DESCRIZIONE PERCORSO DEL SABATO



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PREMESSA I fiumi e i canali furono utilizzati fin dall antichità come le naturali e più sicure vie di comunicazione per il trasporto delle merci e dei passeggeri. In particolare nella regione Veneto, la fitta rete fluviale influenzò lo sviluppo delle relazioni sociali ed economiche, favorita da una vasta varietà di imbarcazioni. La posizione centrale del territorio padovano, vero e proprio nodo tra la laguna di Venezia e l entroterra, ha permesso lo sviluppo dei collegamenti attraverso il fiume Brenta e Bacchiglione e le loro diramazioni. La facilità d accesso ai corsi d acqua, grazie ad una vasta rete di canali di collegamento e di manufatti idraulici, ha consentito la valorizzazione delle già fiorenti attività agricole, artificiali ed industriali offrendo un bacino commerciale più ampio. DESCRIZIONE PERCORSO DEL SABATO 30/5 La nostra vacanza ha inizio dalla stazione ferroviaria di Monselice, da dove seguiremo il canale Bisatto fino ad arrivare al paese di Battaglia Terme, antico borgo alla confluenza di vari corsi d acqua. Qui visiteremo il museo della navigazione fluviale che ci farà capire come venisse svolto il lavoro del barcaio e, a pochi metri potremo ammirare da vicino l Arco di Mezzo, un sistema idraulico che regola il deflusso delle acque nello stretto alveo del Vigenzone. Seguiremo così questo canale fino ad arrivare a Padova, su un tracciato rettilineo e tutto in pianura; è la famosa Riviera Euganea che i ricchi veneziani una volta percorrevano in sontuose barche diretti alle loro ville fluviali. Costeggiando anche il canale Battaglia e Bisatto arriveremo a Padova. Vi entreremo in località Basanello (a sud del centro storico) punto nevralgico per l accesso delle acque in città, passeremo il ponte Sostegno (o ponte dei Cavai) per poi seguire il fiume Bacchiglione, che cambia nome in tronco Maestro, fino a Via Goito e poi al ponte Saracinesca, da cui raggiungeremo la riviera Paleoncapa. Alla fine della giornata arriveremo al canale Piovego per poter ammirare la conca di navigazione della città, chiamata Porte Contarine che permetteva il passaggio di un imbarcazione da un canale ad un altro su diversi livelli. MUSEO NAVIGAZIONE FLUVIALE Il museo si propone di far conoscere la storia della civiltà dei barcari coinvolgendo il visitatore in un universo semplice, ma nel contempo molto interessante. Quella fluviale non è una navigazione minore rispetto alle grandi avventure sul mare, è un esperienza diversa in cui la fatica e i drammi erano descritti con meno retorica ma con più partecipazione. Grazie alla passione di alcuni ex barcari, abbiamo la possibilità di conoscere una pagina di storia del Veneto e della pianura Padana in parte ancora inesplorata, attraverso reperti antichi e preziosi. Pagina 1 di 13

Nella sede hanno spazio anche altri argomenti come l attività cantieristica, la faticosa vita di bordo, anche così ammirare delle antiche cartine sulla fitta rete delle idrovie e delle navigazioni in acque interne. CANALE BISATTO Il canale è stato scavato nel 1188. Il suo percorso SINUOSO" come un'anguilla (in veneto bisato ) segue dapprima i Colli Berici e poi i Colli Euganei passando la città di Este e arriva a Monselice, infine unisce le sue acque al canale Battaglia. ARCO di MEZZO sul canale Battaglia E il manufatto idraulico che regola il deflusso delle acque del canale Battaglia verso l alveo del Vigenzone con un salto dai 4 ai 7 metri circa. Questo è stato per secoli il sistema che ha fornito energia a tutti gli opifici che hanno fatto la storia di Battaglia. Manca qualsiasi documento relativo alle sue origini, ma è e- vidente che nacque contemporaneamente allo scavo del