L' ECOSISTEMA MARINO IL KRILL

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L' ECOSISTEMA MARINO In Antartide, mentre l'ecosistema terrestre permette la sopravvivenza di poche comuinta' vegetali, nell'oceano Antartico si concentra un'alta biodiversita' vegetale ed animale. La causa dell'alta presenza di esseri viventi è determinata da un sistema marino assai complesso e strutturato. La motivazione di questa produttivita' delle acque antartiche è riconducibile alla corrente circumpolare e alle correnti piu' calde e ricche di nutrienti provenienti dall'oceano Atlantico. Tale incontro di acque che giungono da parti distinte del pianeta crea movimenti continui che contribuiscono ad una loro notevole ossigenazione. Tali elementi concorrono alla formazione del cibo primario conosciuto come Plancton, che costituisce il prodotto primario dell'oceano e la base della catena alimentare marina. Il Plancton e' formato da un grandissimo numero di organismi viventi, vegetali Fit oplancton ed animali Zooplancton sospesi nell'oceano. Il Fitoplancton e' costituito principalmente da alghe per lo più unicellulari e da protozoi che si nutrono dell'energia solare. Lo Zooplancton e' costituito prevalentemente da piccoli animali sia erbivori che carnivori, tra i quali il Krill che assume un ruolo fondamentale nella catena alimentare antartica. I movimenti delle forme di vita costituenti il Plancton - estremamente limitati - sono prevalentemente verticali e finalizzati all'avvicinamento o all'allontanamento dalla superfice dell'oceano. IL KRILL Il mare antartico e' uno dei piu' ricchi del pianeta, motivo per cui le balene prediligono queste aree per cibarsi di piccoli crostacei conosciuti come Krill. La traduzione letterale di "pesciolino" deriva dalla lingua norvegese.; il nome identifica piccoli crostacei afferenti alla famiglia Euphaus ide. Tra questi il piu' noto e' la 1 / 6

Euphasia superba, riconducibile per forma e colori ad un gambero di dimensioni comprese tra 3 e 6 cm. Il Krill vive in ammassi di notevoli dimensoni per l'esigenza di stare in gruppo e di non disperdersi sotto la ressione di forti correnti, e ottiene questo effetto di vicinanza emanando una luminescenza che ne aumenta la capacita' di addensamento. Le percentuali maggiori di Krill le riscontriamo nell'area delle correnti circumpolari antartiche e in particolar modo nelle aree comprese tra il Continente Indiano, Il continente Sudamericano e l'antartide. Si ipotizza che la presenza di Krill ammonti tra i 400 e 700 milioni di tonnellate, giocando un ruolo chiave nelle dinamiche dell'ecosistema marino antartico. Gli spostamenti dei vari ammassi di Krill sono l'origine di una sequenza di migrazioni a catena di diversi livelli di forme di vita antartica come i calamari, i pesci, le balene, le foche e gli uccelli marini. GLI ORGANISMI INVERTEBRATI E I PESCI L'oceano Antartico per definizione e' uno dei mari piu ricchi di vita del pianeta., e' popolato da una notevole presenza di organismi invertebrati come spugne, anellidi, echinodermi o molluschi. Il ruolo del calamaro costituisce un gap importante nella catena trofica dell'area; naturalmente la presenza dei pesci è altrettanto rappresentativa in queste acque fredde, che ospitano circa cento specie distinte, riconducibili prevalentemente alla famiglia Nototenideae. In particolare è da annoverarsi il pesce del gelo o pesce glaciale ( Cryocraco antarcticus ), per le sue particolari capacita' di adattamento in acque freddissime. Sembrerebbe che queste forme di adattamento siano dovute alla totale assenza di emoglobina nel sangue che ne garantisce una costante fluidità e trasparenza, cratteristiche fondamentali per mantenere una bassa viscosita' in acque abbondantemente sotto lo zero. Un grande interesse riveste anche il merluzzo antartico ( Nothotenia antartico ) per il suo valore commerciale. I MAMMIFERI 2 / 6

