Percorso 7 L infinito R I P A S S I A M O I N S I E M E 1 L infinito 2 Le proposizioni infinitive 4 ore Prima del latino l italiano 1.1 L infinito LEZIONE 1 L infinito Come gli altri modi infiniti (participio e gerundio), l infinito non permette l individuazione della persona né l atteggiamento del soggetto agente. I tempi dell infinito L infinito ha due tempi, presente e passato: nella diatesi attiva il primo ha forma semplice e corrisponde al puro significato verbale; il secondo è composto, formato dall ausiliare «avere» («re» per i verbi intransitivi) e dal participio passato del verbo-base. nella diatesi passiva, sia il presente che il passato hanno forma composta, derivante dall unione dell ausiliare «re» con il participio passato del verbo-base. È appena il caso di ricordare che i verbi intransitivi non hanno passivo. DIFFERENZE Latino Italiano In latino i modi infiniti sono cinque, quindi due in più rispetto all italiano (gerundivo e supino). In latino l infinito ha tre tempi: perfetto, presente e futuro (quest ultimo scomparso nella nostra lingua). In italiano l infinito passivo ha sempre forma perifrastica. Il latino in pillole 1.2 La flessione dell infinito I modi infiniti In latino vi sono cinque modi infiniti, infinito, participio, gerundio, gerundivo, supino (ovvero le forme nominali del verbo), la cui funzione può re sia nominale che verbale. In latino, l infinito ammette sia la forma attiva sia la forma passiva ma solo per i verbi transitivi. I tempi dell infinito attivo In origine, l infinito presente era un mero sostantivo verbale, usato per esprimere la pura e semplice azione verbale. In seguito, è entrato a pieno titolo nel sistema delle coniugazioni, sviluppando anche un tempo perfetto e uno futuro, secondo il seguente prospetto: 158
L infinito infinito presente: tempo semplice, derivato dal tema del presente a cui si aggiunge la desinenza -re; corrisponde al puro significato del verbo (per es: amá-re, «amare»); infinito perfetto: tempo semplice, derivato dal tema del perfetto a cui si aggiunge il suffisso -isse (per es: amav-isse, «aver amato»); infinito futuro: tempo composto, derivato dal participio futuro del verbo-base associato a (ovvero l infinito presente di sum, per es.: amatúrum, -am, -um, «stare per amare»). Il participio futuro è espresso sempre al caso accusativo, concordato in genere e numero con il soggetto dell infinito. MEMO Il participio futuro si ottiene dal tema del supino, sostituendo all uscita in -um il suffisso -úrus, -úra, -úrum. I coniugazione presente amáre monére perfetto amavisse monuisse futuro amatúrum, -am, -um monitúrum, -am, -um amatúros, -as, -a monitúros, -as, -a II coniugazione presente legëre audíre perfetto legisse audivisse futuro lectúrum, -am, -um auditúrum, -am, -um lectúros, -as, -a auditúros, -as, -a I tempi dell infinito passivo Mentre l infinito presente mantiene forma sintetica anche alla diatesi passiva, perfetto e futuro sviluppano una formazione perifrastica. Analizziamo le singole terminazioni: infinito presente: tempo semplice, si forma dal tema del presente a cui si aggiunge la desinenza -ri (per es: amá-ri, «re amato»); fanno eccezione i verbi della, che aggiungono la desinenza -i, che va a sostituirsi alla terminazione attiva -ëre (per es.: leg-i, «re letto»); infinito perfetto: tempo composto, si forma dal participio perfetto associato a (ovvero l infinito presente di sum, per es: amátum, -am, -um, «re stato amato»). Il participio perfetto va sempre espresso al caso accusativo, concordato in genere e numero con il soggetto dell infinito; infinito futuro: tempo composto, derivato dal supino in -um associato alla forma iri (ovvero l infinito presente di forma impersonale del verbo eo, ire, «andare», per es: amátum iri, «stare per re amato»). Naturalmente sono privi di infinito futuro passivo quei verbi che, sebbene transitivi, mancano di supino. IV coniugazione MEMO Il participio perfetto si ottiene dal tema del supino, sostituendo all uscita in -um le desinenze -us, -a, -um, proprie degli aggettivi della I classe. I coniugazione II coniugazione presente amári monéri perfetto amátum, -am, -um monïtum, -am, -um amátos, -as, -a monïtos, -as, -a futuro amátum iri monïtum iri 159
