MATERIA PRIMA PER PRODURRE IL PELLET

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MATERIA PRIMA PER PRODURRE IL PELLET Approfondimenti sulla sansa d oliva Nocciolino di sansa il combustibile biomassa pari al pellet. International Baltic Sia 31/01/2010

MATERIA PRIMA PER PRODURRE IL PELLET Approfondimenti sulla sansa d oliva Alternativa al pellets è possibile? Nocciolino di sansa di olive. Ormai quasi tutti i giorni si sente parlare in televisione di un irreversibile inquinamento ambientale a questo grosso problema le biomasse possono sicuramente contribuire alla sua risoluzione. La continua ricerca di sempre più fonti energetiche quali le biomasse, sono ormai in continuo aumento. Anche nella filiera olearia (frantoi) da anni ormai si è cercato di sfruttare al meglio la possibilità di riutilizzare, dalla sansa, scarto ottenuto dalla lavorazione delle olive (sansa composta da: polpa, buccia e dal nocciolo delle olive), un combustibile ecologico, il NOCCIOLINO DI SANSA. - *Consulta anche biomasse dal frantoio* - Fino al recente passato, non tutte le sanse potevano essere utilizzate come combustibile. Infatti, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 marzo 2002 stabiliva che la sansa vergine è un combustibile vegetale liberamente utilizzabile, mentre la sansa esausta, avendo subito un processo chimico, rientrava formalmente nei rifiuti non pericolosi ed era perciò sottoposta a restrizioni. In base all'ultimo D.Lgs n. 152 del 3/04/06 ed al d.p.c.m. 8/10/04 il nocciolino di sansa d'oliva il combustibile legnoso è considerato biomassa combustibile quale materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di prodotti agricoli. Dalla combustione del nocciolino di sansa, possiamo ottenere sia calore e sia energia elettrica. 1

Oggi esistono impianti, sempre più sofisticati, per la separazione del nocciolo dalle altre componenti, da tale processo si ottiene un combustibile ecologico. Il nocciolino di Sansa di olive: Ottima alternativa al pellet. Combustibile naturale, considerato biomassa, granulare per l'alimentazione di caldaie per riscaldamento, acqua sanitaria, per termo-camini, forni e tutti i tipi di caldaie poli-combustibili con alimentatore. Impiego e differenze: Il nocciolino di sansa disoleata esausta è un prodotto derivato dalla sansa vergine proveniente dai frantoi che viene lavorata nei santifici e sottoposta ad alcuni processi chimici per poter estrarre il cosi detto olio di sansa (obbiettivo principale dei sansifici). Ottimo combustibile è idoneo per grandi impianti di combustione, dotati di sistemi di rimozione della cenere e di abbattimento fumi, mentre in piccole caldaie domestiche pone problemi di accensione, emissione di cattivi odori, sporcamento degli scambiatori e della canna fumaria. Analoghi problemi si riscontrano anche nel pellet di sansa. E possibile utilizzare questo prodotto come biomassa? La sansa disoleata è inserita tra i combustibili utilizzati negli impianti disciplinati dal titolo I e II della parte quinta del D.lgs. 152/2006, in particolare la parte II, sezione 4, vengono dettate le caratteristiche delle biomasse combustibili e le relative condizioni di utilizzo. La sansa di oliva disoleata esausta, per essere considerata un combustibile "biomassa" deve avere le seguenti caratteristiche: Il nocciolino di sansa di olive vergine viene ottenuto con delle macchine chiamate separatrici di nocciolino, con questo sistema non vengono utilizzati solventi o sostanze chimiche, il processo di estrazione solitamente avviene direttamente presso il frantoio. Il nocciolino cosi 2

ottenuto è un combustibile dall'elevato potere calorifico e completamente ecologico, che può essere utilizzato all'interno dell'oleificio/frantoio nel riscaldamento dell'acqua impiegata per la gramolatura oppure immesso nel mercato, come sostitutivo al pellet di legno per l'alimentazione di caldaie per riscaldamento, acqua sanitaria, per termo-camini, forni e tutti i tipi di caldaie poli-combustibili con alimentatore. Il nocciolino di sansa è: ecologico, economico, sempre disponibile in abbondanza durante il periodo invernale (la lavorazione delle olive avviene da ottobre-marzo) è un combustibile che, oltre ad avere un più alto rendimento calorico, riduce notevolmente la produzione di fumi e cenere, garantendo al contempo una più lunga vita delle caldaie ed una minore manutenzione delle stesse. Provate a utilizzare questo combustibile nella vostra caldaia, se va bene, risparmierete la metà rispetto al pellet. NOTA: Consultate il produttore della vostra caldaia per verificare la possibilità di sostituire il pellets con il nocciolino di sansa che costa la metà! Questo combustibile è ormai utilizzato da molti per la sua flessibilità nell'utilizzo ( in quanto può essere dosato grazie all'alimentatore ) e per l'alto rapporto potere calorico/prezzo, vedi tabella, rispetto agli altri combustibili naturali. Il prodotto che viene messo in vendita ha una scarsa umidità ed è molto granuloso, sul mercato è disponibile sia allo stato sfuso che confezionato in sacchi da 20 o 25 kg. Esistono due tipi di nocciolino di sansa di olive: nocciolino di sansa disoleata esausta derivato dalla depolverizzazione della sansa esausta (viene ottenuto nei sansifici) nocciolino di sansa disoleata vergine derivato dalla estrazione del nocciolo della sansa vergine (viene ottenuto nei frantoi oleari) Il prezzo varia, a secondo della qualità del prodotto e della disponibilità di annata(campagna olearia), da 10-15 al quintale (prezzi rif. 2006). Per avere un ulteriore risparmio è consigliabile prenotarlo/acquistarlo direttamente dal frantoio. 3

