LE PIANTE MEDICINALI AYURVEDICHE



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LE PIANTE MEDICINALI AYURVEDICHE Le piante medicinali che vengono usate nell Ayurveda hanno una legame diretto con la Prakurti e i cinque elementi. Nella creazione dell universo, le piante sono al primo posto, esse possono essere considerate come i nostri antenati, la nostra origine; infatti l essere umano risulta più creativo e la pianta invece più cosciente, energia potenziale. Quindi il Purusha è coscienza, come la pianta, mentre la Prakurti è creatività come l essere umano. Lo scopo dell erboristica ayurvedica è estrapolare l energia potenziale delle piante per renderla attiva nell essere umano. Secondo il principio dell Ayurveda si può utilizzare qualunque pianta ad uso terapeutico. Attualmente, nelle case farmaceutiche ayurvediche si utilizzano più di 400 piante, 100 delle quali sono considerate fondamentali, e tra queste 15 ancora più essenziali (5 di gusto dolce, 5 di gusto amaro, 5 di gusto pungente). Tra queste ultime vi sono tre piante, considerate l anima del regno vegetale, chiamate Triphala. Il Triphala costituisce la cura universale. Nella medicina ayurvedica, la proprietà delle erbe viene scoperta attraverso il principio di gusto, energia,

potenza post-digestiva, qualità, effetto peculiare e infine azione. TRIPHALA (Terminalia Chebula, Terminalia Bellerica, Emblica Officinalis) Il Triphala è la più popolare formula erbacea dell'india, è un efficace lassativo ma allo stesso tempo sostiene e tonifica il corpo grazie al suo elevato valore nutritivo: il Triphala depura e disintossica l'organismo senza vuotare le riserve del corpo. È quindi considerato un rimedio globale: migliora la digestione, riduce il colesterolo, migliora la circolazione, esercita un effetto cardio-protettivo, riduce la pressione, migliora le funzioni del fegato, ha provate proprietà antinfiammatorie ed anti-virali, è espettorante e ipotensivo.a causa del suo elevato contenuto nutritivo, i terapisti ayurvedici non considerano il Triphala un semplice lassativo. Alcune ricerche scientifiche e l'esperienza pratica di popoli che lo assumono da secoli hanno dimostrato che il Triphala depura il sangue e disintossica il fegato, aiuta la digestione e l'assimilazione del cibo, e riduce significativamente il colesterolo. Di conseguenza, è considerato una sorta di panacea universale. AGLIO (Allium Sativum) È una pianta erbacea perenne fornita di un bulbo che al termine della vegetazione forma dei bulbilli (spicchi). Originario dell'asia centrale ed introdotto in Occidente in tempi remoti, l'aglio è oggi coltivato su scala industriale. I bulbi, che ne costituiscono la droga, si raccolgono in estate quando la porzione aerea della pianta è completamente secca, e si conservano normalmente senza bisogno di essere essiccati. L'aglio vanta numerose proprietà salutari, alimentari e aromatiche: stimolante, digestivo, antireumatico, ipotensivo, antisettico, espettorante, rubefacente, antibatterico, antimicotico, antivirale. L'aglio è usato un riconosciuto rimedio per disturbi cardiovascolari, specialmente nei casi di alti livelli di colesterolo e trigliceridi associati a rischi di arteriosclerosi. È anche generalmente raccomandato come misura preventiva per raffreddori, influenza e altre malattie infettive. Oltre a oligoelementi e sali minerali, il bulbo contiene vitamine A, B1, B2, PP e C. ALOE (Aloe Vera) Tra le più di 250 specie di Aloe, la più importante é l'aloe Vera, che possiede proprietà antinfiammatoria, antibatterica, lenitiva, depurativa e preventiva grazie all azione di una molecola proteica combinata con un carboidrato complesso, che agendo in combinazione con altri principi attivi sarebbe in grado di regolare svariate azioni di controllo sul metabolismo. L Aloe vera contiene vitamine A, C, E, e svariate vitamine del tipo B, minerali, ben 20 dei 22 aminoacidi indispensabili per il nostro organismo, e ancora enzimi vari, proteine e mucopolisaccaridi. L Aloe vera si è rivelata utile nei processi di rigenerazione dei tessuti, guarigione da ferite e irritazioni, psoriasi, esposizione al sole. Attualmente é in sperimentazione, con buoni risultati, nelle cure anticancro. ASPARAGO SELVATICO (Asparagus Racemosus)Pianta appartenente alla famiglia delle liliacee, si sfrutta comunemente la sua radice per le sue caratteristiche emollienti, rinfrescanti, toniche e nervine. Ha inoltre proprietà dietetiche, depurative, dimagranti, costipative, oftalmiche, afrodisiache, ed i suoi principi attivi sono correntemente utilizzati nella cura di disordini di origine nervosa, dispepsia, tumori, infezioni del cavo orale, tubercolosi, bronchiti. Le sue proprietà ricostituenti sono sfruttate in casi di debilitazione organica in generale, ma le sue principali virtù sono eminentemente diuretiche: l asparago utile per tutti quei disturbi in cui la ritenzione di acqua nell'organismo provoca scompensi. Le radici dell'asparago giovano ai malati di cuore per eliminare l'acqua che ristagna nei tessuti per mancanza di un vigoroso circolo cardiaco, agli idropici e agli obesi. Le preparazioni a base di Asparago sono sconsigliate a chi soffre di infiammazioni renali. BRAHMI (Bacopa Monnieri) La Bacopa Monnieri è un tonico ayurvedico utilizzato