Edizioni L Informatore Agrario



Похожие документы
NUOVE PATENTI DI GUIDA. D. LGS. 18/04/2011 nr. 59

Edizioni L Informatore Agrario

Un idea di Francesco Cassani che ebbe poco successo.

IL RIMORCHIO AGRICOLO È DEL TIPO MONOASSE RIBALTABILE MECCANICAMENTE LARGHEZZA PIANO DI CARICO (MM) AGDF (2720) 1800 (1720) 1200

Soluzioni tecniche e costruttive per migliorare la sicurezza delle macchine nei cantieri forestali

VEICOLO PER ESAME DI GUIDA

LE MACCHINE AGRICOLE UNA MACCHINA AGRICOLA E' UNA MACCHINA O UN MECCANISMO COSTRUITO PER SVOLGERE UNO O PIU' LAVORI AGRICOLI.

Edizioni L Informatore Agrario

CANTER 7C15 DUONIC GUIDA A DESTRA

NUOVO MAN TGE. Dati tecnici.

I Prodotti. Ribaltabili trasporto inerti gamma leggera Vengono installati su veicoli con massa complessiva fino a 35 q

TWIST Serie Twist, 50 anni di esperienza al vostro servizio.

Classificazione Internazionale dei Veicoli

lingua GAMMA TRATTORI

TELESCOPICI AGRICOLI E INDUSTRIALI

In base al Decreto Legislativo 59/2011 con allegati. Note. Età. Modifiche e novità del Codice della Strada - Patenti Domenica 20 Gennaio :32

Il nuovo Antos Loader. Il nuovo Antos Volumer.

GRU SEMOVENTE VALLA /SD PORTATA MASSIMA 10 t

Il nuovo Antos Loader. Il nuovo Antos Volumer.

Cosa è possibile fare per migliorare i bilanci delle imprese agricole? Produrre di più con costi inferiori. Il Multi-Working è stato progettato per

GAMMA TRANSPORTER CANYCOM INEGUAGLIABILE POTENZA IN QUALSIASI CONDIZIONE

Irroratrice: T11 AirDrop ventagli

LE MINI JEEP CROSLEY

Impolveratrice: ARENA 700T

CON NOI PER COLTIVARE IL FUTURO

ADEGUAMENTO DEI TRATTORI AGRICOLI CONTRO IL RISCHIO DI RIBALTAMENTO TELAI DI PROTEZIONE

DEGANELLO s.a. Un costruttore italiano di motori testa calda. Poco conosciuto. Articolo del Dott.Ing.Giorgio BENVENUTO

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie. Corso di Meccanica e. Meccanizzazione Agricola

Serie N - F. Versione Euro VI OBD-C

La perforatrice per pozzi idrici Massenza M.I.28

nuova Mamut M130S. IN THE NAME OF INNOVATION.

GR1600ID - INFINITY DECK

srl FORNITURE INDUSTRIALI E AGRICOLE

Attrezzature per pulizia industriale pulizia stradale ecologia veicoli elettrici. Vendita Noleggio Usato Ricambi Assistenza.

Catalogo Generale 2019

Rotovagli Serie L. Macchine per la raffinazione del compost e la vagliatura del cippato GREENLINE

Gru forestale posteriore per legna rotazione 360 c on ritorno mod. FORESTAL

Forze e movimenti. Definizioni. Allestimento flessibile alla torsione PGRT

Serie N - F. Versione Euro VI OBD-C

Lamborghini Green Pro. Il compact farming diventa professionale.

PROMOZIONI NEW HOLLAND VALIDE FINO AL 30 SETTEMBRE 2016

Componenti dell'attrezzatura idraulica

TAV.28 - Trattrici a doppia trazione nuove di fabbrica per marca e loro dislocazione per provincia

RIMORCHI PORTA MOTO Serie

DOPPI COMANDI OBBLIGATORI

Trattori per Specialisti Frutteto Basso


LABORATORIO DI MECCANICA AGRARIA DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E INGEGNERIA AGRARIE

TRATTORI AGRICOLI FORESTALI

MOTOCOLTIVATORI, SICUREZZA ED ESPERIENZA

CATALOGO GENERALE MOTOCOLTIVATORI MOTOCOLTIVATORI, SICUREZZA ED ESPERIENZA. technologie. passion. GOLDONI S.p.A.