canale, risalente forse all inizio del XIII secolo. Va ricordato che la periodica, studiata regolazione dell afflusso di acqua nel Vigenzone, per i Battagliensi creava una piena artificiale che rendeva possibile la navigazione e di conseguenza la partenza dei Burci (tipica imbarcazione fluviale veneta) carichi ormeggiati nel porto. Nel 1947 l arco assolve ancora le sue funzioni, poi con il calar della navigazione fluviale perde il suo ruolo principale, si limita a garantire un livello costante del canale tra Monselice e Battaglia. LA RIVIERA EUGANEA (Monselice Padova) Francesco Petrarca attratto dalle bellezze del luogo, spesso risaliva in barca per raggiungere il suo vigneto ad Arquà, mentre molti nobili veneziani amavano raggiungere le loro residenze di montagna sui colli Euganei. FIUME BACCHIGLIONE Questa via d acqua, fin dai tempi antichi, collegava per i commerci, la città di Vicenza con Padova. Nasce a Nord di Vicenza, a Padova poi si dirama in più canali che si congiungono poi al Canale del Brenta che sfocia in mare a Brondolo di Chioggia dove avvenivano nei tempi antichi, i commerci con Venezia. PONTE SOSTEGNO Con le sue paratie serve per bloccare le piene del fiume Bacchiglione, ma è anche l unico punto di ingresso delle acque che alimentano i vari canali in centro città. LA PADOVA DEI PONTI ANTICHI PONTE S. AGOSTINO Pagina 2 di 13

Questo ponte era in origine in legno, ad un'unica arcata, fu costruito in pietra solo nel 1522. Sorge sul tronco Maestro del Bacchiglione. La sua denominazione è dovuta alla vicina basilica di S. Agostino demolita nel 1819. PONTE SAN GIOVANNI DELLE NAVI E un ponte di origine romana a tre arcate, sul tronco Maestro del Bacchiglione. La sua denominazione può derivare o dalle competizioni navali che si facevano o dall approdo delle barche provenienti da Este e Monselice. PONTE DEI TADI Anche lui posizionato sul tronco Maestro del Bacchiglione, porta il nome di un antica casata Padovana. PONTE ( e porta) MULINO La porta e il ponte Mulino facevano parte della prima cinta muraria, che contava ben 19 porte o passaggi. Il ponte fu chiamato dai romani pons molendinorum per la presenza di numerosi mulini galleggianti sul canale del Bacchiglione e soppressi nel 1884. Il ponte è a 5 arcate e fu ricostruito più volte. La porta Molino è ad arco ed è sormontata da una possente torre, fu costruita nell età medievale. LA SPECOLA Nella torre di un antico castello, posto tra il tronco Maestro del Bacchiglione e il Naviglio interno sorgeva l antico osservatorio astronomico nato nelle sale della tortura di un possedimento feudale. Nel 13 sec. perse la sua funzione militare e divenne magazzino di granaglie, per il fieno e per la paglia, solo nel 1919 ritornò, restaurato, come osservatorio astrofisico, mentre nel 1994 divenne "Il Museo della Specola al cui interno è conservato il cannocchiale usato da Galileo Galilei, unitamente agli attrezzi di osservazione utilizzati dagli astronomi nel corso di 250 anni di studi e di ricerche. Per superare i diversi dislivelli fluviali si costruirono le CONCHE di NAVIGAZIONE, veri e propri a- scensori d acqua che permettevano alle imbarcazioni di RISALIRE o DISCENDERE il corso d acqua. La cultura dell acqua da sempre fa parte della storia di Padova. PORTE CONTARINE Il sistema di navigazione di Padova chiamate anche Porte Contarine è il monumento idraulico più importante della città, costruito nel XVIII secolo durante il governo del podestà Contarini. Le porte Contarine consentivano il ricongiungimento di due corsi d acqua: quello del Naviglio Interno, proveniente da centro cittadino con il canale Piovego. Sulla lapide posta a sinistra della chiesa, dedicata alla Madonna dei barcari, sono scolpite le tariffe per il transito dei natanti. Nella parte inferiore, invece sono riportati i vari tipi di Imbarcazione previste al transito: burchi, burchielli per trasporto passeggeri, battelli, zattere per trasporto di legname e persino gondole per le persone. Pagina 3 di 13

