ANALISI METALLOGRAFICA



Похожие документы
TRATTAMENTI TERMICI DELLE GHISE

La propagazione delle onde luminose può essere studiata per mezzo delle equazioni di Maxwell. Tuttavia, nella maggior parte dei casi è possibile

Capacità di assorbire una deformazione plastica senza rompersi: alta=duttile (es. oro) bassa=fragile (es. vetro)

Corso di Metallurgia I Tutorato didattico a.a Strumenti e tecniche di indagine metallografica. Ing. Chiara Soffritti

Università degli studi di Messina facoltà di Scienze mm ff nn. Progetto Lauree Scientifiche (FISICA) Prisma ottico

METALLI FERROSI GHISA ACCIAIO

Sistema di diagnosi CAR TEST

Classe 3^ - Tecnologie mecc. di proc. e prod. - UdA n 2: Materia e Materiali - Prova di durezza Vickers DUREZZA

Studio dei trattamenti termici per acciai speciali

DUROMETRI E DUREZZE (MICRO E MACRO) PENDOLO CHARPY PER RESILIENZA ALTRE PROVE (FATICA, TRIBOLOGIA, ELETTROPULITURA)

Trattamenti termici degli acciai al carbonio

Lezione 11 Trattamenti termici

Gli acciai inossidabili

Gli oggetti di plastica. Abilità interessate Conoscenze Nuclei coinvolti Collegamenti esterni Decodificare informazioni di tipo grafico.

I METALLI. I metalli sono materiali strutturali costituiti ciascuno da un singolo elemento. Hanno tra loro proprietà molto simili.

PAGINA 1 DI 5 MOLYKOTE

RAPPORTO DI PROVA Venezia,. Foglio n. 1 di 7. Protocollo: Luogo e Data della prova: Richiedente: Materiale testato:

Le graniglie sono classificabili, secondo il materiale di cui sono composte, come segue :

TRATTAMENTI TERMICI IMPORTANZA DI ESEGUIRE IL TRATTAMENTO TERMICO NEL MOMENTO OPPORTUNO DEL PROCESSO DI REALIZZAZIONE DEL PEZZO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO MASTER: MISSB. UDA di Fisica

PREPARATI INCLUSI: l infiltrazione e l inclusione

Tecniche di isolamento

International Textil Education. Machinery Division. Manuale per la stampa a trasferimento termico

BA1U3L2 L INDUSTRIA DEL VETRO FUSIONE FOGGIATURA E RICOTTURA TECNICHE FI LAVORAZIONE TEMPRA

pro-t Scheda tecnica Applicazioni consigliate: Materiali Supporti Caratteristiche

Un breve sommario delle specifiche menzionate è mostrato nella tabella 1; il documento completo è disponibile sul sito web

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6

EFFECT. PRIMER Effect Primer. ATTIVATORE Rust Activator. PITTURA Iron Paint. PROTEZIONE Effect Sealer

Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo

Si classifica come una grandezza intensiva

Capitolo 3. Iniziamo col far vedere cosa si è ottenuto, per far comprendere le successive descrizioni, avendo in mente ciò che si vuole realizzare.

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 10. Angelo Bonomi

OTTICA TORNA ALL'INDICE

SENSORI E TRASDUTTORI

VERIFICA DELLA LEGGE DI MALUS E MISURA DELLA CONCENTRAZIONE DI UNA SOLUZIONE CON DUE POLAROIDI

3 PROVE MECCANICHE DEI MATERIALI METALLICI

PROGRAMMAZIONE ASSISTITA DAL COMPUTER (CAD/CAM)

CARTA DEI SERVIZI. Premessa:

Blanke Profilo di chiusura

5. MODULO DEI CARICHI ECCEZIONALI NEL SOFTWARE BRIDGE

SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo CP DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO

Appunti sulla Macchina di Turing. Macchina di Turing

ELETTROCOLORAZIONE DELL ALLUMINIO.

Lo spessimetro ( a cura di Elena Pizzinini)

SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo CP DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO

Un altro importante parametro di questo processo è la risoluzione che rappresenta la distanza minima che la litografia può apprezzare.