Dati tecnici. Fresa a freddo elettrica W 350 E

Di questo FAHR ne furono costruiti solo 14, dal 1955 al Ricerca in internet del Dott. Ing. Giorgio Benvenuto Luglio 2018

XENON 4x2 e XENON 4x4. euro5

Cippatori a tamburo Serie PTH

Collegamenti verticali meccanizzati: ascensori

SARCHIATRICI UNIVERSALI PER COLTURE A FILE

Via Angeli, 1. MARTER di Roncegno (TN) Tel Fax Cell Cell

Corso di Laurea Scienze e Tecnologie Agrarie. Le macchine motrici LA TRATTRICE

presenta: CENNI NORMATIVI SULLE SSOCIATO POLIZIA DELL ASOLAN SERVIZIO AS NO E DELLA PEDEM MONTANA PROVINCIA DI TREVISO

TRATTORE COMPATTO. Serie GK 16CV - 20CV > < > < > < Call for Yanmar solutions

UNICA, INCONFONDIBILMENTE VESPA

Evoluzione delle automobili FIAT

Quality Trailers serie monoassi

Catalogo Generale 2018

TraTTore compatto Serie GK 16cV - 20cV

4550mm. Ingombri in mm Diametro spazzole 850 Larghezza senza spazzole Altezza con lampeggiatore ottico Interasse 1.800

TRATTORE AGRICOLO E FORESTALE: LE RECENTI NORMATIVE SULLA SICUREZZA DEL LAVORO, SULLA CIRCOLAZIONE STRADALE E SULLA ABILITAZIONE ALLA GUIDA

creato il 5 marzo Scheda tecnica MLT 960 Sollevatori telescopici

JCB MINI ESCAVATORI 8025 & 8030 ZTS

MOTOCOLTIVATORI, SICUREZZA ED ESPERIENZA

lingua GAMMA TRATTORI

Una solida base per un vero camion. Colori opzionali FE SERIES FE 534 E FB 634 EW

LISTINO PREZZI NOVEMBRE 2008

PORTATA MASSIMA 4350 LT ( MANDATA LIBERA) PRESSIONE MASSIMA 17BAR( MANDATA CHIUSA)

Speciale Accessori Invernali

CODICE MOTORE - VERSIONE CARROZZERIA

RACING BUGGY

Транскрипт:

www.macchineagricoledomani.it Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue sucessive modificazioni. Ogni utilizzo di quest opera per usi diversi da quello personale e privato è tassativamente vietato. Edizioni L Informatore Agrario S.p.A. non potrà comunque essere ritenuta responsabile per eventuali malfunzionamenti e/o danni di qualsiasi natura connessi all uso dell opera.

