Complesso preistorico di Monte Baranta (Olmedo-SS): relazione sulla campagna di scavi 2012



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The Journal of Fasti Online (ISSN 1828-3179) Published by the Associazione Internazionale di Archeologia Classica Piazza San Marco, 49 I-00186 Roma Tel. / Fax: ++39.06.67.98.798 http://www.aiac.org; http://www.fastionline.org Complesso preistorico di Monte Baranta (Olmedo-SS): relazione sulla campagna di scavi 2012 Alberto Moravetti - Paolo Melis - Luca Doro During September and October 2012 archaeological excavations reopened in the prehistoric complex of Monte Baranta (Olmedo-SS), under license to Alberto Moravetti (University of Sassari). The archaeological site of Monte Baranta was partially explored in the years 1979-81 and materials found dated the construction of the complex to the Copper Age (Culture of Monte Claro). In the 2012 campaign have been explored five of the six small huts of the village, while the sixth (hut no. 2), entirely excavated in previous campaigns, has been the object of limited tests outside. In the hut 1, current excavation has brought to light a floor of rough stones of medium and small size, in which is embedded a small quadrangular stone structure, perhaps a hearth (?).The hut 3, also quadrangular, had a similar hearth made on the floor, and another elliptical structure realized with orthostatic stones partially sunken in a central area of the hut (a grave?). The hut 4, only partially preserved, also shows the presence of a small quadrangular structure of stones sunken below the floor level. The huts 5 and 6, contiguous, showed the presence of a pavement stones arranged with a certain care; in the hut 6 is present a probable posthole in a central position, while in the hut 5 has been brought to light the usual quadrangular stone structure sunken below the floor level. The materials found have confirmed the chronology of the structures in the Monte Claro period, while there are no traces of post-chalcolithic phases. Introduzione Nei mesi di settembre e ottobre 2012, a cura della Cattedra di Preistoria e Protostoria del Dipartimento di Storia, Scienze dell Uomo e della Formazione dell Università di Sassari, sono ripresi gli scavi archeologici nel complesso preistorico di Monte Baranta (Olmedo-SS). Allo scavo hanno preso parte gli allievi della Scuola di Specializzazione in Archeologia Nesiotikà (con sede a Oristano) e gli studenti dei Corsi di Laurea Triennale in Scienze dei Beni Culturali e Laurea Magistrale in Archeologia dell Università di Sassari. L area archeologica di Monte Baranta è ubicata sul bordo del pianoro trachitico omonimo, estrema propaggine meridionale dell altopiano di Padru Salari, a circa 2 chilometri a Sud-Est dell abitato di Olmedo (Sassari) e a 120 metri di quota s.l.m. (figg. 1-2). L insediamento è caratterizzato soprattutto da un sistema difensivo costituito da una muraglia megalitica, lunga 97 metri, integrata da un recinto-torre 1 sul bordo precipite del pianoro. La muraglia protegge un piccolo abitato di capanne (sei, di cui due raccordate in un unica unità abitativa), realizzate sicuramente in materiali deperibili e di cui resta oggi solo il singolo filare di pietre di base. All esterno della muraglia è presente un area sacra, costituita da un menhir riverso al suolo, ancora non rifinito (e che non fu mai eretto), e da un circolo megalitico (anch esso rimasto incompiuto) che inglobava nel suo perimetro altri menhir di minori dimensioni. Oltre l area sacra, nella fitta macchia mediterranea a Est, Nord-Est e Nord della muraglia, si scorgono evidenti tracce di altre capanne che affiorano appena dal terreno, su un area la cui estensione è ancora da definire. Dopo la prima segnalazione della muraglia e del recinto-torre, ad opera di E. Contu 2, l area venne esplorata negli anni 1979-81 (A. Moravetti): gli scavi interessarono il recinto-torre, due capanne dell abitato interno alla muraglia (fig. 1, n. 1 e 2), l area del grande menhir e, solo parzialmente, il circolo megalitico 3. I materiali rinvenuti 1 Recinto-Torre è un termine coniato appositamente per l edificio a ferro di cavallo di Monte Baranta, già ampiamente usato nella letteratura relativa al sito. 2 CONTU 1962. 3 MORAVETTI 1979, 1981, 2000, 2002, 2005.

