Versi italiani: endecasillabo Qualsiasi verso che abbia come ultima sillaba tonica la 10 ; accenti principali di 4 e/o 6 Se è tonica la 4, il ritmo iniziale corrisponde a quello di un quinario, un verso minore della parte residua di endecasillabo a minore Se è tonica la 6, il ritmo iniziale corrisponde a un settenario, un verso maggiore della parte residua di endecasillabo a maiore
Endecasillabi a minore 4-8 -10 (mi ritrovai per un selva oscura, Inf. I, 2) 4-7 -10 (Se la mia vita da l aspro tormento, Rvf, 12, 14; ma tendenzialmente poesia discorsiva e stile comico) Endecasillabo a maiore 2-6 -10 (Questa anima gentil che si diparte, Rvf, 31, 1) 3-6 -10 (anzi tempo chiamata a l altra vita, Rvf, 31, 2)
Endecasillabo non canonico: 4 e 6 sillaba entrambe atone. Presente nella poesia delle Origini (cfr. modelli francesi e provenzali) e nella versificazione libera moderna
Decasillabo Dalla seconda metà del 700 accenti fissi di 3-6 oltre la 9. S ode a destra uno squillo di tromba / a sinistra risponde uno squillo (Manzoni, Coro del Carmagnola, 1-2) Verso raro nella poesia antica. Usato con libera disposizione di accenti e principalmente come variante anisosillabica del novenario o dell endecasillabo
Novenario Verso raro fino all 800; poi si è affermato con accenti fissi di 2-5 oltre che di 8. Dal Libano trema e rosseggia / su l mare la fresca mattina (Carducci, Jaufré Rudel, 1-2, in Rime e ritmi) Usato da Pascoli con accenti di 2-5 -8 ma anche 3-5 -8 (La voce, 1-2, in Canti di Castelvecchio: C è una voce nella mia vita / che avverto nel punto che muore) Nella poesia antica usato come trasposizione dell octosyllabe nella poesia giullaresca e religiosa del 200, ma in forma di ottonario-novenario (anisosillabismo) con accentazione libera
Ottonario Accento fisso sulla 3 oltre quello sulla 7 Su l castello di Verona / batte il sole a mezzogiorno (Carducci, La leggenda di Teodorico, 1-2, in Rime nuove) Gli ottonari antichi non hanno necessariamente l accento fisso sulla 3 Donne e giovinetti amanti / viva Bacco e viva Amore! / Ciascun suoni, balli e canti! / Arda di dolcezza il core! (Lorenzo de Medici, Canzona di Bacco, 53-56) Pascoli usa anche la forma con accenti di 1-4 - 7
Settenario La posizione di uno o due accenti interni prima dell ultimo è libera La combinazione di endecasillabi e settenari è frequente in tutta la poesia italiana Chiare, fresche et dolci acque, / ove le belle membra / pose colei che sola a me par donna (Rvf, 126, 1-3)
Settenario doppio 1) il primo settenario sempre sdrucciolo, il secondo piano (cfr. Contrasto di Cielo d Alcamo, in Poeti del Duecento, I, p. 177): Rosa fresca aulentis[s]ima ch apari inver la state, / le donne ti disiano, pulzell e maritate (vv. 1-2) 2) Forma italiana dell alessandrino. Il primo settenario può essere sia piano sia sdrucciolo. Metro della poesia didascalica in quartine monorima. Mo voio eo dir miraculi dra matre del Segnor, / com ella no abandon quelor ke i fan honor, / com ella fa per quilli ke l aman con savor: / queste èn paroll(e) mirabele, paroll(e) de grand valor (Bonvesin, Laudes de Virgine Maria, in PD, I, p. 682, vv. 97-100)
Settenario doppio 3) Dal Sei-Settecento nella versificazione teatrale, introdotto da Pier Jacopo Martello settenario doppio martelliano I due settenari sono sempre piani
Senario / Senario doppio Accento fisso sulla 2 Fantasma tu giungi / tu parti mistero (Pascoli, Canzone d aprile, in Myricae, 1-2) Senza accento fisso nella poesia antica e in Chiabrera (es: Dolci miei sospiri, 1-6) Dolci miei sospiri, / dolci miei martiri, / dolce mio desio, / e voi dolci canti, / e voi dolci pianti, / rimanete, addio. Senario doppio (accenti di 2 e 5 ): poesia romantica Dagli atrii muscosi, dai Fori cadenti, / dai boschi, dall arse fucine stridenti (I coro Adelchi, 1-2)
Quinario Accenti di 1 /2 /3 (raro), ma anche solo di 4 Melanconia, / ninfa gentile, / la vita mia / consegno a te. / I tuoi piaceri / chi tiene a vile, / ai piacer, veri / nato non è (I. Pindemonte, La melanconia) Usato nel 200 nella canzone prima dell uso esclusivo di endecasillabo e settenario; dal 500 nella versificazione teatrale; strofe di quinari nell ode-canzonetta (come nell es.)
Quinario doppio Poesia religiosa delle Origini con anisosillabismo Plange la Chesia, plange e dolora, / sente fortura de pessimo stato (Iacopone, Plange la Chesia, 1-2, in Poeti del Duecento, II, 78) Nel 700 nella canzonetta e melodramma; nella ballata romantica ottocentesca Notevole uso in Pascoli: Dal mio cantuccio, donde non sento / se non le reste brusir del grano (L ora di Barga, in Canti di Castelvecchio)
Quadrisillabo Usato soprattutto in combinazione con l ottonario con accenti di 3 e 7 Cor, che d atti empi e crudeli / ti quereli, / non sai tu che amore è reo? / A penar tu non sei solo: / in gran duolo / già così piangeva Orfeo (Chiabrera, Cor, che d atti empi e crudeli, 1-6)
Trisillabo Come verso a sé è di uso recente. Pascoli lo inserisce in combinazione con il senario o il novenario Ma sgrigioli come quand eri / saggina (Pascoli, La canzone della granata, in Canti di Castelvecchio, 11-12)