giovedì 23 aprile 2015



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TORINO AUDITORIUM RAI CONCERTI 20 giovedì 23 aprile 2015 ore 21.00 venerdì 24 aprile 2015 ore 20.30 Kirill Karabits Direttore Sol Gabetta Violoncello Prokof ev Saint-Saëns Čajkovskij

20 giovedì 23 aprile 2015 ore 21.00 venerdì 24 aprile 2015 ore 20.30 Kirill Karabits Direttore Sol Gabetta Violoncello Sergej Prokof ev (1891-1953) Sinfonietta in la maggiore op. 5/48 (1909/29) Allegro giocoso Andante Intermezzo. Vivace Scherzo. Allegro risoluto Allegro giocoso Durata: 22 ca. Prima esecuzione Rai a Torino. Camille Saint-Saëns (1835-1921) Concerto n. 1 in la minore op. 33 per violoncello e orchestra (1872) Allegro non troppo [attacca] Allegretto con moto [attacca] Molto allegro Durata: 18 ca. Ultima esecuzione Rai a Torino: 12 dicembre 2008, Christian Arming, Mischa Maisky. Pëtr Il ič Čajkovskij (1840-1893) Sinfonia n. 3 in re maggiore op. 29 Polacca (1875) Moderato assai (Tempo di marcia funebre) Allegro brillante Alla tedesca. Allegro moderato e semplice Trio. L istesso tempo Andante elegiaco Scherzo. Allegro vivo Trio. L istesso tempo Finale. Allegro con fuoco (Tempo di polacca) Presto Durata: 44 ca. Ultima esecuzione Rai a Torino: 5 aprile 1996, Aleksandr Lazarev. Redazione a cura di Irene Sala Il concerto di giovedì 23 aprile è trasmesso in collegamento diretto su Radio3 per il programma Radio3 Suite e in streaming audio-video su www.osn.rai.it e su www.classica.rai.it. La ripresa televisiva è effettuata dal Centro di Produzione TV di Torino e andrà in onda giovedì 2 luglio 2015 su Rai5 alle ore 21.15.

Sergej Prokof ev Sinfonietta in la maggiore op. 5/48 finale sembra una ripresa testuale dell inizio per la riproposta del tema, esposto dal clarinetto solo nel primo tempo e dai violini primi nel quinto, Prokof ev si diverte nella narrazione musicale a modificare, arricchire e differenziare sempre di più il materiale. Nell Andante inserisce elementi melodici di matrice quasi ritualistica e modale e armonie intriganti; l Intermezzo è dominato da una certa brillantezza e dinamismo nel trattamento dei temi mentre nello Scherzo il compositore colora la tavolozza orchestrale con finezza, in particolare giocando con i pizzicati degli archi. Irene Sala Nel 1909 tra i banchi di scuola del Conservatorio di San Pietroburgo sedeva un diciottenne Prokof ev, appena diplomato, intento a portare avanti con entusiasmo la formazione musicale di pianista e compositore. Ma agli occhi dei suoi insegnanti Sergej, da grande, non sarebbe probabilmente diventato altro che un eccellente interprete di musica altrui alla tastiera. E infatti di fronte alla giovanile Sinfonietta op. 5 Ljadov e Čerepnin, che furono tra gli illustri suoi docenti di conservatorio, reagirono con una certa freddezza e indifferenza, e il lavoro cadde nel dimenticatoio. Prokof ev, che di lì a breve avrebbe sbugiardato le previsioni dei maestri scrivendo pagine come il Concerto per violino, L amore delle tre melarance, la Sinfonia Classica, L angelo di fuoco, la terza Sinfonia e i primi tre concerti per pianoforte, non abbandonò mai del tutto la Sinfonietta, tornandoci sopra per una prima lieve revisione nel 1914 (con esecuzione nel 1915) e per una seconda nel 1929 a Parigi. In quell anno, ormai, la sua fama di compositore era riconosciuta in misura eguale, se non addirittura superiore, a quella di pianista. Bussando alla porta della «Édition Russe de Musique», fondata da Serge Koussevitzky per divulgare la musica russa, Prokof ev ne ottenne la pubblicazione come op. 5/48 a cui seguì la prima esecuzione nel 1930 con la direzione di Konstantin Saradzhev. Lo stile della Sinfonietta in la maggiore non perse però, nei vent anni intercorsi, la vena fresca e semplice del giovane Sergej, che intendeva omaggiare le tradizioni della Scuola Russa e portare rispetto alle opinioni del «Gruppo dei Cinque», che si scagliava contro la complicata elaborazione polifonica di matrice tedesca in favore dell anima popolare più vera della musica russa. Un Allegro giocoso, che ben ci immerge da subito nel clima dell opera, apre e chiude i cinque brevi movimenti di cui si compone la Sinfonietta. Ma se il Camille Saint-Saëns Concerto n. 1 in la minore op. 33 per violoncello e orchestra Tra Francia e Germania Nel 1870 la Francia veniva messa in ginocchio a Sedan dall avanzata di Bismark. Per la politica quella sconfitta significava perdere l Alsazia e la Lorena, tollerare presidi militari prussiani nelle aree nevralgiche del paese, nonché pagare un ingente indennizzo. Per l arte poteva significare una sottomissione al linguaggio sperimentato da Meyerbeer e Liszt. Occorreva creare un organo in grado di tutelare l identità della cultura musicale francese. Ecco perché nel 1871, assieme al cantante Romain Bussine, Camille Saint-Saëns fondò la Société Nationale de Musique, con la dichiarata intenzione di arginare l invasione tedesca. L attività dell istituzione nei primi anni fu perfettamente fedele agli ideali di base. Peccato, però, che proprio il suo fondatore non fosse esattamente la persona giusta per sbattere violentemente la porta in faccia ai compositori nati dall altra parte del Reno. Saint-Saëns non riteneva che l influenza di Lully o Berlioz potesse cozzare contro l ammirazione per Beethoven, Mendelssohn o Wagner. In particolare la sua produzione concertistica non nasconde una certa affinità con il linguaggio lisztiano. Ad esempio nel Concerto op. 33 per violoncello e orchestra, esattamente come accade nella produzione concertistica per pianoforte, il discorso si snoda attraverso un movimento unico. Eppure era il 1873: la Société Nationale de Musique era nata solo due anni prima. Evidentemente la tutela del patrimonio musicale francese, per Saint-Saëns, non escludeva qualche soffiata proveniente da est: francese era la musica che nasceva in Francia, e al battesimo erano ammesse anche le