PERCORSO 7 160 presente legi audíri perfetto lectum, -am, -um audítum, -am, -um lectos, -as, -a audítos, -as, -a futuro lectum iri audítum iri L infinito di sum Tra le forme nominali del verbo, il verbo sum possiede soltanto l infinito (presente, passato e futuro) e il participio futuro (futúrus, -a, -um, derivato dalla stessa radice del perfetto fui). Tutti i tempi dell infinito hanno formazione regolare. presente fuisse futúrum, -am, -um futúros, -as, -a Laboratorio di latino perfetto 1 Analizza e traduci le seguenti voci verbali, registrando sul quaderno il paradigma di ciascun verbo. avere vinto re stato ostacolato avere ordinato re stati visti stare per dire avere ucciso re preparata conoscere stare per re sacrificati re stata portata via stare per re inviato re stati muniti re viste avere corso distruggere stare per vincere re inviati avere conosciuto. 2 Coniuga e traduci gli infiniti attivi e passivi dei seguenti verbi: impëro, -as, -ávi, -átum, -áre, «comandare» scribo, -is, scripsi, scriptum, -ëre, «scrivere» delëo, -es, -evi, -etum, -ére, «distruggere» duco, -is, -duxi, -ductum, -ëre, «condurre» a) attivo presente traduzione perfetto traduzione futuro traduzione imper.................. scrib.................. del.................. duc.................. b) passivo presente traduzione perfetto traduzione futuro traduzione imper.................. scrib.................. del.................. duc.................. 3 Inserisci nella tabella le seguenti forme di infinito suddividendole in base alla coniugazione, quindi traducile. adhibitos dicturam legisse legi amatum iri debere adfirmatos acclamari datura vicisse dicturam instrui pugnavisse victurum poni aedificatos arderi docuisse factum iri deduci iussos dedisse contemptum sanciri conspexisse instructam dixisse sacrificari missuros deletum iri vici. IV coniugazione futuro
L infinito I coniugazione I coniugazione 4 Suddividi in base al tempo le forme verbali che nell esercizio precedente hai ordinato per coniugazione. ATTIVO infinito presente infinito presente II coniugazione II coniugazione ATTIVO PASSIVO infinito perfetto PASSIVO infinito perfetto infinito futuro infinito futuro 5 Scegli la traduzione corretta fra quelle proposte. re convocato stare per re condotto convocatos re convocati duci re condotto re stati convocati re stato condotto stare per re preparato acclamare instructum re preparato acclamare stare per acclamare iri re stato preparato avere acclamato 161
PERCORSO 7 Prima del latino l italiano 2.1 Usi sintattici dell infinito LEZIONE 2 Le proposizioni infinitive Funzione nominale e funzione verbale A livello logico-sintattico l infinito può avere funzione nominale, cioè di sostantivo, oppure verbale, per lo più adoperato all interno di proposizioni dipendenti implicite. In funzione di verbo, l infinito è usato: in numerose subordinate dipendenti implicite (soggettive, oggettive, causali, temporali, concessive, finali, dichiarative, consecutive ecc.); in dipendenza di verbi servili o fraseologici («dovere», «volere», «partire», «iniziare», «finire» ecc.); in alcune proposizioni indipendenti (per esprimere divieti o ordini; in frasi interrogative ed esclamative). In funzione di sostantivo, preceduto da un articolo, una preposizione articolata o un aggettivo determinativo, l infinito può re usato come: soggetto; complemento oggetto; complemento indiretto. In alcuni casi, la sostantivizzazione dell infinito avviene anche senza l intervento di articoli o elementi determinativi. Le proposizioni infinitive In italiano, come in latino, le proposizioni infinitive si suddividono in soggettive e oggettive: si definiscono soggettive le subordinate che fungono da soggetto del verbo della proposizione reggente, solitamente di forma impersonale (per es.: «è chiaro che», «si dice che», «è tempo di», «sembra che», «conviene»); si definiscono oggettive le proposizioni che svolgono il ruolo di complemento oggetto rispetto al verbo della reggente, che esprime solitamente