso chiedere il Battesimo per nostro figlio? Quanto conosciamo dei duemila anni di vita della Chiesa? Quale giudizio diamo della sua storia? Ci sentiamo veramente solidali con essa? Vogliamo ripensare noi per primi al significato della nostra fede, per renderne conto alla Chiesa? LA RESPONSABILITA DEI GENITORI E DEI PADRINI «Alcuni genitori si trovano in difficoltà coniugali o di fede e di pratica cristiana già alla nascita del primo figlio. Questo li porta ad essere perplessi nell'assumere la responsabi-

lità del Battesimo e l'impegno di educare cristianamente i figli. Per altri le difficoltà emergono in seguito, al secondo o terzo figlio, quando avvertono il peso della fedeltà agli impegni connessi all'educazione cristiana, che si protraggono nel tempo. 1 genitori, per il posto che occupano accanto ai figli, che hanno chiamati alla vita per il tempo e per l'eternità, sono i più diretti responsabili della scelta di battezzare o non battezzare. Tuttavia essi non sono i soli responsabili e non vanno lasciati soli. La Chiesa condivide con loro la responsabilità della scelta di battezzare i bambini e di educarli cristianamente. Per questo essa avverte l'esigenza e il dovere di dialogare con i genitori per aiutarli a maturare la volontà di battezzare come vera scelta di fede» (Catechismo dei bambini, nn. 71-72). PADRINO E MADRINA «La tradizione della Chiesa di dare al battezzando un padrino e una madri na manifesta la premura di tutta la comunità ecclesiale per la futura crescita umana e cristiana di ogni battezzato. Questa tradizione è tuttora valida. La scelta della madrina e del padrino è delicata: ad essi è chiesto di accompagnare il bambino nella via della fede con la loro testimonianza di vita cristiana, con la loro preghiera e con le parole. Il loro compito è ancor più delicato e prezioso quando i genitori, pur chiedendo il Battesimo dei loro figli, si trovano in grave disagio religioso. È comprensibile che la Chiesa richieda che la madrina e il padrino conducano una vita conforme alla fede cristiana e all'incarico che assumono, e quindi non riconosca idonei a questo compito quei battezzati la cui vita personale, familiare, sociale viola pubblicamente la legge del Signore. La comunità ecclesiale, che esprime la tutela spirituale con la scelta dei padrini e delle madrine, si impegna ad assumere atteggiamenti e comportamenti concreti di testimonianza, per essere realmente "madre" ed educatrice, con la vita e l'impegno, dei piccoli e delle loro famiglie» (Catechismo dei bambini, n. 74).