PIANO FAUNISTICO VENATORIO

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Transcript:

Provincia di Lodi PIANO FAUNISTICO VENATORIO - L.R. 26/93 e succ. modifiche - VOLUME 2 DISTRIBUZIONE E FENOLOGIA DELLE SPECIE DI PRINCIPALE INTERESSE VENATORIO E GESTIONALE

INDICE Premessa 3 Distribuzione e fenologia delle specie di interesse venatorio o gestionale 4 Germano reale Anas platyrhyncos 4 Starna Perdix perdix 5 Fagiano Phasianus colchicus 7 Cornacchia grigia Corvus corone cornix 9 Lepre Lepus europeus 11 Volpe Vulpes vulpes 13 2

2.2 - Premessa La fauna di interesse venatorio comprende alcune decine di specie fra uccelli e mammiferi. Alcune fra esse sono migratrici, altre sedentarie, altre unicamente svernanti. Una trattazione esaustiva della fenologia e della distribuzione di tutte le specie comprese dalla LR 26/93 esula dalle finalita' di questa parte del Piano Faunistico-Venatorio ed e' d altra parte resa inutile da pubblicazioni sull argomento che risultano ben piu approfondite (Brichetti, P. e Fasola, M. (eds). 1992 Atlante degli uccelli nidificanti in Lombardia. Ramperto Editori. Brescia, Prigioni, C., Cantini, M. e Zilio, A (eds) 2001. Atlante dei mammiferi della Lombardia. Regione Lombardia e Universita degli Studi di Pavia. 324 pp.) Pertanto le informazioni seguenti comprendono solo le specie di maggior interesse locale (germano reale, fagiano, starna e lepre) o la gestione delle quali riveste particolare interesse nel mondo venatorio (cornacchia grigia, volpe). Le fonti di informazione alle quali abbiamo attinto per la redazione di questa parte del Piano sono, oltre ai dati pubblicati nei due progetti atlante citati: 1) i dati originali raccolti in occasione del Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Lodi 2) i dati originali raccolti in occasione del Piano di Miglioramento Ambientale Il quadro distributivo noto nel 1997 e sostanzialmente confermato per l anno in corso. Non si osservano modificazioni sostanziali, sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, della fauna di interesse venatorio 3

2.2 - Distribuzione e fenologia delle specie di interesse venatorio o gestionale Germano reale Anas platyrhyncos Distribuzione: specie a distribuzione ampia nel Lodigiano ma con popolazioni solo localmente abbondanti, in particolare lungo il corso medio dell Adda e quello terminale del Lambro. Stato ed ecologia delle popolazioni: l abbondanza della popolazione svernante di germano reale sembra apparentemente stabile nel Lodigiano, con fluttuazioni periodiche legate piu a difetti delle tecniche di conteggio che a reali variazioni numeriche del contingente. La popolazione svernante media nelle aree campione individuate per lo svolgimento dei censimenti IWRB (International Waterfowl Research Bureau) e stimata in 1431 individui/anno (Figura 1). Germano reale individui 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 Figura 1. Popolazione svernante di Germano reale nella Provincia di Lodi (limitatamente alle aree campione IWRB) 4

Starna Perdix perdix Distribuzione: fortemente localizzata lungo i contrafforti del rilievo banino (Graffignana: AFV Ca' de Rho) (Figura 2). Presenze sporadiche nelle aree limitrofe, ovviamente correlate alla dispersione di brigate dalla popolazione fonte. La nidificazione non e' confermata in condizioni naturali. Nel resto del territorio le osservazioni di gruppi, o individui singoli, sono da collegare a iniziative di singole associazioni e risultano comunque prive di interesse venatorio. Stato ed ecologia delle popolazioni: mancano informazioni sull'ecologia della piccola popolazione lodigiana; altrove (Piacenza) la persistenza di popolazioni locali e' subordinata alla presenza di elementi di naturalita' e di un ambiente agricolo tradizionale. 5

Figura 2: Distribuzione della Starna nel Lodigiano 6

Fagiano Phasianus colchicus Distribuzione: Ubiquitaria (Figura 3). Specie fortemente condizionata, sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, dalle attuali impostazioni della gestione venatoria. Stato ed ecologia delle popolazioni: a dispetto dell'elevata euriecia, che ne permette la persistenza anche in aree caratterizzate da elevata omogeneita' delle agrocenosi, le popolazioni riproduttive ad elevata densita sono fortemente localizzate e confinate in alcune Zone di Ripopolamento e Cattura, Oasi e nelle AFV meglio gestite. Non sono disponibili dati relativi alla densita' preriproduttiva ad eccezione dell'oasi Monticchie (maschi territoriali 26.1/Kmq: 1994). Nel territorio a gestione programmata della caccia le densita' sono notevolmente inferiori e risultano prossime allo zero al termine della stagione venatoria; anche per questa specie e' probabile, pur in assenza di dati attendibili, che gran parte della popolazione riproduttiva residente nel territorio a gestione programmata origini dagli stock immessi a fine stagione venatoria. Nel corso degli ultimi 3 anni appare in netto incremento la popolazione insediata nella ZRC di Maleo 7

