Smaltimento dei rifiuti chimici prodotti Il documento originale nello stato di revisione corrente è quello disponibile sul sistema documentale aziendale. Questo documento è riservato e non può essere diffuso all esterno della società Sincrotrone Trieste SCpA, se non a seguito di esplicita autorizzazione (su DOCS MOD 02 ) del Responsabile del Processo. Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 1 of 12
0 Indice 0 Indice... 2 0.1 Emissione del documento... 3 1 Scopo e campo di applicazione... 4 2 Responsabilità... 4 3 Riferimenti... 4 3.1 Riferimenti interni... 4 3.2 Riferimenti esterni... 5 3.3 Definizioni... 5 4 Modalità operative... 5 4.1 Classificazione dei rifiuti... 5 4.2 Priorità nella gestione dei rifiuti chimici: evitare, ridurre e smaltire i rifiuti di laboratorio... 5 4.3 Raccolta dei rifiuti chimici nei laboratori... 6 4.3.1 Rifiuti chimici liquidi... 6 4.3.2 Rifiuti chimici solidi, materiali contaminati e vetro... 7 4.3.3 Solventi riciclabili... 7 4.4 Raccolta di rifiuti chimici sulle linee di luce... 7 4.5 Trasporto presso il Deposito Sostanze Pericolose... 7 5 Allegati... 9 5.1 Allegato 1: Sostanze chimiche incompatibili... 9 Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 2 of 12
0.1 Emissione del documento Questo documento ha seguito il seguente iter di ufficializzazione: Redazione: Cristiano Pedersini (Supervisore Laboratorio chimico di supporto) Approvazione: Luca Gregoratti (Coordinatore Gruppo Linee di Luce Microscopia/Diffrazione) Silvano Lizzit (Coordinatore di Gruppo Linee di Luce Spettroscopia/Scattering) Flavio Bavdaz (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) Redazione Approvazione Verifica: Mauro Zambelli (Responsabile Sistema di Gestione) Verifica Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 3 of 12
1 Scopo e campo di applicazione Il presente regolamento ha lo scopo di disciplinare il corretto smaltimento dei rifiuti chimici prodotti Linee di Luce Microscopia / Diffrazione e. La gestione dei rifiuti è infatti un attività di pubblico interesse, appositamente normata, per assicurare la preservazione dell ambiente e permettere dei controlli efficaci. Il campo di azione del presente regolamento non si estende al Laboratorio di Biologia Strutturale, dotato di una propria procedura di smaltimento. Scopo Il presente si applica al personale dipendente, al personale assimilato, ai borsisti, ai titolari di contratti professionali, a tutti i soggetti che, a vario titolo, collaborano con ST e che devono smaltire rifiuti chimici prodotti nelle attività di competenza del gruppo Linee di Luce Spettroscopia / Scattering. Ambito di Applicazione 2 Responsabilità La responsabilità della corretta applicazione di quanto previsto nel presente è del personale e dei collaboratori, a qualsiasi titolo, di ST che devono smaltire rifiuti chimici prodotti Linee di Luce Microscopia / Diffrazione e. 3 Riferimenti 3.1 Riferimenti interni Il presente è stato stilato sulla base dell omonimo documento redatto, fuori dal formato dei documenti di sistema, in data 22 dicembre 2010: Smaltimento dei rifiuti chimici prodotti nel laboratorio di supporto utenti, nello Small Lab e nelle Linee di Luce, Cristiano Pedersini, 22 dicembre 2010, approvato da Andrea Goldoni (Coordinatore Gruppo Linee di Luce), verificato da Flavio Bavdaz (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 4 of 12
3.2 Riferimenti esterni Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, Norme in materia ambientale, Parte V 3.3 Definizioni Le seguenti definizioni sono state riprese dal Glossario generale dei termini, delle definizioni e delle abbreviazioni, al quale si rimanda per la versione completa e aggiornata di tutte le definizioni di uso comune in ST. 3.3.1 Rifiuto qualsiasi bene mobile destinato ad essere smaltito, oppure il cui smaltimento si rende necessario per la salvaguardia della salute pubblica e per la protezione dell ambiente. 