Analisi e diagramma di Pareto

Il sensore rilevatore di presenza modalità d uso

LA NUOVA GUIDA CEI 0-10 PER LA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

tecnologia PROPRIETÀ DEI METALLI Scuola secondaria primo grado. classi prime Autore: Giuseppe FRANZÈ

Sistema operativo. Sommario. Sistema operativo...1 Browser...1. Convenzioni adottate

La quotatura costituisce il complesso delle informazioni in un disegno che precisano le dimensioni di un oggetto o di un componente meccanico

CONTROLLO IN TENSIONE DI LED

Anno Scolastico INDIRIZZO: Manutenzione e assistenza tecnica Sez.A. DISCIPLINA: Tecnologie meccaniche e applicazioni

Fisica II - CdL Chimica. Formazione immagini Superfici rifrangenti Lenti sottili Strumenti ottici

TRATTAMENTI TERMICI DEGLI ACCIAI

da 2 a 5 giocatori, dai 10 anni in su, durata 30 minuti

LASER - TONER. La stampa laser è una tecnica di stampa che deriva direttamente dalla xerografia e permette una notevole velocità di stampa.

INDICAZIONI SU GIUNTI DEI NASTRI TRASPORTATORI

Orietta Bay - Sestri Levante 2011

La Qualità il Controllo ed il Collaudo della macchina utensile. Dr. Giacomo Gelmi

COME FARE I CALCHI DELLE MONETE. - di Clive Stannard -

1 a esperienza: il lievito produce anidride carbonica in presenza di zucchero

V= R*I. LEGGE DI OHM Dopo aver illustrato le principali grandezze elettriche è necessario analizzare i legami che vi sono tra di loro.

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica

DIPARTIMENTO DI MECCANICA PROGETTO DIDATTICO DELLA DISCIPLINA

Lavorazioni al TORNIO PARALLELO

RIDURRE I COSTI ENERGETICI!

Blanke Profilo di chiusura

Guida al colloquio d esame

Il microscopio ottico. La parola microscopio è stata coniata dai membri dell Accademia dei Lincei di cui faceva parte anche Galileo Galilei

L elemento fondamentale è l obiettivo, ovvero la lente o lo specchio che forniscono l immagine dell oggetto.

GIROSCOPIO. Scopo dell esperienza: Teoria fisica. Verificare la relazione: ω p = bmg/iω

ESERCITAZIONE Scrittura di un programma CNC per la fresatura di un componente dato

CLASSIFICAZIONE DELLE LAVORAZIONI MECCANICHE

EasyPrint v4.15. Gadget e calendari. Manuale Utente

RACCOLTA DEL SANGUE E DEL TESSUTO CORDONALE ISTRUZIONI PER OPERATORI SANITARI

Lavorazione: GOFFRATURA

La lente singola rimane ancora in uso nelle macchine più economiche e, entro certi limiti, dà dei risultati accettabili.

Istituto d Istruzione Secondaria Superiore M.BARTOLO. A cura del Prof S. Giannitto

Corso sui CONTROLLI NON DISTRUTTIVI DI STRUTTURE E MANUFATTI IN ACCIAIO

Prof. Gian Piero Pugliese Lezioni di Fisica

TERMOMETRIA E PROCESSI TERMICI

ESERCITAZIONI DI BIOLOGIA

Antonella Martinucci, Rossana Nencini, 2013 IL PESO. classe quarta

MISCUGLI E TECNICHE DI SEPARAZIONE

condizioni per la posa su massetto riscaldante

un controllo di accettazione tipo A ogni 300 mc massimo di getto

PROVA DI TRAZIONE L 0 = 5.65 S 0 PROVE MECCANICHE

MANUALE D'USO DEL PROGRAMMA IMMOBIPHONE

I processi di tempra sono condotti sul manufatto finito per generare sforzi residui di compressione in superficie. Vengono sfruttate allo scopo

Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie

1 Caratteristiche dei materiali utilizzati in ottica oftalmica di Alessandro Farini 1.1 Caratteristiche ottiche dei materiali oftalmici

2.5.3 PROVA ULTRASONICA PROVA ULTRASONICA

Prodotti per la posa e la finitura. Installazione facile, veloce e sicura con i prodotti originali VELUX