eventuali contaminazioni linguistiche. Il Concerto op. 33 nacque per il grande violoncellista Auguste Tolbeque; ma il fatto che la prima esecuzione fosse programmata presso la Société des Concerts du Conservatoire non impedì a Saint-Saëns di riprendere il percorso formale sperimentato da Liszt nei suoi due Concerti per pianoforte e orchestra: del resto tra i due i contatti erano stati frequenti proprio a Parigi, sull organo della Chiesa della Madeleine. Ma non deve essere trascurata nemmeno l influenza del Concerto op. 129 di Schumann, con cui il lavoro di Saint-Saëns condivide la tonalità d impianto (la minore), la struttura unitaria, nonché l esordio affidato alle corde del solista. Più tipicamente francese è invece il tono da romanza del secondo tema, un idea che sembra rubata a una scena del Roméo et Juliette di Berlioz. Il passaggio all episodio centrale è di una spontaneità sorprendente: basta un breve recitativo del solista per voltare pagina e trovarsi immersi in un minuetto con gli archi in sordina che sembra appena uscito dalla corte settecentesca degli Esterházy. E anche l apparizione dell ultima sezione (Tempo primo) è introdotta da una fugace parola del violoncello, che riconduce alla ripresa ciclica della convulsa atmosfera iniziale. L irruenza è la stessa dell apertura, ma non manca una nuova idea, profondamente patetica, che alimenta una chiusura drammatica e ricca di contrasti. Andrea Malvano (dagli archivi Rai) Pëtr Il ič Čajkovskij Sinfonia n. 3 in re maggiore op. 29 ( Polacca ) La suddivisione in cinque movimenti, che si rifarebbe al modello della Renana di Schumann, e il modo maggiore contraddistinguono la Terza fra le altre Sinfonie di Čajkovskij. I due Scherzi, rispettivamente al secondo e quarto posto, furono motivo di particolare soddisfazione per l Autore, conscio del progresso tecnico rappresentato da questo suo lavoro del 1875. Gli stessi critici dell epoca, che pure avanzavano riserve sullo sviluppo fugato del Finale ritenendolo arido, lodarono la solidità e la coerenza della costruzione nel suo insieme. A tali pregi si può aggiungere la ritmica ingegnosa, mediante cui la fondamentale simmetria delle frasi è spesso dissimulata e il loro profilo assume aspetti imprevedibili. Se ne trova un esempio fin dall Introduzione, dove al mesto motivo iniziale con relative variazioni segue il preannuncio della marcia vittoriosa che apre l Allegro brillante. Nel secondo tema affidato all oboe pare racchiusa una tenue allusione a quello celeberrimo del vicino Concerto per pianoforte op. 23. L esposizione si conclude con un episodio umoristico la cui breve frase si trasforma sopra l ostinato rintocco dei fagotti. Nello sviluppo l idea principale viene combinata simultaneamente con quella secondaria e poi elaborata con alcuni artifici del contrappunto: aggravamento, imitazioni in stretto, diminuzione. Alla tedesca unisce l inventiva nel ritmo coll ambiguità di un armonizzazione in bilico fra toni e modi diversi. Il Trio mediano col suo immateriale pulviscolo di terzine offre un saggio di quell astrattismo nel quale l arte di Čajkovskij eccelle. Al centro della Sinfonia si trova l Andante elegiaco che consta di un gruppo tematico iniziale con una formula evocante il canto liturgico russo ortodosso, e di una melodia cantabile dall ampio periodare, poi ripresa dai legni nella tonalità d impianto. Nel quarto movimento (Scherzo) il gioco a incastro delle parti è tale da renderle volutamente frammentarie, sicché César Cui, pur apprezzando l effetto sonoro iridescente, finì col lamentarne in una recensione la presunta carenza di contenuto. È probabile che questo tipo di scrittura, la cui difficoltà sotto il profilo esecutivo fu riconosciuta anche dall Autore, presentasse un serio ostacolo almeno per gli interpreti del secolo scorso, e ciò può in parte spiegare l incomprensione della critica contemporanea. In realtà l Allegro vivo denota coesione logica nello svolgimento e per di più ricchezza di argomenti: dall artificiosa inversione di un inciso nei corni all uso dell armonia esatonale, per non dire del sorprendente canto fermo popolaresco sostenuto dal trombone