4 Modalità operative 4.1 Classificazione dei rifiuti I rifiuti sono classificati in base alla loro origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali, ed in base alle loro caratteristiche di pericolosità in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. I rifiuti speciali, cioè sostanzialmente tutti i rifiuti provenienti da attività produttive e commerciali, tra i quali rientrano anche i rifiuti chimici, vengono classificati attraverso il Codice Europeo dei Rifiuti (CER). Il codice CER, composto da 6 cifre, evidenzia la tipologia del rifiuto e l asterisco, eventualmente apposto al codice CER, denota la pericolosità del rifiuto in questione (vedi allegato 1). I rifiuti chimici prodotti all interno di Elettra, vengono smaltiti secondo la classificazione CER corrispondente. La classificazione è eseguita ad opera del Servizio di Prevenzione e Protezione. Va sottolineato che la corretta classificazione dei rifiuti è responsabilità del produttore degli stessi. GEAM SCH 01 4.2 Priorità nella gestione dei rifiuti chimici: evitare, ridurre e smaltire i rifiuti di laboratorio I criteri da seguire nella gestione dei rifiuti chimici devono basarsi sulle seguenti priorità: A. prevenzione e produzione, B. riciclo, reimpiego e riutilizzo, C. smaltimento. Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 5 of 12
In altre parole, le attività di laboratorio devono venir pianificate in maniera tale da contenere e ridurre la produzione di rifiuti chimici e dove possibile devono prevedere un riutilizzo o un riciclo dei prodotti chimici, prima di arrivare alla fase finale del ciclo, rappresentata dal loro smaltimento. 4.3 Raccolta dei rifiuti chimici nei laboratori Nei laboratori di competenza del presente documento, in particolare il Laboratorio Chimico di Supporto e lo Small Lab, i rifiuti chimici prodotti, vengono raccolti nei contenitori seguenti, collocati in prossimità delle cappe chimiche: Taniche omologate UN in HDPE da 25L per i rifiuti chimici liquidi. Fusti con ghiera omologati UN in HDPE da 60L per i rifiuti solidi e materiali contaminati. Fusti con ghiera omologati UN in HDPE da 60L per il vetro. Secchietti in PP per i materiali taglienti contaminati (pipette pasteur, aghi ecc.). Sacchetti in PE posti sotto cappa per rifiuti solidi e materiali contaminati (da collocare una volta riempiti, nei fusti con ghiera). Bottiglie in HDPE o vetro per la raccolta di solventi specifici da recuperare mediante distillazione. I rifiuti chimici prodotti dal Laboratorio Nanostrutture, considerate le limitate quantità prodotte, vengono raccolti utilizzando bottiglie in HDPE o in vetro per i solventi liquidi e secchietti in PP per rifiuti solidi e materiali contaminati, opportunamente codificati, che rispettino la classificazione specificata di seguito. Tali contenitori, una volta riempiti vengono portati nello Small Lab e svuotati nelle taniche e nei fusti con la classificazione corrispondente. 4.3.1 Rifiuti chimici liquidi In considerazione della tipologia dei rifiuti chimici liquidi normalmente utilizzati, essi vengono suddivisi e raccolti in taniche separate ed etichettate secondo la classificazione seguente: solventi organici non alogenati, solventi organici alogenati, soluzioni acquose di lavaggio. Prima di mescolare i composti in una tanica è necessario fare molta attenzione alle eventuali incompatibilità (vedi allegato 2). Gli acidi e le basi, prima di essere smaltiti nelle taniche (soluzioni acquose di lavaggio), devono essere preventivamente neutralizzati ad un ph 6 7. Sulle taniche è apposto un foglio in cui indicare, ogni qualvolta viene smaltito un rifiuto chimico, la data, il produttore, la quantità e la natura del rifiuto chimico prodotto. Soluzioni di metalli pesanti, residui di mercurio elementare (da rottura di termometri ecc.), soluzioni contenenti cianuri ed ogni altra tipologia di rifiuto liquido incompatibile con la classificazione sopra citata, se prodotto, viene smaltito in contenitori di natura ed etichettatura idonee, predisposti all occorrenza. Nel dubbio, rivolgersi al responsabile di laboratorio o al Servizio di Prevenzione e Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 6 of 12
