Omero, maestro dell Ellade

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Transcript:

laboratorio 4 Claudia Vinassa Omero, maestro dell Ellade Prerequisiti conoscere le vicende storiche degli Achei-Micenei conoscere la formazione del mondo greco conoscere le nozioni di base relative ai poemi omerici collocare i contenuti appresi nello spazio e nel tempo Obiettivi riflettere sull importanza storica e culturale dei poemi omerici riconoscere l influenza dell epos omerico nella cultura antica e moderna collegare miti e racconti letterari a fatti storici catalogare e analizzare fonti iconografiche interpretare e ricavare informazioni utili da una cartina storica Il problema: perché Omero ebbe tanto successo? La letteratura greca inizia con i poemi omerici, una delle più alte realizzazioni dello spirito umano, che hanno influito profondamente sulla cultura antica e moderna. L Iliade e l Odissea sono il risultato di un lungo e secolare processo, le cui radici risalgono alla civiltà micenea. La canzone eroica, in un primo momento custodita dalla nobiltà, venne poi tramandata attraverso gli aedi o i rapsodi, cantori di professione, che presso le corti, durante i banchetti, nelle piazze e per le strade celebravano la gloria degli antenati. Successivamente, intorno all VIII secolo a.c., un poeta, a cui la tradizione attribuisce il nome di Omero, riordinò questo ricco materiale per iscritto, in modo unitario e artisticamente raffinato, Dall età arcaica fino all epoca bizantina, la poesia di Omero ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale nell educazione e nella formazione poetica e culturale del popolo greco, perché fornì ai Greci una lingua letteraria, ma soprattutto perché nelle vicende narrate, negli eroi e nel loro comportamento si riconobbero tutte le stirpi greche, senza eccezione alcuna. Quali sono le ragioni di un così grande successo? Quali sono i valori e gli ideali che hanno saputo affascinare tanti uomini dall antichità sino ai giorni nostri? Cercheremo di rispondere attraverso gli esercizi di questo laboratorio, e proveremo a capire come Omero seppe creare le fondamenta di quell unità culturale e di quel sentimento nazionale che dopo di lui si svilupparono in Grecia. Un aedo che suona la lira, statuetta in bronzo, VIII secolo a.c. L aedo fu una figura costante nella civiltà greca, raffigurato già in statuine delle prime comunità nelle isole del mar Egeo.

2 Studente... Classe... Data... laboratorio 4 1 Per collocare gli eventi nel tempo e nello spazio Dopo aver letto le pagine 146-147 del libro di testo (vol. 1), indica la datazione dei seguenti eventi: a. Guerra di Troia:... b. Medioevo ellenico:... c. Redazione scritta dei poemi omerici:... Secondo alcuni studiosi la vicenda narrata nell Odissea si ricollega alle prime esplorazioni marittime dei Greci sul Mediterraneo, secondo percorsi e rotte che diventeranno costanti nel corso della grande colonizzazione. Si è a lungo cercato di ricostruire il percorso di Ulisse e di identificare con una certa sicurezza i luoghi descritti nell Odissea, ma ancora non esistono certezze. Osserva con attenzione la cartina seguente, che presenta un ipotesi sull itinerario del viaggio di Ulisse, quindi, con l aiuto della cartina riportata sul libro di testo (vol. 1) a pagina 150, cerca di capire se esistano corrispondenze. Esponi le tue osservazioni in un breve testo. Calipso Lestrigoni Circe Polifemo Sirene Eolo Feaci ITACA Ciconi TROIA Tempeste Lotofagi