poco prima del Trio. Quest ultimo si basa su materiale tematico di una precedente Cantata commemorativa per il secondo centenario della nascita di Pietro il Grande: sopra un suono-pedale ininterrotto il motivo di marcia si riduce fino a polverizzarsi in arpeggi di tutta la sezione degli archi. Il sottotitolo di Polacca attribuito alla Sinfonia è apocrifo e si deve al ritmo di danza del Finale, svolto in forma di Rondò con sviluppo fugato. Orazio Mula (dagli archivi Rai) Kirill Karabits Ucraino, ha studiato composizione e direzione d orchestra alla Scuola Musicale Lysenko di Kiev e ha proseguito all Accademia Nazionale di Musica Čajkovskij di Kiev e alla Hochschule für Musik di Vienna. Ha ottenuto prima la posizione di Direttore Principale Ospite dell Orchestre Philharmonique de Strasbourg e di Direttore Associato sia dell Orchestre Philharmonique de Radio France sia della Budapest Festival Orchestra. Come parte dei suoi studi di dottorato a Vienna, ha fatto molte ricerche musicali tramite l archivio della Sing-Akademie zu Berlin recentemente riscoperto. Il suo lavoro ha incluso una trascrizione della Johannes Passion di C.P.E. Bach eseguita per la prima volta in Gran Bretagna con la Bournemouth Symphony Orchestra nel 2014. Direttore Principale della Bournemouth Symphony Orchestra, è stato in tournée in Germania, ha partecipato ai BBC Proms e nel 2013 ha inciso con l orchestra il ciclo delle sinfonie di Prokof ev. È stato nominato dalla Royal Philharmonic Society Direttore d orchestra dell anno nel 2013. Tra gli ultimi successi i debutti con le orchestre di Cleveland e Filadelfia. Altri recenti impegni includono collaborazioni con Rotterdam Philharmonic, Konzerthausorchester di Berlino, SWR Sinfonieorchester di Baden-Baden e Friburgo, BBC Symphony, Royal Philharmonic, Orchestre National de France, Filarmonica della Malesia e Orchestra Giapponese Yomiuri. Ha recentemente diretto all Aspen Music Festival, il concerto inaugurale del Festival di Pasqua Ludwig van Beethoven del 2013 a Varsavia con la Beethoven Academy Orchestra, ha collaborato con la I, CULTURE Orchestra (ICO, giovani musicisti dalla Polonia e dall Est Europeo), di cui è stato nominato Direttore Artistico dopo il tour del 2014. Nel 2012 e 2014 ha diretto le finali del premio BBC Young Musician of the Year, riprese dalla TV. In ambito operistico ha diretto al Glyndebourne Festival Opera (La bohème e Evgenij Onegin), alla English National Opera (Don Giovanni) e al Teatro Bolshoi. Altrei impegni includono la Madama Butterfly per la Staatsoper di Amburgo e produzioni con i teatri di Basilea, Deutsche Oper e Opera di Stoccarda.