PINNIPEDI ( FOCHE E OTARIE ) I pinnipedi marini sono tra gli animali piu' significativi del continente antartico. Chi ha navigato tra i ghiacci e' certamente venuto in contatto con questi mammiferi. Attualmente sono classificati in tre grandi famiglie: Focidi (foche), Otaridi (otarie) e Odobenidi (trichechi). Tra le 19 specie di foche oggi conosciute, 5 specie sono precipue dell'antartide. La foca carnivora, la foca di Weddell, la foca di Ross e la foca Leopardo costituiscono 4 generi a sé, mentre l'elefante marino del Nord è riconducibile a quello del Sud. Gli Otaridi comprendono leoni marini e otarie dalla pelliccia. Fino ad oggi sono stati descritti 5 generi di leoni marini monospecifici. Le 9 specie di Otarie marine si differenziano dai primi per una spessa pelliccia impermeabile, che ricopre un notevole strato adiposo sottostante. CETACEI (ODONTOCETI E MISTICETI) Appartengono a quest'ordine le balene, i delfini e le focene. L'etimologia della parola Cetaceo deriva dal greco "grande animale marino", infatti a quest'ordine appartengono gli animali piu' grandi del pianeta. Una balena azzurar puo' superare i 30 metri di lunghezza, avvicinandosi in tal modo alle dimensioni dei più grandi dinosauri vissuti in epoche passate. Naturalmente non tutti i Cetacei hanno le stesse dimensioni, alcuni - come i delfini - sono di gran lunga piu' piccoli. All'ordine dei Cetacei afferiscono due sottordini: Odontoceti (Cetacei provvisti di denti) e Misticeti. Tutti i Cetacei sono carnivori: i Misticeti (come le Balene) sono provvisti di Fanoni ovvero di lamine riconducibili ai dentelli di un pettine e vivono filtrando le acque marine per nutrirsi prevalentemente di Krill; gli Odontoceti (come le Orche),attraverso un raffinato sistema di ecolocalizzazione, individuano prede a sangue caldo come foche, pinguini o altri cetacei per poi cibarsene. Delle circa 90 specie di Cetacei, 11 appartengono al gruppo dei Misticeti e ben 76 a quello degli Odontoceti. I Cetacei, come già detto sono mammiferi e avendo bisogno di respirare, hanno sviluppato una struttura separata dalla bocca - che prende il nome di sfiatatoio - da cui espellono l'aria in modo esplosivo: ciò permette loro di ingoiare acqua dalla bocca continuando separatamente la respirazione. Viste le condizioni di temperatura delle acque antartiche i Cetacei hanno sviluppato strati - di notevole spessore - di rivestimento adiposo sottocutaneo per isolarsi dalle temperature gelide. Tra le balene osservabili nelle acque antartiche ricordiamo la Balenottera Azzura (Balaenoptera musculus ), che puo' raggiungere una lunghezza di oltre 30 metri e un peso da 100 a 150 tonnellate. Tale specie può considerarsi "cosmopolita", e in alcuni periodi dell'anno si reca nelle acque gelide antartiche alla ricerca di sciami di Krill. Tra gli Odontoceti ricordiamo l'orca ( Orcinus orca ) e il Capodoglio ( Physter macrocephalus ). 3 / 6

