GIUSEPPE UNGARETTI SABA 1888 1970 1 1 Fonte : http://www.romehistoire.com/fr/image/giuseppeungaretti.jpe 1
GIUSEPPE UNGARETTI 2 Giuseppe Ungaretti nacque l 8 febbraio 1888 ad Alessandria d Egitto da genitori lucchesi, emigrati in Egitto al tempo dei lavori per lo scavo del canale di Suez. Si recò a Parigi per studiare, e durante questo periodo venne a contatto con l ambiente del simbolismo francese, che influì molto sulla sua formazione. Ritornato in Italia, partecipò come soldato alla Prima Guerra Mondiale. Terminato il conflitto, si stabilì a Roma per poi trasferirsi in Brasile ad insegnare letteratura italiana, e lì per errore di un medico, gli morì il figlio. Successivamente ritornò in Italia per insegnare letteratura moderna all Università di Roma. Morì a Milano nel 1970. LA POETICA Ungaretti concepisce la poesia come strumenti di conoscenza della realtà; infatti egli ritiene che la conoscenza della realtà interiore ed esteriore della coscienza non si raggiungono per via razionale o scientifica, ma per via analogica; questa via appunto consente di scoprire le relazioni esistenti tra gli esseri umani e perviene alla coscienza di sentirsi in armonia con l universo alla percezione dell assoluto e alla fede di Dio. Quindi la sua poesia contiene la storia dell itinerario del poeta: dall angoscia esistenziale, che deriva dal senso di dolore, alla fede in Dio; dalla condizione di uomo di pena alla condizione di uomo di fede. Questa sua ideologia spiega il titolo Vita di un uomo che egli assegnò alla raccolta delle sue opere. Naturalmente per poter ricercare l autenticità dell essere, egli necessitava di un espressione adeguata, che la individuò nella parola nuda, scabra ed essenziale, che riconduceva alla purezza e freschezza delle origini dell uomo. LO SVOLGIMENTO DEI CONTENUTI E DELLE FORME Le raccolte principali di Ungaretti sono: - Il porto sepolto, scritta nel 1916, contiene le poesie scritte sul fronte di guerra in trincea su pezzi di carta occasionali. Il titolo allude ad un porto reale nei pressi di Alessandria, e ha un significato simbolico: infatti il porto sepolto è il mistero, l assoluto, alla cui ricerca il poeta si pone per potervi approdare come in un porto di pace. 2 Fonte : http://skuola.tiscali.it/letteratura-italiana-800-900/ungaretti-poetica.html 2
- L Allegria, scritta nel 1932, che contiene le liriche del Il porto sepolto. Anche questo titolo è allusivo: la guerra infatti è come un naufrago della vita; i superstiti del naufragio sono presi da una sorta di ebbrezza per lo scampato pericolo e superano il dolore con la fede e la speranza di un domani migliore. In queste poesie sono raccolte le impressioni della Prima Guerra Mondiale. I temi fondamentali sono: Il sentimento dell attaccamento alla vita spinge il poeta a scrivere lettere piene d amore quando appunto è costretto a passare una nottata vicino a un compagno massacrato (Veglia); il cuore impietrito dal dolore, divenuto simile alla pietra refrattaria del San Michele, indurita dal sole (Sono una creatura); il cuore straziato dalle case sbriciolate dalla guerra, per la morte di tanti che gli corrispondevano (San Martino del Carso); il sentimento della precarietà di vita (Soldati), ecc. Al contrario di D'annunzio, Ungaretti sente la guerra non come una occasione di esaltazione patriottica, ma come una fatalità inevitabile, certa, che si abbatte sulla gente d Italia, la quale la subisce con rassegnazione, con semplicità di gesti e parole. UNA FORMA LIBERA ED ANTIRETORICA Per poter esprimere la sua condizione umana di combattente diseroicizzato, Ungaretti lo fa in poesie brevi, ridotte a semplici connotazioni ma dense di significato: esse rappresentano poesie da meditare, poesie profonde. Per poter esprimere queste impressioni, si avvale di versi liberi, di parole semplici, essenziali. Inoltre, ricorre ai mezzi tecnici utilizzati dai simbolisti e futuristi: per esempio l accostamento paratattico, l abolizione della punteggiatura, impiego di spazi bianchi e di pause, uso dell analogia e sinestesia. LE MEDITAZIONI SULLA POESIA E SULL UOMO Terminata la guerra, Ungaretti continua la sua meditazioni sulla poesia e sulla condizione dell uomo. La meditazione sulla poesia lo porta al recupero dell endecasillabo e del settenario. Questa scelta è utilizzata dal poeta principalmente per poter comunicare agli uomini le sue scoperte di essere il poeta veggente, teorizzato dagli stessi simbolisti. - Il sentimento del tempo, anche questa opera ha un titolo allusivo; si riferisce infatti allo scorrere del tempo, del rapido fluire delle cose, delle persone amate che produce nostalgia del passato e 3