da oltre 3.000 anni. I soggetti trattati migliorano concentrazione e apprendimento, fortificano la memoria, aumentano la rapidità di reazione e il lavoro intellettuale. La Bacopa agisce rapidamente (i primi miglioramenti sono osservati 90 minuti dopo l ingestione) aumentando la sintesi proteica nell ippocampo, regione del cervello deputata alla memorizzazione a lungo termine. In condizioni di stress associate alla privazione del sonno, l ansia viene ridotta e la fatica mentale diminuisce. La Bacopa possiede inoltre proprietà antiossidanti, è efficace nella sindrome del colon irritabile e riduce l ipertensione migliorando la funzione respiratoria in situazioni di stress. CENTELLA (Centella Asiatica)Pianta erbacea perenne, spontanea nei luoghi umidi dei paesi tropicali, è intensamente coltivata in India. Il nome sembra derivare dal verbo centellinare con riferimento al fatto che la

pianta continuamente sorseggia l'acqua delle zone palustri in cui vive. Nella medicina ayurvedica la Centella Asiatica ha sempre goduto grande fama per le sue virtù cicatrizzanti esplicate particolarmente in presenza di piaghe e ulcere. Mostra inoltre un particolare trofismo per il tessuto connettivo stimolandone la sintesi: questo la rende ideale per il trattamento della cellulite, mentre dona sollievo alle gambe gonfie. La sua attività terapeutica si manifesta principalmente nelle azioni vasoprotettiva e trofica-cicatrizzante. CANFORA (Cynnamomum Camphora) L'albero della Canfora raggiunge i 50 metri di altezza e può vivere fino a duemila anni. Sfregando le sue foglie si sente un odore acre e pungente, quello della canfora (da non confondere con la naftalina, prodotto chimico). Le essenze volatili di queste foglie sono potenti decongestionanti delle vie respiratorie e forti stimolatori del muscolo cardiaco. Insieme all'eucalipto quest'albero è stato usato per bonificare terreni infetti dalla malaria, in quanto le sostanze volatili che le sue foglie emanano sono dei forti repellenti per molti insetti. Dal legno si ottengono i cristalli di canfora con cui si ricavano ottimi linimenti e pomate di grande valore terapeutico. La canfora è un analettico cardiaco e respiratorio, un antisettico bronchiale e polmonare. ALLORO INDIANO (Cynnamomum Tamala) Albero di taglia moderata, dalle sue foglie e dalle radici si estraggono oli essenziali i cui componenti hanno effetto carminativo. È stata dimostrata l efficacia dell Alloro indiano nel trattamento di pazienti affetti da diabete mellito. Presenta inoltre proprietà astringenti e digestive, ed è un ingrediente presente in molti preparati per la cura dei disordini gastro-intestinali. La droga ha effetto diuretico, mentre l olio distillato dalle foglie è un potente stimolante. È inoltre utilizzato per ridurre l alitosi. La foglia è usata in cucina come spezia e condimento. CANNELLA (Cynnamomum verum)la cannella, da sempre circondata da un'aura magica, era conosciuta in Asia nel 2.500 a.c. Contiene tannini, olio essenziale, eugenolo, canfora. L essenza di cannella è usata in gastronomia (aromatizzante, correttivo del sapore, per dolci e creme); cosmetologia (profumante per lozioni, saponi, profumi, creme); medicina ayurvedica (carminativo, astringente, antibatterico, antimicotico, stimolante della secrezione gastrica, antispasmodico, vasodilatatore periferico, ipotensore, antisettico, ad alte dosi convulsivante ed antiulcerante, stimolante della funzionalità cardiaca e respiratoria); aromaterapia (stimolante, antisettico); aromacosmesi (dermopurificante, deodorante, profumante). LIMONE (Citrus Limon) Pianta legnosa sempreverde alta fino a 4 metri, è originaria dell'asia orientale. Del limone si utilizza il succo spremuto dai frutti maturi e la scorza degli stessi, particolarmente ricca di ghiandole oleifere. Ha proprietà antiscorbutiche, astringenti, aromatizzanti, digestive, antisettiche, depurative e revulsive. Esercita una funzione digestiva nei mal di stomaco, nelle nausee e nei casi di digestione difficile per la presenza di acidi che ne provocano i movimenti delle pareti aumentando la secrezione dei succhi gastrici. Come calmante viene usato per massaggi contro i dolori reumatici, con il caffè contro il mal di capo, mentre come astringente e cicatrizzante viene usato nei casi di irritazione o piaghe della mucosa della bocca (afte e angina). Viene inoltre indicato per chi soffre di urecemia, reumatismi, gotta e calcoli al rene e al fegato. Svolge un'azione depurativa nei confronti di chi soffre di obesità CORIANDOLO (Coriandrum Sativum) È una Spezia fondamentale e della cucina orientale, nelle quali viene usato per aromatizzare carne, pesce, salsicce e verdure cotte. I suoi semi infusi aiutano ad alleviare i dolori reumatici e dell'artrite. Il coriandolo è un

