Dispensa formativa Inquinamento acustico



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Dispensa formativa Inquinamento acustico Rev. Data Descrizione 0 Gennaio 2012 Prima emissione Pagina 1 di 10

Indice 1. L Inquinamento acustico... 3 1.1. Definizione di rumore...3 1.2. Effetti sulla salute...4 1.3. Rumore in ambienti lavorativi...5 1.4. Rumore ambientale...6 2. Adempimenti comunali per la conformità normativa... 7 2.1. Aspetti diretti...7 2.1.1. Rumore in ambienti lavorativi...7 2.2. Aspetti indiretti:...8 2.2.1. Rumore ambientale...8 Pagina 2 di 10

1. L INQUINAMENTO ACUSTICO L inquinamento acustico è definito dalla Legge 447 del 26/10/1995 come l introduzione di rumore nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell ambiente abitativo o dell ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Esso rappresenta un importante problematica ambientale, in particolare nelle aree urbane, e, nonostante sia spesso ritenuto meno rilevante rispetto ad altre forme di inquinamento, suscita sempre più reazioni da parte della popolazione esposta, che considera il rumore come una delle cause del peggioramento della qualità della vita. La tutela del territorio dall inquinamento acustico sta diventando, pertanto, una delle emergenze più impellenti per politici, tecnici, amministratori. I paesi industrializzati hanno ormai acquisito una certa consapevolezza sia dei possibili danni conseguenti al rumore, sia del costo sociale che esso rappresenta, sia dei diritti fondamentali al riguardo, come quello alla salute. Fra le principali fonti di inquinamento acustico troviamo le infrastrutture di trasporto (traffico stradale, ferroviario, aeroportuale e portuale). Altre sorgenti sono costituite da attività industriali e artigianali, pubblici esercizi e discoteche, cantieri e altre attività, anche ricreative, a carattere temporaneo (manifestazioni, concerti). 1.1. Definizione di rumore Per rumore s intende un suono che provoca una sensazione fastidiosa, sgradevole o intollerabile. Viene distinto dal suono perché prodotto da onde acustiche irregolari e non periodiche. Il suono, in fisica, è una perturbazione meccanica che si propaga in un mezzo elastico (gas, liquido, solido) sotto forma di onde concentriche (onde sonore) e che è in grado di eccitare il senso dell udito. Il tipo di risposta umana ad un fenomeno sonoro è quantificata misurando la pressione sonora. Le variazioni di pressione sul timpano, che vengono percepite come suono, sono le stesse variazioni che agiscono sul diaframma del microfono del fonometro, lo strumento impiegato per la misurazione dei livelli sonori. L orecchio umano è un organo molto sensibile che avverte alte variazioni di pressione sonora e una gamma di frequenze comprese fra 20 Hz e 20.000 Hz. Tuttavia, la sensazione uditiva, non è legata a una variazione lineare della pressione sonora, bensì a una relazione di tipo logaritmico; per tale motivo le grandezze acustiche sono espresse in decibel (db). Il decibel è l unità di misura con cui si misura l intensità ( livello sonoro ) del rumore. Il livello sonoro L p è una misura logaritmica della pressione sonora, espressa in decibel: Dove: P = pressione acustica misurata; L p = 10log P 0 = pressione di riferimento, pari a 20 µpa (millipascal). L introduzione del livello equivalente, che misura l energia acustica prodotta sotto forma di rumore da una sorgente, si è reso necessario in quanto il rumore, nella maggior parte dei casi, varia nel tempo in modo P P 0 2 Pagina 3 di 10