quindi un notevole attaccamento alla vita. Appare inoltre anche l altro tema della raccolta, ossia il sentimento in Dio. L ULTIMO UNGARETTI Dal 1940 al 1946 Ungaretti scrive alcune poesie raccolte in Il dolore e traggono origine da due esperienze dell autore: la prima riguarda la morte del figlio; la seconda riguarda la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, che ispira al poeta un messaggio di amore e solidarietà tra gli uomini. Le altre raccolte (come La terra promessa, Taccuino del vecchio, Un grido di paesaggi ) trattano sempre temi di dolore, del tempo, di Dio. In particolare La terra promessa ha come tema la storia del viaggio avventuroso di Enea. Dell intero progetto, però, restano solo alcuni frammenti, come i Cori che descrivono gli stati d animo di Didone. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Ungaretti è oggi considerato uno dei più grandi poeti contemporanei. Egli è il creatore di un linguaggio poetico nuovo, aderente meglio al sentimento del poeta. L utilizzo dell endecasillabo e del settenario da un connotato preciso alla sua posizione che è quella di un classicismo moderno. Questo spiega il suo amore per Petrarca e Leopardi. LISTA DELLE POESIA 1. I fiumi pagina 2. Italia pagina 8 3. Veglia pagina 9 4. Fratelli pagina. Sono una creatura pagina 11 6. Sa Martino del Carso pagina 12 7. Dormiveglia pagina 13 8. In memoria pagina 14 9. Silenzio pagina 16. Fase pagina 17 11. Risvegli pagina 18 12. Distacco pagina 19 13. Pellegrinaggio pagina 20 4
3 I FIUMI Cotici il 16 agosto 1916 Mi tengo a quest albero mutilato abbandonato in questa dolina che ha il languore di un circo prima o dopo lo spettacolo e guardo il passaggio quieto delle nuvole sulla luna Stamani mi sono disteso in un urna d acqua e come una reliquia ho riposato 1 L Isonzo scorrendo mi levigava come un suo sasso 20 Ho tirato le mie quattr ossa e me ne sono andato some un acrobata sull acqua 3 Fonte : http://ecoles33.ac-bordeaux.fr/paillet/images/photos/rions/bateaux/grands/gravure-chantiers-naval-bx-.jpg
2 Mi sono accoccolato vicino ai miei panni sudici di guerra e come un beduino mi sono chinato a ricevere il sole 30 Questo è l Isonzo e qui meglio mi sono riconosciuto una docile fibra dell universo 3 Il mio supplizio è quando non mi credo in armonia 40 Ma quelle occulte mani che m intridono mi regalano la rara felicità Ho ripassato le epoche della mia vita 4 questi sono i miei fiumi 0 Questo è il Serchio al quale hanno attinto duemil anni forse di gente mia campagnola e mio padre e mia madre 6
Questo è il Nilo che mi ha visto nascere e crescere e ardere d inconsapevolezza nelle estese pianure 60 Questa è la Senna e in quel suo torbido mi sono rimescolato e mi sono riconosciuto Questi sono i miei fiumi contati nell Isonzo 6 70 Questa è la mia nostalgia che in ognuno mi traspare ora ch è notte che la mia vita mi pare una corolla di tenebre 7
Locvizza l 1 ottobre 1916 4 ITALIA Sono un poeta un grido unanime sono un grumo di sogni Sono un frutto d innumerevoli contrasti d innesti maturato in una serra Ma il tuo popolo è portato dalla stessa terra che mi porta Italia 1 E in questa uniforme di tuo soldato mi riposo come fosse la culla di mio padre 4 Fonte :foto di Giuseppe Ungaretti - %20grande.jpg http://www.internetculturale.it/upload/immagini/divisa%20da%20soldato 8
VEGLIA cima Quattro il 23 dicembre 191 Un intera nottata buttato vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio con la congestione delle sue mani penetrata nel mio silenzio ho scritto lettere piene d amore 1 Non sono mai stato tanto attaccato alla vita http://www.internetculturale.it/upload/immagini/de%20chirico%20grande.jpg 9
