GLI ELEMENTI CHIMICI

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I costituenti degli elementi chimici GLI ELEMENTI CHIMICI Gli elementi chimici si differenziano per il numero di protoni nel nucleo. Il numero dei protoni definisce il numero atomico (Z) di un elemento. Tale numero coincide con il numero di elettroni se l elemento è un atomo neutro. Idrogeno (H) Z = 1 (1 protone e 1 elettrone) Carbonio (C) Z = 6 (6 protoni e 6 elettroni) Azoto (N) Z = 7 (7 protoni e 7 elettroni) Ossigeno (O) Z = 8 (8 protoni e 8 elettroni) Nucleoni: Sono i costituenti del nucleo, cioè protoni e neutroni. Il numero di massa (A) è la somma del numero di protoni e di neutroni (N): A = Z + N Simbolismo dell atomo: Gli isotopi Sono atomi dello stesso elemento (stesso numero atomico Z) ma con diverso numero di massa A (diverso contenuto di neutroni).

Gli elementi chimici Gli elementi chimici sono raggruppati nella Tavola periodica, in ordine crescente di numero atomico. Struttura dell atomo Gli elettroni si trovano attorno al nucleo in zone dello spazio ben definite che rappresentano la massima probabilità di individuarlo (orbitale). Il concetto di traiettoria ben definita (secondo l atomo classico) non è, quindi, più valida. Gli elettroni si localizzano solo a certe distanze dal nucleo, formando 7 strati o gusci elettronici, a ciascuno dei quali compete una certa energia fissa (quantizzata), detta livello energetico. Ogni livello energetico è costituito da sottolivelli, gli orbitali atomici (anch essi con energie definite e caratteristiche (quantizzate)). Ogni orbitale può contenere al massimo 2 elettroni. Esistono 4 tipi di orbitali, indicati con le lettere s, p, d, f, che si dispongono nei 7 livelli energetici in modo caratteristico. Ciascun orbitale è preceduto dal numero (da 1 a 7) del livello energetico al quale appartiene.

I numeri quantici I livelli di energia sono individuati da un numero intero, n, detto numero quantico principale (n): definisce l energia e la distanza dal nucleo degli elettroni. In ogni livello di energia ci sono dei sottolivelli, definiti da un altro numero quantico (l), chiamato numero quantico secondario, che individua la forma della traiettoria dell elettrone. Gli elettroni si distribuiscono negli orbitali secondo le cosiddette 3 regole di Aufbau (o regole di costruzione). 1) Principio di minima energia

2) Principio di esclusione di Pauli Numero quantico di spin (s) Un orbitale non può essere occupato da più di due elettroni e, se questi occupano lo stesso orbitale, i loro spin devono essere differenti. Gli spin di due elettroni sono considerati appaiati quando uno è e l altro. Gli spin appaiati si indicano con la simbologia:, 3) Principio di massima molteplicità di Hund Configurazione elettronica degli elementi Gli elettroni si collocano iniziando il riempimento degli orbitali a più bassa energia (Regola di Hund). L energia è proporzionale alla somma (n + l); si riempiranno gli orbitali, nell ordine: s, p, d, f, ecc.

Le masse atomiche Si chiamano comunemente pesi atomici. La misura dei pesi degli atomi si effettua con uno strumento chiamato Spettrometro di massa. Un fascio di atomi allo stato di vapore è ionizzato per collisione con elettroni veloci e poi separato, mediante l applicazione di campi elettrici (di intensità V) e campi magnetici (di intensità B). Determinando il raggio di curvatura della traiettoria (vedi figura), si ricava la massa dell elemento. Si definisce Dalton o unità di massa atomica (u.m.a. o u) una massa pari ad 1/12 (un dodicesimo) della massa del C 12. Una unità di massa atomica (1 u.m.a.) è pari a 1,66 10 24 g. La massa molare Si è definita l unità di massa atomica come 1 u.m.a. = m ( 12 C)/12 = 1.66 10 24 g La relazione esiste tra grammi e u.m.a. è: 1 g = 1/(1.66 10 24 ) u.m.a. = 6.023 10 23 u.m.a. Se si considerano 6.023 10 23 volte il peso di un atomo di 12 C si ottiene: 6.023 10 23 (12 1,66 10 24 ) g = 12.01 g Quindi 6.023 10 23 atomi di C pesano 12.01 g, numericamente uguale alla massa atomica in u.m.a. La mole rappresenta un quantitativo di 6.023 10 23 atomi di un elemento. Tale numero di chiama Numero di Avogadro (N A = 6.023 10 23 ).

I legami chimici Regola dell ottetto: ogni atomo si combina per raggiungere il riempimento dei livelli energetici di valenza (che sono: 2(s) + 6(p) = 8). L ottetto completo si raggiunge formando legami. Ci sono 4 tipi di legami principali. Legame ionico Per stabilire il tipo di legame che forma un atomo occorre considerare le seguenti tre grandezze: 1) Potenziale di Ionizzazione (P.I.): energia necessaria per espellere un elettrone da un atomo. 2) Affinità Elettronica (A.E.): energia ceduta o acquistata quando un atomo acquista un elettrone. 3) Elettronegatività (E.N.): capacità di un atomo di attirare a se gli elettroni di legame. E.N. = (P.I. + A.E.)/2 Elementi con alto P.I. e A.E.