imprevedibile ed occorre, quindi, ricavare un valore medio che descrive il fenomeno e al contempo è associabile agli effetti che il rumore ha sull uomo. Il livello equivalente (LAeq) consente, infatti, di esprimere una valutazione sulle potenzialità nocive e disturbanti di un rumore attraverso la misura dell apporto energetico dell onda sonora durante la sua durata. Il livello equivalente continuo viene calcolato in modo automatico dal fonometro che fornisce una valutazione dell ampiezza dei suoni e misure obiettive e riproducibili del livello di pressione sonora. Sono disponibili vari sistemi per la misura del suono, diversi tra di loro nei dettagli, ma ciascun sistema può essere ricondotto ad un microfono, ad una unità di trattamento e ad una unità di lettura. Il legame tra rumore e disturbo è molto più complesso di quanto si possa descrivere in questa sede. Tuttavia, quasi tutte le norme attualmente vigenti sono state impostate sulla base della correlazione fra il livello equivalente di pressione sonora [Leq in db(a)] e il disturbo arrecato. L indice di valutazione del rumore secondo quanto previsto dalle normative vigenti è il livello equivalente continuo (LeqA), espresso in db(a). 1.2. Effetti sulla salute Livelli eccessivi di rumore possono compromettere la buona qualità della vita perché sono causa di disagio fisico e psicologico. Il rumore è percepito negativamente dalla popolazione esposta, anche se è ritenuto una forma di inquinamento minore rispetto a smog e inquinamento delle acque. Gli effetti nocivi sull uomo causati dall esposizione al rumore variano in base alle caratteristiche fisiche del fenomeno, ai tempi e alle modalità di manifestazione dell evento acustico e alla specifica sensibilità del soggetto esposto. Il danno più conosciuto conseguente al rumore è il danno uditivo, che può insorgere per un esposizione a livelli sonori dell ordine di 75-80 db(a) determinando un innalzamento temporaneo della soglia percettiva e quindi una perdita transiente dell udito che dopo un esposizione prolungata, come in alcune situazioni occupazionali, può diventare irreversibile. Il danno provocato dal rumore a carico dell apparato uditivo può essere di tipo acuto quando si realizza in un tempo breve a seguito di una stimolazione particolarmente intensa (scoppio, esplosione ecc.) e di tipo cronico quando evolve nel corso degli anni a seguito di un esposizione prolungata ad elevati livelli di rumore; quest ultima condizione di rischio si ha, tipicamente, nel caso dell esposizione professionale in determinati ambienti di lavoro. Oltre a questi danni, il rumore ambientale può dare origine anche ad una serie di effetti. I principali effetti causati dal rumore sui soggetti umani sono costituiti da: Annoyance, disturbo in senso lato, fastidio, definito come un "sentimento di scontentezza riferito al rumore che l individuo sa o crede che possa agire su di lui in modo negativo" (Cosa e Nicoli, 1989); Sleep disturbance, disturbo del sonno e del riposo; Speech interference (interferenza con la comunicazione verbale); Diminuzione dell attenzione. Vi sono poi effetti di tipo extrauditivo che possono verificarsi per livelli di esposizione elevati e continui nel tempo ossia principalmente: alterazioni cardiocircolatorie; disturbi nervosi. Pagina 4 di 10

Gli effetti dell esposizione al rumore ambientale non sono sempre facilmente quantificabili: ad esempio, i dati esistenti riguardo ad alcuni effetti sull organismo, quali gli effetti psicofisiologici, conducono talora a risultati ambigui. Per studiare gli effetti di disturbo derivanti dall esposizione al rumore viene comunemente utilizzata la tecnica delle inchieste socio-acustiche, che hanno come obiettivo l analisi delle relazioni che esistono tra i livelli di rumore e la reazione soggettiva e comportamentale di campioni di popolazione esposta. Un inchiesta socioacustica è costituita dall insieme di interviste ad un campione significativo di popolazione esposta a rumore e di una serie di misure acustiche: l integrazione delle informazioni desunte dalle due attività parallele consente di studiare la correlazione che esiste tra la causa (il rumore) e l effetto (le reazioni della collettività). 1.3. Rumore in ambienti lavorativi L analisi della conformità normativa relativa agli aspetti diretti riguarda le norme collegate ad attività e servizi che il Comune ha sotto il suo controllo diretto. Il D.lgs. 81/2008 riguarda disposizioni generali e in particolare protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro. Si citeranno alcuni aspetti salienti del D.lgs 81/2008 inerenti il rumore. Nel D.lgs 81/2008 (TITOLO VIII AGENTI FISICI) tra gli agenti fisici è contemplato il rumore che può comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. In sintesi in elenco alcuni aspetti riguardo il datore di lavoro. Il datore di lavoro: Valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi. Precisa quali misure di prevenzione e protezione devono essere adottate. Adotta misure immediate per riportare l esposizione al di sotto dei valori limite di esposizione Individua le cause del superamento dei valori limite di esposizione e adegua di conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento. Valuta l esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro Misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti, i cui risultati sono riportati nel documento di valutazione Elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo mediante l adozione di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore e scelta di attrezzature di lavoro adeguate in modo da limitare l esposizione al rumore. Garantisce che i lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori di azione vengano informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall esposizione al rumore Sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione. La sorveglianza viene effettuata periodicamente Personale qualificato valuterà i rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici con cadenza almeno quadriennale nell ambito del servizio di prevenzione e protezione. Pagina 5 di 10