Sol Gabetta Nata a Cordoba, ha vinto il Premio Natalia Gutman e ha ricevuto elogi al Concorso Čajkovskij di Mosca e al Concorso ARD di Monaco di Baviera. Nel 2004 ha ricevuto il Crédit Suisse Young Artist Award e ha riscosso successo con i Wiener Philharmoniker diretti da Valery Gergiev. Ha ricevuto una nomination per i Grammy Awards e ha vinto il Premio Gramophone Young Artist of the Year (2010) e il Würth-Preis Jeunesses Musicales (2012). Dal 2005 insegna all Accademia di Musica di Basilea. Dopo il debutto di successo con i Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle al Festival di Pasqua di Baden-Baden nel 2014, si è esibita con la Staatskapelle Berlin. La stagione 2014/15 include il debutto con la Toronto Symphony, una tournée europea con la London Philharmonic e Vladimir Jurowski oltre a recital in Europa con il pianista Bertrand Chamayou. Ha collaborato con l Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la National Symphony di Washington, l Orchestre National de France, l Orchestra del Royal Concertgebouw, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, i Bamberger Symphoniker, la Tonhalle di Zurigo, l Orchestra del Bolshoi, l Orchestra della Radio Finlandese, l Orchestra di Filadelfia, la London Philharmonic e la Philharmonia Orchestra. Collabora con direttori d orchestra del calibro di Antonini, Venzago, Dutoit, Heras-Casado e Hengelbrock. È stata Artista in residenza al Festival Musicale dello Schleswig-Holstein nel 2014 e in passato per la Philharmonie e la Konzerthaus di Berlino. Viene invitata ad esibirsi in festival quali Verbier, Menuhin di Gstaad, Schwetzingen, Rheingau, Schleswig Holstein, Beethovenfest di Bonn e Schubertiade di Schwarzenberg. Per la musica da camera si esibisce in prestigiose sale tra cui la Wigmore Hall di Londra e il Palau de la Musica Catalana di Barcellona, con partner artistici come Patricia Kopatchinskaja e Baiba Skride. Ha fondato il Festival Solsberg in Svizzera. Ha ricevuto l ECHO Klassik nel 2007, nel 2009 e nel 2011 per le registrazioni dei concerti di Haydn, Mozart e Elgar e opere di Čajkovskij e Ginastera; è stata nominata Strumentista dell Anno 2013 agli ECHO Klassik per la sua interpretazione del Concerto per violoncello di Šostakovič con i Berliner Philharmoniker e Lorin Maazel. Ha al suo attivo registrazioni per Sony e nel 2012 è stato pubblicato per Deutsche Grammophon un concerto con la pianista Hélène Grimaud. Grazie all importante supporto della Rahn Kulturfonds, suona un raro e prezioso violoncello di G. B. Guadagnini del 1759. PARTECIPANO AL CONCERTO VIOLINI PRIMI *Alessandro Milani (di spalla), Marco Lamberti, Giuseppe Lercara, Antonio Bassi, Lorenzo Brufatto, Irene Cardo, Claudio Cavalli, Aldo Cicchini, Patricia Greer, Valerio Iaccio, Martina Mazzon, Sara Pastine, Fulvia Petruzzelli, Francesco Punturo, Elisa Schack, Lynn Westerberg. VIOLINI SECONDI *Paolo Giolo, Valentina Busso, Enrichetta Martellono, Pietro Bernardin, Roberto D Auria, Michal Ďuriš, Carmine Evangelista, Jeffrey Fabisiak, Rodolfo Girelli, Alessandro Mancuso, Antonello Molteni, Vincenzo Prota, Francesco Sanna, Isabella Tarchetti. VIOLE *Ula Ulijona, Matilde Scarponi, Geri Brown, Giovanni Matteo Brasciolu, Giorgia Cervini, Massimo De Franceschi, Rossana Dindo, Federico Maria Fabbris, Riccardo Freguglia, Agostino Mattioni, Davide Ortalli, Margherita Sarchini. VIOLONCELLI *Massimo Macrì, Giuseppe Ghisalberti, Ermanno Franco, Giacomo Berutti, Stefano Blanc, Pietro Di Somma, Michelangiolo Mafucci, Carlo Pezzati, Stefano Pezzi, Fabio Storino. CONTRABBASSI *Silvio Albesiano, Gabriele Carpani, Luigi Defonte, Antonello Labanca, Maurizio Pasculli, Francesco Platoni, Virgilio Sarro, Vincenzo Venneri. FLAUTI *Dante Milozzi, Paolo Fratini. ottavino Fiorella Andriani OBOI *Francesco Pomarico, Sandro Mastrangeli. clarinetti *Enrico Maria Baroni, Franco Da Ronco. FAGOTTI *Andrea Corsi, Mauro Monguzzi. CORNI *Ettore Bongiovanni, Valerio Maini, Emilio Mencoboni, Marco Tosello. TROMBE *Roberto Rossi, Roberto Rivellini. TROMBONI *Joseph Burnam, Devid Ceste. TROMBONE BASSO Gianfranco Marchesi tuba Daryl Smith TIMPANI *Maurizio Bianchini *prime parti concertini Alessandro Milani suona un violino Francesco Gobetti del 1711, generosamente messo a disposizione dalla Fondazione Pro Canale di Milano.

