LO.MA. engineering s.r.l.

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IMPIANTI ELETTRICI/TERMICI SEDE LEGALE Via Roma 82/D 06034 Foligno (PG) PI 02947930547 SEDE OPERATIVA Via Delle Industrie n 84 06037 S. Eraclio Di Foligno (PG) Tel +39.340.1797875 / +39.320.0846032 LO.MA. engineering s.r.l. RELAZIONE TECNICA 1.0. DESCRIZIONE SOMMARIA DELL'IMPIANTO Le opere progettate riguardano l installazione degli impianti elettrici a servizio del Molino Silvestri Vinicio & C snc in a Torgiano (PG) Via Roma 44. Il progetto prevede la realizzazione dei seguenti impianti: quadro generale; sottoquadri di comando; dorsali principali; impianto d illuminazione normale; impianto d illuminazione di percorso e sicurezza; impianto di forza motrice; servizi. 1

2.0. DATI GENERALI Tipo di installazione :Impianto elettrico realizzato in locali adibiti ad uso Molitura Attività svolta nella struttura in cui è stato realizzato l impianto : MOLITURA CEREALI Titolare attività : VINICIO SILVESTRI &C. SNC Indirizzo e luogo di installazione : COMUNE DI TORGIANO (PG). Tecnico relatore : PER.IND. LOMBARDI MASSIMO ING.DANILO ZAMPOLINI 2

3.0. CARATTERISTICHE GENERALI DELL IMPIANTO Tipo Alimentazione Potenza alimentazione :ALIMENTATO DA UN GENERATORE DI ENERGIA ELETTRICA DI TIPO IDROELETTRICO, E DALLA RETE ELETTRICA NAZIONALE IN BT : 90 kw Tensione alimentazione : 380 V Frequenza alimentazione : 50 Hz Stato del neutro : neutro distribuito. Modo di collegamento a terra :Conduttori di protezione e conduttori equipotenziali collegati mediante un collettore ed un conduttore di terra, al Dispersore 3

3.1 ALIMENTAZIONE DEL QUADRO DALLA FORNITURA ENERGIA Lunghezza alimentazione : 30 m Max. corrente di utilizzo : 130 A Conduttore : corda flessibile in rame Isolante : EPR Guaina : EPR N. conduttori : 4 Sezione conduttori : 95 mmq L alimentazione della costruzione avviene attraverso una turbina idraulica che alimenta un generatore di energia elettrica attiva. L impianto risulta in qualsiasi caso connesso alla rete elettrica nazionale in quanto durante il normale svolgimento dell attività l impianto assorbe l energia reattiva che serve al funzionamento della macchina, invece durante l inattività della turbina idraulica utilizza l energia per il corretto funzionamento dell impianto stesso. 4.0. CLASSIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI Gli ambienti devono essere classificati secondo quanto specificato nell apposita tavola in allegato alla relazione tecnica quanto l attività svolta all interno dell edificio potrebbe essere classificata come pericolo esplosione per lo meno in prossimità delle lavorazioni specifiche dei vari cereali dove si potrebbe sviluppare una miscela pericolosa. 5.0. LEGGI E NORME CEI DI RIFERIMENTO LEGGE 186 del 01/03/68 Materiali ed installazioni realizzate a regola d arte; LEGGE 791 del 18/10/77 Garanzie di sicurezza del materiale elettrico; LEGGE 46 del 05/03/90 Norme per la sicurezza degli impianti; 4