Protezione. 4.3.2 Rifiuti chimici solidi, materiali contaminati e vetro In considerazione della tipologia dei rifiuti solidi normalmente prodotti (guanti monouso e carta, contaminati da agenti chimici, puntali, provette, rottami di vetro contaminati, piccole quantità di rifiuti chimici solidi generici provenienti dalle formulazioni di laboratorio ecc.) essi vengono separati e raccolti in fusti muniti di ghiera etichettati secondo la classificazione seguente: rifiuti chimici solidi ed imballaggi in vetro contenenti residui di sostanze pericolose. I materiali taglienti (pipette pasteur, aghi ecc.) vengono raccolti in secchietti di plastica etichettati come materiali taglienti contaminati. I sacchetti in polietilene posti sotto cappa, servono per la raccolta dei rifiuti assimilabili ai rifiuti chimici solidi prodotti nelle lavorazioni eseguite in tale ubicazione, evitando in questo modo un accidentale dispersione nell ambiente di tali sostanze. Una volta riempiti, essi vanno chiusi e posizionati nell apposito fusto con ghiera. Residui solidi di metalli pesanti, cianuri ed ogni altra tipologia di rifiuto solido incompatibile con la classificazione sopra citata, se prodotto, viene smaltito in contenitori di natura ed etichettatura idonee, predisposti all occorrenza. Nel dubbio, rivolgersi al responsabile di laboratorio o al Servizio di Prevenzione e Protezione. 4.3.3 Solventi riciclabili Per solventi specifici che, in relazione al loro uso ed alla quantità prodotta, è possibile e conveniente recuperare mediante distillazione o altro metodo di purificazione, possono venire predisposte delle bottiglie in PE, ubicate sotto cappa (es. acetone). 4.4 Raccolta di rifiuti chimici sulle linee di luce Ogni linea di luce provvede alla raccolta dei rifiuti chimici che produce, utilizzando contenitori opportunamente codificati, che rispettino la classificazione usata nei laboratori chimici e precedentemente citata. Possono essere usate bottiglie in HDPE o in vetro per i solventi liquidi e secchietti in PP per rifiuti solidi e materiali contaminati. Tali contenitori, una volta riempiti vengono portati nel Laboratorio Chimico di Supporto e svuotati nelle taniche e nei fusti con la classificazione corrispondente. Le linee di luce che di routine producono quantità notevoli di un certo tipo di rifiuto possono dotarsi di taniche o fusti con ghiera omologati UN in HDPE da tenere presso le linee di luce. 4.5 Trasporto presso il Deposito Sostanze Pericolose Le taniche ed i fusti presenti nei laboratori chimici, una volta riempiti, vanno trasportati al Deposito Sostanze Pericolose seguendo la procedura prevista, Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 7 of 12
visionabile alla pagina web del Servizio di Prevenzione e Protezione di ST, relativa alla gestione dei rifiuti. Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 8 of 12
5 Allegati 5.1 Allegato 1: Sostanze chimiche incompatibili Molte sostanze chimiche comunemente usate in laboratorio reagiscono in modo pericoloso quando vengono a contatto con altre. Alcune di queste sostanze incompatibili sono qui di seguito elencate, a titolo esemplificativo e non esaustivo. Acetilene Acetone Acido acetico Acido cianidrico Acido cromico e triossido di cromo Acido nitrico (concentrato) Acido ossalico Acido perclorico Acido solfidrico Acido solforico Alcoli e Polialcoli Ammoniaca anidra Ammonio nitrato con rame (tubazioni), alogeni, argento, fluoro, mercurio e loro composti. con miscele concentrate di acido solforico e nitrico e perossidi con acido cromico, acido nitrico, composti contenenti idrossili, glicole etilenico, acido perclorico, perossidi e permanganati. con acido nitrico, alcali (caustici). con acido acetico, naftalene, canfora, alcool, canfora, glicerolo, benzene, trementina e altri liquidi infiammabili. con acido acetico, cromico e cianogeno, anilina, carbonio, acetone, solfuro di idrogeno. Idrogeno solforato, fluidi, gas e sostanze che vengono prontamente nitrati. Alcool, liquidi e gas infiammabili. con argento, mercurio e i loro sali. con acido acetico, anidride acetica, bismuto e le sue leghe, alcool, carta, legno, grassi e altre sostanze organiche. con acido nitrico, altri acidi e ossidanti. con clorati, perclorati, permanganati, perossidi e acqua. con acido nitrico, perclorico, cromico. con mercurio, alogeni, ipoclorito di calcio, iodio, bromo e fluoruro di idrogeno. con acidi, polveri metalliche, zolfo, clorati, nitrati, composti organici finemente polverizzati, Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 9 of 12
