1. Per l'anno 1998 il livello massimo del ricorso al mercato finanziario è determinato in misura non superiore a lire 2.050 miliardi.



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della Regione, salvo quanto previsto dal comma 1, sono ridotte, per l'anno 1998, in misura non inferiore al 6 per cento delle corrispondenti spese iscritte nel bilancio per l'esercizio 1997; per le aziende unità sanitarie locali e per le aziende ospedaliere si applica il disposto di cui all'articolo 32, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. 3. All'articolo 16, comma 8, della legge regionale 3 maggio 1979, n. 73 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole "a carico dei dipendenti e" sono aggiunte le seguenti "del 50 per cento". Art. 4 Eliminazione residui passivi e perenti 1. Le disposizioni di cui all'articolo 11, quarto comma della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, modificato dall'articolo 18, comma 1, della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, non si applicano per l'esercizio 1997. 2. Le disposizioni dell'articolo 19 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, si applicano alle somme eliminate per perenzione amministrativa nell'esercizio 1987 e non reiscritte in bilancio entro il 31 dicembre 1997; i relativi importi sono eliminati dal conto generale del patrimonio della Regione per l'esercizio 1997. 3. I residui passivi e i residui perenti vigenti alla chiusura dell'esercizio 1997 su capitoli di spesa relativi a limiti poliennali di impegno cui non corrispondono obbligazioni di pagamento in scadenza entro l'esercizio medesimo, sono eliminati rispettivamente dal conto consuntivo del bilancio e dal conto del patrimonio per l'esercizio stesso, salva la loro riproduzione negli esercizi successivi ai fini del pagamento delle ultime rate di ciascun limite di impegno, a norma dell'articolo 8 della legge regionale 27 febbraio 1992, n. 2. Art. 5 Previsione e gestione del bilancio in termini di cassa 1. Al bilancio della Regione per l'anno 1998 è allegato un quadro sintetico delle previsioni di cassa relative alle entrate distinte per titoli, categorie, rubriche e natura fondi e alle spese distinte per amministrazioni, titoli, rubriche e natura fondi, a confronto con le corrispondenti previsioni di competenza e dei residui presunti al 1 gennaio dell'anno di riferimento; fra le entrate è altresì indicato l'ammontare dei crediti di tesoreria che si prevede di incassare e dei debiti di tesoreria che si prevede di pagare nell'esercizio 1998. 2. Le previsioni di cassa relative alle spese costituiscono il limite per le autorizzazioni di pagamento; il limite posto a livello di ciascuna rubrica si estende a tutti i capitoli compresi nella rubrica stessa. 3. Nella parte della spesa del quadro previsionale di cassa di cui al comma 1 è altresì iscritto un fondo di riserva da utilizzare, su proposta dell'assessore del ramo di amministrazione e dandone contestuale comunicazione alle Commissioni parlamentari competenti, per il pagamento dei residui perenti reiscritti in bilancio nonché per l'eventuale integrazione delle dotazioni di cassa di ciascuna amministrazione e dei debiti di tesoreria in relazione ad indifferibili necessità; alle occorrenti variazioni si provvede con decreti dell'assessore regionale per il bilancio e le finanze. 4. Entro il limite delle previsioni di cassa di ciascuna amministrazione, i pagamenti sono disposti, di norma, per importi non superiori a un dodicesimo per ciascun mese dell'esercizio, dandone contestuale comunicazione alle Commissioni parlamentari competenti. 5. Le disposizioni di cui al comma 4 non trovano applicazione per gli organi previsti dall'articolo 2 dello Statuto della Regione Siciliana. 6. Al comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, le parole "sottoposti alla vigilanza e tutela della Regione" sono sostituite dalle seguenti: "del settore pubblico regionale" e il comma 3 del medesimo articolo è sostituito dal seguente: "3. Con decreti del Presidente della Regione, su proposta dell'assessore regionale per il bilancio e le finanze, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono individuati i soggetti cui si applicano le disposizioni dei commi precedenti".

