Chiusure verticali. Chiusure a cappotto e ventilate

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Chiusure verticali Chiusure a cappotto e ventilate 1

Le soluzioni che verranno trattate sono caratterizzate dalla presenza di diversi strati, non necessariamente tutti presenti contemporaneamente, ciascuno costituente una entità funzionale distinta. I diversi strati che si possono riconoscere sono: strato di tenuta strato di ventilazione strato di isolamento strato di barriera al vapore strato di collegamento strato resistente 2

Chiusura verticale a cappotto L edificio viene avvolto con un cappotto di materiale isolante, di norma applicato all esterno per sfruttare l inerzia termica della muratura. Lo strato termoisolante deve essere portato oppure auto-portante, rigido, protetto dagli agenti atmosferici e deve potersi adattare alle deformazioni degli strati più interni cui è applicato. 3

Cappotto leggero lastre rigide di gesso (120 x 300 cm, spessore 1,25 cm) accoppiate con lastre preassemblate con lana di vetro (1,5 2 3,5 cm) con lastre preassemblate con polistirene espanso estruso (2 3 4 cm) pannelli rigidi di materiale isolante, completo di intonaco sottile armato con rete in fibra di vetro lana di vetro trattata con resine termoindurenti polistirene o poliuretano espanso ad alta resistenza In alcuni casi è presente un foglio di alluminio applicato sulla faccia interna del pannello, con funzione di barriera al vapore. Le tendenze progettuali più recenti, orientate al contenimento dei consumi energetici, richiedono un incremento degli spessori complessivi degli isolanti impiegati. Nei paesi dell Europa continentale (Francia, Germania) si ha uno spessore medio di isolante pari a 8 12 cm contro i 4 6 cm previsti mediamente in Italia fino ad alcuni anni fa. 4

Cappotto pesante pannelli in lana di legno mineralizzata, ancorati con malta adesiva specifica e tassellature con chiodi, compresa la prima rasatura cementizia (2 mm), rete in fibra di vetro tessile e successiva seconda rasatura (spessori da 2,5 a 5 cm) pannelli in lana minerale con strati in lana di legno mineralizzata (5 mm), ancorati con malta adesiva specifica e tassellature con chiodi, compresa la prima rasatura cementizia (2 mm), rete in fibra di vetro tessile e successiva seconda rasatura (spessori da 3,5 a 5 cm) 5

Vantaggi offerti dal cappotto controllo dei ponti termici sfruttamento inerzia termica delle murature cui è applicato riduzione delle escursioni termiche estate inverno miglior comfort abitativo 6

Criticità I fenomeni di degrado possono essere dovuti a: agenti aggressivi esterni difetti di materiali e modalità di posa in opera mancata manutenzione I fenomeni di degrado più frequentemente rilevati sono: fessurazioni dello strato superficiale esterno formazione di muffe e bolle distacchi e cadute di materiale 7

Fasi di posa in opera 1 3 2 4 8

Attacco a terra 9

Copertura a falde 10

Copertura piana 11

Attacco serramento 12

13

14

Facciata ventilata Innovazione architettonica Possibilità di utilizzo di materiali innovativi e derivati da settori diversi da quello edilizio Innovazione tecnologica Industrializzazione dei componenti Montaggio a secco Innovazione prestazionale Elevata manutenibilità Facile smontabilità Possibilità di riciclare il materiale a fine ciclo di vita Si tratta di una soluzione che può essere applicata tanto nelle nuove costruzioni quanto negli interventi di recupero e che offre notevoli vantaggi in termini di risparmio energetico. 15

Principio di funzionamento Il rivestimento esterno applicato a secco consente di definire una intercapedine al cui interno si genera un flusso d aria ascendente che consente ottime prestazioni in regime estivo. 16

Strati funzionali 17

Scala di Milano Mario Botta (2002 2004) Dettaglio della parete ventilata dell edificio che ospita gli spazi accessori alle attività del teatro I montanti metallici di supporto al rivestimento lapideo. Il rivestimento esterno è libero di dilatarsi senza provocare fessurazioni sul supporto murario. Dettagli del cantiere nell estate del 2004. 18

Scala di Milano Mario Botta (2002 2004) Dettaglio della parete ventilata dell edificio che ospita gli spazi accessori alle attività del teatro Dettagli del cantiere nell estate del 2004. 19