CANALI NEL CENTRO STORICO DI PADOVA Nel centro urbano scorre il fiume Bacchiglione, proveniente da sud, qui si divide in due tronconi, il primo è il TRONCO MAESTRO verso il Nord della città, ed il NAVIGLIO INTERNO verso Est; a sua volta questo prende due direzioni diverse, salendo a Nord verso le Porte Contarine e a Sud prendendo il nome di CA- NALE di SANTA CHIARA. Altro canale era quello costruito nel 1220 denominato Dell OLMO o delle Acquette che fuoriusciva dal naviglio Interno prima della torre della Specola e si collegava al canale di Santa chiara. Il CANALE di SANTA SOFIA che dal Piovego sfociava nel canale di Santa Chiara presso la porta Pontecorvo. Il CANALE di PIOVEGO fu scavato nel 1209, collega il ramo del Tronco Maestro, in centro città al fiume Brenta presso Stra, con un percorso fluviale diretto tra Venezia e Padova. IL CANALE ALICORNO fu fatto costruire dai monaci di Santa Giustina nel 1230, di servizio ai mulini galleggianti, unendo il Tronco Maestro vicino al Basanello al canale di Santa Chiara per formare poi il CANALE DI SAN MASSIMO. Questo canale venne risistemato una prima volta nel 1500 e poi ancora nel 1700 diventando così il collettore per la nuova sistemazione di Prato della Valle. IL CANALE BOVETTA fu scavato nel 1246 a semicerchio tra il ponte di San Leonardo e il ponte Molino. In epoca recente i canali sono stati tombinati e coperti. IL CANALE ROCAJETTE invece fuoriesce dal canale S. Massimo al ponte delle Gradelle e poi a sua volta si innesta nel canale di San Gregorio e fuoriesce a Ca Nordio. DESCRIZIONE PERCORSO DELLA DOMENICA 31/05 Il percorso della Domenica prevede lo spostamento da Padova a Camposampiero in treno per visitare i santuari Antoniani, e i luoghi dove frate Antonio visse gli ultimi anni della sua vita. In questo speciale viaggio potremmo ricevere la credenziale del Pellegrino che verrà arricchita con 3 timbri: a CAMPOSAN- PIERO, ad ARCELLA, ed infine l ultimo nella famosa basilica di PADOVA... ripercorrendo cioè l ultimo tratto che frate Antonio percorse su un carro di buoi, ormai morente. A Camposampiero ci sarà il percorso Vangelo e Carità un breve tratto a piedi meditativo verso il santuario della Visione alla presenza di 6 gruppi bronzei che rappresentano 6 momenti della vita di Pagina 4 di 13

frate Antonio. Saremo qui che faremo apporre il primo timbro sulla nostra credenziale personale. Da Camposampiero ci sposteremo lungo la ciclabile verso nord e ci porteremo a Castelfranco Veneto, una cittadina murata che visiteremo. Nel pomeriggio seguendo la ciclabile lungo le rive del torrente Musson de Sassi ci porteremo sul l antico tracciato della ex ferrovia Treviso Ostiglia fino ad arrivare alla vecchia stazione di Loreggia: lungo questo percorso troveremo ancora vecchi ponti e una stazione abbandonata. Ritorneremo sulla ciclabile che ci porterà nuovamente a Padova lungo il Musson de Sassi e lo seguiamo fino alla periferia della cittadina. A Pontevigodarzere passeremo un ponte sul fiume Brenta, su stradine a pista ciclabile e con segnalazioni arriveremo al santuario dell Arcella che visiteremo e dove faremo METTERE IL SECON- DO TIMBRO, il TERZO TIMBRO verrà messo presso il Santuario di Padova. CAMPOSAMPIERO La devozione popolare fa partire da Camposampiero il Cammino di S. Antonio"; è un viaggio lungo 25 Km e ogni viandante porterà con sé nello zaino fede ed entusiasmo. Nel paese di Camposampiero avremo modo di visitare i santuari della Visione e quello del Noce SANTUARIO DELLA VISIONE