Chi è l Aquila reale

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Chi è l Aquila reale L Aquila reale è fra gli uccelli più grandi d Europa, potendo raggiungere ben 2,2 metri d apertura alare, quasi 1 metro d altezza e 6,5 chilogrammi di peso. Aquila chrysaetos è il suo nome scientifico che deve al colore del piumaggio castano dorato che assume d adulta, dal greco chrusos = dorato ed aetos = aquila, ovvero aquila dorata. Ha la corona. Sopra il capo il colore dorato del piumaggio è particolarmente manifesto, da simulare quasi una corona; per questo, fra le aquile, è stata chiamata reale. Ha la vista molto acuta. Quando sorvola il territorio, anche da notevoli distanze, riesce ad avvistare le sue prede; per questo, chi ha la vista particolarmente sviluppata viene soprannominato vista d Aquila. Ha gli artigli robusti ed acuminati, paragonabili a dei micidiali pugnali, con cui afferra ed uccide le prede. Ha il becco adunco, caratteristico degli uccelli rapaci, strutturalmente adatto a lacerare la carne delle prede. È un superpredatore ; così vengono chiamati gli animali che predano anche altri predatori; infatti, può catturare persino volpi, martore e serpenti. Non ha nemici in natura. Si trova all apice della catena alimentare e nessun animale è in grado di predarla. È simbolo di forza e di potenza. Considerata simbolo di forza e di potenza è stata da sempre scelta come emblema da parte di tante istituzioni, anche di nazioni e di imperi. Utilizza gli ascensori. Risale in alta quota a basso dispendio di energia, intercettando con le sue grandi ali sfrangiate le correnti termiche ascensionali che si formano in seguito al riscaldamento del suolo. È una perlustratrice. Durante il volo d esplorazione, effettuato compiendo ampi giri a spirale, ispeziona il territorio ad alta quota alla ricerca di prede. Fa i blitz. Durante il volo di caccia sorvola il territorio a bassa quota, in modo tale da poter sbucare all improvviso davanti alla preda, sorprendendola. È fedele con il partner. Forma coppie monogame, rimanendo insieme per tutta la vita. È a dimorfismo sessuale. La femmina è più grande del maschio; quando i due coniugi volano insieme, si possono distinguere facilmente. Caccia in tandem. Molto spesso caccia in coppia. È territoriale; le coppie difendono accanitamente il proprio territorio di nidificazione dall intrusione di altre Aquile.

È una danzatrice acrobatica. A febbraio i due partner, per demarcare il loro territorio e consolidare il legame di coppia, danzano effettuando spettacolari voli di corteggiamento, gettandosi anche in velocissime picchiate e inverosimili risalite ad ali chiuse chiamati voli a festone ; a questi segue la preparazione del nido. La femmina è una casalinga. A marzo avviene la deposizione delle uova, solitamente due, deposte con qualche giorno di distacco l uno dall altro; la cova, che dura circa 45 giorni e la successiva cura degli aquilotti, vengono eseguiti in prevalenza dalla femmina, mentre il maschio provvede a procurare il cibo ed alla difesa del territorio. Caino ed Abele. A maggio si ha la schiusa delle uova. Spesso accade che il primo pulcino nato uccida il secondo; questo comportamento, chiamato cainismo, con riferimento all evento biblico di Caino che uccise il fratello Abele, garantisce che almeno un aquilotto riceva abbastanza cure e cibo, da parte dei genitori, per sopravvivere. Cresce in fretta. L aquilotto, all età di 65-70 giorni, raggiunge le dimensioni dell adulto. Il battesimo dell aria ; a luglio l aquilotto, a circa 75 giorni, spicca il suo primo volo, costantemente seguito dai genitori. I genitori bravi insegnanti. Dopo l involo l aquilotto rimane con i genitori il tempo necessario ad imparare le tecniche della caccia e della sopravvivenza. Non ci sono figli mammoni. A fine autunno, dopo aver appreso tutto ciò che c è da sapere per essere indipendente, l aquilotto va via dal territorio natio; se non va via da solo, viene scacciato dai genitori. Da giovane è una vagabonda. Nei primi anni della sua vita, la giovane aquila è soggetta al fenomeno dell erratismo giovanile, che la porta a vagare alla ricerca di un nuovo territorio. L abbigliamento dei teenagers. Le giovani aquile, dall involo fino al periodo adolescenziale, si distinguono facilmente dalle aquile adulte per il colore del piumaggio marrone scuro, che diventerà progressivamente castano dorato, e per una grande macchia bianca presente in ogni ala e nella coda, che tenderà progressivamente a scomparire. A destra Aquila reale adulta, a sinistra Aquila reale giovane. Da notare le macchie bianche sotto le ali e la coda Il tempo di metter su famiglia. A cinque anni, raggiunta la maturità sessuale, tenderà ad accasarsi, cercando un compagno con cui riprodursi ed un territorio idoneo, libero da altre aquile, in cui potersi insediare. È longeva. Come tutti i grandi rapaci; può raggiungere 30 anni di età; in cattività anche 50.

