Vicino a una foresta silenziosa la mamma disse: Devi portar questa alla nonnina oltre la foresta. in u na ca sa co n l e t end e ro sa Però, nella foresta buia e fitta, e so p ra il t et to una b a nd i e ri na tu dovrai camminare svelta e dritta: vivevano una mamma e una bambina. Un giorno uscì la mamma dalla porta co n u n p a n i e r e i n cu i c e ra u na t o rta e, sp o rg end o si un p o c o v e r s o i l fo s so, chiamò la figlia: Cappuccetto Rosso! non perder tempo, e dopo fa ritorno, prima che sia finito il chiaro giorno. E Cappuccetto Rosso col cestino allegramente si mise in cammino. La bambina salì, tutta bagnata, Nella foresta c era l ombra e il sole, e dopo che si fu ben asciugata uccelli e funghi e margherite e viole. 1
E Cappuccetto assaggiò un lampone, Ma, assaggia questa e raccogli quello, e fragole, che eran molto buone: mettine una in bocca, o nel cestello, Una la mangio per la mamma bella il Lupo nero fiuta la bambina e una per la zia, che è sua sorella, e tra le piante, piano, si avvicina. La terza per papà, che è boscaiolo, E mentre il Lupo la guarda e la fiuta la quarta me la mangio per me solo Cappuccetto si sente un po sperduta: E dopo, ricordandosi di andare, si guarda attorno e gira la testa: ricominciava un poco a camminare: quanti sentieri ha quella foresta ma vedendo qualche margherita ne prese dieci, come son le dita. Vien fuori il Lupo e le chiede: Figliola, 2
ma dove vai, così carina e sola? perché vorrebbe farne un bocconcino: Dalla mia nonna me ne voglio andare, ma poi, volendo fare doppia cena, ma mi son persa, e non so che fare. dice con voce docile e serena: Il Lupo mostrò i denti in un sorriso Cappuccetto, sei molto fortunata e a Cappuccetto mormorò sul viso: che, passando di qui, io ti ho incontrata: Come ti chiami, belle trecce bionde? perché la strada ti posso insegnare Io? Cappuccetto Rosso, lei risponde. Il Lupo se la guarda da vicino e dalla nonna tu potrai arrivare! Davvero? Grazie! E qual è il sentiero? 3
Quello che inizia da quel tronco nero. La porta è chiusa. Piano, il Lupo bussa. Allora vado, perché è un poco tardi La nonna dorme. Non lo sente, e russa. Buon viaggio, cara, e che Iddio ti guardi! Il Lupo bussa forte: dal suo letto Ma mentre Cappuccetto s incammina, la nonna chiede: Chi è? Cappuccetto!, il Lupo corre giù per la china, risponde il Lupo con la voce fina: vola su un fosso, sale a zampa sciolta, scavalca tronchi, fra le rocce svolta: in poco tempo è presso la casetta Tira il paletto ed entra, piccolina! Il Lupo apre la porta, fa un gran salto, sulla nonnina arriva giù dall alto, dove la nonna Cappuccetto aspetta. e prima che lei possa aver spavento 4
la ingoia tutta intera in un momento. Poi si appoggia la cuffia sulla testa, Che grandi occhi hai, cara nonnina! E per vederti meglio, nipotina! va sotto le coperte e fermo resta. Ma su, vieni! Su, vieni un po' più avanti, Sente bussare e con voce in falsetto io sono vecchia sai, anni ne ho tanti! dice: Chi è? Ciao, sono Cappuccetto! Ma che orecchie lunghe hai, nonnina! Tira il paletto ed entra, piccolina! E per sentirti meglio, nipotina! fa il Lupo con la voce di vecchina. Ma vieni, vieni qui, vicino al letto... E Cappuccetto apre la porta piano, Vieni dalla tua nonna, Cappuccetto! entra, e guarda, e resta un po' lontano. Che denti lunghi hai, cara nonnina! 5
E' per mangiarti meglio, piccolina! si addormenta con la bocca aperta e sollevando svelto la coperta salta su Cappuccetto a bocca aperta: e russa con la pancia alla scoperta. così, come la nonna, il gran birbone ingoia la nipote in un boccone. Lì nella pancia, dentro il buio stretto, si abbracciano la nonna e Cappuccetto. Passò lì fuori un bravo cacciatore che cacciava ormai da molte ore e, avendo sete, andava alla casetta per chiedere un bicchiere d'acqua schietta. A quel secondo pasto, sazio e pieno, Ma, alla porta, il gran russare sente. il Lupo si distende, e in un baleno Questa non è la nonna, certamente... 6
e tutte e due lo abbracciarono stretto. G ua rd ò d a l la fi n e st r a e v id e i l L up o che gorgogliava con il gozzo cupo. Poi, tutti e tre, se ne andarono al fosso, ciascuno scelse un bel sasso grosso E vide che la pancia si agitava, di qua, di là, pian piano si spostava. tornarono e lo misero nel Lupo Allora il cacciatore, piano piano, che gorgogliava con il gozzo cupo. entrò in casa col pugnale in mano. Poi la nonnina prese guglia e ago Fece un bel taglio nella pancia nera e cucì la pellaccia con lo spago, e tirò fuori la nonnina intera, poi andarono tutti a fare festa, poi tirò fuori anche Cappuccetto 7
con latte e torta, dentro la foresta pensò, mentre avanzava a passettini. Ma quando si affacciò sopra la vasca Si svegliò il Lupo e sentì grande arsura ecco che per il peso in acqua casca, e si tastò la pancia gonfia e dura: va sotto con il naso e con la testa, Dev'essere la carne della vecchia... annaspa, beve, ed annegato resta. Che sete! Mi berrò una bella secchia! Così finì quel Lupo ingannatore, Pesante e lento andò alla fontana, mentre nipote, nonna e cacciatore, che gli sembrò un po' troppo lontana. coglievano ciliegie rosse e nere: Dovrei mangiare solo dei bambini! una in bocca, e una nel paniere. 8
Una ciliegia dolce per il sole, E tutte le hanno prese, una ad una: un' altra per la nonna che la vuole! a me e a voi non ne resta nessuna. La terza per il bravo cacciatore, E noi, se la ciliegia non ci tocca, e una a Cappuccetto, per favore! ci metteremo tutti il dito in bocca. 9