blando stimolante e digestivo. È proprio da frutti di coriandolo che prendono il nome i coriandoli carnevaleschi, perché un tempo venivano gettati a manciate durante le feste mascherate. Il Coriandolo possiede proprietà carminativa, antispasmodica, aperitiva. È utile in caso di spasmi gastrointestinali, digestioni lente, meteorismo, dispepsie, inappetenza. CUMINO (Cuminum Cyminum) Pianta officinale delle Apiacee, se ne utilizzano i frutti. Contiene oli essenziali: (aldeidi, terpeni, flavonoidi, tannini. Il Cumino ha azione carminativa, facilita la digestione, è utile nelle forme dolorose gastro-intestinali con flatulenza ed in particolare nel meteorismo postprandiale. L olio essenziale ha attività deprimente nei confronti del sistema nervoso centrale, determinando rilassamento muscolare e effetto analgesico. Tradizionalmente gli vengono attribuite proprietà emmenagoghe e galattagoghe. È utile in caso di dispepsie intestinali e meteorismo. CURCUMA (Curcuma Longa) Pianta officinale delle Zingiberaceae, se ne utilizza il rizoma. Tra i principi attivi contenuti, curcuminoidi, ciclocurcumina, turmenolo, tumerina, polisaccaridi. Ai curcuminoidi sono dovute le proprietà: antinfiammatoria, antivirale e detossificante generale e in particolare del fegato. Sono in grado di esercitare il blocco dei radicali liberi circolanti e di inibire la formazione di nuovi. Grazie alla ciclocurcumina esercita una potente attività antiossidante. Il turmenolo previene l autoossidazione dell acido linoleico, acido grasso che fa parte della struttura della membrana cellulare. L'attività antinfiammatoria, è stata evidenziata sia nelle infiammazioni acute che croniche. La Curcuma è indicata in caso di intossicazioni epatiche; infezioni virali, ittero, insufficienza epatica, alterazioni alle pareti dei vasi. BHANGRA o BRINGARAJA (Eclipta Alba) Pianta annuale, ha proprietà riducenti nei confronti di zuccheri e steroli. Gli estratti alcolici da foglie e rami hanno evidenziato attività antivirale e calmante. Dalla pianta viene inoltre estratto un olio utilizzato in cosmesi per dare lucentezza e salute ai capelli. Il succo estratto dalle foglie stimola l appetito, migliora la digestione e regola l intestino. In caso di epatite virale è utilizzato per stimolare la secrezione biliare e proteggere il parenchima. È inoltre sfruttato come stimolante per la memoria, ed in Ayurveda è utilizzato come agente anti-invecchiamento e ricostituente. Esternamente, è utilizzato in caso di infiammazioni, piccoli tagli e bruciature, mentre il succo estratto dalle foglie ha azione coagulante, e mescolato con il miele è efficace in caso di affezioni alle vie respiratorie, agli occhi e alle orecchie. AMLA (Emblica Officinalis)Pianta delle euforbiacee, è conosciuta anche con il nome di Ribes indiano. Diffusa nell India settentrionale e Sud-occidentale, si sfruttano le proprietà dei suoi frutti, che hanno azione lassativa, carminativa, diuretica, afrodisiaca, astringente e refrigerante. Il frutto inoltre è molto ricco di vitamina C. Le qualità della Emblica Officinalis vengono sfruttate in caso di anemia, itterizia, dispepsia, disturbi emorragici, diabete, asma e bronchiti. È infine efficace nella cura dell insonnia ed ha un salutare effetto sui capelli. EUCALIPTO (Eucalyptus Globulus)

Contiene olio essenziale che viene eliminato parzialmente per via polmonare; ha attività antisettica, espettorante. I tannini manifestano un attività astringente. Ha inoltre proprietà ipoglicemizzante dovuta ai tannini che riducono la glicogenolisi nei tessuti e la digestione delle sostanze amilacee (con minor assorbimento di zuccheri a livello intestinale). Indicato in caso di bronchite e tosse. È un insetticida naturale per le zanzare della malaria. Ha proprietà, balsamiche, espettoranti, antisettiche e anticatarrali. LAVANDA (Lavandula Officinalis) La lavanda è tra le piante più conosciute, anche tra coloro che vivono nelle città e non sono appassionati delle passeggiate tra le colline ed i monti; dai fiori di questa pianta si ottiene una essenza dal caratteristico profumo, particolarmente intenso. In Ayurveda viene, da sempre, considerata un'antispasmodico ed un sedativo di tutto rispetto; al punto da trovare utilizzo anche nelle forme leggere dell'insonnia. Viene utilizzato, con soddisfazione, per combattere i disturbi funzionali dell'apparato gastrointestinale (dispepsie di origine nervosa, meteorismo e disturbi intestinali di origine nervosa). Può essere utile come ausilio nelle manifestazioni spasmodiche delle vie respiratorie, come le tossi stizzose e le manifestazioni asmatiche. Preserva il midollo osseo dai danni delle radiazioni e delle sostanze chimiche tossiche, compresi i farmaci antitumorali. È antibatterico, antimicotico ed antivirale, per cui è adatto anche per il trattamento delle malattie infettive. NEEM (Azadirachta Indica) Pianta sempreverde delle Meliaceae, è diffusa in tutte le zone dell India. Il Neem viene utilizzato come vermifugo, insetticida, astringente, tonico e antisettico. Possiede proprietà anti-diabetiche, anti-batteriche e antivirali, ed è utilizzato con successo in caso di disturbi allo stomaco, ulcere e vermi. La corteccia della sua radice presenta qualità astringenti e toniche. Il Neem viene diffusamente utilizzato nel trattamento della febbre malarica. L olio è utilizzato per la fabbricazione di saponi, shampoo e pasta dentifricia. PEPE LUNGO (Piper Longum) Ha proprietà antiasmatiche e antiallergiche. Grazie alla piperina riduce le reazioni anafilattiche passive a livello cutaneo. Uno studio condotto su bambini affetti da asma, con somministrazione di di piper longum per un anno, è stata osservata la riduzione della gravità degli attacchi asmatici in oltre il 50% dei casi. Inoltre è