USO DI EXCEL CLASSE PRIMAI

Cenni di Macrofotografia

Esperienza A: idrofilicità e idrofobicità

RAPPORTO DI PROVA R-4182

La vita domestica di tutti i giorni ci vede molto esigenti nei confronti di televisori e sistemi audio. La serie UPPLEVA viene sottoposta a rigorosi

Транскрипт:

CENNI STORICI ANALISI METALLOGRAFICA L analisi metallografica risale al 1665, quando il fisico-matematico e naturalista inglese Robert Hooke (1635 1703) compì i suoi studi riguardanti le caratteristiche dei materiali, individuando tra l altro la legge che stabilisce la proporzionalità tra deformazioni elastiche e sforzi. Il suo maggior sviluppo si è avuto alla fine del secolo XIX, quando tale analisi ha reso possibile la determinazione del diagramma Ferro-Carbonio, accelerando così lo sviluppo della metallurgia e della tecnologia di produzione dei materiali metallici. Si sono gettate così le basi di quella Qualità nella produzione metalmeccanica su cui si basa la moderna industria. L analisi metallografica rappresenta un punto importante del Controllo Qualità, integrando altre prove distruttive e non distruttive che si effettuano sui vari materiali e sui prodotti finiti. E eseguita sulle superfici dei materiali metallici per conoscerne le caratteristiche strutturali ed evidenziare eventuali difetti e/o impurità. L analisi può essere di due tipi: 1) Analisi microscopica, se gli ingrandimenti utilizzati sono superiori a 50 x; 2) Analisi macroscipica, se gli ingrandimenti utilizzati sono inferiori a 50 x. La lettera x indica l ingrandimento dello strumento ottico, per cui supponendo di utilizzare un obiettivo da 100 x in un microscopio il cui oculare ingrandisce 10 volte, l ingrandimento totale è 1000. Mentre nel caso della macroscopia l analisi può essere fatta in grandezza naturale o col semplice uso di una lente d ingrandimento, per effettuare la microscopia occorre avere un microscopio. In questa sede è presa in considerazione solamente l Analisi microscopica. L analisi microscopica permette di rilevare la struttura di un materiale per potere esprimere giudizi riguardo la composizione, la forma, la dimensione e la distribuzione dei costituenti strutturali. Già durante lo studio degli Elementi di metallurgia ed in particolare con lo studio dei Diagrammi di equilibrio, sono state messe in evidenza le varie tipologie di strutture riscontrabili alla fine di raffreddamenti lenti, variabili a seconda della percentuale dei componenti della lega considerata. Anche lo studio dei Trattamenti termici ha posto in risalto la diversità delle strutture ottenute a seconda della tipologia di trattamento e della velocità di raffreddamento. Con l analisi microscopica è possibile individuare eventuali anomalie delle caratteristiche strutturali rispetto alle attese, anche con l ausilio degli Atlanti metallografici. Così è possibile osservare la diversità strutturale tra un acciaio a basso contenuto di carbonio (per esempio il C10) ed un acciaio ad alto contenuto di carbonio (per esempio il C100) oppure, per uno stesso acciaio (per esempio il C40) è possibile individuare i costituenti strutturali a seconda dello stato di fornitura o del trattamento termico subito. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 1