Art. 6 Bilanci 1. All'articolo 32, comma 1, della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, le parole "entro trenta giorni dalla data di ricevimento" sono sostituite dalle seguenti "entro quarantacinque giorni dalla data di trasmissione". Art. 7 Anticipazione somme riscosse dai concessionari e modalità di riscossione dei tributi 1. Per gli anni decorrenti dal 1998 i concessionari della riscossione sono tenuti, in favore della Regione Siciliana, all'anticipazione prevista dall'articolo 9, commi 1 e 2, del decreto legge n. 79 del 28 marzo 1997, convertito nella legge 28 maggio 1997, n. 140. 2. La riscossione delle tasse sulle concessioni governative regionali, da corrispondere in modo ordinario, ai sensi della vigente normativa, è effettuata mediante versamento diretto al concessionario del servizio di riscossione dei tributi nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio competente ad emettere l'atto o a ricevere la dichiarazione. 3. Per i compensi ai concessionari si applicano le disposizioni di cui all'articolo 61, comma 3, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43 e successive modifiche ed integrazioni, richiamate dall'articolo 23, comma 3, della legge regionale 5 settembre 1990, n. 35. Art. 8 Modifiche alla disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi 1. Il comma 7 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, è così sostituito: "7. Le violazioni di cui ai commi da 24 a 41 dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono constatate secondo le modalità indicate al comma 33 del medesimo articolo con processo verbale dai funzionari delle province regionali competenti per territorio addetti ai controlli ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 6 maggio 1986, n. 9 e dell'articolo 20 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche ed integrazioni". 2. Nell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, il comma 31 dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, richiamato ai commi 1, 3 e 7, deve intendersi sostituito dall'articolo 15 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 473 e dall'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modifiche ed integrazioni. Art. 9 Disposizioni urgenti in materia di programmazione negoziata 1. La Regione riconosce e promuove gli atti di programmazione negoziata quali strumenti fondamentali di concertazione delle azioni degli interventi pubblici e privati finalizzati allo sviluppo. 2. In attesa dell'approvazione della legge di riforma della contabilità regionale, dei controlli e delle procedure della programmazione regionale per l'esercizio in corso, il Governo, entro 15 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, presenta all'assemblea regionale, che lo esamina secondo le norme del proprio regolamento interno entro 30 giorni, un documento di programmazione economico-finanziaria che costituisce il quadro di riferimento della programmazione regionale in sostituzione dello strumento previsto dall'articolo 2 della legge regionale 19 maggio 1988, n. 6. Il documento indica gli obiettivi da conseguire, le priorità da osservare ed i programmi di intervento, tenendo conto degli indicatori, indirizzi ed obiettivi del documento di programmazione economico-finanziaria di cui all'articolo 3 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modifiche ed integrazioni. 3. L'intesa istituzionale di programma di cui all'articolo 2, comma 203, lettera b), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, è sottoscritta congiuntamente tra il Governo nazionale e la Giunta regionale per il raggiungimento degli obiettivi definiti nel documento di programmazione economico finanziario di cui al comma 2. L'intesa istituzionale di programma costituisce il necessario momento di raccordo degli strumenti di programmazione negoziata posti in essere nelle varie tipologie negoziali in ambito regionale.

4. I programmi di intervento indicati nel documento di programmazione economico-finanziaria sono di norma attuati attraverso gli accordi di programma-quadro di cui all'articolo 2, comma 203, lettera c), della legge 23 dicembre 1996,n. 662 nonché attraverso gli strumenti previsti dalla programmazione comunitaria. 5. Gli strumenti di programmazione negoziata di cui all'articolo 2, comma 203, lettere b), c), d), e), f) della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono stipulati in coerenza con le linee guida del documento di programmazione economico-finanziaria. 6. Gli atti di programmazione negoziata di cui al presente articolo, coerenti con gli obiettivi e gli indirizzi fissati nel documento di programmazione economico-finanziaria, approvati in conformità alle disposizioni contenute nell'articolo 2, comma 203 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, delle delibere adottate dal comitato interministeriale della programmazione economica e delle eventuali direttive emanate dalla Giunta regionale, qualora prevedano oneri finanziari a carico della Regione, trovano copertura in un apposito fondo istituito nel bilancio della Regione - amministrazione del bilancio. Ove necessario, il fondo costituisce fonte di cofinanziamento di risorse derivanti da interventi ordinari e straordinari dello Stato, dell'unione Europea e di altri enti ed organizzazioni nazionali ed internazionali. Art. 10 Programmi triennali delle opere pubbliche 1. I programmi triennali delle opere pubbliche per l'anno 1998 possono includere oltre alle opere munite di progetto preliminare ai sensi dell'articolo 5, comma secondo, della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21, come sostituito dall'articolo 22 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10, anche opere munite di progetto già tecnicamente approvato come progetto esecutivo ai sensi della disciplina vigente prima dell'entrata in vigore della legge regionale n. 10 medesima. 