percezione, volontà, comando, divieto, deliberazione, desiderio, dichiarazione (per es.: «credo che», «penso che», «reputo che», «sento che», «immagino che», «stabilisco che» ecc.). In italiano le proposizioni soggettive e oggettive possono avere forma: esplicita se sono introdotte dalla congiunzione «che» seguita da un verbo all indicativo, al congiuntivo o al condizionale (per es. sogg.: «È giusto che i figli onorino i padri», «Si dice che tu abbia dimenticato gli amici»; ogg.: «Spero che tutti siano d accordo»; «Credo che andremo via presto»); implicita se hanno il verbo all infinito, preceduto o meno alla preposizione «di» (per es. sogg.: «È tradizione festeggiare l anno nuovo», «È ora di partire»; ogg.: «Prometto di non fare tardi»; «Negate di avermi visto?»). 162
L infinito DIFFERENZE Latino Italiano In latino la proposizione oggettiva ha sempre il soggetto espresso, mentre in italiano può anche re omesso, purché la persona sia individuabile dalla terminazione verbale. Per esempio, è corretto dire: «Penso che siano simpatici» perché il soggetto è chiaramente individuabile in una III persona plurale; diversamente, non è esatto affermare: «Penso che sia simpatico» in quanto resta indeterminato il soggetto (II o III persona singolare?). Il latino in pillole 2.2 L infinito in funzione nominale Accanto all uso più marcatamente verbale, l infinito latino ha mantenuto la sua originaria funzione nominale e pertanto può fungere da: soggetto nome del predicato complemento oggetto apposizione complemento predicativo dell oggetto Verbi e locuzioni che reggono l infinito Come in italiano, anche in latino i verbi servili e alcune particolari locuzioni verbali si costruiscono con l infinito. Ecco gli esempi più comuni: verbi che esprimono volere e desiderio (volo, «volere»; nolo, «non volere»; malo e praefero, «preferire;, cupio, «desiderare»; peto e i suoi composti; quaero, postulo, «chiedere»; studeo, «dedicarsi, cercare»); verbi che esprimono potere e dovere (possum, «potere»; debeo, «dovere»; habeo, «potere»); verbi che esprimono esitazione o indugio (cesso, cunctor, moror, «indugiare»; dubito, timeo, metuo, «esitare, non osare»; horreo, «avere orrore di»; recuso, «rifiutarsi di»); verbi che esprimono inizio, fine, prosecuzione, abitudine, prassi (incipio, coepi, ingredior, paro, «cominciare, apprestarsi»; desino, mitto, «omettere, smettere, finire di»; neglego, «trascurare»; persevero, «continuare»); verbi che esprimono deliberazione o risoluzione (delibero, cogito, «riflettere»; audeo, «osare»; statuo, constituo, «decidere, stabilire»; destino, «destinare»; promitto, «promettere»); verbi impersonali (taedet, «avere a noia»; pudet, «provare vergogna»; paenitet, «pentirsi, provare dispiacere»; piget, «rincrescere»; miseret, «avere compassione»; licet, «è lecito») o espressioni impersonali formate dal verbo sum con un aggettivo neutro o un sostantivo (facile, difficile, turpe, utile, aequum est, «è facile, difficile, vergognoso, utile, giusto»; mos est, «è consuetudine»). 2.3 Le proposizioni infinitive Tipiche proposizioni espr all infinito sono le soggettive e le oggettive, subordinate completive pertanto definite anche infinitive. Loro caratteristica principale è esprimere: il soggetto in accusativo (sempre espresso), con cui concordano eventuali parti nominali, attributi o predicativi del soggetto; il verbo all infinito, presente, perfetto o futuro in relazione al rapporto temporale che intercorrecon il verbo della principale. 163
PERCORSO 7 L uso dei tempi Esaminiamo più precisamente l uso dei tempi nelle infinitive: l infinito presente esprime un rapporto di contemporaneità fra l azione della subordinata e quella della reggente: ESEMPIO Adfirmo te verum dicere. Affermo che tu dici la verità. l infinito perfetto esprime un rapporto di anteriorità fra l azione della subordinata e quella della reggente: ESEMPIO Adfirmo te verum dixisse. Affermo che tu hai detto la verità. l infinito futuro esprime un rapporto di posteriorità fra l azione della subordinata e quella della reggente: ESEMPIO Adfirmo te verum dicturum. Affermo che tu dirai la verità. MEMO Quando