NORME UNI L Ente di Normazione ha fissato le norme che si devono seguire nello svolgimento dell esame metallografico, dal prelievo del campione all attacco chimico. Si ricordano le seguenti: - UNI 2956 Ingrandimenti e formati nella microscopia e nella fotomicrografia metallografiche - UNI 2957 Scale di immagini e formati nella fotomicrografia metallografica - UNI 3137 / 3138 Prelievo dei saggi e delle provette, preparazione ed attacco delle provette (materiali ferrosi) - UNI 3244 Esame microscopico dei materiali ferrosi metodi di valutazione delle inclusioni metalliche - UNI 3775 Esame microscopico dei materiali ferrosi classificazione della grafite nelle ghise ANALISI MICROSCOPICA Consiste nell esaminare la superficie di un provino, dopo che è stata levigata a specchio e poi attaccata con un appropriato reattivo chimico. L analisi consente il riconoscimento e la distribuzione dei vari costituenti strutturali del materiale preso in esame, perché essi si comportano in maniera diversa nei confronti del reattivo usato. In particolare, alcuni diventano scuri mentre altri rimangono chiari perché non vengono corrosi dall attacco chimico. Poiché i cristalli della struttura esaminata sono diversamente orientati rispetto agli assi cristallografici, le facce dei vari grani offrono una differente resistenza all attacco del reattivo, risultando per questo più o meno in rilievo rispetto al piano di levigatura. Ne consegue che, quando i grani sono colpiti dai raggi di luce, si genera un ombra che rende possibile la visione dei grani ed il loro contorno. MICROSCOPIO METALLOGRAFICO E uno strumento ottico costituito da una serie di obiettivi e da un oculare. L obiettivo è la lente vicina all oggetto da esaminare, l oculare è la lente vicina all occhio. E l obiettivo che ha il potere di fornire l immagine ingrandita, col maggior numero possibile di particolari e la qualità corrispondente alla risoluzione scelta. L oculare ha soltanto il compito di ingrandire i particolari forniti dall obiettivo, senza aggiungerne altri. Indicando con I ob l ingrandimento dell obiettivo e con I oc l ingrandimento dell oculare, l ingrandimento I m ottenibile col microscopio è dato dalla relazione: I m = I ob * I oc Generalmente gli ingrandimenti ottenibili con un microscopio metallografico vanno da 20 a 2500. (UNI 2956). Il nostro microscopio ha i seguenti obiettivi/ingrandimenti: 10-20 - 32-21 - 50-100. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 2

Classe 4^ - Tecnologie mecc. di proc. e prod. - UdA n 1: Materiali metallici: costituzione, trattamenti - Analisi metallografica Le leghe metalliche sono esaminate per riflessione secondo lo schema ottico rappresentato in figura. Il fascio di luce, che proviene da una sorgente luminosa, dopo avere attraversato una lente condensatrice, viene deviato da un prisma verso la lente dell obiettivo scelto, raggiungendo quindi la superficie del pezzo in esame. I raggi di luce, riflessi dalla superficie del pezzo, sono deviati dal prisma dell oculare, pervenendo all osservatore. Se il microscopio è provvisto di macchina fotografica o telecamera, è possibile impressionare su lastra l immagine rilevata oppure indirizzarla su uno schermo, che permette una visione più ampia della struttura studiata. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 3

GLI INGRANDIMENTI Gli ingrandimenti da utilizzare nell analisi microscopica e gli ingrandimenti ed i formati da usare nella fotomicrografia dei materiali metallici, sono unificati. E importante rispettare le prescrizioni previste per facilitare gli esami comparativi. L ingrandimento deve essere scelto a seconda del campione da analizzare e dello scopo che ci si prefigge di conseguire con l esame. Come regola generale, l'ingrandimento deve essere il minimo necessario per rendere chiaramente visibili le strutture che interessano. Si raccomanda l uso delle combinazioni indicate nella tabella seguente: L'analisi metallografica risulta completa e più efficace se documentata dall'immagine stampata della struttura esaminata. Per questo i moderni microscopi metallografici sono dotati di apparecchiature che rendono possibile la realizzazione di fotografie. Nella parte superiore del microscopio è possibile predisporre una telecamera, che permette la ripresa televisiva dell'immagine microscopica inviabile anche ad un computer, con la possibilità di ritocco e di archivio con l'ausilio di apposito software. Le riproduzioni fotomicrografiche devono essere rettangolari o quadrate ed avere le dimensioni dell immagine utile indicate nella tabella sopra esposta. Sotto ogni fotomicrografia deve essere specificato l ingrandimento, il mezzo di attacco e le indicazioni atte a definire lo stato dei campioni e la struttura. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 4

VISIONE DEI GRANI La visione dei grani è dovuta non ad una loro diversa composizione chimica ma al fatto che essi assumono, dopo che sono stati corrosi da un appropriato acido, un diverso orientamento. I grani che risultano non attaccati per cui la superficie invia all oculare tutta la luce incidente, appaiono chiari. Invece i grani corrosi, che deviano i raggi luminosi, non inviandoli quindi all oculare, appaiono scuri. Anche i contorni dei grani, che vengono molto corrosi dall attacco chimico, deviano secondo le più differenti direzioni i raggi di luce e per questo, non pervenendo luce all oculare, danno origine ad una linea scura che mette in evidenza il grano stesso. PREPARAZIONE DEL PROVINO I saggi devono essere ricavati dal pezzo che si vuole esaminare in modo da non provocare alterazioni strutturali. Il prelevamento del saggio viene effettuato: - per i getti, perpendicolarmente alla superficie del pezzo - per i pezzi lavorati per deformazione plastica, sia nel senso perpendicolare che in quello parallelo alle fibre. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 5