STORIA E NOZIONI SUL PELLET SANSA DI OLIVE Nocciolino La sansa di olive è un sottoprodotto del processo di estrazione dell'olio composto dalle buccette, dai residui della polpa e dai frammenti di nocciolino. Sanse umide dopo la separazione del nocciolino Storia In passato la sansa era riciclata nell'industria agroalimentare per l'estrazione di un olio alimentare grazie alla frazione lipidica contenuta nei semi delle olive. Il processo di estrazione si attua per mezzo di solvente nel sansificio. I costi di trasporto, la produzione di sanse ad alto tenore in acqua ottenute dall'estrazione per centrifugazione, il limitato interesse del mercato nei confronti dell'olio di sansa e di olive hanno ridotto la remunerazione di questo prodotto perciò in molti oleifici si tende attualmente a considerare utilizzi alternativi quali ad esempio l'uso come combustibile in caldaie a biomassa. Utilizzazione Gli utilizzi principali che può avere la sansa sono i seguenti: 1. Conferimento in sansificio per l'estrazione dell'olio di sansa. 2. Distribuzione su terreni agrari come ammendante. 3. Impiego come combustibile per riscaldamento. 4. Separazione nocciolino e seconda pressione della polpa. La separazione del nocciolino permette di ottenere un'ammendante qualitativamente migliore con un rapporto carbonio/azoto più basso per il minore tenore in polisaccaridi strutturali e in lignina. 4

Il nocciolino puro si presenta come un ottimo combustibile, di facile impiego e dotato di un elevato potere calorico, da usare in alternativa al legno in pellet per bruciatori e stufe. È utilizzato all'interno dell'oleificio nel riscaldamento dell'acqua impiegata per la gramolatura oppure immesso nel mercato come succedaneo del legno in pellet. Attualmente il prezzo di mercato è circa la metà rispetto a quello del pellet, con prestazioni più elevate del pellet. Produzione Attualmente sono disponibili macchine per il trattamento delle sanse che separano l'acqua, le bucce e la polpa dal nocciolino. Questo trattamento permette di ottimizzare l'uso del sottoprodotto. Nocciolino Il nocciolino può essere facilmente separato dalla sansa (soprattutto se umida) tramite una semplice macchina centrifuga, che ci restituisce nocciolino secco e polpa. Sempre all'interno del frantoio la polpa può essere ulteriormente sottoposta ad un processo di estrazione meccanico. Dopo la seconda estrazione o ripasso, la sansa percorre il medesimo processo della pasta delle olive permettendo l'estrazione di olio di ripasso con qualità superiori a quelle dell'estrazione chimica da sansificio (simili all'extravergine se fatto in contemporanea alla prima estrazione) e con un valore economico superiore. Il ripasso può essere realizzato sia a 3 sia a 2 fasi a seconda dell'utilizzo della sansa ripassata (vendita al sansificio o spandimento). L'enorme vantaggio consiste nella trasformazione dei rifiuti oleari in preziose risorse e nella possibilità di far lavorare tutti i frantoi a due fasi in prima estrazione e risparmiare acqua ed energia. 5

STORIA E NOZIONI SUL PELLET Il pellet di legno nasce nel 1973 in Idaho negli Stati Uniti, quando, a seguito della crisi petrolifera, un ingegnere mise a punto questo nuovo tipo di combustibile legnoso. Ideato inizialmente per l impiego industriale, ben presto venne immesso sul mercato delle caldaie domestiche che stava registrando una rapida espansione. Questa tipologia di combustibile legnoso si è affermata anche in Europa ove, in alcuni paesi come l Austria, la sua diffusione è già molto ampia; si pensi, ad esempio, che a Salisburgo il 30% delle nuove abitazioni sono riscaldate con caldaie a pellet, anche per effetto di sovvenzioni statali che coprono i maggiori costi per l installazione di centrali termiche a biomasse. Il legno in pellet è un combustibile ricavato dalla segatura essicata e poi compressa in forma di piccoli cilindri con un diametro di alcuni millimetri, tipicamente 6-8 mm. La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza aggiungere additivi e sostanze chimiche estranee al legno. Si ottiene, quindi, un combustibile naturale ad alta resa. L'umidità del materiale deve essere compresa in uno stretto intervallo (intorno al 15% m/m) per garantire una corretta pressatura. La combustione del pellet di legno produce biossido di carbonio e inquinanti tipici della combustione delle biomasse solide. Residuo tipico sono gli incombusti, ed in particolare le ceneri, la cui quantità è strettamente dipendente dalla tipologia di biomassa (circa 3% per il legno, 9-15% per paglia). Grazie alla pressatura il potere calorifico del pellet, a parità di volume ma non di peso, è circa doppio rispetto al legno. Sul rendimento calorico influisce in minima parte anche la percentuale di legni duri di origine. Il pellet è utilizzato come combustibile per stufe di ultima generazione, in sostituzione dei ceppi di legno. Ciò comporta una serie di miglioramenti di tipo ecologico, energetico e di gestione dell'impianto di riscaldamento rispetto alle stufe tradizionali. 6