Dopo la morte del Santo gli abitanti di Camposampiero vollero custodire i luoghi santificati dalla presenza di frate Antonio. Nella chiesa di S. Giovanni Battista, si trova la Cella della Visione, il luogo più importante di tutto il complesso, chiamato così perché qui si verificò l evento straordinario dell apparizione di Gesù ad Antonio. In una cappellina la celletta del convento, abitata dal Santo, conserva sotto vetro una grande tavola, ritenuta suo giaciglio notturno. SANTUARIO DEL NOCE A poca distanza dal santuario della Visione, un bel viale alberato da tigli porta al piccolo santuario del Noce. In questo luogo sorgeva un albero di noce sul quale il conte Tiso aveva costruito una celletta usata dal Santo come piccolo eremo di preghiera e contemplazione. PERCORSO VANGELO E CARITA Sono 200 metri di percorso parallelo al viale che conduce al santuario del Noce,dove si trovano 6 sculture di Romeo Sandrin preparate per il Giubileo del 2000. Esse rappresentano: la visione - il perdono - lavanda dei piedi - la preghiera - il transito - i doni dello spirito. Pagina 5 di 13

CICLABILE DEL SANTO Si tratta di un percorso antico riscoperto dai frati Francescani già dal 1995 per i pellegrini a piedi, a cavallo e in bici alla basilica del Santo in Padova, nel desiderio di ripetere quanto Antonio fece nel lontano 13 Giugno 1231, oramai prossimo alla morte, si fece condurre da Camposampiero all Arcella dove morì. L itinerario ciclabile si svolge da Camposampiero a Padova su strade sterrate arginali lungo il torrente Musson de Sassi. A Padova avremo una Cartula. SANTUARIO DELL ARCELLA Arcella è oggi un popoloso quartiere di Padova. Ai tempi di frate Antonio era un borgo poco distante dalle mura cittadine chiamato Capodiponte che si estendeva da Ponte Molino fino alla Cella dove si trovava il monastero Santa Maria della Cella, delle Clarisse, l attuale santuario Antoniano. La tradizione narra che tale primitivo convento sarebbe stato fondato da S. Francesco nel 1220, di ritorno dalla terra Santa. Qui Antonio morì il 13 giugno e il suo corpo riposò 4 giorni, per contese cittadine,fino al 17 giugno quando fu trasportato a Padova presso la chiesa Mater Domini l attuale famosa basilica del Santo. BASILICA DEL SANTO La basilica di S. Antonio che i Padovani chiamano il Santo, è il principale monumento di Padova e tra i maggiori capolavori d arte del mondo. Riconosciuto dalla Santa Sede come Basilica Papale dai Patti Lateranensi, l amministrazione generale spetta al delegato di Loreto e quindi la basilica gode del diritto di extraterritorialità. L architettura generale racchiude armoniosamente diversi stili; la facciata è romanica, i contrafforti sono gotici, le cupole richiamano lo stile bizantino e i due campanili gemelli ricordano i minareti arabi. All interno l altare maggiore è valorizzato da numerose sculture di Donatello. EX FERROVIA TREVISO OSTIGLIA La ferrovia Treviso Ostiglia a scartamento ordinario è la più lunga, 118 Km, ferrovia in stato di abbandono e collegava il cuore del Veneto con il fiume Po. In seguito all invasione Tedesca dell Italia il flusso di merci inverte la rotta, cioè la linea viene utilizzata, da Nord a Sud, per portare gli armamenti e i rifornimenti alle truppe Tedesche in Italia, sulla linea Gotica. Sempre in questo periodo la linea venne anche utilizzata, quindi da Sud a Nord, per la deportazione degli ebrei verso i campi di sterminio in Germania. La ciclabile, da Quinto di Treviso (su sterrato), lambisce l Oasi di Cervara e prosegue su terreno a- sfaltato da Badoere verso Sud verso l area naturalistica arrivando a Camposampiero. Lungo il percorso quindi si vedranno stazioni e ponti ormai classificati come archeologia ferroviaria, a memoria del nostro recente passato. Pagina 6 di 13

