Cuguteddu ruju. Capuccetto Rosso

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Cristiano Becciu Cuguteddu ruju Capuccetto Rosso

Illustrazioni: Carla Castagno carlacastagno@hotmail.com Traduzione in sardo: Cristiano Becciu cribec@tiscali.it Lazzaretti Editore www.lazzarettieditore.it info@lazzarettieditore.it Tutti i diritti riservati Finito di stampare nel mese di dicembre 2009.. 2

PREMISSA In dies de oe, sa polìtica linguìstica in Sardigna punnat a introdùere su sardu in s iscola. Est pro custu chi, nessi pro sas iscolas de primu gradu, sunt de profetu sas tradutziones de paristòrias galanas, a dae chi s imparu podet èssere fatu paris cun s ispàssiu. Sas règulas ortogràficas chi impreamus sunt sas matessi de sa Delìbera de sa Giunta Regionale (n. 16/14 de su 18 de abrile de su 2006), cun s annanta de su perfetu, adatadu a s iscritura. Règulas chi amparant e non controint sas variedades faeddadas de su sardu, bidu chi nois etotu nde faghimus una letura prus a sa setentrionale (pro l intèndere la depes iscarrigare dae www.lazzarettieditore.it). Ma cale si siat sardu faeddadu, cun carchi adatamentu, bona voluntade e cuidadu, si podet ispigrare in custa ortografia. Cristiano Becciu nato a Ozieri nel 1974. Laureato in lettere con una tesi in linguistica sarda impartisce corsi di formazione in lingua sarda per le scuole. Lavora ne sʼufìtziu Limba Sarda della la Regione Autonoma della Sardegna. 3

C'era una volta una bambina amata da tutti, specialmente da sua nonna. La vecchia aveva mandato alla piccola una mantellina con un cappuccio di velluto rosso e, poiché lei la portava sempre, la gente la chiamava Cappuccetto Rosso. 4

In su tempus antigòriu bi fiat una pitzinna istimada dae totus, mescamente dae giaja sua. Custa fèmina betza, a sa netighedda, l aiat imbiadu una mantellina cun unu Cuguteddu de belludu ruju e, sende chi issa si la bestiat semper, sa gente l aiat postu Cuguteddu ruju. 5

Un giorno sua madre le porse un cestino dicendo: "Porta questi dolcetti a tua nonna che sta male, perché la faranno sentire meglio. Mi raccomando, vai direttamente a casa della nonna e non allontanarti dal sentiero; e quando arrivi là ricordati di augurare buongiorno alla nonna; e non curiosare in tutti gli angolini appena entri". "Starò attenta", disse Cappuccetto Rosso, e fece "ciao" con la manina alla mamma. 6

Una die sa mama li deit una corbuledda narende li: giughe nche custos durches a giaja tua chi no istat bene, chi l ant a fàghere profetu. Dae atentu, anda dereta a domo de giaja e sighi su caminu, no ti nch istesies; e a dae chi lompes igue ammenta ti de nàrrere bonas dies a giaja; e no istes a su còmpida còmpida in sos cugiones de sa domo, a dae chi intras. Apo a dare atentu nergeit Cuguteddu Ruju, e cun sa manighedda fateit ciao a sa mama. 7

Ora dovete sapere che la nonna viveva nel bosco a circa mezz'ora di cammino dal paese. Mentre Cappuccetto Rosso camminava nella foresta incontrò un lupo, ma non si spaventò, perché non sapeva quanto fosse cattivo. "Buongiorno", disse il lupo, "dove vai di bello questa mattina?". "Dalla nonna", rispose Cappuccetto rosso, "è molto debole e malata e le sto portando questo cesto di dolcetti". 8

Como depides ischire chi sa giaja biviat in su padente a belle che mesora de caminu dae sa bidda. Caminende caminende Cuguteddu Ruju agateit unu lupu in sa foresta, ma non s assustreit, ca no l ischiat cantu fiat malu. Bonas dies, nergeit su lupu, e a ue ses andende de bellu, a mangianu? "A sa de mannedda", respondeit Cuguteddu Ruju, est dèbile meda e malàida e nche li so giughende custa còrbula de durches. 9