2. Le disposizioni di cui all'articolo 150 della legge regionale 1 settembre 1993,n. 25, come modificato dall'articolo 8 della legge regionale 7 giugno 1994, n. 19, sono estese ai programmi regionali di finanziamento per l'anno 1998. Art. 11 Interventi a sostegno delle autonomie locali per l'anno 1998 1. Per l'esercizio 1998, al fine di garantire alle province regionali ed ai comuni lo svolgimento delle funzioni amministrative attribuite in base alla vigente legislazione e a titolo di sostegno allo sviluppo, l'assessore regionale per gli enti locali assegna, con propri decreti, alle province regionali ed ai comuni medesimi una quota pari al 20 per cento delle entrate tributarie della Regione accertate nell'esercizio 1996 con il relativo rendiconto generale consuntivo, al netto delle devoluzioni di cui all'articolo 27 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, previste per l'anno 1998. 2. Con legge di bilancio la quota di cui al comma 1 è ripartita fra i comuni e le province regionali. 3. E' ripristinata la validità dei commi 11, 12 e 13 dell'articolo 45 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6. 4. Nell'ambito della quota determinata ai sensi del comma 1, una aliquota pari all'1,50 per cento è riservata ai comuni con popolazione non superiore a 10.000 abitanti, ad integrazione della quota ordinaria attribuita e un'aliquota pari allo 0,80 per cento è riservata ai comuni delle isole minori per sopperire alle particolari e maggiori necessità relative ai servizi igienico-sanitari ed ai servizi pubblici obbligatori. Un'ulteriore somma pari a lire 15.000 milioni resta nelle disponibilità dell'assessorato regionale degli enti locali e viene dallo stesso gestita per i rapporti, anche in convenzione, con le comunità alloggi per minori sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria minorile nell'ambito della competenza civile ed amministrativa. 5. Le assegnazioni alle province regionali ed ai comuni sono disposte sulla base dei criteri e dei parametri che saranno individuati con decreto dell'assessore regionale per gli enti locali, sentita la Conferenza regioneautonomie locali, prevista dall'articolo 43 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6. Nelle more della determinazione dei nuovi criteri, l'assessore regionale per gli enti locali è autorizzato ad erogare

anticipazioni alle province ed ai comuni entro i limiti delle assegnazioni effettuate a valere sull'esercizio finanziario 1997 ed in conformità alle previsioni dell'articolo 45 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6. 6. Le assegnazioni alle province regionali ed ai comuni sono destinate prioritariamente al trattamento economico del personale di cui all'articolo 45, comma 6, della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 ed allo svolgimento dei servizi socio-assistenziali. 7. In sede di ripartizione territoriale delle spese in conto capitale dello stato di previsione del bilancio regionale, ai comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti è assicurata almeno una quota pari al 20 per cento dei relativi stanziamenti. 8. L'articolo 3 della legge regionale 16 ottobre 1997, n. 39, è abrogato. 9. L'articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 22, è così sostituito: "Il comma 14 dell'articolo 23 della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21, come sostituito dal comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4, è sostituito dai seguenti commi: "14. Le somme corrispondenti al ribasso d'asta dei lavori finanziati, con fondi regionali, dall'amministrazione regionale agli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21, con esclusione dei cofinanziamenti di interventi comunitari, affluiscono, sulla base dei progetti esecutivi, come definiti dall'articolo 5 bis della presente legge, per il 50 per cento del loro ammontare in entrata nei bilanci degli enti medesimi e per il restante 50 per cento in entrata nel bilancio della Regione Siciliana. Di tale ultima somma una quota pari al 10 per cento confluisce in apposito capitolo di bilancio della rubrica dell'assessorato regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca per essere successivamente ripartita, con decreto dell'assessore regionale per la cooperazione, alle camere di commercio al fine di consentire il riequilibrio dei bilanci delle stesse, in proporzione al numero dei dipendenti in servizio ed in quiescenza, onde provvedere alla costituzione di un apposito fondo per il pagamento delle pensioni. E' in ogni caso fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 152, comma 3, della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25. 14 bis. Gli enti di cui al comma precedente devono versare il 50 per cento delle disponibilità del fondo di rotazione di cui al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4, accertate alla data di entrata in vigore della presente legge e derivanti dai ribassi d'asta dei lavori finanziati dall'amministrazione regionale, in entrata nei propri bilanci ed il restante 50 per cento in entrata nel bilancio della Regione Siciliana. Di tale ultima somma una quota pari al 10 per cento confluisce in apposito capitolo di bilancio della rubrica dell'assessorato regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca per essere successivamente ripartita, con decreto dell'assessore regionale per la cooperazione, alle camere di commercio al fine di consentire il riequilibrio dei bilanci delle stesse, in proporzione al numero dei dipendenti in servizio e in quiescenza, onde provvedere alla costituzione di un apposito fondo per il pagamento delle pensioni". 10. I commi 1 e 3 dell'articolo 3 della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4, sono abrogati. 11. Per la costituzione e la partecipazione dei comuni e delle province regionali a società di capitali per la gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto la produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali, è abolito il vincolo della proprietà maggioritaria pubblica. Si applica nella Regione Siciliana la legislazione dello Stato in materia di società miste con la partecipazione non maggioritaria degli enti locali per l'esercizio dei servizi pubblici ed altre attività istituzionali. 12. Per gli esercizi finanziari 1998 e 1999 continua ad applicarsi la disposizione di cui al comma 15 dell'articolo 45 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6.

