Assemblaggio di notizie prelevate dal web e dalla carta stampata numero 134 Aprile 2013



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Assemblaggio di notizie prelevate dal web e dalla carta stampata numero 134 Aprile 2013 http://www.torremare.net IL NOSTRO SCOPO E..SOLO INFORMARE Sabato 13 Abusi edilizi a Torre del Greco, c è la svolta: arriva il sì ai lavori urgenti in attesa del condono C è una seconda buona notizia per i proprietari di immobili abusivi a Torre del Greco. A 48 ore dall accordo di programma stretto tra la procura di Torre Annunziata e quattro sindaci del Vesuviano, l ente di palazzo Baronale ha varato nuove linee di indirizzo per gli interventi di manutenzione straordinaria di case, verande, gazebo e balconi oggetto di condono edilizio. In attesa della sospirata sanatoria - sono circa 12.000 le domande in stand-by al Comune - il dirigente del settore «assetto del territorio e decoro ambientale» ha firmato una nota con cui, in pratica, vengono autorizzati i lavori urgenti «che abbiano come unica finalità la tutela dell integrità della costruzione oggetto di condono edilizio e la conservazione della sua funzionalità».una missiva che l architetto Michele Sannino ha inviato a tutti i tecnici di palazzo La Salle nonché al sindaco Gennaro Malinconico e all assessore all urbanistica Patrizia Kivel Mazuy: «I lavori non sono vietati - specifica la comunicazione «interna» agli uffici dell ente di palazzo Baronale - purché non modifichino la sagoma o la volumetria della costruzione e non alterino l aspetto esteriore dell edificio». Le due paginette destinate a rimettere in moto un settore nevralgico per l economia cittadina - l ok ai lavori di straordinaria manutenzione potrebbe rappresentare un importante boccata d ossigeno per le ditte edili del territorio - contengono tutte le indicazioni operative del caso per consentire all ufficio tecnico del Comune e ai vigili urbani di procedere senza intoppi nelle verifiche relative alla legittimità degli interventi su immobili oggetto di domanda di condono edilizio: «Le opere di manutenzione straordinaria sono consentite, nel rispetto del regime urbanistico e vincolistico vigente, dalle condizioni dettate dall apposita delibera di consiglio comunale del 2004 - si legge nella nota - e si assume anche per interventi su opere edilizie interessate da circa 1.500 provvedimenti rilasciati in sanatoria prima sequestrati dall autorità giudiziaria e poi riconsegnati al Comune, atteso che per tali provvedimenti si configurano le ipotesi di titolo edilizio illegittimo ovvero di atto valido ma non efficace». I lavori, inoltre, saranno consentiti anche per i cosiddetti abusi minori o accessori - come tettoie, verande, gazebo, ringhiere, cancelli, scale esterne e balconi - a patto che «riguardino la preesistenza legittima, non modifichino la sagoma o la volumetria della costruzione, non alterino l aspetto dell edificio e non interferiscono con le trasformazioni oggetto di sanatoria».le nuove linee di indirizzo varate dall amministrazione comunale targata Gennaro Malinconico consentiranno di evitare, dunque, il pericolo che - in attesa di un eventuale condono edilizio - gli immobili oggetto di domanda di sanatoria possano cadere a pezzi. Tuttavia, specifica la comunicazione interna firmata dall architetto Michele Sannino, il via libera alla manutenzione straordinaria non rappresenta assolutamente un primo passo verso il rilascio del condono edilizio: «Quanto assentito - conclude, infatti, il dirigente del settore «assetto del territorio e decoro ambientale» - non costituisce, in alcun modo, presupposto al rilascio del titolo abilitativo in sanatoria e che il soggetto legittimato, nell ipotesi di diniego del medesimo titolo, rinuncia a ogni pretesa risarcitoria nei confronti dell ente». Come a dire, chi vuole si può mettere a posto l immobile abusivo. Evitando che cada a pezzi, ma senza avere la certezza che poi, un giorno, possa incassare il condono edilizio in alcuni casi atteso da trent anni. di ALBERTO DORTUCCI TURRIS - TORRES. Città impazzita per il big match Tutta Torre del Greco aspetta la super sfida di domani tra la Turris e la Torres. La partitissima del girone G di serie D dove si deciderà la squadra che sarà in testa alla graduatoria dell'intero girone. Previsto il tutto esaurito per un match che può essere storico per la formazione di patron Moxedano, prontissima per il salto di categoria. Lo aspetta una tifoseria che da tanti anni è bloccata in serie D. Per la città, in questa settimana, sono tornate le bancarelle per la Turris. In diversi punti della città tornano a vendersi bandiere e sciarpe della formazione biancorossa in vista della partita contro la Torres.Di Andrea Ripa

COMMESSA PALPEGGIATA FIORAIO DÌ TORRE DEL GRE- CO CONDANNATO AD UN ANNO E OTTO MESI Commessa palpeggiata su seno e glutei: fioraio di Torre del Greco condannato a un anno e otto mesi Anziano fioraio sul banco degli imputati con l accusa di molestie sessuali: condannato dopo che una sua ex dipendente ultracinquantenne l aveva denunciato per presunti palpeggiamenti. Ieri il verdetto della seconda sezione del tribunale di Torre Annunziata - presidente Andrea Pepe - a carico di D.P.: un anno e otto mesi di reclusione la condanna, con sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento di un risarcimento immediato di duemila euro alla parte lesa. La difesa dell uomo - rappresentata dall avvocato Antonio Cirillo - ha già confermato che si ricorrerà in appello contro la decisione di primo grado: «Erano accuse pretestuose, seguite al licenziamento della donna - ha detto il penalista durante la sua arringa difensiva -. Era evidente il tentativo di fare pressione sull imputato perché pagasse una ricca liquidazione. Addirittura la donna disse all ex datore di lavoro che avrebbe ritirato la denuncia se questi avesse pagato la somma richiesta. Speriamo se ne tenga conto nel giudizio d appello».tutto era cominciato con la denuncia da parte della donna - una straniera, difesa dall avvocato Francesco Paolo De Rosa - che per un periodo aveva lavorato nel negozio di fiori gestito dalla famiglia dell uomo. Prima si era licenziata. Poi, passato un certo lasso di tempo, era andata nel 2010 a denunciare l ex datore di lavoro per due episodi distinti di molestie sessuali. Per uno dei due episodi l uomo è stato poi assolto, mentre è stato condannato solo per il secondo. Secondo il racconto della vittima, approfittando di alcuni momenti in cui il negozio era deserto l uomo l avrebbe - a due dire - palpeggiata toccandole il seno e i glutei. Intanto a carico della ditta di commercio di fiori era scattata anche una vertenza di lavoro aperta dalla donna. Nel bel mezzo della vicenda, a denunce inoltrate, secondo quanto la difesa dell imputato ha dichiarato in aula, la straniera aveva fatto capire all uomo che avrebbe ritirato le accuse se questi avesse pagato la cospicua liquidazione che la donna si attendeva. Fra accuse e controaccuse, la cosa era finita in tribunale. Ieri la requisitoria del pm - a seguire il caso erano state le dottoresse Rosa Annunziata e Barbara Aprea - con la richiesta di condanna a un anno e otto mesi per entrambi gli episodi contestati. Poi l arringa difensiva, in cui l avvocato Antonio Cirillo aveva parlato di «estorsione legalizzata». Quindi il verdetto: condanna per uno solo dei due episodi, ma niente carcere: pena sospesa previo pagamento del risarcimento alla vittima. di GIOVANNI TARANTO TORRE DEL GRECO DERBY DELLA VERGOGNA TURRIS - EBOLITANA RACCONTO CHOC DÌ UN AGENTE DÌ POLIZIA Guerra tra ultras al derby della vergogna Turris-Ebolitana. Il racconto-choc: «Potevo morire» «Ho rischiato di morire: durante il servizio d ordine pubblico all interno del settore ospiti, i tifosi dell Ebolitana mi spinsero in terra proprio al momento dello scoppio delle due bombe carta lanciate sul terreno di gioco». E' il racconto-choc di un agente di polizia scampato per miracolo all attentato organizzato dagli ultras della squadra biancoblù allo stadio «Amerigo Liguori»: un attentato che ha trascinato alla sbarra due supporter dell Ebolitana - il ventitreenne Emanuele Di Biase e Roberto Ferraiuolo di 24 anni - e nove sostenitori della Turris, ritenuti responsabili dell inferno scatenato al termine del derby della vergogna. Una «festa di sport» per una gara di cartello del campionato dilettanti che si trasformò in una vera e propria guerriglia urbana capace di tenere sotto scacco un intera città per circa quattro ore. «Tutto cominciò durante la gara - il racconto del testimone-chiave davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata, chiamati a valutare le responsabili degli 11 teppisti finiti a processo -. I tifosi dell Ebolitana lanciarono cinque bombe carta sia in direzione del rettangolo di gioco sia in direzione del settore distinti, occupato dagli ultras della Turris».Un ordigno lanciato dalla curva Vesuvio scoppiò nei pressi della porta difesa dal portiere di casa, costretto a lasciare il campo per danni all udito. «Io stesso e un mio collega abbiamo riportato lesioni ai timpani» le parole in aula dell agente di polizia. Una versione dei fatti successivamente confermata da tutti gli uomini in divisa sfilati in aula per ricostruire l ennesima pagina nera del calcio all ombra del Vesuvio: l affronto dei tifosi ospiti, infatti, scatenò la violenta reazione dei sostenitori locali. Pronti a trasformare viale Ungheria e dintorni - la zona a ridosso dello stadio comunale Amerigo Liguori - in un vero e proprio campo di battaglia. «Al termine della partita, scoppiò il finimondo - il resoconto degli agenti di polizia -. I tifosi della Turris ci lanciarono addosso pietre e bottiglie, solo per miracolo non ci scappò il morto». Per impedire ai tifosi corallini di raggiungere il settore ospiti dove erano rimasti asserragliati i sostenitori dell Ebolitana, gli uomini in divisa furono costretti a lanciare diversi lacrimogeni per spegnere la rabbia egli ultras-teppisti: «Alcuni furono identificati già durante la battaglia, perché già noti a chi abitualmente presta servizio d ordine pubblico allo stadio», il racconto in aula degli agenti di polizia. In particolare, uno degli imputati fu sorpreso mentre lanciava una bottiglia contro un ispettore trasformato in una sorta di «bersaglio umano» della follia degli ultrà. I restanti protagonisti della guerriglia urbana - compresi i due «bombaroli» dell Ebolitana - furono riconosciuti e incastrati attraverso i filmati e le foto scattate durante gli scontri: a 24 ore dagli incidenti, scattarono le perquisizioni domiciliari a carico dei principali indiziati - tutti arrestati - e il sequestro di mazze, coltelli e pistole giocattolo che gli imputati nascondevano in casa. Tra gli undici imputati figura pure il consigliere comunale Pasquale Brancaccio, capogruppo dell Api a palazzo Baronale e coinvolto negli scontri del 17 gennaio 2010. Scontri costati già

