Introduzione al corso Mi presento... Salve a tutti, sono l insegnante che ha pensato e strutturato questo corso di chitarra. Sono nato a Firenze nel 1987. Ho iniziato a suonare da ragazzino e crescendo la musica è diventata qualcosa di più che una semplice passione. Mi sono laureato in musica al DAMS e alla Magistrale in Musicologia e beni musicali presso l università di Firenze. Mi sono formato come chitarrista studiando presso le accademie Lizard. Insegno chitarra e musica d insieme da quando avevo vent anni presso la scuola di musica Athenaeum Musicale Fiorentino. Dal 009 ho aperto una sede Lizard SPM a Empoli dove oltre all insegnamento mi dedico alla direzione della scuola. Ho suonato in diverse formazioni che mi hanno dato l occasione di esibirmi su numerosi palchi nazionali. Cercatemi pure su i maggiori social network, mi fa piacere essere in contatto con musicisti e appassionati. Il corso è strutturato in otto lezioni, nelle quali verranno affrontati gli argomenti di teoria, solfeggio, impostazione e tecnica necessari per imparare a suonare la chitarra senza lacune di alcun tipo. In questo modo sarete in grado di avviare lo studio della chitarra con delle solide basi. Gli esercizi e i brani che troverete sono stati da me pensati e composti per affrontare le questioni tecniche e teoriche con un giusto coefficiente di difficoltà. Ogni lezione richiederà uno sforzo ulteriore per aumentare le vostre capacità, per questo motivo, prima di procedere alla lezione successiva dovrete assicurarvi di aver assimilato bene gli argomenti di teoria e solfeggio e di suonare correttamente, ovvero insieme alle basi, gli esercizi e i brani della lezione. Le basi sono un importante supporto per il vostro studio, oltre a farvi sentire quello che dovrete suonare, sostituiranno il noioso ma importante metronomo. Impegnandovi a suonare sulle basi imparerete a suonare a tempo, cosa fondamentale per suonare in gruppo. Se non siete in grado di suonare alla velocità in cui è registrata la base vi consiglio di rallentarla suonando comunque insieme all arrangiamento registrato, arriverete alla velocità prevista dopo un po di lavoro. Qualsiasi software di riproduzione musicale permette di rallentare e velocizzare il brano mantenendo l intonazione originale. Sappiate che, seppure non ci siano strumenti più difficili di altri, la chitarra è sicuramente uno strumento che già dalle prime lezioni potrà darvi molte soddisfazioni. Buon lavoro, Lorenzo Pini
La chitarra La chitarra ha origini lontane nella storia degli strumenti musicali. Le sei corde, se suonate a vuoto (ovvero senza premerle) emettono le note secondo le quali sono state accordate. Premendo la corda sulla tastiera si ottiene un accorciamento della corda, quindi un suono più acuto rispetto a quello della corda a vuoto. La tastiera della chitarra è suddivisa in tasti (generalmente o 4 nella chitarra elettrica, 0 nella chitarra acustica). Ogni tasto permette di alzare la nota della corda a vuoto di un semitono (l intervallo più piccolo nel nostro sistema musicale). L accordatura delle sei corde permette di usare la chitarra sia come strumento armonico ovvero capace di sviluppare un armonia con l uso di accordi sia come strumento melodico capace di sviluppare delle melodie o temi sia come strumento polifonico, dove melodia e armonia sono suonate contemporaneamente sullo stesso strumento 1. Accordatura L accordatura standard, la solita che è utilizzata su chitarra elettrica, classica e acustica, prevede che a ogni corda suonata a vuoto corrispondano le seguenti note: prima corda: Mi seconda corda: Si terza corda: Sol quarta corda: Re quinta corda: La sesta corda: Mi Le corde sono numerate dalla più acuta alla più grave: Questa accordatura permette di suonare gli accordi con diteggiature comode e relativamente semplici. La sei corde della chitarra possono essere accordate in diversi modi, quando l accordatura 1 Nel repertorio classico si ritrovano molti arrangiamenti per chitarra polifonica. Se volete sentire come la chitarra polifonica o fingerstyle sia suonata nella popular music vi consiglio di ascoltare qualcosa di Chet Atkins e Tommy Emmanuel. Questi sono solo due tra i più celebri chitarristi che hanno fatto la storia della chitarra polifonica.