scomparsa la positività dei soggetti ai test di allergia cutanei, a dimostrazione di un blocco degli agenti responsabili delle manifestazioni allergiche. È stata dimostrata anche un attività epatoprotettrice nel danno al fegato indotta da tetracloruro di carbonio. PEPE NERO (Piper Nigrum) I cibi preparati con il pepe nero curano l'inappetenza. È ricordato negli antichi libri dei Bramini come rimedio nella cura di disturbi urinari e del fegato, delle emorroidi e dell itterizia e come mezzo per rimuovere il grasso. Originario dell'india meridionale e della Cambogia, è stato portato nel bacino mediterraneo durante l'epoca Ellenistica. Il Pepe nero viene usato dall'antichità sia come condimento che come farmaco, grazie alle sue proprietà diaforetiche, carminative e diuretiche, ma soprattutto alla sua attività fortemente lipolitica. Mostra anche rilevante potere antiossidante. MANJISTHA (Rubia Cordifolia) Pianta rampicante diffusa nella zona dell Himalaya e nelle regioni collinari dell India, se ne sfruttano in Ayurveda le radici ed i frutti grazie alla loro azione alterativa, antitumorale, astringente, diuretica, emmenagogica, emostatica. Le sue qualità sono sfruttate in caso di amenorrea, emorragie, problemi circolatori, diarrea, dissenteria, edema, disturbi cardiaci, epatite, herpes, itterizia, menopausa, dolori mestruali, paralisi, disturbi della pelle, artrite reumatoide, ostruzione dei canali urinari. La Rubia Cordifolia è infine utile per ripulire e regolare il fegato, la milza, il pancreas e i reni. Il frutto, in particolare, è utile in caso di ostruzione epatica. Dalle radici si ricava un impasto usato per rimuovere le efelidi e schiarire la pelle. SANDALO (Santalum Album)L'essenza di sandalo ha colore giallo chiaro e viene estratta dal legno: ha proprietà antiflogistica, antidepressiva, antispastica, antisettica, espettorante, diuretica, carminativa, astringente, tonica, sedativa. L'olio di sandalo viene usato nella preparazione dei profumi più di tutte le altre essenze ed è uno degli oli più benefici per la pelle. È inoltre indicato in caso di infezioni delle vie urinarie, cistite, infezioni delle vie polmonari, tracheite e bronchite cronica. SESAMO (Sesamum Indicum) La storia del sesamo affonda le sue radici in un passato molto remoto: era già conosciuto dagli egizi 5000 anni

fa. Il sesamo è un erba dolce dalle proprietà calmanti e riscaldanti, che ha il potere di rafforzare le ossa ed i denti, lubrificare i tessuti secchi, rilassare gli spasmi, ed ha un effetto tonificante su fegato e reni. Può inoltre avere blando potere lassativo. Tradizionalmente, è da sempre impiegato in caso di perdita prematura o ingrigimento dei capelli, costipazione cronica, perdita di denti, osteoporosi, rigidità articolari, tosse secca, ronzii alle orecchie, vista debole, vertigini, emicrania (i semi); colera, diarrea, dissenteria, eccesso di muco e cistiti (le foglie); costipazione (l olio). Preparazioni a base di sesamo sono efficaci nei confronti di emorroidi, bruciature, ulcera. Il sesamo è molto sfruttato anche per usi culinari. AMALAK (Terminalia Bellerica)Pianta delle Combretaceae, cresce in tutte le regioni dell india ed in Ayurveda se ne utilizzano prevalentemente frutti. Ha proprietà astringenti, toniche, espettoranti e lassative. Costituisce un efficace rimedio in caso di tosse e piaghe nella regione della gola. La sua polpa è usata in caso di idropisia, emorroidi e diarrea, ed è inoltre sfruttata per la cura dei lebbrosi, della febbre, e per la cura dei capelli. Prodotti a base di Amalaki vengono infine utilizzati per la fabbricazione di inchiostri naturali. ASWAGANDHA (Withania Somnifera) Pianta erbacea legnosa perenne delle Solanacee, in Ayurveda se ne utilizzano le foglie e soprattutto le radici. L Aswaganda è un tonico ad azione diuretica, febbrifuga, antinfiammatoria, analgesica, immunostimolante, antistress. Le radici sono dotate di attività ipnotiche, narcotiche, afrodisiache ed abortive. La Whitania agisce sul sistema nervoso, muscolare, respiratorio e riproduttivo. Nella medicina Ayurvedica si impiega come tonico ed adattogeno, da qui il nome di ginseng indiano. Utile in presenza di bronchite, asma, reumatismi, debilitazione senile, come antinfiammatorio, analgesico, antibatterico e antitumorale. Sembra che alcuni componenti della pianta siano indicati in certi tipi di sarcoma o adenocarcinoma mammario ritardandone la crescita. È indicata negli stati di insonnia, ansia, fobia, crampi e algie muscolari, tosse, asma secca, sembra che migliori nell'uomo la spermatogenesi ed efficace contro l'impotenza e l'eiaculazione precoce. Le meravigliose proprietà del Triphala