D.P.R. n 447 del 06/12/91 Regolamento di attuazione della Legge n 46 del 05/03/90; D.P.R. n 547 del 27/04/55 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. NORME CEI: CEI 0-2 Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici; CEI 0-3 Legge 46/90, Guida per la compilazione della dichiarazione di conformità e relativi allegati; CEI 3-23 Schemi e piani d'installazione architettonici e topografici; CEI 3-32 Raccomandazioni generali per la preparazione degli schemi elettrici; CEI 3-33 Raccomandazione per la preparazione degli schemi elettrici circuitali; CEI 3-34 Codice d'identificazione dei materiali da utilizzare nella tecnologia elettrica; CEI 12-43 Impianti di distribuzione via cavo per segnali televisivi e sonori. Parte 1^: Prescrizioni di sicurezza: CEI 17-13/1 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT). Parte 1^ Prescrizioni per apparecchiature di serie (AS) e non di serie (ANS); CEI 17-13/3 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 3^ - Quadri di distribuzione (ASD); CEI 20-19 Cavi isolati con gomma con tensione nominale non superiore a 450/750V; CEI 20-20 Cavi isolati in polivinilcloruro con tensione nominale non superiori a 450/750V; CEI 20-21 Calcolo delle portate dei cavi elettrici - Parte 1^ - Regime permanente fattore di carico 100%); CEI 20-38/1 Cavi isolati con gomma non propaganti l'incendio a basso sviluppo di gas tossici e corrosivi Parte 1^. Tensione nominale Uo/U non superiore a 0,6/1kV; CEI 23-8 Tubi protettivi rigidi in polivinilcloruro e accessori; CEI 23-14 Tubi protettivi flessibili in pvc e loro accessori; CEI 23-25 Tubi per l'installazione elettriche. Parte 1^ Prescrizioni generali; CEI 23-26 Diametri esterni dei tubi per l'installazione elettriche e filettature per tubi ed accessori; CEI 23-51 Prescrizioni per la realizzazione, le verifiche e le prove dei quadri di distribuzione per installazioni fisse per uso domestico e similare; CEI 34-21 Apparecchi d illuminazione. Parte 1 : Prescrizioni generali e prove; CEI 34-22 Apparecchi d illuminazione - Parte II: Prescrizioni particolari. Apparecchi di emergenza; CEI 34-23 Apparecchi d illuminazione - Parte II: Prescrizioni particolari. Apparecchi 5

fissi per uso generale; CEI 34-30 Apparecchi d illuminazione - Parte II: Prescrizioni particolari. Proiettori; CEI 64-8/1 Parte 1: Oggetto, scopo e principi fondamentali; CEI 64-8/2 Parte 2: Definizioni; CEI 64-8/3 Parte 3: Caratteristiche Generali; CEI 64-8/4 Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza; CEI 64-8/5 Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici; CEI 64-8/6 Parte 6: Verifiche; CEI 64-8/7 Parte 7: Ambienti ed applicazioni particolari; CEI 64-12 Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per l'uso residenziale e terziario; CEI 70-1 Gradi di protezione degli involucri (Codice IP); CEI 81-1 Protezione delle strutture contro i fulmini; CEI 81-2 Guida alla verifica degli impianti di protezione contro i fulmini; CEI 81-4 Protezione delle strutture contro i fulmini - Valutazione del rischio dovuto al fulmine; 5.1. Norme UNI UNI 12464-1 Illuminazione d interni con luce artificiale. L elenco nominativo è riportato soltanto a titolo di promemoria informativo ; esso non è esaustivo per cui eventuali leggi o norme applicabili, anche se non citate, vanno comunque applicate. Qualora le sopra elencate norme tecniche siano modificate o aggiornate, si applicano le norme più recenti. 6.0. DESCRIZIONE GENERALE PROTEZIONI ADOTTATE 6.1. PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI Tutte le parti attive dell impianto devono essere protette in uno dei seguenti modi: tutte le parti attive sono ricoperte da un isolamento che può essere rimosso solo mediante distruzione. L isolamento dei componenti elettrici è costruito in modo da soddisfare le relative norme. tutte le parti attive sono poste entro involucri o dietro barriere in grado di assicurare almeno il grado di protezione IP55 se si tratta di parti a portata di mano, IP55 altrimenti. Gli involucri e le barriere sono saldamente fissati. Hanno sufficiente stabilità e durata nel tempo in modo da conservare il richiesto grado di protezione e una conveniente separazione delle parti attive nelle condizioni di servizio prevedibili tenuto conto delle condizioni ambientali. Quando sia necessario aprire involucri o rimuovere barriere, si 6