in latino c è una proposizione infinitiva espressa all infinito futuro ma retta da un tempo storico, andrà sempre tradotta in italiano con il condizionale (per es.: «Affermava che il fratello sarebbe giunto in serata»; «Avevo immaginato che i nemici avrebbero vinto senza difficoltà»; «Annunciò che il re sarebbe stato liberato presto»). Il soggetto delle infinitive Ribadiamo che nelle infinitive il soggetto deve sempre re espresso. Nel caso in cui si tratti di un pronome personale di III persona, andrà reso: con il pronome riflessivo di III persona se, se il soggetto dell infinitiva e della reggente coincidono: ESEMPIO Miles dicit se in auxilium venisse. Il soldato dice che è venuto in aiuto. [il soggetto della principale e dell oggettiva coincidono] con il pronome determinativo eum, eam (per il singolare) e eos, eas (per il plurale), se invece i soggetti sono differenti: ESEMPIO Dico eum non venisse. Io dico che egli non è venuto. [il soggetto della principale e dell oggettiva non coincidono] Come distinguere una soggettiva da un oggettiva Le soggettive fungono da soggetto del verbo della reggente e sono rette da espressioni impersonali (iustum est, «è giusto»; mos est, «è costume»; lex est, «è legge»; fama est, «è fama») o verbi impersonali (oportet, «bisogna»; licet, «è lecito»; decet, «conviene»): ESEMPIO Verisimile non est neminem domi Non è verosimile che in casa non ci sia (Seneca il Vecchio). nessuno. Alios in stationem oportebat prima Bisognava che altri subentrassero nel posto luce succedere (Curzio Rufo). di guardia all alba. Le oggettive svolgono il ruolo di complemento oggetto del verbo della reggente e sono introdotte generalmente da verba dicendi e declarandi (dico, respondeo, scribo, nuntio, nego, adfirmo, doceo), verba sentiendi (sentio, animadverto, video, spero, cogito, credo, puto, iudico, scio), verba voluntatis (veto, prohibeo, statuo, constituo): ESEMPIO Huc omnes equites celeriter convenire Cesare ordina che tutti i cavalieri qui Caesar iubet (Cesare). si riuniscano in fretta. Legatus nuntiat auxilia venisse. Il legato dice che i rinforzi erano arrivati. 164
L infinito DIFFERENZE Latino Italiano In italiano le proposizioni oggettive e soggettive sono sempre introdotte dalla congiunzione subordinante «che» (nella forma esplicita) o, talvolta, dalla preposizione «di» (nella forma implicita). In latino queste particelle non vengono espr, ma le uniche spie della presenza di un infinitiva sono il verbo all infinito accompagnato da un accusativo. Per questo motivo, ogni qualvolta devi tradurre un oggettiva o una soggettiva, ricorda di inserire subito dopo il verbo principale il «che» o il «di» necessari alla corretta resa italiana (per es.: Dicunt te militem animosum, «Dicono che tu sei un soldato coraggioso»). Laboratorio di latino 6 Traduci le seguenti frasi d autore, che presentano l infinito in funzione nominale. 1 Monere et moneri proprium est verae amicitiae (Cicerone). 2 Ruborem amico excutere, amicum perdere est (Publilio Siro). 3 Confidere decet, timere non decet (Cicerone). 4 Philosophia docuit colere divina, humana diligere (Seneca). 5 Recte valere et sapere duo vitae bona sunt (Publilio Siro). 6 Beneficium accipere libertatem est vendere (Publilio Siro). 7 Animorum nulla in terris origo inveniri potest (Cicerone). 8 Mors est non (Seneca). 9 Vincere est honestum, opprimere acerbum, pulchrum ignoscere (Publilio Siro). 10 Vitium est non parere rationi (Cicerone). 7 Leggi attentamente le seguenti frasi, quindi: a) individua la proposizione infinitiva (senza confonderla con gli usi nominali), indicando se si tratta di una soggettiva o di un oggettiva; b) sottolinea il verbo della proposizione principale; c) definisci il rapporto temporale fra la principale e la subordinata (anteriorità, contemporaneità, posteriorità). 1 È giusto combattere per la patria. 2 Cesare proibì ai soldati di sciogliere le fila perché il nemico era vicino. 3 I genitori pensano che i figli siano sempre piccoli. 4 Gli antichi credevano che il fuoco fosse un dono degli dèi. 5 Bisogna rispettare gli dèi e obbedire sempre al loro volere. 