il preparato ayurvedico per la purificazione interna Le più efficaci cure a base di erbe nell industria dei medicamenti naturali sono quelle che stimolano i movimenti dell intestino. La ragione è estremamente semplice, in quanto i problemi più diffusi nella maggior parte delle persone sono la costipazione e l irregolarità intestinale. Considerate quindi quanto possa essere straordinariamente efficace un elemento che non si limita solo a regolare l attività intestinale, ma allo stesso tempo agisce nel modo seguente: - migliora la digestione - riduce il colesterolo - migliora la circolazione (potenziando la funzione adrenergica) - contiene il 31% di acido linoleico - esercita un notevole effetto cardioprotettivo - riduce la pressione sanguigna - migliora il funzionamento del fegato - possiede proprietà antinfiammatorie e antivirali - ha funzioni espettoranti e ipotensive Dà forse l impressione di essere una panacea? Bene, praticamente lo è per davvero. Il Triphala, come comunemente viene chiamato, è il più popolare preparato a base di erbe nella scienza ayurvedica dell India, grazie al suo effetto lassativo ma che allo stesso tempo concorre a preservare il vigore fisico. La costituzione degli induisti, essenzialmente vegetariani, non è infatti in grado di tollerare lassativi troppo energici, che sono controindicati per i vegetariani in genere. Grazie al suo alto valore nutrizionale, il Triphala non ha eguali nella sua capacità di depurare e disintossicare in profondità senza impoverire le riserve energetiche dell organismo. Questa caratteristica lo rende una tra le più pregiate preparazioni a base di erbe esistenti al mondo. In che modo il Triphala è diverso rispetto agli altri preparati ad effetto lassativo? Esistono due principali categorie di lassativi naturali: La prima è quella dei cosiddetti purgativi, e comprende piante erbacee come senna (Cassia angustifolia), rabarbaro (Rheum officinalis), leptandra, coronopo (o erba stella, Plantago coronopus) e cascara (sagrada o Rhamnus purshiana). Esse spesso contengono elementi con caratteristiche amare sotto forma di antrochinoni, che operano stimolando l azione peristaltica delle pareti intestinali, sia in modo diretto che promuovendo la secrezione della bile attraverso l azione su fegato e cistifellea. La seconda categoria di lassativi raggruppa le sostanze che hanno azione lubrificante, e comprende piante erbacee ad azione emolliente come psyllium e i semi di lino (Linum usitatissimum). Esse hanno maggiori proprietà nutritive e solitamente non esercitano alcun significativo effetto diretto su fegato e cistifellea ma lavorano piuttosto come una spugna, dilatandosi e assorbendo i liquidi, comportandosi come una ramazza che effettua la pulizia dell intestino. Il Triphala combina l azione nutritiva e quella depurativa a livello di sangue e fegato. Possiede anche una leggera funzione lassativa emolliente e lubrificante. Possiede una certa quantità di antrochinoni che concorrono a stimolare la secrezione della bile e la peristalsi. L aspetto nutritivo è essenzialmente dovuto all elevato contenuto di vitamina C, alla presenza di sostanze linoleiche e altre importanti sostanze nutritive che lo rendono un ottimo tonico. Le persone che necessitano di sostanze purgative sono coloro la cui irregolarità intestinale è causata da una congestione di fegato e cistifellea, solitamente accompagnata da una certa quantità di tossine all interno del sangue. Coloro che necessitano di lassativi emollienti presentano invece una secchezza a livello intestinale causata da una varietà di fattori metabolici, che vanno dalle carenze a livello nutrizionale sino a una condizione di eccessivo metabolismo. Il Triphala si dimostrerà utile per tutti i tipi di costipazione, a eccezione di quelli causati da una carenza di energia vitale o chi. Ma anche in questo genere di individui, non provocherà un ulteriore svuotamento e potrà esercitare un azione benefica nel caso venga combinato con altri tonici a base di erbe aventi effetto sul chi o in grado di esercitare un azione yang o riscaldante sul sangue, per esempio somministrando ginseng (Panax ginseng) per tonificare il chi, tang kuei per fortificare il sangue e preparati a base di aconito (Aconitum napellus) per rinforzare le peculiarità yang. Il successo di una cura per mezzo delle erbe è legato soprattutto a questioni di strategia. Vi sono approcci che tendono a stimolare la tonificazione, altri che prediligono l eliminazione. Il problema del dare troppa importanza alla tonificazione è che può portare a un accumulo di stagnazione e congestione in condizioni di eccesso. Enfatizzare l eliminazione attraverso un uso esagerato di purgativi in un individuo che presenta in partenza

carenze può del resto impoverire ulteriormente le scorte di minerali e di vitamina B dell organismo, così come può sbilanciare l equilibrio dei microrganismi che popolano l intestino. Ne consegue uno stato di debilitazione con una certa tendenza verso stati di affaticamento cronico ed anemia. Dal momento che il corpo è sempre simultaneamente impegnato nei processi di mantenimento e assimilazione dell energia, attraverso un equilibrata nutrizione così come eliminando le scorie, il Triphala è senza eguali per la sua capacità di sostenere entrambi i processi vitali in maniera simultanea. A causa del suo elevato contenuto nutritivo, i terapisti ayurvedici generalmente non considerano il Triphala un semplice lassativo. Alcune ricerche scientifiche, supportate dall esperienza pratica delle persone che ne hanno fatto uso per anni, hanno dimostrato che il Triphala svolge un efficace azione di purificazione sul sangue, stimola la secrezione di bile mentre disintossica il fegato, favorisce la digestione e l assimilazione, e riduce in modo significativo il colesterolo e i grassi corporei. Di conseguenza, viene oggi considerato una sorta