deve seguire una delle seguenti disposizioni: uso di una chiave o di un attrezzo; sezionamento delle parti attive oggetto della protezione; la richiusura del circuito deve essere possibile solo dopo che la barriera o l involucro sono stati richiusi e messi al loro posto; interposizione di una barriera intermedia o saracinesca, che impedisca il contatto con le parti attive, con grado di protezione almeno IP55. Tale barriera deve essere rimovibile solo con l uso di una chiave o di un attrezzo. 6.2. PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI L impianto è realizzato con un proprio impianto di terra locale. A tale impianto sono stati collegati tutti i sistemi di canale e tubazioni metalliche accessibili, nonché tutte le masse metalliche accessibili di notevole estensione (masse estranee) esistenti nell area dell impianto elettrico utilizzatore. Tutte le masse sono collegate all impianto di terra di cui sopra mediante apposito conduttore di protezione. Il conduttore di protezione è separato dal conduttore di neutro. Tutte le prese a spina per l alimentazione degli apparecchi utilizzatori, per le quali è prevista la protezione contro le tensioni di contatto mediante collegamento a terra, sono munite di contatto di terra, connesso al conduttore di protezione. Le protezioni sono coordinate in modo tale da assicurare la tempestiva interruzione del circuito di guasto se la tensione di contatto assume valori pericolosi. In particolare è sempre soddisfatta la seguente relazione: R<50 V /I con: R = resistenza in ohm dell impianto di terra nelle condizioni più sfavorevoli I = valore in Ampere della corrente di intervento in 5 sec. dei dispositivi di protezione In aggiunta sono stati posizionati all inizio delle condutture interruttori differenziali ad alta sensibilità in grado di proteggere dai contatti indiretti e come protezione aggiuntiva al pericolo incendio. 7

6.3. PROTEZIONE CONTRO SOVRACORRENTI E CORTO CIRCUITI La protezione contro sovracorrenti e corto circuiti è assicurata tramite interruttori automatici magnetotermici installati all inizio di ogni conduttura. Per quanto attiene ai sovraccarichi, gli interruttori e le condutture sono dimensionate in modo da soddisfare le seguenti relazioni: Ib<In<Iz If<1.45*Iz con: Ib = corrente di impiego In = corrente nominale del dispositivo di protezione Iz = portata dei conduttori If = corrente convenzionale di intervento del dispositivo di protezione Nel caso in cui la conduttura abbia nel suo percorso tratti con portate differenti, le condizioni sopra imposte sono soddisfatte per la portata inferiore. Se con uno stesso dispositivo di protezione sono alimentate diverse condutture, tale dispositivo protegge solo le condutture che soddisfano le condizioni. Per quanto riguarda i corto circuiti, il dispositivo di protezione relativo viene installato all inizio della conduttura; si ammette l installazione del dispositivo sino a tre metri di distanza dall origine della conduttura, purchè il tratto non protetto soddisfi contemporaneamente le seguenti condizioni: E realizzato in modo da ridurre al minimo il pericolo di corto circuito E realizzato in modo che anche nel caso di corto circuito sia ridotto al minimo il pericolo di incendio o di danno per le persone. Gli interruttori e le condutture sono dimensionate in modo che: Ogni interruttore ha un potere di interruzione superiore alla massima corrente di corto circuito possibile nel punto di installazione. E tuttavia ammesso l impiego di un dispositivo di protezione con potere di interruzione inferiore, a condizione che a monte vi sia un altro dispositivo avente il necessario potere di interruzione che tuttavia non faccia passare una quantità di energia che non potrebbe essere sopportata dal dispositivo a valle. 8

