Marche e fregi tipografici

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Marche e fregi tipografici Per marca tipografica si intende un emblema, uno stemma con cui lo stampatore e l editore identificano le proprie edizioni. E un tipico elemento tipografico presente soprattutto nelle opere tra il 500 e il 600 e si trova sul colophon in un primo momento, e sul frontespizio successivamente. Garantisce l autenticità dell opera e serve, più che a distinguere lo stampatore tipografo, a distinguere l editore. Costituisce una garanzia contro le numerose edizioni contraffatte e serve a differenziare in modo vistoso la produzione di un editore da quella di un altro. Verso la fine del Cinquecento la marca tipografica diviene impresa o insegna, perdendo il significato pratico originario e svolgendo soprattutto funzioni decorative, anche attraverso dei disegni allegorici. Le varie imprese hanno dei motti in latino che intendono descrivere in breve le intenzioni dell editore ed esprimerne la natura. Ogni editore può averne anche più di uno. Tra Cinquecento e Seicento è notevole la quantità e varietà di marche tipografiche. Alcune sono parlanti e allusive, altre si riferiscono al nome dell editore, al contenuto del testo, e all autore dell opera, altre ancora riportano figure simboliche ed allegoriche, classiche e mitologiche. Febvre e Martin in La nascita del libro a proposito del insegna o marca tipografica evidenziano come: dapprima semplice sigla incisa per lo più su fondo nero riproducente il segno che librai e stampatori tracciavano per comodità dei trasportatori, sulle balle di libri spediti ai clienti e stampata dopo il colophon o in una pagina bianca dell ultima fascicolo, l nsegna diventa tosto una vera illustrazione pubblicitaria, destinata non solo ad indicare l origine del libro, ma anche ad ornarlo ed ad affermarne la qualità (Febvre, Martin 1958: 90). Durante l Umanesimo nelle insegne compare un simbolismo spesso complicato; tra gli stampatori più importanti Aldo Manuzio scelse l ancora, Kerver il liocorno, Estienne l olivo e Galiot du Prè la nave. Per quanto riguarda le marche tipografiche adottate dagli editori della zona dell Alta Valle del Tevere, alcuni esempi si possono trovare nei libri conservati presso la Biblioteca Comunale di Città di Castello. Di seguito è riportata la fotografia della marca tipografica della casa editrice Lapi. Anche se le attività di Lapi come tipografo risalgono al 1872, l attività editoriale vera e propria è da ricondurre alla metà degli anni 80. La nascita di Lapi come editore costituisce una novità nella scena tipografica cittadina, dove mancano le competenze e la sensibilità culturale che consentano l impiantarsi di una vera e propria attività editoriale. Il motto della casa editrice è Fac et spera. Nel tempo il motto viene sottomesso ad imprese diverse, l ultima delle quali è il castello. Marca tipografica della casa editrice Lapi

La casa editrice Il Solco, come mostra la fotografia che segue, scattata presso la Biblioteca Comunale di Città di Castello, ha come marca tipografica un libro aperto, una vanga e il motto Dissodare. La Casa editrice viene fondata nel 1920 da Don Enrico Giovagnoli, da Giulio Pierangeli e Gustavo Bioli. Specializza la propria attività dedicandosi alla produzione di libri d avanguardia, di storia, di filosofia, letteratura e religione. L immagine che segue, acquisita presso la storica sede della Tipografia, mostra la marca tipografica di Grifani e Donati. La Tipografia, nata nel 1799, è la più antica nella zona dell Alta Valle del Tevere. Marca tipografica Grifani e Donati Marca tipografica della casa editrice il Solco Il motto della Scuola tipografica editrice, nata a Città di Castello nel 1915 era Per amor ben fare. Marca tipografica della Scuola tipografica editrice Oltre alle marche tipografiche, altri elementi di interesse sono i fregi. Si tratta di elementi di decorazione e di accresciuta qualità estetica del libro. Il fregio svolge innanzi tutto una funzione di tipo estetico, e riesce contemporaneamente a connotare di maggiore prestigio l edizione a stampa. I fregi tipografici che seguono sono tratti dall edizione di L'arte a Citta' di Castello di Magherini Graziani, realizzata dalla Lapi nel 1897 e attualmente conservato presso la Biblioteca Comunale di Città di Castello. Il volume è di particolare interesse per le numerose illustrazioni e tavole che accompagnano il testo, così come i fregi posti alla fine di ogni capitolo. L immagine che segue è l ingrandimento di un fregio presente ne L'agricola e la Germania di Cornelio Tacito a cura di Cesare Annibali, stampato nel 1907 presso la Tipografia della casa editrice Lapi e attualmente conservato presso la Biblioteca comunale di Città di Castello.

L'agricola e la Germania di Cornelio Tacito a cura di Cesare Annibali Tipografia della casa editrice Lapi 1907 Biblioteca comunale Città di Castello L'arte a Citta' di Castello Magherini - Graziani Lapi editore 1897

L'arte a Citta' di Castello Magherini - Graziani Lapi editore 1897

L immagine che segue rappresenta il fregio conclusivo dell Orazione Accademica di Spiridione Berioli data alle stampe presso la stamperia dei F.lli Toppi nel 1783. Berioli Spiridione Orazione Accademica in lode dell Illmo e Rmo Monsignore Pietro Boscarini novello Vescovo di Città di Castello Dalle stampe presso F. Toppi 1783 Biblioteca comunale Città di Castello