Scala di Milano Mario Botta (2002 2004) Dettaglio della parete ventilata dell edificio che ospita gli spazi accessori alle attività del teatro Dettagli del cantiere nell estate del 2004. 20

CHIUSURE VERTICALI Raccordi con solai su spazi aperti La soluzione, che utilizza un rivestimento esterno in lastre di alluminio, mantiene la continuità dello strato termoisolante. Un elemento grigliato collocato alla base del pannello terminale di rivestimento consente l innesco di fenomeni di ventilazione nell intercapedine esterna della muratura. 21

Dettaglio costruttivo di una facciata ventilata 22

Palazzine a schiera Berlino Becher & Rottkamp 1999 23

Resistenza all acqua e comportamento termoenergetico Resistenza all acqua Buona protezione contro la pioggia battente (vantaggi di durabilità e di efficienza energetica) Comportamento termo-energetico Nella stagione estiva riduzione del carico termico dell edificio per effetto combinato della riflessione superficiale e della ventilazione all interno dell intercapedine. Isolamento termico omogeneo e continuo, con totale controllo dei ponti termici Isolamento termico di grande spessore senza incontrare rilevanti difficoltà tecniche 24

Isolamento acustico e controllo degli stati tensionali Isolamento acustico I rivestimenti favoriscono la riflessione dei rumori; i giunti, l intercapedine e l isolante determinano invece un significativo assorbimento acustico Controllo degli stati tensionali Il frazionamento dimensionale delle campiture di facciata ed il sistema di collegamenti e sottostrutture che sostengono il rivestimento consentono di assorbire senza conseguenze il complesso delle dilatazioni termiche e delle deformazioni dell edificio 25

ANCORAGGI Generalità Gli ancoraggi tra elementi di facciata e solai devono: Sostenere il peso dell elemento Adattarsi alle tolleranze dimensionali ammesse nella fabbricazione e nella posa degli elementi Essere regolabili nelle tre direzioni Permettere il movimento dei singoli elementi sotto l effetto delle dilatazioni termiche e delle deformazioni degli elementi adiacenti Essere in grado di trasferire le reazioni della facciata alla struttura dell edificio e viceversa Conservare la loro funzionalità nel tempo Permettere un facile montaggio e smontaggio delle parti La scelta di una soluzione rispetto alle altre deve tenere conto di aspetti costruttivi, morfologici e formali non solo riferiti al sistema tecnologico della facciata, ma anche alla sua integrazione con le strutture e con le tecniche costruttive impiegate per le partizioni orizzontali 26

ANCORAGGI Connessione con solai Viste assonometriche di due differenti tipologie di ancoraggio tra gli elementi portanti della chiusura verticale e i solai 27

ANCORAGGI Regolazioni e tolleranze Connessione fronte solaio Connessione sopra solaio Esempi di attacchi che consentono regolazioni e adeguamenti tridimensionali degli elementi di raccordo tra solaio e pannelli di facciata 28

ANCORAGGI Dilatazioni termiche Schematizzazioni di alcune differenti tipologie di connessione tra montanti e traversi di una chiusura verticale continua Le connessioni tra gli elementi metallici dell orditura strutturale della chiusura verticale sono soggetti a rilevanti fenomeni di dilatazione termica. I nodi di connessione devono essere progettati in modo da non impedire tale dilatazione, per prevenire concentrazioni locali di sforzi, che potrebbero produrre deformazioni strutturali permanenti e quindi ridurre la stabilità e la tenuta complessiva del sistema. 29

ANCORAGGI 30

ANCORAGGI Sollecitazioni meccaniche Ancoraggio a vite Ancoraggio sottosquadro Modelli di distribuzione degli sforzi di trazione all interno del substrato 31

ANCORAGGI Meccanismi di rottura Rottura dell ancoraggio Rottura del calcestruzzo Sfilamento dell ancoraggio Esempi dei diversi meccanismi di rottura dell ancoraggio 32

Tipo di rivestimento Rivestimenti lapidei Rivestimenti in cotto Rivestimenti in ceramica I sistemi di ancoraggio del rivestimento possono essere di tipo a scomparsa, oppure a vista; si possono inoltre distinguere ancoraggi puntiformi ed ancoraggi su sottostrutture (soli montanti oppure soli traversi ad una distanza variabile tra i 30 e 60 cm oppure entrambi). 33

Tipo di rivestimento Rivestimenti in calcestruzzo, legno e fibrocemento Rivestimenti in lega metallica 34