Storia delle immagini



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Anno 2004 Massimo A. Cirullo Storia delle immagini 1 arte della preistoria Egitto Creta e Micene Dispensa elettronica in formato PDF per i miei studenti di prima media

arte della preistoria e più antiche rappresentazioni realizzate dall'uomo attualmente conosciute risalgono a circa 35.000 anni fa! Si tratta di alcuni disegni di animali ritrovati sulle pareti di grotte in diverse località europee, i siti più famosi sono ad Altamira in Spagna e in diverse zone della Francia. Come puoi facilmente vedere dall immagine tali disegni erano eseguiti con sorprendente realismo, cioè con grande cura dei particolari sia anatomici (relativo alla forma del corpo) sia cromatici (relativo al colore). Ma perché quegli uomini preistorici, alle prese con ben altri problemi, si dedicavano con tanta pazienza e perizia alla riproduzione degli animali? Il fatto che tali immagini spesso si trovano su pareti situate in luoghi piuttosto nascosti e di difficile accesso della grotta ha portato gli studiosi a pensare che esse venivano realizzate per scopi propiziatori, cioè erano parte integrante di un rituale magico volto a favorire il buon esito della caccia. Tale ipotesi spiegherebbe anche il realismo quasi fotografico con cui gli artististregoni solevano riprodurre tali animali: più i disegni erano somiglianti (per l uomo paleolitico non doveva esserci grande differenza tra la realtà e l immagine) più garantivano l efficacia del rito e di conseguenza la vittoria dei cacciatori sulle pericolose fiere! Verso il 10.000 a.c, nel Neolitico, le cose cominciarono a cambiare. Si sviluppano i primi insediamenti stabili, l agricoltura e l allevamento garantiscono all uomo una vita più sicura e tranquilla e la caccia cessa di essere una necessità primaria. Si definiscono i primi sistemi religiosi attraverso le prime pratiche per il culto dei morti, per le quali venivano realizzate apposite strutture (i dolmen e i menhir). I disegni di quel periodo sono decisamente più semplici e stilizzati poiché la loro funzione ora è diversa: non si tratta più di atti di pratiche magiche ma di segni comunicativi con i quali l uomo trasmetteva ai membri del suo gruppo sociale dei concetti; insomma si trattava di una prima, rudimentale forma di scrittura fatta di segni essenziali di facile comprensibilità che si sviluppò nel tempo finché divenne quel sistema complesso e strutturato che tutti conosciamo: la scrittura geroglifica egiziana! 2

arte egiziana a civiltà egiziana è una delle più antiche e avanzate tra quelle conosciute. e sue origini risalgono a circa 6.000 anni fa eppure ancor oggi non smette di esercitare su di noi il suo fascino potente e misterioso. 'interesse per l'antico Egitto, sia "turistico" che scientifico (egittologia) è soprattutto legato alle straordinarie scoperte archeologiche che dalla fine del '700 (stele di Rosetta) continuano a susseguirsi portando alla luce una quantità enorme di reperti, molti dei quali ancora in ottimo stato di conservazione come la famosissima tomba di Tutankhamon scoperta nel lontano 1922. Oggi grazie a queste scoperte sappiamo moltissime cose sullo stile di vita degli egiziani, sulla loro religione e sulla loro arte che era completamente al servizio del faraone. Un'arte che deve celebrare la grandezza e l'immortalità di un re-dio non può essere realistica, non può mostrare cioè la provvisorietà dell'apparenza e poiché un faraone non può morire le forme che lo rappresentano sono fisse, rigide, immutabili nel tempo ad esprimere l'eternità del suo potere..per oltre 4.000 anni dunque gli scultori e pittori egizi si tramandarono tali forme pressoché inalterate dando luogo a quella che venne definita arte STEREOTIPA". Esse inoltre sono basate sul principio (o canone) della FRONTAITA', un criterio di rappresentazione che esclude a priori ogni illusionismo ottico proprio della visione naturale e che mostra gli oggetti e le figure comunque completi di tutte le loro parti (le braccia e le gambe sono sempre tutte in vista anche se la figura è di profilo). in modo che se ne possano vedere sempre due di fronte e sempre quattro di profilo!). 3