Figg. 1-2. Planimetria e veduta aerea del sito. nel corso di queste indagini sono riferibili alla Cultura di Monte Claro (Età del Rame), periodo al quale risale la costruzione del complesso; l area venne frequentata successivamente a partire dal Bronzo Medio limitatamente al recinto-torre ed assai più sporadicamente in età romana. Nel 1992 la Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro ha effettuato un intervento di restauro e di consolidamento nel recinto-torre, mentre negli ultimi anni, grazie a cospicui finanziamenti della Regione Sardegna, l Amministrazione Comunale di Olmedo (che ha anche provveduto ad acquisire l intera area dell altipiano di Monte Baranta), ha realizzato un primo intervento di restauro di una parte della muraglia megalitica. Gli studi e le ricerche di questi ultimi anni, in particolare quelli sull'età del Rame, hanno suggerito la ripresa delle indagini al fine di precisare meglio ipotesi formulate in passato e che potrebbero essere superate dalle nuove scoperte. La ripresa degli scavi, a partire dal 2012, si inserisce nel quadro di questi interventi di valorizzazione del sito, che si candida a divenire uno dei complessi archeologici di maggior richiamo del Nord-Sardegna: sicuramente il più significativo ed interessante complesso insediativo dell'età del Rame dell'isola. La campagna di scavi 2012 Nel corso di questa campagna, sono state esplorate le capanne 1, 3, 4, 5 e 6, e sono stati inoltre condotti saggi limitati all esterno della capanna 2, già indagata nel corso degli interventi precedenti (anni 1979-81). Gli scavi hanno portato alla luce un contesto abitativo calcolitico di notevole interesse, ed hanno messo in evidenza questioni e problemi che dovranno essere chiariti nel prosieguo delle indagini: di seguito, si riassumono brevemente i risultati della campagna 2012 appena conclusa. Capanna 1 (fig. 3) Si tratta di un grande ambiente quadrangolare, orientato a W-E, le cui dimensioni originarie non sono del tutto valutabili per via di una evidente lacuna che interessa soprattutto il settore orientale Fig. 3. La capanna 1 al termine della campagna 2012. 2

della struttura. Residua una porzione di edificio quadrangolare, con dimensioni esterne di m 6,90 x 7,70 e con muri che si conservano per un unico filare e per un altezza massima di m 0,80; un altra porzione di acciottolato, esterna alla struttura, per una lunghezza di almeno m 1,70, testimonia sul lato Est l esistenza di un altro ambiente adiacente, oppure di un altro settore separato da un tramezzo, oramai privo delle pietre perimetrali. Lo scavo è stato condotto su tutta la superficie del vano, che è stata suddivisa in settori di m 3 x 2; in alcuni di questi è stato raggiunto un livello pavimentale lastricato da rozzo pietrame di medie e piccole dimensioni, già evidenziato nel 1981. In una zona decentrata della capanna è stata portata alla luce una piccola struttura quadrangolare in pietre (dimensioni interne: cm 48x60), incassata al di sotto del piano pavimentale ed impostata direttamente sul piano di roccia (profondità massima cm 22), che ha finora restituito Fig. 4. La capanna 1 in corso di scavo. sporadici ma significativi materiali ceramici: al momento è ipotizzabile una sua destinazione come focolare (?), anche se l esatta natura del manufatto andrà chiarita meglio nel prosieguo delle indagini (fig. 4). I materiali ceramici, provenienti dallo scavo del vano, riportano alla Cultura di Monte Claro, mentre non si hanno tracce di frequentazioni successive a questa fase del Calcolitico. Capanna 2 In questa capanna, già integralmente scavata nel corso delle campagne precedenti, ci si è limitati ad effettuare dei sondaggi