Verso edifici a emissioni zero: utopia o percorso obbligato? Giuliano Dall O Direttore Generale SACERT RIFUSIONE DIRETTIVA EPBD La direttiva EPBD è stata sottoposta a rifusione al fine di chiarire e semplificare alcune disposizioni, ampliare il campo di applicazione, rafforzare l efficacia di alcune disposizioni e conferire un ruolo di primo piano al settore pubblico. La nuova direttiva mantiene gli obiettivi e i principi fondamentali della vigente direttiva EPBD e lascia inalterato il ruolo degli Stati membri, che sono chiamati a stabilire requisiti concreti. amplia il campo di applicazione della disposizione che impone agli Stati membri di fissare requisiti minimi di rendimento energetico in caso di ristrutturazioni importanti (soppressa la soglia dei 1000 m 2 ); rafforza le disposizioni in materia di certificazione energetica, ispezioni degli impianti di riscaldamento e condizionamento, requisiti di rendimento energetico, informazione ed esperti indipendenti; d fornisce agli Stati membri e alle parti interessate uno strumento di calcolo comparativo che consente di raffrontare il grado di ambizione dei requisiti minimi di rendimento energetico fissati a livello nazionale/ regionale con livelli ottimali in funzione dei costi; incoraggia gli Stati membri a elaborare quadri volti a favorire la diffusione sul mercato di edifici con un consumo di energia ed emissioni di carbonio bassi o nulli; promuove una maggiore partecipazione del settore pubblico invitandolo a svolgere un promuove una maggiore partecipazione del settore pubblico invitandolo a svolgere un ruolo esemplare.
EDIFICI A EMISSIONI E CONSUMO ENERGETICO BASSI O NULLI Agli Stati membri è imposto l'obbligo di promuovere attivamente la diffusione sul mercato di questo tipo di edifici attraverso l'elaborazione di piani nazionali che specifichino le definizioni e gli obiettivi per la loro diffusione. Gli Stati membri devono dar prova del ruolo esemplare svolto al riguardo dagli enti pubblici per la definizione di obiettivi specifici per gli edifici da essi occupati. Sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri, la Commissione fissa una serie di principi comuni per definire tali edifici. La Commissione comunicherà i progressi realizzati dagli Stati membri e su tale base definirà una strategia e, se necessario, elaborerà ulteriori misure. Secondo questo articolo gli Stati membri si devono impegnare ad elaborare piani nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici in cui le emissioni di CO 2 e il consumo di energia primaria sono bassi o nulli e dovranno fissare obiettivi in ordine alla percentuale minima che tali edifici dovranno rappresentare, nel 2020, rispetto al numero totale di edifici e alla metratura t utile totale. t EDIFICI A EMISSIONI E CONSUMO ENERGETICO BASSI O NULLI Tali obiettivi dovranno essere fissati per gli edifici residenziali di nuova costruzione e ristrutturati, tt ti gli edifici i non residenziali i di nuova costruzione e ristrutturati tt ti e gli edifici i occupati da enti pubblici. Gli Stati membri dovranno fissare inoltre gli obiettivi relativi agli edifici pubblici, tenendo conto del ruolo esemplare che gli enti pubblici dovrebbero svolgere in materia di rendimento energetico degli edifici. Il piano nazionale per gli edifici zero emission o comunque molto prossimi, comprende in particolare i seguenti elementi: la definizione, da parte dello Stato membro, degli edifici in cui le emissioni di CO 2 e il consumo di energia primaria sono bassi o nulli; gli obiettivi intermedi corrispondenti alla percentuale che tali edifici devono rappresentare nel 2015 rispetto al numero totale di edifici e alla metratura utile totale e le informazioni sulle misure adottate per promuovere tali edifici. Gli Stati membri dovranno comunicare alla Commissione il piano nazionale entro il 30 giugno 2011 e dovranno trasmettere ogni tre anni, sempre alla Commissione, una relazione sull attuazione del piano nazionale. La Commissione, da parte sua, si impegnerà a stabilire i principi comuni per la definizione degli edifici in cui le emissioni di biossido di carbonio e il consumo di energia primaria sono bassi o nulli.