CASTELFRANCO VENETO Città murata edificata nell ultimo decennio del XII secolo, conserva un magnifico castello medievale in mattoni rossi con 6 torri. E la città natale del pittore GIORGIONE che ne conserva l antica dimora, mentre in Duomo, a sinistra, si trova la famosa pala di Castelfranco, una pittura a tempera eseguita nel 1503, l unica realizzata dall artista per un altare. Questa fu trafugata l otto dicembre 1972 e fatta ritrovare abbandonata in un casolare dopo un riscatto. DESCRIZIONE PERCORSO DEL LUNEDI 1/6 Percorreremo l anello fluviale di Padova, scoprendone gli angoli più nascosti che raccontano storie lontane. La prima sosta la faremo alla Porta Portello, una delle più antiche di Padova lungo il canale Piovego: spostandoci di poco, in via San. Massimo, saremo al cospetto delle mura cittadine e al ponte delle Gradelle (situato tra i canali San Massimo, Rocajette e Piovego). Arriveremo nel centro storico seguendo le piste ciclabili indicanti piazza Prato della Valle, ritenuta una delle più vaste in Italia. Passando dalla Porta Saracinesca, ci immetteremo sulla Via Moro e poi sulla Via dei Colli (entrambe con pista ciclabile) fino a raggiungere il canale Brentella che ci porterà all inizio dell anello fluviale cittadino esterno. Arriveremo a Limena, dove sosteremo su un ponte per vedere la chiusa che permette di far passare le acqua del fiume Brenta nel Bretella, e sempre proseguendo in un parco, seguiremo il grande fiume Brenta, prima in sponda destra e poi su quella sinistra. Pedaleremo dentro un bel bosco finché scorgeremo le rovine della Certosa di Vigodarzere, totalmente abbandonata. Arrivando al paese di Vigodarzere, ripasseremo nuovamente sulla sponda destra e seguendo sempre il Brenta, all altezza della frazione Torre, ci sposteremo nuovamente sul lato opposto del fiume superando un ponte ultramoderno e molto particolare che ci porterà nel comune di Cadoneghe. Dopo aver sottopassato la strada, il percorso riprenderà su un sentiero erboso, posto proprio sull argine del grande fiume. Ci sarà una sosta per dissetarsi e prendere frutta fresca. Da questo punto avremo la possibilità di seguire la stessa sponda fino alla città di STRA, oppure in alternativa seguire una strada trafficata e dopo una rotonda, proseguire sulla SS. 1 con traffico per 6 Km., con alcuni tratti su pista ciclabile. A Stra visiteremo la Villa Pisani situata sulla riviera del Brenta, oggi sede di un Museo Nazionale con le sue 114 stanze e un ricchissimo patrimonio d arte e arredi del 700 e dell 800: all esterno un originale parco con siepi di bosso disegnate a labirinto. Fino al 1954 passava davanti alla villa la tranvia Padova- Malcontenta-Fusina. Lungo la strada del ritorno sosteremo alle Chiuse di Stra che gestiscono le acque del fiume Brenta. Costeggeremo poi fino a Padova il canale Piovego, e Pagina 7 di 13

all altezza di Noventa Padovana ammireremo la bella villa Giovanelli con la sua meravigliosa scalinata, il percorso terminerà a Padova. PORTA PORTELLO E chiamata anche Porta Ognissanti, ma il nome popolare deriva forse da piccolo porto dove già nel 1519 approdavano le imbarcazioni provenienti dalla riviera del Brenta, dirette a Venezia. Fu costruita come un arco di trionfo in pietra d Istria, con quattro coppie di colonne e una torretta con orologio. Oltre il ponte, a tre arcate, esiste ancora la piccola cappella di Santa Maria dei Barcaioli del 1790 dove i viaggiatori assistevano alla messa prima di ripartire. Affacciandosi dal ponte sono visibili 2 leoni a guardia della città, visibile ancora inoltre, su pietra, una dama con cui i soldati di guardia passavano il tempo... inoltre, all interno del passaggio solo tracce di antichi affreschi. BURCI Grossa