all esterno della struttura, per verificare la possibile presenza di buche da palo. Le ricerche non hanno comunque dato esiti in tal senso. Capanna 3 (fig. 5) Questo grande ambiente quadrangolare (m 10 x 8) con tracce di un tramezzo divisorio, ha rivelato un contesto archeologico inaspettato e di grande interesse, che richiede di essere indagato con cautela: la campagna 2012 è servita per portare completamente alla luce il suo perimetro esterno, ma resta ancora molto da scavare all interno del vano. Anche in questa capanna, in una zona estremamente decentrata verso Est, è venuta alla luce un piccola cista quadrangolare in pietre (cm 49 x 45), infossata al di sotto del piano pavimentale, perfettamente analoga a quella scoperta nella Capanna 1: ne è stato appena delineato il profilo ma attende ancora di essere completamente esplorata (fig. 6). Di maggior interesse, tuttavia, è un altra struttura ellittica (di m 2,50 x 1,50), portata alla luce in una zona centrale del vano ma leggermente spostata verso la parete Nord: è realizzata con pietre ortostatiche ed il suo allineamento si discosta lievemente da quello generale della capanna. Il manufatto appare solo parzialmente infossato, mentre in parte si stacca sul piano di calpestio. All interno, nei livelli inferiori, lo scavo ha evidenziato la pre- Fig. 5. Planimetria della capanna 3 prima dello scavo. 3

Fig. 6. La capanna 3 in corso di scavo. Fig. 7. La capanna 3 al termine della campagna 2012. Fig. 8. Planimetria della capanna 4 prima dello scavo. Fig. 9. La capanna 4 al termine della campagna 2012. senza di un diffuso strato di terra carboniosa frammista a piccolissimi frammenti di ossa combuste. Lo studio è ancora agli inizi, ma è probabile che si tratti di una tomba a cista, forse posteriore alla fase abitativa della capanna. Tracce di una analoga struttura ellittica, ma meno conservata, affiorano a brevissima distanza da quella precedente: in questo caso, lo scavo si è limitato soltanto a mettere in evidenza il profilo essenziale, ma il manufatto è ancora sepolto e dovrà essere indagato come il resto del vano - nelle prossime campagne di scavi (fig. 7). Anche in questa capanna, a parte il caso della cista funeraria (?) (che potrebbe essere successiva), lo scavo ha evidenziato un unico livello di frequentazione, riferibile alla Cultura di Monte Claro. Sono presenti anche rari elementi di ornamento, come ad esempio un pendente in pietra. Capanna 4 (fig. 8) Questa capanna, conservata solo per tre lati, sfruttava ampiamente il piano di roccia naturale, per cui una sorta di pavimentazione, realizzata con grosse pietre, è presente soltanto nella zona meridionale del vano. Le sue dimensioni esterne si apprezzano soprattutto sull asse W-E (m 6,20), mentre su quello N-S, a causa della mancanza di un vero e proprio muro perimetrale settentrionale, si può solo ipotizzare una lunghezza di circa m 5,80-6,00. 4

Lo scavo, condotto pressoché integralmente al suo interno, ha restituito pochissimi materiali archeologici. Di notevole interesse, tuttavia, è la presenza della consueta struttura quadrangolare delimitata da pietre (cm 56 x 68), infossata al di sotto del piano pavimentale, che in questa capanna risulta più profonda (cm 50) rispetto, ad esempio, a quella della capanna 1 (fig. 9). Capanne 5-6 Le due capanne 5 e 6 sono contigue, al punto che si potrebbero ipotizzare come facenti parte di una singola unità abitativa. La capanna 6, a Ovest, di circa 30 mq, è caratterizzata da una planimetria quadrangolare ad angoli arrotondati (m 9,00 x 5,40) ed è divisa in due settori da un tramezzo. Lo scavo, condotto interamente nel settore a nord del tramezzo stesso, ha messo in