una condanna a due anni e due mesi di reclusione ai quattro ultrà della Turris che scelsero di essere giudicati con la formula del rito abbreviato: una scelta che non bastò per evitare la stangata del GUP Elena Conte del tribunale di Torre Annunziata. Per i restanti «protagonisti» del derby della vergogna, il verdetto potrebbe arrivare già a metà luglio quando è in programma la nuova udienza del processo a carico dei teppisti travestiti da tifosi che per quattro ore terrorizzarono un intera città. di ALBERTO DORTUCCI Domenica 14 Scontro politico sul rilancio della Litoranea a Torre del Greco: «Basta chiacchiere, servono fatti» «Siamo arrivati all inaugurazione della nuova stagione estiva e nessuna iniziativa concreta è stata messa in campo dall amministrazione comunale per garantire un effettivo rilancio della Litoranea». A cinque giorni dalle prime proposte discusse all interno della competente commissione consiliare - a partire dall istituzione di una zona a traffico limitato per incentivare le passeggiate sul tratto di lungomare a cavallo tra l incrocio con la strada parallela e il ponte delle Fs di viale Europa - si alza il grido d allarme del capogruppo di Città Nuove in consiglio comunale per sottolineare «la lenta e inesorabile agonia del settore turistico- balneare a Torre del Greco».Un agonia provocata - secondo l analisi messa nero su bianco da Rosario Rivieccio - non solo dalle gravi condizioni socio-economiche che attanagliano in particolare la città del corallo, ma pure «dalla mancanza di un adeguata programmazione per la tutela e la promozione del territorio». Una mancanza che rischia di regalare una nuova «via crucis sotto il sole d agosto» ai commercianti, ai ristoratori e ai titolari di lidi della Litoranea: «Le città limitrofe come Portici sottolinea Rosario Rivieccio nell interpellanza indirizzata all assessore alle problematiche del mare Paris La Rocca e all assessore alla viabilità Filippo Mazzone sono già pronte, attraverso una perfetta sinergia tra amministrazione comunale e operatori, a o- spitare migliaia di giovani e turisti al porto del Granatello, mentre Torre del Greco resterà per l ennesima volta a guardare».un rischio che potrebbe ulteriormente aggravare la crisi all ombra del Vesuvio: «L assenza della giusta attenzione sulla salvaguardia della linea di costa - si legge nel documento che sarà discusso durante la prossima riunione dell assise cittadina a palazzo Baronale - ha trasformato ordinarie azioni e interventi di mantenimento in vere emergenze per il lungomare: la mancanza di idonei interventi su tutta la linea di costa cittadina, inerenti il posizionamento di idonee barriere frangiflutti per limitare l azione corrosiva e devastatrice del mare, ha portato alla scomparsa della nostra bellissima e invidiata spiaggia della Litoranea. Non solo: l azione lenta e incessante del mare rischia di interessare pericolosamente le stesse barriere in cemento armato che lambiscono la strada che costeggia la spiaggia nonché le abitazioni della zona».di qui, l appello alla squadra di governo guidata dal sindaco Gennaro Malinconico a non perdere tempo in «belle chiacchiere, fiumi d inchiostro, conferenze di servizio e incontri» e a dare in tempi celeri risposte concrete «alle giuste domande e proposte pervenute attraverso la lettera protocollata in data 19 febbraio 2013 da parte dei titolari di stabilimenti balneari e attività commerciali che insistono nella zona della Litoranea per l avvio della prossima stagione estiva e le azioni da intraprendere a livello sovra comunale con le istituzioni regionali e nazionali per il recupero della linea di costa e della balneabilità del nostro mare».un invito già messo parzialmente in pratica con l incontro organizzato dalla competente commissione consiliare con gli operatori del settore, ma che promette di regalare ugualmente scintille durante la prossima riunione del consiglio comunale: «Mi riservo di trasformare conclude, infatti, Rosario Rivieccio la mia interpellanza in una mozione da discutere in aula con tutti gli esponenti della maggioranza e dell opposizione».di ALBERTO DORTUCCI OSPEDALI SANT'ANNA E MARESCA SUMMIT INFUOCATO TRA SINDACI SINDACATI E MEDICI Summit infuocato tra sindaci, sindacati e medici: tutti contro D'Amora "ci dia delle risposte" E stato un summit durato tre ore. Quando i rappresentanti politici hanno varcato la soglia dell aula consiliare del comune di Boscotrecase è stato subito bufera. Un incontro moderato ma anche pieno di veleno. Il destino del locale ospedale Sant Anna e quello Maresca di Torre del Greco sono al centro di un accesa discussione politica e amministrativa e nessuno si nasconde dietro al dito: le responsabilità ce le hanno tutti. I politici nel voler strumentalizzare un diritto alla salute sacrosanto, i medici nel lavorare in condizioni inaccettabili ma anche i cittadini che troppo spesso lamentano carenze nel servizio ospedaliero. A questo si aggiungono strutture dove gli strumenti base non ci sono ed è così che scattano le polemiche perché i vertici fanno finta di non vedere e non

sentire. Si parla di una sanità con la casacca politica, eppure se così fosse, accontenterebbe almeno una parte di quella politica, ed invece nulla. I dirigenti dell azienda ospedaliera Asl Napoli 3 sud sono sordi, muti e ciechi. Il summit di ieri mattina è stato convocato dal sindaco di Boscotrecase Agnese Borrelli. E lei che ha chiamato all ordine tutti: ci sono i rappresentanti sindacali dei due nosocomi, i sindaci del comprensorio vesuviano e i loro consiglieri. Poi arrivano i big come il neoeletto senatore Pietro Langella e il consigliere regionale Mario Casillo. La situazione è una ed è allarmante: ci sono due ospedali che rappresentano delle criticità sia quelle del «Maresca» di Torre del Greco e del «Sant Anna» di Boscotrecase. Entrambi sono finiti nella lente d ingrandimento della rivista Focus. I due ospedali per legge (piano di riassetto ospedaliero contenuto nel decreto 49 approvato nel 2007) dovrebbero essere fusi in un unica struttura ma invece continuano a sopravvivere con reparti spalmati a 12 chilometri di distanza, medici- trottola costretti ad operare a scavalco e servizi decentrati pur di non applicare la legge regionale che nel 2007 ordinò di staccare la spina al Maresca e trasformare il Sant Anna in un polo di eccellenza. Nel frattempo, l Asl Napoli 3 Sud tace. Sindacati e comitato lanciano e rilanciano moniti. La politica sguazza in una insana battaglia di campanile distribuendo promesse, proclami e speranze. Intanto i pazienti pagano il conto con la propria salute. I medici sono costretti ad operare come fossero in trincea. Un solo organico costretto a far fronte alle emergenze di due ospedali. Io da sola non vengo ascoltata dal direttore Maurizio D Amora datemi una mano, il sindaco Malinconico convoca i tavoli di discussione solo con alcuni sindaci, è vergognoso è la premessa della Borrelli. Gli fanno eco i suoi consiglieri ma anche i sindaci, primo fra tutti quello di Torre Annunziata Giosuè Starita: Abbiamo già perso troppo tempo e abbiamo aspettato pazienti sulle promesse ma è ora è arrivato il momento di imporci nelle sedi opportune perché l ospedale non è solo un dovere ma anche un diritto del cittadino. Sulla stessa linea il suo presidente del consiglio Ciro Portoghese. Quando invece i rappresentanti sindacali prendono la parola sono un fiume in piena: chiedono l applicazione del decreto 49 ma anche che l ospedale Sant Anna venga potenziato perché non si può ricoverare un cardiopatico in barella, perché non si può finire sui giornali solo per casi negativi quando questo ospedale rappresenta un polo d eccellenza ma che invece inizia a lamentare anche la desertificazione dei medici. Secca la posizione di Vincenzo Boccia, è lui più di tutti a battere i pugni sul tavolo. E il rappresentante Anaao- Assomea medico d urgenza del reparto di pronto soccorso di Boscotrecase: D Amora deve darci delle risposte subito, chiamiamolo ora. I sindaci, al termine dell incontro, hanno stilato un documento che presenteranno al direttore D Amora: un documento che obbligherà il dirigente a fornire risposte concrete visto che i loro appelli, da oltre un anno, cadono nel vuoto. di GIOVANNA SALVATI TORRE DEL GRECO CALUNNIO' 2 VIGILI URBANI:ALLA SBARRA CAPOGRUPPO DELL'UDC IN CONSIGLIO COMU- NALE Calunnia e falsa testimonianza, alla sbarra il capogruppo dell Udc in consiglio comunale. Non c è pace per gli «inquilini» di palazzo Baronale: non bastassero le varie e- mergenze con cui si deve confrontare la squadra di governo cittadino, arrivano nuovi guai giudiziari per i politici di Torre del Greco. Si è aperto davanti al giudice monocratico Maria Concetta Criscuolo del tribunale di Torre Annunziata il processo a carico di Gaetano Frulio, l avvocato civilista a capo del primo partito della maggioranza guidata dal sindaco Gennaro Malinconico: un udienza-lampo per incardinare il procedimento, successivamente aggiornato al mese di ottobre. Insieme al capogruppo dell Udc sono finiti a giudizio Agostino Calabrese e Teresa Orzo, ritenuti dagli investigatori tutti complici di una ricostruzione ad hoc per «inguaiare» due vigili urbani del locale comando di polizia municipale. Tutto ruota, infatti, intorno a una banale lite per questioni di viabilità: in pratica, l avvocato civilista intervenne per difendere una donna fermata in via Cimaglia al volante della sua auto. Al termine dei successivi controlli, gli uomini in divisa agli ordini del comandante Andrea Formisano elevarono un verbale immediatamente contestato dalla «vittima»: al punto che la donna riuscì a ottenere l annullamento del verbale da parte del giudice di pace e successivamente denunciò i due caschi bianchi all autorità giudiziaria, citando come testimoni l avvocato civilista - all epoca dei fatti un «semplice» cittadino - e Agostino Calabrese. Durante le successive indagini a carico dei caschi bianchi del Comune, il pubblico ministero incaricato dell inchiesta ascoltò prima Teresa Orzo e successivamente i due testimoni. La ricostruzione dei fatti evidentemente non convinse il pm della procura di Torre Annunziata, pronto a invocare e a ottenere per la sedicente «vittima» dei vigili urbani e i suoi due testimoni il rinvio a giudizio per falsa testimonianza e calunnia ai danni dei due agenti di polizia municipale. Toccherà adesso al giudice monocratico Maria Concetta Criscuolo fare piena luce su una storia al momento ricca di coni d ombra e sicuramente sgradevole per un esponente di spicco dell amministrazione comunale che aveva puntato tutto sulla legalità per segnare il passo rispetto al passato. D altronde, il capogruppo dell Udc non è il primo consigliere comunale a inciampare nella rete della giustizia: prima di Gaetano Frulio era toccato a Pasquale Brancaccio - all opposizione con il simbolo dell Api - finire a processo per la guerriglia urbana scatenata al termine del derby della vergogna Turris-Ebolitana del 17 gennaio 2011. Come l avvocato civilista, pure il mobiliere di via Piscopia era stato rinviato a giudizio prima dello sbarco a palazzo Baronale e si trova adesso alla sbarra da consigliere comunale. di ALBERTO DORTUCCI