Poi il lupo le chiese dove abitava la nonna. Cappuccetto Rosso rispose: "La sua casa è nel profondo della foresta sotto tre grandi querce, vicino a dei cespugli di nocciole". Il lupo pensò tra sé e sé: "Questa bimba avrà un sapore delizioso, sarà più tenera della vecchia, ma in qualche modo devo riuscire ad acchiapparle tutte e due". Poi s'incamminò con Cappuccetto Rosso e le disse: "Ma guarda che bei fiori e ascolta il canto degli uccellini! Perché vai così di fretta quando tutto è così meraviglioso qui nella foresta". 10

Posca su lupu li pregonteit in ue istaiat sa donna manna. Cuguteddu ruju respondeit: domo sua nch est in su fundu de su padente suta de tres chercos mannos, a curtzu a tres matas de nutzola. Su lupu penseit, intro de coro suo: Custa pitzinnedda at a èssere saborida meda, at a tènnere una petza prus modde de sa giaja, ma de carchi manera las apo a dèpere aferrare ambas duas. A pustis paris cun Cuguteddu Ruju si pongeit in caminu narende a sa pitzinna: Mira ite frores galanos e ascurta su cantu de sos pugioneddos! Non cumprendo a ite andas gasi lestra si inoghe, in su padente, est totu gasi ispantosu ". 11

Allora Cappuccetto Rosso si guardò intorno: la luce dorata del sole filtrava dagli alberi, dappertutto c'erano fiori variopinti. Improvvisamente pensò: "Non mi ci vorrà molto per cogliere qualche fiore e la nonna sarebbe contenta se le portassi un mazzolino". Così si mise a raccogliere i fiori, ma ogni volta che ne raccoglieva uno ne vedeva uno più bello poco più in là e così s'immerse sempre più nel profondo della foresta. 12

Tando Cuguteddu Ruju abbaideit su chi l inghiriaiat: sa lughe indeorada de su sole colaiat dae sas àrbores, in totue b aiat frores bàrgios. Totu in una penseit: Non b apo a pònnere meda a boddire carchi frore e giaja si nde diat cuntentare si nche li giuto unu romalliete E gasi si pongeit a boddire frores, ma cando nde boddiat unu nde bidiat unu prus bellu a curtzu e a su camina camina, a su boddi boddi nche resurteit in su fundu de su padente. 13

Nel frattempo il lupo corse dritto alla casa della nonna. Bussò alla porta e la nonna chiese chi era. "Sono, ehm, sono Cappuccetto Rosso", disse il lupo, "ti ho portato dei dolcetti, mi apri la porta?". "Alza il chiavistello ed entra", disse la nonna, "sono troppo debole per alzarmi". Così il lupo alzò il chiavistello ed entrò e in un attimo si mangiò la nonna. Poi s'infilò a letto e chiuse le tendine davanti al letto. 14

In su peristante su lupu curreit a sa lestra a domo de sa giaja. Tzocheddeit a sa ghenna e sa giaja pregonteit chie fiat."so, ehm, so Cuguteddu Ruju", nergeit su lupu, "t apo batidu paritzos durches, a mi l aberis sa ghenna? Àrtzia su passadore e intra, nergeit sa giaja, so dèbile dèbile e non mi nde potzo pesare. Gasi su lupu artzieit su passadore e intreit, e si nche mandigheit sa giaja in unu mossu. Posca si nch intreit suta sos lentozolos e si nche cueit in dae segus de sas tendas de su letu. 15

Cappuccetto Rosso continuò a cogliere fiori, finché non poté raccoglierne altri e a quel punto si ricordò della nonna. Riprese a camminare e quando arrivò alla casa della nonna trovò la porta aperta. Ma non appena ebbe varcato la soglia si sentì un po' a disagio. "Buongiorno", disse, ma la nonna non rispose. Allora si avvicinò al letto e tirò le tendine. Ma che strano aspetto aveva la nonna con le coperte fino al mento e la cuffia da notte sugli occhi! 16

Cuguteddu Ruju sigheit a boddire frores, finas a cantu non bi nd abarreint àteros, tando s ammenteit de sa giaja. Si pongeit a caminare a a dae chi lompeit a domo de sa donna manna agateit sa ghenna aberta. Ma una borta intrada est comente chi carchi cosa no li torraiat. Bonas dies, nergeit, ma sa giaja no li respondeit. Tando si nch acurtzieit a su letu e abergeit sas tendinas. Ma ite chìgia istrana teniat sa giaja cun sas mantas chi nche lompiant a sa buca e cun sa careta in sos ogros! 17