barca il cui fondo, piatto, arrivava fino all estremità superiore della prua. Il burcio veniva usato nella bassa valle Padana, principalmente sui canali Veneti. I cantieri erano a Chioggia e a Padova, le barche avevano dimensioni diverse, dai 20 ai 35 metri di lunghezza e con portata variabile dalle 35 alle 180 tonnellate. Il burcio era adatto alla navigazione fluviale soprattutto per il trasporto commerciale. Costruito con l impiego di legno duro che garantiva resistenza all umidità per le strutture principali, e legno dolce, più elastico per le parti soggette ad urti. I 3 uomini a bordo si chiamavano Paron, il Capitano, il Marinero era il marinaio ed eseguiva le manovre e il Morè era il mozzo che si occupava dei pasti e delle pulizie. Il burcio era tutto: era la casa e lo strumento di lavoro, e nonostante gli spazi fossero ristretti, non mancava nulla. PRATO DELLA VALLE In origine era un teatro romano ridotto nel medioevo ad acquitrino, risanato poi nel 1775, ha un isolotto alberato al centro, l isola Memmia ornata di 78 statue e cinta da un canale. E una delle piazze più vaste d Italia, ed è proprio nata da un territorio alluvionale, con numerose paludi e i laghetti; la più nota era proprio Prato della Valle, al di sotto della piazza passa infatti il canale di San Massimo, uno dei canali ricoperti della città. Ciclabile ANELLO FLUVIALE di PADOVA Attraverso questo semplice itinerario si scopre l anima meno conosciuta della città di Padova, quella legata all acqua cioè all articolata rete di fiumi, canali e navigli che per secoli ha costituito un importante via di comunicazione. Il percorso anello fluviale di Padova è una ciclabile ricavata sugli argini e sulle sponde del fiume Bacchiglione, Brenta e dei canali Brentella, Piovego, San. Gregorio e Scaricatore. Questo lo si può considerare un vero e proprio rac- Pagina 8 di 13

cordo anulare cittadino. Pedalando lungo gli argini sfileranno davanti a noi le mura Veneziane, le porte (Porta Portello), e Porta Saracinesca (che non è visibile), complessi monastici (ex certosa di Vigodarzere) e alcune ville famose (villa Pisani e Giovanelli). Il percorso tocca i comuni di Limena, Vigodarzere, Cadoneghe, Vigonza e Noventa Padovana. DATI: 55 Km circa, 80% ciclabile, 20% su strade, fondo stradale: asfalto, sterrato, brecciolino e erba. CANALE BREnTELLA(LIMENA) Il canale Brentella è la via d acqua artificiale di derivazione del fiume Brenta, è lungo 11 Km circa, e da Limena porta l acqua al fiume Bacchiglione. Ha origine da Limena dalle dighe scolmatrici (colmelle) poco a monte dell attuale ponte alla chiusa detta dei Commeloni, restaurata a fine 800. LA CERTOSA di VIGODARZERE (i ruderi) Il monastero fu fondato nel XVI secolo, consacrato nel 1560, abbandonato nel 1768. Era stato un centro importante e maestoso dei frati cistercensi per la cultura e la meditazione. Poi divenne una villa rurale, in seguito caserma e poi rifugio per gli sfollati dei bombardamenti alleati. Il complesso è in uno stato di completo abbandono, mentre i dintorni sono protetti dal regolamento del parco del Brenta. CHIUSA di STRA La chiusa di Stra divide le acque del fiume Brenta in due corsi d acqua, oggi entrambi artificiali: il più grande scorre verso Sud per sfociare nella laguna a Brondolo, nei pressi di Chioggia il secondo (il naviglio Brenta) passa la chiusa e percorre la Riviera del Brenta fino a Fusina. La chiusa venne realizzata nel 1850 da Pietro Paleoncapa sulla base di un vecchio progetto. Alle spalle della chiusa si immette il canale Piovego. RIVIERA DEL BRENTA Da Stra il fiume Brenta scorre su una canalizzazione artificiale chiamata Riviera del Brenta, che segue grossomodo l antica traccia di uno dei percorsi principali del fiume. Lungo la Riviera tra il 500 e il 700 la ricca borghesia Veneziana cominciava a costruire ville e palazzi per avere luoghi di piacere, trasformando il canale in una via importante d acqua da Venezia. Pagina 9 di 13

