NONNI INDIMENTICABILI

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Transcript:

Il non-no Andrea Valente Il nonno del brano che stai per leggere è un tipo davvero unico, singolare, indimenticabile. Per quali ragioni? Basandoti sul titolo Il non-no, prova a fare delle ipotesi. Mio nonno aveva una caratteristica che lo rendeva più unico di quanto il fatto di essere mio nonno già non fosse: aveva l abitudine di sottolineare ciò che lui non era, come se fosse più significativo di quello che invece era. «Non sono mica rimbambito» era la frase che diceva praticamente sempre a mia madre, cioè sua figlia, ma ne aveva una per chiunque. Quando alla cassa di qualche supermercato cominciava a cercare le monetine nelle sue tasche infinite diceva: «Non sono mica una slot machine 1». A chi insinuava qualcosa, anche involontariamente, sulla sua condizione di 1. slot machine: apparecchio a moneta o a gettoni, installato in locali pubblici o nelle case da gioco, che, in seguito al verificarsi di determinate combinazioni, può dar luogo a una vincita consistente. 1

anziano, ringhiava: «Non sono mica decrepito». E in banca: «Non sono mica un pollo da spennare!». Insomma, praticamente tutte le sue frasi cominciavano con il non, anzi, a dirla proprio tutta, prima del non ci metteva anche un bel ragazzo, perché il nonno chiamava ragazzo chiunque avesse qualche anno meno di lui e, con il passare del tempo, diventavano sempre di più le persone che apostrofava 2 con: «Ragazzo, non sono mica questo e quello!». È storico un suo incontro con un poliziotto che lo aveva fermato per un banale controllo: «Ragazzo» disse a quello, che doveva aver avuto non meno di cinquant anni, «lo so che non sono Schumacher 3, ma non sono neanche alle prime armi!». Che detto da uno che probabilmente aveva imparato a guidare a bordo di una balilla 4 certo ha un significato particolare. 2. che apostrofava: cui si rivolgeva con tono deciso e brusco. 3. Schumacher: Michael Schumacher, famoso pilota di Formula 1. 4. balilla: nome di una popolare autovettura prodotta dalla Fiat negli anni Trenta del Novecento. 2

E al preside? Tutta la mia classe ricorda il suo intervento (ma nessuno ne ricorda il motivo) durante un assemblea, quando lui si alzò e lo interruppe dicendo: «Ragazzo» mitico! «non sono mica un suo alunno!». Già, perché chiamava sì ragazzo anche il preside (democraticamente non faceva sconti per nessuno), ma con grande rispetto gli dava del lei. La cosa divertente era che nessuno poi sapeva cosa rispondergli, anche perché lui aveva l abilità di creare delle frasi che, in realtà, non richiedevano alcuna risposta. Del resto, cosa dire a uno che ti fa: «Ragazzo, non sono mica non so cosa!»? Ricordo come fosse ieri la prima volta in cui notai il non del nonno: ero in classe, in seconda elementare, precisamente la mattina del ventun dicembre. A un certo punto lui entrò tutto vestito di rosso e con una lunghissima barba bianca. Sulle spalle aveva un sacco pieno di pacchetti accuratamente incartati. Io, per la verità, non l avevo proprio riconosciuto, anzi, avere Babbo Natale lì accanto alla maestra 3

mi sembrava un sogno. Però lui, appena mi vide, anziché farmi un buffetto come a tutti gli altri, mi disse: «Ragazzo, non sono mica tuo nonno!». Quel giorno svanì una delle grandi illusioni della mia infanzia e ci rimasi un po male, ma il nonno diventò per me un mito e questo aveva un peso maggiore. Invece, pur sforzandomi, non mi viene in mente una sola volta in cui il nonno disse qualcosa senza non. Anche al telefono, quando mi chiamava, diceva: «Ragazzo, non sono la tua fidanzata». Oppure: «Non sono mica uno di quelli dei sondaggi 5». O ancora: «Non sono una segreteria telefonica». A volte pensavo che lo facesse apposta, ma forse il non faceva proprio parte della sua natura e gli veniva così, in modo naturale. Neanche quando si ammalò, il nonno rinunciò al suo intercalare 6, anzi. Ai medici diceva 5. sondaggi: indagini, inchieste per conoscere le opinioni del pubblico su un argomento o un prodotto. 6. intercalare: parola o frase che, senza accorgersene e senza necessità, si inserisce continuamente nel discorso. 4

sempre: «Non sono mica una cavia 7». E alle infermiere: «Non sono mica un bambino, altrimenti mi avreste piazzato in pediatria». E quando, proprio alla fine, arrivò il prete, il nonno, forse per scacciare gli spettri a modo suo, esclamò: «Ragazzo, non sono mica morto!». Adesso, quando vado a trovarlo sulla sua tomba, mi fermo sempre a guardare quel pezzo di marmo e ogni volta penso a quanto ci starebbe bene una scritta tipo: «Non sono mica qui!». Secondo me al nonno sarebbe piaciuta, anzi, non gli sarebbe dispiaciuta e, siccome lui, ovunque si trovi, probabilmente sa di questa mia fantasia, credo proprio che lo renda di buonumore. Se davvero esiste un aldilà, mi piace pensare che per una volta il nonno faccia un eccezione e che dica con orgoglio ai suoi compagni: «Ragazzi, quello è mio nipote!». (da Sotto il banco, Fabbri Editori, Milano, 2002) 7. cavia: persona (o animale) sottoposta a esperimenti. 5