"Oh, nonna! Che grosse orecchie hai!". "E' per sentirti meglio", rispose il lupo. "Oh, nonna! Che grandi occhi hai!", disse Cappuccetto Rosso. "E' per guardarti meglio", rispose il lupo. 18

"Ih, manne! ite origras mannas chi tenes". "Sunt gasi pro t intèndere mègius", respondeit su lupu. "Ih, manne! ite ogros mannos chi as!", nergeit Cuguteddu Ruju. "Sunt gasi pro chi ti bidant mègius", respondeit su lupu. 19

"Ma nonna, che mani grandi hai!", esclamò Cappuccetto Rosso. "E' per tenerti meglio", rispose il lupo. "Oh, nonna! Ma che denti aguzzi hai!", gridò Cappuccetto Rosso. "E' per mangiarti meglio!", ruggì il lupo e inghiottì Cappuccetto Rosso in un sol boccone. 20

"Ih manne, ite manos mannas chi tenes!", nargeit Cuguteddu Ruju. "Sunt gasi pro ti mantènnere mègius", respondeit su lupu. "Ih, manne! Ite dentes acutzas chi as!", abboghineit Cuguteddu Ruju. "Sunt gasi pro ti nche mandigare mègius!", uruleit su lupu e in unu mossu ebbia si nch ingurteit a Cuguteddu Ruju. 21

Poi si addormentò e si mise a russare sonoramente. Accadde che un cacciatore passasse da quelle parti. Il cacciatore pensò: "Ma come russa forte oggi la vecchia; è meglio che vada a controllare che stia bene". 22

Pustis si nche dormeit e si pongeit a ruschidare chi pariat unu trumbone. Cumbineit chi unu catziadore fiat cassende in cuddos tretos. Su catziadore penseit: "Oe sa betzedda est ruschidende meda; forsis est mègius si bʼando a bìdere, non siat chi no istet bene ". 23

Quando entrò vide il lupo addormentato nel letto della nonna. "Ah, eccoti qua, vecchio peccatore!", pensò il cacciatore, "Quanto ti ho cercato!". Dapprima pensò di sparare al lupo, ma non vedendo la vecchia capì che quel vecchio furfante se l'era mangiata. 24

Una borta intradu bideit su lupu dormidu in su letu de sa giaja de Cuguteddu Ruju. "Ah, aco ti, malaitu su pecadu!", penseit su catziadore intro de coro suo, "Cantu t apo chircadu!". A sa prima penseit de isparare, ma sigomente non fiat bidende sa fèmina betza cumprendeit chi cuddu animale birbante si nche l aiat mandigada. 25

"Forse può ancora essere salvata", pensò. Così prese un paio di forbici e tagliò la pancia al lupo. Dalla pancia del lupo sbucò Cappuccetto Rosso gridando: "Oh, che spavento! Era così buio nella pancia del lupo!". Poi venne fuori la nonna anche lei viva e vegeta. 26

"Forsis la podimus galu sarbare", penseit. Gasi leeit una paja de fòrtighes e segheit sa matza a su lupu. Dae sa matza de lupu esseit a foras Cuguteddu Ruju abboghinende: "oh, ite assustru! B aiat iscuru meda intro de sa matza de su lupu!". Duncas esseit a foras finas sa donna manna, chi issa puru fiat galu bia e sana. 27

Cappuccetto Rosso corse fuori a cercare delle pietre pesanti che mise nella pancia del lupo. Il lupo si svegliò e cercò di scappare, ma le pietre erano così pesanti che cadde morto. 28

Cuguteddu Ruju curreit a foras pro chircare paritzas pedras graes chi nche pongeit in sa matza de su lupu. Su lupu si nd ischideit e proeit a fuire, ma sas pedras fiant gasi graes chi si nche morgeit, ruende a terra. 29

Tutti erano felici e contenti. Il cacciatore portò con sé la pelle del lupo. La nonna mangiò i dolcetti che Cappuccetto Rosso le aveva portato e cominciò a sentirsi molto meglio e Cappuccetto Rosso si disse: "Non mi allontanerò mai più dal sentiero, quando mia madre mi raccomanderà di non farlo". 30

Totus fiant ditzosos e cuntentos. Su catziadore si nche leeit sa pedde de su lupu. Sa donna manna si nche mandigheit sos durches chi l aiat batidu Cuguteddu Ruju e comintzeit a sanare, istende mègius e Cuguteddu fateit una promissa: "Non mi nch apo a istesiare prus dae su caminu, cando mama m at a nàrrere de no lu fàghere. 31