Lunedì 15 TURRIS - TORRES 0-2 Ha vinto il migliore Alla fine vincono i migliori. Con una prestazione autoritaria la Torres espugna il Liguori di Torre del Greco ed ipoteca la promozione in Lega Pro, grazie anche al concomitante pari casalingo della Casertana, che permette agli uomini di Bacci di portarsi a +5 sulle dirette inseguitrici quando mancano solo tre partite alla fine del torneo. Nonostante un ambiente infernale, reso tale da almeno 5000 tifosi corallini, la capolista non si lascia intimorire e affronta la Turris con il piglio della grande squadra, annullando il suo potenziale offensivo con un efficace possesso palla. LA FORMAZIONE - Mister Bacci schiera il classico 4-4-2: in avanti agiscono Nuvoli e Migoni, con Lisai pronto ad accentrarsi. La Turris risponde con il 4-3-3 ma deve fare a meno del centrale difensivo Biagini, sostituito da Mannone, e dell'under Piscopo, fermato dal giudice sportivo. Sulla panchina non siede mister Fabiano, squalificato: al suo posto è il ds Franco Mango a dirigere la squadra. PRESSING EFFICACE - Ci si aspetterebbe una Torres più attendista, consapevole di avere due risultati su tre a disposizione, ed invece sin dal primo minuto i rossoblu conducono il gioco, rendendosi anche pericolosi. Gli uomini di Bacci alzano subito il ritmo con un pressing a tutto campo, che impedisce alla Turris di ragionare, tanto da costringerla a degli inutili lanci lunghi, facile preda per la difesa. I corallini appaiono contratti, mentre la SEF gioca in scioltezza, soprattutto sull'asse di destra con le incursioni di Lisai e Nuvoli. La Turris cerca di metterla sul fisico, ma i rossoblu non cadono nella loro trappola, facendo girare la palla velocemente e senza dare punti di riferimento. Anche sul piano atletico la Torres sembra avere una marcia in più e potrebbe passare in vantaggio già al 35', quando il portiere Sollo interviene in maniera scomposta su Nuvoli, ma l'arbitro non concede un rigore che sembrerebbe netto. I sardi continuano a controllare il match e tre minuti dopo trovano il gol con Idda, bravo e caparbio sugli sviluppi di un corner a correggere sottomisura una deviazione di Meloni. SOLIDITA' DIFENSIVA - Nella ripresa tra le fila coralline mister Fabiano decide di giocarsi il tutto per tutto, passando al 4-2-4 con gli ingressi di Falco e Gasparini, al posto dell'infortunato Mannone (per lui si parla di frattura del polso) e del giovane De Rosa. Il cambio tattico dà più coraggio ai corallini, che si scrollano di dosso le paure iniziali e cominciano con una certa insistenza a presidiare nell'area avversaria, senza tuttavia creare grossi pericoli. La Torres, infatti, erige un vero e proprio muro a difesa di Secchi con le prestazioni superbe di Idda e De Carlo, che finiscono per annullare i temuti Lacarra e Arcamone. Al 10' ci pensa Secchi con un intervento miracoloso a salvare il risultato, respingendo un colpo di testa a botta sicura di Moxedano. Al 25' i corallini recriminano per un gol annullato a Falco per dubbio fuorigioco e al 38' rimangono in 10 uomini per espulsione dello stesso, ingenuo nel rimediare due ammonizioni nel giro di 5 minuti. La Torres si ritrova così la strada spianata verso la vittoria e al 43' è il neo entrato Pulina a piazzare il colpo del "ko", servito da Carboni con una magistrale azione di rimessa. E' la rete che dà inizio ai festeggiamenti dei circa 200 tifosi giunti da Sassari e che sancisce una gara in cui gli uomini di Bacci dimostrano di meritare la prima posizione, tanto da ricevere a fine gara anche gli applausi del pubblico del Liguori. di Vincenzo Piergallino FUTSAL VINCE IN TRASFERTA LA STELLA NASCENTE- PARCO CITTA' SCIVOLONE INTERNO CON LA CAPOLISTA Sirio S. Giorgio - Stella Nascente 4-6 Parco Città - Città di Saviano 4-11 QUI STELLA NASCENTE Importante vittoria esterna per la Stella Nascente a San Giorgio La Stella Nascente torna alla vittoria sul campo del Sirio San Giorgio e tiene il passo del Saviano, vittorioso sul Parco Città. La squadra di mister Letizia, che veniva dalla bruciante sconfitta interna col Castello di Cisterna, c è, nonostante le grosse difficoltà patite a San Giorgio.Era una partita importante per i corallini che dovevano rifarsi della sconfitta casalinga della scorsa giornata e mantenere un ruolino di marcia vincente che non prevede più passi falsi: sei vittorie su sei partite, e la prima è stata messa in cantiere, contro una squadra che già all andata li aveva fatti soffrire non poco. La partita è stata speculare a quella contro il Castello. Mentre la settimana scorsa a un gran primo tempo s era alternato un secondo disastroso, questa volta i tempi si sono invertiti. Gli ospiti, infatti, entrano in campo abbastanza guardinghi, fanno girare palla, ma soffrono gli uno due dei padroni di casa. Nonostante ciò è la Stella Nascente a trovare il vantaggio con un bel destro di De Rosa che dopo 5 minuti sembra mettere la partita sul binario giusto. Ma se fin lì, nonostante qualche sbavatura, la difesa corallina aveva tenuto molto bene, dopo il gol ci sono stati 5 minuti di totale blackout che hanno portato il San Giorgio prima a pareggiare, poi a passare in vantaggio dopo due minuti e siglare, infine, un uno- due che portandoli sul 4 a 1 poteva affondare i ragazzi di mister Letizia. Nel mezzo qualche buona occasione sprecata sotto porta dai torresi, anche grazie a qualche bella parata del portiere di casa. Ma è a quel punto che gli ospiti hanno ricominciato a macinare gioco, rimesso in sesto la difesa (punto forte dei corallini da sempre). Il resto l ha fatto De Rosa che, a pochi minuti dalla fine del primo tempo, sigla il raddoppio, diminuendo le distanze e portando le squadre negli spogliatoi con due gol di scarto. Il secondo tempo parte in maniera equilibrato, con la Stella Nascente a fare gioco e cercare di accorciare il risultato che però non arrivava anche grazie alla buona organizzazione del Sirio. Praticamente una sola occasione per gli ospiti con un tiro deviato in angolo da Amoruso, per il resto, però, solo Stella Nascente. De Rosa, in giornata di grazia, però, mette a segno il terzo gol con-

secutivo con un bel destro che trova impreparato il portiere ospite. Sul 4 a 3 la partita cambia completamente faccia, col Sirio che prova a colpire in contropiede senza riuscirci e la Stella Nascente che aumenta la pressione e le occasioni. Tra lo stupore ospite l arbitro fa ribattere una punizione dopo che De Pascale aveva segnato il gol del possibile pareggio. Ma è lo stesso De Pascale, dopo vari tentativi a insaccare, con un gran destro da tre quarti, la palla nell angolino basso alla destra del portiere: quattro pari e la partita ricomincia. La Stella Nascente, consapevole dell importanza della partita, continua a pressare, mentre i padroni di casa calano un po fisicamente. Ci pensa capitan Prisco a ristabilire il vantaggio con un destro da fuori che coglie, per l ennesima volta, impreparato il portiere di casa. Sul 5 a 4 il Sirio prova ad aumentare la pressione, ma stavolta il secondo tempo della difesa corallino è perfetto e termina con zero gol al passivo. Prima della fine però, c è spazio anche per Onorato che con un sinistro da posizione defilata incorona una bella prestazione e fissa il risultato. La partita termina sul 6 a 4 e ora la testa dei corallini corre al Nola che la settimana prossima dovrà venire a Torre del Greco.. QUI PARCO CITTA' Il Saviano dilaga al "Poseidon", Parco Città Ko Il Città Carnevale Saviano dopo la splendida vittoria di sabato scorso ai danni della Lu.Pe Pompei si ripete anche a Torre del Greco. Questa volta a fare i conti con la furia nero verde è stato il Parco Città, altra squadra in piena lotta play-off e per nulla rassegnata. Gli uomini di mister Giugliano sono in un ottimo momento di forma sia fisica che mentale, e scendono in campo concentrati sull obiettivo di chiudere quanto prima la gara senza rischiare nulla. I primi 10 minuti della squadra cara al presidente Napolitano sono stati veementi, con un secco 3 a 0 frutto della doppietta del ritrovato bomber Coppola e dell inesauribile Napolitano. Il Saviano sembra controllare la gara e sottovaluta gli attacchi del Parco città che si riportano sotto di una rete anche per sfortuna della retroguardia nero verde che praticamente regala un goal agli avversari. Il Saviano sciupa molto, incredibile il goal non realizzato da Vecchione che a tu per tu col portiere di casa pensa di deliziare il folto pubblico savianese accorso al Poseidon con un pallonetto che si perde oltre la rete di recinzione dell impianto, ma i campioni quando sanno di aver commesso qualche leggerezza non fanno altro che aspettare il momento giusto per farsi perdonare e Vecchione accomodatosi in panchina a quel episodio ci ha pensato tanto visto che in seguito si è riscattato con due goal di pregevole fattura. Prima della fine del tempo c è ancora spazio per la tripletta personale di Coppola, oggi davvero incontenibile. Nel secondo tempo il mister savianese prova tutti gli uomini a sua disposizione facendoli ruotare e ci pensa il meno giovane della squadra, Notaro, a far esplodere di gioia il pubblico nero verde, quando con una bella azione manovrata si trova il pallone tra i piedi del 5 a 2, senza farselo dire due volte insacca il portiere di casa dando libero sfogo alla sua capriola personale. Il parco città non ci sta a consegnarsi nelle mani dei lupi e si riportano sotto di due reti grazie ancora una volta ad un autogol. Il Saviano capisce che non è il caso di scherzare e di cercare di chiudere quanto prima la gara, allora è Catapano fino ad allora assist man a far salire la squadra e riportarla con un gran goal di nuovo in vantaggio di due reti. Il parco città non riesce a trovare più gli sbocchi necessari per attaccare e offre il contropiede al Saviano con un Ciro Paradiso che trova per ben due volte la via del goal e con un altra doppietta di Vecchione. Alla fine c è spazio anche per il più piccolo del gruppo, Nappi, che in due minuti riesce a siglare il definitivo 11 a 4 per i nero verdi. Per mister Giugliano questa è la mentalità giusta ancora un ottima prova dei miei ragazzi su un campo difficile e contro una squadra in lotta per i play-off e quindi desiderosa di far punti. Sono contento che i nostri pivot hanno trovato tutti la via del goal. Ora approfittiamo della sosta per recuperare qualche giocatore e per giocarci queste quattro finali, visto che nessuna squadra è pronta a regalarti nulla. Ancora una volta devo ringraziare i nostri supporter che ci hanno seguito anche in questa trasferta e che sentiamo sempre vicini. Non immaginavo come allenare la squadra del proprio paese fosse cosi stimolante ed esaltante.. Dedica speciale del capitano Napolitano a fine gara questa vittoria la vogliamo dedicare al nostro dirigente Ferrara, che per causa di forza maggiore non ci ha potuto seguire, ma lo abbiamo sentito vicino a noi. Anche l ultimo arrivato Paradiso si sta integrando in squadra sto iniziando a capire i movimenti giusti e spero anch io di dare una mano ai miei compagni per questo finale di campionato. Chi è davvero inesauribile e contento del suo goal personale è Giacomo Notaro mi sembra di essere ritornato indietro con gli anni, vedo tanta passione nei nostri tifosi e noi non vogliamo sicuramente spegnerla. Continuiamo cosi e speriamo di toglierci ancora delle soddisfazioni. Chiusura obbligata per il presidente Napolitano non posso far altro che complimentarmi con la squadra che ci sta facendo esaltare partita dopo partita. Sapevamo che questo campionato era difficile e cosi si sta dimostrando ma noi lo stiamo disputando da protagonista. Ora sabato prossimo per il Saviano c è la sosta e quindi la Stella nascente ha la possibilità di riportarsi ad una sola lunghezza dal Saviano.In casa nero verde non si vogliono far calcoli anche perché convinti che giocando sempre concentrati come nelle ultime gare difficilmente ci saranno avversari che riusciranno a scalfire la retroguardia dei lupi che ha in De Sena una vera e propria forza della natura vero baluardo difensivo davanti ad uno strepitoso Sabatino. Firmato FRANA Comunicato stampa - redazione@calciofive.net Un gol per tempo e la Torres se ne va INVIATO A TORRE DEL GRECO. Solo la Torres. Ancora manca la certezza matematica ma se c è una squadra che ha dimostrato di meritare il salto di categoria è proprio quella rossoblù. De Carlo e compagni hanno disputato una stagione impeccabile e ieri hanno messo la ciliegina sulla torta andando a prendersi i tre punti a Torre del Greco, sul campo della più temibile delle avversarie. I sassaresi hanno giocato una grande partita. Si sono aiutati uno con l altro, non hanno mai rinunciato a colpire di rimessa e hanno fugato fin dall inizio il dubbio che ha tenuto banco per tutta la settimana: con che spirito scenderanno in campo nella polveriera dell Amerigo Liguori? La risposta è stata quella di sempre. La Torres ha un cuore che più grande non può essere e gli applausi che hanno accompagnato il ritorno della squadra negli spogliatoi sono il segno che la serie D ha una sola, inarrivabile regina. La gara è stata un capolavoro per come è stata preparata e per l approccio sia fisico che mentale. I rossoblù partono bene con Manzini e Bisogno padroni del centrocampo e gli esterni abili nel mettere in difficoltà la difesa di casa. La Torre paga forse