1.4. Rumore ambientale L analisi della conformità normativa relativa agli aspetti indiretti territoriali prende in considerazione le norme relative agli aspetti del territorio sui quali l ente ha una specifica responsabilità e per i quali esercita una capacità di gestione tramite attività di pianificazione/programmazione e autorizzazione/controllo. La "legge quadro" sull'inquinamento acustico e la Legge 26 ottobre 1995, n. 447 definisce gli obblighi per le imprese e le autorità di controllo. In particolare per ogni classe di destinazione d'uso del territorio (Tabella 1) e per zone sono definiti i limiti massimi di rumorosità, diurni e notturni, e il differenziale massimo in db tra il livello equivalente di rumore ambientale e quello del rumore residuo (nel caso di zone non esclusivamente industriali e misurato all'interno delle abitazioni vicine). I limiti massimi del livello sonoro sono riportati in Tabella 2. In caso di non rispetto dei limiti imposti, il sito deve presentare e concordare con il Comune il piano di risanamento acustico. Tabella 1: Classi di destinazione d uso del territorio DPCM 1 Marzo 1991 Classificazione Descrizione di appartenenza di appartenenza Classe I Classe II Classe III Classe IV Classe V Classe VI Aree particolarmente protette Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali. Aree di tipo misto Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione con presenza di attività commerciali e uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali, aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici. Aree di intensa attività umana Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con la presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviaria; le aree portuali; le aree con limitata presenza di piccole industrie Aree prevalentemente industriali Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. Aree esclusivamente industriali Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi. Tabella 2: Valori dei limiti massimi del livello sonoro (Leq A) relativi alle classi di destinazione d'uso del territorio Leq in db (A) DPCM 1 Marzo 1991 Classi di destinazione d'uso del territorio Tempi di riferimento Diurno (06:00-22:00) Notturno (22:00-06:00) I - Aree particolarmente protette 50 db 40 db II - Aree prevalentemente residenziali 55 db 45 db III - Aree di tipo misto 60 db 50 db IV - Aree di intensa attività umana 65 db 55 db V - Aree prevalentemente industriali 70 db 60 db Pagina 6 di 10

Tempi di riferimento Classi di destinazione d'uso del territorio Diurno (06:00-22:00) Notturno (22:00-06:00) VI -Aree esclusivamente industriali 70 db 70 db Per quei Comuni che non hanno provveduto alla zonizzazione secondo le classi di destinazione d'uso del territorio ai sensi dell'art. 6, c.1, lett. a della legge 447/95, si applica, ai sensi dell'art.8 c.1 del D.P.C.M. 14/11/97, l'art. 6 del D.P.C.M. 1/03/91 per cui si applicano i limiti di accettabilità riportati in Tabella 3. Tabella 3: Valori transitori del DPCM 1 Marzo 1991 (art. 6) in base alla destinazione d'uso Tempi di riferimento Classificazione di destinazione d uso del territorio Diurno (06:00-22:00) Notturno (22:00-06:00) Tutto il territorio nazionale 70 db 60 db Zona A (DM 1444/68) 65 db 55 db Zona B (DM 1444/68) 60 db 50 db Zona esclusivamente industriale assimilabile alla Zona D (DM 1444/68) 70 db 70 db 2. ADEMPIMENTI COMUNALI PER LA CONFORMITÀ NORMATIVA Il primo passo per migliorare la propria prestazione ambientale è quello di essere conforme alle leggi. L analisi della conformità normativa relativa agli aspetti diretti riguarda le norme collegate ad attività e servizi che il Comune ha sotto il suo controllo diretto. L analisi della conformità normativa relativa agli aspetti indiretti territoriali prende in considerazione le norme relative agli aspetti del territorio sui quali l ente ha una specifica responsabilità e per i quali esercita una capacità di gestione tramite attività di pianificazione/programmazione e autorizzazione/controllo. Nei paragrafi che seguono sono indicati gli adempimenti normativi di un amministrazione comunale, con riferimento sia agli aspetti diretti che a quelli indiretti. 2.1. Aspetti diretti 2.1.1. Rumore in ambienti lavorativi RIFERIMENTO NORMATIVO D.Lgs 81/2008 riguarda disposizioni generali e in particolare protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro. ADEMPIMENTI Effettuare la valutazione dei rischi negli uffici comunali ai sensi del D.lgs 81/2008 Pagina 7 di 10