6 FRATELLI Mariano il 1 luglio 1916 Di che reggimento siete fratelli? Parola tremante nella notte Foglia appena nata Nell aria spasimante involontaria rivolta dell uomo presente alla sua fragilità Fratelli 6 Fonte: http://www.passo-pordoi.it/gallery/original/47.jpg
7 SONO UNA CREATURA Valloncello di Cima Quattro il agosto 1916 Come questa pietra del S. Michele così fressa così dura così prosciugata così refrattaria così totalmente disanimata Come questa pietra è il mio pianto che non si vede La morte si sconta vivendo 7 http://www.corriere.it/hermes%20foto/200/0/24/unga--140x180.jpg 11
Valloncello dell Albero Isolato il 27 agosto 1916 8 SAN MARTINO DEL CARSO Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto Ma nel cuore nessuna croce manca E il mio cuore il paese più straziato 8 Fonti: http://www.grandeguerra.ccm.it/files/grandeguerra_archivio_it_1137_file_img_popup.jpg 12
9 DORMIVEGLIA Valloncello di Cima Quattro il 6 agosto 1916 Assisto la notte violentata L aria è crivellata come una trina dalle schioppettate degli uomini ritratti nelle trincee come le lumache nel loro guscio 1 Mi pare che un affannato nugolo di scalpellini batta il lastricato di pietra di lava delle mie strade ed io l ascolti non vedendo in dormiveglia 9 Fonte : http://www.trentinograndeguerra.it/uploadimgs/906_soldati_italiani_in_trincea.jpg 13
Locvizza il 30 settembre 1916 IN MEMORIA Si chiamava Moammed sceab Discendente di emiri di nomadi suicida perché non aveva più Patria amò la Francia e mutò nome 1 Fu Marcel ma non era Francese e non sapeva più vivere nella tenda dei suoi dove si ascolta la cantilena del Corano gustando un caffè 20 E non sapeva sciogliere il canto del suo abbandono http://www.movieplayer.it/film/articoli/il-principe-del-deserto-il-medio-oriente-di-jean-jacques-annaud_8968/ 14
2 L ho accompagnato insieme alla padrona dell albergo dove abitavamo a Parigi dal numero della rue des Carmes appassito vicolo in discesa 30 3 riposa nel camposanto d Ivry sobborgo che pare sempre in una giornata di una decomposta fiera E forse io solo so ancora che visse 1
11 SILENZIO Mariano il 27 giugno 1916 Conosco una città che ogni giorno s empie di sole e tutto è rapito in quel momento Me ne sono andato una sera Nel cuore durava il limio delle cicale Dal bastimento verniciato di bianco ho visto la mia città sparire lasciando un poco un abbraccio di lumi nell aria torbida sospesi 11 http://fotoalbum.virgilio.it/nottediluna/ambientefoto/cittneldeserto.html 16
12 FASE Mariano il 2 giugno 1916 Cammina cammina ho ritrovato il pozzo d amore Nell occhio di mill una notte ho riposato Agli abbandonati giardini ella approdava come una colomba Fra l aria del meriggio ch era uno svenimento le ho colto arance e gelsumini 12 http://www.femmescelebres.com/sheherazade-la-veritable-enigme-des-mille-et-une-nuits/ 17
13 RISVEGLI Mariano il 29 giugno 1916 Ogni momento il l ho vissuto un altra volta in un epoca fonda fuori di me Sono lontano colla mia memoria sietro a quelle vite perse Mi desto in un bagno di care cose consuete sorpreso e raddolcito 1 Rincorro le nuvole che si sciolgono dolcemente cogli occhi attenti e mi rammento di qualche amico morto Ma Dio cos è? 20 E la creatura atterrita sbarra gli occhi e accoglie gocciole di stelle e la pianura E si sente riavere 13 http://akatalepsia.blogspot.ch/2007_09_01_akatalepsia_archive.html 18
14 DISTACCO Locvizza il 24 settembre 1916 Eccovi un uomo uniforme Eccovi un anima deserta uno specchio impassibile M avviene di svegliarmi e di congiungermi e di possedere Il raro bene che mi nasce così piano mi nasce E quando ha durato così insensibilmente si è spento 14 http://www.lagrandeguerra.info/articoli.php?i=1 19
1 PELLEGRINAGGIO Valloncello dell Albero Isolato il 16 agosto 1916 In agguato in queste budella di macerie ore e ore ho strascicato la mia carcassa usata dal fango come una suola come un seme di spinalba Ungaretti uomo di pena ti basta un illusione per farti coraggio 1 Un riflettore di là mette un mare nella nebbia 1 http://www.artedelleparole.com/2012/06/pellegrinaggio.html 20