l emozione di giocare davanti a 5000 spettatori (era successo ai sassaresi domenica scorsa con la Casertana) e per una ventina di minuti subisce le iniziative degli avversari. Il primo tentativo è di Meloni che, servito da Bisogno, riesce a liberare il destro senza creare troppi problemi a Sollo. Al 9 è Migoni a recuperare un pallone rinviato male dalla difesa biancorossa e a tentare di sorprendere il portiere con un tiro dalla lunga distanza parato in due tempi. Al quarto d ora c è la risposta di Moxedano che vince un rimpallo su Madeddu e tira dal limite con Secchi bravo a chiudergli lo specchio. Al 20 è il turno di Lisai a provarci con un tiro da lontano. Poi cresce la Torre che guadagna metri ma continua a subire la velocità dei rossoblù. E così, dopo un intervento molto dubbio di Sollo su Nuvoli arriva il gol del vantaggio. Manzini si procura un angolo e batte cercando la testa di Meloni. La palla schizza sui piedi di Idda che non ci pensa un attimo e la scaraventa in rete. Il gol taglia le gambe ai campani che rischiano di subire il raddoppio su un colpo di testa di Migoni finito tra le braccia del portiere. Nella ripresa mister Fabiano gioca il tutto per tutto e manda in campo una quarta punta, Falco, chiamando Manzo a fare il centrale difensivo con Gasparini a dettare i tempi del centrocampo. La Torres soffre e dopo un occasione di Manzini, su calcio di punizione dai 30 metri, subisce la pressione dei padroni di casa. Lisai e Migoni devono dare una mano in difesa dove De Carlo (l ex di turno) e Idda inanellano l ennesima grandissima prestazione. Per una ventina di minuti i padroni di casa attaccano a testa bassa e trovano anche un gol con Falco che l arbitro Liguori annulla per un fuorigioco segnalato da suo collaboratore. Poi c è un miracolo di Secchi che vola a deviare un colpo di testa di Moxedano quindi si muove anche la panchina rossoblù che manda in campo, in successione, Pulina, Cro e Carboni. Nel finale proprio Carboni e Pulina confezionano la rete che chiude match e (probabilmente) campionato. Il centravanti si trascina dietro mezza difesa biancorossa e serve in profondità Pulina, lasciato libero da Manzo e Amendola. L attaccante rossoblù fa due passi e piazza il pallone dove Sollo non può arrivarci. La festa rossoblù è talmente meritata che anche il pubblico di casa, rumoroso e sportivissimo, sottolinea con un grande applauso. Un esempio di civiltà che arriva dal profondo sud, da un campionato (ingiustamente) considerato minore e da uno sport che ha sempre più bisogno di partite come quella di ieri. di Antonio Ledà lanuovasardegna Deiulemar: Sindaco Torre del Greco, Comune valuta di costituirsi parte civile Il Comune di Torre del Greco intende costituirsi parte civile nel processo per il fallimento della società di navigazione Deiulemar, di Torre del Greco, che ha assorbito i risparmi di oltre 13mila persone per la maggior parte residenti nella cittadina partenopea. Il danno provocato dal dissesto della compagnia si aggira attorno agli 800 milioni di euro."stiamo valutando, come amministrazione comunale, la possibilità di costituirci parte civile - afferma all'adnkronos il sindaco di Torre del Greco Gennaro Malinconico in vista dell'udienza prevista l'8 maggio - perché si e' determinato un corto circuito nella città, non solo un danno di immagine, ma anche un danno di natura economica"."sono 9.700 i risparmiatori di Torre del Greco coinvolti e censiti in via preventiva, il cui elenco nella disponibilità del magistrato di Torre Annunziata e' stato poi trasferito anche a Roma dove pende il procedimento penale", aggiunge. (Adnkronos) Ottantenne morto dopo rapina: in 300 alla fiaccolata NAPOLI - Circa 300 persone hanno partecipato a Torre del Greco alla fiaccolata organizzata dal comitato di quartiere Cappella Carotenuto per ricordare Nunzio Prospero, l'80enne morto a seguito di una rapina avvenuta la scorsa settimana nel suo casolare di via Lamaria. In testa al corteo c'è anche il sindaco, Gennaro Malinconico: «Comprendiamo le richieste di sicurezza che arrivano da questi territori - ha detto prima dell'avvio del corteo - e siamo pronti ad accogliere e vagliare le diverse istanze».assente la moglie di Prospero, Raffaella Esposito, 83 anni, costretta su una sedia a rotelle. Ci sono invece due nipoti degli anziani, che non avevano figli.

GALLO (M5S) REDDITO DÌ CITTADINANZA E' UNA NOSTRA PRIORITA' Torre del Greco. Reddito di cittadinanza, la proposta del M5S Il Movimento 5 Stelle incontrerà in giornata la delegazione dei promotori della proposta di legge di iniziativa popolare per l istituzione del reddito minimo garantito. La notizia è stata diffusa dal deputato di Torre del Greco Luigi Gallo. «Il reddito di cittadinanza - ha spiegato Gallo - è una priorità per il movimento perché è un argine alla disperazione, ma anche uno strumento che da dignità ai cittadini inoccupati, a giovani diplomati o laureati che possono con un reddito, unendosi ad altri, progettare il proprio futuro. Persone che magari hanno spirito d iniziativa, idee, capacità ma nessuna risorsa economica. Un reddito di cittadinanza fa ripartire l economia, cancella lo sfruttamento. In Europa solo Grecia ed Italia non posseggono questo strumento di welfare». Nel frattempo il movimento 5 Stelle sta lavorando ad un sistema di sostegno alle piccole e medie imprese sul modello francese. «Anche per questo è necessaria l istituzione delle commissioni permanenti al più presto», ha aggiunto il deputato grillino. F. Di Donna TorreSette.it TURRIS. Clamoroso, aggressione all'arbitro e petardi in campo: Liguori chiuso Maxi stangata alla Turris dopo la partita persa in casa contro la Torres. La formazione corallina paga a caro prezzo il comportamento dei tifosi che secondo quanto emerge dal comunicato della Lega Nazionale Dilettanti hanno lanciato in campo almeno 50 bottigliette oltre ai petardi. Punite anche le intemperanze di persone vicine alla società, sempre in merito a quello che scrive la LND. Di seguito il comunicato integrale riguardante la Turris:In base alle risultanze degli atti ufficiali sono state deliberate le seguenti sanzioni disciplinari. SQUALIFICA DEL CAMPO DÌ GIUOCO PER 2 GARE EFFETTIVE CAMPO NEU- TRO PORTE CHIUSE ED AMMENDA 3.500,00:TORRE NEAPOLIS S.r.l. Per avere, al termine della gara, prima di imboccare il tunnel che conduce agli spogliatoi, persona non identificata, ivi indebitamente presente e chiaramente riconducibile alla società, rivolto con fare minaccioso espressioni gravemente intimidatorie ed ingiuriose all'indirizzo dell'arbitro. La stessa persona iniziava a rincorrere il Direttore di gara che riusciva a sottrarsi all'aggressione dandosi alla fuga. Per avere, altra persona non identificata ma chiaramente riconducibile alla società, aggredito, al termine della gara, gli A.A. colpendone uno con una manata alla nuca e l'altro con un calcio ad un coscia, cagionando ad entrambi gli aggrediti sensazione dolorifica. Per avere propri sostenitori: - fatto esplodere tre petardi ed acceso due fumogeni nel settore loro riservato; - lanciato sul terreno di gioco numerose (circa 50) bottiglie piene di acqua, una delle quali raggiungeva i piedi del Direttore di gara, nonché accendini e sassi. Sanzione così determinata in considerazione sia della estrema gravità dei fatti, concretatisi nell'aggressione fisica agli Ufficiali di gara, colpiti con calci e manate al capo, sia della oggettiva idoneità del materiale pirotecnico utilizzato e degli oggetti http://www.resport.it Martedì 16 TORRE DEL GRECO GIUNTA COMUNALE IL PD INCONTRA MALINCONICO Un governo cittadino eletto per perseguire un opera complessiva di miglioramento della città di Torre del Greco non può essere condizionato dai cambiamenti di opinione, seppur legittimi, dei singoli consiglieri che compongono la sua maggioranza..questo, in sintesi, il pensiero del segretario provinciale del PD Luigi Cimmino, che stamane ha incontrato il sindaco Gennaro Malinconico assieme al capogruppo PD a Palazzo Baronale Massimo Meo, e al segretario cittadino Vittorio Cuciniello.Al centro del faccia a faccia, durato poco meno di un ora, l atteso rimpasto di giunta, di cui il PD dovrebbe entrare a far parte dopo la parentesi tecnica di questo primo anno di governo. Il PD resta ancorato al progetto politico originario, che è quello di rinnovare profondamente la città dopo gli scempi della passata amministrazione, e, nel farlo ha bene in mente quali sono le prerogative che spettano al Sindaco, in particolare nella composizione della squadra di governo. Non siamo intenzionati, cioè, a porre in essere alcuna forma di ricatto nei confronti di Malinconico e, anzi, continueremo a lavorare per la città dentro e fuori l aula consiliare. Non ci sottrarremo alla responsabilità nei confronti dei nostri elettori. Il capogruppo Massimo Meo entra nello specifico: La questione per noi cruciale, alla luce dell approssimarsi della bella stagione, è la raccolta rifiuti. Le problematiche sono di una tale complessità che solo lavorando in squadra possiamo pensare di risolverle. D altronde, non sono solo i nostri elettori, ma è l intera città a chiederlo.pietro Medio voce-democratica

TORRE DEL GRECO ABUSI EDILIZI NEL REGNO DELLA DEIULEMAR Abusi edilizi nel regno dei «vampiri» della Deiulemar: la verità dalle foto scattate dal satellite Un udienza-lampo per ascoltare un nuovo testimone e acquisire i rilievi aero fotogrammetrici presentati dalla difesa dei cinque imputati a processo. Saranno le fotografie del satellite a fare piena luce sugli abusi edilizi rilevati dai vigili urbani del comando di palazzo La Salle all interno della reggia degli armatori-vampiri della Deiulemar compagnia di navigazione: interventi fuorilegge costati il processo a Micaela Della Gatta e al marito Francesco Ascione - noto imprenditore del settore sportivo, titolare di un avviata attività commerciale nel cuore del centro storico cittadino - finiti alla sbarra insieme a Valeria Sessa (moglie di Pasquale Della Gatta) e ai coniugi Giuseppe Tomsich e Gelsomina Mazza. Tutti trascinati davanti al giudice monocratico Marco Femiano del tribunale di Torre del Greco per i lavori non autorizzati scoperti dagli agenti della polizia municipale all interno della «reggia di famiglia» realizzata a ridosso dell hotel Sakura-Mercure. Due appartamenti di 90 metri quadrati su una piattaforma in cemento armato di complessivi 180 metri quadrati - il tutto abilmente nascosto da una baracca rudimentale, coperta con onduline in lamiera e chiusa con pareti di cartongesso - scoperti durante il sopralluogo effettuato dai caschi bianchi a luglio del 2012, proprio alla vigilia della firma delle ordinanze di custodia cautelare che costarono le manette ai vampiri accusati di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta dell ex «banca privata» di Torre del Greco. Stralciate, invece, le posizioni dei due imputati «eccellenti» del processo: a causa di un difetto di notifica - all epoca del provvedimento i due fratelli erano detenuti dietro le sbarre del carcere di Poggioreale - Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta saranno giudicati separatamente rispetto al resto della famiglia. A scoperchiare il calderone degli intrecci che si nascondono sotto la reggia degli armatori fu Francesco Bassolino, imprenditore di Afragola e amministratore unico della «Maestrale», la società a responsabilità limitata formalmente proprietaria del feudo di via Giovanni Battista Della Gatta dove in diverse occasioni si sono concluse le manifestazioni di protesta degli obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione. A giugno ci sarà la terza udienza del processo e non è escluso che si possa già procedere con la requisitoria da parte del pm, primo passo verso la sentenza a carico degli armatori-vampiri per gli abusi edilizi commessi nella villa di famiglia. di ALBERTO DORTUCCI TORRE DEL GRECO RAPINA ROLEX COMMERCIANTE MI- NACCIATA CON UNA PISTOLA Rapina - Rolex in azione a Torre del Greco: commerciante minacciata con una pistola per l'orologio d'oro A volto scoperto non hanno esitato a puntare la canna della pistola in faccia alla vittima che, evidentemente, stavano già pedinando: «Vogliamo l'orologio», l'ordine accompagnato da un'eloquente minaccia con l'arma. Alla donna, moglie di un noto commerciante del centro storico, non è rimasta scelta che consegnare il suo prezioso Rolex alla coppia di rapinatori che - solo successivamente - si è infilata i caschi integrali per scappare in sella a una potente moto. E' successo intorno alle 17 all'angolo tra via Diego Colamarino e via Salvator Noto: la moglie del commerciante stava raggiungendo il suo negozio di abbigliamento, quando è stata fermata dai banditi. Incuranti dei passanti che affollavano piazza Santa Croce i due rapinatori hanno estratto l'arma e puntato la pistola, mirando direttamente all'orologio d'oro che la donna sfoggiava al polso. Strappata via la refurtiva, poi, i due sono saltati in sella a una moto e scappati in direzione della zona porto della città. Sul posto sono immediatamente arrivati gli agenti di polizia municipale e i carabinieri della stazione Centro, pronti a dare il via alle indagini per risalire agli autori del colpo: «Hanno agito a volto scoperto, ma non erano gente conosciuta», le prime testimonianze raccolte dagli investigatori. Parole che lascerebbero pensare che a entrare in azione dovrebbe essere stata una coppia di rapinatori in trasferta. Una tesi confermata dalla scelta di avvicinare la vittima di turno senza particolare cura nel nascondere il viso: una scelta che, tuttavia, potrebbe costare cara ai due banditi. Gli investigatori hanno, infatti, già acquisito le immagini registrate dalle telecamere di piazza Santa Croce nella speranza che il sistema di videosorveglianza comunale abbia «catturato» il raid messo a segno dai due rapina -Rolex entrati in azione nel cuore del centro storico cittadino di ALBERTO DORTUCCI