Creta e Micene a civiltà minoica (così chiamata per via del mitico re Minosse) sorge e si sviluppa attorno all'anno 2000 a. C. sull'isola di Creta nel centro del mediterraneo. Si tratta quindi di un popolo di mercanti navigatori che aveva costanti scambi commerciali con tutte le principali civiltà che si affacciavano sul bacino. Questa loro caratteristica ne fa un popolo essenzialmente pacifico, aperto alle diverse culture e piuttosto raffinato nei costumi e nello stile di vita. Tali aspetti sono confermati dai resti del palazzo reale di Cnosso, una struttura leggera ed aperta fatta di terrazze, giardini e basse unità abitative articolate attorno ad un grande cortile centrale in cui si svolgevano le principali attività del palazzo, residenza di re e di principi. e architetture esterne erano esaltate da vivaci colori mentre le stanze reali erano decorate con affreschi raffiguranti scene di giochi, danze e varie attività legate alle tradizioni popolari (vedi la "Tauromachia" o gioco del toro, animale presumibilmente considerato sacro presso i cretesi che attorno ad esso costruirono il famoso mito del minotauro). E'chiaro in questi dipinti l'influsso dello stile egiziano sopratutto nella prassi di rappresentare la figura umana di profilo ma con entrambe le gambe e le braccia sempre bene in vista (canone della frontalità), ma è altrettanto evidente un più deciso orientamento naturalistico, una maggiore libertà espressiva dei cretesi che prediligono una linea sciolta e sinuosa rispetto al rigido schematismo formale degli egiziani. a tendenza ad una più attenta osservazione della realtà nell'arte cretese è testimoniata tra l'altro da un certo dinamismo strutturale che anima le scene (spesso i personaggi sono colti nel bel mezzo dell'azione, come in un'istantanea fotografica) e da alcuni tentativi di introdurre delle variazioni chiaroscurali allo scopo di evidenziare il volume delle forme. E'un'arte che racconta insomma la piacevolezza della vita sentita da una civiltà che và affrancandosi da oscure paure primordiali relegandole nella sfera del folklore e del racconto tramandato: il mito. 4

Creta e Micene S ubito dopo la misteriosa scomparsa della civiltà cretese (1450 a. C.) si sviluppa, nella penisola del Peloponneso (l'attuale Grecia) un altra civiltà: quella micenea. Si tratta di un popolo che attribuisce grande importanza alla guerra e alle strategie di difesa, infatti le loro città sono circondate da possenti mura ciclopiche di cui ancora possiamo ammirare l'imponenza nei resti della città di Micene a cui si accede attraverso la porta dei leoni, una solida struttura quadrilitica (formata da quattro grosse pietre) e sormontata da un cuneo triangolare nel quale campeggiano due leonesse rampanti ai lati di una colonna centrale. I micenei non erano dunque un popolo raffinato e pacifico come i cretesi e perciò preferirono impegnarsi in attività più "pratiche" quali l'ingegneria e l'artigianato.esempio straordinario dell'abilità artigianale dei micenei è la famosa maschera di Agamennone (figlio del mitico re Atreo di cui Omero racconta nell'iliade) realizzata con la tecnica dello sbalzo nella quale essi eccellevano. Con la tomba a "tholos" (cioè a "tumulo di terra") i micenei ci mostrano ancora la loro abilità nelle tecniche costruttive; si tratta di una struttura interamente scavata nel terreno sfruttandone il naturale declivio. Il tesoro di Atreo presenta un lungo corridoio di accesso scavato nella terra della collinetta delimitato da possenti mura di contenimento alla fine del quale si trova una porta sormontata da un'apertura triangolare (forse il triangolo aveva presso i micenei un particolare significato simbolico, magari collegato al culto dei morti e alle loro credenze sull'aldilà). All'interno uno spazio vuoto e buio, "la triste dimora dei morti". 5