di Franco Zampicinini D EPOCA Storia e tecnica della motoagricola La motoagricola nasce, nel secondo Dopoguerra, dalla necessità di un mezzo di trasporto tecnicamente idoneo ed economico, in grado di sostituire nelle aziende agricole il traino animale. Il problema era particolarmente sentito nelle piccole cascine di collina e montagna, dove gli agricoltori avevano bisogno di un mezzo meno costoso di un trattore e che, al tempo stesso, garantisse una maggiore maneggevolezza su stretti sentieri e terreni fortemente declivi. Le tipologie Schematicamente, la motoagricola è classificabile in varie tipologie, ciascuna delle quali si presenta in molteplici varianti. Il primo tipo, a due elementi, nasce semplicemente dall abbinamento di un motocoltivatore monoasse a un rimorchio di modeste dimensioni, collegati rigidamente attraverso un assale che può essere solo por- Il primo modello venne prodotto in Inghilterra nel 1946. Il momento d oro per le vendite in Italia fu a metà degli anni 70 tante o anche motore (derivando il moto dalla presa di potenza del gruppo propulsore). La guida può avvenire con le stegole oppure con il volante. Un altra versione, di cui è stato prodotto un limitato numero di modelli, peraltro tecnicamente molto interessanti, è il motocarro a tre ruote. Alcuni esemplari derivano meccanicamente da un comune motociclo, altri sono stati progettati espressamente per l impiego agricolo. Il transporter Il tipo più evoluto di motoagricola è quello a telaio portante su telaio rettangolare, il cosiddetto transporter, a quattro ruote motrici solitamente isodiametriche, cabinato o meno, con cassone di carico posteriore. Oltre che in agricoltura, questi mezzi trovano largo impiego anche in altri lavori, quali la manutenzione stradale, i lavori edili, la viabilità invernale, le attività forestali. Rientrano nella categoria delle motoagricole anche i portattrezzi, muniti di pianale di carico anteriore, con motore da 5 a 15 CV (3-11 kw) di potenza, impiegabili in particolare per l azionamento di pompe, irroratrici, seminatrici, falciatrici, spandiconcime, ecc. Le sagome, i pesi e il Codice della strada A creare non pochi grattacapi ai costruttori di motoagricole è il Codice della strada del 1959, che esce proprio quando questa macchina Il motocarro Ercole della Moto Guzzi, costruito per molti anni a partire dal 1946, era largamente usato anche per i trasporti agricoli 59

La Opperman inizia nel 1946 la produzione in serie del Motocart, con telaio a tre ruote, di cui quella anteriore è motrice L Aeromere di Trento nel 1961 presenta il motocarro agricolo TAI 15, con telaio a due longheroni e motore Lombardini LDA90 4 tempi diesel. Oltre che nella versione con cassone, può essere dotato di botte, spandiliquame, spandiconcime, seminatrice Motoagricola Hofmann Universal, ottenuta dall accoppiamento di un motocoltivatore con motore Fichtel & Sachs da 6,5 CV a un rimorchio a due assi, 1948 60 comincia ad assumere una propria connotazione e non è più un semplice carretto attaccato a un piccolo motocoltivatore. Prima dell emanazione del nuovo Codice e del relativo regolamento, i mezzi agricoli erano considerati degli abusivi della strada, seppur tollerati. La nuova normativa stabilisce le caratteristiche delle macchine agricole, tra cui quelle specifi che della motoagricola, defi nita come veicolo destinato, oltre che alla esecuzione dei lavori agricoli, al trasporto per conto delle aziende agrarie di prodotti agricoli e sostanze di uso agrario, nonché di macchine, attrezzature agricole e accessori funzionali per le lavorazioni meccanico-agrarie. Il problema maggiore, che condiziona i costruttori, sono i limiti di sagoma e di peso, che sono gli stessi dei motoveicoli e cioè 4 m di lunghezza, 1,60 di larghezza, 2,50 di altezza e 25 q di peso complessivo. Per rientrare in questi assurdi limiti vengono escogitati vari espedienti: ad esempio la svizzera Simar trasforma il proprio motocoltivatore da 12 CV (9 kw) in veicolo da trasporto con l applicazione di un cassone e di una cabina con due ruote direttrici; il gruppo propulsore, posizionato sotto il cassone, avanza con la marcia indietro. Il primo transporter prodotto dalla svizzera Aebi nel 1963. La fabbrica di Burgdorf, fondata nel 1883, produrrà nell arco di vent anni oltre 10.000 di questi mezzi Le prime motoagricole Una delle prime e più ingegnose motoagricole è il Motocart, prodotto in Inghilterra dalla Opperman a partire dal 1946, che elabora un prototipo proposto da un agricoltore del luogo. Il modello, con telaio a triciclo, presenta una ruota anteriore motrice e due ruote posteriori di minor diametro e con freni a tamburo. Il motore monocilindrico di 8 CV (6 kw), raffreddato ad aria, è applicato a fi anco della ruota motrice; il cambio è a 4 marce, la velocità massima sfi ora i 18 km/ora, la capacità di carico è di 15 q. In quegli anni in Germania alcuni produttori di motocoltivatori (Hofmann, Holder, Winkelsträter, Bungartz, ecc.) offrono fra i vari optional per i motocoltivatori anche il rimorchio a uno o due assi. La produzione italiana In Italia la Moto Guzzi mette sul mercato nel 1946 il suo famoso motocarro Ercole con motore a un cilindro orizzontale di 500 cm³ della potenza di 18 CV (13 kw) a 4.300 giri/min, anche in allestimento agricolo, con carico massimo di 15 q.

Motocoltivatore Simar trasformato in veicolo da trasporto con l applicazione del cassone e della cabina con due ruote direttrici. Per rimanere entro i limiti di sagoma imposti dal Codice della strada, il motocoltivatore è posizionato sotto il mezzo e avanza con la marcia indietro (1960) Motoagricola Goldoni tipo Davide con motore diesel 12 CV, cambio a 4 velocità, due prese di potenza, portata 17 q (1961) Motocoltivatore Bungartz L 5 con rimorchio a due assi (1955) Pubblicizzata con lo slogan prodigiosa macchina che trasporta e che si adatta alle più varie lavorazioni meccanico-agricole è la motoagricola a tre ruote TAI 15, prodotta dalla Aeromere di Trento a partire dal 1961. Dotata di motore Lombardini LDA90, 4 tempi diesel di 572 cm³ e potenza di 12 CV (9 kw) oppure di un Condor a petrolio, ha due prese di potenza e cambio a 6 velocità; è in grado di superare pendenze del 38%. La motoagricola può essere dotata di cassone ribaltabile, botte con pompa, spandiliquame, seminatrice, voltafi eno. Dal semplice abbinamento di un carrello al motocoltivatore, nei primi anni Sessanta la motoagricola diventa un mezzo progettato appositamente per i trasporti agricoli. In questo settore si cimentano con successo numerosi costruttori italiani, che in molti casi vantano già esperienza nel campo dei motocoltivatori e delle motofalciatrici, come Ferrari, Pgs, Bertolini, Camisa, Valpadana, Goldoni, Pasquali, Barbieri, Caron, Ardea, Bodini, Ocrim, Nibbi, Mpm Sicilia (Brumi), Polentes. I motori provengono per la massima parte da ditte specializzate, come Lombardini, Slanzi, Sachs. Anche altri costruttori si cimentano occasionalmente nel settore delle motoagricole. È il caso della torinese Meroni, produttrice dei trattori Eron, che alla Fiera di Verona del 1961 presenta il TR 25, derivato dal trattore a quattro ruote isodiametriche D 25, di cui mantiene il motore diesel raffreddato ad aria, il cambio a 6 marce e i freni idraulici; il telaio in acciaio stampato, con longheroni e traverse, è ricoperto con un pianale di carico in legno. Negli stessi anni un altra offi cina torinese, la Obert, produce il portattrezzi Trebo, con pianale di carico anteriore, a due ruote motrici, con motore da 12 o 18 CV (9-13 kw); tra gli accessori disponibili, la barra falciante laterale. Di una certa originalità è la motoagricola AU della vicentina Zompero, a tre ruote; il motore Acme SA 550 della potenza di 8 CV (6 kw) è installato a sbalzo davanti all unica ruota anteriore motrice. Un successo crescente Alla fi ne del 1963 risultano iscritte all Uma (Utenti macchine agricole) 7.639 motoagricole, per una potenza complessiva di 81.497 CV, di 130 modelli diversi, prodotti da 46 marche. Oltre la metà delle motoagricole si trova concentrata in otto province con in testa Trento (999), seguita da Cuneo, Lecce, Bolzano, Viterbo, Siracusa, Sondrio e Taranto. Negli anni successivi la vendita di queste macchine cresce esponenzialmente: nel 1965 vengono immatricolate 3.209 nuove motoagricole, numero che nella prima metà degli 61

Prototipo di motoagricola a due ruote motrici del Consorzio agrario di Reggio Emilia, provvista di cassone, botte, pompa centrifuga e pompa irrorante, circa 1965 Motocoltivatore della tedesca Agria tipo 2700 trasformato in motoagricola, circa 1965. Disponibile con motori a benzina o diesel da 7 a 21 CV di potenza Le Industrie metallurgiche Meroni di Torino presentano nel 1961 la motoagricola Eron TR 25, realizzata sulla meccanica del trattore D 25, di cui mantiene le caratteristiche fondamentali Motoagricola Nibbi, circa 1965 62 La Pgs di Cadeo (Piacenza) all inizio degli anni Sessanta produce il transporter Giungla con cassone a ribaltamento trilaterale idraulico o fisso. La macchina può essere dotata di svariate attrezzature per sgombero neve, pulizia strade, lavori forestali. Può montare tre diversi motori diesel con potenza da 35, 52 e 72 CV anni Settanta si attesta su 5-6.000 macchine all anno e sale nel lustro successivo a valori che superano le 10-11.000 unità annue (nel 2008 le motoagricole immatricolate in Italia sono state 2.123; n.d.r.). La quota delle macchine di produzione estera risulta irrisoria: dal 5% del 1965 scende al di sotto dell 1% negli anni successivi. Nel 1985 nel- la Penisola risultano presenti 157.000 motoagricole. Solo il 15% monta un motore a ciclo otto, mentre la prevalenza adotta motori diesel con potenza in genere compresa tra 8 e 15 CV (9-11 kw). All inizio degli anni Sessanta sono ancora un assoluta minoranza le motoagricole a telaio unico. Questo settore si sviluppa fortemente a partire dalla fi ne degli anni Sessanta, con la realizzazione di transporter sempre più evoluti, pensati, in particolare per la meccanizzazione dell agricoltura di montagna, ma che troveranno valido impiego anche in ambito non agricolo. È un fenomeno che coinvolge soprattutto i costruttori italiani e alcune marche svizzere, come Aebi, Reform, Schilter. Questi mezzi montano motori con potenza che dagli iniziali 10-15 CV (7-11 kw) sale progressivamente sino a 30-60 CV (22-44 kw), aumentandone la polivalenza e la possibilità di impiego in terreni a elevata pendenza.

Motoagricola Bertolini BM 12, 1970. Seppure non consentito dal Codice della strada, le motoagricole erano frequentemente impiegate anche per il trasporto di persone Collezionismo Analogamente a quanto avvenuto per i motocoltivatori, fi nora le motoagricole sono state pressoché ignorate dagli appassionati di casa nostra, con la sola eccezione della Moto Guzzi Ercole (grazie agli appassionati di moto d epoca) e della portattrezzi Obert Trebo, che attira per la sua originalità. In Gran Bretagna il pionieristico Opperman Motocart è un pezzo piuttosto ambito e ai raduni se ne possono incontrare esemplari perfettamente restaurati. Nelle zone di collina e di montagna, con un po di fortuna si riescono ancora a rinvenire esemplari di motoagricole degli anni Sessanta che meritano, anche in prospettiva futura, di essere salvati. I prezzi sono più che abbordabili e non mancano i mezzi che per il limitato uso sono ancora in buono stato. Anche sui siti di vendite all asta on line (il più frequentato è ebay) ne vengono proposti con una certa frequenza. Prima dell acquisto conviene verifi care le condizioni della meccanica e la completezza del mezzo. Il restauro non è in genere particolarmente complesso, tenuto anche conto che per i motori delle marche più diffuse non è diffi cile procurarsi i ricambi. Per le quotazioni non ci sono punti di riferimento: in genere poche centinaia di euro sono suffi cienti per accaparrarsi una motoagricola di cinquant anni fa in buono stato, seppure da restaurare. Franco Zampicinini f.zampicinini@macchineagricoledomani.it 90 ANNI DI TRATTORI FIAT Fiat trattori dal 1919 a oggi di William Dozza e Massimo Misley- Giorgio Nada Editore, 2008, pagine 215, prezzo 39,00 euro, per i nostri abbonati 35,10 euro Tra i grandi che si contendono oggi il mercato mondiale delle macchine agricole, Fiat è storicamente il primo a costruire trattori a partire dal 1918 ininterrottamente sino ad oggi. John Deere cominciò nel 1924, Massey Ferguson (allora Massey Harris) nel 1930. International, Case, Ford e molti altri iniziarono a costruire prima di Fiat, ma hanno cessato l attività da molto tempo e se alcuni marchi sopravvivono ancora è perché fanno parte di un gruppo come Case che appartiene a Fiat, o McCormick ad Argo. Nonostante questa sua nobiltà, di Fiat non è mai stata scritta una storia organica che ne illustrasse in particolare le origini e gli sviluppi che le hanno consentito di assurgere a dimensioni mondiali. Per colmare questa lacuna si sono impegnati due noti autori: William Dozza e Massimo Misley. Il primo è lo storico che negli ultimi dieci anni ha abbondantemente illustrato la produzione italiana dei trattori agricoli. Massimo Misley ha lavorato per trent anni alla sede centrale di Fiat trattori a Modena, ricoprendo vari incarichi sino alla direzione del marketing. Gli autori si sono valsi della collaborazione del Centro storico Fiat che ha messo a disposizione l archivio fotografi co e la documentazione necessari per condensare in poco più di 200 pagine una storia così vasta e complessa rendendola comprensibile ai collezionisti, ma soprattutto a coloro che non immaginerebbero neppure i risvolti economici, politici, industriali, tecnici, fi nanziari, sociali e umani che stanno dietro a un impresa con tanti anni e tanti cambiamenti alle spalle. Gli autori, esaminando le oltre 1.200 pagine dei verbali del consiglio di amministrazione dal 1915 al 1930, hanno trovato la decisione di Fiat di acquistare la società Moto Meccanica dell ingegner Pavesi, che costruiva a Milano il primo trattore italiano a 4 ruote motrici. Correva l anno 1919, lontano dalla vittoria del P4 al concorso che l Esercito italiano indisse per la fornitura di un cospicuo numero di traini artiglieria. L acquisizione non andò a buon fi ne, ma dimostra la determinazione di Agnelli a entrare nel settore agricolo in modo deciso, e non trascinato solo dalla riconversione bellica, come Romeo e Ansaldo fecero senza fortuna. Rocambolesca è poi l avventura, meticolosamente ricostruita dagli autori, della nascita del modello 50, primo trattore Fiat del Dopoguerra. Nel 1944, l offi cina di Modena, per mancanza di materie prime, ridusse drasticamente la produzione di trattori e venne requisita dai tedeschi per la revisione del loro parco macchine, che comprendeva automezzi di una ventina di marche provenienti da cinque Paesi. Si trattava di un lavoro complesso, impegnativo e faticoso per tutti, salvo per l uffi cio progetti, che non aveva proprio nulla da progettare se non rimediare qualcosa di rotto e pensare a cosa fare una volta passata la buriana. Fu così che l ingegner Edmondo Tascheri cominciò a disegnare un cingolato per sostituire il 700 e il Boghetto oramai giunti al capolinea. I disegni passarono di soppiatto alla fonderia e all offi cina sino a quando fu possibile assemblare un carro che venne completato da un motore recuperato da un camion OM Supertaurus. Per sottrarlo ai tedeschi, venne portato nel campo di un contadino amico, e qui sepolto sino all arrivo degli Alleati, quando fu recuperato e subito attrezzato per la costruzione che cominciò nel 1946. Il volume illustra, con foto e caratteristiche fondamentali, tutta la produzione del marchio Fiat, poi New Holland, dal prototipo del 702 del 1918 sino agli speciali T 4000 F, T 4000 N, T 4000 V e TK 4000 presentati all Eima 2008. In questi novant anni la casa torinese ha prodotto più di 540 modelli per alcuni milioni di esemplari complessivi distribuiti in tutti i continenti. L.D.R. 63