STUDENTE DELL'ISTITUTO NOBEL VINCE IL CERTAMEN DÌ MATEMATICA "RENATO CACCIOPPOLI" Alla Terza Edizione del Certamen del "Caccioppoli" hanno partecipato circa 55 allievi provenienti dai licei scientifici della nostra città, della nostra provincia, della nostra regione e ed un gruppo di studenti provenienti da Roma.La collaborazione nata nel 2010 tra il Liceo Mercalli e l Università Federico II di Napoli, Dipartimento di Matematica R. Caccioppoli è risultata produttiva sia sul piano esperienziale dei singoli partecipanti, sia sul piano dell attenzione degli istituti partecipanti all orientamento universitario nelle discipline scientifico-matematiche. Sebbene sia notevole la differenza tra le presenze maschili e quelle femminili, si registra, tuttavia, un aumento del numero delle studentesse partecipanti. Alla fine della prova, sostenuta sotto l attenta guida e sorveglianza dei dott. Ferdinando Farroni, Roberta Schiattarella e Luigi D Onofrio, ricercatori presso il Dipartimento di Matematica R. Caccioppoli, gli elaborati sono stati trasferiti presso l Università per essere affidati alla correzione della Commissione, composta dal direttore, Prof.ssa Gioconda Moscariello, dal Coordinatore, prof. Aniello Buonocore, dai prof. Salvatore Rao, Lucia Migliaccio, Antonio Romano, dal dott. Bruno Bonomo, dal dott. Salvatore Cuomo e dalla dott.ssa Roberta di Gennaro, presso il Dipartimento di Matematica e Applicazioni di Monte Sant Angelo. Alle ore 19.00, sempre presso il Liceo Mercalli ha avuto inizio la manifestazione conclusiva ed è stato proclamato vincitore del Certamen Gianluigi Manzo dell Istituto Nobel di Torre del Greco, già vincitore lo scorso anno delle olimpiadi provinciali della Matematica e Medaglia d argento nel 2011. Il secondo classificato è stato Francesco Fiorillo del Liceo G. Cortese di Maddaloni (Ce) e il terzo classificato è stato Raffaele Zippo del Liceo Galilei di Mondragone (Ce). Ha concluso i lavori il preside del liceo Mercalli, prof. Luigi Romano, che ha creduto nel ruolo del Certamen attribuendo ad esso la possibilità di un confronto-riflessioni, che si sviluppi negli anni successivi, sui temi dell insegnamento della matematica, per la creazione di una tavola rotonda permanente a cui partecipino tutti gli attori della formazione. http://www.ilmediano.it TORRE DEL GRECO DEIULEMAR L'ASSALTO AL TESORO DEGLI ARMATORI Deiulemar, l assalto al tesoro degli armatori: sequestrato lo yacht da quattro milioni di euro Il paradiso tra le onde sfreccia a 41 nodi. E un fulmine lungo 23 metri e largo quasi sei. Taglia l acqua come una lama, ha due polmoni e dentro quattromila cavalli che pescano in un serbatoio da seimila litri. Lusso e prestazioni da record. Orgoglio e icona del potere. Si chiama «Pershing 76». è uno scafo da sogno costruito nei cantieri di Forlì del gruppo collegato alla Ferretti. Una Ferrari del mare, se non di più. Quattro cabine, bagni con doccia, servizi per l equipaggio, solarium, pedana per l attracco e salone di accoglienza in radica e poltrone in pelle. Roba da sceicchi, roba che salpa da Napoli e attracca in Spagna sfidando il mare aperto senza fermarsi un istante. Salirci è un sogno per ogni comune mortale, possederlo è uno sfizio che costa più o meno quattro milioni di euro. Un «ben di Dio» che da oggi resterà fermo sotto un capannone nel porto di Napoli. Bloccato. Sotto sequestro cautelativo. Nel golfo sotto il Vesuvio se ne sono avvistati tre fino a oggi. Quando il profilo di un «Pershing 76» taglia le onde con Capri e Ischia sullo sfondo si può anche scommettere sul vip che è seduto in salotto, magari davanti a un martini dry e un oliva che galleggia tra le bollicine. O è Fabio Cannavaro oppure Ciro Ferrara, due campioni del Napoli, della Juventus e della Nazionale. Due volte su tre finisce nel mirino dei paparazzi. Il terzo «Pershing 76» no, perché i fratelli Angelo e Pasquale Della Gatta non sono personaggi da riviste di gossip. O almeno non lo sono stati fino al 16 luglio del 2012, il giorno della retata per il crac Deiulemar, un gigantesco buco da 800 milioni di euro dentro il quale si sono persi 13.000 risparmiatori di Torre del Greco. La magistratura li ha imputati per bancarotta fraudolenta e raccolta abusiva di risparmi, 100.000 residenti li hanno già condannati comunque finirà il giudizio sul bluff economico più colossale della storia degli armatori. Il terzo «Pershing 76» è riconducibile a loro. Ci hanno viaggiato seduti in salotto, tra tv a scomparsa e letti ricoperti di raso, ci sono saliti con pantaloni di lino bianco e camice in stile Capri. Ora quel paradiso a pelo d acqua è finito nel mirino della guardia di finanza che sta rastrellando in giro per il mondo il tesoro degli armatori vampiri. Una società di Robin Hood al contrario, che ha tolto ai risparmiatori per dare ai ricchi. Il terzo «Pershing 76» ora è sotto sequestro cautelativo perché, dicono i vertici del nucleo regionale delle fiamme gialle, in un modo o nell altro è riconducibile ai capitali della famiglia Della Gatta. I militari sono entrati in un capannone del porto di Napoli appena dopo Pasqua, l imbarcazione dei sogni è lì, avvolta dai teloni, come un pacco regalo da scartare di nuovo in estate ha comprata la Marter, che non è una scatola vuota bensì una società che ha capitale sociale e beni immobiliari. I finanzieri dicono che è collegata direttamente agli armatori di Torre del Greco, o comunque ai fratelli Della Gatta. Senza i sigilli Angelo e Pasquale l avrebbero potuta riutilizzare ma ora dovranno farne a meno. Se le indagini confermeranno la tesi sostenuta dagli investigatori, il «Pershing 76» finirà all asta assieme a tutti gli altri beni del tesoro della Deiulemar compagnia di navigazione. Servirà a restituire qualche migliaio di euro ai risparmiatori ma non tanti, purtroppo. Già, perché nella beffa si nasconde un altra beffa. Quel paradiso di barca sotto i teloni nel porto di Napoli è stato comprato in leasing, un prestito di 3,7milioni di euro. Significa che nel momento in cui sarà venduto il creditore privilegiato sarà l istituto di credito che ha prestato i soldi per comprare un sogno. Un sogno con 4 cabine, 4 bagni, 2 saloni per l equipaggio e un solarium sul quale i ricchi hanno preso il sole mentre gli obbligazionisti hanno versato i risparmi di una vita nel bluff della Deiulemar compagnia di navigazione. di RAFFAELE SCHETTINO

TORRE DEL GRECO SCONTRO IN MAGGIORANZA E' GUERRA TRA FORMISANO E ASCIONE Torre del Greco, s'accende lo scontro in maggioranza: guerra aperta tra Ascione e Formisano Aveva tenuto botta al primo affondo, incassando il colpo e rinunciando a replicare in un momento - i giorni in cui Gennaro Malinconico aveva presentato le dimissioni da primo cittadino a causa della «solitudine» avvertita a palazzo Baronale - particolarmente delicato per l amministrazione comunale. Ma davanti alla seconda raffica di ombre allungate dalla sede cittadina di Centro Democratico sulla sezione di Santa Maria la Bruna dell Udc, si è deciso a rompere il silenzio e a raccontare la sua verità sul «campione di opportunismo e trasformismo politico» capace di tenere sotto scacco il sindaco della legalità: si è aperta ufficialmente la nuova guerra tra Alfonso Ascione e Nello Formisano, i due leader-ombra della coalizione che a maggio del 2012 uscì vittoriosa dalla sfida elettorale con l ex sindaco Ciro Borriello.Una guerra innescata dalle parole dell onorevole passato da Italia dei Valori a Centro Democratico, pronto a indicare nella sezione di Santa Maria la Bruna «l ostacolo all azione di rinnovamento promossa dal sindaco Gennaro Malinconico». Parole che il capogruppo dell Udc in consiglio comunale - l avvocato Gaetano Frulio - avrebbe voluto derubricare come «mero errore» da parte di Nello Formisano, ma su cui il consigliere provinciale non sembra intenzionato a mettere una pietra sopra. Anzi. «Non accettiamo prediche da un simile pulpito - l affondo di Alfonso Ascione -. Abbiamo perseguito sempre l interesse dei cittadini, a differenza di Nello Formisano». Una risposta al veleno, messa nero su bianco dal segretario della sezione di Santa Maria la Bruna: «L onorevole di Centro Democratico, eletto solo grazie al calcolo dei resti, dovrebbe spiegare ai cittadini - si legge nel documento sottoscritto da Salvatore Vito - le richieste oscene presentate al sindaco nell incontro avuto alla vigilia delle dimissioni di Gennaro Malinconico».Un pugno in faccia alla «trasparenza» proclamata dall onorevole di via Martiri d Africa, prima del colpo sotto la cintura sul piano politico: «In relazione alla presunta discontinuità con la passata giunta comunale - proseguono i rappresentanti della sezione dell Udc di Santa Maria la Bruna - non dimentichiamo che Nello Formisano ha prima ingaggiato l ex assessore Domenico Maida, l uomo a cui Ciro Borriello aveva assegnato la delega alle attività produttive, guarda caso lo stesso incarico oggi ricoperto da Paris La Rocca (indicato a Gennaro Malinconico proprio dal leader di Centro Democratico). Poi ha proseguito la campagna acquisti con Vincenzo Castellano, portato via dal Pd. La realtà è che Nello Formisano è colui che nel 2007, in accordo con l onorevole Nicola Cosentino, si prese la responsabilità politica di spaccare il centrosinistra e di fare eleggere Ciro Borriello con una coalizione di cui facevano parte Forza Italia, An e Italia dei Valori». Il famoso «laboratorio politico» unico in Italia che «sarà ricordato - prosegue Alfonso Ascione - per avere provocato l arrivo della commissione d accesso al Comune». Infine la stoccata destinata a scatenare la «battaglia» a palazzo Baronale: «Se Nello Formisano vuole purificare davvero qualcuno - concludono gli esponenti dell Udc della sezione di Santa Maria la Bruna - provi con sé stesso andando a Lourdes, ma temiamo che nemmeno un bagno nell acqua santa possa sortire gli effetti sperati». Veleno capace già di spaccare lo stesso primo partito di maggioranza, unito solo nel «rinnovare la massima fiducia al sindaco» e invocare il rimpasto ad horas in giunta. «I tempi sono stretti - spiega il capogruppo Gaetano Frulio -. Ribadiamo la massima autonomia del primo cittadino, ma auspichiamo che la sostituzione degli assessori tecnici con gli assessori politici avvenga entro il 30 aprile. Non solo: ci auguriamo che, allo scopo di coinvolgere l intera maggioranza, il sindaco voglia assegnare specifiche deleghe a tutti i consiglieri comunali della coalizione affinché possano contribuire concretamente al lavoro della squadra di governo cittadino in modo da essere maggiormente coinvolti nel lavoro dell amministrazione comunale». Un amministrazione comunale i cui equilibri, adesso, sono legati alla guerra scoppiata tra Alfonso Ascione e Nello Formisano: uno scontro senza esclusione di colpi che potrebbe lasciare più di una «vittima» a palazzo Baronale di ALBERTO DORTUCCI Mercoledì 17 MARESCA, I NOSTRI POLITICI SCONFITTI Asl latitante, D Amora diserta gli incontri. Il personale dell ospedale è pronto alla denuncia presso la magistratura competente Ha disertato gli ultimi due incontri il direttore dell Asl Napoli 3 Sud Maurizio D Amora senza dare chiare spiegazioni. Avrebbe dovuto presenziare all incontro del 29 marzo a Palazzo Baronale, al quale erano stati invitati i sindaci dell area vesuviana, il comitato cittadino Pro Maresca, nonché parlamentari e senatori torresi neo eletti, tutti pronti a discutere delle sorti dell ospedale di via Montedoro. Tutti presenti tranne lui, il manager che dovrebbe dare delle risposte a tutti coloro che hanno a cuore la questione Maresca, ma l assenza del rappresentante della controparte non ha evitato che si mettesse in scena una commedia dell assurdo dal gusto beckettiano, tutti aspettavano il Godot- D Amora, tutti si indignavano per la sua assenza, ma tutti, o almeno certamente il sindaco, sapevano che quella mattina non si sarebbe presentato. Soltanto dopo un ora di interventi, sotto pressione del comitato pro Maresca e di Vincenzo Cuomo, ex sindaco di Portici, il sindaco Malinconico ha telefonato al direttore D Amora ottenendo un rinvio dell incontro al successivo venerdì 5 aprile. E così, tra la volontaria sincope di Luigi G allo per il flash mob, l accorato intervento di Luisa Bossa, e l ennesima lettera al Presidente d ella Regione Stefano Caldoro firmata da sindaci e neo deputati eletti si è concluso il vertice del fior fiore della politica torrese. Il Direttore D Amora ha il dovere di spiegare