Studente... Classe... Data... laboratorio 4 3 2 Per leggere e interpretare i testi: le città, la guerra, gli eroi Leggi i seguenti passi dell Iliade, che riportano un brano tratto dal famoso «catalogo delle navi», in cui Omero passa in rassegna le forze in campo ed elenca i sovrani di tutte le città greche che parteciparono alla spedizione achea; svolgi quindi gli esercizi. I Locresi avevano a capo il veloce Aiace d Oileo. Non aveva la statura e la robustezza di Aiace Telamonio, ma era molto più piccolo: basso era, portava una corazza a maglie di lino. Non aveva però rivali nel lanciare l asta tra tutti gli uomini di Ellade e gli Achei [ ]. Poi venivano quelli di Atene, la città dalle belle costruzioni, nel paese del magnanimo Eretteo allevato un giorno da Atena, la figlia di Zeus ma era nato dalla terra feconda. E lei poi lo installò ad Atene, nel suo ricco santuario, dove i giovinetti ateniesi ad ogni ritorno dell anno se lo propiziano con sacrifici di tori e di agnelli. Essi avevano Menesteo per condottiero, il figlio di Peteo. Nessuno gli era uguale, tra gli uomini sulla terra, nell ordinar in campo i carri e i fanti con gli scudi. Nestore solo gli stava alla pari: era del resto il più anziano. Aveva al suo seguito cinquanta navi nere. Aiace menava da Salamina dodici navi e le sistemò dove stavano le schiere degli Ateniesi. Poi c era la gente di Argo e di Tirinto cinta di mura [ ]. Costoro li comandava Diomede, valente nel grido di guerra [ ]. Poi veniva la gente della bella città di Micene, della ricca Corinto e di Cleone ben costruita [ ]. Avevano cento navi, le comandava il potente Agamennone figlio di Atreo: ai suoi ordini era il contingente più numeroso e forte dei soldati. E tra loro lui indossava il lustro bronzo, con orgoglio: ed eccelleva tra tutti gli eroi, perché era molto valente e guidava più guerrieri degli altri. Ed ecco le genti di Sparta in una valle là solcata intorno da burroni e scoscendimenti [ ]. Capitanava le loro navi Menelao, dal forte urlo di guerra: era fratello di Agamennone, ma si preparava a scendere in campo con uno schieramento a parte. E in mezzo a essi si moveva lui, baldanzoso e sicuro, e li spronava a battersi. Era più che mai deciso a vendicarsi delle ansie e delle pene per Elena. Iliade, II, traduzione di G. Tonna, Garzanti, Milano 1996 Le città Le città evidenziate in colore nel brano erano tra le più importanti dell età micenea. a. Per ciascuna sottolinea in rosso le caratteristiche fondamentali. b. Cerca ed evidenzia queste città sulla cartina che trovi nel libro di testo (vol. 1) a pagina 129. Se non compaiono, aggiungile tu. c. Osserva attentamente la posizione della città di Troia sulla cartina a pagina 135 del libro di testo (vol. 1): ritieni che si tratti di una posizione strategica? Perché? La causa della guerra Alla fine del brano viene esplicitamente ricordata quella che secondo il mito fu la causa scatenante della guerra di Troia: sottolineala in blu. Quale fu, secondo gli storici, la probabile causa della guerra?

4 Studente... Classe... Data... laboratorio 4 Gli eroi In grassetto sono stati evidenziati nel brano i nomi di alcuni dei condottieri più famosi. Ciascuno di loro si distingue per una virtù, per una caratteristica fisica o per una particolare capacità: elencale nella tabella, specificando anche da quale città proveniva ciascun condottiero. Nome dell eroe Città di provenienza Caratteristiche Aiace d Oileo Aiace Telamonio Menesteo Diomede Agamennone Menelao Quali caratteristiche vengono messe in luce con maggiore frequenza? Ulisse Nell Odissea Ulisse, l eroe protagonista, si caratterizza non solo per la forza e il valore bellico, ma anche per altre virtù decisamente più moderne: L uomo ricco d astuzie raccontami, o Musa, che a lungo errò dopo che ebbe distrutta la rocca sacra di Troia; di molti uomini le città vide e conobbe la mente molti dolori patì in cuore sul mare, lottando per la sua vita e per il ritorno dei suoi. Odissea, I, 1-5, traduzione di R. Calzecchi Onesti, Einaudi, Torino 1963 Segna con una crocetta quali aspetti di Ulisse sono messi in evidenza: Intelligenza Impulsività Forza fisica Desiderio di conoscenza Tenacia Orgoglio Sopportazione della sofferenza Conoscenza dell arte bellica Coraggio Affetto verso i compagni

