UNGARETTI. Uomo di pena

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UNGARETTI Uomo di pena

Biografia poetica 1888: nasce ad Alessandria d Egitto, dove il padre è impegnato nei lavori del Canale di Suez - influsso degli ambienti anarchici; conosce Enrico Pea 1912: va a Parigi e studia alla Sorbona - influsso degli ambienti parigini dell avanguardia (conosce Apollinaire, frequenta le lezioni di Bergson; incontra Papini e Soffici, come anche Picasso, Braque) 1915: arriva in Italia per arruolarsi sul Carso nel primo conflitto (posizioni interventiste) - influsso degli ambienti avanguardistici di Lacerba, dove inizia a pubblicare nel 1915 1919: torna a Parigi come corrispondente di guerra per il Popolo d Italia di Mussolini; si unirà ai Fasci di combattimento 1925: si trasferisce a Roma con la moglie e la figlia e chiede un impiego al duce (lavorerà per la Gazzetta del popolo) 1937-1942: insegna a S. Paolo in Brasile (nel 1939 perde il figlio di nove anni) 1970: muore a Milano dopo aver ricevuto numerosissimi riconoscimenti (ma non il Nobel!!!, che nel 1959 gli viene soffiato da Quasimodo)

Le opere del periodo avanguardista 1916: Il Porto Sepolto - ossimoro tra porto (luogo accogliente e sicuro) e sepolto (l abisso in cui è sprofondato e in cui immergersi) - condanna ad una condizione di eterno sradicamento, pellegrinaggio 1919: Allegria di Naufragi (nel 1923 con prefazione di Mussolini) - ossimoro tra i valori simbolici dell Allegria (l attimo di felicità, il momento del viaggio, la vita e la verità) e i Naufragi (la morte, la perdita di vita e verità) - Ungaretti è un naufrago perenne che si ritrova nella poesia 1931: L allegria elimina la componente ossimorica della precedente raccolta - la raccolta viene suddivisa in 5 sezioni dai titoli significativi: Ultime, Il Porto sepolto, Naufragi, Girovago, Prime)

Caratteri della poetica avanguardistica di Ungaretti Religione della parola poetica=strumento conoscitivo (linea orfico-sapienziale) Bisogno di significato Urgenza realistica e biografica da ricondurre ad una dimensione assoluta e universale Tensione espressionistica e bisogno di immediatezza espressiva Monadi verbali sillabate (verso=singola parola) Metrica sconvolta e rifiuto della punteggiatura Uso degli a capo e degli spazi bianchi Esperienza della guerra Unanimismo e affratellamento

Le opere del periodo classicista 1933 (poi 1936 e 1943): Sentimento del tempo: raccolta di poesie scritte già dal 1919 dalla poetica dell attimo alla percezione del tempo come durata e continuità Ritorno a soluzioni formali tradizionali (metrica tradizionale con l endecasillabo e il settenario; Preziosismo quasi petrarchistico (Petrarca rimane modello insuperabile di sublimità e letterarietà) 1947: Il dolore - ispirata dalla morte del figlioletto autenticità vitale Raffinatezza espressiva

In Vita d un uomo (1969) Ungaretti scrive: L Allegria di Naufragi è la presa di coscienza in sé, è la scoperta che prima adagio avviene, poi culmina d improvviso in un canto scritto il 16 agosto 1926, in piena guerra, in trincea, e che s intitola I fiumi. Vi sono enumerate le quattro fonti che in me mescolavano le loro acque (il Serchio, il Nilo, la Senna e l Isonzo, ndr), i quattro fiumi il cui moto dettò i canti che allora scrissi. [ ] S ingannerebbe chi prendesse il mio tono nostalgico [ ] come il mio tono fondamentale. Non sono il poeta dell abbandono alle delizie del sentimento, sono uno abituato a lottare, e devo confessarlo gli anni vi hanno portato qualche rimedio sono un violento: sdegno e coraggio di vivere sono stati la traccia della mia vita. Volontà di vivere nonostante tutto, stringendo i pugni, nonostante la morte [ ] ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l assoluto, l assoluto che era rappresentato dalla morte, non dal pericolo, che era rappresentato da quella tragedia ce portava l uomo a incontrarsi nel massacro. Nella mia poesia non c è traccia d odio per il nemico, né per nessuno: c è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell estrema precarietà della loro condizione. C è volontà d espressione, necessità d espressione, c è esaltazione [ ] quasi selvaggia dello slancio vitale, dell appetito di vivere, che è moltiplicato dalla prossimità e dalla quotidiana frequentazione della morte. Viviamo nella contraddizione. [ ] Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Non l amavo neanche allora, ma pareva che la guerra si imponesse per eliminare la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte si illudono e si mettono in fila dietro le bubbole.