è tale da ottenere un accordo suonando tutte e sei le corde a vuoto contemporaneamente si parla di accordatura aperta, in questo corso non prenderemo in considerazione questi tipi di accordature che richiedono una preparazione musicale già avanzata. Teoria musicale La musica è composta da suoni e silenzi. I suoni sono chiamati note e i silenzi pause. Le note sono definite da un altezza (una frequenza che determina se un suono è più acuto o più grave rispetto ad un altro) e una durata nel tempo. Le pause, chiaramente, sono definite solo dalla durata. Il nostro sistema musicale suddivide l ottava ovvero l intervallo tra due note aventi lo stesso nome, e un rapporto di frequenza doppio in dodici note, separate da un semitono (l intervallo più piccolo nel nostro sistema musicale). I nomi assegnati alle note sono sette: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. Le sei note rimanenti sono chiamate utilizzando i soliti sette nomi con l aggiunta di un alterazione: il diesis (#) è l alterazione che alza la nota di un semitono, il bemolle (b) è l alterazione che abbassa la nota di un semitono. Prendendo come riferimento la tastiera del pianoforte è facile intuire come le sette note naturali (non alterate) si intervallino a quelle alterate: I tasti bianchi corrispondono alle note non alterate, quelli neri a quelle alterate. Ogni nota alterata può essere chiamata in due modi in base all alterazione che scegliamo di utilizzare: il primo tasto nero infatti corrisponde a un DO# o a un Reb, la nota è la stessa, cambia soltanto il nome e l alterazione utilizzata. Leggendo la successione delle dodici note da dalla più grave alla più acuta si ottiene la scala cromatica: Do Do# o Reb Re Re# o Mib Mi Fa Fa# o Solb Sol Sol# o Lab La La# o Sib Si Do. La scala cromatica si ripete nello stesso modo su ogni ottava. Sulla chitarra ogni corda viene alzata di un semitono per ogni tasto sul quale viene premuta, per ottenere la scala cromatica basta suonare ogni singola corda premendola di volta in volta sul tasto successivo, una volta che la corda è premuta sul dodicesimo tasto otteniamo la solita nota che abbiamo suonando la corda a vuoto, ma sull ottava successiva.
Il pentagramma Il sistema di scrittura utilizzato per ogni strumento musicale è il pentagramma: un sistema di cinque righe e quattro spazzi all interno del quale vengono collocate le note tramite l uso di un puntino (testa della nota). In base al rigo o allo spazio sul quale è posta la testa si determina la nota corrispondente, questo è possibile grazie alla chiave collocata a inizio pentagramma che ci indica quali note corrispondono a ciascun rigo e spazio. Nel caso della chitarra la chiave utilizzata è la chiave di violino o chiave di Sol, la quale indica che sul secondo rigo abbiamo la nota Sol; di conseguenza avremo sul secondo spazio un La, sul terzo rigo un Si, sul terzo spazio un Do, sul quarto rigo un Re e via dicendo. Lo stesso vale per i righi e gli spazzi al disotto del secondo rigo: il primo spazio sarà un Fa e il primo rigo un Mi. Per scrivere le note più acute o più gravi rispetto a quelle che rientrano nel pentagramma sono utilizzati righi e spazzi immaginari che più avanti avremo modo di vedere. Come primo esercizio per imparare a leggere un pentagramma dovrete imparare a memoria le loro posizioni, dopo di che dovrete esercitarvi a riconoscere le note dei seguenti esercizi nel minor tempo possibile. Per controllarvi e correggervi vi consiglio di registrarvi mentre dite i nome delle note (basta uno smartphon o qualsiasi altro supporto in grado di fare registrazioni audio) e riascoltarvi. Individuare gli errori è fondamentale per non ripeterli, quindi correggersi e migliorare. Es. riconoscimento note: Per esercitarvi a riconoscere le note sul pentagramma potete utilizzare un qualsiasi spartito musicale in chiave di violino. Suddivisioni ritmiche Come ho detto all inizio di questa lezione le note sono definite da un altezza e una durata nel tempo. Le altezze sono definite dal nome della nota e dalla loro posizione sul pentagramma. Adesso affronteremo il discorso delle durate.