Studente... Classe... Data... laboratorio 4 5 3 Per leggere e interpretare i testi: la società e i suoi ideali Dagli esercizi precedenti è evidente che vengono sottolineate con maggiore frequenza le virtù guerresche degli eroi, poiché gli uomini vivono in una società dominata da una nobiltà fiera e bellicosa. Infatti gli eroi omerici, belli e valorosi, agiscono secondo le regole di una morale competitiva, che chiede all uomo di affermarsi con il ricorso alla forza e al coraggio. Sottolinea le espressioni a sostegno di questa interpretazione nel testo seguente, in cui Ettore, capo dei Troiani, immagina un futuro glorioso per il figlio. Zeus e voi altri dèi tutti, fate che il mio bambino qui diventi come me e si distingua tra i Troiani, e sia altrettanto gagliardo e valoroso e regni potente su Ilio. E vorrei che un giorno uno dicesse: «Eccolo, è più prode del padre», quando torna dal campo di battaglia, con le spoglie insanguinate di un guerriero nemico ucciso: e ne fosse felice sua madre! Iliade, VI, traduzione di G. Tonna, cit. Alcuni studiosi hanno utilizzato l espressione «civiltà della vergogna» per definire la società omerica. Gli eroi infatti agiscono spesso per ottenere il consenso dei loro pari: ai guerrieri si chiede di anteporre il bene comune agli interessi privati e di mostrarsi sempre forti, fieri e coraggiosi in qualsiasi circostanza, anche a rischio della vita. Chi deludesse queste aspettative sarebbe tenuto in scarsa considerazione dagli altri e sarebbe motivo di vergogna per tutta la comunità. A questo proposito, leggi che cosa risponde Ettore alla moglie Andromaca, che cerca di persuadere il marito ad abbandonare la battaglia per non lasciare lei vedova e orfano il figlio: Sì, anch io ci penso a tutto questo, o donna. Ma ho tremendamente vivo il senso dell onore di fronte ai Troiani e alle Troiane dai lunghi pepli, mi vergogno all idea di restare lontano dai campi di battaglia come un vile. E nemmeno ne ho voglia. Vedi, ho imparato ad essere forte in ogni occasione, sempre, e a battermi in prima fila con gli altri Troiani per procurare una grande gloria a mio padre e anche a me. Iliade, VI, traduzione di G. Tonna, cit. Questo ideale eroico non rimase limitato al mondo omerico, ma si diffuse in molte città della Grecia, dove ebbe anche un significato politico: infatti il soldato combatteva non tanto per ottenere gloria e onore, quanto per la difesa della propria patria e la città riconosceva un pubblico onore al guerriero che si fosse sacrificato per il bene comune. Leggi questi versi del poeta Tirteo, che visse a lungo a Sparta nella seconda metà del VII secolo a.c.: Morire è bello, cadendo nelle prime file, per l uomo nobile che combatta per la patria [ ]. Se uno cadendo in prima fila ha perduto il soffio della vita, coprendo d onore la città, il popolo, il padre, da frecce innumerevoli trafitto nel petto attraverso lo scudo ombelicato e la corazza, lui piangano tutti, giovani e vecchi, nel penoso lutto si strugge la città intera, e insigni sono tra gli uomini la sua tomba, i suoi figli, e i figli dei figli, e la stirpe a venire. TIRTEO, frammenti 6d 1-2; 9d 23-30, in G. GENTILI, Storia civile d Oriente e di Grecia, La Scuola, Brescia 1976

6 Studente... Classe... Data... laboratorio 4 Dopo aver riletto la risposta di Ettore alla moglie e il componimento poetico di Tirteo, scrivi nei rispettivi insiemi i valori e gli ideali tipici del guerriero. Omero Tirteo Riscontri qualche analogia? Quali sono le differenze? 4 Per conoscere gli dèi omerici I poemi omerici sono stati definiti da alcuni studiosi «la Bibbia dei Greci», perché presentano il quadro complessivo degli dèi dell Olimpo e insieme definiscono le caratteristiche delle singole divinità e le loro relazioni con gli esseri umani. L aspetto più importante delle divinità omeriche consiste nel fatto che esse si presentano in tutto uguali agli uomini, fatta eccezione per l immortalità. Gli dèi, dunque, sono «antropomorfi», hanno cioè aspetto umano, provano gli stessi sentimenti e le stesse passioni degli uomini. Leggi il seguente passo dell Odissea, in cui viene descritta la dea Atena che in tutta la sua potenza si mostra a Ulisse. Così parlava, e rise la dea occhio azzurro, carezzò Ulisse con la mano: sembrava all aspetto donna bella e grande, esperta d opere splendide; e parlandogli disse parole fugaci: «Furbo sarebbe e scaltrito chi te superasse in tutti gli inganni, anche se è un dio che t incontra. Impudente, fecondo inventore, mai sazio di frodi [ ] ben conosciamo le astuzie entrambi: tu sei il migliore tra tutti i mortali per consiglio e per parola, e io tra tutti gli dèi sono famosa per saggezza e accortezza: neanche tu hai conosciuto Pallade Atena, la figlia di Zeus, che pur sempre in ogni pericolo ti sono vicina e ti salvo». Odissea, XIII, traduzione di R. Calzecchi Onesti, cit. Sottolinea tutti gli aspetti che concorrono a descrivere l aspetto fisico e i poteri della dea. Quale atteggiamento assume la dea verso Ulisse? Perché si può parlare di «antropomorfismo»?