perché chiede il comitato Pro Maresca - nonostante la convocazione ufficiale di Sindaci e rappresentanti dello stato e delle istituzioni ha creduto bene di disertare tale incontro nel quale avrebbe dovuto dare conto delle sue dirette responsabilità s u scelte scellerate L incontro di venerdì 5 aprile è stato nuovamente disertato da D Amora, il quale pare che abbia fatto sapere di non voler presenziare a un assemblea n ella quale sia presente il Comitato. Starebbe pensando infatti a un incontro a porte chiuse nella sede della Regione Campania con sindaci e parlamentari. Nel frattempo, c è più di un morto a pesare sulle spalle dell Asl, l ultima vittima è Tommasina De Laurentis, la venticinquenne ricoverata a Boscotrecase per un intervento di routine e deceduta in seguito a un tragico errore di malasanità, al di là delle colpe di questo tragico incidente che verranno accertate dalla procura, è impossibile non notare lo stato di degrado in cui versa la sanità all ombra del Vesuvio. Sono stati gli stessi operatori sanitari a denunciarlo in una lettera aperta alle rappresentanze politiche del territorio È inaccettabile continuare a perseguire l attuazione di un piano sanitario regionale fallimentare, ingiusto, irrealizzabile nei contenuti futuristici ed inattuabili, sbagliato nella valutazione di impatto ASLNA3 Sud è quella che paga un tributo altissimo per previsioni e scelte sbagliate, i dipendenti del nosocomio chiedono di applicare la delibera 830, non escludendo che in caso di reiterata omissione dell attuazione di tale delibera si potrà procedere per vie legali Qualora le espresse richieste con relative soluzioni programmatiche non siano prese in considerazione, la cittadinanza si riserva, insieme al Presidente della Conferenza dei sindaci e a tutte le forze politiche ed amministrative del territorio che vogliono aderire, di denunciare alla magistratura competente la perseveranza su scelte sbagliate che negano e danneggiano la salute dei cittadini. di Carolina Esposito articolo pubblicato sull'edizione cartacea in edicola il 10 aprile 2013 http://www.latorre1905.it TORRE DEL GRECO TROVATO UOMO MORTO NEI PRESSI PARAL- LELA DÌ VIA LITORANEA E stato trovato morto un uomo di circa 55 anni nelle vicinanze del ponte nuovo della parallela di Via Litoranea, l allarme è stato lanciato verso le 21,30. Ancora incerta la causa del decesso, probabile infarto. L uomo, R.I. si trovava a piedi ed era un noto parrucchiere di via Sedivola. TORRE DEL GRECO PIZZO SUI VIDEOPOKER Pizzo sui videopoker: blitz dei carabinieri a Torre del Greco. 18 gli arresti, tre i clan coinvolti arresto in alto mare al largo dell'isola di Capraia I Carabinieri del nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno arrestato 18 persone affiliate ai clan camorristici dei "Falanga", "Di Gioia" e di una ala scissionista di quest ultimo, tutti operanti per il controllo degli affari illeciti nella zona di Torre del Greco. Gli arrestati sono tutti destinatari di Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal GIP di Napoli per estorsioni aggravate da finalità mafiose. Nel corso di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea i militari dell Arma hanno ricostruito gli assetti criminali succedutisi a Torre del Greco dal 2004 a oggi, accertando estorsioni ai danni di ditte di noleggio di videopoker e di locali pubblici ai quali i clan imponevano il pagamento del "pizzo" in proporzione al numero di apparecchi installati. E' stata affiancata al largo dell'isola di Capraia la nave della Corsica Ferries dove a bordo c'era Ciro Pernicola, 27 anni, di Torre del Greco (Napoli). Il pregiudicato è una delle 18 persone bloccate questa notte dai carabinieri di Torre Annunziata per estorsioni aggravate dal metodo mafioso nell'ambito dell'inchiesta sui clan di torre del greco, è stato attuato con l'intervento della motovedetta della compagnia carabinieri di Portoferraio (Livorno) che ha proceduto ad abbordare una nave passeggeri battente bandiera italiana in navigazione lungo la tratta Tolone-Bastia. L'incontro tra le unità navali è stato pianificato dai carabinieri di Torre Annunziata e il comandante della nave che - in piena sintonia con la richiesta dell'arma - ha modificato la rotta verso le acque italiane, precisamente in prossimità dell'isola di Capraia (Livorno). Sono tre le persone raggiunte nella notte, gli altri 15 indagati si trovano già in carcere per precedenti reati. Tra i 18 arrestai c'è anche Annamaria Carotenuto moglie del boss Giuseppe Falanga di FIORANGELA D' AMORA Giovedì 18 SUCCESSO ALLA FESTA DEGLI ARBITRI A DUE PASSI DAL MARE NICCHI: «VIOLENZA NEL CALCIO UN PROBLEMA CULTURALE» La festa degli arbitri a due passi dal mare. Una festa macchiata dagli episodi avvenuti dopo Turris-Torres, con la caccia al direttore di gara Alfaré e ai suoi due assistenti (colpiti uno alla nuca, l altro a una coscia). Episodi che hanno portato il giudice sportivo alla squalifica del Liguori per due turni. Inevitabile partire da questa circostanza con Marcello Nicchi, presidente dell Aia, che ieri ha partecipato alla manifestazione organizzata al Circolo nautico dalla sezione torrese: «Cosa c è di nuovo? Sono episodi che si verificano ogni domenica sui campi di calcio di tutta Italia. Il problema sta nella mancanza di cultura sportiva e nel non accettare il rispetto delle regole».sono questi i due capisaldi del pensiero del capo degli arbitri, che in una sala gremita ha voluto ribadire ai giovani che sognano di arrivare in serie A (a Torre del Greco con l ultimo corso sono stati lanciati 21 nuovi direttori di gara) che «bisogna sempre seguire le regole». Sulle polemiche che ogni domenica caratterizzano le partite, a cominciare dalla massima serie, Nicchi ha preferito glissare: «Godiamoci la bella serata». Con lui il vicepresidente Narciso Pisacreta, che ha ricevuto uno dei tre premi consegnati dalla sezione guidata dal presidente Antonio D Antonio, quello intitolato alla memoria di Aniello Mazza. Gli altri due (premi Americo Borriello e Salvatore Di Donna ) sono andati all arbitro di Can D, Raffaele Vitiello, e all ex guardalinee di A e oggi componente della commissione arbitri Interregionale, Maurizio Toscano. A fare gli onori di casa il vicepresidente del circolo Maurizio Apa e il sindaco Gennaro Malinconico. Presenti i due arbitri campani di serie A, Carmine Russo di Nola e Marco Guida di Torre Annunziata. di Rosa Ciancio Il Mattino