In musica il riferimento del tempo non è espresso in secondi, l unità di misura è il quarto, ovvero una pulsazione che può avere una diversa velocità espressa in BPM (battiti per minuto). Inizieremo a conoscere le note e pause più lunghe: Nome Durata Simbolo della nota Simobolo della pausa Semibreve 4/4 Minima /4 Semiminima 1/4 Secondo questo sistema ogni brano può essere eseguito a qualsiasi velocità mantenendo la stessa scrittura. Ogni brano musicale è scritto utilizzando una determinata struttura metrica (ritmo), secondo la quale alcune pulsazioni (i battiti che scandiscono il tempo) saranno accentuate o percepite come tali rispetto alle altre. Il ritmo distribuisce le note e pause in battute o misure, aventi tutte la stessa durata. Una frazione posta a inizio pentagramma ci indica il ritmo utilizzato nel brano: il denominatore indica l unità di misura corrispondente a ogni pulsazione e il numeratore indica quante unità si trovano in ogni battuta. Facciamo qualche esempio: 4/4: in questo caso ogni pulsazione corrisponde al quarto, ogni battuta è composta da quattro pulsazioni, ovvero quattro quarti. /4: anche in questo caso il quarto è l unità ritmica che corrisponde alla pulsazione, le battute saranno composte da tre quarti. /4: il quarto è sempre l unità di misura, ogni battuta è composta da due quarti. 5/4: il quarto è l unità di misura, ogni battuta è composta da cinque quarti. 11/8: ogni pulsazione corrisponde all ottavo, ogni battuta sarà composta da undici ottavi Il ritmo maggiormente utilizzato nei generi pop/rock è il 4/4, essendo il più comune e il più semplice da affrontare, gli esercizi e esempi che troveremo in questo corso useranno questo ritmo. Solfeggio Prendere confidenza con le durate delle note è estremamente importante. Per esercitarsi è fondamentale il solfeggio ritmico. Il solfeggio consiste nella lettura della partitura musicale (brano musicale scritto su pentagramma). La lettura è di fatto un esecuzione, visto che deve essere eseguita a tempo e seguendo il ritmo scritto. Il solfeggio può essere:
ritmico, viene tralasciato il riconoscimento della nota che viene sostituita con una sillaba (generalmente Ta ) che viene mantenuta secondo la durata scritta nello spartito. Parlato, ogni nota è chiamata con il suo nome e viene eseguita secondo la durata scritta. Cantato, ogni nota, oltre ad essere chiamata col suo nome, è eseguita con la corretta intonazione. Nel nostro caso il solfeggio ritmico è quello più importante. Esercitatevi a eseguire questi semplici solfeggi ritmici: Solfeggio 1 Solfeggio La tablatura (TAB) Suonare sulla chitarra le note scritte in partitura non è una cosa molto immediata. Una volta che ho riconosciuto la nota da suonare, ad esempio la nota Do (terzo spazio), devo capire come suonarla. Sapendo che la seconda corda è accordata come un Si, e che premendola sul primo tasto alzerò l intonazione di un semitono, basterà suonare la seconda corda premuta sul primo tasto per portare l intonazione della corda da Si a Do, quindi ottenere la nota che stavo cercando. Nel caso in cui volessi suonare un Re (quarto rigo), basterà continuare sulla solita corda: se la premerò sul secondo tasto la nota Do diventerà un Do# o Reb, basterà avanzare di un ulteriore tasto (quindi premerla sul terzo tasto) per ottenere il Re. La tablatura è un sistema di scrittura che risolve questo procedimento macchinoso. È molto intuitiva ed è importante che un chitarrista riesca a prenderci confidenza velocemente. Le sei righe che si ritrovano