Ascoltare, conoscere, incontrare, ricevere inviti per concerti fuori abbonamento, scoprire pezzi d archivio, seguire le tournée dell Orchestra, avere sconti e facilitazioni. In una parola, diventare AMICI. Sono molti i vantaggi offerti dall associazione Amici dell Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: scegliete la quota associativa che preferite e iscrivetevi subito! Tutte le informazioni e gli appuntamenti sono disponibili sul sito www.amiciosnrai.it o scrivendo a informazioni@amiciosnrai.it. La Segreteria degli AMICI dell OSN Rai è attiva mezz ora prima di ogni concerto presso la Biglietteria dell Auditorium Rai, oppure dal martedì al venerdì dalle 11 alle 18, telefonando al 335 6944539. CONVENZIONE OSN RAI - VITTORIO PARK Tutti gli Abbonati, i possessori di Carnet e gli acquirenti dei singoli Concerti per la Stagione Sinfonica OSN Rai 2014/15 che utilizzeranno il VITTORIO PARK DI PIAZZA VITTORIO VENETO nelle serate previste dal cartellone, vidimando il biglietto di sosta nell apposita macchinetta installata nel foyer dell Auditorium Toscanini, avranno diritto allo sconto del 25% sulla tariffa oraria ordinaria. PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI AL PERSONALE DI SALA O IN BIGLIETTERIA. Le varie convenzioni sono consultabili sul sito www.osn.rai.it alla sezione "riduzioni".

freedom day sabato 25 aprile 2015 dalle ore 10.00 Un intera giornata insieme ai gruppi da camera dell Orchestra Rai per celebrare il 70 anniversario della Liberazione. Il programma, che spazia dal barocco al jazz, passando dai valzer viennesi, si apre con una lettura dello storico Gianni Oliva sui temi legati al 25 aprile e vede la partecipazione dell Accademia dei Folli che presenta lo spettacolo Ultimo viene il gatto, quando la Resistenza diventa fiaba. Festival Pianistico di Primavera AUDITORIUM RAI ARTURO TOSCANINI DI TORINO Giovedì 14, 21 e 28 maggio 2015 ore 21 Giovedì 4, 11, 18 giugno 2015 ore 21 vendita abbonamenti dal 14 aprile 2015 prevendita biglietti dal 28 aprile 2015 Ingresso libero

21 mercoledì 29 aprile 2015 ore 20.30 giovedì 30 aprile 2015 ore 21.00 Fabio Biondi Direttore JENNIFER O LOUGHLIN Soprano Sara Mingardo Contralto Giampaolo Pretto Flauto Giovanni Battista Pergolesi (attrib.) Concerto in sol maggiore per flauto, archi e basso continuo Johann Sebastian Bach Suite-Ouverture n. 2 in si minore BWV 1067 per flauto, archi e basso continuo Giovanni Battista Pergolesi Stabat Mater, per soprano, contralto, archi e organo CARNET da un minimo di 6 concerti scelti fra i due turni e in tutti i settori Adulti: 24,00 euro a concerto Giovani: 5,00 euro a concerto SINGOLO CONCERTO Poltrona numerata: da 30,00 a 15,00 euro (ridotto giovani) INGRESSO Posto non assegnato: da 20,00 a 9,00 euro (ridotto giovani) BIGLIETTERIA Tel. 011/8104653-8104961 - Fax 011/8170861 biglietteria.osn@rai.it - www.osn.rai.it