TORRE DEL GRECO PARLA IL SUPER PENTITO La sua scelta di collaborare con la giustizia aveva immediatamente scatenato un vero e proprio «terremoto» all interno dei santuari della camorra a Torre del Greco. Perché a passare dalla parte della direzione distrettuale antimafia di Napoli non era stato un semplice soldato del clan che a partire dagli anni Ottanta controlla gli «affari» legati a estorsione e droga nella città del corallo, bensì proprio l erede del padrino Giuseppe Falanga. Ovvero, il boss il cui solo nome incuteva il terrore tra i commercianti e gli imprenditori di Torre del Greco: Domenico Falanga - noto come a zagaglia - aveva sempre avuto la fama del duro, la reputazione del cavallo pazzo pronto a tutto per imporre la legge del più forte. Una forza venuta a mancare dopo venti anni di carcere, culminati con la nuova ordinanza di custodia cautelare che a gennaio decapitò definitivamente il clan Falanga, gli scissionisti del rione Sangennariello e i rivali degli Ascione-Papale: l operazione Reset condotta dagli agenti del locale commissariato di polizia convinse l erede del padrino a rompere gli indugi e svelare agli investigatori il «sistema» della camorra all ombra del Vesuvio. Ci sono i primi verbali di Mimì a zagaglia - il pentito «eccellente» del clan Falanga - a dare consistenza e sostanza al nuovo castello accusatorio messo in piedi dalla Dda a carico di boss e fiancheggiatori di tre clan. Dichiarazioni che risalgono all otto febbraio del 2013, quando l erede del padrino noto come Peppe o struscio decise di avviare la sua collaborazione con la giustizia. Ricostruendo, in particolare, gli equilibri criminali che si erano venuti a creare in città tra il 2011 e il 2013: «In quel periodo ebbi necessità economiche - le prime parole messe nero su bianco - e speravo che la scarcerazione di Pasquale Magliulo e di mio cugino Mimì Gaudino mi potessero aiutare: a loro, avevo affidato la gestione del territorio. Il contatto e il collegamento tra i due, ero io». A dispetto del fatto che fosse detenuto nel carcere di Rossano, l erede del padrino «controllava» il business-racket a Torre del Greco. Senza disdegnare pericolose alleanze con l ala emergente di Sangennariello: «Il collegamento - prosegue il racconto del pentito - era tra me e o picciutto (al secolo Antonio Mennella, ndr) con cui sono cresciuto criminalmente. Quando dopo l uccisione di Gaetano o tappo (ovvero il super-boss Gaetano Di Gioia, ndr) mio fratello Alberto Falanga mi disse che avevano costituito un gruppo e volevano inserire anche me, mandandomi per due volte 500 euro attraverso Antonio Mennella, io li presi perché ne avevo bisogno. Ma capii che o picciuotto mi voleva giocare. Sono stato al gioco, ma non sono mai entrato nelle loro faccende».una scelta dettata da un precedente che aveva già scottato i vertici della cosca di corso Garibaldi. Un precedente che Domenico Falanga racconta con dovizia di particolari agli investigatori: «A un certo punto - si legge nel primo verbale sottoscritto davanti al pm della Dda - mio padre e Gaetano Di Gioia ebbero dei contrasti per motivi economici, ma io non mi permettevo di entrare in tali vicende perché mio padre non l avrebbe mai permesso». Eppure, a zagaglia inviò - attraverso il cognato Rodolfo Maria - al padrino degli amici di giù a mare una lettera dal carcere che Gaetano Di Gioia rifiutò: «In quella lettera - rivela il figlio di Peppe o struscio - gli chiedevo di aiutarmi perché ero in difficoltà: era naturale che glielo chiedessi e mi aspettavo lo facesse da sé, cosa che non è avvenuta».di qui, l idea di puntare su Pasquale o ciuccio (al secolo Pasquale Magliulo) e sul cugino Domenico Gaudino per riorganizzare - in collaborazione con Aniello Pompeo - la gestione degli affari illeciti sul territorio. Con scarsi successi: «Ecco perché - prosegue il verbale di Domenico Falanga - in una lettera dal carcere dico che Mimì mi aveva fatto diventare quello delle 500 euro perché per me queste cifre non esistevano nemmeno per un giorno. All epoca, infatti, solo io potevo gestire una cifra di almeno 20 milioni al mese che prendevo comodamente dalla mia abitazione perché il giro di affari illeciti di mio padre era elevatissimo». Poi la «crisi economica» e la scalata dei rivali del clan Di Gioia e degli scissionisti del rione Sangennariello avevano scatenato il caos: «La tecnica era quella di chiedere le estorsioni a tutti i commercianti - rivela a zagaglia -. Le nuove leve, cioè, taglieggiavano a tappeto tutti quanti, secondo ciò che ho potuto capire dai colloqui e dai giornali». Parole confermate durante il secondo faccia a faccia - l undici febbraio 2013 - con il pm Maria della Dda. In cui Domenico Falanga rivela i «trucchetti» utilizzati per sfuggire alle intercettazioni degli investigatori: «Per mascherare i riferimenti nel corso dei colloqui parliamo in gergo - si legge nel verbale - o al femminile oppure prendiamo il nome della moglie o della mamma, a seconda della situazione».un linguaggio in codice in cui Annamaria Carotenuto - la moglie del padrino Giuseppe Falanga - diventava semplicemente a bella, nonché la destinataria delle estorsioni portate a termine da Domenico Gaudino e Pasquale Magliulo. «Chiaramente - specifica l erede del padrino - non ho mai saputo chi erano i ragazzi che aiutavano i miei fedelissimi nelle loro attività criminali. Non li conoscevo e non mi interessava: il mio era un mandato aperto a fare e a muoversi sul territorio. Ecco perché molti dei nomi inseriti nella mia ordinanza non li conosco, perché ovviamente posso solo riferire su quei nomi storici con cui sono rimasto in contatto direttamente o indirettamente in questi venti anni della mia detenzione».un eternità passata dietro le sbarre del carcere che, inevitabilmente, aveva fatto affievolire il «potere» di Domenico Falanga e dei suoi uomini di punta. Facendo montare i malumori tra gli storici amici di giù a mare. «Effettivamente negli ultimi tempi a causa della cattiva gestione di Mimì e Pasquale o ciuccio - racconta l erede del super-boss di corso Garibaldi - mi sono trovato in difficoltà con i vecchi affiliati che mi scrivevano cercandomi un aiuto economico e che non credevano io avessi difficoltà, innanzitutto per me e quindi ero impossibilitato a aiutarli». L ascesa degli scissionisti capeggiati dal ras Ciro Grieco - alias a marchesa, signore indiscusso di via Teatro - aveva ulteriormente complicato i piani dei fedelissimi del clan Falanga dispetto della mano tesa da Antonio Mennella o picciutto al suo storico «amico» con cui era cresciuto sotto il profilo criminale: «Gli scissionisti pensavano all inizio di rabbonirmi - si chiude il secondo verbale del pentito «eccellente» della camorra sotto il Vesuvio - ma l intento che hanno ancora era quello di uccidermi perché, con mio padre detenuto per i prossimi anni, l unico che avrebbe potuto contrastarli ero chiaramente io. Perciò pensavano di avvicinarmi prima e uccidermi poi, in modo da rimanere da soli sul territorio». Una convinzione fondamentale nella scelta di Domenico Falanga di voltare le spalle alla sua «storia» e cominciare a collaborare con la giustizia. di ALBERTO DORTUCCI

TORRE DEL GRECO INCENDIATA AUTO VIGILE Torre del Greco, incendiata l'auto di un vigile urbano: ipotesi vendetta Il raid incendiario è scattato intorno alle tre di notte. Obiettivo: la Ford Focus Cm-Max parcheggiata sotto l abitazione della madre di un vigile urbano in servizio presso il comando di palazzo La Salle. Resta avvolto in un fitto mistero l attentato che nella notte tra lunedì e martedì ha distrutto l auto di un ex ispettore del nucleo di polizia annonaria e danneggiato un caravan sistemato a due passi dal «bersaglio» individuato dal piromane entrato in azione lungo la strada che collega piazza Luigi Palomba a via Martiri d Africa. Secondo la prima ricostruzione avanzata dai vigili del fuoco intervenuti dopo l allarmata segnalazione da parte di alcuni abitanti del quartiere, l origine dell incendio potrebbe essere di natura dolosa: un ipotesi che ha fatto immediatamente scattare le indagini degli agenti del locale commissariato di polizia, ora impegnati a risolvere il giallo che allunga nuove pericolose ombre sul comando degli scandali già finito in diverse occasioni al centro delle «attenzioni» della procura di Torre Annunziata. Il primo a essere ascoltato dagli investigatori guidati dal primo dirigente Paolo Esposito è stato proprio C.R., la vittima dell attentato incendiario: agli uomini in divisa l agente di polizia municipale ha spiegato di essere recentemente passato alla segreteria comando - in sostituzione di Mario Casolaro, il vigile urbano sospeso dal servizio in base a un interdittiva firmata dal gip del tribunale di Torre Annunziata - dopo una vita passata all interno del nucleo di polizia annonaria. «E fuori dubbio che durante i controlli possa avere creato problemi a qualcuno, ma non sono mai stato avvicinato né minacciato», le parole della vittima del raid incendiario agli investigatori. Non solo: sempre C.R. ha spiegato agli uomini in divisa di andare a dormire a casa della madre solo un paio di volte a settimana, un dettaglio che lascerebbe intendere che l autore del raid incendiario era bene a conoscenza delle abitudini del vigile urbano. Accanto alla pista legata all attività professionale dell agente di polizia municipale, tuttavia, gli investigatori non escludono che il rogo che ha distrutto la Ford Focus C-Max possa essere stato una punizione per uno «sgarro» nell ambito della vita privata del cinquantaduenne. Non a caso gli investigatori stanno scandagliando il passato del vigile urbano per trovare eventuali motivi di attrito che possano avere armato la mano del piromane. L incendio scoppiato in via Cavallerizzi ha scatenato il terrore tra gli abitanti del quartiere: i vigili del fuoco hanno impiegato circa un ora per domare il fuoco e scongiurare il rischio che le fiamme si allargassero a ulteriori vetture parcheggiate in zona. L unico mezzo danneggiato dal rogo - insieme alla Ford Focus C-Max andata completamente distrutta - è stato un caravan di proprietà di un vicino di casa della madre del cinquantaduenne. di ALBERTO DORTUCCI TORRE DEL GRECO INCUBO RAPINE BOOM DÌ DENUNCE Incubo rapine a Torre del Greco dopo il raid sfociato nel sangue: boom di denunce E stato d allerta in via Lamaria e dintorni. A due settimane dalla rapina costata la vita a Nunzio Prospero - il contadino di 80 anni ucciso da una gang di banditi che aveva fatto irruzione nel casolare in cui viveva insieme alla moglie di 83 anni - resta alta la tensione nella zona a due passi dal parco nazionale del Vesuvio. E aumentano in maniera e- sponenziale le denunce presentate alle forze dell ordine: «Adesso la gente ha paura - raccontano i rappresentanti del comitato di quartiere Cappella Carotenuto, promotori della fiaccolata per sollecitare le istituzione sull emergenza sicurezza - e l incubo di nuovi raid ha convinto a raccontare agli investigatori gli episodi di ordinario disagio con cui siamo costretti a convivere». Piccoli furti e scippi fino a oggi mai segnalati a polizia e carabinieri, ma ora diventati il campanello d allarme di un crescente pericolo criminale in un rione abitualmente frequentato da rom e zingari. «C è un accampamento di nomadi proprio a due passi dalla stazione Circum di Sant Antonio - raccontano i residenti di via Lamaria - senza dimenticare i rom sistemati nell ex complesso Iris di via del Monte: la sera ci dobbiamo barricare in casa, perché a partire da una certa ora siamo completamente isolati dal resto del mondo».d altronde, prima del colpo sfociato nel sangue c erano già stati due raid all interno di abitazioni proprio a ridosso del casolare della coppia di anziani: «I furti sono sempre stati una preoccupante costante, ma recentemente abbiamo assistito a una drammatica escalation criminale», denunciano i portavoce del comitato di quartiere Cappella Carotenuto. Una escalation di terrore culminata con il barbaro massacro di Nunzio Prospero, punto di non ritorno per gli abitanti di via Lamaria e dintorni. Di qui, la pioggia di denunce arrivate in dieci giorni alla caserma Dante Iovino di viale Campania e al commissariato di polizia di via Sedivola.Gli investigatori, intanto, proseguono le indagini per risalire ai responsabili del colpo costato la vita a Nunzio Prospero: i militari agli ordini del capitano Michele De Rosa stanno passando al setaccio i vari campi rom del Vesuviano e hanno già denunciato due fratelli di origini rumene, sorpresi - rispettivamente a San Giuseppe Vesuviano e a Terzigno - in possesso di gioielli trafugati in raid messi a segno in diverse città della provincia di Napoli. Ma della refurtiva portata via dal casolare di via Lamaria, nessuna traccia. «Ci auguriamo che i colpevoli vengano individuati al più presto e assicurati alla giustizia - concludono i rappresentanti del comitato di quartiere Cappella Carotenuto - perché qui viviamo in condizioni insostenibili sotto il profilo della sicurezza personale e non solo».una vera e propria emergenza che si sta allargando a tutta la città, come testimonia l agguato messo a segno all incrocio tra via Salvator Noto e via Diego Colamarino da due spietati rapinatori. Pronti a puntare la pistola in faccia alla moglie di un noto commerciante del centro storico di Torre del Greco per portare via alla donna il prezioso Rolex d oro che sfoggiava al polso. Un raid messo a segno sotto gli occhi di decine di passanti, terrorizzati alla vista dell arma. Come nel caso della rapina in casa di Nunzio Prospero, l ipotesi avanzata dagli investigatori, a entrare in