di panacea universale ed è divenuto il preparato erbaceo più comunemente prescritto. Un famoso detto popolare indiano recita: Non dispiacerti se non hai una madre sino a quando possiedi del Triphala. L origine di questa sentenza è che la popolazione indiana ritiene che il Triphala sia in grado di proteggere gli organi interni del corpo così come una madre si prende cura dei figli. Ciascuno dei tre frutti di cui il Triphala è composto si prende cura del corpo promuovendo dolcemente la pulizia interna da tutte le condizioni di stagnazione ed eccesso e migliorando allo stesso tempo i processi di digestione e assimilazione. Noi erboristi riteniamo che la longevità e il naturale potere delle erbe, e il Triphala tra queste, una volta ingerite, vengono assorbite dal corpo e distribuite o immagazzinate come riserva. Questa convinzione è valida anche per erbe come il ginseng selvatico (Panax ginseng), di cui alcuni campioni messi alla prova da decenni di stress climatici, hanno rivelato le più alte concentrazioni di ginsenosidi. L albero di ginkgo (Gingko biloba) è un altro di queste piante dalla lunga esistenza, la cui evoluzione si è protratta nell arco dei millenni a partire dall era dei dinosauri. I tre frutti che compongono il Triphala (harada, amla e bihara) corrispondono ciascuno ad uno dei tre umori o Tridosha della medicina ayurvedica indiana. Secondo la scienza ayurvedica, il corpo è formato da tre Dosha o umori. Vata viene talvolta tradotto come vento o aria, e corrisponde alla mente e al sistema nervoso. La sua natura è secca, fredda, leggera e capace di rendere attivo. Il secondo Dosha è Pitta, che è anche tradotto come fuoco o bile. È responsabile di tutte le trasformazioni metaboliche, comprese l assimilazione e la digestione del cibo, così come l assimilazione dei concetti, la chiarezza del pensiero e la comprensione. La natura di Pitta è principalmente calda, umida e leggera. Kapha è l umore talvolta tradotto come acqua o muco, ed è responsabile di tutte le funzioni anaboliche o di costruzione, come per esempio lo sviluppo dei muscoli e dei tessuti ossei. La sua natura è fredda, umida e pesante. L harada (Terminalia chebula), possedendo un sapore amaro, è associato all umore Vata così come agli elementi aria e spazio (etere). Cura i disequilibri e le infermità dell umore Vata. L harada possiede proprietà lassative, astringenti, lubrificanti, antiparassitarie, alterative, antispasmodiche e nervine. Viene inoltre utilizzato nel trattamento di stati di costipazione acuta e cronica, irrequietezza, ansia e sensazione di pesantezza fisica. Tra i tibetani, l harada è addirittura oggetto di venerazione per i suoi attributi purificatori, ed è il piccolo frutto che viene rappresentato nelle mani del Buddha guaritore nelle pitture sacre e nei tanka. Dei tre frutti che

compongono il Triphala, l harada è quello che possiede le più spiccate caratteristiche lassative a causa della presenza di antrochinoni simili a quelli che si possono trovare nel rabarbaro e nella cascara. L amla (Emblica officinalis) ha un sapore aspro e corrisponde all umore Pitta e all elemento fuoco secondo la medicina ayurvedica. È un tonico rinfrescante, astringente, moderatamente lassativo, alterativo e antipiretico. Viene utilizzato nel trattamento di disequilibri a livello metabolico tra i quali ulcere, stati infiammatori a livello di stomaco e intestino, costipazione, diarrea, stati congestivi del fegato, eruzioni, infiammazioni e sensazioni di bruciore in qualsiasi parte del corpo. In numerosi studi, è stato dimostrato che l amla possiede lievi proprietà antibatteriche e pronunciata attività espettorante, antivirale e cardiotonica. L amla possiede la più alta concentrazione di vitamina C presente in natura: possiede circa 20 volte il contenuto di vitamina C di una comune arancia. L amla rivela inoltre una stabilità al calore senza eguali: anche quando viene soggetta a un riscaldamento prolungato ad alte temperature, come per esempio nella composizione della formula ayurvedica del Chyavanprash, l amla conserva praticamente inalterato il suo contenuto vitaminico, che rimane quello che possedeva nel momento in cui veniva colta dall albero. Lo stesso discorso vale quando l amla viene sottoposta a essiccamento, e può essere così conservata per più di un anno senza perdere le caratteristiche originarie. Questa stabilità al tempo e al calore della vitamina C nell amla è dovuta alla presenza di alcuni tannini che si legano ad essa inibendo la sua dissipazione. Il bihara (Terminalia bellerica) ha proprietà astringenti, toniche, digestive ed antispasmodiche. Il suo gusto primario è astringente, quello secondario è dolce, amaro e pungente. Il suo obiettivo sono i disequilibri associati a Kapha o all umore mucoso, corrispondenti agli elementi terra e acqua nella medicina ayurvedica. Nello specifico, il bihara purifica e bilancia gli eccessi di muco, cura l asma, le affezioni bronchiali, le allergie e il singhiozzo. Ama è un termine che connota un qualcosa associato, in ayurveda, ad affezioni croniche ed agli indizi di invecchiamento. Può essere descritto come uno sgradevole accumulo di materia che occlude i canali circolatori. Sotto alcuni aspetti coincide con l accumulazione di un eccesso di colesterolo