Raccolta e classificazione del folklore Di Riccardo Franzoni
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Raccolta e classificazione del folklore Quando il folklore cominciò a essere considerato una materia di studio, il materiale veniva raccolto per un interesse personale senza essere analizzato o classificato. Fino all 800 si trattava di raccolte sporadiche. Era una materia poco studiata alla quale in pochi si dedicavano. Il cambiamento avvenne tra il 1812 e il 1815 quando i fratelli Grimm pubblicarono i due volumi di fiabe che li hanno resi famosi in tutto il mondo. Dopo, in molti furono incoraggiati a effettuare ricerche e raccogliere materiale sul folklore, della propria nazione, paese o regione. Spesso la ricerca nasceva da una necessità di affermazione della propria identità nazionale o regionale. Le raccolte folkloristiche più complete, sono state effettuate proprio nei paesi con maggiori problemi di nazionalità, ad esempio la Finlandia, a causa di ripetute invasioni di Russia e Svezia. Questa necessità, portò alla fondazione nel 1831 della Società Letteraria Finnica che cominciò a raccogliere letteratura locale. All epoca, la maggior parte degli studiosi si basava sulle testimonianze di singoli individui. Wilhelm Mannhardt, fu il primo a utilizzare questionari (spesso inviati), che non riscossero però il successo desiderato. Infatti, il contatto umano nelle ricerche di questo tipo, che sono di natura antropologica, è fondamentale. Il lavoro di Mannhardt non fu però inutile, infatti nel XX secolo, il metodo si diffuse in tutta Europa, dando luogo alla pubblicazione di esaurienti atlanti del folklore: una serie di mappe folkloristiche con indicati costumi, strumenti, idiomi e proverbi popolari. Il metodo del questionario oltre a tanti vantaggi possedeva anche tanti svantaggi, sempre legati al fatto che questo tipo di raccolta e ricerca, avveniva in maniera distaccata dal contesto folklorico in quel momento studiato; le polemiche furono molte. Nella seconda metà del XX secolo, avvenne il secondo grande cambiamento nel metodo di raccolta del folklore. Mentre prima l attenzione era dedicata esclusivamente alla letteratura e ai testi, da quel momento in poi viene privilegiato il contesto. Il folklore infatti si può comprendere a pieno solo se vissuto direttamente.
La classificazione del folklore. El Profe, il professore di folklore Armando Herrea Gonzales, direttore dell Università Calmecac di Zacatecas in Messico e direttore del Gruppo Folkloristico del corso di Danza Folklorica Messicana della stessa istituzione, illustra tutte le caratteristiche che deve a- vere il folklore per identificarlo e poterlo classificare. Un lavoro all avanguardia di classificazione, descrizione e contestualizzazione della materia, in grado di rispondere a molti interrogativi. Il folklore ha delle caratteristiche fondamentali: Autenticità: il folklore è autentico e inattaccabile perché è del popolo e del luogo di origine. Il folklore nasce nell ambiente rurale: nasce nelle campagne, nei paesi e nelle piccole città. Ha subito negli ultimi secoli anche uno sviluppo urbano causato dalle immigrazioni. Originale: ogni folklore è unico e differente. Tradizionale: se qualcosa ha almeno cinquant anni, viene già considerato folklore e tradizione. Generazionale. Intangibile: c è ma non si può toccare. Il folklore e tutti i suoi elementi si possono dividere in due gruppi: Folklorici: gli elementi che appartengono già alla tradizione, che possiedono più di cinquant anni, quelli antichi e rurali. Neo Folk: tutti gli elementi che hanno meno di cinquant anni. Di questo gruppo fanno parte tutte le danze, coreografie, musiche e canti, prossime a diventare folklore. Anche quello che viene inventato ai giorni nostri, che descrive tradizioni passate o del nostro tempo. Tutto però severamente legato alla tradizione popolare.
L ultima classificazione è quella dei gruppi folkloristici. Gruppi folkloristici professionisti: gruppi specializzati che eseguono folklori unicamente rivolti allo spettacolo, delle volte senza mantenere un legame particolarmente stretto con la tradizione. Gruppi folkloristici amatoriali: gruppi specializzati formati da appassionati non professionisti. Spesso sono associazioni culturali, che eseguono un folklore mirato allo spettacolo con rivisitazioni dei più semplici balli e musiche popolari: mantengono infatti ancora un fortissimo legame con la tradizione. Talvolta questi gruppi possono essere a livello qualitativo simili a quelli professionistici trattandosi anche di corpi di ballo. Gruppi folkloristici naturali: gruppi folkloristici che non presentano repertori mirati allo spettacolo ma all intrattenimento e coinvolgimento del pubblico, del popolo. Spesso sono associazioni che eseguono anche folklori di varie zone del pianeta, molto semplici da eseguire. Non richiedono uno studio e una preparazione approfonditi come le categorie precedenti. I gruppi folkloristici amatoriali sono spesso una via di mezzo tra quelli professionistici e quelli naturali. Possono avere nei loro repertori esibizioni da spettacolo più complesse ma anche quelle della tradizione naturale. Ovviamente queste caratteristiche sono intercambiabili, un gruppo professionistico può presentare anche caratteristiche naturali, come uno naturale può presentare anche se raro, caratteristiche amatoriali o ancora più difficilmente professionistiche. Raramente un gruppo professionistico presenta caratteristiche amatoriali. Le varianti rimangono comunque molte, ma la classificazione è la migliore, in un settore come il folklore che è in continuo movimento e non è regolato da nessun regolamento.
Bibliografia www.treccani.it