IURY E LA Tigre bianca



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IURY E LA Tigre bianca di Infanti Susy

Dedicato a tutti coloro, che desiderano cambiare il mondo accanto a se, con l'augurio di non perdere mai la speranza.

C era una volta, in un tempo non molto lontano, in un paese chiamato Melandia, un bambino diverso dagli altri, il suo nome era Iury. Iury non era consapevole delle sue qualità speciali perché, al contrario degli altri abitanti di Melandia che erano obbedienti, perfetti in ogni cosa, bravi cantanti e belli d'aspetto. Lui invece era goffo e maldestro, pigro e modesto ed era definito di comune aspetto 5

e purtroppo, a Melandia le sue qualità non erano molto apprezzate. Forse era troppo piccolo per rendersi conto del suo destino, ma questo non lo aveva mai fermato, era sempre nei guai, il suo cuore così grande lo portava sempre ad aiutare gli altri in modo molto incosciente e irresponsabile che alla sua mamma si drizzavano sempre i capelli. Iury viveva con la sua famiglia composta da mamma, papà e il fratellino Alessio e la sorellina Emy. Era il primo genito e tutti si aspettavano molto da lui. Melandia era conosciuta in tutto il mondo creato come il paese della melodia 6

e della quiete. Ogni giornata iniziava tra canti e lodi alla vita e alla natura, il dopo scuola era sempre una festa gioiosa e ludica. Tutto grazie alla musica si animava: alberi, case e giocattoli e chi più ne ha più ne metta, ahi me però con il chiaror della luna la musica svaniva nel vento della notte, e il silenzio piombava con inquietudine sulla città e sugli abitanti, ed è qui che Iury desiderava più di tutti gli altri di scappare in un mondo migliore, e non aveva tutti i torti La notte portava con sè silenzi e schiamazzi, urla e rumori di terrore, era difficile dormire sapendo che fuori dal 7

caldo letto qualcosa di mostruoso si raggirava tra le strade di città, e chissà, cosa sarebbe anche potuto entrare nelle case. Melandia era davvero una città che dava invidia a tutto il mondo creato, perché durante le ore di sole regnava pace, solidarietà e umiltà, la musica cantata dai sui abitanti era magica, portava quiete all animo e dava vita a tutto ciò che di inanimato trovava, niente liti o capricci, niente malattie o dolore, nulla di spiacevole con la musica poteva accadere. Però la Luna non era generosa come il Sole. La Luna rubava le voci di Melandia, così 8

nessuno poteva urlare per chiedere aiuto, niente favole della buona notte o cantilene per cacciare i brutti sogni, niente di sereno e rilassante, ma solo la paura del nulla. La consapevolezza degli abitanti di non sapere e di non poter comunicare durante la notte, li rendeva vulnerabili ad ogni cosa a loro sconosciuta. Iury però, come tutti i bimbi curiosi, voleva capire, voleva sapere, voleva smettere di avere paura ma, soprattutto, gli sarebbe piaciuto sentire il calore e la dolcezza di una favola tra le braccia dolci dei suoi genitori, prima di dormire finalmente in una serena notte. Aveva capito che, per avere tutto ciò, avrebbe 9

dovuto indagare e capire perché a Melandia le cose andavano così. A Melandia per ogni evento si intonava un canto, dall alba del mattino all imbrunir della sera. Tutti i bambini formavano un grande coro e cantavano, cantavano Il lunedì era il giorno dedicato alle lodi al cielo, Iury però decise di andare a casa del nonno Abramo, il nonno di tutti. Era la persona più vecchia e saggia di Melandia: antico anziano burbero, ma sicuramente la persona con la maggior conoscenza del mondo creato, grande lettore e appassionato di storia antica, lui sicuramente avrebbe saputo dare a Iury le 10

giuste risposte. Ed è così che Iury sgattaiolando con passo felpato si allontanò dal coro e si recò da Abramo. All apparenza la sua saggezza non si scorgeva, né dagli abiti grigi modello monaco, e neppure dall intenso profumo di muschio e liquirizia che lo avvolgeva come una nuvola di nebbia, probabilmente era colpa del the che teneva in soffitta ad essiccare!. Non appariva un uomo sapiente agli occhi di Iury, che sgranava gli occhi ripetutamente cercando di capire se si trovava sulla soglia di una casa decadente o in una sorta di quercia ballerina scricchiolante che pareva cadere a pezzi a 11

ritmo di musica. Nonostante il suo equilibrio fosse messo a dura prova dei tremolii del pavimento e dal cigolio degli infissi, Iury non esitò ad entrare con Abramo in casa, poiché la sua brama di aggiustare le cose, era più forte di ogni disagio possibile. La voce rassicurante e roca di Abramo gli diede coraggio, dopo un profondo respiro Iury disse:«signor Abramo, perché Melandia, paese di gioia e speranza durante le ore diurne, diventa la terra dei morti viventi al chiaro di Luna?». Abramo, incuriosito e colpito da questo bambino candido e ingenuo, dapprima esitò, e dopo un colpo di tosse per 12