Figura 3. Distribuzione del Fagiano nella Provincia di Lodi 8

Cornacchia grigia Corvus corone cornix Distribuzione: specie a distribuzione ampia nel lodigiano, con popolazioni abbondanti in gran parte dell'areale (Figura 4). Stato ed ecologia delle popolazioni: la Cornacchia grigia e una specie a forte valenza ecologica, ben adattata alle agrocenosi caratteristiche della pianura lodigiana. L'estensione, anche nel pianalto, della pioppicoltura, sembra aver favorito la specie, che si e' espansa notevolmente negli ultimi 25 anni. Attualmente la Cornacchia grigia e' oggetto di monitoraggio da parte dell'osservatorio degli abitata naturali e delle popolazioni faunistiche della Regione Lombardia. I dati preliminari, raccolti nella pianura lombarda, mostrano che: 1) su 8 popolazioni-campione, sei sono in costante decremento, una e' stabile e una in aumento 2) in agrocenosi paragonabili a quelle lodigiane (area campione di Vistarino-PV) la densita' di nidi occupati puo' variare, negli anni, da 8.3 a 2.5 nidi/100 ettari 3) la specie e' favorita dalla presenza dei pioppeti Questo quadro preliminare di conoscenze sembra assimilabile alla situazione lodigiana, dove la specie e presente con densita' probabilmente piu' elevate rispetto a quelle medie regionali. La specie sembra, ma non esistono dati a supporto di questa ipotesi, in lieve declino nella parte meridionale del Lodigiano, dove la forte contrazione dell'area a pioppeti nella golena del Po potrebbe avere ridotto le possibilita' di nidificazione e rifugio. 9

Figura 4. Distribuzione della Cornacchia grigia nella Provincia di Lodi 10

Lepre Lepus europeus Piano faunistico venatorio della Provincia di Lodi Distribuzione: specie a distribuzione ampia sul territorio provinciale (Figura 5), con popolazioni demograficamente condizionate dai ripopolamenti periodicamente effettuati dagli Ambiti Territoriali di Caccia. Le popolazioni manifestano elevate tendenze all incremento sul territorio provinciale, fenomeno correlato sia all istituzione di Zone Ripopolamento e Cattura sia a ripopolamenti. Rispetto al quadro descritto nel 1997 la distribuzione della specie appare simile, ma l abbondanza delle popolazioni notevolmente aumentata. Stato ed ecologia delle popolazioni: a dispetto della sua abbondanza e della ampia diffusione lo stato delle conoscenze relative a densita', preferenze ambientali, produttivita' ed ecologia della specie e' del tutto insoddisfacente a livello provinciale. E' tuttavia possibile fornire alcune informazioni preliminari, desunte dagli studi svolti nella provincia e dall'integrazione con i censimenti svolti durante la redazione del presente piano. Nel Lodigiano meridionale la specie predilige aree coltivate caratterizzate da elevata frammentazione e disomogeneita'; di particolare importanza risultano i pioppeti di limitata estensione (< 1 ettaro) durante il periodo invernale, le foraggere avvicendate e i medicai durante l arco dell'anno. Le densita' autunnali sono variate, nelle Zone Ripopolamento e Cattura maggiormente idonee (Maleo, Rovere, Mairago, Mulazzano) da minimi di 12.1 a massimi di 34.3 ind /Km 2 ma e netta la tendenza verso un generale incremento delle popolazioni in tutte le ZRC lodigiane. Sotto il profilo gestionale questo dato rappresenta la migliore conferma degli indirizzi programmatici assunti nel precedente piano. Permane il problema dell azzeramento delle popolazioni nel territorio a gestione programmata della caccia al termine della stagione venatoria; tale problema non e risolvibile senza interventi (da parte degli ATC) sui periodi di caccia a questa specie. 11

Figura 5. Distribuzione della Lepre nella Provincia di Lodi 12

Volpe Vulpes vulpes Piano faunistico venatorio della Provincia di Lodi Distribuzione: Specie a distribuzione ampia (Figura 6), con popolazioni localmente abbondanti. La specie manifesta evidenti segni di espansione sul territorio lodigiano ed e' attualmente presente in circa il 90% del territorio provinciale, con un marcato aumento dell'areale rispetto al 1989 (area occupata: 15% del territorio) e un lieve incremento di quello rilevato nel 1997. Distribuzione ed ecologia delle popolazioni: diffusa nella bassa pianura, nelle golene e lungo i contrafforti del rilievo banino. Meno comune, ma comunque presente, sul pianalto. Non sono segnalati fenomeni di inurbamento della Volpe, anche se e' possibile che qualche coppia sia insediata nei dintorni periurbani di Lodi. Dopo la fase di incremento rilevata nella prima meta degli anni 90 la popolazione appare stabilizzata o in lieve decremento. La densita' di tane riproduttive nelle ZRC lodigiane (n=3) e risultata pari a 0.29 tane/kmq, densita' inferiore a quanto rilevato nel 1997 e comunque paragonabile ai piu recenti dati pubblicati (Prigioni 2001). I valori di densita riscontrata sembrano assai bassi, tenuto conto del fatto che le ZRC, data l'abbondanza di prede e il divieto di caccia, sono aree ottimali per questi carnivori. E comunque probabile che la densita' riscontrata nel Lodigiano sia mantenuta bassa anche a causa del protrarsi degli abbattimenti controllati di adulti e cucciolate, che constrastano localmente, l espansione ed il radicamento della specie (Figura 7). Nel territorio a gestione programmata e' presumibile che la densita' di tane riproduttive sia inferiore a 0.2/Kmq; nel Cremonese la densita di tane e pari a 0.18/ Kmq. La consistenza della popolazione lodigiana e ipotizzabile a titolo meramente indicativo ed oscilla fra massimi di 450 individui (stimati adottando la densita media della volpe per il territorio lombardo pari a 0.56 ind/kmq Prigioni 2001) a minimi pari a 340 individui (stimati dal rapporto fra territorio a gestione sociale della caccia e home range medio della volpe pari 120,4 ettari-prigioni 2001). Sono pertanto confermate le stime del precedente piano che valutavano in 300-500 individui il contingente lodigiano. 13

Figura 6. Distribuzione della volpe nella provincia di Lodi 14

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