GLI UCCELLI MARINI Al navigante diretto in Antartide, i primi segni di un nuovo ed estremo continente arrivano proprio dalla comparsa di particolari uccelli marini come le Procellarie del Capo (Daption capense ), che seguono abitualmente le navi. Queste possono vivere anche per mesi in mare senza fare mai ritorno nella terraferma, se non nei 5-6 mesi del periodo riproduttivo. Sorvolando le acque gelide e burracose, questi volatili sono sottoposti a condizioni di ventosita' estreme e soprattutto all'assenza di acqua dolce. Solo negli anni 50 alcuni scienziati hanno scoperto l'esistenza di particolari ghiandole poste in una piccola piega sopra gli occhi, in cui si concentra il sale in eccesso che viene successivamente espulso attraverso le cavità nasali. Tale capacità adattiva, sarebbe impossibile con la sola struttura filtrante dei reni. Peculiari del continente sono sicuramente gli Albatri, gli attori principali dei cieli del profondo Sud. A questi afferiscono due grandi generi della famiglia dei Diomendeidi. I piu' grandi fanno parte delle 12 specie Diomedea, i piu' piccoli delle due specie Phoebetria. Ricordiamo l'albatro urlatore ( Diomedea exulans) il piu' grande uccello del mondo che, con la sua apertura alare, puo' raggiungere fino a 3,5 metri, ed è in grado di percorrere fino ed oltre i 7000 km in una settimana, mantenendo il primato indiscusso dei cieli antartici. Di particolare effetto la danza ad ali spiegate dell'albatro attorno alla femmina prescelta, eseguito su iceberg o banchise durante il periodo del corteggiamento. Tra i volatili presenti nelle coste del Continente Antartico ricordiamo i Procellaridi: uccelli molto socievoli che compaiono ancor prima dell'avvistamento delle isole continentali. Presentano un caratteristico setto unico sulla sommita' del becco che si distingue con evidenza dalle parti restanti. Depongono un unico uovo che lasciano incustodito durante le loro battute di caccia. Ricordiamo i Fulmari, presenti dall'antartide all'artide, i Prioni dalle dimensioni piu' ridotte, i Petrelli e le Berte. Tra le Procellarie è da annoverarsi la Procellaria antartica ( Thalassoica antartica ) che, spesso confusa con la Procellaria del Capo, è caratterizzata dall'avere la parte inferiore del corpo e le ali bianche mentre la faccia e la gola sono nere. 4 / 6

Particolare attenzione meritano gli Uccelli delle Tempeste, che è possibile incontrare a largo: dotati di ali piu' corte ed ampie, sono capaci di volare zigzagando in mezzo alle tempeste, sfiornando con movimenti acrobatici le gelide acque del Sud. Tra questi ricordiamo l'uccello delle tempeste di Wilson ( Oceanites oceanicus ). I PINGUINI Indiscussi protagonisti dell'antartide, sono da considerarsi sua parte integrante. Questi uccelli marini si sono adeguati piu' di qualunque altro genere alla vita marina, grazie a forme di adattamento fisiologiche, morfologiche e comportamentali. Il nome pinguino che fa riferimento alla quantita' di grasso che lo caratterizza. Ne esistono ben 18 specie differenti che afferiscono all'unica grande famiglia degli Sfeniscidi. Tra tutte le specie solamente 5 si riproducono nel continente e 2 di queste possono considerarsi veramente polari: il pinguino imperatore ( Aptenodyes forseri ) e il pinguino di Adelia ( Pygoscelis adèliae ). Ma come fanno i pinguini a mantenere una temperatura corporea fra i 37 C e i 38 C in un luogo così freddo come l'antartide? Tale capacita' e' solo il frutto di strategie di adattamento mirate ad isolare il corpo dell'animale dai rigidi freddi polari. Le piume sono distribuite in modo fitto, presentano un caratteristico "ciuffo" alla base e sono ancorate dentro uno strato sottocutaneo, particolarmente spesso ed isolante. L'adattamento di questi uccelli ha trasformato le ali in pinne, mosse da potentissimi muscoli pettorali. L'emoglobina è stata sostituita dalla mioglobina* (proteina particolarmente affine all'ossigeno), che permette ai pinguini di avere una riserva di ossigeno nel sangue capace di farli immergere fino ad oltre 500 metri e di raggiungere periodi di apnea di oltre 20 minuti. Il global warming, sta mettendo a dura prova anche la sopravvivenza dei pinguini. Nella Penisola Antartica, dove sembrerebbe che la temperatura sia aumentata di circa 2 C negli ultimi cinquant'anni, molti pinguini Adèlie, sono costretti a causa della riduzione di Krill a spostarsi piu' a sud nelle isole antartiche. Ciò determina il subentrare del pinguino Pigmeo nelle aree precedentemente colonizzate dal pinguino di Adèlie. (*) La mioglobina è una proteina globulare la cui funzione specifica è quella di legare reversibilmente l'ossigeno; la sua funzione fisiologica è quella di trasportatore cellulare. 5 / 6

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