e lipidi nel sangue descritta dalla medicina occidentale. Entrambe queste condizioni sembrano essere responsabili di una notevole varietà di disturbi circolatori, che spaziano dalla senilità ai reumatismi, dal cancro ai problemi cardiaci. È interessante notare che nella medicina cinese tradizionale si parla di una condizione patologica associata al cuore chiamata muco invisibile, la cui descrizione è simile a quella dell eccesso di colesterolo e dell ama in ayurveda. Una delle più comuni reazioni del corpo nelle situazioni di stress è quella di aumentare la produzione di corticosteroidi. L accumulazione di questi ormoni dello stress può anche contribuire alla formazione del colesterolo. L affaticamento interiore e la risultante accumulazione di colesterolo possono essere causati da un abuso di sostanze eccitanti, da cibo troppo speziato o piccante come aglio o peperoncino, da un eccessivo esercizio aerobico e dalla repressione delle proprie emozioni. È interessante notare come un eccesso di alcune sostanze e attività che hanno il potere di abbassare il colesterolo, se non utilizzate in maniera olistica e bilanciata possono agire come stimolanti e aggiungere ulteriore stress che determinerà un ulteriore accumulo di colesterolo. Il Triphala è una delle due formulazioni ayurvediche indicate in maniera specifica per eliminare l ama e il colesterolo dall organismo. Il Triphala possiede una formula energetica assolutamente equilibrata, non prevalgono in esse le qualità calde né quelle fredde. Se assunto con regolarità per un periodo prolungato, lentamente provocherà l eliminazione e la purificazione dell ama da tutti i tessuti del corpo. Studi scientifici condotti sui tre frutti hanno confermato molti dei benefici che secondo la tradizione gli sono sempre stati attribuiti. Tra questi, l abbassamento del colesterolo, la riduzione della pressione sanguigna, la stimolazione del flusso circolatorio, il miglioramento del processo

digestivo e la regolamentazione del processo di eliminazione delle scorie senza causare alcuna dipendenza da lassativi. Uno studio condotto in India da C.P. Thakur ha dimostrato l enorme valore ed efficacia dell amla in caso di colesterolo aortico ed epatico nei conigli. In un altro studio, estratti del frutto dell amla si sono rivelati in grado di provocare una riduzione degli acidi grassi liberi e un aumento del glicogeno cardiaco. Ciò aiuta a prevenire attacchi cardiaci, fornendo in maniera significativa protezione e nutrimento per il muscolo cardiaco. Studi condotti sul frutto di bihara hanno rivelato che esso contiene più del 35% di olio e del 40% di proteine. L olio è usato per la fabbricazione del sapone e, dalle classi più povere, come sostituto dell olio di cottura per il ghee. L olio ha un aroma delicato ed è per il 35% palmitico, per il 24% oleico e per il 31% linoleico. L olio linoleico è un acido grasso essenziale importante per l aumento del colesterolo di tipo HDL, associato a un buono stato di salute, e per la riduzione del colesterolo di tipo LDL, considerato un indicatore di un rischio superiore alla media di uno sviluppo di disfunzioni cardiache. Uno dei numerosi studi condotti sull harada ha dimostrato le sue proprietà anti-vata e antispasmodiche attraverso la riduzione della pressione sanguigna così come nel caso di spasmi intestinali. Ciò conferma il suo tradizionale utilizzo in caso di problemi cardiaci, colon spastico e altri disordini intestinali. Combinando le qualità di tutte e tre le erbe, il Triphala può essere utilizzato in modi molto più vari e vasti come preparato erboristico terapeutico. Prima di considerare le indicazioni patologiche relative ai casi in cui il Triphala può essere considerato appropriato, è bene non ignorare l importanza di assumerlo con una cadenza regolare una volta al giorno o anche una o due volte alla settimana per il semplice mantenimento della salute fisica. Il Triphala, possedendo notevoli proprietà nutrizionali, aiuterà infatti a prevenire le malattie. Ricordo un incontro con un maestro yoga che stava avvicinandosi ai novant anni e si trovava per qualche mese a Santa Cruz. Essendo sano sia a livello fisico che mentale, faceva delle lunghe passeggiate a passo spedito. Oltre alla pratica e alla meditazione, ha dichiarato che il motivo della sua sorprendente forma fisica e della sua ottima salute era dovuto al fatto che la sua dieta consistesse principalmente di Kicharee (fagioli verdi, riso, ghee e spezie come cumino, coriandolo, curcuma e sale) e in una dose giornaliera di Triphala come principale tonico a base di erbe. Ho assistito a numerosi casi di individui con tendenze costipative croniche che sono stati in grado di regolare il proprio intestino grazie all uso di Triphala. Un paziente con un problema di irregolarità intestinale era sofferente di piorrea; dopo aver assunto Triphala due volte al giorno per tre mesi, era completamente guarito. Un altro