Le operazioni che portano alla realizzazione del provino da esaminare sono le seguenti: - Troncatura - Inglobamento (eventuale) - Smerigliatura - Lucidatura - Attacco chimico Segue l esame al microscopio e l eventuale riproduzione fotografica. Tutte le operazioni devono essere svolte rispettando le apposite norme. I provini possono essere conservati, ovvero protetti dall'ossidazione, ponendoli entro un essiccatore dopo averli ricoperti con gel di silice o con allumina attivata. Più pratica e conveniente è però la conservazione che si ottiene spruzzando e coprendo la superficie preparata con una speciale lacca spray, costituente un velo trasparente ed aderente di spessore molecolare che non altera minimamente la nitidezza della struttura nell'osservazione al microscopio. 1) Troncatura Consiste nel prelevamento del campione dal materiale da esaminare. Si possono utilizzare apposite macchine troncatrici a dischi abrasivi, o un seghetto a mano o, nel caso di materiali molto duri e fragili come gli acciai temprati e le ghise, un semplice martello. Durante il prelievo, per evitare riscaldamenti e deformazioni che possono provocare variazioni strutturali, è bene fare uso di liquido refrigerante. Il campione ha una superficie di circa 4 cm 2, ha forma cilindrica e spessore adeguato per essere manovrato con facilità nelle successive fasi di smerigliatura e lucidatura. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 6

2) Inglobamento (eventuale) Consiste nel porre, a caldo o a freddo, eventuali campioni dalle dimensioni molto piccole (per esempio schegge o fili) in un blocco di resina (per lo più fenolica). 3) Smerigliatura Ha lo scopo di eliminare le irregolarità, dovute al taglio, presenti sui campioni da esaminare. In caso di irregolarità notevoli, potrebbe essere preceduta da una spianatura effettuata alla mola con lima. E fatta a secco o a umido mediante successivi passaggi su carta vetrata sempre più fine. L apparecchio per la smerigliatura è provvisto di quattro carte abrasive con grana di 220, 320, 400, 600, aventi rispettivamente le dimensioni dei grani di 75, 35, 25, 15 µ. La fase di smerigliatura comincia dalla carta 220, proseguendo via via con le altre a grana più fine, ruotando di volta in volta il campione di 90, badando sempre che siano scomparse le rigature prodotte nei passaggi precedenti. L acqua corrente sulle carte ha il compito di allontanare le particelle asportate. Il campione così smerigliato è sgrassato con alcool denaturato e trasferito all apparecchio per la lucidatura. 4) Lucidatura Ha lo scopo di rendere speculare la superficie del campione. Può essere eseguita con procedimento meccanico od elettrolitico. Un metodo diffuso è quello meccanico, manuale, con il provino tenuto aderente su un disco rotante di feltro, sul quale è spruzzata una polvere di abrasivo in sospensione in un liquido. Un abrasivo è l allumina, adatta nel caso di materiali ferrosi, con granulometria decrescente da 3 a 0,05 µ (n 1, 2, 3). Alla fine della fase di lucidatura, il campione deve essere lavato con alcool ed asciugato con una corrente di aria calda (per esempio proveniente da un phon). Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 7

