I Micenei a cura di Annamaria Simone
Vengono definite civiltà palaziali, quelle civiltà che utilizzano le loro ricchezze esclusivamente per realizzare palazzi, simboli di potere e di prosperità di un popolo. Tipico esempio di civiltà palaziale è la Civiltà Minoica (2000-1700 a.c. Età del bronzo). Il nome di civiltà Minoica si deve all archeologo inglese Evans che all inizio del XX sec. iniziò gli scavi presso Cnosso, facendo interessanti e monumentali scoperte. Evans ipotizzò che una classe emergente di tale civiltà promosse l urbanizzazione e fece edificare palazzi («primi palazzi») nei quali gestivano le risorse agricole, le attività manifatturiere, gli scambi, la vita religiosa e amministrativa. In questa fase si collocano le prime attestazioni dell uso della scrittura: il cosiddetto «geroglifico minoico» e una forma arcaica di scrittura di tipo lineare (lineare A). I maggiori centri erano Cnosso, Festos, Mallia e Agia Triadha, ma vi erano anche siti di dimensioni minori e insediamenti a vocazione portuale, rurale o industriale. Intorno al 1700 a.c. i palazzi subirono una distruzione generalizzata, forse a causa di eventi sismici.
Nel periodo dei «secondi palazzi» (1700-1450 a.c.), che segnò l acme della civiltà minoica, si assistette all ampia diffusione del modello palaziale, a un intensa urbanizzazione e al controllo del territorio attraverso «ville», centri di gestione amministrativa. Si affermò definitivamente l uso della scrittura lineare A sia su tavoletta d argilla sia su papiro e pergamena. La civiltà minoica si espanse in tutto l Egeo e nel Mediterraneo orientale. Intorno al 1450 a.c. i palazzi subirono una nuova distruzione connessa con fenomeni naturali o, secondo alcuni, con l arrivo di gruppi di greci micenei. A Cnosso, dove si affermò una nuova scrittura, la lineare B, atta a esprimere la lingua greca, la vita continuò fino al 1300 a.c. ca., manifestando una forte influenza greco- micenea in tutte le espressioni culturali (architettura, artigianato, pratiche funerarie ecc.), mentre Creta perdette il suo ruolo egemone nell Egeo in favore dei centri micenei continentali.
La Civiltà Micenea prende il nome dalla città di Micene. Micene fu il principale centro economico degli Achei dal XV al XIII sec. A.C. Gli Achei furono dapprima subordinati al popolo minoico- cretese, poi riuscirono a conquistare l isola e ad imporre il proprio controllo su tutto il mare Egeo. La testimonianza più fantasiosa e nota del passaggio del controllo dell isola dalla civiltà minoica a quella micenea è riportata nella leggenda del Minotauro.
L'organizzazione politica dei micenei è basata prevalentemente sulla figura del monarca autocrate (wànax). Il re presiede il culto delle divinità e il governo della città, affiancato da un consiglio di saggi e di anziani, composto dai membri delle principali famiglie nobili del luogo. Il potere decisionale è saldamente in mano al monarca. I consiglieri possono intervenire soltanto se espressamente consultati dal re. Il rapporto tra il monarca e l'aristocrazia è di forte e continuo contrasto. Le famiglie nobili sono i principali proprietari terrieri del luogo. Quasi tutti sognano o ambiscono alla scalata al potere assoluto da parte di un membro della propria famiglia. Spesso sobillano il malcontento popolare nei confronti del re oppure organizzano congiure di Palazzo. Per impedire rivolte di popolo, il re tende a mantenere un rapporto diretto con il popolo, ad esempio costruendo opere monumentali o alimentando lo spirito cittadino con discorsi pubblici, e con l'assemblea popolare, composta prevalentemente dagli uomini dell'esercito. Gli schiavi, gli agricoltori, allevatori e gli artigiani non partecipano invece ad alcuna attività politica, pur mantenendo un grado di libertà superiore rispetto ad altre civiltà contemporanee della vicina Mesopotamia o dell'egitto.
La scrittura Lineare B, venne definitivamente "decifrata" nel 1952 da M.Ventris e J.Chadwick come una forma arcaica di greco. Questa scrittura Lineare B e' quella che ha lasciato le tracce più numerose. Veniva scritta su tavolette di argilla per scritture contabili di palazzo oppure per registrare ordini militari o cerimonie religiose, e ci sono molti segni in Lineare B su vasi, con indicazioni sul possessore dell' oggetto. Una scrittura solo amministrativa. Il ritrovamento però di tanti sigilli, sia del periodo minoico che miceneo, fa pensare che qualcosa dovesse essere sigillata: forse messaggi.
La maggior parte dei documenti registra l'attività economica del Palazzo reale, che, sia in epoca minoica che in quella micenea in particolare, funzionava secondo il sistema di un' economia redistributiva : il Palazzo riceve i prodotti dei campi (come frutto di tassazioni) oppure anche, per esempio, metalli grezzi e lana, e restituisce alle diverse comunità sparse per il territorio, razioni alimentari oppure bronzo o altri materiali per una successiva lavorazione sul posto, ma questo apparentemente senza un compenso per i lavori.
L Epica classica; Iliade; Odissea. I due poemi omerici furono messi in forma scritta alcuni secoli dopo le vicende narrate. Inizialmente i fatti furono tramandati oralmente. Questione Omerica.
Mentre questo dicevano tra loro, un cane che stava lì disteso, alzò il capo e le orecchie. Era Argo, il cane di Odisseo, che un tempo egli stesso allevò e mai poté godere nelle cacce, perché assai presto partì l'eroe per la sacra Ilio. Già contro i cervi e le lepri e le capre selvatiche lo spingevano i giovani; ma ora, lontano dal padrone, giaceva abbandonato sul letame di buoi e muli che presso le porte della reggia era raccolto, fin quando i servi lo portavano sui campi a fecondare il vasto podere di Odisseo. E là Argo giaceva tutto pieno di zecche.
Alla prossima