Le Rocche del Crasto, habitat dell Aquila reale Habitat dell Aquila reale. L habitat dell Aquila reale è costituito principalmente da spazi aperti con vegetazione bassa e rada (ambienti di gariga e pascoli), che rappresentano il suo territorio di caccia; solitamente evita le zone alberate. Nei Nebrodi il territorio di caccia di una coppia di Aquile reali si estende per circa 6000 ettari Indispensabile per il suo insediamento in un territorio è la presenza di pareti rocciose a strapiombo con anfratti, necessari per la costruzione dei nidi. I nidi Nidifica fra gli anfratti rocciosi inaccessibili dei dirupi, a volte fra i rami dei grandi alberi. Le nidificazioni avvengono sempre nella parte bassa del territorio di caccia; questo per facilitare il trasporto delle prede catturate. È una possidente immobiliare. Nel suo territorio di nidificazione, una coppia di aquile possiede più di un nido; può averne anche una decina, mediamente cinque, costruiti su una o più pareti, generalmente vicine fra di loro. Ha nidi enormi, formati da un notevole ammasso di rami, frasche ed erba, che possono raggiungere dimensioni di 2,5 m di larghezza per altrettanti d altezza e 700 kg di peso. È una ristrutturatrice; tra gennaio e febbraio la coppia sceglie uno dei nidi, che restaura rinnovandolo con ramoscelli verdi raccolti nel territorio, a volte spezzati direttamente dagli alberi. I nidi ereditati dai nonni. Un nido antico, che è stato composto negli anni con un progressivo apporto di materiale legnoso da parte di generazioni di aquile, può essere costituito anche da diverse centinaia di kg, un nido recente, invece, da pochi rami. Ama il fresco ; nelle regioni a clima caldo come la Sicilia, per evitare il surriscaldamento estivo, costruisce il nido in punti ombreggiati, esposti in prevalenza verso nord; al contrario, nelle regioni nord europee, dove c è un clima più freddo, nei punti soleggiati, con esposizione in prevalenza verso sud.

L Aquila reale ad Alcara li Fusi. La coppia che nidifica sulle Rocche del Crasto, nel territorio di Alcara Li Fusi, è fra le più produttive d Italia, indicatore inequivocabile dell idoneità ambientale del territorio del Parco dei Nebrodi per questa specie di uccello rapace; dal 1981 al 2010, sono state seguite 25 nidificazioni, di cui soltanto 2 con esito negativo e per ben 4 volte si sono involati 2 aquilotti. L Aquila e San Nicolò Politi Fra gli abitanti di Alcara Li Fusi, l Aquila gode di un particolare rispetto in quanto, secondo una singolare leggenda, è legata a San Nicolò Politi, Santo Patrono del paese. Nicolò Politi (1117-1167) viveva in una grotta nell area dove oggi sorge l Eremo a lui dedicato; l aquila gli portava da mangiare e con la sua ombra gli indicava la via da seguire nel suo cammino. Il tele monitoraggio del nido. Disegni realizzati dagli alunni dell Istituto Comprensivo di Alcara Li Fusi Tramite una telecamera montata accanto al nido, tutto ciò che accade all interno viene ripreso: dal restauro annuale, alla deposizione, cova e schiusa delle uova, alla crescita ed involo dell aquilotto; le immagini si possono osservare in diretta in un monitor presso La tana delle idee, presso la sede dell Ente Parco dei Nebrodi di Alcara li Fusi, o nel sito internet del Parco (www.parcodeinebrodi.it). Il nido dell Aquila reale nel sito delle Rocche del Crasto, dove si sta effettuando il tele monitoraggio. Per saperne di più. Per chi vuole approfondire la storia dell Aquila reale delle Rocche del Crasto, nel laboratorio didattico La tana delle idee, presso la sede dell Ente Parco di Alcara Li Fusi, troverà descritti tutti i particolari, dal mito, alla sua biologia, ecologia ed etologia, al progetto di tele monitoraggio, presentati tramite dei cartelloni tematici illustrati, dei diorami ed una stazione multimediale. Diorama con la ricostruzione a grandezza naturale del nido dell Aquila reale delle Rocche del Crasto presso la sede dell Ente Parco dei Nebrodi di Alcara li Fusi

Conservazione della specie. L Aquila reale, nonostante sia protetta da leggi nazionali ed internazionali, continua ad essere in grave pericolo a causa delle persecuzioni umane e dei cambiamenti dell habitat che rendono sempre più rari i territori idonei. Per la conservazione della specie deve essere assolutamente protetto soprattutto il territorio di nidificazione, che risulta l area più vulnerabile; escursionisti, fotografi naturalisti e curiosi che si avvicinano troppo al nido nel periodo della riproduzione, possono essere la causa dell abbandono da parte dei genitori, causando la morte dell aquilotto. Testi e foto di Antonio Spinnato