VILLA PISANI La villa Pisani è il più maestoso dei nobili edifici della riviera. Fu costruito dall architetto padovano Girolamo Frigimelica nel 1735 in occasione dell elezione di Alvise Pisani a doge di Venezia. Dopo la caduta della repubblica, Napoleone Buonaparte acquistò la villa per regalarla al viceré d Italia Eugenio Beauhrnais. Le vicende belliche del secolo scorso la portarono nelle mani Austriache, poi divenne famosa per il primo incontro tra Mussolini e Hitler del giugno 1934. L edificio è a pianta rettangolare con un progetto iniziale di 1000 stanze ma alla fine ne furono fatte solo 114, tutte con affreschi settecenteschi realizzati da numerosi artisti, tra qui il Tiepolo che si dedicò principalmente al salone centrale. LABIRINTO nel parco Fu progettato nel 1720 come luogo di divertimento e svago per la famiglia Pisani e per i loro o- spiti. Esiste un solo tracciato per raggiungere la torretta posta al centro dei suoi nove anelli di siepi. La struttura vegetale era in origine costituita da carpani, poi sostituite dopo la gelata del 1929 da piante di bosco. La torretta centrale è avvolta da due scalette elicoidali che permettono di raggiungere la sommità, dove è sistemata la statua di Minerva, dea della ragione. Attualmente il labirinto di villa Pisani è uno dei più famosi in Europa. L ESEDRA nel parco E un padiglione settecentesco con diversi loculi di apertura dai quali è possibile scorgere il cielo. COFFEE HOUSE Piccola costruzione simile ad un tempietto progettato nel 1720 come luogo di ristoro per i villeggianti. PORTALE del Belvedere Scenografico portale in pietra con due scale a chiocciola avvolte in colonne corinzie su cui poggiano le statue della Primavera e dell Autunno. VASERIA degli agrumi Spazio destinato alla coltivazione di agrumi in vaso; le scuderie tra le prime costruzioni edificate nel parco erano utilizzati come ricovero per le piante di agrumi. VILLA GIOVANNELLI a NOVENTA PADOVANA Fu costruita per la famiglia Giovannelli, di origine bergamasca ma molto ricca e residente a Venezia, alla fine del settecento, in stile palladiano barocco. Solo nel 1738, infatti, fu aggiunta la maestosa scalinata che rese imponente e scenografico il suo aspetto esterno. Pagina 10 di 13

DESCRIZIONE PERCORSO DEL MARTEDI 2/6 Spostamento da Padova fino a Monselice, seguendo inizialmente l argine del canale Piovego, passando la porta Portello e seguendo la ciclabile e passando il ponte Ognissanti, ad arrivareremo al ponte Ariosto: lungo questo tratto avremo modo di vedere da vicino le mura Veneziane e alcune imbarcazioni lungo il Piovego. Si seguirà una poi strada che ci permetterà di vedere da vicino il bastione di Castelvecchio, e seguendo ancora il canale Piovego, arriveremo al ponte dei Graissi l unico rimasto in muratura. Ci porteremo così lungo il canale San Gregorio: che seguiremo sull argine chiamato Terranegra. Arriveremo poi alla chiusa del canale denominata sostegno regolatore S. Gregorio". Qui ci immetteremo sull argine Maronese che segue il canale Scaricatore fino ad arrivare al Basanello dove prenderemo nuovamente il percorso lungo il canale Battaglia. Lungo la riviera Euganea avremo modo di vedere le ville e i castelli lungo il percorso fino a Monselice: la prima, Villa Molin, a metà strada tra Padova e Battaglia, poi il castello Catajò costruito nel XVI secolo. A Battaglia Terme sosteremo per vedere la sua, Conca di navigazione. Proseguendo lungo la ciclabile ed avendo sempre i colli Euganei alla nostra destra, vedremo Villa Selvatico e Villa Emo per arrivare