6 Gli esploratori dissero che il luogo era sicuro e che sarebbe stato attraversato senza difficoltà. 7 Anticamente era lecito venerare molte divinità. 8 Pensò che la lettera sarebbe giunta presto ai genitori. 9 Il senato stabilì di allestire una flotta per annientare Cartagine. 10 È bene che le sentinelle veglino l accampamento per tutta la notte. 8 Analizza e traduci le seguenti frasi, specificando se il rapporto temporale che intercorre fra l infinitiva e la reggente è di contemporaneità (C), anteriorità (A) o posteriorità (P). 1 Dicimus vos pervenire 2 Dicebant eos perventuros. 3 Dixit se pervenisse. 4 Eum pervenire nostra spes est. 5 Vos pervenisse iustum est. 6 Eam perventuram in votis est. 7 Vos amari pulchrum est. 8 Eos amatos putamus. 9 Dicam te bonum. 10 Convenit victos discedere. 165
PERCORSO 7 9 Completa le seguenti frasi coniugando correttamente il verbo dell infinitiva tradotto tra parentesi; quindi traduci. 1 Consules putabant hostes in castra.. [«sarebbero tornati»] 2 Dicunt Romam a Romulo. [«sia stata fondata»] 3 Socrates dicebat cibi condimentum. famem. [«è»] 4 Militibus spes erat Caesarem auxilia subsidio.. [«avrebbe inviato»] 5 Pontifex maximus statuit sacra deis deabusque [«saranno celebrati»] 6 Oportet ab agricola agrum aratro.. [«sia coltivato»] 7 Senatus iussit proelium.. [«fosse attaccata»] 8 Constabat ancillam honeste. [«aveva servito»] 9 Consul non ignorabat hostes contra populum Romanum.. [«congiuravano»] 10 Incolae sciebant pestilentiam in urbem iam. [«era giunta»] 10 Analizza e traduci le seguenti frasi. 1 Sperabam magnas copias Romam venturas. 2 Dicebant milites nostros ab hostibus victos. 3 Notum est consulem paucis cum equitibus castra defendisse. 4 Cato optabat Carthaginem deleri. 5 Omnibus constat Romam caput mundi fuisse. 6 Puto fore ut orator a civibus laudetur. 7 Dux promisit urbem defensum iri. 8 Spero sororem brevi tempore meas epistulas accepisse. 9 Nuntiant Caesarem Rubiconem flumen transiturum. 10 Mirum erat omnes discipulos a magistro laudari. 11 Decet omnes cives diligenter leges observare. 12 Spero fore ut discant. 11 Leggi attentamente le seguenti frasi, quindi: a) sottolinea la proposizione principale; b) cerchia la congiunzione coordinante o subordinante; c) definisci il tipo di subordinata (causale, temporale, finale, infinitiva soggettiva o oggettiva ecc.); d) indica il rapporto temporale fra la principale e la subordinata (anteriorità, contemporaneità, posteriorità); e) traduci. 1 Dicono che il clima cambierà. 2 Mi sono esercitato scrupolosamente per vincere le prossime gare di lotta. 3 Dopo avere scalato quell alto monte, ci fermeremo a riposare in una piccola pianura. 4 È risaputo che non si può sempre vincere. 5 Dal momento che avevamo terminato il lavoro, decidemmo di andare in città. 6 Socrate ripeteva ai discepoli che bisogna conoscere se stessi. 7 Gli ambasciatori riferirono che il nemico era ormai vicino. 8 Essendo una notte tempestosa, le sentinelle non si accorsero che la cavalleria nemica aveva circondato le mura della roccaforte. 9 I Germani credevano di aver già vinto, così si ritirarono nell accampamento. 12 Traduci le seguenti frasi. 1 Scio dolorem non nequitiam (Cicerone). 2 Fama est scientiam certe rei militaris in illo viro tantam fuisse, ut cum Lysimacho, Demetrio, Antigono, tantis regibus, bella gerens, invictus semper fuerit. 3 Paulum legiones Caesar promoveri iubet. 4 Consulem bellum gessisse certum affirmare non ausim (Livio). 5 Legati responderunt P. Scipionem belli apparatu occupatum et in Africam aut iam traiecisse aut intra paucos dies traiecturum (Livio). 6 Mittuntur ad Caesarem legati, tum dux iubet arma tradi, principes produci. 7 Spero nos cum summa gloria aut certe sine molestia discessuros (Cicerone). 8 Galli se omnes ab Dite patre prognatos idque ab Druidibus proditum dicunt (Cesare). 9 Non me fugit vetera exempla pro fictis fabulis iam audiri atque haberi (Cicerone). 10 M. Atilius Regulus negat se in Urbe mansurum (Eutropio). 11 Stoici censent sapientes sapientibus etiam ignotis amicos (Cicerone). 12 Te puto Graecos aut Oscos ludos non desideravisse (Cicerone). 166