Veglia Cima Quattro il 23 dicembre 1915 Un'intera nottata buttato vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio con la congestione delle sue mani nel mio silenzio ho scritto lettere piene d'amore Non sono mai stato tanto attaccato alla vita

In memoria Locvizza il 30 settembre1916) Si chiamava Moammed Sceab Discendente di emiri di nomadi suicida perché non aveva più Patria Amò la Francia e mutò nome Fu Marcel ma non era Francese e non sapeva più vivere nella tenda dei suoi dove si ascolta la cantilena del Corano gustando un caffè E non sapeva sciogliere il canto del suo abbandono L ho accompagnato insieme alla padrona dell albergo dove abitavamo a Parigi dal numero 5 della rue des Carmes appassito vicolo in discesa. Riposa nel camposanto d Ivry sobborgo che pare sempre in una giornata di una decomposta fiera E forse io solo so ancora che visse

Commiato Locvizza il 2 ottobre 1916 Gentile Ettore Serra poesia è il mondo l umanità la propria vita fioriti dalla parola la limpida meraviglia di un delirante fermento Quando trovo in questo mio silenzio una parola scavata è nella mia vita come un abisso

Analisi Chiude la raccolta Il Porto sepolto con una dichiarazione di poetica La poesia è il tentativo di rappresentare il mondo (la realtà, lo spazio e il tempo), l umanità e la vita Tutto fiorisce, viene prodotto dalla parola, tutto acquista esistenza perché la parola compie questo processo di genesi, dà senso alle cose La parola è una scoperta felice, uno spettacolo chiaro (limpida meraviglia) che trasforma un processo non chiaro La parola è in relazione con l Assoluto, nasce dentro il silenzio, circondata dal bianco perché sacra

Pellegrinaggio - Valloncello dell Albero Isolato il 16 agosto 1916 In agguato in queste budella di macerie ore e ore ho strascicato la mia carcassa usata dal fango come una suola o come un seme di spinalba Ungaretti uomo di pena ti basta un'illusione per farti coraggio Un riflettore di là mette un mare nella nebbia

Analisi Ripropone l esperienza della guerra Allitterazione in s, scenario reso aspro dal fonosimbolismo Il poeta dà a sé stesso un nome, un epiteto uomo di pena Coraggio è in rima col titolo, pellegrinaggio (ricorda viaggio e naufragio, porto e sepolto) Il riflettore (la parola) getta luce rivelando un mare di là (indeterminato e irreale, il non-luogo della coscienza) nella nebbia (il non chiaro dell esperienza)

San Martino del Carso - Valloncello dell Albero Isolato il 27 agosto 1916 Di queste case Non è rimasto Che qualche Brandello di muro Di tanti Che mi corrispondevano Non è rimasto Neppure tanto Ma nel cuore Nessuna croce manca E il mio cuore Il paese più straziato

I fiumi Cotici il 16 agosto 1916 Mi tengo a quest albero mutilato Abbandonato in questa dolina Che ha il languore Di un circo Prima o dopo lo spettacolo E guardo Il passaggio quieto delle nuvole sulla luna Stamani mi sono disteso In un urna d acqua E come una reliquia Ho riposato L Isonzo scorrendo Mi levigava Come un suo sasso Ho tirato su Le mie quattro ossa E me ne sono andato Come un acrobata Sull acqua Mi sono accoccolato Vicino ai miei panni Sudici di guerra E come un beduino Mi sono chinato a ricevere Il sole Questo è l Isonzo E qui meglio Mi sono riconosciuto Una docile fibra Dell universo Il mio supplizio È quando Non mi credo In armonia Ma quelle occulte Mani Che m intridono Mi regalano La rara Felicità Ho ripassato Le epoche Della mia vita Questi sono I miei fiumi Questo è il Serchio Al quale hanno attinto Duemil anni forse Di gente mia campagnola E mio padre e mia madre. Questo è il Nilo Che mi ha visto Nascere e crescere E ardere d inconsapevolezza Nelle estese pianure Questa è la Senna E in quel suo torbido Mi sono rimescolato E mi sono conosciuto Questi sono i miei fiumi Contati nell Isonzo Questa è la mia nostalgia Che in ognuno Mi traspare Ora ch è notte Che la mia vita mi pare Una corolla Di tenebre

Analisi 69 versi in 15 strofe brevissime (le più lunghe fanno da cornice) Struttura ad anello: strofe 1 e 15: momento notturno durante la guerra in trincea, riflessivo; la natura è personificata (vd. Mutilato) Strofe 2-14 (rievocative e riflessive): il poeta ricorda (vd. tempi verbali) che al mattino ha fatto il bagno nel fiume Isonzo, un esperienza mistica (vd. I gesti), purificatrice; attraverso un procedimento analogico, l Isonzo richiama alla memoria gli altri fiumi della vita del poeta (il Serchio, il Nilo e la Senna); l immersione diventa un momento per riconoscersi, sentirsi parte armonica del tutto, di un identità universale (unanimismo; vd. come una reliquia, come un sasso, come un acrobata, come un beduino); il poeta esce da sé e penetra la vita di tutti gli esseri; ogni fiume ha una sua caratterizzazione; c è qualcosa delle Correspondances, ma anche del panismo dannunziano

La madre (da Sentimento del tempo, 1930) E il cuore quando d un ultimo battito Avrà fatto cadere il muro d ombra, Per condurmi, Madre, sino al Signore, Come una volta mi darai la mano. In ginocchio, decisa, Sarai una statua di fronte all Eterno, Come già ti vedevo Quando eri ancora in vita. Alzerai tremante le vecchie braccia, Come quando spirasti Dicendo: Mio Dio, eccomi. E solo quando m avrà perdonato, Ti verrà desiderio di guardarmi. Ricorderai d avermi atteso tanto, E avrai negli occhi un rapido sospiro