rappresentano le corde della chitarra, la riga posta in alto rappresenta la prima corda (Mi cantino) e quella posta in basso è la sesta corda (Mi basso). I numeri che troviamo sulle righe indicano che quelle corde devono essere suonate premendole sui tasti indicati dal numero. Se sulla prima corda troviamo il numero 1 significa che la prima corda dovrà essere suonata premendola sul primo tasto, quando su una corda troviamo uno 0, significa che quella corda dovrà essere suonata a vuoto. In questo modo è molto semplice individuare le note da suonare, per capire la durata delle
note e quando queste devono essere suonate è necessario che la tablatura sia accoppiata al pentagramma, dove avremo tutte le indicazioni riferite alla componente ritmica. In questo esempio vediamo che la nota Sol si ottiene suonando a vuoto la terza corda (infatti in tablatura sulla terza corda troviamo uno 0), il Si corrisponde alla seconda corda suonata a vuoto, il Do si ottiene premendo la seconda corda sul primo tasto e via dicendo. Gli altri numerini che si trovano al di sotto della tablatura ci indicano quali dita della mano sinistra utilizzare per premere le corde. Ad ogni dito corrisponde un numero: 1. Indice. Medio. Anulare 4. Mignolo Il pollice, stando dietro al manico per far forza sulle corde non viene preso in considerazione. Detto questo siamo in grado di capire quali dita utilizzare per premere le corde. Secondo quanto scritto nell esempio il Do sarà ottenuto utilizzando il primo dito (indice) per premere la seconda corda, il Re lo otterremo premendo la seconda corda sul terzo tasto con il terzo dito. Ovviamente il suono della nota non è influenzato dal dito che viene utilizzato per premere la corda, utilizzare la giusta diteggiatura serve a tenere la mano sinistra nella giusta posizione, quindi suonare le note nel modo più semplice e agevole possibile. Impostazione Una corretta impostazione della mano sinistra permette di premere una corda lasciando che le altre continuino a suonare senza essere stoppate. È necessario utilizzare la punta delle dita e tenere il dito piegato, come se fosse un uncino. È consigliato tenere le unghie della mano sinistra corte, in modo che non ostacolino la pressione sulla corda. Il pollice deve stringere il manico appoggiandosi alla sua metà, sarà il dito che, facendo forza, permetterà di far suonare correttamente le corde premute.
Strumming Lo strumming è la tecnica tramite la quale le corde della chitarra sono suonate dalla mano destra con un unico movimento, il quale può essere verso il basso (pennata o plettrata in giù) o verso l alto (pennata in su). Questa tecnica è generalmente utilizzata per suonare gli accordi con determinate combinazioni ritmiche. Strumming 1 Questo primo strumming è costruito su tre semplici accordi, Mi minore (Mi m), La minore (La m) e Do maggiore. Gli schemi sottostanti mostrano come posizionare le dita per ottenere i tre accordi. Ricordatevi sempre che la riga posta in alto è il Mi cantino (acuto) e quella posta in basso è il Mi grave: Mi m Do 1 La m 1
Ecco la spiegazione dei simboli che ancora non avevamo incontrato: simbolo di ritornello, le battute racchiuse tra la doppia linea e due punti devono essere ripetute, dopo di che si procede alle battute successive questo simbolo indica che la pennata della mano destra deve essere in giù in questo caso la pennata della mano destra sarà in sù
Strumming 1b Questo secondo strumming è costruito sugli accordi di La maggiore, Re maggiore e Mi maggiore. La Mi 4 1 Re 1