azione potrebbe essere stata una coppia di banditi «in trasferta». Una tesi confermata dal fatto che i due malviventi hanno agito a volto scoperto, inconsapevoli di essere in una delle rare zone della città «coperte» dal sistema di videosorveglianza comunale: proprio alle telecamere installate in piazza Santa Croce sono affidate le speranze dei carabinieri della stazione Centro di dare un volto e un nome ai due rapina-rolex.di ALBERTO DORTUCCI TORRE DEL GRECO LA RIVOLTA DELLE VITTIME DEL RA- CKET SUI VIDEOPOKER Camorra, la rivolta delle vittime del racket sui videopoker dietro i 18 arresti a Torre del Greco Non si può parlare di «modello - Ercolano», ma qualcosa sta cambiando tra i commercianti e gli imprenditori di Torre del Greco stritolati nella morsa di boss e fiancheggiatori di camorra. Non ci sono solo le rivelazioni dei pentiti eccellenti del clan Falanga dietro le 18 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Francesca Ferri del tribunale di Napoli che hanno raggiunto in carcere i «signori del pizzo» dei tre clan che si contendono il controllo del business-racket sulle macchinette dei videopoker. Un «affare» avviato agli inizi del 2001 dal super-boss Giuseppe Cascone e poi passato di mano in mano per dodici lunghi anni: dodici anni ricostruiti dalla direzione distrettuale antimafia grazie alle confessioni dei collaboratori di giustizia - in primis Filippo Cuomo, ma determinanti sono stati i primi verbali firmati dalla gola profonda che rischia di cancellare trent anni di malavita organizzata sotto il Vesuvio: Domenico Falanga, erede del padrino di corso Garibaldi - e alle ammissioni delle vittime che fino a oggi erano rimaste in silenzio. Ammissioni che hanno consentito di mettere in piedi una nuova valanga di accuse per i fedelissimi del clan Falanga, i rivali del clan Di Gioia e gli scissionisti del rione Sangennariello.Tutti già dietro le sbarre, fatta eccezione per Ciro Pernicola, ex uomo di fiducia proprio di Mimì a zagaglia: il marittimo di 28 anni è stato arrestato con l intervento della motovedetta della compagnia carabinieri di Portoferraio che ha proceduto a abbordare una nave passeggeri battente bandiera italiana in navigazione lungo la tratta Tolone-Bastia. L incontro tra le unità navali era stato pianificato dai carabinieri di Torre Annunziata e il comandante della nave che - in piena sintonia con la richiesta dell Arma - ha modificato la rotta verso l isola di Capraia.Insieme al marittimo sono accusati di estorsione aggravata dai metodi mafiosi ai danni di ditte di noleggio di videopoker e di locali pubblici - a cui veniva imposto il pagamento del «pizzo» in proporzione al numero di apparecchi installati - il capo degli scissionisti Ciro Grieco, l ex primula rossa Sebastiano Tutti, la moglie del padrino Annamaria Carotenuto, il baby boss Vincenzo Luna, il ras di Vallelonga Antonio Bottino e una lunga sfilza di «semplici» esattori. In pratica, un pezzo di storia della camorra nella città del corallo. Inchiodato dal coraggio dei titolari di due ditte installatrici di macchinette videopoker e dai proprietari di un noto bar della zona Vesuviana. Finalmente pronti - incalzati dagli investigatori e messi a confronto con le dichiarazioni rese da Filippo Cuomo - a rompere il muro di omertà e a raccontare agli investigatori l inferno con cui erano stati costretti a convivere per dieci anni. Un inferno che passava attraverso tangenti arrivate a toccare quota 8.000 euro al mese, ma pure per i «cesti natalizi» che i commercianti erano costretti a dispensare ai familiari dei detenuti per consentire loro di trascorrere festività serene. E quando qualcuno provava a resistere, puntuali arrivavano le minacce e le intimidazioni. Tenute sotto silenzio fino a oggi. Quando il coraggio di tre imprenditori e commercianti ha aperto una breccia in un muro che ha fatto crollare una nuova valanga di accuse su tre clan di Torre del Greco. di ALBERTO DORTUCCI Venerdì 19 I GIOVANI PD TORRESI OCCUPANO SEDE PER PROTESTA I Giovani Democratici di Torre del Greco hanno deciso di occupare in segno di protesta la sede PD di Via Circumunvallazione. Il nostro è un segnale che insieme agli altri giovani d'italia lanciamo ai dirigenti ed al segretario nazionale. No agli inciuci con chi dopo 20 anni di malgoverno ha portato l'italia nel baratro. Il Presidente della Repubblica deve essere scelto ascoltando la forza reale del partito, ovvero la base, i militanti! Giuseppe Stasio TORRE DEL GRECO RAPINATORE TRADITO DAI TATUAGGI Torre del Greco: rapina una gelateria, riconosciuto dai tatuaggi A tradirlo sono stati i particolari tatuaggi che aveva sulle braccia. Da quei disegni, descritti con estrema dovizia dal titolare di una pasticceria-gelateria di Torre del Greco (Napoli), i carabinieri sono riusciti a risalire al rapinatore che aveva assaltato l'esercizio di via Vittorio Veneto, a due passi dall'ufficio centrale delle Poste, e sotto la minaccia di una pistola si era fatto consegnare 1.000 euro. In manette è finito Filippo Nocerino, 23enne residente nella vicina Ercolano e già noto alle forze dell'ordine. Per il giovane l'accusa è di rapina aggravata. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione Centro, che hanno agito insieme ai colleghi del nucleo operativo torrese e della tenenza di Ercolano, Nocerino ha fatto irruzione all'interno della pasticceria-gelateria di proprietà di un 43enne e con la minaccia di una pistola si è fatto consegnare 1.000 euro, dandosi subito alla fuga in sella ad uno scooter guidato da un complice in via d'identificazione. I militari dell'arma hanno identificato il rapinatore nel corso delle prime indagini grazie soprattutto alla dettagliata descrizione fornita dalla vittima, che in particolare ricordava alcuni tatuaggi presenti sulle braccia del malvivente. La descrizione fornita dal titolare dell'esercizio è stata poi incrociata con le immagini catturate dall'impianto di videosorveglianza interno, immagini attraverso le quali si vedevano gli abiti indossati dal giovane al momento della rapina. Filippo Nocerino è stato trasferito nel carcere napoletano di Poggioreale.

Sabato 20 TORRE DEL GRECO FERVONO I PREPARATRIVI PER LA FESTA DELLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO Al Santuario Maria SS. del Buon Consiglio di Torre del Greco fervono i preparativi in attesa della Festa in onore della Patrona. Venerdì 26 aprile 2013 ricorre la festa della Madonna del Buon Consiglio e don Ciro Sorrentino, parroco del Santuario Maria SS. del Buon Consiglio, coadiuvato da un comitato di fedeli hanno organizzato, dal 22 al 26 aprile, un intenso programma di celebrazioni liturgiche. Collateralmente, il Comitato Feste e la Comunità Parrocchiale, coordinate da Giovanni De Felice, hanno predisposto un ricco calendario d'iniziative culturali.domenica 21 aprile inizieranno i riti liturgici con la celebrazione, alle ore 19:00, della Solenne celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Nicola Longobardo, Rettore della Basilica Pontificia Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte Napoli. Alle ore 20:15 con la discesa dell'immagine si terrà "Omaggio a Maria", da parte dei bambini delle scuole materne Buon Consiglio e Scauda del quartiere Leopardi coordinati dall'associazione "Il Ponte"; il "Bacio alla Madonna" e il canto delle litanie con la "Buona notte a Maria". Mercoledì 24 aprile, Anniversario della Dedicazione della Chiesa, alle ore 18:15 recita del S. Rosario e canto delle litanie. Alle ore 19:00 Solenne celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe. Al termine, in sala "Ursi", si terrà la benedizione dell' "Arazzo in Fiore". Giovedì 25 aprile alle ore 19:00 si terrà la Solenne celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Alfonso Punzo, Rettore della Basilica Pontificia del Gesù Vecchio in Napoli con animazione del coro "Harmonia Nova". Alle ore 20:15 "Una serata per TE..." con canti e brani recitati. Venerdì 26 aprile, Festa della Madonna del Buon Consiglio, alle ore 11:00 Solenne concelebrazione Eucaristica con i Sacerdoti Novelli della Diocesi di Napoli. Alle ore 12:00 Supplica alla Madonna e alle ore 19:00 Solenne celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc. Rev. Mons. Ciro Miniero, novello Vescovo di Vallo della Lucania.Intenso è anche il programma dei festeggiamenti esterni organizzati dal Comitato Feste e dalla Comunità parrocchiale. Mercoledì 24 aprile alle ore 18:30 si terrà la sfilata della I Banda Musicale Città di Torre del Greco. Alle ore 20:15 nel corridoio del teatro,inaugurazione della mostra d'arte "ITINERARI" a cura delle associazioni culturali "Prometeo" e "Amici dell'arte" Onlus Sez. Campania e del Comitato di Quartiere "Contrada Leopardi" e dell' "Arazzo in fiore", gigantesca immagine ( metri 4x5), nata da un'idea di Giovanni De Felice e di Aniello Di Gennaro per la realizzazione del prof. Raffaele Panariello. La tecnica usata, è questa l'originalità, non sono petali ma fiori freschi, circa 20.000 (garofani e garofanini) provenienti da alcune aziende florovivaistiche della zona. Quest'anno, in occasione dell'anno della Fede, l'icona floreale raffigura l'arcivescovo di Napoli Card. Crescenzio Sepe con il Vescovo Emerito di Roma Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI). Alle ore 21:00 in Piazza del Buon Consiglio esibizione "Toneca Dance". Giovedì 25 aprile, ore 09:30 Piazza del Buon Consiglio Torneo di Calcio Balilla; ore 10:00 raduno sfilata di macchine e moto d'epoca con la collaborazione del Car Club di Torre del Greco "I vecchi bulloni"; ore 21:30 concerto di Franco Calone. Venerdì 26 aprile, ore 21:00 serata musicale e alle ore 23:30 fuochi pirotecnici con il gran finale dell' "Incendio del campanile". Scritto da Francesco Manca http://lapilli.eu TORRE DEL GRECO RACKET VIDEO POKER IL PATTO TRA DÌ GIOIA E I PAPALE Business videopoker a Torre del Greco: il patto per il racket tra i Di Gioia e i Papale di Ercolano L omicidio di Gaetano Di Gioia consegnò agli scissionisti del clan Falanga la gestione del racket sulle macchinette dei videopoker, ma al tempo stesso - spalancò le porte della città del corallo allo sbarco del clan Ascione-Papale di Ercolano: a rivelare le grandi manovre della camorra sotto il Vesuvio all indomani del massacro del padrino di corso Garibaldi - ucciso il 31 maggio 2009 su ordine di Ciro Grieco, il boss di via Teatro a capo dell ala emergente del rione Sangennariello - il primo pentito «eccellente» della cosca degli amici di giù a mare. È Filippo Cuomo, il cugino di Isidoro Di Gioia, a svelare alla direzione distrettuale antimafia come Pietro Papale allungò le mani - direttamente dal carcere, attraverso una serie di imbasciate ai suoi fedelissimi - sul business storicamente gestito dal clan Falanga: «Dopo la morte di mio zio - spiega Filippiello agli investigatori tale Zì Lello, fornitore di macchinette videopoker in diversi bar di Torre del Greco, si presentò a casa di mio cugino per sapere come si doveva comportare con i pagamenti».una richiesta davanti a cui l erede del padrino alzò le mani, ammettendo di non essere in grado di garantire «protezione» all imprenditore «e quindi era meglio se pagava a Gaetano Magliulo, alias a mulignana». Un lasciapassare che garantì un anno di potere agli scissionisti del clan, fino alla primavera del 2010. Quando nacque l asse tra i fedelissimi del padrino di corso Garibaldi e la colonna di via Fontana del clan Papale. «Fu all epoca che cominciai a lavorare con gli amici di Ercolano -le dichiarazioni a verbale del collaboratore di giustizia - ovvero con il gruppo di Michele Ciaravolo. Furono loro a venire a casa mia, dicendo di avere avuto l imbasciata dal carcere da Pietro Papale e da Isidoro Di Gioia per gestire tramite me le estorsioni a Torre del Greco». Immediatamente fu contattato Zì Lello, a cui furono «illustrate» le nuove tariffe per l installazione delle macchinette videopoker: 1.500 euro. «Il fornitore conferma Filippo Cuomo mi disse che era stato contattato da quelli di Ercolano e che non sapeva come comportarsi perché c era anche Gaetano a mulignana in circolazione a cui aveva sempre pagato fino a quel momento. Io gli dissi che adesso era meglio che pagava a quelli di Ercolano perché erano molti di più, mentre Gaetano a muli-

gnana era solo». E così, puntuali, arrivarono i soldi. Recapitati direttamente al negozio di Pietro Sepe - noto come o campagnolo - e utilizzati «per pagare l avvocato di Bartolomeo Palomba». Successivamente la tangente arrivò a casa di Filippo Cuomo per evitare che le «visite» a Pietro Sepe finissero nel mirino delle forze dell ordine. La vittima usciva dall abitazione di via Martiri d Africa e l emissario del clan Papale passava a ritirare i soldi che «poi portava - spiega il pentito agli investigatori a Michele Ciaravolo». In un occasione, poi, l imprenditore regalò 500 euro in un unica banconota ai figli di Filippo Cuomo. Un «segno di riconoscenza» per il proprio aguzzino come «quando mi regalò un personal computer spiegala gola profonda del clan perché stavo aiutando mio cugino a fare in modo che fosse introdotto all interno di bar e locali della città». di ALBERTO DORTUCCI