paziente che era sovrappeso di almeno una ventina di chili cominciò ad assumere Triphala e perse una decina di chili in un mese senza praticamente modificare la propria dieta abituale. La ragione di ciò è che un elevato stato di obesità è solitamente accompagnato da congestione degli organi interni deputati all eliminazione delle scorie, compresi il fegato e l intestino. Di conseguenza, il processo digestivo è compromesso a causa del cibo malamente assimilato che contribuisce alla congestione degli organi. In simili condizioni, il Triphala può essere molto efficace nel rimuovere la stagnazione presente sia nel fegato che nell intestino. Indifferentemente dall utilizzo di qualsiasi altro tipo di erbe, il Triphala può essere prescritto singolarmente o come coadiuvante in caso di sintomi di infiammazione, riscaldamento, infezione, obesità e altri condizioni di eccesso. A causa della sua azione combinata tonica ed eliminatoria, generalmente può essere somministrato senza problemi anche in caso di problemi legati a carenze, come anemia, affaticamento, candida, insufficienze digestive ed assimilatorie. A differenza di altre erbe aventi funzioni eliminatorie e purificatorie, il Triphala può essere assunto senza problemi in caso di sintomi di tisi, che solitamente accompagna patologie come tubercolosi, polmonite e AIDS. Vi sono due modi di assunzione del Triphala: sotto forma di polvere o in tavolette. Tradizionalmente il Triphala viene somministrato sotto forma di churna o polvere. È possibile stemperare due o tre grammi di polvere in acqua calda e consumare questa miscela ogni sera, o dividerla in tre parti da consumarsi durante la giornata. Dal momento che secondo la maggior parte delle persone non possiede un aroma del tutto gradevole, può essere in alcuni casi più comodo somministrare il Triphala in tavolette o in capsule. Generalmente, in questo caso, la dose è di due tavolette da una a tre volte al giorno, oppure di 4-6 tavolette una volta al giorno. Per quanto concerne i bambini, sono sufficienti una o due tavolette alla sera. Dosi più elevati hanno una maggiore efficacia lassativa, mentre dosi più basse tendono gradualmente ad esercitare un azione depurativa sul sangue. Un dosaggio ancora più leggero consiste nell assumere una o due tavolette tre volte al giorno. Si può aumentare o decrescere il dosaggio regolandolo sulla base dell azione esercitata sull intestino. Dal momento che non vi sono controindicazioni all utilizzo del Triphala, il dosaggio può superare senza problemi la quantità suggerita originariamente, se necessario. Il Triphala viene anche largamente impiegato in caso di problemi all apparato visivo, compreso il trattamento

delle congiuntiviti, la miopia progressiva, le prime fasi del glaucoma e della cataratta. In tali condizioni, il Triphala viene assunto giornalmente sia internamente come descritto sopra, che esternamente come abluzione per gli occhi. Si mette in infusione un cucchiaio da cucina di polvere o sei tavolette in un bicchiere d acqua e si lascia riposare durante la notte. Al mattino, si filtra l infuso attraverso un pezzo di stoffa pulito. L infuso così ottenuto viene cosparso sugli occhi o utilizzato come collirio. Ciò che rimane può essere bevuto in una o due dosi, al mattino e alla sera. Assunto in questo modo per un periodo di almeno tre mesi, il Triphala si rivela un ottimo tonico naturale per gli occhi. Come già accennato, possono verificarsi reazioni differenti allo stesso dosaggio di Triphala. In alcuni soggetti esso può causare dissenteria mentre in altri potrebbe avere effetti limitati o anche nulli. Di conseguenza, possono occorrere due o tre giorni per riuscire a regolare il dosaggio secondo le esigenze individuali. Dopo che sono state rimosse le tendenze costipative, solitamente nell arco di 15 giorni di applicazioni giornaliere, non dovrebbero più verificarsi episodi di dissenteria. Ho prescritto il Triphala con regolarità durante la mia pratica clinica per almeno dieci anni. So che altri terapisti ayurvedici sia negli Stati Uniti che in India prescrivono anch essi Triphala alla maggior parte dei loro pazienti, raccomandandosi che venga assunto almeno una volta al giorno, alla sera. Per secoli, il Triphala è stato riconosciuto ed utilizzato come presidio sanitario domestico, proprio come si fa in occidente con le vitamine. Abitudinariamente, il Triphala viene assunto su basi settimanali da parte di tutti i membri della famiglia allo scopo di prevenire le malattie e mantenere il buono stato di salute. In India, il Triphala è considerato il migliore e più versatile preparato a base di erbe. Grazie alla presenza di un frutto ricco di vitamina C come l amla, possiede proprietà nutritive, toniche ed eliminatorie senza pari. Sia i pazienti che i terapeuti di tutte le discipline dovrebbero fare in modo di poter sfruttare i benefici derivanti dalle sue straordinarie virtù terapeutiche. Postato 8th June 2012 da Riccardo Di Bella tratto da libera consultazione internet al seguente link http://pariloka.blogspot.it/2012/06/le-piante-medicinali-ayurvediche.html nota Il contenuto di questa pagina ha esclusivo valore divulgativo. Quanto riportato, è tratto da materiale bibliografico o di libera consultazione sul Web. Questo articolo non è inteso per diagnosticare, trattare, curare o prevenire qualsiasi malattia..ma solo come supporto coadiuvante..non si deve attribuire ai prodotti qui menzionati capacità curative. l'araba Fenice Ecologica www.arabafenix.it non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell'uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci