Vittorio Emilio Cuniberti,



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Vittorio Cuniberti di Claudio Boccalatte Ufficiale, progettista e precursore della Regia Marina Il maggior generale del Genio Navale Vittorio Emanuele Cuniberti in alta uniforme; in apertura, il fregio per la categoria assistenti del Genio Navale impiegato nel 1882 Nel numero del 28 dicembre 1913 della rivista l Illustrazione Italiana viene riportato il necrologio del maggior generale del Genio Navale Vittorio Emilio Cuniberti, spentosi a Roma il 19 dicembre di quell anno, all età di 59 anni. Cuniberti, come Benedetto Brin, Umberto Pugliese e Giuseppe Rota, appartiene al novero dei progettisti, formatisi all interno del corpo del Genio Navale e più in particolare del Comitato per i Progetti delle Navi, entrati nella storia della Regia Marina per l importanza e l originalità delle loro opere. Merita di essere ricordato per due importantissime novità da lui propugnate: la corazzata monocalibra e l impiego del combustibile liquido (nafta) per la propulsione delle navi militari, oltre che per il suo ruolo di progettista, tra l altro, delle corazzate classe Regina Elena, considerate le più riuscite tra le unità di quel tipo nel periodo. Nasce a Torino il 7 giugno 1854, dove il primo luglio 1877 si laurea in ingegneria civile nella Scuola d Applicazione. Il primo gennaio dell anno seguente entra nella Regia Marina come allievo ingegnere del corpo del Genio Navale; il 20 gennaio 1880 si laurea in ingegneria navale e meccanica presso la Scuola Superiore Navale di Genova, voluta da Benedetto Brin per formare gli ufficiali del Genio Navale e gli ingegneri navali civili. Viene nominato ingegnere di seconda classe il primo gennaio 1880, di prima classe il 16 gennaio 1884, ingegnere capo di seconda classe il primo gennaio 1891, di prima classe il primo febbraio 1896, direttore dal primo marzo 1904 (la denominazione del grado è poi cambiata in colonnello) e maggior generale del Genio Navale dal primo giugno 1910. Nel corso della sua carriera nella Regia Marina ricoprirà le cariche di Vice Presidente del Comitato per i Progetti delle Navi e giudice supplente del Tribunale Supremo di Guerra e Marina. Collabora fattivamente con la Rivista Marittima; in particolare pubblica un primo articolo nel 1884 e nel 1893, quando è capo servizio del Genio navale della squadra permanente, una serie di tre interessantissimi articoli su La nafta e la torpediniera 104S. Pubblica poi tra il 1899 e il 1906 altri sette articoli, e un ultimo articolo nel 1913 nel 27

quale propone un curioso tipo di unità navale semisommergibile, armata prevalentemente con tubi lanciasiluri. Una brillante intuizione L argomento dell impiego della nafta è alla fine del XIX secolo di grande attualità, per gli innumerevoli vantaggi che il combustibile liquido offre rispetto a quello solido, soprattutto in termini di facilità di movimentazione e immagazzinamento; si pensi solo all eliminazione della categoria dei fuochisti, marinai incaricati di alimentare le caldaie a carbone, che svolgevano un lavoro estremamente faticoso in un ambiente malsano, con calore elevato, fumi e oggetti roventi in movimento, e nel contempo dovevano avere un elevata competenza e manualità per gestire al meglio la delicata operazione del posizionamento del carbone sopra le griglie delle caldaie e del mantenimento del necessario flusso d aria attraverso le griglie stesse. All epoca però non si riusciva a rendere efficiente la combustione della nafta (composta dai residui rimasti dopo che dal petrolio era stato estratto, per distillazione, il cherosene impiegato per l illuminazione). Il varo della corazzata Regina Elena (della classe Vittorio Emanuele, progettata da Cuniberti) il 19 giugno 1904 presso il Regio Arsenale di La Spezia 28 Cuniberti affronta il problema non solo riuscendo a polverizzare adeguatamente il combustibile, ma rivedendo completamente il progetto della caldaia, ottimizzandone le caratteristiche per il nuovo combustibile, che richiede una temperatura più alta e più costante, e un adeguato flusso d aria. I risultati delle esperienze che compie a bordo di alcune torpediniere sono positivi, tanto che, su espressa richiesta tedesca, dal luglio al novembre 1893 viene inviato in missione di servizio in Germania, per studiare la possibilità di impiegare la nafta come combustibile sulle navi della Marina tedesca. Al suo rientro viene posto in aspettativa per sospensione dal servizio dal 28 dicembre 1893 al 16 marzo 1894; la motivazione della sospensione riportata sull estratto matricolare del Generale Cuniberti è la seguente: Il collocamento in aspettativa venne decretato perché, essendo il Cav. Cuniberti stato inviato in missione di Regio servizio in Germania allo scopo di mettere interamente a disposizione di S.M. l Imperatore, per l applicazione su qualche nave torpediniera di quella Imperiale Marina, delle sistemazioni necessarie per l uso del naftedine come combustibile nelle caldaie, condusse le cose in modo presso le autorità governative da far comprendere che desiderava un compenso nella qualuglio-agosto 2012

Anche la corazzata Vittorio Emanuele, in questa immagine in rada alla Spezia, faceva parte delle unità pre-dreadnought classe Regina Elena progettate da Cuniberti lità d inventore delle sistemazioni stesse. Il 17 maggio 1898 la Direzione delle Costruzioni Navali rimette al Presidente del comitato per i progetti delle navi (dove il Cuniberti è all epoca destinato) il seguente certificato: A richiesta dell ingegnere Capo di prima classe Cuniberti Vittorio, si dichiara che fin dal 1892 questo Ministero ha riconosciuto nel detto Ingegnere la facoltà di valersi del diritto di privativa verso i terzi, ad eccezione però della Regia Marina Italiana, per le sue invenzioni relative all uso del combustibile liquido nelle caldaie all infuori della cerchia dei Regi Arsenali marittimi del Regno. Nuove corazzate veloci Nel febbraio 1898 viene nominato membro ordinario del comitato per i progetti delle navi, nel luglio dello stesso anno trasferito al Regio Arsenale di Taranto con l incarico di vicedirettore delle costruzioni navali; nell agosto 1899 viene distaccato presso l Ufficio Tecnico del Ministero Marina (come era stato denominato per un certo periodo il Comitato Progetto Navi) per occuparsi del progetto delle nuove unità corazzate veloci classe Regina Questa cartolina illustrata d epoca rappresenta invece la prima vera dreadnought, eponima del nome, realizzata in Inghilterra 29

Immagine artistica della corazzata dreadnought Queen Elizabeth nella sua versione originale, prima di essere sottoposta a lavori di modernizzazione dopo il 1924 Elena, considerate un ottimo compromesso tra le diverse caratteristiche di velocità, armamento e protezione, anche grazie all impiego delle moderne tecnologie nei diversi settori, come i materiali (acciai), le artiglierie, gli impianti di propulsione e lo studio delle forme di scafo e delle eliche mediante prove in vasca. Il 23 ottobre 1901 sposa una ragazza slovena, Cristina Rosalia Hladit. Nel 1903 pubblica sul Jane s Fighting Ships (prestigiosa pubblicazione annuale Ancora una impressione artistica, questa volta della super dreadnought auspicata da Cuniberti nel 1912, armata con cannoni da 406 mm 30

britannica con la situazione delle marine militari di tutte le nazioni del mondo) un articolo dal titolo An ideal battleship for the British Fleet, nel quale individua un nuovo tipo di nave da battaglia, caratterizzato da dimensioni maggiori di quelle delle corazzate del tempo, armamento standardizzato su di un numero elevato di cannoni del calibro più elevato imbarcabile; per questo si parla di corazzata monocalibra, concetto già enucleato in precedenti articoli pubblicati sulla Rivista Marittima, e per il quale riscuote un certo scetticismo in ambito nazionale, seppure con il permesso di pubblicare il concetto all estero. Le caratteristiche dell unità preconizzata da Cuniberti sono un dislocamento di 17.000 tonnellate, un armamento di 12 cannoni da 305 mm, una cintura corazzata dello spessore di 305 mm ed una velocità di 24 nodi. Dreadnought e Superdreadnought Nel suo articolo Cuniberti afferma che una tale nave, costruita in un numero sufficiente di unità, avrebbe assicurato alla flotta inglese, considerata l unica che avrebbe potuto permettersi tale spesa, la superiorità su qualunque avversario. La sua visione sarà tradotta in realtà in Gran Bretagna, dove viene realizzata nel 1905-06 la corazzata Dreadnought, prima unità monocalibra, caratterizzata da un dislocamento di 18.000 tonnellate, un armamento di 10 cannoni da 305 mm, una corazzatura di 280 mm ed un apparato motore a turbina capace di imprimere all unità una velocità massima di 21 nodi. La Gran Bretagna sarà presto seguita dalle altre nazioni, a cominciare da Stati Uniti e Giappone; l Italia si doterà solo nel 1908-13 della sua prima corazzata monocalibra, la Dante Alighieri, progettata dal tenente generale del Genio Navale Enrico Masdea. Nel 1908, Cuniberti si reca in Turchia ed in Russia, in licenza straordinaria senza paga, per studiare e progettare nuove navi per queste nazioni; in particolare per la Russia partecipa al concorso internazionale per il progetto delle prime corazzate monocalibre realizzate in quel Paese, nell ambito delle polemiche successive alla sconfitta navale di Tsushima (1905). Al suo rientro riprende a prestare servizio presso il Comitato progetti, dove resta fino alla morte. Nel 1912 pubblica un secondo articolo sul Jane s Fighting Ships dal titolo The battleship of the future: invulnerable, nel quale supera il concetto delle corazzate monocalibro tipo Dreadnought preconizzando navi con Il varo della prima realizzazione italiana nel campo delle unità monocalibro, la corazzata Dante Alighieri, illustrato da Achille Beltrame per una copertina della Domenica del Corriere 31

Qui a fianco ancora una unità classe Regina Elena, la corazzata Roma, mentre ancora una tavola di Beltrame mostra,questa volta, il varo, a Castellammare di Stabia nel 1920, della prima super dreadnought italiana, il Caracciolo cannoni da 406 mm, velocità di 24 nodi e corazze di 460 mm: sono le super-dreadnought, che saranno realizzate sempre in Gran Bretagna con la classe Queen Elizabeth. In Italia vengono progettate, dal generale del Genio Navale Ferrati, le unità classe Caracciolo (35.000 tonnellate, 8 cannoni da 381 mm, velocità di 28 nodi e corazzatura di 300 mm), che però non saranno mai realizzate per la fine della Prima Guerra Mondiale e il successivo instaurarsi di una pausa nella costruzione delle grandi unità navali da battaglia. Dal punto di vista umano quella di Vittorio Cuniberti è stata una figura estremamente moderna, precorritrice dei tempi, che ha unito all attaccamento alla Forza Armata uno spirito internazionale e una viva coscienza del valore del proprio intelletto e delle proprie opere, pur non disgiunta da considerazione per i propri interessi. Queste sue caratteristiche, non completamente in linea con lo spirito dei tempi, gli procurarono qualche problema di carriera e qualche dispiacere. Venne, infatti, tacciato d eccessiva venalità e la sua apertura internazionale ingenerò dubbi di esterofilia. Per questo motivo non fu quindi mai promosso Generale Ispettore, né ricoprì le cariche di Presidente del comitato progetti navi e capo del Corpo del Genio Navale, come si sarebbe potuto aspettare per il suo indiscusso valore di progettista navale. 32