13. A decorrere dall'esercizio finanziario 1999, gli enti pubblici sottoposti alla vigilanza, alla tutela ed al controllo della Regione, nonché gli enti locali con una partecipazione maggioritaria pubblica nelle società di gestione, che operano in settori economici liberalizzati dalla normativa comunitaria, con esclusione delle società miste per la gestione dei servizi pubblici, possono compiere operazioni di accensione di mutui o di anticipazione di cassa, dopo aver avviato le procedure di dismissione delle loro partecipazioni azionarie. Art. 12 Attività di gestione e recupero crediti dell'i.r.c.a.c. 1. All'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, è aggiunto il seguente comma: "2. Nel fondo costituito in virtù delle disposizioni di cui al comma 1 confluiscono altresì i fondi di cui all'articolo 3 della legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12, con le correlative attività, ad eccezione del fondo di dotazione". 2. Per l'attività di gestione e di recupero dei crediti è riconosciuta all'istituto regionale per il credito alla cooperazione (I.R.C.A.C.) una commissione pari all'1,75 per cento rapportata al valore nominale degli stessi, ancorché svalutati per avvalersi delle previsioni normative di cui all'articolo 66 del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 3. L'I.R.C.A.C. è autorizzato a fare gravare le eventuali perdite conseguenti ai finanziamenti accordati sui fondi stessi. Art. 13 Compensi all'artigiancassa 1. All'articolo 41 della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 3, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: "Nella convenzione da stipularsi ai sensi del comma precedente viene determinato, ove richiesto e per un importo non eccedente a quello stabilito a livello nazionale, un compenso da attribuire all'artigiancassa per la gestione del fondo di cui al comma precedente, da porre a carico del fondo stesso". Art. 14 Agevolazioni agli utenti dei servizi aerei di linea 1. Al fine di consentire il rimborso del 50 per cento del prezzo del biglietto pagato dai residenti nelle isole di Lampedusa, Linosa e Pantelleria nonché da coloro che svolgono attività lavorativa nelle stesse, sulle tratte aeree che collegano le suddette isole con la Sicilia, l'assessorato regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti accredita ai sindaci dei comuni interessati le somme occorrenti, imputabili sul capitolo 87511 del bilancio regionale. 2. Con successivo provvedimento saranno indicate le modalità di accreditamento e rendicontazione delle somme stesse. 3. La presente normativa sostituisce, a tutti gli effetti, ogni altra disposizione legislativa in materia. Art. 15 Fondo di rotazione istituito presso l'e.s.a. 1. Il fondo di rotazione istituito, ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 12 maggio 1959, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni, presso l'ente di sviluppo agricolo (E.S.A.) è ridotto di lire 25.000 milioni. 2. Le disponibilità liquide del predetto fondo, limitatamente a lire 25.000 milioni, sono versate in entrata del bilancio regionale senza oneri di commissione. Art. 16 Anticipazione del tesoriere

1. I direttori generali delle aziende unità sanitarie locali e ospedaliere possono ricorrere alle anticipazioni del tesoriere nei limiti di un dodicesimo della quota di fondo sanitario attribuita nell'anno alla stessa azienda. 2. Il direttore generale può ricorrere a tale anticipazione nel caso in cui le rimesse di cassa non vengano garantite dalla Regione e per evitare l'insorgere di contenzioso per l'azienda. Art. 17 1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. 2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione. Palermo, 30 marzo 1998. DRAGO