a Monselice, dove visiteremo lungo la via del Santuario il Duomo vecchio, e a piedi la via delle sette chiesa (tipo Sacromonte) fino ad arrivare (alla settima) alla chiesa di S. Giorgio e poi a Villa Duodo, costruita sul Colle della Rocca. Ritornati a Monselice prenderemo il treno per il ritorno verso casa arrivando sul tardi. PONTE DEI GRAISSI Sul tratto del Canale Piovego che raggiunge la riviera del Brenta, troviamo l unico ponte in muratura lungo il percorso fino alla Laguna di Venezia: esso fu costruito originariamente in legno nel 1143, ma a seguito della scavo del primo tratto del canale Piovego, fu rifatto in muratura. Il suo curioso nome sembra derivi da dei Greci o da Graticcio. Pagina 11 di 13

CASTELLO di CATAJO Si trova presso Battaglia Terme e fu costruito nel XVI sec.: è un grande edificio di 350 stanze, ma è caratterizzato dal fatto che qui si svolgevano anche le Naumachie perché il prato, antistante la villa e tramite un ingegnosa rete idraulica, veniva allagato. BATTAGLIA TERME Anche questa cittadina è ricca di acque per i canali che l attraversano. Il canale Battaglia, proveniente da Padova, nell abitato, tramite l arco di Mezzo, nasce il canale Vigenzone che da Battaglia scorre verso est in località Bovolenta per sfociare a Chioggia. CONCA di NAVIGAZIONE di BATTAGLIA L esigenza di aprire una via breve verso il mare, fu presa in esame nel 1900 per agevolare i commerci fluviali della città. Nel 1917 l ingegnere Umberto Ughini, elaborò un progetto davvero geniale che prevedeva soluzioni originali e innovative. La conca di navigazione consentiva così di superare un dislivello massimo superiore ai sette metri, collegando così il canale Battaglia, con il mare, ovvero il territorio Padovano ed Euganeo con il Rialto Vigenzone. MONSELICE il castello Notevolissimo complesso di costruzioni del XI secolo, il cui interno ospita una collezione di armi e mobili rinascimentali, voluti dal Conte Vittorio Cini fin dal 1935 Nei secoli, inizialmente dimora signorile, poi torre di difesa (detta Ezzeliniana da Ezzelino 3 ) ed infine Villa Veneta, con una suggestiva atmosfera medievale. VILLA NANI Mocenigo Si trova lungo la via del Santuario e fu costruita dal Veneziano patriarca Agostino Nani verso la fine del XVI secolo: nel muro di cinta il proprietario mise molte piccole statue allegoriche di nani che richiamavano il cognome della sua famiglia, ricca e possente famiglia di nobili veneziani. DUOMO VECCHIO E il luogo di culto più prezioso e ricco di storia della città, costruito in stile romanico e all interno si conservano affreschi trecenteschi, opere del 400 e del 500 ma anche sculture in marmo del 700. Si trova sul Colle della Rocca, lungo la via che sale il percorso delle 7 chiese. Pagina 12 di 13

PERCORSO delle 7 chiese I conti veneziani Duodo fecero costruire la loro villa nobiliare sulla collina della Rocca: nel 1593, la grande scalinata in pietra è del 1600. Alla villa si accede dal percorso delle 7 chiese in quanto la famiglia nobiliare volle far precedere la costruzione con 6 cappelle lungo un sentiero di un colle, una chiesa chiudeva poi idealmente il percorso devozionale. Ognuna delle cappelle porta il nome di una basilica romana, l ultima chiesa è chiamata di S. Pietro e Paolo e qui arrivati si ottiene l indulgenza plenaria. Quest ultima chiesa è chiamata anche il santuario domestico in quanto in una cappellina riposano le spoglie della famiglia che era conosciuta per le numerose imprese militari del conte Francesco. Ma qui la devozione cittadina fece traslare anche i corpi di tre martini cristiani e numerose reliquie religiose. Il nostro viaggio termina qui lasciandoci alle spalle un portone monumentale con la scritta Romans Basilicis Pares. Pagina 13 di 13