Anidride acetica Anilina Argento e sali Arsenico (materiali che lo contengono) Azidi Biossido di cloro Bromo Carbone attivo Cianuri Clorati Cloro Cloroformio Cloruro di potassio Cloruro di sodio Cloruri Diclorometano (Cloruro di metile) Diossido di cloro Fluoro Fluoruro di idrogeno Fosforo (bianco) combustibili, liquidi infiammabili. con alcoli (etanolo fenolo etc.), acido perclorico e glicole etilenico. con acido nitrico e perossido di idrogeno. con acetilene, acido ossalico, acido tartarico, acido fulminico (prodotto nelle miscele acido nitricoetanolo) e composti ammonici. con qualsiasi agente riducente. con acqua e acidi. con ammoniaca, metano, fosfina, idrogeno solforato. con ammoniaca, acetilene, butadiene, butano, altri derivati del petrolio (metano, propano, etano), benzene, idrogeno, carburo di sodio, trementina e metalli finemente polverizzati. con tutti gli agenti ossidanti, ipoclorito di calcio. con acidi e alcali. sali di ammonio, acidi, polveri metalliche, zolfo, composti organici finemente polverizzati, sostanze infiammabili e carbonio. con ammoniaca, acetilene, butadiene, butano, benzene, benzina e altri derivati del petrolio (metano, propano, etano), idrogeno, carburo di sodio, trementina e metalli finemente polverizzati. con sodio e potassio. con sali di ammonio, acidi, polveri metalliche, zolfo, sostanze organiche finemente polverizzate, combustibili. zolfo in grande quantità. con acido solforico. con sodio e potassio. con ammoniaca, metano, fosfina idrogeno solforato. con tutte le altre sostanze chimiche. ammoniaca (anidra o in soluzione acquosa). con aria, ossigeno, alcali, agenti riducenti. Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 10 of 12
Idrazina Idrocarburi Idrogeno solforato Iodio Ipocloriti Liquidi infiammabili Mercurio Metalli alcalini (calcio, potassio e sodio) Nitrato di ammonio Nitriti e Nitrati Nitrocellulosa Nitroparaffina Ossido di calcio Ossigeno Pentossido di fosforo Perclorato di potassio Permanganato di potassio Perossidi organici con perossido di idrogeno, acido nitrico e idrogeno solforato. con fluoro, cloro, bromo, acido formico, acido cromico, perossido di sodio, perossidi, benzene, butano, propano, benzina, trementina. con vapori di acido nitrico e gas ossidanti. con acetilene e ammoniaca (anidra o in soluzione acquosa), altre basi forti. con acidi, carbone attivo. con nitrato di ammonio, acido cromico, perossido di idrogeno, acido nitrico, perossido di sodio e alogeni. con acetilene, acido fulminico (prodotto nelle miscele acido nitrico etanolo), idrogeno, ammoniaca e altre basi forti. con acqua, anidride carbonica, tetracloruro di carbonio e altri idrocarburi clorurati (inclusi tricloroetilene, tetracloroetano, cloruro di metile), diossido di carbonio. con acidi, polveri metalliche, liquidi infiammabili, clorati, nitrati, zolfo e sostanze organiche finemente polverizzate o composti infiammabili. con acidi. con fosforo e metalli. con basi inorganiche, amine, metalli. con acqua. con olii, grassi, idrogeno, propano e altri liquidi infiammabili, solidi e gas infiammabili. con acqua, alcoli, basi forti. acido solforico e altri acidi, anidride acetica, bismuto e suoi derivati, alcool, carta, legno, grassi e oli organici. con glicerolo, glicole etilenico, benzaldeide, e acido solforico. con acidi (organici o minerali), la maggior parte dei metalli e i combustibili (da evitare gli sfregamenti e le alte temperature). Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 11 of 12
Perossido di idrogeno Perossido di sodio Potassio Rame Sodio Sodio azide Sodio nitrito Selenio e floruri di selenio Solfuri Tellurio e floruri di tellurio Tetracloruro di carbonio con cromo, rame, ferro, la maggior parte degli altri metalli e i loro sali, liquidi infiammabili e altri prodotti combustibili, anilina, nitrometano, aluni acidi forti come lʹacido solforico. con qualsiasi sostanza ossidabile come etanolo, metanolo, acido acetico glaciale, anidride acetica, benzaldeide, disolfuro di carbonio, glicerolo, glicole etilenico, acetato di etile acetato di metile, furfurale. con tetracloruro di carbonio, diossido di carbonio, acqua, cloroformio, diclorometano. con acetilene, azide e perossido di idrogeno. con idrocarburi clorati (inclusi tetracloruro di carbonio, cloroformio, tricloroetilene, tetracloroetano, diclorometano, cloruro di metile), diossido di carbonio, acqua e soluzioni acquose. con piombo, rame e altri metalli. Questo composto è comunemente usato come conservante, ma forma composti instabili ed esplosivi con i metalli. con ammonio nitrito e altri sali di ammonio. con agenti riducenti. con acidi. con agenti riducenti. con sodio e potassio. Document: GEAM-RGL-01-rev00IT.doc Save date: 27/05/2011 16.00 Page 12 of 12