5) Attacco chimico L'attacco ha lo scopo di differenziare i diversi costituenti strutturali del materiale e deve essere effettuato rispettando le Norme UNI 3137 nel caso dei materiali ferrosi e delle Norme UNI 3250 nel caso di materiali non ferrosi come le leghe leggere. Dopo avere scelto il reattivo più adatto a seconda del materiale da esaminare, se ne lascia cadere una goccia sulla superficie lucidata del campione. Il reattivo è tenuto sulla superficie per il tempo previsto (per esempio, nel caso di acciai al carbonio temprati e rinvenuti, da 10 secondi a 1 minuto). Il campione è quindi lavato con acqua, immerso nell alcool ed asciugato con una corrente di aria calda. La superficie del provino risulta corrosa nella zona attaccata dal reattivo. Dopo avere eventualmente pulito con cotone idrofilo la superficie da esaminare, il campione è fissato su un apposito vetrino (per esempio mediante plastilina) ed osservato al microscopio con l ingrandimento voluto. Per quanto riguarda la visione, il cristallo che, per sua natura, non è stato attaccato dal reattivo, rimane a specchio e riflette ortogonalmente la luce incidente. Il grano appare per questo chiaro. Il cristallo corroso dal reattivo devia invece il fascio di luce, che non torna nell oculare. Il grano appare per questo scuro. Scuri appaiono, per lo stesso motivo, anche i contorni dei grani (giunti). L'evidenziazione dopo l'attacco dei vari componenti cristallini, dipende essenzialmente da tre fenomeni quasi sempre contemporaneamente presenti: 1) Ogni cristallo a contatto con il reattivo dà luogo ad un prodotto di reazione che lo ricopre di una sottile pellicola di colore generalmente diverso da quello originario. 2) Ogni fase è disciolta dal reattivo con diversa velocità, dando luogo a differenze di livello e di orientazione per cui la superficie, non essendo più speculare, non riflette i raggi in un'unica direzione. 3) Se un cristallo è corroso, mentre non lo sono quelli che lo circondano, esso si viene a trovare in una zona d'ombra ad un livello più basso degli altri, dando luogo ad effetti di chiaroscuro che ne evidenziano il contorno. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 8

REATTIVI CHIMICI Il reattivo chimico ha lo scopo di corrodere alcune parti del campione in esame, in modo da evidenziarne i grani. Senza attacco chimico, all oculare perverrebbe un immagine uniforme, lucente, eventualmente con qualche incrinatura o inclusione non metallica. Con l attacco chimico, qualche cristallo ed i contorni dei grani sono corrosi permettendone così la differenziazione. Tra i reattivi d attacco, molto utilizzato è il NITAL 2. Il suo nome deriva dai termini NITrico (acido) ed ALcool. Esso è costituito da acido nitrico concentrato (2 cm 3 ) ed alcool etilico (98 cm 3 ). Il tempo di permanenza sulla superficie va da 10 secondi ad 1 minuto (per gli acciai rapidi deve essere invece di 10 minuti). Esso mette in evidenza i contorni dei grani, annerisce la perlite, mentre rimane brillante la cementite. Il NITAL va conservato in flaconi di plastica ed è prelevato con una pipetta che consenta di versare facilmente il liquido sulla superficie del provino. Il NITAL esiste anche nella versione col 5 cm 3 di acido nitrico. Altro reattivo molto usato è il PICRAL, soluzione al 4% di acido picrico in alcool etilico, usato sia per gli acciai dolci (di cui evidenzia i grani di ferrite) che per gli acciai temprati (colorando di bruno la martensite). Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 9

ESEMPI DI STRUTTURE L analisi microscopica permette di rilevare la struttura di un materiale per potere esprimere giudizi riguardo la composizione, la forma, la dimensione e la distribuzione dei costituenti strutturali. Già durante lo studio degli "Elementi di metallurgia" ed in particolare con lo studio dei "Diagrammi di equilibrio", sono state messe in evidenza le varie tipologie di strutture riscontrabili alla fine di raffreddamenti lenti, variabili a seconda della percentuale dei componenti della lega considerata. Anche lo studio dei "Trattamenti termici" ha posto in risalto la diversità delle strutture ottenute a seconda della tipologia di trattamento e della velocità di raffreddamento. Con l analisi microscopica è possibile individuare eventuali anomalie delle caratteristiche strutturali rispetto alle attese (vedi diagramma Ferro-Carbonio), anche con l ausilio degli Atlanti metallografici. Così è possibile osservare la diversità strutturale tra un acciaio a basso contenuto di carbonio (per esempio il C10), un acciaio ad alto contenuto di carbonio (per esempio il C100) ed una ghisa (per esempio una ghisa grigia o una ghisa sferoiadale) oppure, per uno stesso acciaio (per esempio il C40) è possibile individuare i costituenti strutturali a seconda dello stato di fornitura o del trattamento termico subito. Le strutture possono essere osservate e stampate. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 10

Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 11

Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - Analisi metallografica Pag. 12