EVOLUZIONE DEGLI EDIFICI A BASSO CONSUMO Low Energy House (case a basso consumo) tutti gli edifici con prestazioni energetiche sensibilmente migliori rispetto a quelle minime previste dalle regolamentazioni vigenti. Per il nostro paese possiamo definire Low Energy House tutti gli edifici che hanno una classe energetica A rispetto alla classificazione nazionale. Passivhaus (case passive) I criteri da rispettare per ottenere la certificazione Passive House sono definiti dal Passivhaus Institut di Darmstadt (Germania). Deve essere progettato per avere un fabbisogno annuo di energia per il riscaldamento inferiore a 15 kwh/m 2 anno; l energia primaria specifica complessiva (riscaldamento, produzione di acqua calda, raffrescamento, energia elettrica) non deve essere superiore a 120 kwh/m 2 anno. Zero Energy Building (ZEB) (edifici a energia zero) Edifici in cui come risultato di un livello molto alto di rendimento energetico degli immobili, il consumo totale annuale di energia primaria dovrà essere uguale o inferiore alla produzione energetica ottenuta in loco con le energie rinnovabili Plus Energy building In questi edifici le prestazioni energetiche sono talmente spinte che l energia prodotta è superiore a quella consumata. Si tratta di edifici che ben si inseriscono nel più generale discorso della produzione energetica distribuita, diventando essi stessi elementi in grado di dare un contributo energetico positivo ii al territorio. i AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA
ZERO ENERGY BUILDINGS AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA Quali usi energetici considerare? (es. climatizzazione,,produzione di acqua calda, usi elettrici Comuni, usi elettrici individuali, ecc.) Cosa si intende per emissioni quasi zero? L autosufficienza va intesa sullo stesso edificio? E possibile ipotizzare una compensazione a livello locale? E possibile compensare una parte dell energia con acquisti di energia verde? Un edificio a energia zero non è un edificio che non consuma energia ma un edificio nel quale l energia utilizzata è diversa: GLI IMPIANTI SVOLGONO UNA FUNZIONE FONDAMENTALE NELLA GESTIONE DEI FLUSSI ENERGETICI
UN PERCORSO GIA AVVIATO Le prestazioni dell involucro riducono notevolmente i fabbisogni energetici per la climatizzazione I principi dell Architettura Bioclimatica diventano i principi dell Architettura (sfruttamento del comportamento passivo dell edificio, guadagni diretti, serre solari, ecc.) Le fonti energetiche rinnovabili (solare termico, solare fotovoltaico, eolico, biomassa, ecc.) diventano le risorse energetiche da utilizzare al massimo della loro potenzialità Le fonti energetiche convenzionali hanno una funzione integrativa nel bilancio energetico dell edificio Si passa da un unico sistema di generazione a più sistemi di generazione utilizzati in funzione della convenienza economica (es. solare termico, biomassa, pompa di calore, caldaia a condensazione, si introducono sistemi di accumulo inerziali, ecc.). La domotica diventa elemento fondamentale per gestire in modo ottimale i servizi i energetici i AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA Edificio in classe A (REGIONE LOMBARDIA) 29 kwh/m 2 a Fabbisogno Energia Elettrica Dimezzando i consumi 2700 x 0,5 = 1350 kwh/a Fabbisogno Riscaldamento Superficie 100 m 2 100 x 29 = 2900 kwh/a Fabbisogno ACS 1900 kwh/a Fabbisogno termico 2900 + 1900 = 4800 kwh/a Consumo elettrico complessivo 1350 + 1200= 2550 kwh/a Pompa di calore COP = 4 4800/4 = 1200 kwh/a Potenza fotovoltaico 1170 kwh/kwp 2550/1170= 2,18 kwp Superficie fotovoltaico 8 m 2 /kwp 2,18 X 8= 17,4 m 2
GENERAZIONE DISTRIBUITA ZERO ENERGY BUILDINGS