Terre separate in casa



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Terre separate in casa Pubblicato il: 11/12/2006 Aggiornato al: 11/12/2006 di Gianluigi Saveri 1. Generalità Per quanto possibile è bene evitare di "separare le terre in casa". E' per questo motivo che la regola generale stabilisce per un unico edificio, o più edifici facenti parte della stessa struttura, un impianto di messa a terra unico. In particolari situazioni e a particolari condizioni è tuttavia ammessa la separazione. Le masse e le masse estranee appartenenti ai due sistemi non devono però essere contemporaneamente accessibili e le masse a valle dello stesso dispositivo di protezione, solitamente un interruttore differenziale, devono essere collegate allo stesso impianto di terra. Il rispetto simultaneo delle condizioni imposte non è sempre agevole in un unica struttura (ad esempio le masse estranee, condutture idriche, del gas, ecc.., sono fra loro interconnesse e collegate ad un unico impianto di terra) ma se gli edifici della struttura sono sufficientemente distanti fra loro potrebbero esserci le condizioni per l'installazione di due impianti di terra separati (ad esempio, azienda agricola con edifici distanti fra loro ma alimentati dallo stesso contatore, fig. 1). Fig. 1 - A particolari condizioni è consentito realizzare impianti di terra separati in edifici sufficientemente distanti fra loro alimentati dallo stesso contatore 1

2. Masse e masse estranee E' possibile mantenere separati gli impianti di terra quando le masse e le masse estranee dei due sistemi non sono contemporaneamente accessibili. Se gli impianti di terra sono realizzati in edifici strutturalmente indipendenti e sufficientemente distanti fra loro per le masse non dovrebbero esserci problemi mentre qualche dubbio potrebbe invece sorgere per quanto riguarda le masse estranee. Una massa estranea è una parte conduttrice, anche estesa, che può introdurre il potenziale zero di terra oppure immettere potenziali pericolosi all'interno di un edificio, ad esempio, per un guasto verso una parte attiva che si manifesta all'esterno dell'edificio. E' il caso di una tubazione idrica che alimenta contemporaneamente i servizi di due edifici. La tubazione, collegata all'impianto di terra del primo edificio, potrebbe trasferire in presenza di un guasto verso terra una tensione pericolosa dal primo edificio verso il secondo. La persona nel secondo edificio a contatto con la massa estranea e contemporaneamente con una massa collegata a terra potrebbe trovarsi in serio pericolo. La situazione è rappresentata nella fig. 2. Fig. 2 - Un guasto sull'utilizzatore nell'edificio A mette in tensione la tubazione che trasferisce un potenziale pericoloso all'interno dell'edifico B. Una persona in contatto simultaneo con la tubazione e un apparecchio collegato all'impianto di terra, se non fossero presenti i collegamenti equipotenziali principali, potrebbe essere sottoposta ad una differenza di potenziale non tollerabile dall'organismo Un guasto sull'utilizzatore nell'edificio A mette in tensione la tubazione che trasferisce un potenziale pericoloso all'interno dell'edifico B. Una persona in contatto simultaneo con la tubazione e con un apparecchio collegato all'impianto di terra potrebbe essere sottoposto ad una differenza di potenziale non tollerabile dall'organismo. Sono però presenti i collegamenti equipotenziali principali e tutto quanto ritorna sotto controllo. La situazione potrebbe però non essere più controllabile all'aperto così come schematizzato nella figura 3. Una persona in contatto simultaneo con la recinzione A collegata al collettore principale di terra nella stalla e con la tubazione alimentata dal contatore idrico dell'abitazione potrebbe, in caso di guasto sulla pompa B, essere soggetta ad una differenza di potenziale pericolosa. E' per questo motivo che, quando gli impianti di terra sono separati, si richiede che le masse e le masse estranee facenti capo a due sistemi di terra diversi non siano contemporaneamente accessibili. 2

Fig. 3 - Non è ammesso separare gli impianti di terra se le masse estranee di impianti alimentati dallo stesso contatore, facenti capo a due sistemi di terra diversi, sono contemporaneamente accessibili 3

3. Utilizzatori protetti dallo stesso interruttore differenziale La Norma CEI 64-8, all'art. 413.1.4.1, vieta esplicitamente di collegare le masse protette da uno stesso interruttore differenziale ad impianti di terra separati: "Tutte le masse protette contro i contatti indiretti dallo stesso dispositivo di protezione devono essere collegate allo stesso impianto di terra." La prescrizione normativa trae origine dalla possibilità che possano determinarsi condizioni pericolose, anche se le masse non sono simultaneamente accessibili, quando gli apparecchi, protetti da un unico dispositivo differenziale sono collegati ad impianti di terra separati. Con riferimento alla fig. 4, un primo guasto sul neutro di un apparecchio non è detto che determini l'intervento del dispositivo di protezione e conseguentemente il guasto può perdurare per un tempo indefinito. Un secondo guasto, ora su una fase dell'altro apparecchio, da luogo ad una corrente che si richiude in massima parte attraverso i due impianti di terra. La corrente differenziale rilevata dal dispositivo di protezione potrebbe non essere sufficiente a provocarne l'apertura mentre la parte di corrente non rilevata potrebbe determinare una tensione pericolosa sulle masse. Fig. 4 - E' vietato collegare a terre separate le masse protette contro i contatti indiretti dallo stesso dispositivo perché l'interruttore differenziale potrebbe non rilevare correttamente un doppio guasto su due apparecchi collegati ad impianti di terra separati. La parte di corrente non rilevata dall'interruttore differenziale potrebbe dar luogo a tensioni pericolose sulle masse Un caso tipico lo si può riscontrare negli impianti di illuminazione stradale. Le Norme vietano di collegare singolarmente a terra ogni palo per l'impossibilità pratica ed economica di dotare ogni palo ad un proprio dispositivo di protezione. Un unico interruttore differenziale in caso di un doppio guasto in successione, prima sul neutro del primo palo e poi sulla fase del secondo palo, potrebbe non essere in grado di rilevare correttamente la corrente di dispersione che si richiude verso terra. Un primo guasto sul neutro non determina generalmente l'intervento dell'interruttore differenziale mentre un successivo guasto può dar luogo a tensioni pericolose sulle masse perché il dispositivo differenziale rileva una corrente I2-I1 che potrebbe non essere sufficiente a farlo intervenire (fig. 5). 4

Fig. 5 - Non è ammesso collegare a terra separatamente ogni palo protetto dallo stesso interruttore differenziale. Le condizioni di sicurezza migliorano se l'impianto di terra è unico (fig. 6). L'intervento dell'interruttore differenziale è ancora incerto ma la parte di corrente non rilevata non determina più la formazione di tensioni pericolose sulle masse. Oltre a questo siamo in presenza di un corto circuito che sollecita l'intervento dei dispositivi di sovracorrente che intervengono ad interrompere il guasto. Fig. 6 - In caso di doppio guasto su due apparecchi collegati ad un unico impianto di terra la corrente rilevata dall'interruttore differenziale potrebbe essere insufficiente a farlo intervenire ma la parte di corrente non rilevata non determina la formazione di tensioni pericolose sulle masse. Il doppio guasto provoca un cortocircuito che sollecita l'intervento dei dispositivi di protezione dalle sovracorrenti 5