dove: Ogni interruttore intervenga in un tempo inferiore a quello che porterebbe in caso di corto circuito la temperatura dei conduttori oltre il limite ammissibile. Tale condizione è verificata in qualsiasi punto della conduttura. In prima approssimazione, per corto circuiti di durata non inferiore a 5 sec., la condizione che il corto circuito non alzi la temperatura dei conduttori oltre il limite ammissibile; Si verifica con la seguente formula: (I 2 t)<k 2 S 2 (I t) è l integrale di Joule per la durata del corto circuito S è la sezione dei conduttori (in mm); se il corto circuito impegna conduttori di diversa sezione, per S si assume la sezione del conduttore di sezione inferiore. K è un coefficiente legato alle caratteristiche fisiche del conduttore e del relativo isolamento. 7.0. QUADRI ELETTRICI Il quadro elettrico (QG) sarà costituito da un contenitore PVC e o metallico avente grado di protezione IP55 e posizionato al di fuori di ogni zona pericolosa. Nel quadro sono installate tutte le apparecchiature indicate nello schema elettrico allegato, perfettamente cablate con cavi e barrette in rame. Essi dovranno essere realizzati in modo da rispondere alle normative delle apparecchiature costruite in fabbrica. Per la disposizione del quadro nella struttura fare riferimento alla pianta allegata con disposizione dei componenti elettrici. 8.0. CANALIZZAZIONI Per la realizzazione dell impianto nella struttura, si utilizzerà la seguente tipologia cavidotto: Tipo canale : La canalizzazione è realizzata con giunti e raccordi in modo tale da 9

garantire un grado di protezione IP55. Materiale : METALLICO O PVC Diametro tubo : Il diametro interno del tubo sarà tale da superare di 1.3 volte il diametro del fascio di fili passanti dentro il tubo. Tipo di posa : INCASSATE ED A VISTA 9.0. CAVI Tutte le linee saranno realizzate in cavo unipolare o multipolare FG70R. Le giunzioni, effettuate solo all interno delle canalette e delle scatole di derivazione, saranno realizzate tramite appositi morsetti a cappuccio. Le sezioni dei cavi utilizzati dovranno rispettare le indicazioni presenti negli schemi elettrici allegati. 10.0. SCATOLE PORTAFRUTTO E PRESE Descrizione e tipologie di prese utilizzate: -Presa 2P+T, 10A, 220V in scatola standard -Presa 2P+T, 16A, 220V UNEL in scatola standard -Presa 2P+T, 16A, 220V interbloccata, protetta con fusibili (IP55) -Presa 3P+T, 16A, 380V interbloccata, protetta con fusibili (IP55) 11.0. CORPI ILLUMINANTI Nei locali sono stati installati i seguenti corpi illuminanti: Nella sala al piano terra sono state previste delle lampade fluorescenti 1x 58 W lungo il perimetro della stessa e delle lampade a della potenza equivalente di 75W analogamente nella sala al piano superiore. Nei locali adibito ad uso situati al primo, secondo e terzo livello sono state inserite 10

a seconda delle esigenze delle lampade fluorescenti della potenza di 2x 58 W O DI 1X 58 W 11

12.0. IMPIANTO DI TERRA DISPERSORI L impianto di dispersione è costituito da un anello di terra realizzato in treccia di rame da 35 mmq che si attesta a 1 picchetto di terra ispezionabile. Dall impianto dispersore partirà una treccia di rame della sezione di 16 mmq, che collegherà allo stesso dispersore il collettore di terra posto in prossimità del quadro elettrico. CONDUTTORI DI PROTEZIONE I conduttori di protezione avranno sezione pari a quella dei relativi conduttori di fase se questi avranno sezione inferiore o uguale a 16 mmq. Se i conduttori di fase avranno sezione da 16 mmq a 35 mmq, la sezione dei conduttori di protezione relativi sarà pari a 16 mmq. Nel caso di conduttori di fase con sezione superiore a 35 mmq, la sezione dei conduttori di protezione relativi sarà pari alla metà di quella dei conduttori di fase. CONDUTTORI EQUIPOTENZIALI PRINCIPALI I conduttori equipotenziali principali connetteranno tutte le masse estranee all impianto di terra. La sezione dei conduttori, sarà non inferiore alla metà di quella del conduttore di protezione principale dell impianto e, in ogni caso, maggiore di 6 mmq. Il tecnico Per Ind. Massimo Lombardi Ing. Danilo Zampolini 12