luce una pavimentazione di pietre di medie dimensioni, disposte con una certa cura, ed una probabile buca da palo in posizione centrale (diametro cm 32, profondità cm 20): i pochi materiali ceramici rinvenuti sono da attribuire alla Cultura di Monte Claro. Nel settore Sud dello stessa capanna gli scavi sono appena cominciati, ed anche in quest area emerge lo stesso acciottolato di pietre, sebbene in cattivo stato di conservazione. Nell adiacente vano 5, anch esso di circa 30 mq, è stata messa in evidenza una struttura quadrangolare (m 6,50 x 5,00/6,00 circa), sebbene lacunosa in varie parti del suo perimetro. Lo scavo è appena iniziato, ma già è stata portata alla luce una parte della stessa pavimentazione in acciottolato documentata nella capanna 6. Nell area meridionale del vano, quella meno conservata, è venuta alla luce la consueta cista quadrangolare, infossata al di sotto del piano pavimentale, le cui dimensioni sono di circa cm 70 x 72, anche se una delle lastre marginali parrebbe spostata dalla sua sede originale. In questa campagna 2012 ci si è limitati ad evidenziarne il profilo senza scavarla integralmente. Anche in questa capanna sono venuti alla luce copiosi materiali ceramici riferibili alla Cultura di Monte Claro (figg. 10-11). Fig. 10. Planimetria delle capanne 5 e 6 prima dello scavo Fig. 11. Le capanne 5 (in basso) e 6 (in alto) al termine della campagna 2012. Alberto Moravetti - Paolo Melis - Luca Doro 5

Alberto Moravetti Dipartimento di Storia, Scienze dell Uomo e della Formazione - Università di Sassari E-mail: moravett@uniss.it Paolo Melis Dipartimento di Storia, Scienze dell Uomo e della Formazione - Università di Sassari E-mail: melisp@uniss.it Luca Doro Dipartimento di Storia, Scienze dell Uomo e della Formazione - Università di Sassari E-mail: lucadoro@gmail.com BIBLIOGRAFIA CONTU E., 1962, Il nuraghe Monte Baranta in località Su Casteddu o Pala Reale (Olmedo-Sassari), in Studi Sardi XVII (1959-61): 640-643. CONTU E., 1997, La Sardegna preistorica e nuragica, voll. 1-2, Chiarella, Sassari: 328. LILLIU G., 1988, La civiltà dei Sardi dal Paleolitico all' età dei Nuraghi, Nuova ERI, Torino: 131-135, passim. MORAVETTI A., 1979, Monte Baranta (Olmedo, Prov. di Sassari), in Rivista di Scienze Preistoriche XXXIV: 332-334. MORAVETTI A.,1981, Nota agli scavi nel complesso megalitico di Monte Baranta (Olmedo, Sassari), in Rivista di Scienze Preistoriche XXXVI: 281-290. MORAVETTI, A., 1998, Muraglie megalitiche e recinti nella Sardegna Prenuragica, in M.S. BALMUTH, R.H. TYKOT (eds.), Sardinian and Aegean Chronology. Towards the Resolution of Relative and Absolute Dating in the Mediterranean (Proceedings of the International Colloquium Sardinian Stratigraphy and Mediterranean Chronology, Tufts University, Metford, Massachusetts, March 17-19, 1995), Studies in Sardinian Archaeology V, Oxford: 161-177. MORAVETTI A., 2000, Il complesso prenuragico di Monte Baranta, Sardegna Archeologica Guide e Itinerari 28, Sassari. MORAVETTI A., 2002, Il complesso megalitico di Monte Baranta e la cultura di Monte Claro, in Nuovo Bullettino Archeologico Sardo 5/1993-95, Sassari: 11-202. MORAVETTI A., 2005, Monte Baranta e la cultura di Monte Claro, Scavi e Ricerche 3, Sassari. MORAVETTI A., 2009, "La Cultura di Monte Claro e il Vaso Campaniforme", in La preistoria e la protostoria della Sardegna. Atti della XLIV Riunione Scientifica dell Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, I, Firenze: 97-109. MORAVETTI A., 2009, "Il megalitismo in Sardegna", in S. TUSA, C. BUCCELLATO, L. BIONDO (eds.), Orme dei Giganti, Regione Siciliana, Palermo: 161-198. UGAS G., 2005, L alba dei nuraghi, Fabula, Cagliari: 69. 6