2.2. Aspetti indiretti: 2.2.1. Rumore ambientale RIFERIMENTO NORMATIVO Legge quadro sull'inquinamento acustico 26 ottobre 1995, n. 447 Ai comuni sono assegnate le seguenti funzioni di pianificazione (artt. 6 e 7): la classificazione del territorio comunale in zone omogenee sotto il profilo acustico; il coordinamento degli strumenti urbanistici già adottati con la classificazione acustica; l'adozione di piani di risanamento acustico, assicurando il coordinamento con il piano del traffico e con i piani previsti dalla vigente legislazione in materia ambientale. Ai comuni sono assegnate le seguenti funzioni di controllo in materiali di edilizia (artt. 6 e 8): controllo del rispetto della tutela dall'inquinamento acustico all'atto del rilascio delle concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture, nonché dei provvedimenti di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività produttive. Le domande per il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture, nonché le domande di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività produttive devono contenere una documentazione di previsione di impatto acustico. Ai comuni sono assegnate le seguenti attività di controllo (art.14) inquinamento acustico prodotto dal traffico veicolare e dalle sorgenti fisse; rumore prodotto dall'uso di macchine rumorose e da attività svolte all'aperto Il Comune provvede al rilascio del nulla acustico acustico nei casi in cui, dalla documentazione di previsione di impatto acustico, si prevede che si possano produrre valori di emissione superiori ai limiti. (art.8) LR 3/2002 Art.8 Funzioni e compiti attribuiti ai Comuni: procedere alla zonizzazione acustica del territorio, provvedendo alla sua trasmissione alla Provincia per l'approvazione; adottare e trasmettere alla Provincia, per l'approvazione, i piani di risanamento di cui all articolo 9 della LR 3/2002; esercitare le funzioni di vigilanza e controllo su sorgenti sonore mobili e temporanee; approvare, avvalendosi dell'arpa, i piani di risanamento delle imprese di cui all articolo 10 della LR 3/2002; Pagina 8 di 10

eseguire campagne di misura del rumore procedendo all'analisi dei dati raccolti e alla valutazione del disturbo, con lo scopo di individuare la tipologia e l'entità dei rumori presenti sul territorio; adottare ordinanze per il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento e riduzione di tutte le emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività. Adegua regolamenti locali di igiene e sanità o di polizia municipale, prevedendo apposite norme contro l'inquinamento acustico, con particolare riferimento al controllo, al contenimento e all'abbattimento delle emissioni sonore derivanti dalla circolazione degli autoveicoli e dall'esercizio di attività che impiegano sorgenti sonore sul territorio; adottare ordinanze per il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento e riduzione di tutte le emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività. Adegua regolamenti locali di igiene e sanità o di polizia municipale, prevedendo apposite norme contro l'inquinamento acustico, con particolare riferimento al controllo, al contenimento e all'abbattimento delle emissioni sonore derivanti dalla circolazione degli autoveicoli e dall'esercizio di attività che impiegano sorgenti sonore.. ADEMPIMENTI Il Comune deve eseguire la zonizzazione acustica del territorio Il Comune deve effettuare attività di controllo e vigilanza su sorgenti sonore, compreso campagne di misura del rumore e una relazione biennale sullo stato acustico Il Comune deve adottare ordinanze per il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento e riduzione di tutte le emissioni sonore il comune deve controllare la presenza della documentazione di previsione di impatto acustico, almeno nei seguenti casi: domanda di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, domanda dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture, nonché domande di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività produttive. Nei casi in cui si prevede che si possano produrre valori di emissione superiori ai limiti, deve controllare che siano indicate le misure per ridurre o eliminare le emissioni sonore causate dall'attività o dagli impianti, e provvedere al rilascio del relativo nullaosta. Pagina 9 di 10

Riferimenti Studio CEN.TER cmontefusco@clio.it Eco-Logica Srl mschiraldi@eco-logicasrl.it Parsec 3.26 Srl posta@parsec326.it Pagina 10 di 10