Legame covalente Legame che si forma quando due atomi mettono in comune due elettroni. Se gli atomi sono uguali, il legame si chiama covalente puro Atomi diversi: covalente polare Polarità dei legami: momento dipolare ( ) Il dipolo è costituito da due carica uguali (q) separate da una distanza (d). Si definisce la grandezza momento di dipolo ( ): Legami non polari e polari

Legame dativo (coordinazione) Legame nel quale la coppia di elettroni è messa in comune per la formazione del legame da un solo atomo. Legame metallico Gli elettroni di legame non sono posizionati tra due atomi ma sono delocalizzati su tutta la struttura (nuvola elettronica). Legame presente nei metalli.

Valenza degli elementi Numero di legami che può dare un elemento. Gli elettroni appartenenti allo strato più esterno si chiamano elettroni di valenza. La valenza si indica con un numero romano. Un elemento può avere più di una valenza: Idrogeno: monovalente (I) Ossigeno: bivalente (II) Carbonio: tetravalente (IV) Azoto: trivalente (III), pentavalente (V) Zolfo: bivalente (II), tetravalente (IV), esavalente (VI) Alogeni (Cl, Br, I): I, III, V, VII Nella tabella sono indicate le valenze più comuni degli elementi.

Numero di ossidazione (N.O.) degli elementi Il numero di ossidazione (N.O.) di un elemento in un composto è la carica (positiva o negativa) che avrebbe se, considerando tutti i legami ionici nella molecola, gli elettroni di legame fossero assegnati all atomo più elettronegativo (F > O > N > Cl > C > H). E una carica non reale. Un elemento può avere differenti numeri di ossidazione in composti diversi. Il N.O. si calcola considerando le seguenti regole: 1) Il N.O. dell ossigeno nei composti è sempre uguale a 2, tranne nei perossidi, dove N.O. = 1 (Na 2 O 2 : perossido di sodio e H 2 O 2 : perossido di idrogeno (acqua ossigenata)). Nel composto OF 2 il N.O. di O è + 2. 2) Il NO dell idrogeno nei composti è sempre uguale a +1, tranne negli idruri metallici, in cui esso ha numero di ossidazione uguale a 1. NaH, idruro di sodio, CaH 2, idruro di calcio. 3) Il N.O. di un elemento allo stato libero, non combinato, è zero Cl 2, O 2, H 2, F 2 : N.O. = 0 4) Il N.O. dei metalli alcalini (Li, Na, K, Rb, Cs) è sempre + 1, mentre quello dei metalli alcalino terrosi (Ca, Mg, Ba, Sr) è sempre + 2. 5) Per uno ione, il N.O. è pari alla sua carica. Mn 2+ ha N.O. = + 2, CdCl 2 : N.O. (Cd) = + 2, N.O. (Cl) = 1. 6) La somma algebrica dei N.O. di tutti gli atomi presenti in un composto neutro è zero, mentre in una specie carica è pari alla carica.

Esempio: Calcolare il N.O. di alcuni elementi. N.O. (Cl) in Cl 2 O 7 2 (x) + 7 ( 2) = 0 x = + 7 N.O. (P) in Na 3 PO 4 3 (+ 1) + x + 4 ( 2) = 0 x = + 5 + N.O. (N)in NH 4 x + 4 (+ 1) = + 1 x = 3 N.O. (C) in CH 4 x + 4 (+1) = 0 x = 4 N.O. (Cr) in K 2 Cr 2 O 7 2 (+ 1) + 2 x + 7 ( 2) = 0 x = +6 Un composto che contiene un elemento con N.O. alto tende ad acquistare elettroni. Si dice che si comporta da ossidante. Un composto che contiene un elemento con N.O. basso tende a cedere elettroni. Si dice che si comporta da riducente. L azione ossidante dei metalli: Ag + + Cu (S) = Ag (S) + Cu 2+ lo ione Ag + acquista e da Cu Cu 2+ + Pb (S) = Cu (S) + Pb 2+ lo ione Cu 2+ acquista e da Pb

Esempi di reazioni redox La combustione del carbone: La dissoluzione di metalli con acidi: Le reazioni di ossidi Il nitrato di ammonio, quando riscaldato, esplode: L acqua ossigenata è un ossidante: H 2 O 2 + 2e + 2H + 2H 2 O I nitrati sono degli ossidanti. Il nitrato presenta l'azoto allo stato di ossidazione (+5) ed è quindi un forte ossidante in ambiente acido. Tende a ridursi a NO 2 (N.O. = + 4) oppure a NO (N.O. = + 2) a seconda se la soluzione di nitrato sia rispettivamente concentrata o diluita. Ovviamente se non è presente un riducente (un elemento disponibile a cedere elettroni), non avviene nessuna reazione. Con un metallo come Al, si può formare ammoniaca (N.O. = 3). La corrosione è una reazione di ossidoriduzione.

Lo zinco si ossida più facilmente del ferro: impiego del ferro zincato. Gli ioni Zn 2+ formano ossido di zinco e idrossido di zinco, che forma una pellicola protettiva per il ferro. Una ossidazione può avvenire con rimozione di un elettrone da una sostanza, rimozione di atomi di idrogeno o per aggiunta di atomi di ossigeno ad un substrato Numero di ossidazione (N.O.) nei composti del carbonio