Studente... Classe... Data... laboratorio 4 7 5 Per imparare a interpretare i documenti iconografici La ceramica è una fonte storica molto importante, conosciuta e utilizzata da tutte le civiltà antiche. In Grecia in modo particolare, dove la produzione di ceramica fu molto diffusa e apprezzata, a partire dalla metà dell VIII secolo a.c. iniziarono a essere rappresentati soggetti mitologici. In una società in cui la quasi totalità delle persone era analfabeta, le rappresentazioni su oggetti di ceramica si proponevano il medesimo obiettivo che hanno attualmente il cinema e la televisione: raccontare una storia attraverso le immagini. E più un soggetto riscuoteva successo, più veniva rappresentato. Moltissime furono le raffigurazioni tratte dal ciclo omerico, a conferma della grande influenza e diffusione dei poemi nel mondo antico. Osserva le seguenti illustrazioni e completa le schede di catalogazione. 1 2 Vaso decorato a figure rosse, con Ulisse legato all albero della nave in ascolto delle sirene, V secolo a.c. (Londra, British Museum). Coppa decorata a figure nere, con Ulisse e i suoi compagni che conficcano il palo nell occhio di Polifemo, VI secolo a.c. (Parigi, Biblioteca Nazionale). Immagine 1 Immagine 2 Tipo di documento: Tipo di documento: Epoca presunta di produzione: Epoca presunta di produzione: Materiale: Materiale: Episodio dell Iliade descritto: Episodio dell Odissea descritto:

8 Studente... Classe... Data... laboratorio 4 6 Per collegare il presente con il passato La tradizione omerica supera i confini spaziali e temporali dell epoca classica. Più che alle vicende storiche, scrittori e artisti hanno guardato al significato e al valore degli eroi omerici. Sicuramente il personaggio che ha esercitato un fascino maggiore è stato Ulisse, la cui vicenda è stata evocata da autori italiani e stranieri come Dante, Foscolo, Pascoli, Joyce e molti altri. Anche nella pittura il protagonista dell Odissea è stato spesso rappresentato. Guarda come uno dei più grandi pittori italiani del Novecento, Giorgio De Chirico, reinterpreta il mito di Ulisse, mescolando aspetti del passato e del presente. Con l aiuto dell insegnante, prova a commentare questa immagine, evidenziando che cosa sia rimasto dell eroe omerico e quali siano invece gli elementi di modernità. G. De Chirico, Il ritorno di Ulisse, 1968, litografia a colori.

Studente... Classe... Data... laboratorio 4 9 7 Per concludere Nell antichità gli studenti leggevano e studiavano abitualmente i poemi omerici così come da noi vengono letti Dante o Manzoni: Appena il ragazzo sapeva leggere e scrivere correntemente si esercitava a imparare a memoria dei versi e poi brani sempre più lunghi dei poeti e prima di tutto del principale, Omero, l autore dell Iliade e dell Odissea [ ]. Omero era considerato dai Greci l educatore per eccellenza, e l insegnante di grammatica non ne traeva per i suoi allievi lezioni di estetica, ma di morale e di religione e, in senso anche più generale, di vita, perché Omero insegnava tutto ciò che un uomo degno di questo nome deve sapere: le attività del tempo di pace e del tempo di guerra, i mestieri, la politica e la diplomazia, la saggezza e la cortesia, il coraggio, i doveri verso i genitori e verso gli dèi. R. FLACELIÈRE, La vita quotidiana in Grecia ai tempi di Pericle, Rizzoli, Milano 1998 Con l aiuto del brano e degli esercizi di questo laboratorio, elenca almeno cinque motivi per cui Omero può a buon diritto essere definito «maestro dell Ellade». 1. Perché... 2. Perché... 3. Perché... 4. Perché... 5. Perché...